#998 GP d'Australia 2019, Bottas perfetto alla prima, Verstappen è terzo la Ferrari è molto indietro



Non c'è due senza tre: è ciò che si aspetta Sebastian Vettel in vista del Gran Premio d'Australia che domenica 17 Marzo 2019 inaugurerà il Mondiale di Formula 1. A Melbourne il tedesco ha vinto negli ultimi due anni, normale quindi che le sensazioni siano positive:


"Su questa pista ho dei grandi ricordi. Ovviamente i più belli sono legati alle ultime due stagioni, quando abbiamo conquistato altrettante vittorie, ma mi piace ricordare anche il mio primo podio con la Ferrari, conquistato qui nel 2015 all'esordio con il team di Maranello. La pista è molto particolare perché bisogna trovare sintonia con il tracciato: devi ricordarti bene le traiettorie, non è sempre facile identificare il punto perfetto per le frenate e in più il fondo stradale è spesso sconnesso. A noi piloti piace però, se ci chiedessero se vorremmo che venisse riasfaltato probabilmente diremmo di no, perché è unico nel suo genere. Trovo che Melbourne sia il luogo perfetto nel quale iniziare il campionato: c'è una bella atmosfera e la gente è simpatica e accogliente''.


La Ferrari SF90 di Sebastian Vettel si chiamerà Lina. Lo svela lo stesso pilota tedesco mercoledì 13 Marzo 2019 nel corso della cerimonia di apertura della Formula 1, in piazza a Melbourne. Il campione del team di Maranello è solito dare un nome alle sue monoposto prima dell'inizio del Mondiale. Le precedenti vetture di Maranello guidate dal tedesco erano state battezzate Eva (2015), Margherita (2016), Gina (2017) e Loria (2018). Mentre quando correva per la Red Bull i nomi erano Suzie (2014), Randy Mandy (2010), Kinky Kylie (2011), Abbey (2012) e Hungry Heidi (2013).


"Sicuramente è una nuova sfida, proviamo a voltare ovviamente pagina. Abbiamo avuto i nostri punti deboli l'anno scorso qua e là e ovviamente cerchiamo di aggiustarli e fare molto meglio quest'anno. Finora, lo spirito è giusto, la squadra è sulla buona strada, la macchina va bene, vediamo come iniziamo l'anno. L'ambiente è carico, c'è ottimismo e voglia di vincere. I test a Barcellona sono andati bene e sono ottimista. Siamo più preparati e penso si possa solo migliorare. All'inizio della stagione c'è un po' di nervosismo, perché dobbiamo capire a che punto siamo. Meglio preda o cacciatore? Ora siamo tutti prede e cacciatori allo stesso tempo. Speriamo che quando usciremo da qui saremo la preda, vorrebbe dire che siamo davanti".


Sul piazzamento dello scorso anno con qualche critica dei media e sulle aspettative dei tifosi, Vettel taglia corto:


"Non credo che i media possano fare una grossa differenza sui campionati e dare punti. Ma è una nuova stagione, con nuove regole, cercheremo di stare concentrati. C'è passione nel team e vogliamo esprimerla attraverso le vittorie. Ma il percorso è lungo, ci sono tante gare e tante cose da cui dipendiamo. Tuttavia proviamo a dipendere da noi stessi. C'è una bella atmosfera attorno al team e cercheremo di mantenerla per tutta la stagione. Chiaro che se arrivi secondo si può guardare come un disastro, ma anche se arrivi quarto, cercheremo di cambiare le cose quest'anno".


Il tedesco parla anche del rapporto con il nuovo compagno di squadra, Charles Leclerc:


"Siamo liberi di gareggiare e stiamo cercando di fare il meglio per la Ferrari per cercare di riportarla lì dove abbiamo comunque provato a spingerla in queste stagioni. Lo ha detto anche Binotto. Ma la stagione è lunga, adesso è difficile immaginare questi scenari".



Dai ricordi di Vettel, si passa all'emozione di Charles Leclerc per il suo debutto con la Ferrari.


"Ovviamente si tratta di una gara molto speciale per me, sarò il mio debutto e questo rende questo Gran Premio d'Australia unico. Ho già dei bei ricordi legati a Melbourne perché è ad Albert Park che ho esordito in Formula 1 lo scorso anno. Sono soddisfatto del lavoro svolto durante i test, e non vedo l'ora di scendere in pista perché è nel weekend di gara che bisogna raccogliere i frutti del lavoro fatto durante l'inverno con un bel risultato. Il tracciato è particolare, perché è un cittadino che però ha quasi le caratteristiche di una pista permanente, con ampi spazi di fuga e velocità piuttosto elevate. E' bello venire a Melbourne, la città e la gente sono speciali. In Australia si respira una cultura diversa e l'atmosfera è molto piacevole".


A Melbourne sarà la prima anche per il neo team principal della Ferrari, Mattia Binotto:


"La gara che segna l'inizio della stagione è sempre molto importante e quella di quest'anno lo è ancora di più perché nel 2019 la Scuderia Ferrari compie novant'anni. Siamo veramente felici di poter contare su una coppia di piloti straordinari come Sebastian e Charles. Archiviati i test invernali, tutta la squadra ha voglia di scendere in pista per misurarsi con avversari che sappiamo essere molto forti. Siamo alla prima di una lunga serie di tappe e il nostro compito è quello di provare a mettere in difficoltà chi l'anno scorso ha dimostrato di essere più forte. Sarà una stagione impegnativa, è importante partire bene essendo consapevoli che abbiamo davanti a noi ventuno appuntamenti di uguale peso. Il campionato finisce a Dicembre, quindi ogni punto può essere prezioso".



E' un mondiale con molte storie quello che parte a Melbourne domenica 17 Marzo 2019, per concludersi dopo ventuno gare ad Abu Dhabi il 1° Dicembre 2019. I soliti duellanti, Lewis Hamilton e Vettel, i nuovi rivali, le facce giovani, i grandi ritorni. La voglia di riscatto della Ferrari, cambiata ai vertici col nuovo team manager Mattia Binotto e che punta su una seconda guida di talento, il ventunenne Charles Leclerc. La mai sopita fame della Mercedes, vincitrice degli ultimi cinque titoli costruttori e che si affida ancora una volta al penta campione britannico. Le nuove regole, dall’aerodinamica per favorire i sorpassi, al sistema di premiazione per il giro più veloce, e le nuove idee già in discussione.


Ci sono dunque molti i motivi per seguire la Formula 1.


Sebastian Vettel contro Lewis Hamilton: ancora una volta loro due. Il pilota tedesco della Ferrari, trentun anni, reduce da una stagione di troppi errori e rimpianti dopo aver dominato nella prima parte del 2018, cerca la rivincita con la SF90 che a Melbourne ha battezzato col nome Lina. Sebastian, quattro volte Campione del Mondo con la Red Bull, dalla sua vettura ha avuto ottimi riscontri nei test invernali a Barcellona, al netto di un incidente dovuto a un problema meccanico nella seconda sessione di Febbraio. A Melbourne ha vinto i Gran Premi del 2017 e del 2018. Un Hamilton sempre più muscoloso, dopo il suo trentaquattresimo inverno con nuovi esercizi fisici e sport compreso il windsurf, cercherà subito di segnare il territorio nonostante una Mercedes apparsa più nascosta che in ritardo.


"La Ferrari ora è avanti, ma nel mio team c'è un'energia che è fonte d'ispirazione. Dobbiamo lavorare. Dopo i test si analizza tutto quello che è successo cercando di essere attenti a ciò che si è fatto. Macchina nuova, pezzi aggiornati. E sarà così per tutti gli altri, quindi sarà interessante capire la situazione di tutti. Non ci siamo persi in sciocchezze nei test, perché avevamo e abbiamo lavoro da fare. Il team ha delle persone grandiose e l'energia che c'è è fonte d'ispirazione. Toto Wolff ha caricato tutti, vediamo persone appassionate. Loro sono dei soldati e daranno tutto per continuare a migliorare".


Max Verstappen, il ragazzo terribile della Formula 1 è la solita incognita nello scacchiere: quarto nel Mondiale 2018, quest’anno il ventunenne olandese ha una Red Bull con motore nuovo (Honda), che anticipa in questa gara l'esordio del pacchetto di aggiornamenti che era previsto facesse il suo debutto nel Gran Premio di Cina, e un campo completamente libero dalle rivalità interne con l’uscita dell’australiano Daniel Ricciardo e l’ingresso del francese Pierre Gasly, ventitré anni, promosso dalla Toro Rosso.


"Sono contento dei test invernali, non abbiamo avuto molti problemi, sono contento del lavoro e anche di come il motore si è integrato col telaio. Sono riuscito a fare quasi tutti i chilometri previsti, si può sempre andare meglio, sarebbe potuto andare meglio anche a Barcellona, ma questo vale per tutti. Ma qui a Melbourne capiremo di più a che punto siamo".



La SF90, di un rosso più opaco del solito e che sulla livrea celebrerà i novant'anni dalla nascita della Scuderia Ferrari, è apparsa una monoposto subito molto convincente. Una macchina che non è una rivoluzione, ma un’evoluzione di quella dell’anno precedente. Linee semplici, specialmente nell’ala anteriore che è più larga per assecondare le nuove norme regolamentari sull'aerodinamica volute per favorire i sorpassi, passo più lungo e più magra nella parte posteriore.


Charles Leclerc, ventun anni, il monegasco che proviene dalla Ferrari Academy di Maranello e che ha esordito come rookie lo scorso anno sull’Alfa Romeo Sauber chiudendo con un ottimo tredicesimo posto, è la scommessa per il futuro della Scuderia Ferrari che lo ha scelto per affiancare Vettel al posto di Kimi Raikkonen, passato in Alfa.


Ha dimostrato di avere talento, freddezza e ambizione per puntare a progetti importanti. Le consegne sono di aiutare il compagno, anche se certo non gli sarà impedito di vincere. Charles ha già dimostrato un ottimo feeling con la macchina e tempi impressionanti ai test invernali.


Con Antonio Giovinazzi, venticinque anni, pugliese di Martina Franca, un italiano torna titolare in Formula 1 dopo otto anni. Con un casco tricolore sarà al volante dell’Alfa Romeo accanto al vecchio Kimi Raikkonen, trentanove anni.


A parte la Mercedes e la Haas motorizzata Ferrari (col francese Grosjean e il danese Magnussen), tutte le altre squadre hanno cambiato le formazioni, compresa appunto la Ferrari. L’australiano Daniel Ricciardo è passato dalla Red Bull alla Renault, il canadese Lance Stroll dalla Williams alla nuova Racing Point, il team di un consorzio capitanato dal padre milionario, Lawrence. Daniel Ricciardo, passato alla Renault, si dice fiducioso:


"Nella seconda settimana di test abbiamo avuto risposte incoraggianti, ma non saprei valutare la nostra posizione rispetto ai primi tre team, non so neppure quanto siano forti loro. Potrebbe servirmi l'aiuto degli altri in questa fase della stagione, ma c'è possibilità di fare qualche sorpasso. Non penso di poter partire dalla prima fila spesso, ma essere cacciatore sarà divertente quest'anno, dovrò cercare di tenere il passo degli altri".


Vedremo facce nuove, tutti inglesi, tutti giovani, tutti vincitori nelle serie minori, tutti cresciuti nei vivai delle grandi squadre: George Russell alla Williams dopo aver vinto la Formula 2, Lando Norris, il più giovane di tutti, alla McLaren dopo aver vinto la Formula 3 nel 2017, Alexander Albon alla Toro Rosso.


Robert Kubica, il pilota polacco di trentaquattro anni, dopo aver fatto da riserva torna miracolosamente titolare su un’auto, sulla Williams, dopo otto stagioni di assenza da un incidente del 2011 che gli ha procurato lesioni talmente gravi alla mano, alla spalla e al braccio destro, da averne messo in discussione il futuro.


"Sono emozionato, è passato tanto tempo dalla mia ultima gara in Formula 1. Non ho potuto pensarci tanto, devo cercare di essere pronto e imparare tante cose nuove. Non abbiamo avuto un inizio perfetto nei test invernali e ci sono tante cose da verificare. Nei test a Barcellona siamo stati in ritardo e con tanti problemi, non si può recuperare in un paio di settimane, ma in pista e in fabbrica stiamo facendo tutto il possibile nella situazione attuale, non possiamo cambiare le cose. Dobbiamo cercare di concentrarci su quello che abbiamo e svolgere il nostro lavoro. Questo è l'approccio che ognuno di noi sta avendo, cercheremo di sfruttare al massimo ogni opportunità che arriverà".



Oltre ai cambiamenti per l’aerodinamica, da quest’anno il peso minimo della monoposto aumenta di ulteriori sette chili, col peso minimo del pilota compreso l’equipaggiamento che non deve essere meno di ottanta chili. Eventuali differenze rispetto a questo peso minimo dovranno essere compensate con zavorre. Aumenta anche il carburante imbarcato, da 105 chili a 110 chili.


A partire dal Gran Premio d'Australia viene reintrodotta l’assegnazione di un punto al pilota che realizza il giro più veloce, e chiude entro il decimo posto; un sistema usato dal 1950 al 1959. Il punto contribuirà sia al Campionato Piloti che a quello Costruttori: nella stagione saranno dunque disponibili ventuno punti in più. Si studia anche la possibilità, dal prossimo anno, di svolgere le qualifiche in quattro turni rispetto ai tre attuali, senza allungare però la durata di ciascuno, ed anzi riducendola complessivamente di un minuto.


Per questa gara la Pirelli, fornitrice unica degli pneumatici, porta gomme di mescola hard (denominate C2), medium (denominate C3) e soft (denominate C4). Da quest'anno i colori della spalla degli pneumatici sono uguali per ogni Gran Premio, con il bianco per la mescola più dura, con il giallo per quella media e con il rosso per quella più morbida.


La FIA stabilisce tre zone in cui si può attivare il Drag Reduction System, confermando quanto avvenuto nel 2018: oltre il rettilineo d'arrivo e il tratto di pista tra le curve Jones e Whiteford, curve 2 e 3, con punto per la determinazione del distacco tra piloti fissato prima della curva 14, anche il tratto tra la curva 12 e la 13. In questo caso il punto per la determinazione del distacco fra piloti è posto prima della curva 11.


Finalmente ci siamo: venerdì 15 Marzo 2019 si capirà se la Mercedes che si è vista durante i test di Barcellona stava nascondendo le proprie prestazioni oppure, per la prima volta dall'avvento del motore ibrido, non ha in mano un progetto dominante. Le prime gare saranno decisive, ma sarebbe un errore non considerare il team anglo-tedesco come quello da battere.

E infatti le prime prove libere del Gran Premio d'Australia a Melbourne propongono subito la Mercedes di Lewis Hamilton in testa al mattino con le Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc a seguire. Mentre al pomeriggio la Freccia d'Argento del britannico segna un tempo di 1'22"600 dopo l'1'23"599 della prima sessione, col compagno di squadra Valtteri Bottas dietro a soli 48 millesimi, lasciando la Ferrari del pilota tedesco quinta a otto decimi, con davanti anche le due Red Bull e dietro l'ex compagno di squadra Kimi Raikkonen, passato all'Alfa Romeo. La Ferrari del pilota monegasco è nona, a oltre un secondo.

Gli anglo-tedeschi hanno coperto il gap con la Ferrari accusato nei test invernali a Barcellona, e ribadito nella vigilia australiana, oppure le vetture di Maranello stanno nascondendo le loro potenzialità?


"Siamo sorpresi che la Mercedes sia stata così veloce. Ai test non era andata male, ma aveva fatto vedere delle cose normali. Per quanto ci riguarda è stata una giornata difficile, perché la macchina non si comporta come a Barcellona in termini di guidabilità. So però che va forte e spero che possiamo trovare le ragioni di queste difficoltà. La notte è lunga e i nostri ingegneri sono molto furbi, quindi penso che domani andrà molto meglio".


Ammette Sebastian Vettel; e ne è convinto anche Leclerc, alle sue prime prove libere da ferrarista.


"Sì, è una cosa certamente speciale scendere in pista la prima volta per un Gran Premio vestito di rosso, ma sono rimasto concentrato sul lavoro da fare. Credo che per tutte le macchine sulla griglia sia stato più difficile durante le FP2 perché c'è stato più vento, non è andata come avremmo voluto, abbiamo avuto qualche problema negli short run ma sappiamo cosa modificare. Nessun panico, speriamo di aver ragione riguardo ai cambiamenti che faremo per domani. Abbiamo comunque svolto tutto il programma che ci eravamo prefissati, siamo contenti e io soddisfatto. Abbiamo trovato condizioni difficili e sicuramente anche i nostri avversari non hanno provato fino in fondo il giro veloce, per cui vedremo come saranno andate le cose dopo le qualifiche".

Sicuramente la Mercedes non è apparsa in affanno, come ammette Lewis Hamilton:


"Le sensazioni sono positive, la macchina mi ha dato le stesse risposte di Barcellona il che è positivo dal momento che sono due tracciati molto diversi. Ci sono molte cose da migliorare, ma direi che come inizio non è male. Abbiamo completato il nostro programma di lavoro senza errori con entrambe le macchine. Adesso dobbiamo studiare e analizzare ogni cosa, come facciamo sempre nella notte del venerdì".


Valtteri Bottas è anche autore di un fuori pista, senza conseguenze, nel corso della FP1. La prima bandiera rossa della stagione è invece causata da un incidente per Alexander Albon, della Scuderia Toro Rosso, finito contro le barriere alla curva 2. Il thailandese perde l'ala anteriore, riuscendo comunque a rientrare ai box con la sua monoposto autonomamente. Nico Hülkenberg, che chiude le FP1 col decimo tempo, affrontato la pista solo nella parte finale della sessione, a causa di problemi tecnici alla sua vettura. Nel corso delle FP2 è invece la vettura di Pierre Gasly a soffrire di un calo di potenza della power unit, nella parte finale della sessione.



Sabato 16 Marzo 2019 ogni dubbio relativo alle potenzialità delle vetture di Maranello e Brackley si dirada, poiché anche nella terza sessione di prove libere Hamilton è il pilota più rapido, con un miglioramento non significativo rispetto ai tempi del venerdì, pur in presenza di un minore vento sul tracciato. Alle spalle del britannico, con un distacco di un paio di decimi, si posiziona Vettel, che commette anche un errore nel suo giro più veloce. Il tedesco precede di due decimi il compagno di team, Leclerc.


Alle spalle delle due Ferrari si posizionano altre due vetture che montano i motori prodotti a Maranello, le Haas di Romain Grosjean e Kevin Magnussen, mentre l'altro pilota della Mercedes, Bottas, chiude col settimo tempo, preceduto anche da Pierre Gasly. Verstappen chiude nono, dopo che gli è stato sostituito il telaio a causa di un problema al serbatoio.


Continuano a presentare problemi le Williams, con Robert Kubica che tocca le barriere al momento di un rientro ai box, mentre la McLaren viene multata di 5.000 euro per aver rimandato in pista Lando Norris al sopraggiungere del pilota polacco della Williams, che è comunque riuscito ad evitare un tamponamento.



Come certi copioni già visti, al termine delle prove di qualificazione Lewis Hamilton con un ultimo giro strappa la pole position al compagno di squadra Valtteri Bottas, cui rifila un decimo segnando un 1'20"486 che registra il nuovo record della pista sbriciolando il proprio, che era di 1'21"164.


Il pilota britannico ricomincia da dove aveva finito: la prima pole position del mondiale 2019, l'ottantaquattresima in carriera, l'ottava all'Albert Park di Melbourne, la sesta di fila considerando quelle che l'anno scorso lo hanno portato al quinto titolo, è sua.


Terza con un distacco molto pesante di sette decimi la Ferrari di Sebastian Vettel, che partirà dalla seconda fila, affiancato dal pilota olandese della Red Bull Max Verstappen. Charles Leclerc si piazza quinto a nove decimi per un'ultima sessione deludente, dopo aver dimostrato per le prime due di poter essere molto competitivo.


Le Haas di Romain Grosjean e del compagno di squadra Kevin Magnussen chiudono sesta e settima davanti al sorprendente rookie della McLaren, il diciannovenne pilota inglese Lando Norris. Nona l'Alfa Romeo dell'ex ferrarista Kimi Raikkonen, davanti alla Racing Point di Sergio Perez. Le due Renault sono undicesima con Nico Hulkenberg, e dodicesima con Daniel Ricciardo. Scatterà dalla quattordicesima posizione l'italiano Antonio Giovinazzi su Alfa Romeo, al suo primo Gran Premio da titolare. Comincia male l'avventura alla Red Bull per Pierre Gasly, subito fuori dalla Q2 e solo diciassettesimo.


In Q1 Lando Norris è il primo pilota ad affrontare il tracciato. Il tempo del britannico è battuto da Sebastian Vettel, a sua volta preceduto dall'ex compagno di team, Kimi Räikkönen. Vanno poi al comando Antonio Giovinazzi, Charles Leclerc e Daniil Kvjat. L'arrivo in pista delle Mercedes stravolge la graduatoria, con Lewis Hamilton che abbassa il limite a 1'22"681, poi limato dal suo compagno di scuderia, Bottas.


Vettel effettua due giri veloci, con gomme medie, posizionandosi a due decimi da Bottas, dietro a Hamilton. Max Verstappen s'intercala tra Hamilton e Vettel, poco prima che il britannico torni ancora al comando con 1'22"043. I piloti a rischio eliminazione cercano di migliorarsi, e Lando Norris sale fino al terzo posto. Si piazza poi terzo Giovinazzi, mentre Kvjat è quarto. Leclerc riesce addirittura a battere Hamilton, e portarsi al comando.


Vengono eliminati Lance Stroll, Pierre Gasly (che non riesce a effettuare un ultimo tentativo negli istanti finali della sessione), poi Carlos Sainz Jr., che precede le due Williams; Kubica tocca anche un muretto nel finale di sessione.



In Q2, nonostante un piccolo errore di guida, Lewis Hamilton segna 1'21"861. Il tempo è avvicinato da Vettel, ma battuto da Leclerc. Il tempo del monegasco è battuto però dall'altro pilota Mercedes, Valtteri Bottas. Nel tentativo seguente Hamilton abbassa il record del tracciato, in 1'21"014. Più dietro Grosjean è quinto, mentre Norris sale al nono posto. Giovinazzi è solo tredicesimo, Kvjat non si migliora, mentre Daniel Ricciardo è undicesimo. Le due Renault non ottengono un tempo sufficiente per la qualificazione alla fase decisiva, battute da Norris e Pérez. Alexander Albon, Giovinazzi e Kvjat sono ugualmente fuori dalla Q3.


Nella fase decisiva Bottas è capace di scendere sotto il muro del minuto e ventuno secondi (1'20"598), precedendo largamente Hamilton, (che si ferma a 1'21"055). Vettel si piazza a due decimi da Hamilton, mentre Leclerc è di due decimi più lento, a sua volta, da Vettel. Precede Verstappen, autore di un errore di guida all'ultima curva.


Nell'ultimo giro veloce Hamilton scende a 1'20"486, segnando il record della pista, mentre Bottas non è capace di migliorare il suo tempo. Anche i due piloti della Ferrari non sono capaci di migliorare il rilievo cronometrico del primo tentativo; Verstappen è invece capace di superare Leclerc, ed entrare in seconda fila. Le due Haas sono sesta e settima, mentre Norris, all'esordio, è ottavo; al termine delle prove la Haas viene multata di 5.000 euro per aver rimandato in pista Kevin Magnussen mentre stava impegnando la corsia dei box Sergio Perez. Il danese non è penalizzato sulla griglia di partenza.


Per Hamilton è l'ottava pole position sul tracciato australiano. Solo Ayrton Senna nel Gran Premio di San Marino e Michael Schumacher nel Gran Premio del Giappone sono riusciti a ottenere otto pole position per uno stesso Gran Premio. Per il Campione del Mondo in carica è il tredicesimo anno di fila con almeno una partenza in pole position, appaiando così il record di Schumacher, che ottenne almeno una pole position tra il 1994 e il 2006.



Dunque la prima immagine del 2019 è uguale all'ultima del 2018? Neanche due settimane fa alla seconda sessione dei test a Barcellona la Mercedes sembrava in affanno, e le Ferrari volanti, al punto che il team anglo-tedesco quantificava il ritardo dalle Ferrari in mezzo secondo. Infatti Hamilton, che ha commesso un errore alla prima uscita dell'ultima fase facendo sbattere il fondo, lo dice subito dopo essere sceso sudato e con le cuffiette dalla macchina:


"Pensavamo di essere più vicini onestamente. Uscendo dai test non avevamo idea che fosse così la situazione. Chiaramente speravamo di essere così davanti, abbiamo cercato di ottimizzare il bilanciamento, da Barcellona a qui abbiamo fatto un grande miglioramento di assetto e sembra aver funzionato, ma non ci aspettavamo questa differenza di prestazione. Qui tra noi e gli altri c'è quasi un secondo ed è tutto molto positivo, non potevamo cominciare meglio, ci si aspetta una stagione esaltante. Ottava pole meglio di Senna e Schumacher? Non lo sapevo, è molto bello. Ho qui la mia famiglia e non avrei mai potuto fare tutto questo senza mio padre, che mi ha insegnato tutto".

Anche il compagno di squadra, Bottas, che la pole l'ha sfiorata prima che Hamilton infilasse l'ultimo giro, dice:


"Abbiamo fatto dei grandi progressi dopo una PL3 molto difficile per me. Abbiamo cambiato qualcosa che ci ha fatto andare molto meglio in qualifica. Tutta la sessione è stata ottima ed il primo giro nel Q3 è stato davvero molto buono, mi è piaciuto parecchio. Non è bastato per la pole perché Lewis è stato velocissimo nel secondo giro mentre io ho faticato un po', però è stato divertente e non vedo l'ora di partire domani. Avrei voluto essere in pole. La gara è domani, come team abbiamo dato una grande svolta dopo dei test complicati".

Per la Ferrari, e per Vettel che nella Q3 manda l'auto in ghiaia e sul prato, sono questi segnali per cui preoccuparsi?


"Non saprei se è deludente. Innanzitutto congratulazioni a Mercedes, Lewis e Valtteri. Sono uscito di pista nel Q2, cosa che non era ovviamente prevista, ma non ho avuto danni, la macchina ha dato buone sensazioni. La gara è domani, pensiamo di avere una buona macchina e questa pista è particolare, quindi non dobbiamo preoccuparci troppo, però chiaramente non è grandioso il risultato di oggi. Ci piacerebbe essere più vicino alla Mercedes: sono sorpreso del gap con loro, credo che lo siano tutti e anche loro stessi. Abbiamo del lavoro da fare per capire la macchina penso che sia migliore di quanto visto oggi. Chiaramente la Mercedes è favorita, ma domani è un altro giorno. L'anno scorso abbiamo avuto un po' di fortuna, ma abbiamo una buona macchina e siamo in forma. Speriamo di fare una buona partenza e vedremo come andrà".

Mentre il suo giovane ed esordiente compagno Leclerc si assume la responsabilità dell'errore commesso nel corso dell'ultimo tentativo:


"Non sono stato bravo oggi, ho sbagliato nel Q3; non sono stato all'altezza di quanto fatto nel Q1 e nel Q2. E' un peccato, si poteva fare di più. Ho sbagliato io, la top tre era possibile. Vediamo domani. La macchina non era male come bilanciamento, le temperature non ci hanno disturbato troppo. Se è possibile giocarsela con questa Mercedes? Niente è impossibile, spingerò fin dalla partenza, è molto difficile sorpassare, ci vuole una buona partenza e speriamo in un po' di fortuna con la strategia. Ma dobbiamo lavorare per migliorare in vista delle prossime gare".


Domenica 17 Marzo 2019 porta con sé un nuovo inizio, e la speranza in un campionato emozionante e pieno di sorprese. Una volta che le vetture si posizionano sulla griglia, dopo il giro di formazione, la prima gara del mondiale di Formula 1 ha inizio con lo spegnersi dei semafori.


In prima posizione parte Lewis Hamilton, che però non ha un buon spunto iniziale e il compagno di squadra, con una partenza perfetta, gli si porta davanti. Il campione britannico rischia di perdere la posizione anche sull’olandese che si butta all’attacco, ma quest’ultimo non riesce nel suo intento, rimanendo occupato in una lotta con le due Ferrari.


Vettel ha la meglio e Verstappen non può fare altro che accodarsi, mentre Leclerc per evitare uno scontro con il compagno rimane in quinta posizione. Nelle retrovie gli scontri non sono da meno: al via della gara, in un tentativo di sorpasso su Perez, Ricciardo fuoriesce leggermente sull’erba perdendo inaspettatamente l’ala anteriore e finendo ultimo in griglia e riportando danni sul fondo della vettura; diversamente il compagno di squadra ha un’ottima partenza, salendo in ottava posizione.


L’australiano è quindi costretto ad anticipare il pit per cambiare muso e mescole al secondo giro, mettendo le hard, sperando che i problemi riscontrati sul fondo della vettura non siano determinanti nel corso della gara. Assieme al pilota della Renault si ferma anche Robert Kubica.



Dopo l’ottima partenza, Bottas inizia a segnare giro veloce dopo giro veloce, creando un distacco dal compagno di squadra; un distacco che porta a ben tre secondi verso il nono giro. Due giri dopo, Carlos Sainz Jr., artefice di una buona partenza che lo aveva portato in quattordicesima posizione, è costretto al ritiro per via di un surriscaldamento del motore, mentre Räikkönen si ferma ai box e passa a gomme di mescola media.


Al tredicesimo giro inizia la serie di pit stop: i primi a entrare sono Hulkenberg e Perez, i quali rientrano rispettivamente quattordicesimo e diciassettesimo optando per gomme hard. Al quindicesimo giro la Ferrari chiama Vettel ai box, montando gomme medie: il pilota della Ferrari perde tre posizioni e rientra sesto. La strategia di Vettel spinge la Mercedes a richiamare ai box Hamilton, il quale rientra quarto davanti al pilota della Ferrari, che ha guadagnato una posizione a seguito del pit di Grosjean, che nel mentre ha perso dei secondi preziosi al momento del montaggio della gomma anteriore sinistra.


Nel mentre Bottas conduce una gara tutto da sé, allungando il distacco dal secondo posto di ben tredici secondi e doppiando Ricciardo al diciottesimo giro, tutto ciò senza aver ancora effettuato il pit. Nelle retrovie dopo una lotta agguerrita tra Giovinazzi e Magnussen, il danese riesce finalmente a superare il pilota dell’alfa, il quale va largo e perde la posizione anche su Hulkenberg e Kimi, ritrovandosi a duellare con il britannico della McLaren.


Solamente al ventitreesimo giro la Mercedes richiama Bottas ai box, nonostante il finlandese avesse ancora da dare. Grazie al distacco che si era creato, una volta montate le gomme medie, Bottas rientra secondo dietro Verstappen, il quale non ha ancora effettuato il pit.



Al venticinquesimo giro le posizioni vedono Verstappen che conduce la corsa, seguito da Bottas, Leclerc, Hamilton, Verstappen, Stroll, Kvyat, Gasly, Magnussen, Hulkenberg, Raikkonen, Giovinazzi, Norris, Grosjean, Albon, Perez, Russel, Ricciardo e Kubica. È proprio durante questo giro che Verstappen rientra ai box e restituisce la prima posizione al pilota della freccia d’argento, rientrando in pista al quinto posto.


Al trentesimo giro Bottas comanda con 16"9 secondi di vantaggio su Hamilton, 19"0 su Vettel, 19"4 su Verstappen e 35"0 su Leclerc. Giovinazzi inizia a riscontrare problemi alle gomme, ormai usurate, e perde ben tre posizioni per poi rientrare finalmente ai box per cambiare ruote, seguito da Leclerc che rientra in quinta posizione.


Con gomme nuove l’olandese va all’attacco di Vettel e una volta raggiunto dopo una battaglia serrata riesce a sorpassarlo all’esterno, salendo in terza posizione e iniziando la sua rincorsa alla seconda posizione.



Purtroppo è un weekend da dimenticare quello di Daniel Ricciardo, che è costretto al ritiro nel corso del ventottesimo giro per via dei problemi riscontrati sul fondo a inizio gara; stesso destino spetta a Romain Grosjean, che dopo un pit stop sfortunato deve fermare la vettura nel corso del ventinovesimo giro per via della ruota anteriore sinistra non fissata propriamente.


Al trentaseiesimo giro Pierre Gasly, che è sesto, si ferma ai box: il francese rientra in pista alle spalle di Daniil Kvjat, decimo, mentre Max Verstappen rovina il suo inseguimento su Hamilton con un errore al quarantaduesimo giro. Quando mancano pochi giri alla fine entrambe le Red Bull faticano a raggiungere i rispettivi avversari, Verstappen nei confronti di Hamilton e Gasly, addirittura, nei confronti dell’ex compagno di scuderia Daniil Kvyat, che riesce a tenerlo allle sue spalle.


"Perché vado così piano?"


E' la domanda che espone via radio Sebastian Vette ai suoi ingegneri mentre Leclerc raggiunge il compagno, diminuendo il distacco a solo mezzo secondo. A tale richiesta non segue una risposta chiara. Inoltre, nonostante il pilota monegasco abbia più ritmo, gli viene ordinato di mantenere la posizione e non rischiare un sorpasso.


Al finire dei cinquantotto giri previsti Bottas taglia il traguardo vincendo la prima gara del campionato con ben venticinque secondi di distacco dal compagno, assicurandosi il giro veloce nel corso del penultimo giro. In seconda posizione Hamilton, a seguire Verstappen, Vettel, Leclerc, Magnussen, Hulkenberg, Raikkonen (che riconquista la zona punti per l'Alfa Romeo, evento che non accadeva dal Gran Premio d'Europa 1984), Stroll (che regala alla neonata Racing Point i suoi primi punti iridati) e a chiudere la top ten Kvyat, mentre appena fuori dai punti concludono la gara il pilota francese Pierre Gasly, seguito da Norris, Perez, Albon, Giovinazzi, Russel e Kubica.



Il primo weekend di Formula 1 ad Albert Park si conclude con una Mercedes totalmente dominante in tutti i tre giorni. Il mondiale 2019 inizia come era finito quello del 2018, ma questa volta è il finlandese Valtteri Bottas a tagliare il traguardo dell'Albert Park da vincente: sua quarta vittoria in carriera, davanti al compagno di squadra e Campione del Mondo uscente Lewis Hamilton, che è riuscito a superare già al via grazie a uno scatto perfetto contro il pattinamento del retrotreno della Freccia di Lewis.


Terzo il rampante Max Verstappen con la sua Red Bull, che partito dalla quarta piazza in griglia ha tentato l'assalto anche alla seconda posizione. Fuori dal podio le Ferrari, quarta quella di Sebastian Vettel che ha perso una posizione rispetto alla partenza e quinta quella dell'esordiente in rosso Charles Leclerc. Che sia l’anno di Bottas? Il finlandese ha dimostrato di poter gestire una gara alla perfezione senza fare il minimo errore, conquistando 26 punti.


"La gara della mia vita? Non so, non ho parole. È stata di sicuro la mia miglior gara di sempre, stavo benissimo e la macchina andava in modo perfetto".


Il pilota finlandese conquista anche il punto extra per il giro più veloce, che è stato reintrodotto quest'anno come era d'uso un tempo. Ha dovuto battagliare con Verstappen, che glielo stava strappando negli ultimi giri, ma infine Bottas ha segnato un 1'25''5 che gli permette di conquistare 26 punti.


"Sono molto contento, anche per il giro veloce e ora non vedo l'ora di arrivare alla prossima gara. Tutto il lavoro che ho fatto fin dall'anno scorso oggi ha pagato. Me la sono goduta, con una macchina fantastica e un team straordinario. Non so davvero cosa sia successo. All'inizio ho provato a gestire, poi ho visto che ho iniziato ad aumentare il distacco ed è stato bello. L'ho già fatto in passato, devo soltanto continuare ad esprimermi così con un tutt'uno con la macchina".


Si complimenta con lui anche Hamilton, seppur forse nell'amico che lo scorso anno gli ha fatto in più occasioni da scudiero, deve vedere anche il nemico.



Comunque Hamilton non è da meno, e di fatto porta a casa una seconda posizione e la pole position; la Mercedes non si smentisce mai e da questo weekend si può facilmente intuire il suo grande potenziale, ammesso che vi fossero dei dubbi.


"So che è un bel weekend per il team, grande lavoro di tutti. Valtteri oggi ha fatto una prestazione incredibile e ha meritato ampiamente la vittoria. Noi abbiamo un po’ da lavorare, ma è stata un’ottima partenza di stagione, più di quanto potessimo sperare. Qualche idea su cosa mi sia mancato la ho, ne parlerò con i miei ingegneri. Sicuramente la partenza è stata un po’ frustrante, e dispiace in un weekend così buono".


Finito alle spalle di Bottas, Hamilton comunque è soddisfatto della sua gara:


"La nostra strategia non è stata l'ideale ma penso di aver fatto un lavoro decente con quello che mi è stato dato. La stagione è lunga e ci sono tanti dati che possiamo portarci da questa gara, provo a vedere il bicchiere mezzo pieno".


Le Mercedes arrivavano in Australia con un presunto ritardo che loro valutavano di mezzo secondo sulla Ferrari, ma sin dalle prove e poi in qualifica hanno ribaltato la situazione.



In terza posizione non si trova una Ferrari, bensì una Red Bull,: un risultato abbastanza inaspettato visti i pronostici fatti sulla vettura di Maranello, ma il giovane Verstappen sicuramente si è meritato questo risultato, avendo spinto sempre la sua vettura al massimo.


"Ho dovuto superare Sebastian per salire sul podio, cosa non semplice da fare su questo circuito. Sono contento di essere riuscito a fare quella manovra, e ho anche potuto attaccare Lewis per il secondo posto, non ci sono riuscito ma sono comunque contento. E’ stato un episodio sfortunato quel leggero fuoripista alle spalle di Hamilton, ma non credo che il risultato sarebbe cambiato. Partire con un podio dando filo da torcere alla Mercedes è stato un inizio positivo per noi, grande ringraziamento al team e alla Honda, al primo podio dell’era ibrida".


La Red Bull, tuttavia, raccoglie solamente quindici punti complessivi, in quanto Gasly finisce appena fuori dalla top ten, non il migliore weekend per il francese.



Le Ferrari le troviamo quarta e quinta: non le prestazioni che ci si aspettava, passando da essere le favorite assolute a non salire sul podio, con ben cinquantasette secondi di ritardo dal primo posto, ma comunque acquista punti importanti. Vettel dichiara di non aver potuto fare di meglio e di volersi concentrare sulla seconda tappa:


''Non potevamo fare meglio. È stato un weekend difficile, non è il risultato che volevamo ma abbiamo portato a casa un buon bottino di punti. Ora dobbiamo capire velocemente cosa è successo in vista della prossima gara. Ma oggi non potevamo fare di meglio. Non siamo contenti, ma non credo fosse così male la macchina. Il fatto che fossi così lento alla fine credo sia dipeso dalle gomme. Ho faticato, ma anche altri ho visto che hanno avuto problemi. Ora dobbiamo rimettere insieme le idee perché il Bahrain arriva in fretta".


Vettel torna ai box per primo, per prevenire il ritorno di Max Verstappen, ma va in difficoltà con le gomme medie, mentre Leclerc è più veloce con gomme dure, da mezzo secondo a un secondo. A tal riguardo il pilota tedesco ammette:


"Non credo sia un problema di strategia, altri non hanno sofferto come me. Non siamo stati a nostro agio con l'auto per tutto il weekend, abbiamo fatto parecchia fatica. Ero molto lento in pista, non avevo grip con la gomma media. Quarto e quinto non erano le posizioni alle quali puntavamo solo qualche settimana fa, ma è il massimo che siamo riusciti a ottenere".



Quella di Melbourne era la prima gara di Leclerc in Ferrari e dopotutto non è andata male, anche se forse non come si aspettava. In partenza il pilota monegasco si trova in una situazione in cui può addirittura superare Vettel, ma non riesce: il pilota della Ferrari aveva passato Verstappen e si è ritrovato all'esterno del tedesco, ma nel dubbio di toccare il compagno di squadra ha alzato il piede, cedendo così la posizione a Verstappen.


La medesima circostanza si presenta di nuovo verso la fine della gara, col ventunenne monegasco che si avvicina con una velocità decisamente migliore al suo compagno di squadra, ma rimane dietro rispettando le gerarchie così come gli viene chiesto.


"La vera Ferrari non è quella che abbiamo visto qui. Analizzeremo i dati per capire cosa è successo, avremo una spiegazione. Ho fatto una bella partenza, ho provato a battagliare cercando di superare sia Verstappen che Vettel in partenza. Poi peccato perché ho perso due posizioni, ho fatto un piccolo errore nel primo stint quando la macchina era difficile da guidare. Nel secondo è andata meglio. Alla fine, potevo superare Vettel, ma il team ha preferito mantenere le posizioni come mi hanno detto in radio. Intanto abbiamo portato dei buoni punti a casa".



Si è trattato anche della prima uscita ufficiale di Mattia Binotto, nuovo team principal della Ferrari, che al termine della gara ammette:

"Questo macchina ha un potenziale ben superiore e qui non siamo riusciti a sfruttarlo. Su questo circuito non ci siamo trovati a nostro agio fin da subito. È mancato il bilanciamento giusto, abbiamo cercato di rivedere l'assetto ma se non c'è equilibrio il pilota non riesce a guidare al limite. Qui è tutto diverso rispetto a Barcellona, dove l'asfalto è molto più liscio e le condizioni sono diverse. La gara rispecchia la qualifica di ieri. Eravamo fuori posto in griglia ieri, troppo vicini a quelli dietro e tropo lontani a quelli davanti. Dobbiamo riguadagnare la posizione giusta, quella che merita questa vettura e quella che meritano i nostri tifosi. Ora torniamo a casa e analizzeremo tutti i dati. Di certo non c'è un singolo problema ci sono tanti aspetti vari da valutare e sistemare".


E riguardo le strategie di gara, il team principal ammette:


"Quando Verstappen ha superato Sebastian abbiamo deciso che la cosa più importante era arrivare al traguardo gestendo le gomme. Quando Charles lo ha raggiunto, ci è sembrato opportuno non prendere rischi. Ora analizzeremo i dati per capire cosa è successo".


Sicuramente le prestazioni della Ferrari hanno stupito tutti e il cinque volte Campione del Mondo non è da meno, ma i risultati visti oggi non lo spingeranno di certo ad abbassare la guardia:


"Sono sicuro che torneranno ad andare forte nelle prossime gare, per cui dobbiamo rimanere coi piedi per terra. Tutti probabilmente siamo rimasti sorpresi, nessuno si aspettava un gap del genere, anzi: per quello che mi era stato mostrato, ero stato portato a credere che le Ferrari fossero davanti a noi. Ovviamente non è stato così e non so perché la loro performance sia stata quella. Non direi che siamo stati noi ad andare oltre le aspettative, abbiamo fatto il nostro".



Non un weekend perfetto anche per Haas, Renault e Alfa Romeo, tutte grandi protagoniste del midfield; purtroppo due di queste sono protagoniste di due ritiri, ma pur sempre causati da problemi terzi e non di affidabilità, quindi ci si può aspettare ancora di tutto dalle prossime gare.


Giunti alla conclusione del weekend inaugurale del campionato 2019 la tensione è nell’aria, e i team si preparano per il Gran Premio del Bahrain, secondo appuntamento del Campionato Mondiale di Formula 1.


Il Gran Premio d'Australia può non essere stata la gara che ci si aspettava, con una Ferrari poco competitiva, ma ciò vuol dire che il campionato non sia pronto a riservare numerose sorprese. Non sarà una gara a decidere le sorti del team di Maranello, così come non sarà una gara a coronare la Mercedes per la sesta volta Campione del Mondo dall’inizio dell’era ibrida: le carte sono ancora tutte da giocare.


Giulia Mizzoni

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