André Simon, dal garage di famiglia alle corse con la Ferrari



Il 5 Gennaio 1920 nasce a Parigi André Simon, figlio di un proprietario di garage che possiede un’agenzia di Mathis a La Varenne. A nove anni André perde il padre, pertanto la sua adolescenza la passerà con lo zio, ma già a tredici anni il futuro pilota della Ferrari inizia a lavorare nel garage di famiglia.


La passione per i motori cresce di giorno in giorno, al punto che al termine del secondo conflitto mondiale André chiede dei soldi in prestito per acquistare una vettura sportiva, una Talbot Lago, e nel 1948 a Monthlery, nell’Ile de France, disputa la sua prima corsa.


Nonostante abbia solo ventotto anni e si consideri troppo vecchio per un debutto nel mondo delle corse, André ha l’opportunità di mostrare le sue doti velocistiche agli appassionati, e nella sua corsa di debutto, al volante di una Talbot Piagnibon che gli è stata prestata da Pierre Boncompagni in cambio della firma di un assegno e dell’assicurazione sulla macchina, ottiene subito il miglior tempo in prova.


I concorrenti rivali chiedono che gli venga annullato il tempo ma i commissari lo convalidano e Andrè, il giorno dopo, parte dalla pole e vince.


In poche parole un debutto da sogno per il francese.


Ma André non è benestante, e per correre ha sempre bisogno che qualche amico gli presti una vettura. Successivamente, sarà Charles Pozzi a prestargli una Delahaye 155 V12 4.5L per partecipare al Gran Premio di Comminges, in programma nel mese di Agosto. Il pilota francese partecipa alla gara e termina settimo assoluto, dopo aver gestito alla grande un problema alle candele.


Queste performance attirano ben presto l'attenzione di Amédée Gordini che lo ingaggia per la stagione 1949. Simon diviene così il membro di un gruppo di piloti di grande velocità, composto anche da Maurice Trintignant, Robert Manzon e Jean Behra, che verranno soprannominati i moschettieri.


Al volante di una Gordini-Simca 1500, Simon termina secondo al Gran Premio di Germania sul circuito del Nurburgring del 1950 al termine di un grande duello con Alberto Ascari che dispone della potentissima Ferrari.


Nel corso della stagione otterrà altre piazze d’onore a Aix-les-Bains, Angouleme, Reims, Ginevra e Perigueux, e continuerà a correre con la Gordini nel Gran Premi di Formula 2 anche nel 1951, vincendo a Les Sables d'Olonne.


Nel 1951 André debutta in Formula 1, ottenendo il sesto posto al Gran Premio d’Italia a Monza. Ma la mancanza di affidabilità e potenza della vettura francese lo indurranno a cambiare squadra, anche perché ora il futuro si chiama Ferrari.


Nel 1952 il francese compone il quartetto di piloti della Scuderia del Cavallino Rampante insieme ad Alberto Ascari, Luigi Villoresi e Giuseppe Farina; il sodalizio con la Ferrari durerà due anni. Nello stesso anno, André disputerà anche altre gare non valevoli per il Campionato del Mondo di Formula 1, come ad esempio il Gran Premio di Comminges che vince in coppia con Ascari, e il Gran Premio di Parigi nel quale arriva secondo.


In questi anni il regolamento prevede che solo i primi cinque classificati possano raccogliere dei punti iridati, oltre al pilota che segna il giro più veloce. Perciò André, che nella sua carriera disputerà dodici gare di Formula 1, va annoverato tra i quei piloti che pur avendo finito tra i primi sei non ottennero mai punti iridati, come accade in occasione del Gran Premio d'Italia a Monza, nel 1952.


Dal 1953 in poi, il pilota francese correrà come indipendente sia durante i Gran Premi che in diversi eventi con vetture sportive, ottenendo un terzo posto alla guida di una Gordini nel 1954 all'International Trophy.


Nel 1955 Simon sarà chiamato a sostituire il tedesco Hans Herrmann in Mercedes in occasione della gara di Monaco di Formula 1, ma più in generale ricoprirà a partire da quest'anno il ruolo di collaudatore per la casa di Stoccarda e di pilota alla 24 Ore di Le Mans. Dopo l’abbandono della Mercedes Simon verrà ingaggiato dalla Maserati che gli offrirà l’opportunità di guidare la 250F.


La Maserati vuole costruire una super coppia francese, con Simon da affiancare Jean Behra. Tuttavia, la stagione 1956 della casa del Tridente sarà negativa, e Simon deciderà di lasciare la Formula 1 e di dedicarsi alle gare di durata.


Con le auto Sport, André coglie un ottimo terzo posto in occasione della 1000 Chilometri svoltasi a Parigi, sul circuito di Montlhery, alla guida di una Ferrari 250 GT, in coppia con Jo Schlesser. Un risultato che otterrà anche nel Trofeo Auvergne e la Coupe de la Marne Debouteville, a Rouen, nel 1961, sempre al volante della Ferrari 250 GT.


Nel 1962 Simon parteciperà nuovamente alla 24 Ore di Le Mans alla guida di una Maserati Tipo 151, in coppia con Maurice Trintignant, occasione nella quale diverrà il primo a raggiungere la velocità di 300 km/h sul rettilineo delle Hunaudieres.


La sua ultima gara in carriera verrà disputata in occasione della 1000 Chilometri del Nürburgring del 1965, alla guida di una Ford Cobra Daytona condivisa con Jo Schlesser.


Il francese rimarrà talmente deluso dalla vettura e dal risultato che deciderà di abbandonare definitivamente il mondo delle corse, anche se era stato scelto dalla casa americana per partecipare alla 24 Ore di Le Mans alla guida della GT40, in coppia con Mario Andretti.


Nel 1966 sarà vittima di un grave incidente stradate e trascorrerà in coma due settimane, ma riuscirà a recuperare e deciderà di dedicarsi alla gestione del suo garage fino alla pensione, che raggiunse nel 1984.


Nel 2012, a novantadue anni, André Simon si spegne a Evian les Bains, lasciando il ricordo delle sue incredibili imprese.


Simone Centonze