#9 1997: GP Canada, una triste vittoria per Schumacher...

Aggiornato il: mar 20



Prima del Gran Premio del Canada, Jacques Villeneuve si ritrova al centro di un'accesa polemica con la Federazione Mondiale dopo aver definito ridicole le modifiche proposte per l'annata 1998:


"Penso che le qualità dei piloti saranno meno evidenziate. La Formula uno si trasformerà in uno spettacolo da circo".


I commenti spiacevoli riguardanti il nuovo regolamento per la stagione ‘98 non sono piaciuti alla Federazione Internazionale, che costringe Villeneuve a presentarsi a Parigi al Consiglio della FIA mercoledì 11 giugno 1997, quando il pomeriggio del giorno successivo il canadese deve farsi trovare in Canada per prendere parte al week-end di gara.


Villeneuve deve giustificare il proprio atteggiamento, ritenuto inadeguato dalla FIA, che non esclude una squalifica per il pilota della Williams; una squalifica che può variare da una ad un massimo di tre gare. Il manager del pilota, Craig Pollock, minaccia un ritorno del suo assistito nella Formula Cart americana qualora i rapporti con il mondo della Formula Uno dovessero complicarsi in maniera eccessiva.


Dinamiche del genere riportano alla memoria i dissapori di inizio anni ‘90 tra Senna e Balestre, che proprio non riuscivano ad andare d’accordo, o lo stesso Mosley con Prost, con il quattro volte campione del mondo che per la stessa impudenza commessa da Villeneuve quasi rischiava di non prendere parte al Mondiale che poi andò a vincere.

Alla fine Villeneuve se la cava con un semplice richiamo, ed il giorno dopo, atterrato in Canada, ai microfoni dei giornalisti non perde la sua vena provocatoria e scherza sulla vicenda:


"Nulla di troppo importante, l’incidente è chiuso. La verità di tutta questa storia è che ci sono parole che devi usare a casa e altre che puoi usare con la stampa internazionale. Ad ogni modo ho fatto un bel giro a Parigi, bella città, non la conoscevo".


"Mi hanno sgridato per come ho detto certe cose. Per carità, hanno aggiunto, sei libero di dire quello che pensi ma c'è modo e modo. Insomma, se lo faccio ancora rischio di essere sospeso ma non lo farò più. Comunque è stato un incontro utile per chiarirci le idee, dovrebbero essercene più frequentemente".


"Il problema della sicurezza è importante per tutti e riguarda da vicino i piloti, me in particolare e dunque devo poter dire la mia su un problema del genere. E io dico: va bene la sicurezza ma ricordatevi di mantenere vivo lo spirito delle corse che è sempre stato quello di andare veloci, di arrivare primi, non di fare numeri da circo, cioè spettacolo e basta. Questo non significa che io mi voglia ammazzare, non ho istinti suicidi. Voglio solo poter andare al limite delle mie possibilità, scoprire ogni giorno che quel limite può essere spostato. Questa è l'essenza delle corse e questo è lo spirito che anima tutti i piloti di tutti i tempi. Facciano pure le nuove regole della F.1, secondo me le corse ci perderanno, poi vedremo...".


Dopodiché la sua attenzione si sposta sulla week-end:


"Questa per me è la corsa più speciale dell’anno. Per il campionato vale come tutte le altre, ma sul piano personale conta molto perché è l’unica in Nord America. E io sono nato ad una ventina di chilometri dal circuito, per cui un successo avrebbe un sapore unico".


Dal canto suo, Schumacher inizia invece il week-end di gara convinto che la sua vettura non potrà lottare alla pari con i rivali britannici:


"Le Williams sono ancora le vetture migliori e dunque favorite. Per quanto riguarda la Ferrari se ci va bene potremo salire sul podio. Per ora le velleità di vittoria sono una cosa, la realtà un'altra".


E riguardo al pensiero esposto da Jacques Villeneuve relativo alle regole che entreranno in vigore nel 1998, il pilota tedesco ammette di essere concorde:


"Continuando su questa strada, ben presto le vetture di F.1 saranno più lente di quelle di Formula 3000. Comunque su tutte queste cose credo che dovranno ascoltare anche il parere di noi piloti".


Accantonate le polemiche, giunge il momento di scendere in pista. Non per Gerhard Berger però, alle prese con una sinusite acuta che lo costringe ad operarsi, ma soprattutto con la prematura scomparsa del padre, rimasto coinvolto in un incidente aereo.


L'austriaco, che il giorno precedente si trova a New York, torna precipitosamente in Austria dove subirà un intervento chirurgico per eliminare tutte le noie che da tempo gli crea la sinusite di cui soffre:


"Non posso farlo correre così, non mi perdonerei mai di avergli fatto qualche danno, meglio che si curi bene", ammette Flavio Briatore, team principal della Benetton.


Al posto del pilota austriaco scende in pista il connazionale Alexander Wurz, al suo debutto in Formula Uno.



I risultati delle prove libere mostrano tempi estremamente ravvicinati, fenomeno favorito anche dalla breve lunghezza del circuito, sebbene lì davanti si attestino come al solito le due Williams, con Frentzen davanti a Villeneuve. Diversamente dal GP di Spagna, in Ferrari si può intravedere un velato ottimismo: a Montreal, finalmente si comincia a vedere qualcosa di nuovo sulla F310B.


Come il nuovo airscope, cioè la presa d' aria del motore. Durante le prove svolte in galleria del vento si è scoperto che l'aria entrava scomposta dentro il canale d'aspirazione, creando vortici che si amplificavano dentro il tunnel interno che la convoglia al propulsore.


Di conseguenza, si decide di creare una scanalatura proprio sotto l'airscope dalla quale l'aria viene risucchiata all'interno in modo pulito, senza vortici, con un flusso lineare ed efficace, consentendo un migliore rendimento del motore.


Oltre questo, a fianco delle ruote posteriori la Ferrari toglie le due paratie verticali, dato che si scopre che su un tracciato veloce quelle appendici sarebbero inutili, mentre su un tracciato lento e contorto come quello di Buenos Aires sarebbero utili.


"Qui a Montreal dovremmo andare meglio che a Barcellona. Potremmo salire sul podio ma anche non salirci. Siamo realisti, questa è una discreta macchina, ma non una vettura vincente. Qui abbiamo qualche piccola modifica, le avete già viste, il nuovo airscope, poi abbiamo tolto quelle paratie posteriori, niente di speciale".


E alla domanda relativa alla somiglianza tra l'airscope della Sauber e quello nuovo della Ferrari, Todt risponde:


"Il nuovo airscope non è stato copiato pari pari dalla Sauber. Copiare significa fare una cosa senza sapere il perché. E' vero invece che la nostra collaborazione con la Sauber ci ha portato ad analizzare dei dati che ci sono serviti a capire certi fenomeni. I motori della Sauber li gestiamo noi e possiamo fare dei confronti tra i loro e i nostri dati. Del resto questo era uno degli scopi della nostra collaborazione, non era solo un'operazione commerciale per vendere dei motori e ricavarne soldi".


"Nei prossimi tre Gran premi, cioè Francia, Gran Bretagna e Germania, completeremo le novità da applicare alle vetture. Saranno un buon pacchetto ma non chiedetemi quanto andremo più forte: non sono in grado di rispondere. Un conto sono i risultati alla galleria del vento, un conto la realtà delle piste. E poi dovrei sapere quanto guadagneranno gli altri. Se solo avessimo potuto cominciare il campionato con una vettura migliore...".


Inevitabilmente, anche a Montreal la stampa continua a seguire con attenzione le prestazioni di Eddie Irvine. A tal riguardo, al manager francese viene chiesto se al pilota nord-irlandese verrà rinnovato il contratto.


Jean Todt risponde dicendo:


"Il suo contratto scade a fine '98 ma in quel contratto è prevista un'opzione a favore della Ferrari che dobbiamo esercitare entro la fine di luglio di quest'anno. Solo allora vi potrò dire che fine farà Irvine".


"Schumacher dice che Irvine è un grosso stimolo per lui. D'altra parte diciamoci la verità, noi abbiamo due buone macchine che per ora tuttavia non sono vincenti. Il nostro scopo adesso è quello di dare ai piloti due vetture vincenti, quando le avremo affronteremo il problema piloti. Adesso però vi faccio io una domanda: quale pilota vi piacerebbe vicino a Schumacher?"


Nella giornata successiva, in una sessione di qualifiche ricca di sorprese, Michael Schumacher riesce ad interrompere la striscia di dieci partenze dal palo consecutive della Williams grazie al tempo di 1:18.095, beffando Villeneuve per una questione di millesimi, tredici per la precisione.


"Ho fatto un giro meraviglioso. E' andato tutto bene e devo dire un grazie grosso così a chi lavora in Ferrari per il lavoro con cui sono riusciti a darmi una macchina più veloce. Tutte le modifiche funzionano bene, anche i freni che pure oggi hanno lavorato molto. Adesso sono molto fiducioso anche per la gara perché in quelle condizioni sapevamo già di aver recuperato molto e di poter essere competitivi con le Williams. Il consumo delle gomme non ci preoccupa e quindi in gara dovremmo andar bene. In ogni caso, per la corsa useremo il motore barra uno come era già previsto", dirà Schumacher al termine delle qualifiche.



Per la prima volta anche la Williams dimostra di avere grosse difficoltà con le gomme, oltre a quelle già note con i freni.


L’altra sorpresa di giornata è rappresentata da Rubens Barrichello, tornato sotto i riflettori dopo l’indimenticabile podio ottenuto a Montecarlo. Il brasiliano ottiene un notevole terzo posto e ringrazia le sue ultra-performanti gomme Bridgestone, la cui combinazione con la Stewart è tale che sulla SF01 è stato possibile equipaggiare un alettone posteriore minuscolo per favorire la velocità sui rettilinei diminuendo la resistenza aerodinamica.


Al quarto posto c’è Frentzen, il quale precede Coulthard e le due Jordan di Fisichella e Ralf Schumacher, pronte alla ribalta in seguito allo scialbo week-end catalano.


Non sorprende più oramai la prestazione incolore di Eddie Irvine, dodicesimo a quasi un secondo e mezzo dal compagno di box e battuto anche dal rookie della Benetton Wurz, a sua volta vittima di un incidente all’ultima curva a cinque minuti dal termine delle qualifiche, che ha causato l’interruzione momentanea della sessione. Quando tutti si sono gettati in pista per gli ultimi tentativi, è stato Schumacher ad avere la meglio su tutti gli altri, ammutolendo i tanti tifosi di Villeneuve che già pregustavano l’ennesima pole del loro pupillo.


Una prima fila caldissima, che non si vedeva dal GP del Brasile, non a caso anche scenario dell’ultimo incontro ravvicinato tra i due contendenti al titolo. In quell’occasione il divario tra le due vetture era tale che per Schumacher non ci fu scampo, nonostante l’ottima partenza che gli consentì di portarsi in testa per appena un giro, prima della reazione ed il contro-sorpasso di Villeneuve. In Canada i valori in campo sono più equilibrati che mai, e Jacques stavolta la vittoria dovrà sudarsela. La voglia di strafare e la pressione di correre davanti ai propri tifosi però, gli giocheranno un brutto scherzo.


Un cielo sgombro di nuvole e dove c’è il sole a far capolino irradiando l’isola artificiale di Notre-Dame, accoglie i piloti la domenica. Una volta ultimati i preparativi, giunge l’ora di accendere i motori: si parte, e come tante delle partenze in quest’inizio di stagione, anche quella canadese nuoce svariate vittime.


Schumacher scatta bene e fila via liscio seguito da Villeneuve. E' da dimenticare invece lo start di Barrichello, che perde svariate posizioni e finisce settimo. Nel gruppo centrale Olivier Panis centra in pieno Hakkinen perdendo il suo l’alettone anteriore e facendo volare via quello posteriore della McLaren del finlandese. I pezzi vaganti coinvolgono anche i malcapitati Irvine e Magnussenn, che si girano nel tentativo di evitarli e non riescono più a ripartire.



Panis è in grado di rientrare ai box e sostituire il musetto danneggiato; al contrario c’è poco da fare per Hakkinen, il quale dopo aver ottenuto punti in tutte le prime quattro gare d’apertura, si ritrova ora a dover fare i conti con tre zeri di fila.


Schumacher dunque mantiene la testa seguito da Villeneuve, un ottimo Fisichella, Alesi e Coulthard.


Jacques comincia subito ad avvicinarsi al battistrada, ma al secondo giro sbaglia l'inserimento alla chicane che precede il rettilineo dei box e sbatte violentemente contro il muro. I tifosi canadesi sono increduli, Villeneuve lo è ancora di più: una volta fuori dall’abitacolo si dà qualche botta sul casco, frustrato per un’imprecisione grave e da pilota alle prime armi.


È sempre più una rollercoaster la stagione del pilota di punta in casa Williams, che fino a questo punto non ha conosciuto mezze misure: o ha vinto o si è ritirato. Questo quarto ritiro ha senza dubbio un sapore ancor più amaro, dato che lui stesso aveva affermato quanto tenesse a far bella figura davanti ai suoi tifosi, e inoltre perché lascia praticamente la strada spianata a Schumacher verso la vittoria e la riconquista della vetta della classifica.


Nel parco chiuso, il figlio d’arte è laconico:


"Nulla di particolare, la pista era scivolosa, ho sbagliato la frenata all’ultima curva e di conseguenza l’ingresso, ma non mi aspettavo di perdere il controllo così pesantemente e finire a muro. Sono molto dispiaciuto, la macchina era veloce per permettermi di vincere, ma purtroppo ho commesso un errore".



Nel frattempo, rimasto apparentemente senza rivali, Schumacher gestisce senza patemi il vantaggio su Fisichella, occupato in una battaglia per il podio con Alesi e Coulthard. Il terzetto dista tre secondi dal tedesco, mentre Frentzen rivive lo stesso incubo di due settimane prima in Spagna e non riesce proprio ad acquisire un buon ritmo, al punto da doversi guardare da eventuali attacchi di un arrembante Ralf Schumacher.


Al sesto giro Ukyo Katayama va a sbattere in percorrenza del breve rettilineo che porta al tornantino, mentre in contemporanea Ralf Schumacher scavalca Frentzen, subito pressato anche da Wurz. L’austriaco però deve desistere da qualunque tentativo di sorpasso poiché la Minardi incidentata del giapponese rende necessario l’ingresso della Safety-car, che rimarrà in pista per quattro giri, durante i quali l’unica Williams rimasta in gara ne approfitta per effettuare il suo primo pit-stop, permettendo così a Wurz di entrare in zona punti. Tra problemi di assetto che appaiono irrisolvibili, e un blistering insopportabile, anche questa gara rischia di diventare un altro calvario per Frentzen.


Schumacher riesce subito a ripristinare un gap rassicurante sulla Jordan di Fisichella, che al quattordicesimo giro diventa anche l’unica rimasta in gara. Ralf Schumacher, infatti, accusa un improvviso afflosciamento dello pneumatico anteriore destro (il giovane Ralf successivamente parla addirittura di gomma esplosa), che gli fa perdere il controllo della vettura alla frenata della prima curva.


Il più piccolo dei due fratelli Schumacher va a sbattere violentemente contro le barriere, uscendo per fortuna illeso da un incidente spettacolare. In questo caso non occorre un nuovo intervento della Safety-car, e la gara prosegue normalmente.



Trascorsi venticinque giri aumenta l’affluenza di piloti ai box per le rispettive soste. Tra i primi a rientrare ci sono Fisichella e Alesi, col francese che giova di un eccellente lavoro dei suoi meccanici per strappare la posizione al romano. Un paio di giri dopo tocca anche a Schumacher, il quale trova in David Coulthard un nuovo e serio contendente alla vittoria. Lo scozzese scende prima di tutti sotto il muro dell’1'19, facendo segnare il giro veloce in gara, ed allunga il suo primo stint scoprendo le sue carte.


Schumacher, come anche Alesi e Fisichella, è su due soste. Coulthard, invece, punta a farne soltanto una. Rientrato in pista, Michael è secondo ad otto secondi, ma non riesce a ridurre il gap, anche perché le gomme montate sulla McLaren da inizio gara non sembrano conoscere degrado. Stesso discorso per Johnny Herbert, anch’egli su una sosta e subito dietro il duo formato da Alesi e Fisichella. Il pilota della Sauber, però, incappa successivamente in una piccola disattenzione durante la sua sosta, andando oltre il limite di velocità imposto in pit-lane, vedendosi assegnare uno stop&go di 10 secondi.


Al quarantesimo passaggio, conservato un vantaggio di dieci secondi su Schumacher, Coulthard rientra ai box per la sua unica sosta in programma, e considerando che il ferrarista dovrà fermarsi ancora, diventa automaticamente, un po' a sorpresa, il favorito alla vittoria.


Tre giri dopo, Schumacher rientra per la sua seconda sosta e lascia di nuovo la leadership a Coulthard, il quale può involarsi verso la sua seconda vittoria stagionale, dopo quella ottenuta in apertura di campionato a Melbourne.


Durante il terzo stint Michael fatica a prendere ritmo, tant’è che Panis, risalito fino in settima posizione, riesce a sdoppiarsi scavalcando agevolmente il tedesco, con quest’ultimo che non oppone alcuna resistenza. La causa di tanta fatica sono le gomme posteriori, soggette ad un consumo anomalo che costringono Schumacher a rientrare nuovamente ai box per cambiare soltanto le gomme, senza effettuare un rabbocco di benzina.


Una mossa forzata che paradossalmente gli regalerà il successo.


A questo punto infatti, la McLaren richiama Coulthard ai box per un pit-stop precauzionale, poiché anche lui sta iniziando ad accusare del blistering sulle gomme posteriori. Le gomme vengono sostituite, ma ecco che al momento di ripartire c’è un colpo di scena. Il V10 Mercedes si spegne quando Coulthard sta per ripartire. I meccanici tentano di riavviare il motore senza riuscirci, ma i secondi scorrono veloci e Schumacher può in tal modo riprendersi clamorosamente la testa della gara.


Poi però l’attenzione si sposta da tutt’altra parte.


Tra curva 5 e curva 6, Olivier Panis perde il controllo della sua Prost e finisce contro le barriere, distruggendole assieme alla vettura. Panis scuote il capo con frenesia, apparendo nervoso e dolorante. Il pilota infatti non riesce ad uscire dalla vettura, le sue gambe son rimaste incastrate tra i resti della macchina.


Entra in pista la Safety-car.



Nel frattempo Coulthard è ripartito ma è desolatamente ultimo.


Con molta cautela Panis viene estratto dall’abitacolo incidentato e portato di peso al lato della pista, dove gli vengono prestati i dovuti soccorsi.


In questo frangente, la corsa non ha raggiunto il 75% dell'intero chilometraggio, quindi sarebbe stato possibile dare una nuova partenza facendo schierare i piloti nell'ordine in cui si trovavano in pista. Ma siccome i soccorsi a Panis sono lunghi e si avverte la paura che possano avvenire altri incidenti, si decide di compiere i due giri che mancava per coprire quel 75% e solo successivamente i commissari di gara espongono la bandiera rossa. Le condizioni del pilota francese destano preoccupazione. Deve essere trasportato in ospedale; inoltre ci sarebbe voluto troppo tempo per rimuovere la vettura e risistemare le barriere.


I piloti parcheggiano sul rettilineo principale, la gara è finita al cinquantaquattresimo dei sessantanove giri previsti. Dopo un breve colloquio, dal box della Ferrari avvertono Schumacher via radio che la corsa è ormai finita. Il pilota tedesco è il vincitore davanti ad Alesi.



Fisichella, terzo, andrà a godersi il primo podio in carriera (il primo italiano dopo Gianni Morbidelli nel ‘95 in Australia), ma nessuno ha davvero voglia di festeggiare, poiché logicamente tutti sono preoccupati per le condizioni del loro collega.


"Nessuno di noi si sente, nonostante il risultato, in brillanti condizioni", ammette Jean Alesi, a cui fa eco Fisichella, che dovrebbe essere al settimo cielo per questo risultato, ed invece trova poche significative parole:


"Il podio era un obiettivo che inseguivo dall'inizio dell' anno, ma in questo momento penso solo ad Olivier. Scusatemi".


Jean Alesi aggiunge però un commento, quando ancora non si sapeva delle reali condizioni di Panis, indirizzato ad alcuni colleghi, come Villeneuve, che recentemente hanno contestato la FIA:


"Questa è la prova che le macchine di oggi sono sicure e se lo sono lo si deve alla FIA. Non capisco dunque come fanno alcuni di noi piloti a criticare un organismo che cerca di garantire a tutti il massimo della sicurezza".


Panis riporterà la frattura composta di entrambe le gambe e dovrà star lontano dalle piste per almeno tre mesi. Ma vista la dinamica dell’incidente e lo spavento iniziale, il francese può anche considerarsi fortunato. Il pilota francese viene operato ieri nell'ospedale Notre Dame di Montreal per oltre due ore, nel corso del quale vengono ridotte le fratture alle gambe ed i dottori applicano dei chiodi.


Il suo incidente causa qualche critica nei confronti del tracciato canadese, specie per l’assenza di vie di fuga nel tratto incriminato:


"In realtà è andata bene ma dovremo studiare bene l'accaduto e vedere se ci sono indicazioni da trarne per garantire la sicurezza. Noi piloti abbiamo il dovere oltre che il diritto di valutare queste cose, dire la nostra e far presente alla federazione quello che pensiamo. Poi, certo che sono loro a decidere, ma noi non possiamo restare zitti anche se c'è modo e modo di parlare. Noi piloti, ad esempio, tra due giorni invieremo il nostro rapporto su questi incidenti alla FIA", dichiarerà successivamente Schumacher.


Eventuali modifiche sembrano d’obbligo, anche perché in ballo c’è il rinnovo della presenza in calendario dell’evento per i successivi dieci anni.


Non essendo ancora a conoscenza della reale situazione di Panis, Schumacher, piuttosto pacato, in conferenza stampa fa un resoconto della sua prestazione di giornata e delle difficoltà incontrate con le gomme:


"Abbiamo vinto solo perché la corsa è stata interrotta. La vera storia di questa gara è tutta nelle gomme, quattro treni di gomme per stare come stavo, se non avessero esposto la bandiera rossa sarei ancora lì nei guai. Mi dispiace per Coulthard perché oggi il vincitore sarebbe stato lui".


"E’ sempre piacevole guadagnare 10 punti, ma onestamente viste le circostanze non ho tanta voglia di festeggiare. Sono contento di questa vittoria in Canada, ma non del tutto. Intanto è mancato il duello con Villeneuve, tanto atteso qui perché erano in gioco i punti per il mondiale. L'ho visto in tv quando usciva fuori e sono rimasto un po' sorpreso perché non me l'aspettavo. In realtà tra i piloti di primo piano è difficile che uno esca fuori così per un errore, perché in quel momento mi è sembrato un errore, poi può darsi che sia accaduto qualcosa che non conosco. Insomma, sai, quando ti viene a mancare l'avversario diretto, guardi subito al prossimo. E il prossimo era Fisichella, che andava molto forte ed è stato bravissimo. Comunque se è venuto a mancare Villeneuve, s'è visto poi che oggi l'uomo da battere era Coulthard. Peccato che gli sia spento il motore durante la sosta ai box. Sono cose che succedono. In ogni caso io oggi sono di nuovo in testa alla classifica. Ma per adesso del mondiale preferisco non parlare".


"E' difficile dire se avrei potuto riprendere Coulthard, perché io avevo in quel momento grossi problemi con le gomme, anche se credo ne avesse pure lui, quindi credo che sarebbe stata una questione di chi tra i due avrebbe gestito meglio le gomme nel finale. Io ero partito con la strategia delle due soste e invece poi abbiamo dovuto cambiare strada e farne tre. Lui era partito per fare un solo cambio e in realtà ha dovuto farne due. Le gomme sono state un grosso problema per tutti, oggi".


"Il primo treno è andato benissimo, anche perché la Safety car entrata in pista dopo pochi giri ci ha fatto andare piano e le gomme si sono stabilizzate. I guai sono venuti dopo. Col secondo treno mi sono ritrovato le gomme posteriori piene di bolle quasi subito. Ho cercato di guidare con prudenza per farle durare il tempo che dovevano durare ma non è stato possibile, perché strada facendo abbiamo cambiato programma e sono rientrato ancora. Ed eccoci qui a parlare ancora una volta di queste cose. Il fatto è che quest'anno c'è concorrenza tra marche diverse di gomme ma io credo che la Goodyear stia facendo un buon lavoro, anche se con questi pneumatici siamo sempre un po' al limite".


"Ora vedremo se si può continuare così oppure se dovremo ricorrere ad un altro tipo di gomme, forse un'alternativa per andare avanti con più sicurezza ci vuole. La realtà è che fino a sabato pensavamo di poter fare addirittura un solo pit-stop e invece è andata male. Con tutte le accelerate e frenate che ci vogliono su questo circuito, si finisce con l'avere un eccesso di trazione sulle gomme che si consumano di più, in modo irregolare e spesso anche in modo imprevedibile".


"Per quanto riguarda il campionato, beh, sono in testa, con un margine maggiore di quello che mi sarei aspettato arrivando in Canada. La strada però è ancora lunga, sarà importante continuare a migliorarci e vedere anche cosa faranno i nostri rivali".


Non vuole sentir parlare di fortuna Jean Todt, che non perde occasione per elogiare il suo campione:


"Michael ha meritato di vincere, non ha fatto il minimo errore e ha guidato come al solito sfruttando al massimo le potenzialità della sua vettura. I valori veri si sono visti all’inizio, quando Michael staccava tutti. In ogni caso la gara sarebbe stata decisa dagli pneumatici: il nostro secondo set è stato un disastro, purtroppo. Forse la temperatura dell’asfalto era troppo elevata".


Poi, parlando del campionato e delle migliorie apportate alla vettura, il manager francese dichiara:


"In termini di punti siamo di nuovo davanti agli altri sia nel mondiale costruttori che in quello piloti. Corriamo per questo, no?, e dunque siamo contenti. La macchina è andata bene, vuol dire che i miglioramenti ci sono stati e adesso questa vittoria è un grosso stimolo morale per una squadra come la nostra, impegnata in nuove modifiche da realizzare per i prossimi Gran premi. Abbiamo vinto questa corsa ma in realtà è una corsa che continua e vedremo come andranno le cose. Abbiamo avuto parecchie difficoltà con le gomme, come tutti. Avevo detto sabato che avremmo cercato di partire per fare una sola sosta ai box".


"Quest'anno c'è concorrenza tra due costruttori di gomme ed è chiaro che ognuno cerca di fare meglio dell' altro, gomme più performanti, più veloci. La situazione però è ancora incerta, le gomme cambiano, hanno comportamenti diversi secondo i circuiti sui quali si corre e quindi non si sa mai come va a finire. Il discorso non vale solo per noi ma anche per gli altri che hanno avuto un sacco di problemi, Frentzen, Coulthard, ma direi tutti".


"Adesso bisognerà valutare la situazione che non è ferma ma in movimento. Vedremo quello che si può fare però devo dire anche una cosa: la Goodyear ha vinto finora tutte le gare, è vero che ha i migliori team, però ha vinto tutto".


"Domani siamo già in Francia a provare ed è una fortuna che su alcuni circuiti si possa andare prima della gara perché così possiamo vedere come vanno le gomme, scegliere gli assetti giusti. In Canada non si poteva venire prima a provare e abbiamo fatto delle amare scoperte durante la gara".


"Dopo un mese di lavoro in galleria del vento abbiamo scelto delle modifiche da apportare alla macchina, stiamo preparando un pacchetto di novità meccaniche e aerodinamiche che non saranno tutte pronte per la Francia ma in parte per la Gran Bretagna e la Germania. Entro luglio sarà tutto fatto".


Infine, il direttore della Gestione Sportiva della Ferrari non può non difendere il suo pilota, Eddie Irvine, caduto nuovamente vittima delle polemiche della stampa:


"Colpa sua? Spero proprio che non scriverete una cosa del genere. L'unico errore che Irvine ha commesso è stato semmai quello di qualificarsi dodicesimo sulla griglia di partenza. Quanto all'incidente lui che colpe ha? Si è allargato in quella curva proprio per non trovarsi nella mischia, poi però è stato colpito l'alettone di Hakkinen e si è girato finendo fuori pista. Sono cose che possono succedere e succedono più facilmente quando si parte dietro".


Rimanendo in ambito di team manager, Ron Dennis si addossa tutte le responsabilità per ciò che è accaduto a Coulthard, risultato settimo nella graduatoria finale, ma di fatto privato di una vittoria:


"Non si tratta del perché la vettura non sia ripartita, ma se la decisione di far rientrare di nuovo David sia stata quella giusta. Dopo che Schumacher è tornato ai box, considerando il grande gap di vantaggio abbiamo scelto di effettuare una sosta precauzionale. Avevamo notato che c’era un piccolo problema con la frizione, ma pensavamo, sbagliandoci, che non fosse nulla di serio".


"È difficile essere soddisfatti del fatto che David fosse veloce, visto che non abbiamo raccolto nulla. Mi prendo la responsabilità per la chiamata, sarebbe stato rischioso ma avremmo potuto continuare. Ricordo quando in una situazione simile vincemmo il mondiale ad Adelaide, con Mansell che accusò problemi alle gomme. Se si è in una posizione come la nostra oggi, rientrare per sicurezza è la cosa da fare. Siamo dispiaciuti, ma dovevamo fare ciò che ritenevamo fosse giusto e cosi abbiamo fatto".


La McLaren può sì trarre delle informazioni positive dalle due ultime gare considerando i netti miglioramenti, fatto sta che il doppio podio in Australia aveva fatto sperare a qualcosa di ben diverso per questa stagione. Al di fuori della vittoria a Merlbourne, Coulthard ha conquistato un solo punto, ed è fermo a quota 11 punti; Hakkinen invece rimane a 10.


E la distanza dalla testa del campionato non aiuta di certo al morale: Schumacher con questo successo balza a 37 punti, +7 sul gran deluso di giornata, Villeneuve, che se vuole vincere questo Mondiale dovrà capire che in Formula Uno esistono anche altri risultati possibili oltre alle vittorie e i ritiri.


Nel dopo-gara, c’è un piccolo brivido per Schumacher, che vede per un attimo a rischio il suo secondo successo in campionato, poiché accusato di aver utilizzato trentuno pneumatici invece dei ventotto consentiti. Nei fogli dei commissari ne risultano tre in più, ma dopo un lungo e accurato riscontro, gomma per gomma, riga per riga, si scopre che erano sbagliati gli elenchi dei commissari e così la vittoria di Schumacher diventa definitiva quando in Italia è ormai notte fonda.


Subito dopo, il pilota tedesco riparte col suo aereo personale diretto a Colonia dove si ferma giusto il tempo necessario per caricare la figlia Gina Maria che in questi giorni era dai nonni.


Bisogna infatti volare in Francia, destinazione Magny-Cours.


Davide Scotto di Vetta

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