#8 1953: Gran premio di Germania, vince Farina, Fangio è secondo, Ascari si ferma col motore rotto



Con il Gran Premio di Germania, che sarà di scena domenica 2 Agosto 1953 sul circuito di Nurburg, il Campionato Mondiale per conduttori entra in una fase decisiva.


Difatti, se Alberto Ascari che ha già acquisito un vantaggio praticamente irraggiungibile nei confronti dei suoi compagni di squadra e dei piloti della Maserati, riuscirà a prevalere anche nella gara tedesca, nessuno potrà più togliergli l'ambito alloro.


Come nelle precedenti prove per il Campionato del Mondo, anche in quella sul Nurburgring, il principale motivo di interesse è costituito dalla lotta fra i bolidi della Ferrari e quelli della Maserati, che purtroppo non potrà scendere in lizza a ranghi completi, poiché l'argentino González, ferito leggermente negli allenamenti del Gran Premio del Portogallo, disputatosi a Lisbona, deve osservare un breve periodo di riposo.


Così, la squadra sarà formata dall'ex Campione del Mondo Fangio, da Felice Bonetto e dall'argentino Marimon, che in questi ultimi mesi ha compiuto ragguardevoli progressi, mentre lo svizzero de Graffenrled piloterà una Maserati di sua proprietà.


La Ferrari, dal canto suo, allinea Ascari, Farina, Villoresl e il pilota britannico Hawthorn. E' presumibile che i corridori della Casa modenese correranno secondo precisi ordini di scuderia, onde facilitare la marcia di Ascari, che è per altro un perfetto conoscitore del circuito di Nurburg dove ha vinto le tre ultime edizioni del Gran Premio di Germania.


Completano il quadro del partenti i piloti della Gordini, quelli di alcune case inglesi, nonché il tedesco Barth, che piloterà una macchina da corsa costruita nella Germania Orientale, e di cui si dice uh gran bene. Alla partenza ci sono trentaquattro vetture, ma molte di queste sono guidate da piloti locali, ed alcune auto sono addirittura biposto. I tedeschi, ancora per quest’anno, non posso presentare vetture monoposto di propria produzione, ma c’è una voce che circola riguardo alla partecipazione della Mercedes con una squadra ufficiale al prossimo campionato, dato che è previsto l'ingresso di nuove regole tecniche da parte della FIA.


Il circuito di Nurburg costituisce un eccellente banco di prova tanto per i piloti come per le macchine. E' certo che in un tracciato come questo, che si snoda attraverso le montagne dell'Eifel, e comprende una quarantina di difficili curve, può affermarsi soltanto un corridore completo nel vero senso della parola.


Le medie che si possono conseguire non sono molto elevate: Ascari detiene il primato per il giro per le vetture della formula 2, con il tempo di 10'5". La corsa di domenica comprenderà diciotto giri, pari a 410,580 chilometri.


Nella mattinata del 30 Luglio 1953, i corridori della Ferrari e quelli della Maserati sono già sul posto, effettuando alcuni giri. Tuttavia, come da prassi, non spingono a fondo, poiché le prove ufficiali si iniziano soltanto il giorno successivo.


Nelle prime prove ufficiali, di tanto in tanto cade un po' di pioggia che ostacola i vari piloti scesi in pista. Alberto Ascari, pilotando la Ferrari due litri quattro cilindri, registra il miglior tempo percorrendo il circuito in 10'0"4. Così, il Campione del Mondo in carica batte il primato sul giro per vetture della formula 2, che egli stesso aveva stabilito l'anno precedente, in 10'5"1. L'asso italiano è molto ammirato per il suo impeccabile stile e l'audacia con cui ha affrontato le numerose e insidiose curve di questo circuito.


L'argentino Fangio, l'alfiere della Macerati che segue Ascari, ottiene il tempo di 10'19"9, mentre gli altri piloti della Maserati si devono accontentare di risultati molto più modesti. Ma quest'ultimi si ripromettono di far meglio il giorno successivo, e lo stesso Fangio dichiara che in queste prime fasi ha più che altro cercato di familiarizzarsi con le caratteristiche della pista:


"Il Nurburgring è indubbiamente uno del tracciati più difficili del Continente e, benché non vi si possano raggiungere medie molto elevate, è pericoloso. E poiché d'altra parte da un paio d'anni non ho più corso qui, prima di sfruttare in pieno la potenza della mia vettura ho voluto riacquistare la necessaria e indispensabile dimestichezza con le numerose curve del circuito".


Nel frattempo viene confermato che in assenza di González la quarta macchina della Maserati sarà pilotata dal tedesco Riess che, come si ricorderà, vinse l'anno scorso assieme a Lang la 24 Ore di Le Mans. Nonostante le avverse condizioni atmosferiche, una folla di oltre 20.000 persone assiste allo svolgimento delle prove, e si prevede che l'afflusso degli sportivi sarà ancora maggiore nei giorni successivi.


La pioggia caduta durante tutta la giornata del venerdì non consente uno svolgimento regolare delle prove del Gran Premio automobilistico di Germania. Infatti, i corridori non possono spingere a fondo poiché la pista è bagnata, e per conseguenza molto sdrucciolevole. Quasi tutti i piloti segnano tempi molto inferiori a quelli della prima giornata. Soltanto Villoresi e Hawthorn, entrambi su Ferrari, riescono a migliorare i loro tempi. L'italiano, che aveva fatto registrare il tempo di 10'31"1, percorre la lunghezza del circuito in 10'28"5, mentre l'asso inglese scende da 11'19" a 11'13"4.


Decine di migliaia di sportivi si danno convegno domenica, lungo i margini del circuito di Nurburg. Con il ritorno del bel tempo, durante l'ultima giornata di prove i vari piloti possono percorrere la pista a tutta velocità, realizzando eccellenti medie. Basti dire che tre corridori hanno battuto il primato ufficiale sul giro per vetture della Formula 2: ancora una volta, Alberto Ascari, al volante della Ferrari quattro cilindri, registra il miglior tempo in 9'59"8, alla media di 136,900 km/h. In questo modo, il Campione del Mondo in carica non ha soltanto migliorato il record ottenuto nel 1952, ma è addirittura sceso al di sotto del tempo di oltre dieci secondi che egli stesso aveva segnato nelle prove di giovedì.


E' là prima volta, dopo la guerra, che viene ottenuto sul circuito del Nurburgring un tempo inferiore ai dieci minuti. Quando l'altoparlante annuncia la nuova prodezza dell'alfiere della Ferrari, gli spettatori, attivissimi sulle tribune, lo applaudono a lungo. E' d'altra parte noto che se Ascari otterrà un buon risultato nel Gran Premio di Germania, verrà proclamato Campione del Mondo anche per il 1953, poiché nessun altro pilota potrà più raggiungerlo nella graduatoria dell'attuale campionato.


Dopo il pilota della Ferrari, il giro più veloce è stato compiuto da Fangio su Maserati in 10'3"7 alla media di 136,200 km/h. Il torinese Giuseppe Farina, dal canto suo, ottiene il tempo di 10'4"1 alla media di 136 km/h.


Contrariamente a quanto riferito nei giorni precedenti, il tedesco Lang non sarà al volante della Maserati. Pare che il suo rifiuto sia dovuto a motivi di carattere finanziario: non sarebbe stato raggiunto l'accordo tra Lang e la Maserati in merito alle clausole economiche.


Dai risultati delle prove si può dunque trarre la conclusione che la corsa vivrà i suoi episodi più movimentati nella lotta fra Ascari, Fangio e Farina, che nelle prove hanno nettamente distanziato i rimanenti concorrenti.


Domenica 2 Agosto 1953, fin dalle prime ore della mattinata un'enorme folla di 150.000 persone invade i margini del circuito di Nurburg, che si snoda attraverso la collinosa regione dell'Eifel. Nelle tribune prendono posto numerose personalità, fra cui il Principe ereditario del Giappone.


Mancano pochi minuti alle ore 14:00 quando il mossiere, in un'atmosfera di febbrile attesa, dà il segnale della partenza. Abbassata la bandierina a scacchi, i bolidi partono e Fangio assume subito il comando davanti ad Ascari, Hawthorn, Farina e Bonetto.


Ascari, al primo passaggio davanti alle tribune, precede di poche centinaia di metri Fangio, Farina, Hawthorn, Villoresi, Bonetto, de Graffenried e Marimon, mentre si apprende che il francese Trintignant, alfiere della Gordini, si è già ritirato per una avaria al motore.


La gara sembra volgere come previsto, con Ascari che prende margine e stacca gli avversari, ma al quarto giro il pilota milanese, che ha già quarantacinque secondi di vantaggio su Hawthorn, dinnanzi alla tribuna vede la ruota anteriore sinistra sfilarsi ad una velocità pari a 200 km/h. Il ferrarista, però, si dimostra un buon pilota anche in queste situazioni di emergenza, e riesce a rientrare ai box sulle tre ruote con il tamburo del freno che ogni tanto picchia per terra, da dove riparte dopo una sosta di quattro minuti e mezzo.


E' inutile dire che gli spettatoli, che assistono a questo episodio, tributano calorosi applausi al corridore italiano, che con la sua abilità evita che l'incidente occorsogli si tramutasse in una sciagura.


Il giro seguente, i meccanici della Ferrari indicano a Villoresi di fermarsi ai box per cedere la sua vettura ad Ascari, che rientrando in pista si lancia in un grande inseguimento durante il quale fa segnare il giro veloce in gara.


Nel frattempo, il pilota britannico Hawthorn ha assunto il comando della gara davanti a Farina e Fangio. Se non fosse ché, al giro seguente, Farina scatena un violento attacco costringendo il compagno di squadra a cedergli il comando della corsa. Poco dopo il corridore britannico deve anche arrendersi all'offensiva di Fangio, il quale tenterà invano di superare Farina.


La giornata per Ascari è di quelle nere, dato che al diciassettesimo giro, forse dopo aver chiesto troppo alla sua vettura, è costretto a ritirarsi con il motore fuori uso. A questo punto dai box Ferrari viene chiesto a Farina e Hawthorn, gli alfieri del Cavallino rimasti in gara, di aumentare il ritmo per far fronte alla minaccia costituita da Fangio.


Farina riesce ad eseguire questi dettami brillantemente, portandosi in prima posizione e guadagnando un vantaggio che lo accompagnerà fino alla vittoria finale. Fangio, però, riesce a sopravanzare Hawthorn, concludendo in seconda posizione. Il pilota britannico dunque è terzo, mentre ai piedi del podio c’è Bonetto, che conclude la gara disputandola con un ritmo costante e redditizio. Toulo de Graffenried conclude al quinto posto, staccato di un giro.


Al termine della gara, Giuseppe Farina riceve la Coppa del Gran Premio di Germania dalle mani del principe ereditario del Giappone Akihito, che ha seguito tutta la gara prima dalla tribuna d'onore, poi dalle cabine del cronometristi.


La Ferrari dimostra ancora una volta la sua superiorità, riuscendo non solo a vincere il Gran Premio, ma a farlo senza effettuare cambi gomme. Addirittura, alla fine della gara viene effettuata una misurazione sulle gomme del vincitore, e si scopre che l’usura degli pneumatici ammonta a soli 3.5 millimetri. Anche il consumo di carburante risulta essere interessante, circa 110 litri per 410 Km di corsa.


Il giorno successivo, Alberto Ascari viene nominato Maestro del Nurburgring, distinzione creata dall'Automobil Club di Germania. Ascari è difatti l'unico pilota che ha vinto quattro volte consecutivamente, dal 1950 al 1953 il Gran Premio di Germania sul circuito di Nurburg.


Ludovico Nicoletti

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