Dino 246 GT, una straordinaria e imperdibile evoluzione della versione 206

Aggiornato il: 3 giorni fa



Nel 1969, dopo soltanto un anno dall’uscita della Dino 206 GT, la Casa di Maranello perfezionò la Ferrari a sei cilindri.


I motivi per cui si prese questa decisione furono due: una concorrenza sempre più spietata, come ad esempio la Porsche 911 Carrera, e soprattutto questioni regolamentari relative alla Formula 2; infatti, il regolamento sportivo redatto dalla FIA richiede l’utilizzo di un motore derivato dalla produzione stradale e realizzato in almeno 500 unità per poter partecipare alle competizioni.


Il propulsore cresce di cilindrata, passando dai 2000 cm³ della 206 GT, a 2400 cm³, grazie all'aumento delle misure relative all'alesaggio e alla corsa, e modificando il blocco motore in ghisa, garantendo una maggior robustezza generale e una minor sensibilità alle vibrazioni, definendo così un aumento di potenza, che passa da 180 a 190 cavalli.


L’alimentazione rimane invariata con tre carburatori doppio corpo Weber 40 DCN F/7.


Il maggior ingombro del motore comporta modifiche estetiche di tipo tecnico, poiché la 246 GT rimane apparentemente identica alla precedente versione, ma nei fatti cresce la lunghezza, che aumenta di ben 90 millimetri, e si allunga anche il passo, ora maggiore di 58 millimetri, favorendo l’abitabilità interna e l’accessibilità al vano motore durante le operazioni di manutenzione, entrambe note dolenti della 206 GT.



Lo sviluppo, inevitabilmente, incide anche sulla massa della vettura, che raggiunge i 1080 kg a vuoto, anche perché la carrozzeria, sempre affidata a Scaglietti, è in lamiera d’acciaio, ad l’eccezione dei cofani e delle portiere, rimasti in lega leggera.


Nonostante ciò, le prestazioni non ne risentono, ed anzi rimangono di prim'ordine: 235 Km/h di velocità massima, da zero a cento in 7,2 secondi, e 27,5 secondi da zero a un chilometro.


L’esperienza di guida è impreziosita dal suono del motore e dal cambio a cinque marce, contraddistinto dalla classica griglia del selettore; un'ispirazione derivante dalle Ferrari da corsa.


Agilità e uno sterzo molto diretto, certificano la Dino 246 GT come una vera Ferrari, qualora ci fossero dei dubbi. La meravigliosa linea, disegnata da Aldo Brovarone della Pininfarina, resta pressoché immutata rispetto alla Dino 206 GT, tuttavia, delle piccole variazioni estetiche, che non sfuggono all’occhio dei più appassionati, caratterizzano le tre versioni della Dino 246 GT denominate L, M, E.


La serie L, costruita dal 1969 al 1970, presenta alcuni dettagli estetici che rappresenteranno la fortuna della versione 2000, tra cui il cerchio Cromodora fissato con il gallettone centrale, simile alle auto di corsa, i paraurti angolari anteriori che terminano all’interno della presa d’aria sul musetto, il bottone d’apertura del cofano bagagli, le luci targa incorporate nel paraurti posteriori, e l'appoggiatesta montato sulla paratia posteriore.


I numeri di telaio della Tipo 607 L seguono una numerazione pari a differenza del resto della gamma stradale del Cavallino Rampante.



A fine 1970 debutta la serie M (telai Tipo 607 M dal numero #01118 a #02130) marcando sempre più il distacco dalla 206 GT: il cerchio, sempre Cromodora, perde il gallettone centrale in favore del fissaggio a cinque bulloni, i poggiatesta sono integrati nei sedili e l’apertura del cofano bagagli ora avviene tramite un tasto presente all’interno dell’abitacolo.


Aumentano gli accessori a disposizione, mentre dal punto di vista meccanico e telaistico vengono migliorati l’impianto frenante, e la careggiata posteriore aumenta di 30 millimetri.



Ultima evoluzione della specie, la Tipo 607 E (telai da #02132 a #08158), entra in produzione nel 1971, e vi rimane fino al 1974. Per la prima volta la berlinetta due posti secchi viene affiancata da una versione scoperta, la GTS, dotata di un tettuccio rigido rimovibile tipo targa.


Ulteriori modifiche come nuovi carburatori, la posizione di riposo del tergicristallo, i nuovi cerchi Campagnolo e il comando di aperture delle porte, completano il canto del cigno di una delle berlinette di maggiore successo della Casa di Maranello.



In totale vengono costruite 2.487 Dino 246 GT, di cui 488 con guida a destra, mentre le GTS sono 1.274, di cui 235 guida a destra, per un totale di 3.761 esemplari, un numero davvero notevole per la produzione Ferrari in questi anni.


Nonostante i grandi numeri, la Dino resta una delle Ferrari più ricercate e ambite dagli appassionati e collezionisti, come dimostra il grande interesse che questa vettura suscita ogni volta che viene venduta alle migliori aste del mondo.


SCHEDA TECNICA


Berlinetta due porte in lamiera d'acciaio

Porte e cofani in lega leggera


Dimensione e Pesi


Lunghezza 4150 mm

Larghezza 1700 mm

Altezza 1115 mm

Carreggiata anteriore 1425 mm

Carreggiata posteriore 1430 mm

Massa a vuoto 1080 Kg

Serbatoio 65 litri


Motore


Posizione centrale-posteriore

Cilindrata 2419,20 cm³

Tipo V6 65° raffreddato ad acqua

Alesaggio e corsa 92,5x60 mm

Basamento in ghisa e testate in lega leggera

Rapporto di compressione 9:1

Distribuzione bi-albero in testa comandati da catene e ingranaggi

Due valvole per cilindro

Camere di scoppio emisferiche

Alimentazione a tre carburatori doppio corpo Weber 40 DCN F/7


Meccanica


Potenza 143 kW/ 195 CV a 7600 giri/minuto

Potenza Specifica 81 CV/litro e 93 nm/litro

Coppia 225 Nm a 5.500 giri/min

Accensione a bobina e spinterogeno

Impianto Elettrico 12 V

Frizione monodisco a secco

Cambio meccanico a 5 marce e retromarcia

Differenziale autobloccante

Trazione posteriore


Telaio


Corpo Vettura in traliccio di tubi a sezione ellittica e circolare

Sterzo a cremagliera

Sospensioni anteriori con ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, barra stabilizzatrice, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici

Sospensioni posteriori con ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, barra stabilizzatrice, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici

Freni anteriori a disco ventilati da 270 mm

Freni posteriori a disco ventilati da 254 mm con servofreno e ripartitore di frenata.

Pneumatici anteriori 205/70 VR 14

Pneumatici posteriori 205/70 VR 14

Cerchi da 14" in lega leggera


Prestazioni dichiarate


Velocità massima 235 Km/h

Accelerazione da 0-100 km/h in 7,2 secondi, da 0-200 km/h in 31,6 secondi, da 0-400 metri in 15,3 secondi, e da 0-1000 metri in 27,5 secondi.


Luca Saitta

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