#4 1954: GP Belgio, Fangio domina con la Maserati, problemi d'affidabilità per la Ferrari


Dopo aver disertato la gara statunitense sul circuito di Indianapolis, i costruttori europei partono per il Belgio, sede della terza tappa del Campionato Mondiale di Formula 1. Nonostante il numero limitato di vetture partecipanti, solamente quattordici, alla vigilia del Gran Premio ci si augura che il livello tecnico sia alto e simile tra i vari team.


Per la imminente 24 Ore di Le Mans, mercoledì 9 Giugno 1954 la Lancia autorizza il pilota francese Robert Manzon a prendervi parte accettando l'invito di Enzo Ferrari a guidare una sua auto. La casa torinese non correrà invece in Francia, non avendo potuto approntare tempestivamente le sue vetture. Sicura invece la partecipazione della Ferrari, anche se si hanno del dubbi circa la presenza di Mike Hawthorn, li quale si è recato in Inghilterra per assistere ai funerali del padre morto in un incidente automobilistico.


Come è noto Hawthorn era stato al centro di un caso clamoroso, poiché non rientrava in patria da parecchi anni e di conseguenza non poteva compiere il suo servizio di leva, ma date le particolari circostanze in seguito alle quali Hawthorn è rientrato in Inghilterra, il Governo di Sua Maestà ha sospeso l'ordine di chiamata alle armi del noto pilota.


Mentre l'attenzione degli appassionati del motore si concentra sulla corsa di Le Mans, a Torino si ha finalmente la notizia che Giuseppe Farina ritornerà a correre. L'ex Campione del Mondo si è rimesso dal pauroso incidente subito nella Mille Miglia e, pur avendo ancora un braccio in non perfette condizioni, ha già ripreso a guidare la sua macchina personale. Giovedì 10 Giungo 1954, il pilota torinese si reca a Modena per tornare al volante del bolidi da corsa.


E' da notare che l'asso torinese, in passato, ha vinto a Sllverstone trentanove giorni dopo un incidente occorsogli a Marsiglia, con conseguenze piuttosto gravi. Giuseppe Farina era stato costretto ad applicare alla spalla guarita dalla frattura un elastico, In queste condizioni aveva realizzato il record del giro con un tempo tale che a lui stesso ed a Fangio fu assai difficile migliorarlo, due mesi dopo, sulla stessa pista. Il precedente può essere di buon auspicio per il futuro.

In Belgio, sul circuito di Spa, si riaccende la sfida tra le Ferrari e le Maserati, con le francesi Gordini a fare da cornice ad una lotta per il vertice della categoria tutta italiana. Dopo aver fatto perdere le proprie tracce, Juan Manuel Fangio torna in Europa per partecipare al terzo appuntamento mondiale, e fin dalle prove realizza un tempo incredibile e quasi irraggiungibile di 4'22"1, stabilendo così il nuovo record del circuito e migliorando persino il crono messo a segno nel 1950, quando l'argentino disponeva ancora dell'Alfa Romeo 159B, monoposto dotata di ben 150 cavalli in più rispetto all'attuale Maserati 250F.

González è il primo degli inseguitori: il connazionale ferma i cronometri sui 4'23"6 con la sua Ferrari, attestandosi al secondo posto. Farina è terzo, e paga ben quattro secondi dalla pole del pilota della Maserati.


L'alfiere del Cavallino, tuttavia, si trova ancora in uno stato di convalescenza dopo il brutto incidente nella Mille Miglia, ed è costretto a guidare con un apparecchio ortopedico in grado di facilitare la guida dell'italiano; nel complesso, quindi, il terzo posto è un risultato più che soddisfacente.

Con un clima tropicale, al via della gara incredibilmente è Farina a prendere la leadership, seguito dal compagno González e da Hawthorn. Dopo pochi metri dal via, la Maserati del pilota argentino Roberto Mieres prende improvvisamente fuoco, a causa di una fuoriuscita del carburante. Il pilota riesce a lanciare la macchina fuori pista e se la cava con qualche ustione al collo e al dorso, e con alcune escoriazioni.

Il primo giro della corsa viene contrassegnata anche da altri due ritiri: quello di González, causato da una noia al motore, e quello di Swaters, provocato da un problema ad un pistone, entrambi su Ferrari.


Farina inizia così il secondo giro in testa, ma Fangio, che nel frattempo ha sorpassato Hawthorn, Trintignant e Behra, si avvicina e riesce a riconquistare la testa della gara al quinto giro: da questo momento in poi Fangio dominerà la corsa, riuscendo perfino ad avere il tempo per poter rientrare ai box e cambiare gli occhiali, nel corso del decimo giro. Farina torna così in testa, ma in soli tre giri viene raggiunto dalla Maserati del pilota argentino; la possibile lotta tra le due Case di Modena termina al quattordicesimo giro, quanto il pilota torinese è costretto al ritiro a causa di un problema alle candele.


Nel mentre si ritirano dalla corsa anche Onofre Marimon nel corso del quarto giro a causa di problemi al motore, Jean Behra al dodicesimo per anomalie alle sospensioni della sua Gordini, e Paul Frère al quattordicesimo, anch'egli a causa di un'anomalia al motore: anche in questo caso, la vettura prende fuoco, ma il pilota belga riesce a lasciarla senza subire alcun danno.


Ad inseguire da lontano Fangio, che con la sua Maserati detta il ritmo, il difesa dei colori della Ferrari rimangono soltanto Mike Hawthorn e Maurice Trintignant, ma un altro colpo di scena cambia nuovamente la sorte della Casa modenese quando il pilota britannico, al termine del diciannovesimo giro, si ferma ai box, senza apparenti guasti meccanici. In realtà, Hawthorn è stordito a causa di una perdita di gas di scarico, che nel corso della gara gli hanno provocato uno stato di semi-asfissia, e mentre cerca di rientrare a piedi dentro il box perde i sensi e cade a terra.

González prende il posto del britannico e riparte, pur avendo quarantadue secondi di svantaggio nei confronti di Fangio, ma il giro seguente deve già tornare ai box per riparare il guasto che ha causato il ritiro del compagno di squadra; nel collettore di scarico è presente un foro che non gli permette di proseguire, se non dopo aver effettuato le consuete riparazioni.


L'argentino riparte pur essendosi ustionato il braccio proprio a causa di questo inconveniente. Ne approfittano Trintignant e Moss, che salgono così in seconda e terza posizione.

L'ordine non verrà più stravolto fino al termine della corsa: Juan Manuel Fangio, con il secondo successo consecutivo, ma soprattutto stabilendo il nuovo record di media velocità di percorrenza dei 509 chilometri del percorso, pari a 185,172 km/h, lancia un chiaro segnale su chi sia il favorito per la conquista del titolo iridato. A seguire chiudono sul podio Maurice Trintignant con la Ferrari e Stirling Moss con l'altra Maserati. Quarto giunge al traguardo José Froilán González, che si spartisce i tre punti con il compagno di squadra Mike Hawthorn, mentre il pilota belga André Pilette chiude in quinta posizione, con la sua Gordini.


Con la vittoria, il pilota argentino della Maserati Incassa un premio di 100.000 franchi belgi, pari a circa 2.000 dollari, e mantiene la testa del campionato con 17 punti, seguito da Maurice Trintignant con 9 punti, Vukovich con 8 (grazie alla vittoria della 500 miglia di Indianapolis, ma non avrebbe più corso altre gare valevoli per il Campionato del Mondo di Formula 1), González con 6,5, e Farina fermo a 6 punti.


Per ovviare alla debacle belga, la Ferrari, di ritorno da Spa, il 21 Giugno 1954 si ferma in Francia, a Reims, dove il 4 Luglio 1954 è prevista la quarta tappa del Campionato del Mondo di Formula 1.

Simone Pietro Zazza

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