#7 1997: GP di Spagna, torna a vincere l'imbattibile Williams, Panis stupisce ed è secondo



Al Gran Premio di Monaco fanno seguito i test sul circuito di Montmelò, giusto una settimana prima che si gareggi sulla medesima pista per il sesto appuntamento in calendario.


A Barcellona, nei tre giorni di test che vanno dal 14 al 16 Maggio, la Ferrari accelera i tempi e prova il nuovo motore step 2 sia con Schumacher che con Irvine. I collettori di scarico, che dapprima evidenziavano alcune crepe già a duecento chilometri, al termine delle ultime prove, col motore giunto a 450 chilometri, non presentano più questo inconveniente. Ed un altro aspetto del motore che subisce migliorie costanti è quello della gestione elettronica, poiché all'inizio il software non era soddisfacente, mentre a seguito delle ultime prove dimostra di essere migliorato, permettendo prestazioni più accettabili.


"Ogni volta che lo usiamo va sempre un po' meglio, ma è ovvio che non siamo mai soddisfatti", dice Schumacher che sul circuito di Barcellona cerca dei buoni assetti per la gara:


"Non abbiamo problemi di motore ma di macchina. Fosse per me io taglierei in due questa macchina, ne salverei una metà e butterei l'altra".


"Onestamente, guardo le cose con realismo e qui dopo tre giorni non vado affatto veloce".


"Stiamo facendo una gran fatica per essere competitivi ma siamo sempre li. Ho un secondo di distacco in assetto da gara e un po' di più in assetto da qualifica. Stiamo provando un sacco di soluzioni, anche gomme nuove, ma siamo sempre più o meno in questa situazione".


Poi, parlando della querelle relativa al motore Ferrari ancora non pronto, Michael ammonisce la stampa:


"Basta con questa storia del motore step uno o step due. Sono più o meno equivalenti e comunque non è il motore il nostro problema. Forse con lo step due possiamo guadagnare qualcosa. Vogliamo dire un decimo di secondo? Magari due? E gli altri otto con che cosa li togliamo? Con l'assetto e tutto il resto possiamo levarne un altro di decimo, e poi? Sempre dietro siamo. Guardando le altre macchine che girano qui, non mi faccio tante illusioni. Sullo schieramento di partenza tra una settimana potrei essere in terza o quarta fila, forse chissà anche nono, non c'è da stare allegri anche se poi in gara vado meglio".


"Non mi faccio illusioni qui, ma neppure per il Canada o la Francia. Poi vedremo come andrà la macchina con le modifiche in programma che arriveranno per il Gran Premio che si correrà in Francia, ma forse qualcosa potrebbe slittare perfino a Silverstone".


In seguito ad un inizio di stagione contrastante con le tante aspettative durante l’inverno, Flavio Briatore annuncia una reazione decisa del suo team, la Benetton, sprofondata nell’anonimato dopo l’illusorio podio di Gerhard Berger in Brasile. Alla fine delle sessioni di test Jean Alesi si piazza subito dietro le dominanti Williams, speranzose anch’esse di tornare alla ribalta dopo l’orribile week-end monegasco; soprattutto Jacques Villeneuve, che ha perso la leadership del campionato a vantaggio di Schumacher.


Non potrà puntare al riscatto invece Nicola Larini, che un po' come la Benetton aveva illuso al volante della Sauber in Australia, conquistando un promettente sesto posto; dopodiché ha dimostrato gravi mancanze nel confronto col compagno di squadra Johnny Herbert. La scialba prestazione di Monaco è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e il team svizzero ha deciso di appiedarlo per puntare su un altro italiano, Gianni Morbidelli. Larini torna a svolgere il ruolo di collaudatore a Maranello.


Caricato dal primo posto in campionato e dalla dominante vittoria monegasca, Schumacher non si accontenta di tornare al volante della Rossa per i test, e decide di darsi incredibilmente al calcio, per soddisfare il suo desiderio di 'praticare uno sport di squadra':


"Sono sempre stato un appassionato di calcio: l’Aubonne - squadra svizzera di terza categoria - mi ha contattato perché sostenessi la squadra e io ho accettato di far parte di un club della regione in cui risiedo".


"Da piccolo giocavo in un club tedesco insieme a mio fratello Ralf, ma una volta cominciato con le automobili non ho più avuto tempo libero e ho abbandonato il calcio. Sono un tifoso del Colonia, anche se negli ultimi anni non è più fra le migliori squadre della Bundesliga".


Poi un po' di autocritica:


"I contratti dei piloti non contengono clausole particolari. Niente mi vieta di praticare il calcio, è stato divertente, tuttavia dovrei allenarmi di più e meglio per dare un buon apporto in campo. In pratica non ho visto palla e ho anche sbagliato un possibile gol di testa. Meglio che non cambi attività sportiva per adesso!".


E parlando proprio di quella che per ora rimane la sua occupazione principale, il tedesco non pare troppo ottimista in vista del Gran Premio di Spagna:


"Sarebbe già positivo prendere punti. Questo circuito non s'addice alla nostra vettura, non riusciamo a bilanciare la monoposto e questo manda in crisi le gomme che lavorano con temperature sbagliate: sottosterzo in entrata, sovrasterzo in uscita e qualche giro dopo, siamo già in crisi".


"È bello stare davanti a tutti in classifica, e ci sono le motivazioni per tentare di restarci. Purtroppo conta rimanere primi alla fine del campionato. La lotta è aperta, dipenderà tutto da come la nostra macchina si adatterà ai diversi circuiti, e dalle modifiche che verranno introdotte su di essa".


E per concludere, gli viene riportata alla mente la sua prima vittoria con addosso la tuta della Ferrari, ottenuta proprio sul circuito catalano l’anno prima:


"E’ un bel ricordo, la pista era inondata di acqua, pioveva come a Montecarlo due settimane fa. Evidentemente la Ferrari ha una notevole tenuta sul bagnato; certo, se domenica dovesse arrivare un bel temporale all’ora giusta, sarei più fiducioso. Avere una posizione di partenza buona sullo schieramento non sarà facile, oltre alle Williams anche Benetton, McLaren e Jordan potrebbero essere molto forti".


A dare il benvenuto ai piloti sin dal giovedì c’è un caldo insopportabile, che di conseguenza offre come preoccupazione principale quello che sarà l’effettivo comportamento delle gomme su un tracciato già di per sé severo con gli pneumatici.


Intanto la ripresa della Benetton durante i test, come anche i dubbi esternati da Schumacher, sembrano essere confermati al venerdì: Alesi ottiene il tempo più veloce nelle prove libere seguito da Jacques Villeneuve, mentre le Ferrari girano poco per risparmiare gomme da utilizzare in qualifica e in gara, e si piazzano in settima e decima posizione, dimostrando almeno per ora che il pessimismo di Schumacher era tutt’altro che pretattica.


Le speculazioni su eventuali cambiamenti di sedile dei top drivers non si placano, conseguenza dei tanti contratti in scadenza a fine stagione. La notizia di giornata la offre il quotidiano tedesco Bild, che però gode di diffusione nazionale, il quale parla di un possibile approdo di Schumacher in McLaren grazie all’azione da intermediaria di Mercedes.


A riguardo di questa presunta trattativa, il pilota tedesco, scherzando, confessa:


"Sì, è vero ma la trattativa è già finita perché mi hanno appena consegnato una Mercedes SL seimila di cilindrata, otto cilindri, fatta apposta per me".


"Ma ho anche tutte le Ferrari che voglio. Ho una 456 aziendale, cioè datami in uso per i miei spostamenti, ho una 550 Maranello che ho vinto con una scommessa, ho una 355 personale. Ah sì, ho anche un furgone Daily della Fiat per portare i miei cani e i miei go-kart".


"Mi piaceva questa Mercedes e ho voluto farmi anche quella. Tutto qui. Queste sono sciocchezze scritte dai giornali".


Voci infondate, specie perché tra i piloti di alta classifica il due volte iridato è l’unico a possedere un solido contratto con la Ferrari, e come sostenuto anche da Jean Todt, l’unico contatto che il suo pilota ha avuto con Mercedes negli ultimi tempi è avvenuto solo per un acquisto di una 600 SL, e nient’altro.


Essendo in argomento, il team manager francese blinda, seppur con meno convinzione, anche il sedile di Eddie Irvine:


"C’è un contratto di tre anni sino al termine del '98, con diritto di esercitare un’opzione da parte della Ferrari. Al momento non è ancora deciso nulla".


Alain Prost invece, nel suo ambizioso progetto di creare un team capace di lottare per il titolo, oltre a corteggiare con insistenza Villeneuve pare intenzionato a portare dalla sua parte anche Damon Hill, soprattutto se la situazione della Arrows dovesse rimanere quella attuale, ovvero un disastro. Il campione in carica non solo non ha ancora conquistato punti iridati, ma non ha ancora visto la bandiera a scacchi.


Per Prost, ricreare la coppia formatasi in Williams della stagione '96 sarebbe senza dubbio un gran colpo, ma per ora, per l’appunto, circolano solo voci.


È invece una certezza la supremazia della Williams in qualifica. Dopo la breve parentesi di Frentzen a Montecarlo, Villeneuve torna a dettare legge e conquista la pole position, con il tedesco compagno di box che completa la prima fila. Le redivive McLaren e Benetton invece si spartiscono la seconda e la terza fila con Coulthard e Alesi a precedere Hakkinen e Berger. Il dato che spaventa però è il secondo netto che Coulthard paga dal poleman canadese.


"Abbiamo forse avuto troppa fretta puntando tutto sulla computerizzazione spinta, perché quello è il futuro. Ma il perfezionamento del differenziale elettronico, come il sistema di ripartizione della frenata sulle quattro ruote gestita dal calcolatore si sono rivelati più complicati del previsto, abbiamo perso tempo prezioso", dichiara raggiante Flavio Briatore, che prosegue dicendo:


"Eravamo cresciuti insieme, noi e Schumacher, come è possibile solo in un piccolo mondo come il nostro. Con noi c'erano i tecnici che ora sono alla Ferrari, la vettura che vinse il titolo era il prodotto di quella crescita. Ora lavoriamo con piloti di grandi esperienze come Alesi e Berger, ma che hanno altre storie. Il nostro rallentamento è stato un prezzo inevitabile ma se penso alle nuove auto e alle nuove tecnologie che le faranno correre, allora sono davvero ottimista".


"Le auto vanno verso l'elettronica totale. Ad agosto avremo anche una galleria del vento tutta nostra, in Inghilterra oltre a quella di Ferrara e due tecnici aerodinamici nuovi. La vettura di oggi appartiene al passato, come Alesi e Berger sono piloti della vecchia generazione. Il futuro è una pagina nuova da scrivere e abbiamo tutte le carte in regola per scriverla bene".


In Ferrari, invece, Schumacher limita i danni come può ma è settimo, mentre Irvine è undicesimo.


"Prenderò un secondo e mezzo di distacco dalla Williams e partirò in terza o quarta fila", aveva detto Schumi dopo le prove del venerdì. Ma al termine delle qualifiche i secondi di ritardo sono quasi due. E come se non bastasse, il tanto discusso e tanto atteso motore step due si è pure rotto, a causa del cedimento di una biella.


"Dobbiamo essere realistici - ribadisce il tedesco -. Io cercherò di fare una buona gara per arrivare in buona posizione e conquistare altri punti, ma di vittoria non possiamo parlare proprio, non mi pare il caso. E non chiedetemi ancora dei motori perché sono stufo, con l'uno o l'altro non cambia niente, il vero problema è l'efficienza aerodinamica della macchina".


"Tuttavia, col serbatoio pieno il divario diminuisce molto e allora entrano in gioco tanti altri fattori", sottolinea Jean Todt, che aggiunge:


"Anche noi abbiamo migliorato rispetto alle prove della settimana scorsa, ma non è bastato. Le Williams vanno molto ma molto più forte".


Poi, quando gli viene chiesto come mai in un giorno decisivo come il sabato si rompe una biella, il manager francese risponde:


"Probabilmente era vecchia. Tutto il motore era vecchio, aveva superato i seicento chilometri. Del resto per un giorno di prove mica possiamo montare motori nuovi di zecca come per la gara. Ce ne vorrebbero troppi di questo passo".


Tornano invece i sorrisi in casa McLaren, che in qualifica ha potuto usufruire di un nuovo V10 Mercedes con 775 cavalli (trentacinque in più del precedente), ma che verrà lasciato a riposo per la gara, non essendo ancora affidabile sulla lunga distanza. Le prestazioni delle due vetture anglo-tedesche dunque, sono ancora da verificare.


Gongola Villeneuve subito dopo la pole conquistata:


"Questa qualifica mi è piaciuta molto, soprattutto alla fine quando ho fatto segnare il miglior tempo. È stata dura ma mi sono divertito".


Un po' meno soddisfatto invece Frentzen:


"Anche a me è piaciuta, ma all’inizio quando ero io in testa. Cercherò di rifarmi in gara".


Per la Williams sono dieci pole di fila, considerando anche la parte finale della stagione '96; a mettere a repentaglio il loro monopolio la domenica c’è solo l’incognita gomme, che potrebbe portare a strategie variegate. Per molti si parla di addirittura tre pit-stop, di conseguenza le sorprese sono dietro l’angolo.


La domenica il caldo asfissiante dà una leggera tregua grazie ad un forte vento che imperversa sul circuito; c’è anche un lievissimo rischio di pioggia, che però non si concretizzerà. Sarà il sole a far capolino per tutta la gara.


Poco prima della partenza Jean Alesi viene intervistato sulla griglia di partenza, ed il francese ne approfitta per elogiare il lavoro svolto dal suo team:


"La squadra ha lavorato duramente e ha portato molte novità qui per migliorare le prestazioni della vettura. Ne sono molto felice, perché ciò ci dà la possibilità di tornare a battagliare per posizioni di rilievo. Speriamo che possa essere l’inizio di una rimonta della Benetton".


Il via della gara presenta qualche intoppo durante il giro di ricognizione, poiché prima Gerhard Berger rimane piantato alla sua piazzola, poi Ralf Schumacher a pochi istanti dalla partenza fa spegnere il motore e comincia ad agitare le braccia per attirare l’attenzione. Diventa necessario rimandare il via, pertanto i meccanici rientrano sulla pista per ripetere l’intera procedura, che causa un ritardo di qualche minuto e la riduzione di un giro della distanza di gara. Il pilota della Jordan deve partire ultimo, mentre è fortunato Berger, che grazie all’intoppo del giovane tedesco può riprendere la sua posizione di partenza originaria.


Finalmente la gara inizia. In partenza svettano Coulthard e Schumacher, che alla prima curva incalzano il poleman Villeneuve; lo scozzese della McLaren prova a prendere la testa della corsa alla prima staccata, ma Villeneuve resiste con una gran frenata mantenendo la posizione e Coulthard, forse troppo concentrato su chi gli è davanti, alla Repsol si fa sorprendere all’esterno da Schumacher, che grazie ad una coraggiosa manovra conquista il secondo posto, dopo essere scattato dalla settima casella.


Alla fine del primo giro, Villeneuve fa l’andatura davanti al ferrarista e Coulthard, poi seguono da vicino Alesi, Hakkinen e Frentzen, partito malissimo e già leggermente staccato dal quintetto di testa.


Già dalle prime battute è evidente che Schumacher non ha il passo per tener testa la Williams, né tanto meno di resistere per troppi giri agli attacchi di Coulthard, che viene raggiunto in breve tempo anche da Alesi e Hakkinen. La Ferrari non mantiene il ritmo, favorendo la fuga di Villeneuve. Coulthard intanto impazzisce per trovare uno spiraglio su un circuito dove superare non è per niente facile, con un V10 Mercedes che malgrado la scia presa dall'auto che precede non è in grado di consentirgli di affiancare Schumacher alla prima curva.


Le difficoltà del tedesco sono tali che ad un certo punto Villeneuve arriva a guadagnare tre secondi al giro, facendo registrare tempi sull’1'22 contro l’1'25 dei diretti inseguitori. Michael si difende con coraggio, stacca profondo alla prima curva e in un’occasione i duellanti evitano il contatto per una questione di centimetri, poi al quattordicesimo giro, Coulthard riesce finalmente a compiere il sorpasso alla fine del lungo rettilineo principale, l’unico punto dove era riuscito a rendersi pericoloso fino a quel momento.


È il segnale che Schumacher non ha più gomme, tanto è vero che anche Frentzen e Herbert si sono ricongiunti. Al box Ferrari guardano i tempi, quindi comunicano via radio a Schumacher che la prima sosta sarà anticipata dal ventesimo al quindicesimo giro. Insieme al ferrarista si ferma anche Coulthard: i tempi di 6.0 secondi per l’ex Williams, e di 7.4 secondi di Schumacher fanno pensare ad una strategia a tre soste per entrambi.


Discorso diverso per Villeneuve, Alesi e Panis, che allungano i propri stint e sembrano di conseguenza optare per due sole soste.


Chi fatica più di tutti a gestire le gomme è Frentzen, la cui prestazione di giornata conclusa con quattro pit-stop e fuori dalla zona punti, è impietosa se confrontata con quella del compagno di box. Un blistering anomalo, dovuto ad un set-up non ideale, rendono del tutto vana la seconda posizione ottenuta il giorno prima. In crisi anche Mika Hakkinen, che dopo la sua prima fermata riesce a guadagnare la posizione su Schumacher e Alesi, prontamente restituite durante un secondo stint per lui da dimenticare, rovinato soprattutto da qualche bloccaggio di troppo coi quali rovina i suoi pneumatici.


La leadership della gara incontrastata di Villeneuve viene messa leggermente in discussione soltanto da Coulthard, il quale sfruttando un momento della gara in cui dispone di una macchina con poco carburante a bordo, riduce il distacco a meno di due secondi, ma proprio quando sembra possa accendersi un’interessante battaglia, la McLaren torna ai box per la seconda delle tre soste in programma.


In effetti a rivelarsi vincente è la strategia a due soste, attuata dai piloti che a fine gara arrivano sul podio. In questo frangente spicca un più che discreto Olivier Panis, scattato dalla dodicesima posizione. Il francese della Prost impone un gran ritmo, favorito anche dalle gomme Bridgestone che ancora una volta dimostrano di lavorare meglio delle Goodyear e di soffrire molto meno il tracciato abrasivo.


Emblematico il sorpasso su Coulthard al quarantesimo giro alla curva Repsol, valevole per il terzo posto, dato che mentre la Prost vola con le gomme giapponesi, alla fine del giro Coulthard deve rientrare immediatamente poiché le sue Goodyear sono finite.



Il terzo posto diventa secondo posto quando Jean Alesi rientra ai box alla quarantaquattresima tornata, e Panis, grazie ad un eccellente overcut torna in pista davanti al connazionale.


Ma non è finita qui, perché Panis continua a spingere per raggiungere Villeneuve, che a diciassette giri dalla fine è lontano tredici secondi. Con mediamente un secondo guadagnato ad ogni passaggio sul traguardo, l’impresa non sembra impossibile. Finale in attacco anche per Schumacher, che dopo il suo terzo pit-stop si avvicina ad Alesi per cercare un insperato podio.


I sogni di gloria di Panis, però, incontrano un ostacolo inaspettato: Eddie Irvine. In una gara a dir poco anonima che lo attesta in decima piazza, il secondo pilota della Ferrari, al momento di farsi doppiare non si fa da parte, ed anzi, chiude repentinamente la porta quando Panis cerca di buttarsi all’interno. Gli innumerevoli secondi persi dal pilota della Prost dietro il nord-irlandese favoriscono il ricongiungimento di Alesi e Schumacher, così che Panis, da cacciatore si trasforma in preda.


Intanto Alain Prost si precipita furibondo verso i box della Ferrari per protestare.


Trascorre qualche giro, e solo quando anche Alesi fa eloquenti gesti di frustrazione indirizzati ad Irvine, la direzione gara infligge uno Stop&Go di dieci secondi al ferrarista, che prima di scontare la sua penalità si fa finalmente sorpassare.


Jacques Villeneuve quindi vince per la terza volta in stagione, davanti a Panis e Alesi, capace di tenere a freno Schumacher nel finale. Il tedesco, quarto, insieme a Herbert e Coulthard chiude la zona punti, e con questi risultati restituisce il primo posto nel mondiale al rivale Villeneuve, di nuovo primo con 30 punti, a +3 sul pilota tedesco.


La cerimonia di premiazione è caratterizzata dalla presenza di Ronaldo sul podio, il quale non può consegnare alcun trofeo a Schumacher dopo lo scambio di maglietta del Barcellona e cappellino della Ferrari avvenuto tra i due prima della gara.



C’è tuttavia colui che torna prepotentemente in testa al mondiale dopo una prestazione di livello assoluto, e che durante la conferenza stampa è a ragion di logica raggiante:


"E’ fantastico tornare a vincere, soprattutto perché con l’intero team Williams-Renault abbiamo lavorato duramente sin dall’inizio della stagione. Si, abbiamo avuto anche degli ottimi risultati, ma considerando la nostra competitività ci sono state anche delle occasioni che abbiamo sprecato e dove avremmo potuto vincere, e devo dire che dopo gli errori grossolani di Monaco una vittoria ci voleva proprio".


"Abbiamo fatto molti test durante l’inverno qui, e ad essere sinceri la macchina non si comportava bene come nei test, anche se bisogna dire che disponevamo di gomme diverse. Dover sopportare questo caldo asfissiante è stato difficile, ma avere Michael secondo che bloccava gli altri nella prima parte di gara ci ha aiutato molto".


"Michael mi ha fatto un grande favore con quella partenza rapidissima, ha superato avversari pericolosi che poi ha tenuto lontano da me perché era più lento".


"La nostra strategia era di due soste sin dall’inizio, sapevamo che era rischioso per le gomme, ma generalmente c’è un maggior rischio che qualcosa vada storto quando si devono effettuare più soste. Nel finale Panis non mi preoccupava più di tanto: avevo un gap rassicurante e io dovevo gestire le gomme, quindi non aveva senso spingere in quel momento. Se si fosse avvicinato più del dovuto avrei potuto accelerare. Ad ogni modo complimenti ad Olivier, non è partito nelle prime posizioni ma nonostante questo è arrivato sul podio, davvero notevole".


Dopodiché, Jacques, parlando del comportamento di Irvine, rigetta la responsabilità di ciò che è accaduto durante la gara al team di Maranello:


"Ho sentito che Irvine ha rallentato quelli che stavano per superarlo, è un gioco che fa la Ferrari, un gioco brutto, non professionale. Le bandiere blu si vedono, qualcuno deve aver detto a Irvine di rallentare quelli dietro. Penso che glielo abbiano detto dai box per favorire il ritorno di Schumi".


Poi un pensiero rapido al prossimo Gran Premio, che disputerà davanti ai suoi tifosi:


"Poter correre il mio Gran Premio di casa da leader del mondiale è una bella sensazione. l’anno scorso fu una bella gara per noi, ma non riuscimmo a vincere, quindi speriamo di poterlo fare stavolta".


Visibilmente soddisfatto anche Oliver Panis, che tra l’altro si mostra anche piuttosto diplomatico (molto di più di quanto non sarà il suo team manager Prost) sulla vicenda Irvine:


"Sono molto felice, le qualifiche sono state complicate poiché avevamo gomme troppo dure, ma in vista della gara ero ottimista. Infatti già nel warm-up le gomme si comportavano alla grande, senza alcun segno di blistering. Naturalmente speriamo di poter migliorare in qualifica, ma ora come ora cambiare tipologia di pneumatici vorrebbe dire anche sacrificare parte della nostra competitività in gara, poiché queste gomme sulla lunga distanza sono davvero fantastiche. Va bene migliorare la posizione di partenza, ma ovviamente la gara è più importante delle qualifiche".


"Il mio obiettivo per il campionato è provare a finire nei primi cinque, sarebbe un gran risultato per me e per il team. Sarà dura, ma la macchina è veramente ottima, inoltre per il Gran Premio di Francia avremo un motore nuovo che ci consentirà di andare ancora più forte".


"Eddie è un ottimo pilota, ma davvero non riesco a capire il suo comportamento, non era per niente necessario. Ma, sapete, parlare con lui è un'impresa impossibile".


Su Irvine dice la sua anche Jean Alesi:


"Nel finale Schumacher non mi preoccupava. A preoccuparmi è stato piuttosto Eddie Irvine, un pilota davvero strano secondo me! Doppiarlo è stato piuttosto difficile, soprattutto perché dietro c’era Michael pronto a sfruttare qualsiasi occasione gli si presentasse".


"Ho alzato più volte il braccio per far notare la scorrettezza ai commissari, non ci si comporta così".


Infuriato, per usare un eufemismo, Alain Prost, che non le manda certo a dire e attacca la Ferrari:


"Se Olivier o Shinji si fossero trovati nella posizione di Irvine sono sicuro che avrebbero avuto una penalità molto prima. Credo che non sia giusto nei confronti degli altri team permettere un comportamento del genere. Un pilota doppiato che rallenta gli altri per favorire il suo compagno di squadra; questo è il mio punto di vista, e credo che non sia per nulla corretto. Pretendiamo equità di trattamento"


"Sono andato da Todt per protestare, per dirgli di comunicare al suo pilota di non ostacolare Olivier, visto che era doppiato. Jean è un amico, ma credo che la Ferrari sarebbe dovuta intervenire. Questo comportamento non mi piace, non è sportivo e non è giusto".


Non fa un piega dal canto suo, Eddie Irvine:


"Ho visto le bandiere blu, ma pensavo fossero per la Minardi di Trulli che era davanti a me; Panis mi era vicino nella prima parte di gara, quindi non pensavo dovesse doppiarmi, bensì che fosse in lotta con me. Il team non mi ha comunicato che aveva un giro di vantaggio. Mi dispiace per lui".


A sostenere la tesi del pilota nord-irlandese è ovviamente il manager della Ferrari, Jean Todt, che dichiara:


"Irvine era molto dietro, stava per doppiare a sua volta un concorrente, non ha capito bene la situazione ma quando glielo abbiamo detto per radio si è subito messo da parte".


Dopodiché prosegue col dire:


"Preferisco comunque dire che siamo ancora in testa nel mondiale costruttori, abbiamo limitato i danni che ci aspettavamo. Abbiamo avuto grossi problemi di gomme, ma non siamo i soli. Ora pensiamo al Canada ma non mi pronuncio, meglio non fare previsioni perché le cose cambiano da un giorno all'altro".


In un’atmosfera non proprio pacifica, ha altro a cui pensare Schumacher, che viste le premesse del week-end e quello che è stato il risultato finale, può vedere comunque il bicchiere mezzo pieno. Il tedesco esordisce parlando della sua partenza fulminante, favorita anche dalla scelta di utilizzare pneumatici Goodyear nuovi, che tuttavia come anticipato dalla casa fornitrice, avrebbe causato un maggior degrado:


"Ho avuto una buona partenza, non ottima, poiché credo di aver avuto scatti anche migliori, direi che sono stati più i piloti che mi erano intorno a partire male. Ho avuto la fortuna di avere strada libera, con nessuno che mi ha disturbato sul rettilineo e alla prima frenata. Così facendo ho potuto spingere al massimo, sfruttare la scia e portarmi al terzo posto, per poi passare Coulthard e salire al secondo posto".


Ma al quinto giro le gomme di Schumacher hanno iniziato seriamente a deteriorarsi, tanto che i suoi tempi sul giro sono saliti:


"Ho sofferto di blistering alle gomme posteriori ed ho faticato tantissimo a tenere la vettura in pista e davanti agli altri, scivolavo come se fossi sul bagnato! Dopodiché ci sono state battaglie che in altre occasioni abbiamo vinto. Di solito infatti, adottiamo delle ottime strategie che ci permettono di guadagnare posizioni, ma purtroppo questa volta è stato il contrario. Purtroppo può capitare. Inizialmente eravamo su due pit-stop, ma avevamo messo in conto la possibilità di passare a tre. In ogni caso sono arrivato primo tra quelli che si sono fermati tre volte".


"In gara devo dire che il consumo di gomme si è rivelato più alto del previsto, tant'è vero che al settimo giro gli pneumatici erano già coperti di bolle. Questo primo treno era di nuova costruzione, ma anche gli altri hanno presentato molti problemi. Alla fine ho perfino temuto di dover fare una quarta sosta".


"Perché la Ferrari ha consumato così tante gomme? Questo adesso bisognerà capirlo bene. Non siamo i soli a volerlo capire perché tutti hanno avuto problemi con questo consumo eccessivo. Comunque è stato il primo treno a deteriorarsi così rapidamente, mentre con il terzo ad esempio le cose sono andate meglio".


Anche a fine gara Michael era in difficoltà con le gomme. Tuttavia, il pilota tedesco non dispera:


"Un quarto posto va bene lo stesso. E' facile dire dopo che forse un punto in più avrei potuto conquistarlo ma non ero in grado di attaccare nessuno. Abbiamo fatto il massimo possibile in queste condizioni".


Certo, rimane il dubbio che la partenza bruciante abbia logorato le sue gomme. Ma Michael risponde:


"Questo adesso non lo so ma che dovevo fare? Partire piano e restare al settimo posto? Le corse non si fanno così. Mi si è presentato un varco e mi ci sono infilato. Questa è un'eventualità che fa parte delle corse e ne ho approfittato, solo che non mi aspettavo di avere un crollo così forte di prestazioni già al settimo giro. L'idea era di fare la prima sosta verso il ventesimo giro o poco più ma non avevamo la certezza di poterci arrivare e così eravamo preparati a cambiare programma come poi è avvenuto. Però devo dire anche una cosa: io sono il primo classificato tra quelli che hanno fatto tre soste, tutti quelli davanti a me ne hanno fatte due. D'altra parte non credo che una sosta in meno avrebbe migliorato il risultato. Se avessi risparmiato un pit-stop teoricamente avrei potuto recuperare il distacco. In pratica però sarei andato più piano e forse non avrei combinato nulla".


Lanciato dal terzo successo in campionato, Villeneuve potrebbe avvicinarsi al suo Gran Premio di casa nel migliore dei modi, se non fosse che il canadese, nella settimana di avvicinamento all’evento deve fare i conti con la Federazioni Internazionale dell’Automobile, che capitanata da Max Mosley non si smentisce e dimostra di non gradire per niente alcun tipo di commento critico da parte dei piloti rivolto ai suoi confronti.


Ed intanto, sulla Formula 1 si addensano grossi cambiamenti. Le annunciate restrizioni inglesi alla sponsorizzazione dello sport da parte delle sigarette costringeranno, secondo Bernie Ecclestone, a cancellare molti Gran Premi attuali per crearne di nuovi.


I dodici Gran Premi europei attuali scenderebbero a quattro, mentre nascerebbero invece quattro Gran Premi asiatici e tre nuovi europei.


Davide Scotto di Vetta

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