Ferrari 312 B, inizia l'era del motore dodici cilindri piatto



Per la Scuderia Ferrari gli anni '70 rappresenteranno un decennio di innovazioni e novità, che porteranno dei cambiamenti significativi a livello tecnico non solo per il percorso automobilistico e sportivo della Ferrari, ma anche per la Formula 1 in generale.


La seconda metà degli anni '60 non è stato un periodo fortunato per la squadra di Maranello: dopo il titolo ottenuto da Surtees nel '64, le vittorie ottenute dall’anno seguente fino alla fine del decennio saranno a malapena tre. La 312, che corre per quattro stagioni dal ‘66 al ‘69, porta a casa rare soddisfazioni che costringono il team a un cambio di rotta.


La stagione 1970 rappresenta una piccola rampa di lancio, in cui la nuova 312 B dimostra una competitività che non si vedeva da tempo, dato soprattutto dall’esordio del nuovo motore dodici cilindri definito boxer o, per meglio dire, piatto: quest’auto inaugura un decennio importante per la Scuderia, ricco di successi e titoli iridati.


Il nuovo V12 piatto inaugura la serie dei dodici cilindri boxer


Verso la fine degli anni '60 Enzo Ferrari è desideroso di ribaltare una complicata situazione a livello sportivo per il suo team, pertanto Mauro Forghieri si mette all’opera per costruire un progetto rivoluzionario, che parte dal nuovo motore, il Ferrari Tipo 001, un propulsore dodici cilindri con bancate aperte a 180°.


Questo verrà denominato giornalisticamente boxer, anche se in realtà il termine è sbagliato, come afferma l'ingegner Forghieri, perché il motore è a cilindri contrapposti, dove ogni biella è collegata a una singola manovella e i pistoni si muovono nella stessa direzione, mentre nel caso del boxer il supporto è collegato a due bielle, ed i pistoni si muovono uno verso l’altro.


Inoltre è opportuno specificare, come dichiarato da Forghieri, che la sigla B aggiunta sul nome della vettura non si riferisce al termine boxer, ma al doppio albero a camme in testa installato. E quindi, parlando di bialbero, spunta fuori la sigla B. La storia della costruzione del propulsore è legata ad una tematica relativa all'aviazione.


Forse può essere una bizzarra storia per qualcuno, ma il V12 piatto doveva essere impiegato anche per un aereo: più precisamente la Franklin, un’azienda statunitense che costruisce aeroplani, si interessa di questo motore piatto, adatto alle proprie richieste di essere posto sulle ali di un aereo. La nota ditta contatta Ferrari per avviare la costruzione del nuovo propulsore V12, ma sfortuna vuole che la società fallisce e alla fine l’accordo svanisce.


I vantaggi ricavati dal nuovo motore e la sezione aerodinamica


Questo motore nasce dopo le delusioni delle ultime stagioni; in passato, infatti, era molto difficile trovare una messa a punto ottimale dell’auto perché il vecchio motore Ferrari, troppo pesante, non lo permetteva. Le due definizioni chiave che Forghieri vuole mettere in atto per questo nuovo propulsore sono il baricentro più basso, e la leggerezza.


Il Ferrari Tipo 001 si rivela un motore decisamente meno pesante - si parla di 145 chilogrammi - e quindi più compatto e maneggevole, caratteristiche che penalizzavano da anni i precedenti propulsori nel confronto con il Cosworth. Anche questo motore risulta essere più potente (seppur di soli quindici cavalli) e con un maggior numero di giri motore; per il Tipo 001 parliamo di 450 cavalli massimi di erogazione, a circa 11.600 giri al minuto, con una cilindrata di 3000 centimetri cubici.


I cilindri contrapposti, posizionati orizzontalmente, permettono l’abbassamento del baricentro della monoposto, da cui si trae dei vantaggi notevoli: con una zona posteriore più bassa il flusso aerodinamico che si dirige verso l’ala posteriore è più pulito, fornendo una maggior tenuta di strada e quindi un vantaggio prestazionale.


Il telaio è una semi-monoscocca, composto da tubi d’acciaio rivestiti di pannelli in alluminio rivettati; è presente una trave posteriore che sostiene il propulsore, non ancora del tutto portante, e l’ala posteriore. A livello aerodinamico vengono aggiunti due piccoli alettoni sul muso, mentre nel retrotreno è presente un grande alettone posteriore, posto al dì sopra del motore in una posizione più avanzata rispetto all’asse retrostante delle ruote.


Un dettaglio particolare è la disposizione dei radiatori, posizionati alle spalle dell’asse posteriore delle ruote. Per quanto riguarda le sospensioni, è particolare quello anteriore, costituito da un bilanciere superiore e da un triangolo inferiore, che comprende un gruppo molle elicoidali coassiali, con ammortizzatore entrobordo, e la barra antirollio. Mentre la sospensione posteriore è caratterizzata da un triangolo inferiore rovesciato, composto da un gruppo molle elicoidali coassiali esterno, sempre con la barra antirollio di stabilimento. Il serbatoio ha una capienza di 220 litri, mentre gli pneumatici sono forniti nuovamente dalla Firestone.


La 312 B scende per la prima volta in pista nell’autunno 1969 all’Aerautodromo di Modena, impianto che viene spesso utilizzato per gare di auto e moto, come aeroporto, e per collaudi di case costruttrici che risiedono nelle vicinanze. Tra queste anche la Scuderia Ferrari, che ne fa uso per testare le proprie auto da corsa fino a quando non viene inaugurato il circuito di Fiorano, nel 1972. Il primo pilota a sedersi sull’abitacolo della 312 B in questo test all’Aerautodromo di Modena è Chris Amon, essendo ritenuto dall'ingegner Forghieri uno straordinario collaudatore.

A Ickx e Regazzoni non riesce la rimonta finale


Nonostante sia stata costruita una monoposto interessante, l’inizio di campionato è condizionato dai trasferimenti dei due piloti titolari, Chris Amon e Pedro Rodriguez: l’australiano viene ingaggiato dalla francese Matra, mentre il messicano passa alla BRM.


Per la stagione 1970 fa il suo ritorno dalla Brabham il belga Jacky Ickx, ma in un primo momento non gli viene affiancato nessun compagno di squadra, poiché Ferrari schiera per le prime tre gare una sola monoposto. L’inizio di stagione è abbastanza disastroso per il team di Maranello, a causa di un'insufficiente affidabilità del nuovo potente propulsore V12.


Nel primo appuntamento in Sudafrica Ickx ottiene il quinto tempo in prova, ma non riesce a concludere la gara, fermandosi a venti giri dal termine con il motore in fumo.


Nel caotico fine settimana vissuto in Spagna, a Jarama, Ickx incontra più volte circostanze sfavorevoli a partire dal venerdì, in cui è costretto a usare la vettura di scorta in quanto si verifica un problema tecnico sulla sua 312 B. In gara il belga, partendo dalla settima piazza, guadagna due posizioni, ma al primo giro alle S Bugatti viene sfiorato il dramma: il pilota inglese Oliver, a causa di un problema tecnico, scarta di colpo verso sinistra, invadendo la via di fuga interna, e finisce per colpire il fianco sinistro dell’auto di Ickx; uno dei serbatoi della 312 B si rompe spargendo carburante sull’asfalto e un vasto incendio divampa, avvolgendo le vetture incidentate, ma fortunatamente i due piloti, abilitando i dispositivi antincendio installati sulle proprie monoposto, escono immediatamente dai loro abitacoli, scampando a una possibile tragedia.


Ickx accusa fortunatamente solo delle lievi ustioni alla schiena, ma per la seconda gara consecutiva è costretto al ritiro.


Nel Gran Premio di Monaco Ickx è quinto in qualifica e ancora una volta, dopo un buon avvio di corsa, deve abbandonare la gara dopo alcuni giri per la sfortunata rottura del semiasse.


Nel Gran Premio del Belgio la Ferrari schiera per la prima volta in stagione una seconda vettura. A guidarla è il romano Ignazio Giunti, pilota trentenne che aveva stupito il patron Ferrari nel suo percorso nelle vetture Sport e così decide di offrirgli l’opportunità di guidare la 312 B e partecipare al weekend belga, malgrado non abbia nemmeno effettuato un test di prova su un’auto da Formula 1. L’italiano stupisce alle sue prime armi con la 312 B, ottenendo l’ottavo tempo in qualifica e un sorprendente quarto posto finale, che però poteva essere un podio, perso a causa di un richiamo ai box sbagliato da parte dei commissari per una perdita d’olio inesistente. Giunti porta alla squadra di Maranello i primi punti iridati dell’anno con il nuovo V12 piatto, mentre Ickx chiude lontano dalla zona punti.


In Olanda, invece, il pilota che affianca Ickx è il debuttante Clay Regazzoni, che si era messo in luce nel Campionato Europeo di Formula 2 a bordo della Tecno e che una settimana prima aveva vinto la 24 Ore di Le Mans con una Ferrari 512 S Sport, in coppia con Arturo Merzario. In qualifica sia Jacky Ickx sia il ticinese piazzano un buon tempo, partendo rispettivamente terzo e sesto. I due ferraristi conducono un’ottima gara, che vede Ickx issarsi in testa nei primissimi giri, e Regazzoni che recupera terreno dopo una partenza infelice. Purtroppo nel finale Ickx deve lasciare la seconda posizione a Stewart per colpa di una foratura, ma nonostante ciò conclude terzo, cogliendo il primo podio stagionale. Sorprendente è l’esordio di Regazzoni che taglia il traguardo al quarto posto, guadagnando i suoi primi punti in Formula 1.


Nel Gran Premio di Francia ritorna Ignazio Giunti con la seconda monoposto, ma la notizia più importante in casa Ferrari è la prima pole conquistata da Ickx a bordo della 312 B, la seconda in carriera per il belga. Tuttavia, in gara non arrivano altrettante buone notizie: Ickx, nonostante si accorga nel giro di ricognizione che il motore sembra avere dei problemi, prende il via mantenendo la testa della gara, ma è costretto a fermarsi dopo quindici giri per un guasto al potente motore Ferrari, rinviando la prima vittoria stagionale della Casa di Maranello. Giunti invece arriva al traguardo lontano dalle posizioni di vertice.


Sul circuito di Brand Hatch, in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna, ritorna Clay Regazzoni al posto dell’italiano Giunti. In prova Ickx è terzo, mentre Regazzoni ottiene il sesto crono. In gara il belga scatta meglio di tutti e si prende la leadership della corsa, ma ancora una volta è costretto ad abbandonare la competizione, per la quinta volta in stagione: in questa occasione a tradirlo è la trasmissione, dopo nemmeno sette giri. Conduce un’altra buona prova Regazzoni, che come in Olanda giunge quarto, a pochi decimi da un piazzamento sul podio.


Ma dal Gran Premio di Germania la stagione cambia completamente volto, in questo caso in positivo per il team di Maranello. Prima di tutto Enzo Ferrari, dopo l’alternanza per la seconda vettura di Giunti e Regazzoni, prende la decisione definitiva di affiancare a Ickx l’elvetico Regazzoni fino alla conclusione della stagione, e in secondo luogo l aFerrari ritrova una competitività che pareva smarrita. In qualifica Jacky Ickx ottiene la seconda pole position dell’anno, precedendo il leader del campionato Rindt e l’altra Ferrari di Clay Regazzoni. La gara vedrà un’intensa battaglia tra questi tre piloti, con numerosi cambi di posizione dall’inizio alla fine. Regazzoni, però, è sfortunato perché deve ritirarsi a metà gara per un problema al cambio, lasciando soli Rindt e Ickx in lotta per il successo. I due duellanti si alternano la testa alla corsa fino al traguardo, che vede vincitore il leader del campionato Jochen Rindt, che si difende al meglio agli ultimi tentativi di attacco di Ickx, giunto secondo.


Nonostante la sconfitta, per la prima volta si può sottolineare i progressi e la competitività che ha raggiunto la 312 B2, la quale ha visto entrambi i piloti lottare per il successo contro il dominatore del campionato, che fa ben sperare per le gare successive.


Nel Gran Premio d’Austria, corso sull’inedito circuito dell'Osterreichring, la Ferrari decide di schierare una terza monoposto, affidata a Ignazio Giunti. In prova è Jochen Rindt, idolo di casa, ad ottenere la partenza al palo, ma le Ferrari sono molto vicine, con Regazzoni e Ickx che si piazzano alle sue spalle, e un ottimo Giunti che ottiene il quinto tempo. Alla partenza della gara il più lesto è Regazzoni che va al comando davanti a Rindt e Ickx. Nel corso del primo giro, però, il belga si prende la seconda posizione e le due Ferrari iniziano ad aumentare il loro vantaggio. Rindt, il grande favorito, non riuscirà a concludere la gara, mentre i due piloti della Ferrari dovranno solo stare attenti ai potenziali attacchi della Matra di Beltoise, che però perde delle posizioni nel finale di gara.


La squadra di Maranello, dopo tanti anni, torna a dominare una gara grazie ad una grande competitività che non si vedeva da parecchio tempo. A vincere è Ickx davanti a un grande Regazzoni, che nonostante la poca esperienza in questa competizione si rende protagonista di una gara straordinaria, accompagnata anche dal giro più veloce.


Dopo più di due anni una Ferrari torna a vincere e lo fa in maniera netta, mentre per Ickx è la quarta vittoria in carriera. Ignazio Giunti, a causa di una foratura, non riesce a portare a casa punti poiché giunge settimo al traguardo.


Il Gran Premio d’Italia viene ricordato per la tragedia accaduta nel corso delle prove del sabato: il leader del campionato Jochen Rindt è coinvolto in un violento incidente alla Parabolica contro il guardrail, e l’austriaco si spegne durante il trasporto all’ospedale.


Questo momento drammatico non pone termine all'evento sportivo a Monza, e a prendersi la pole position è nuovamente Ickx davanti alla B.R.M. di Rodriguez e a Regazzoni. La prima parte della gara è caratterizzata da una rotazione continua di piloti in testa alla corsa, fin tanto che Rodriguez e Giunti si ritirano, e insieme a loro si unisce anche il favorito numero uno, cioè Ickx, a causa del cedimento della frizione.


Dopo alcuni giri è Regazzoni, con l’unica rossa rimasta in gara, a prendere il comando delle operazioni, ma Jackie Stewart lo insegue, dando vita a un duello avvincente, a cui prende parte poco dopo anche Beltoise. Ma quando mancano circa quindici giri alla fine, dopo aver visto la Matra del francese andare in testa, Regazzoni torna davanti e distanzia i suoi avversari con una guida pulita e assente di errori. L’elvetico trionfa davanti a tutti i tifosi ferraristi, cogliendo la sua prima vittoria in Formula 1. Una vittoria che ha un gusto particolare, non tanto perché è la prima, ma per il modo in cui è stata ottenuta, a bordo di una Ferrari, nel Gran Premio casalingo del team di Maranello.


A livello di classifica questa rappresenta un’occasione sprecata per Ickx ma per quanto riguarda il mondiale costruttori sono punti importanti, che permettono alla Scuderia di recuperare tanto terreno nei confronti degli avversari.


Nel terzultimo Gran Premio disputato in Canada le due Ferrari ottengono il secondo e terzo tempo in prova, rispettivamente con Ickx e Regazzoni, alle spalle della esordiente Tyrrell, condotta da Stewart. Il britannico comanda la corsa per oltre trenta giri fino al suo ritiro, dovuto alla perdita del semiasse, spianando la strada al suo più diretto avversario Ickx che vince in solitaria la corsa. Con lo svizzero Regazzoni secondo, la Ferrari colleziona la seconda doppietta stagionale, e soprattutto mostra un’altra prova di forza, di velocità e di affidabilità del motore V12 piatto, dopo un inizio difficoltoso.


Con il successo ottenuto, Jacky Ickx rimane l’unico pilota che può ancora sognare il mondiale piloti, ma deve vincere le ultime due gare per riuscirci.


Negli Stati Uniti Ickx si riprende la pole position, la quarta in stagione, precedendo Stewart e Fittipaldi, con quest’ultimo che a bordo della Lotus ha il compito fondamentale di difendere il primato di Rindt. Al via Ickx lascia la testa della corsa a Stewart, mentre il belga scala al terzo posto. Nei giri successivi Ickx si riprende la seconda posizione passando Rodriguez, e la stessa cosa la fa Regazzoni, che passa terzo. Ma questa volta la Ferrari non è fortunata: Regazzoni è costretto a rientrare ai box durante la prima parte della corsa, perdendo un sacco di posizioni che lo fanno retrocedere in classifica, e poco dopo anche Ickx, obbligato a vincere, deve rientrare ai box per una perdita di carburante, abbandonando definitivamente le speranze iridate.


A vincere è Fittipaldi, che sfrutta prima il ritiro di Stewart e poi i problemi di Rodriguez per passare in testa. Ickx con la Ferrari giunge quarto e fallisce con una gara d’anticipo la possibilità di recuperare pienamente lo svantaggio nei confronti di Jochen Rindt, diventato il primo ed unico Campione del Mondo piloti postumo.


Nell’ultima gara disputata in Messico, nonostante il campionato ormai perso, la Ferrari si toglie delle ulteriori soddisfazioni. In prova Clay Regazzoni ottiene la sua prima pole position in carriera, mentre Ickx non va oltre il terzo tempo. In gara il belga, prendendo quasi immediatamente la testa della corsa, domina la corsa e trova il suo terzo successo stagionale davanti nuovamente all’altra 312 B di Regazzoni, che sfrutta il ritiro di Stewart.


Seppur battuta, la Ferrari chiude alla grande la stagione ottenendo la sua terza doppietta stagionale.


Il campionato si chiude con dei segnali incoraggianti per il futuro: dopo un avvio di stagione disastroso, condizionato dalla sfortuna e dal nuovo motore V12 piatto, ancora acerbo dal punto di vista dell’affidabilità, la Ferrari cambia decisamente rotta a partire dal Gran Premio di Germania, dove Ickx sfiora la prima vittoria, che arriva poi successivamente in Austria. Il belga, nonostante i numerosi piazzamenti conquistati nel finale della stagione non riesce a riprendere il leader Rindt, assente nelle ultime quattro gare, ma diventato ugualmente campione del mondo.


Incredibile anche il percorso di Regazzoni, che correndo solo otto gare giunge terzo in campionato. Ickx colleziona alla fine tre successi, quattro pole position e cinque podi, mentre Regazzoni si porta a casa il Gran Premio d’Italia, la pole position in Messico e altri tre secondi posti. Nella classifica costruttori la Ferrari compie una grande rimonta dopo essere rimasta a digiuno di punti nelle prime tre gare, chiudendo al secondo posto alle spalle della Lotus di appena sette punti.


La 312 B partecipa anche ai primi due appuntamenti della stagione successiva, cogliendo ancora una volta la vittoria. È Mario Andretti a ottenerla nel Gran Premio inaugurale in Sudafrica, mentre Regazzoni giunge terzo. In Spagna, ultima gara ufficiale di questa monoposto, viene conquistata un’altra pole position e una seconda posizione in gara con Jacky Ickx.


Il bottino finale della 312 B è più che positivo: in totale su quindici gare sono cinque i successi ottenuti, tre con Ickx, uno con Regazzoni e uno con Andretti, le pole position sono sei e infine i podi ottenuti sono dodici.


Questa monoposto viene ricordata come uno dei progetti migliori realizzati dal direttore tecnico della Ferrari, Mauro Forghieri. Il progetto, come detto, sembra promettere bene per il futuro, ma le auto che seguiranno la 312 B saranno decisamente meno competitive, e la Ferrari dovrà attendere il 1974 per ritornare a lottare per la conquista del campionato mondiale, e in quel caso il protagonista sarà nuovamente Regazzoni, pilota che fin dall’esordio si dimostra un vero protagonista in questo palcoscenico, ma che alla fine non riuscirà a cogliere ciò che di buono si poteva immaginare dopo la splendida stagione 1970.


Nicola Battello