#Alain&Ayrton: La Williams e Prost esclusi dal mondiale 1993!

Aggiornato il: 27 set 2019



Il nuovo campionato del 1993 comincia con qualche novità sul piano regolamentare, necessarie dato che l'anno precedente la superiorità della Williams, e anche la mancanza di Prost, han reso l'attività agonistica molto poco appetibile per i fan della Formula 1.

Per il nuovo anno, le principali modifiche dei regolamenti riguardano le gomme, dato che la larghezza massima della ruota completa passa da 18 a 15 pollici, con una riduzione di 7,6 centimetri, mentre la larghezza della vettura passa da 2150 a 2000 mm, mentre l'altezza è ridotta di 50 mm. Inoltre, ogni monoposto potrà avere a disposizione solo sette treni di pneumatici per ogni sessione di prove, ed ogni scuderia non potrà utilizzare più di due vetture per ogni giornata di prove; questo significa che spariscono dalla circolazione i muletti.

Altra novità è l'utilizzo della Safety Car, pertanto in caso d'incidente entrerà in pista una macchina di servizio che obbligherà tutte le monoposto ad allinearsi senza potersi superare.

Senna, ancora senza un sedile per la nuova stagione, sembra avere deciso di andare a sfidare Mansell in Formula Indy:

"Ho un debole per quelle corse. Una prima linea con Mansell e Fittipaldi la troverei molto interessante", dichiara Senna il 12 gennaio 1993. M la verità è un'altra.

Di fatto la Formula 1 paga la supremazia Williams e la caduta generale di agonismo e di incertezza nel campionato del mondo. In più è arrivata la legislazione antifumo in Europa a far crollare gli incassi del mondiale, e molti sponsor si sono ritirati. In Francia, ad esempio, c'è stato un lungo e intricato caso giudiziario, risoltosi solo in extremis con un compromesso legato alla trasmissione delle gare in Tv: in un primo momento la stessa ritrasmissione Tv delle gare sembrava pregiudicata a causa delle nuove norme antifumo; rinnovare i contratti televisivi comunque sembrava difficile ma non impossibile.

Pertanto, il 13 gennaio 1993, in un albergo dell'aeroporto di Londra, Bernie Ecclestone, assieme a molti costruttori, organizza una riunione per discutere alcune proposte per rivitalizzare l'interesse da parte del pubblico per il prossimo campionato mondiale che si annuncia con un vincitore finale già deciso in partenza: Prost, al volante della sua Williams Renault. Argomento validissimo, perché alla fine del '92 le cifre dell'audience televisivo in Italia hanno messo in risalto un calo di 20 milioni di telespettatori nell'intero campionato vinto da Mansell. Inoltre, lo stesso Mansell correrà in America (ha già provato le vetture di quella formula, ne è rimasto soddisfatto e nulla e nessuno potranno ricondurlo ormai in Formula 1), Senna rischia di prendersi un anno sabbatico, e la Ferrari non riesce ancora a far camminare la nuova vettura dopo un mese dalla presentazione.

Le idee proposte da Bernie Ecclestone ad alcuni costruttori presenti alla riunione sono le seguenti:

  • Una Pace car per riequilibrare una gara oramai decisa. L'idea proposta da Ecclestone consiste nel fatto che, quando il pilota in testa ha un vantaggio superiore a 12 secondi, entra in pista la Pace car che fa rallentare tutti i concorrenti nelle stesse posizioni di gara occupate fino a quel momento. Annullati i distacchi e ricompattato il gruppo, la Pace car esce di scena e la corsa continua. L'alterazione dello spettacolo sportivo con l'intervento in pista della Pace car sarebbe stata accresciuta dai cambi gomme nelle gare di quest'anno, dato che l'introduzione già approvata di nuovi pneumatici più stretti porterà quest'anno ad una media di due soste ai box; ma questi cambi non sarebbero potuti avvenire quando è in scena la Pace car che fa rallentare tutti. Così sarebbero andate a pallino tutte le delicate strategie di ogni scuderia per calcolare il momento più opportuno per effettuare il cambio gomme. Per gli spettatori la confusione generale sarebbe aumentata in modo inaccettabile mentre per le scuderie si sarebbero potuti verificare degli autentici danni.

  • Allungare le prove il venerdì da un'ora a un'ora e mezzo, in cui verrebbero ammessi tutti gli iscritti indipendentemente dal numero. Al termine sarebbero eliminati i non qualificati e composto lo schieramento di partenza dalla settima all'ultima fila. I primi dodici classificati verrebbero poi ammessi alle prove del sabato - di un'ora - per disputarsi la pole position e le prime sei file dello schieramento. Eliminate le prove libere, ai concorrenti non resterebbe altro tempo che quello delle prove cronometrate per effettuare collaudi e prove di motori e materiali. Ad esserne penalizzate sarebbero così proprio le scuderie minori, quelle che non hanno i soldi per effettuare test privati tra un Gran Premio e l'altro per mettere bene a punto vetture e motori.

  • Un cambiamento relativo all'uso del muletto. Esso potrebbe essere usato durante le prove solo quando la vettura ufficiale ha un incidente o un guasto e resta ferma in pista. Fino all'anno precedente, i piloti potevano usare a piacimento la vettura ufficiale e quella di riserva a loro insindacabile giudizio, scegliendo alla fine quella che ritenevano meglio per il loro stile di guida. La nuova regola avrebbe favorito le piccole scuderie che non possono permettersi di avere uno o due muletti con gli stessi motori e la stessa messa a punto delle vetture ufficiali.

  • Ciò che sorprende è che i presenti alla riunione sono quasi tutti d'accordo con Ecclestone, compresa la Ferrari, che vede in esse la possibilità di rientrare in competizione pur senza avere i mezzi tecnici per tornare vincente. Ma dichiarandosi contrari Ron Dennis e Frank Williams, che sarebbe stato il più colpito dallo stravolgimento proposto, tali proposte non vengono attuate.

Tutto ciò, però, lascia negli altri costruttori fastidiosi rancori, e da vita a minacce di dimissioni e perfino propositi bellicosi di abbandono. Il più arrabbiato di tutti è proprio Ecclestone, che si è fatto portatore di queste proposte elaborate insieme alla Benetton, alla Ferrari ed altre scuderie.

In privato, Frank Williams nei giorni precedenti si era detto d'accordo, ma durante la riunione ha cambiato bandiera. E siccome in Formula 1 non si può apportare alcun cambiamento alle regole se c'è il veto di un solo membro, Ecclestone ad un certo momento ha deciso di andarsene, non prima di aver lanciato alcune minacce:

La prima è stata quella delle dimissioni dalla presidenza dei costruttori. E siccome lui oltre che presidente è anche l'uomo che trova sponsor e Tv, una sua ritirata metterebbe in crisi tutto il circus, che è già in difficoltà per mancanza di grandi piloti e di spettacolo, mentre la seconda minaccia, che sa più di avvertimento, è stata questa:

"Tanto, se continuate così, anche la Ferrari e la Benetton se ne andranno".

E la conferma viene proprio dalla Ferrari, dove ovviamente c'è molta delusione per la mancata approvazione di quei cambiamenti che secondo i direttori della sezione sportiva della casa automobilistica di Maranello avrebbero dovuto rilanciare con vitalità la Formula 1. Addirittura, la Ferrari contava di poter presentare il rinnovamento, che era dato per scontato, come un proprio successo:

"Certo, a noi una F1 così, che rischia quest'anno di essere meno interessante ancora del '92, non piace molto. L'idea di abbandonare non è affatto peregrina ma non è attuabile subito. Innanzitutto perché ci siamo iscritti al campionato 1993 e onoreremo questo impegno. Secondo, perché la Ferrari non vince da molto tempo e se si ritirasse verrebbe accusata di fuggire davanti alle sconfitte. A noi la Formula Indianapolis (quella dove correranno Mansell e forse anche Senna, ndr) interessa molto, ma vedremo, più in là. Per adesso dobbiamo cercare di riportare la Ferrari alla vittoria".


Non si è ancora scesi in pista, ma il nuovo campionato è praticamente già entrato nel vivo.

Infatti, il 21 gennaio 1993 si scopre che nell'elenco degli iscritti mancano Mansell e Senna, come previsto, ma la cosa più clamorosa è che manca perfino Prost. Anzi, manca l'intero team Williams!


Questo perché il 16 novembre del 1992, per un banale errore burocratico, Frank Williams commette un lieve ma imperdonabile errore: spedisce la lettera d'iscrizione all'indirizzo sbagliato. Invece di mandarla alla Federazione Internazionale a Parigi, la spedì a Bernie Ecclestone. Un lieve errore burocratico, mala data di scadenza delle iscrizioni è di domenica, mentre la lettera di Williams viene regolarmente depositata soltanto il lunedì seguente. Ma tant'è, l'errore burocratico c'è e la lettera risulta ufficialmente arrivata in ritardo, pertanto la FISA non può ammettere il team di Frank Williams e Prost nel Mondiale 1993.

A questo punto, per riammettere la Williams sarebbe sufficiente che tutte le scuderie chiudessero in maniera unanime un occhio, e lasciassero perdere. Invece no, dei team, quali Benetton e Minardi, votano contro l'ammissione del team britannico nel Mondiale.

Il 22 gennaio 1993, da Parigi, il presidente della FISA, Max Mosley, rilascia una dichiarazione a commento dell'esclusione della Williams dal prossimo mondiale:

"Adesso tutto dipende da Frank Williams, mi auguro che egli riesca a trovare una soluzione...".

Una strana frase che subito fa pensare a possibili trame di ricatto. Infatti, dato che la Williams è ormai fuori dal campionato e quindi non rientra tra le scuderie da interpellare per approvare i nuovi regolamenti, le restanti scuderie che su quelle modifiche erano già tutte d'accordo (ricorderete che solo Williams e Dennis si erano opposti), possono adesso varare i cambiamenti, dopodiché si troverà una strada burocratica per riammettere la Williams. Ma attenzione: così facendo la Williams sarà considerata una nuova scuderia di Formula Uno, e come tale dovrà accettare tutto ciò che trova sul tavolo senza poter dire nulla. Da parte sua, Frank Williams annuncia la volontà di esporre un reclamo, affidandosi per ora anche lui a un cavillo.

Il 23 gennaio 1993, Flavio Briatore confessa e spiega il motivo per cui, in quanto Team Manager della squadra Benetton, si è disposto contrariamente alla richiesta di riammissione della Williams:

"Io non ho niente contro Frank Williams, che conosco da molti anni e apprezzo per tutto quello che ha saputo fare in F1. Non ce l'ho con lui, ma non ho difficoltà ad ammettere di aver votato contro la sua iscrizione al prossimo campionato mondiale. Non sono stato il solo, ma io parlo per me e ho autonomamente deciso di votare contro di lui".

"La sostanza del problema è più complessa. Da molti anni, e forse gli appassionati non lo sanno o non lo ricordano, in F1 vige questa regola: che per approvare una qualunque modifica ai regolamenti, ci vuole l'unanimità di tutti i costruttori. Questo significa che basta un solo voto contrario e non si decide nulla. Questa formula assurda di governo dura da un sacco di tempo, quando io sono arrivato l'ho trovata già in vigore. E' una formula derivante dai famosi Patti della Concordia firmati a Parigi credo negli anni '70 e poi rinnovati. Tutto questo poteva andare bene allora, quando la F1 era un embrione che si stava sviluppando: per evitare colpi di mano si stabilì che per modificare ogni situazione tutti i costruttori dovevano essere d'accordo".

"Non sono io a ricattare la Williams, ma è la Williams che col suo veto ad oltranza ricatta tutti noi delle altre scuderie. Nel senso che col suo veto impedisce ogni cambiamento della F1, che vive ancora oggi su regole vecchissime non più adatte ai tempi. Le faccio un esempio. Qualche anno fa volevamo proibire le sospensioni attive prima ancora che si affermassero, perché avevamo capito subito che avrebbero comportato dei costi supplementari altissimi che oggi infatti stanno mettendo in ginocchio molte scuderie. Bastò un voto contrario, e non se ne fece niente".

"Dieci giorni fa a Londra, abbiamo messo sul tavolo tutte le proposte di modifiche che giravano a voce da tempo. E Frank ad ogni argomento alzava la mano e diceva no. Dieci ore estenuanti di discussione inutile. E allora ho detto basta, ora utilizzo anch'io il diritto di veto e mi aggrappo ad ogni cavillo burocratico così vi faccio vedere a quali risultati assurdi porta il veto ad oltranza per bloccare sempre tutto. Williams ha mandato l'iscrizione in ritardo? Bene, i regolamenti sono regolamenti, tu li invochi sempre per dire no? E adesso dico no anch'io. Hai mandato l'iscrizione tardi, e io non accetto che ti possa iscritto lo stesso al campionato. E' assurdo, lo so benissimo, ma in questo modo almeno arriviamo al vero bubbone della F1. Io, anzi noi perché siamo in tanti, siamo stufi di essere governati con questo sistema dove basta uno solo a ricattarci tutti col suo veto. Come nelle nazioni moderne, come nelle aziende, vogliamo governarci col voto, non col veto. Vogliamo governarci con le maggioranze".

"Certo, c'erano proposte assurde, come per esempio far rallentare chi è in testa, ma quella era solo una delle mille proposte. A me va benissimo se la maggioranza la boccia, non me ne importa nulla. Ma c'erano anche tante cose serie neppure venute a galla sui giornali e delle quali in dieci ore non s'è neppure parlato. Sapete come si governa oggi la F1? I costruttori si vedono in riunioni carbonare e approvano qualche modifica solo se sono tutti d'accordo. Allora quella modifica viene presentata alla Federazione che la ratifica, perché sa che sono già tutti d'accordo. E' un modo contorto di governare questo sport, che muove duemila miliardi di lire. E' un modo innaturale di incidere sulle scelte di aziende come sono le nostre scuderie che mediamente valgono quaranta o cinquanta miliardi l'anno ognuna".

"In questo momento la Williams non è più una scuderia di F1, quindi spetterà a tutte le altre prendere una decisione. Se saremo tutti d'accordo, finalmente si potrà cambiare il sistema di governo. Dispiace a tutti noi che Williams sia fuori del campionato e siamo perfettamente consapevoli che un campionato senza Williams è dimezzato, ma non c'era altro modo per riportare tutti alla ragionevolezza, per rimodellare un sistema che non funziona più. La F1 è vecchia, va rimodernata, adattata ai tempi di oggi, alla crisi economica che ci attanaglia tutti. Guardi il calcio, che pure era uno sport ancorato a regole vecchie e apparentemente non modificabili: ha cambiato alcune cose e lo spettacolo è tornato ad essere vivo. Dobbiamo fare questo anche noi, e dobbiamo soprattutto creare un sistema di governo più agile".

"Le proposte ridicole non riusciranno mai a coagulare delle maggioranze al momento del voto. Oggi due sono le necessità urgenti: frenare l'aumento vertiginoso dei costi e offrire al pubblico, alla stampa, alla Tv uno spettacolo più concentrato, più interessante. Tutti voi nel 1992 avete scritto spesso: che corsa noiosa".

Intanto, il 25 gennaio 1993, sul circuito dell'Estoril, Prost torna provare la sua Williams. Il Professore comincia bene fin dal primo giorno: 25 giri di paziente lavoro. Dopodiché, intercettato dai giornalisti, Alain rilascia una dichiarazione in cui non si dimostra per niente addolorato dall'assenza di Mansell e potenzialmente ance Senna dal campionato 1993:

"Se ci fossero sarebbe meglio, ma va benissimo anche così. Per me non cambia nulla, ho sempre altri 25 concorrenti da battere".

"In questi mesi di lontananza dai circuiti ho lavorato molto per prepararmi. C'ero riuscito: fisicamente sono a posto, mi sento bene. Psicologicamente ho cercato di caricarmi, di trovare motivazioni. E ne ho trovate tante. La passione per le corse non si dimentica mai. Se ce l'hai ti resta dentro per sempre, e anzi quando si torna sulla scena essa è ancora più viva, più stimolante. Quando a dicembre sono salito sulla Williams per i primi test mi è sembrato di andare indietro negli anni, quando provi una macchina e la devi scoprire pezzo per pezzo. Che ne sapevo io di sospensioni attive? Nulla. Una magica scoperta, metro dopo metro per vedere come reagisce la vettura, come ti devi comportare tu su questa astronave. E' stato fantastico. Con le vecchie macchine era come guidare un motoscafo sul mare mosso. Poi sali sulla macchina con le sospensioni attive ed è come se il mare si calmasse di colpo. Poi, questa batosta della esclusione dal mondiale. E' stato un brutto colpo. E non solo per me, ma per tutta la squadra".

"A parte il problema della riammissione al campionato, abbiamo anche alcuni problemi tecnici. Stiamo lavorando molto ma non sarà facile vincere tante gare come lo scorso anno. La Benetton sarà un'avversaria durissima e la McLaren farà grandi cose, li conosco quelli lì, so che riescono a superare sempre le difficoltà. La Ferrari ha rimesso in moto una struttura e una organizzazione che potranno darci fastidio, anche se non subito. E poi quest'anno con le nuove gomme più strette, cambierà la strategia delle corse. In alcune gare cambieremo pneumatici anche tre volte e questo significa che le corse non verranno gestite più dal solo pilota ma dall'intera squadra e così solo chi riesce a creare una buona organizzazione di squadra potrà vincere".

Oltre alla diatriba dell'iscrizione, Prost ha anche un'altra grana da risolvere:pochi giorni prima, Max Mosley aveva scritto una durissima lettera a Frank Williams per ricordargli, tra i tanti peccati (avere un'auto troppo vincente, aver cacciato Mansell, inglese, aver sempre detto no ad ogni proposta di modernizzazione della F1), anche quello di aver assunto proprio Prost, un pilota che negli anni precedenti si era macchiato della grave colpa di aver pronunciato giudizi poco felici sulla Formula 1, parlando di pessima organizzazione e consultazione pari a zero.

Segue un estratto della lettera:


"Dobbiamo seriamente chiedere a noi stessi, se gli interessi della Formula Uno e della FIA coincidono col permettere ad una tal persona di partecipare al campionato. Una persona che crede di dover controllare ogni cosa, che parla di argomenti di cui non sa nulla, e che parla delle organizzazioni governative usando termini offensivi. Ha perfino accusato la Formula Uno di interessarsi fin troppo del denaro, quando lui stesso godeva dello stipendio più alto, anche più alto di alcuni membri della FIA, che non guadagnano nulla.

Non credo che tu o i tuoi sponsor possiate controllarlo. Sono certo che tu abbia delle clausole nel contratto che possano risolvere certe situazioni, ma non hanno avuto effetto. Lui continuerà ad avvelenare l’atmosfera proprio adesso che abbiamo bisogno di migliorarla".

Il messaggio implicito della lettera di Mosley a Williams è quello di non voler dare a Prost la superlicenza. Un dubbio che resterà vivo fino al primo giorno di prove libere in programma sul circuito del Kyalami, dove alla fine Prost scenderà regolarmente in pista.

Restando in argomento, il 28 gennaio, all'Estoril, ai piloti vengono esposte le nuove condizioni poste dalla FIA relative alla superlicenza, di cui tutti hanno bisogno per partecipare al mondiale, e tra queste c'è la rettitudine morale. Il deposito del contratto serve per sapere a chi appartiene il cartellino del pilota. Una regolamentazione che sembra essere fatta ad hoc per nuocere a Prost. Ovviamente i piloti non accettano questa censura che potrebbe privarli all'improvviso e a campionato in corso dello strumento legale per correre, quindi quel giorno stesso si riuniscono in un ristorante per parlare di una possibile azione contro la Federazione.

Per fortuna, il giorno successivo da Parigi, la FISA fa sapere ai piloti che sarebbero state soltanto due le nuove clausole che i piloti avrebbero dovuto rispettare: il deposito del contratto e l'impegno a partecipare a tutte le conferenze stampa ufficiali.

Il giorno dopo, in seguito a quattro giorni di prove in cui aveva percorso felicemente più di mille chilometri con la Williams, Prost è protagonista di un brutto incidente poco prima della conclusione dell'ultima sessione di test. Alain riporta soltanto un lieve stato di shock, da cui si riprende rapidamente, tanto da poter lasciare il circuito guidando la sua automobile. Più tardi i tecnici della scuderia Williams dichiarano che qualcosa si era rotto nella parte posteriore, probabilmente una sospensione.

E' invece deludente, ma ciò non sorprende, il bilancio di questo primo confronto della nuova Ferrari con le altre vetture. Mediamente la nuova F93/A è rimasta a sei secondi di distacco dalla Williams e dalla Benetton. La nuova Ferrari ha ancora riscontrato numerosi guasti alle sospensioni attive, e in apparenza scarsi benefici dal nuovo motore a valvole pneumatiche. Perfino la squadra dei meccanici mandata a Estoril è composta da giovani ancora poco esperti del lavoro nei box.

Insomma, a poco più di un mese dalla partenza per il Sudafrica, la Ferrari sembra molto in ritardo, anche se i test più rilevanti saranno quelli in programma, sempre a Estoril, a metà febbraio, nella quale scenderà in pista anche la nuova McLaren con il motore Ford 8 cilindri che Senna dovrebbe già provare a Silverstone il martedì successivo.

Dopo questi test Senna scioglierà le sue riserve, e cioè se correrà ancora con la McLaren o se si concederà un anno di riposo. La scadenza per l'iscrizione definitiva dei piloti al prossimo mondiale è fissata infatti al 14 febbraio. Il 12 febbraio, invece, si saprà se l'iscrizione della Williams sarà definitivamente respinta o accettata, attraverso un consiglio mondiale straordinario indetto da Max Mosley, dove la decisione sarà presa per maggioranza, e non per unanimità.

Il 10 febbraio 1993, con quattro giorni di anticipo sulla scadenza, la McLaren iscrive ufficialmente al prossimo mondiale i piloti Michael Andretti e Mika Hakkinen, escludendo così Senna. La trattativa tra le due parti si era fermata pochi giorni prima su queste cifre: Ron Dennis offriva 15 milioni di dollari, Senna ne voleva 20.

Due giorni dopo, la Commissione appositamente riunita a Londra, concede a Prost la superlicenza con l'unanimità dei voti. Questo, tuttavia, non significa che il calvario del pilota francese sia finito. Prost infatti sarà sottoposto a procedimento disciplinare da parte del Consiglio mondiale della FISA, la cui riunione è già da tempo programmata per il 18 marzo, cioè quattro giorni dopo la prima gara di campionato. In quella sede, Alain potrebbe anche essere punito con una o due squalifiche:

"Per aver denigrato la F1 ed averne offeso le autorità".

Buone notizie anche per quanto riguarda la re-intromissione della Williams nel campionato, seppur in maniera burrascosa. Durante il suddetto consiglio straordinario, Mosley batte il pugno sulla tavola dicendo di averne abbastanza di tutti questi capricci:

"La FISA è l'organo supremo destinato a governare questo sport ed io come presidente della FISA riammetto la Williams. Diversamente non si può andare avanti. La Formula Uno è già diventata poco seria e incomprensibile agli occhi del grande pubblico".

Approfittando della riunione, si sono approvate anche le proposte di modifica alla stagione in procinto di cominciare, tra cui prove accorciate, due sole vetture a disposizione di ogni scuderia, sette treni di gomme, e il nuovo accordo sulle benzine che pur lasciando ampio margine alla ricerca, ha proibito i carburanti chimici dello scorso anno. Questo pacchetto di provvedimenti dovrà adesso essere sottoposto all'approvazione del Consiglio mondiale, ma si tratterà in pratica di una ratifica pura e semplice.

Viene invece preannunciata una vera rivoluzione per la stagione '94, poiché verranno proibite le telemetrie, verrà dimezzato il numero dei motori utilizzabile in una stagione e sarà proibita l'elettronica attiva, cioè quella che non riguarda direttamente il funzionamento del motore:

"Per i prossimi anni, sono già allo studio nuove regole tecniche destinate a rendere la F1 meno esasperata e più spettacolare", Dichiara Max Mosley.

Nel frattempo, dopo l'annuncio della McLaren, che ha iscritto Andretti e Hakkinen, Senna fa sapere di essere stato iscritto anche'egli, anche se la FISA non conferma questa notizia. La presenza di Ayrton nel mondiale resta dunque ancora confusa. Bisogna aspettare fino al 3 marzo 1993 per vedere il caso finalmente risolto.


A Silverstone, dopo quattro mesi di lontananza dalla Formula Uno, Senna torna in pista per provare la nuova McLaren con motore Ford. Il test è positivo. Il tre volte campione del mondo brasiliano ottiene il suo miglior tempo girando in 1:21.7 che è da considerare un cronometraggio ottimo se si tiene conto che Prost ha girato in 1:21.2. Senna, pur non conoscendo questa vettura e non guidando da quattro mesi.

Al termine delle prove, svoltesi con una temperatura molto bassa, Senna si dice entusiasta della nuova McLaren, tuttavia non chiarisce quale sarà la sua decisione in merito ad una sua partecipazione con la McLaren nel mondiale, che inizia la settimana successiva in Sudafrica. Il brasiliano ha raggiunto un accordo economico con gli sponsor e la scuderia, ma si riserva di far conoscere la sua decisione; teoricamente ha tempo fino alle ore 18 di giovedì 11 marzo, vigilia delle prove del Gp sudafricano.

La notizia tuttavia giunge prima della dead-line: l'8 marzo 1993 Ron Dennis paga la multa di 10 mila dollari a causa del cambio di nominativo dell'iscrizione, e annuncia che Senna correrà in Sud Africa per il Gran Premio inaugurale del campionato, affiancato da Michael Andretti, che ha già avuto modo di mettere in riga ancor prima di iniziare la collaborazione: durante i test, sofferente per un mal di denti e colto da una nevralgia, Ayrton assiste alle prove del nuovo compagno di squadra, che nella foga di imparare tutto ciò che c'è da sapere in quello che per lui è un mondo tutto nuovo, accelera in maniera spropositata creando un rumore assordante ogni qualvolta rientra o esce dai box.

Colto dai dolori, e seduto chino su di un tavolo, al rientro del compagno di squadra, Ayrton lo riprende in modo stizzito. Il pilota brasiliano gli chiede di avvicinarsi, e in modo piuttosto poco amichevole gli dice:

"Guarda che devi fare rumore fuori, non qui dentro!".

Dopo questa redarguita, Michael non riesce più a ripetere i tempi fino a quel momento segnati, a dimostrazione che la beccata del brasiliano lo aveva punto nel morale.


Tuttavia, il rispetto che il pilota statunitense ha nei confronti del brasiliano è altissimo, e viene confermato da lui stesso anni dopo:

"Un uomo di grande cuore e sensibilità. Il miglior compagno di squadra insieme a mio padre, oltre che il miglior pilota che io abbia mai incontrato".

Dunque, il giovane e veloce finlandese Mika Hakkinen, anch'egli iscritto al mondiale, resterà per ora come terzo pilota con funzioni di collaudatore e di eventuale sostituto di Senna o Andretti. In una intervista rilasciata alla rete televisiva brasiliana Globo, Senna precisa di aver accettato visti i buoni risultati ottenuti nei test, di correre in Sudafrica, ma:

"Poi ne riparleremo e prenderò una decisione definitiva".

Il punto di incontro tra Senna e Dennis ha del surreale: su consiglio di Giancarlo Minardi, Ayrton propone un contratto a gettoni, da firmare ad ogni gara, con un conguaglio di un milione di dollari a ogni week-end corso dall’asso brasiliano, che in più di un occasione si divertirà a portare allo sfinimento Dennis, firmando solo il giovedì sera prima dell’inizio del weekend di gara, e dopo aver chiamato il suo manager Jakobi incaricato di controllare che sul suo conto sia stato versato il milioncino.


Davide Scotto di Vetta

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