Ferrari 250 Berlinetta a passo corto, l’Arte va in pista…e vince



Desiderata e apprezzata in egual maniera da piloti professionisti e collezionisti facoltosi, la Ferrari 250 GT Berlinetta passo corto, semplicemente nota come 250 GT SWB (Short Wheel Base) è una delle Ferrari più belle e iconiche mai costruite, ed è ritenuta una delle migliori manifestazioni del DNA Ferrari.


Questo modello rappresenta alla perfezione l’auto da gentleman driver, in grado di vincere sia sui circuiti di tutto il mondo nelle domeniche di gara, sia di sfilare durante eventi più esclusivi delle città più alla moda.

Presentata al Salone di Parigi nell’Ottobre 1959, disegnata da Pininfarina e realizzata dalla Carrozzeria Scaglietti, la 250 GT SWB, all’interno dell’infinita serie 250 GT, conquista fin da subito una posizione di rilievo nel cuore dei ferraristi.


Con codice interno 539, l’auto ha proporzioni fantastiche: il corpo vettura molto arretrato, basso e profilato, con un cofano anteriore lunghissimo tipico delle Gran Turismo di quest’epoca, viene contrastato da una serie di dettagli che proiettano l’automobile in avanti, come ad esempio l’inclinazione del frontale della coda, e se vista di fianco, delle arcate dove si posizionano le ruote.



A completare questa miscela esplosiva tra estetica e funzionalità è presente il sapiente tocco di Pininfarina, che con linee muscolose, ma morbide, riesce a coniugare questi due aspetti come solo la nota carrozzeria torinese sa fare.


Verso la fine degli anni '50, la Ferrari è ancora una casa automobilistica artigianale, con un forte legame con il mondo delle corse. Non stupisce, quindi, come gli esemplari prodotti di 250 GT SWB, meno di 200 compreso il modello Competizione, pur rimanendo a primo impatto uguali e fedeli a se stessi durante il ciclo di produzione, durato tre anni, abbiano subito una serie di minuscole modifiche e di accorgimenti che ne segnano il percorso evolutivo, senza perdere la sua essenza.


I primissimi esemplari, realizzati tra il 1959 e la prima metà del 1960, sono stati pensati esclusivamente per il mondo delle corse: questi vengono realizzati completamente in alluminio, e sono riconoscibili per la presenza di una piccola luce sul montante posteriore, gli sfoghi d’aria verticali presenti su entrambi i parafanghi e i finestrini non discendenti.


Già nel tardo 1960, per le versioni stradali modello Lusso, con carrozzeria in lamiera d’acciaio e sportelli e cofano in lega di alluminio, vengono modificati alcuni elementi da corsa come i parafanghi e finestrini, ora discendenti: tuttavia, il bocchettone del rifornimento rimane esterno e ben visibile sulla coda della vettura.



L’anno successivo, vengono effettuare delle modifiche più sostanziose, al punto che perfino la denominazione interna si evolve e diventa 539/61: in particolare, cambiano forma i finestrini, e il bocchettone viene nascosto, oltre ad una serie di svariati piccoli dettagli che sono rivisti, tra cui spicca la griglia anteriore che cresce di dimensioni.


L’ampia personalizzazione e i desideri dei clienti mischiano ulteriormente le carte in gioco dal punto di vista stilistico e tecnico: non è difficile trovare versioni stradali totalmente in alluminio, oppure con motore potenziato tipo corsa.


Alcuni telai vengono vestiti sempre da Pininfarina, con un abito molto simile a quello della 400 Superamerica, ma non è solo quest'ultimo a mettere le mani su questo gioiello: meritano una citazione la Spider Speciale di Zagato, ma soprattutto la versione disegnata da Giugiaro per Bertone con il frontale a naso di squalo, come la coeva 156 F1 campione del mondo con Phil Hill, a cui, nella costruzione di questo esemplare unico, partecipa anche l’ing. Carlo Chiti.



I riferimenti da corsa di questi esemplari unici sono un omaggio alle prestazioni, e alle vittorie che la 250 GT SWB continua a conquistare sui circuiti di tutti il mondo.


Il suo palmares è costellato da trionfi in tutto il mondo: Campione del Mondo costruttori classe GT del 1961, mentre tra le vittorie più prestigiose compaiono il Tour de France (1960 e 1962), la 1000 Km del Nürburgring (1961, 1962), le vittorie nella categoria GT a Le Mans (1960, 1961), e due volte trionfatrice del Turist Trophy di Goodwood con Stirling Moss nell’annate 1960,1961.


Proprio il Re senza Corona definì la Ferrari 250 GT SWB l’auto più bella del Novecento.


Bella e vincente, questo modello è il frutto di una collaborazione progettuale tra gli ingegneri Bizzarini, Chiti e Forghieri. Leggera, solo 960 Kg di massa a vuoto, il telaio di stampo è realizzato da due longaroni a sezione ovaloide con barre di rinforzo a crociera, ai quali si aggiunge una sezione rettangolare sull’anteriore. Dotata di sospensioni anteriori indipendenti e ponte rigido al posteriore, il passo viene ridotto rispetto alla versione precedente, ora di 2400 mm, per aumentarne le doti di agilità durante la guida.



La Ferrari 250 GT SWB è anche la prima Ferrari stradale dotata di freni a disco.


Il 12 cilindri, basato sul motore realizzato da Colombo, è un 2953 di cilindrata, con potenza che variava dai 220 fino ai 280 CV negli esemplari da Competizione.


Fattore chiave nelle varie configurazioni di potenza è la carburazione costituita da tre carburatori doppio corpo Weber 38 DCN, o 40 DCL/6, ed i Solex C40 PAAI.


Nell'aggiornamento del 1961, al fine di cercare ulteriore potenza da sprigionare in pista, sono utilizzati dei carburatori Weber 46 DCF/3, che uniti ad altre migliorie, aumentano il valore di potenza massima dichiarato in precedenza dal costruttore di Maranello, ma è un’esclusiva per la versione da corsa.



La trasmissione viene affidata ad un cambio a quattro rapporti sincronizzati più retromarcia, con delle variazioni in base alla tipologia di vettura, se da Competizione o Stradale.


Purosangue a tutto gli effetti, l’auto viene apprezzata per le sue doti di guida da vera Ferrari: aggressiva ma maneggevole, anche grazie al passo ridotto a 20 mm rispetto alla 250 GT LWB, richiede una certa esperienza di guida per sfruttarne a pieno le doti.


Particolare attenzione richiede la fase di uscita di curva, dove l’auto tende a scodare.


Questione di abitudine e di dosaggio sul pedale dell'acceletatore, e anche le sbandate diventando controllate e piacevoli merito di uno sterzo sempre preciso e dolce, al punto da sembrare servo-assistito.


Ad enfatizzare questo comportamento da sportiva di razza è l’assetto rigido, che non fa mai saltellare la vettura, e i freni a disco pronti ad intervenire.


La spinta del motore è poderosa, dai 60 km/h in quarta marcia, si passa ai 200 in meno di 25 secondi.


Tra i suoi famosi fans citiamo Clay Regazzoni, storico alfiere della Scuderia Ferrari, che pur di possederne una fece scambio con un collezionista: una 250 GT SWB per una Ferrari Sport 312 PB, e una F1 312 B1.


Il pilota elvetico, come Moss citato in precedenza, ne è entusiasta, definendola nervosa e divertente, con tanti cavalli sempre a disposizione e un’ottima tenuta di strada.


L’unico neo che il pilota trova in questo gioiello, realizzato a Maranello, è l’assenza di una quinta marcia di riposo per raggiungere i 300 Km/h.



Oggetto di desiderio di chiunque, dall’appassionato collezionista ai piloti professionisti più famosi al mondo, quando la Ferrari 250 GT Berlinetta viene messa in vendita in qualche casa d’asta, il suo valore si aggira su cifre da capogiro.


Essendo richiestissima, i prezzi di stima si aggirano tra gli 8,5, fino ai 10 milioni di euro.


SCHEDA TECNICA


Carrozzeria berlinetta due posti

Posizione motore anteriore longitudinale

Trazione posteriore


Dimensione e Pesi


Lunghezza 4150 mm

Larghezza 1690 mm

Altezza 1260 mm

Passo 2400 mm

Carreggiata anteriore 1354 mm

Carreggiata posteriore 1349 mm

Massa a vuoto 960 Kg


Motore


Cilindrata 2953,21 cm³

Tipo 168, 168 B, 168 Comp/6112 V a 60°

Alesaggio e corsa 73 x 58,8 mm

Rapporto di compressione 9,2:1

Distribuzione monoalbero, 2 valvole per cilindro

Alimentazione tre carburatori doppio corpo Weber 40 DCL 6Weber 38 DCNSolex C40 PAAI


Meccanica


Potenza massima 206 kW/ 280 CV a 7000 giri/minuto

Potenza Specifica 95 CV/Lt e 93 nm/litri

Coppia 275 Nm a 5.500 giri/min

Accensione mono, due spinterogeni

Impianto Elettrico 12 V

Lubrificazione carte ad umido

Frizione monodisco

Cambio meccanico a quattro marce e RM


Telaio


Corpo vettura tubolare in acciaio

Sterzo vite e rullo


Sospensioni anteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici

Sospensioni posteriori ponte rigido, puntoni laterali, balestre semiellittiche longitudinali, ammortizzatori telescopici


Cerchi 16"

Freni anteriori a disco

Freni posteriori a disco

Pneumatici anteriori 6.00 x 16 o 175 x 400, 185/90 , posteriori 6.00 x 16 o 175 x 400, 195/80


Prestazioni dichiarate


Velocità massima 268 Km/h

Accelerazione 0–100 km/h in 8,2 secondi, e 0-400 m in 16,1 secondi


Luca Saitta

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