Dorino Serafini, un asso a due e a quattro ruote



Nei primi decenni del Novecento sono stati molti i piloti che hanno avuto esperienze sia nel mondo delle due che delle quattro ruote: Teodoro Serafini è uno di questi.


Dorino, soprannome affibbiatogli dagli amici, nasce a San Pietro in Calibano, frazione di Pesaro, il 22 Luglio del 1909. Serafini inizia la sua avventura con il motociclismo prima della seconda guerra mondiale, laureandosi campione italiano nel 1933 nella categoria 175 centimetri cubici guidando una MM e nel 1936 in quella 500 con una Bianchi 350 centimetri cubici, e campione europeo nel 1939 con la Gilera 500 quattro cilindri, sbaragliando lo squadrone Bmw che può contare sul grande Georg Meier.


Al termine del conflitto mondiale, a trentasette anni, Dorino Serafini decide di proseguire la sua carriera a bordo di autovetture. L'inizio, tuttavia, non è felice quanto lo è stato il periodo in moto, dato che nel 1947, alla guida di una Maserati 4CL, è vittima di un pauroso incidente per la rottura dello sterzo nel corso del Gran Premio di Comminges, quando è praticamente certo della vittoria.


Dorino trascorrerà vari mesi all’ospedale, prima di partecipare nuovamente ad una corsa di Formula 2, alla fine del 1948. Nel 1950 Serafini inizierà la sua collaborazione sportiva con Ferrari, con la quale gareggerà principalmente in Formula 2, nelle gare Sport (raggiungendo il prestigio del secondo posto alla Mille Miglia del 1950) e perfino a due gare di Formula 1, dove otterrà due piazzamenti sul podio e in entrambe le occasioni terminerà le gare al secondo posto.


Dapprima, al Gran Premio di San Remo, in una gara non valida per il Campionato Mondiale di Formula 1, conquista il primo podio, e a Monza ripeterà l'impresa, pur condividendo il volante con Alberto Ascari.


Nel 1951 Serafini andrà all’assalto della Mille Miglia ma purtroppo, nei pressi di Martinsicuro, il cambio della sua Ferrari si bloccherà mentre percorre un tratto di strada a oltre 200 km/h, causando un pauroso incidente che porrà fine alla sua carriera agonistica.


La conseguenza di questo tremendo incidente è che rimarrà claudicante per il resto della vita. Ciononostante, Dorino è stato un professionista meticoloso, puntiglioso sia sulle due che sulle quattro ruote. A tal riguardo dirà:


"In corsa non hai lo schioppo ma sei come in trincea, tu e gli altri. Molto vicini. A contatto. Uno solo va sul gradino più alto del podio. L’applauso è per tutti, ma il più forte è per chi ha combattuto di più e meglio".


Serafini sarà ricordato anche per essere stato il primo a infrangere la barriera delle cento miglia orarie al Tourist Trophy con la Gilera 500 rondine; per le sue vittorie, il capo del governo italiano, Benito Mussolini, lo premierà numerose volte.


Dorino in gara è sempre stato rispettato non solo da chi è con lui in squadra ma anche dagli avversari, che lo hanno sempre definito un signore. Si spegnerà il 5 Luglio 2000, ma il ricordo delle sue imprese a due e a quattro ruote riecheggia ancora oggi. E' per altro celebre una sua frase, pronunciata pochi mesi prima di spegnersi, in cui esprime tutto il suo amore per il mondo del Motorsport:


"Il rombo dei motori da corsa me lo porto con me, lassù. Mi terrà compagnia".


Simone Centonze