Andrè Pilette, un unico sussulto con la Ferrari ufficiale in Formula 1



I primi anni del Novecento sono la fucina di molti piloti affermati: uno di essi è Theodore Pilette, pilota belga che sarà uno dei primi piloti europei a tentare l’assalto alla 500 miglia di Indianapolis, piazzandosi quinto assoluto nella sua unica partecipazione, nel 1913, alla guida di una Mercedes 16/45.



Cinque anni dopo, a Parigi, il 6 Ottobre 1918 nasce suo figlio Andrè.


Nel 1921, quando il giovanissimo Andrè ha solo tre anni, il padre si spegne a seguito di un incidente: questa tragedia sarà decisiva nella vita del figlio. Infatti, Andrè deciderà di seguire le orme del padre, ma dovrà aspettare la fine della seconda guerra mondiale per coronare il sogno di guidare una vettura da corsa, più precisamente una vettura sport - prototipo.


Nel 1948 Andrè debutta alla prestigiosa 24 Ore di Spa a bordo di un'Aston Martin DB2, in coppia con l’inglese Tony Rolt, e a trentadue anni corre per la prima volta un Gran Premio di Formula 1 in Belgio, ottenendo un incoraggiante sesto posto con una Lago Talbot T26C-DA.


Due anni dopo, nel 1953, parteciperà nuovamente al Gran Premio del Belgio alla guida di una Connaught A-Lea Francis, fornitagli dalla Ecuriè Belgique ma in questa occasione non andrà oltre l’undicesima posizione, terminando la corsa con sette giri di ritardo dal primo, Alberto Ascari su Ferrari.


Nel 1954, alla guida di una Gordini Type 16, Andrè disputerà tre gare ottenendo i suoi unici punti in carriera, due per l’esattezza, sempre in occasione del Gran Premio del Belgio, mentre nelle altre due corse a cui prenderà parte, il Gran Premio di Gran Bretagna e quello di Germania, otterrà un nono posto e un ritiro.


Ciononostante, nel 1955 Andrè andrà incontro al passo più importante della sua carriera e della sua vita, essendo uno dei fondatori dell’Ecurie Nationale Belgique. Andrè ritornerà a gareggiare nel 1956 piazzandosi sesto al Gran Premio di Monaco, alla guida di una Gordini Type 32, e nuovamente sesto in Belgio alla guida di una Lancia D50 fornitagli da Enzo Ferrari.


Sempre nello stesso anno, Andrè proseguirà con la partecipazione al Gran Premio di Francia, conquistando l'undicesima posizione alla guida di una Gordini Type 32.


La carriera del pilota francese in Formula 1 si può considerare chiusa in questa stagione, anche perché le ultime esibizioni nella massima categoria del Motorsport conteranno tre mancate qualificazioni tra il 1961 e il 1963.


Il pilota belga sarà ricordato soprattutto per aver guidato le vetture sport prototipo, e per aver tentato l’assalto per ben tre volte alla celebre 24 Ore di Le Mans. Nel 1959, alla sua prima partecipazione, alla guida di una Ferrari 250 GT termina la gara al quarto posto assoluto; l'anno seguente, sempre alla guida di una Ferrari 250 TR59, in coppia con l’asso messicano Ricardo Rodriguez, andrà vicinissimo alla vittoria, ma dovrà accontentarsi del secondo posto; mentre nella terza occasione, essendo uno dei fondatori dell'Ecurie Nationale Belgique, in coppia con l’americano Bob Grossman, giungerà solo sesto al traguardo.


Andrè chiude la sua carriera a metà degli anni '60, preferendo alla guida professionistica la fondazione di una scuola di guida a Zolder, in Belgio, che diventerà una fucina per molti talentuosi piloti, come ad esempio Thierry Boutsen, che sarà scoperto proprio da Pilette e portato in Formula 1.


Il figlio di Andrè, Theodore, proverà a ricalcare le orme del padre, ma non otterrà gli stessi risultati. Andrè Pilette si spegnerà a Etterbeek, comune alle porte di Bruxelles, il 27 Dicembre del 1993, a settantacinque anni, dopo aver contribuito a scrivere importanti pagine di storia del Motorsport.


Simone Centonze