#652 GP d'Europa 2000, Schumacher ritorna alla vittoria, Hakkinen segue al secondo posto



In preparazione del Gran Premio d’Europa del 21 Maggio 2000, la Ferrari effettua quattro giorni di test a Fiorano con Luca Badoer e Rubens Barrichello, lasciandosi alle spalle la deludente trasferta catalana dove la McLaren ha trionfato grazie alla vittoria di Mika Hakkinen a precedere David Coulthard, e Michael Schumacher solo quinto dopo una giornata a dir poco storta, tra errori al pit-stop ed un problema di pressione ad uno pneumatico.


Allo stesso tempo, le altre squadre (ad esclusione della Prost che preferisce recarsi presso il circuito di Magny-Cours, e di Arrows e Minardi) si ritrovano nel sud della Spagna, sul circuito di Jerez.


Durante i primi due giorni, il 9 e il 10 Maggio, Badoer prova la F1-2000 con il telaio 201.


Nella seconda giornata, dalle ore 10:00 alle ore 20:00, completa centoventisette giri, nonché una ventina di simulazioni di rifornimento, necessarie dopo le soste problematiche di pochi giorni prima a Montmelò.


Intanto, si agita il mercato piloti, dato che anche in Spagna si riparla del possibile accordo tra Jacques Villeneuve e la McLaren che sarebbe in dirittura d'arrivo, seguite dalle ovvie smentite delle parti interessate. Coulthard potrebbe essere il suo sostituto in BAR, o eventualmente rientrare negli interessi della Benetton targata Renault.


Ma proprio quest'ultima si sta dando da fare nel campo dei giovani: si sa del contatto con Pizzonia, che però pare finito nel nulla, poiché l’interesse si sarebbe spostato su un altro giovane, italiano. Giorgio Pantano, padovano, diciannove anni, che dopo un brillante passato nei kart gareggia nella Formula 3 tedesca con successo. Pantano potrebbe provare la Benetton molto prima di quanto si pensi, mentre sta tramontando l'idea di togliere la macchina a Wurz prima della fine del mondiale, e quindi dell'esaurimento del suo contratto.


A Jerez la McLaren sfrutta la contemporanea presenza sulla pista andalusa di Mika Hakkinen e Olivier Panis, sdoppiando il proprio programma di lavoro. Il Campione del Mondo in carica ovviamente comincia subito a lavorare in vista del Gran Premio d’Europa, in programma sul circuito del Nürburgring, e coglie nelle prime battute della giornata inaugurale delle prove una prestazione non lontana dal record ufficioso fatto segnare dal proprio compagno di scuderia al debutto della MP4/15, nel Febbraio precedente.


Nella prima giornata il collaudatore francese è costretto ad arrestarsi tre volte lungo la pista per problemi di natura elettronica; il secondo giorno deve collaudare un primo prototipo di quelle gomme ognitempo tanto care al presidente della FIA, Max Mosley: trattasi di pneumatici scanalati che possono essere usati sia con l'asfalto asciutto sia in caso di pioggia.


E proprio la pioggia disturba la sessione quando una vera e propria tempesta si scatena sul circuito poco dopo la pausa di mezzogiorno, lasciando l'asfalto bagnato sino al termine delle prove. Il maltempo penalizza soprattutto Ricardo Zonta, che deve interrompere la simulazione di Gran Premio con il telaio numero 7. Il collaudatore della scuderia, Patrick Lemarie, deve invece attendere il tardo pomeriggio per saggiare la pista in un breve collaudo, giusto per preparare la macchina per il terzo giorno di test. E lo stesso fa Jenson Button con la sua Williams-BMW.


Brusco stop per Luciano Burti, che rompe il motore della sua Jaguar, mentre è finalmente soddisfatto Jarno Trulli, che in una giornata priva di guai meccanici può lavorare con profitto sul bilanciamento della macchina in vista del Gran Premio d'Europa. Infine, mentre Pedro Diniz prova a Jerez, il collaudatore Enrique Bernoldi collauda alcune novità aerodinamiche sulla Sauber, affrontando il rettifilo della base militare di Bouchs, vicino a Lucerna.


Data per certa l'assenza di David Coulthard dai test sul circuito andaluso: lo scozzese della McLaren può così recuperare fisicamente dagli acciacchi accusati in seguito al terribile incidente aereo della settimana precedente, da cui ha rimediato la frattura di tre costole.


Una settimana dopo, giunti in Germania, i due fratelli Schumacher sono i piloti più attesi, sia per quello che è per loro un Gran Premio di casa, sia per le incomprensioni che ci sono state a Barcellona dopo un duello ravvicinato non gradito dal giovane Ralf.


Sul circuito del Nurburgring, Michael vanta una vittoria ai tempi della Benetton, mentre Ralf ha un precedente vittorioso nel suo periodo in Formula 3000.


Ma è forse la Ferrari ad attendere con maggiore ansia il Gran Premio, in modo da scoprire se la F1-2000 abbia conservato quel lieve margine di performance sulla McLaren, apparso evidente nelle prime tre gare - soprattutto per quanto concerne l’affidabilità - ma parso assottigliato nelle due corse successive, durante le quali la scuderia di Woking ha reagito con due vittorie. E in particolare, la Ferrari deve dimostrare di avere superato lo shock del pasticcio dei box di Barcellona, costato una frattura alla gamba del capo meccanico Nigel Stepney.


A sostituire quest’ultimo, c’è Pietro Timpini, nome poco conosciuto perfino a Michael Schumacher, che durante le interviste del giovedì, quando ascolta la domanda dei giornalisti italiani assiepati al motorhome Ferrari su chi fosse costui, risponde sorpreso:


"Timpini chi?"


Medesima risposta data persino dal capoufficio stampa, Claudio Berro, a dimostrazione di una certa reticenza a parlare della persona in questione e ritornare sui fatti di Barcellona, specie per non mettere troppa pressione addosso all’uomo cui spetterà il delicato compito di sostituire Stepney durante i pit-stop, al bocchettone di benzina.


Nigel Stepney rimane per forza di cose a Maranello, e per quanto la si voglia minimizzare, la sua assenza non è un dettaglio, visto che i Gran Premi si giocano sempre di più sui pit-stop. Ma Schumacher commenta fiducioso:


"Sono certo che non ci sarà alcun problema. Abbiamo fatto un sacco di prove che hanno dato ottimi risultati. A Barcellona abbiamo sbagliato perché è stata alzata troppo in fretta la paletta. Ma tutti possono sbagliare. Siamo uomini. Il meccanico (Francesco Uguzzoni, ndr) è venuto a chiedere scusa mille volte, ma anche a me in passato era capitato di sbagliare. E avevo chiesto scusa alla squadra".


Sono quindici anni che la Ferrari al Nurburgring non vince (l'ultima con Alboreto, nel 1985). Nel 1999, inoltre, sempre in materia di pit-stop, avvenne il clamoroso errore dei meccanici, che durante il pit-stop di Irvine persero di vista una gomma da montare sulla vettura del nord-irlandese, lasciando il pilota fermo per svariati secondi con solo tre ruote. L’importanza dei pit-stop, per l’appunto, è sempre maggiore, come ammette lo stesso Schumacher:


"È vero, ormai in Formula 1 l'aerodinamica è talmente buona, i motori sono talmente competitivi che alla fine ci sono solo i pit-stop. Senza di quelli non ci sarebbe quasi più la possibilità di fare sorpassi".

È alla luce di questa constatazione che l'apparentemente anonimo nome di Pietro Timpini viene invece a rivestire in terra tedesca la sua bella importanza. Ma il pilota tedesco minimizza:


"Io sono fiducioso per la gara. Abbiamo lavorato molto e quest'anno la macchina è migliore che in passato. È migliorata di Gran Premio in Gran Premio. Al Nurburgring si dimostrerà migliore rispetto a Barcellona".


Timpini, ragazzone alto, biondo e robusto, dal canto suo si limita a dire:


"Speriamo bene. Mi sono allenato, sono calmissimo e spero di esserlo anche in quei momenti difficili".


In che consiste il ruolo del benzinaio per uno come Timperi, che abitualmente fa il gommista?


"Devo infilare quel tubo nel buco, tutto qui".


Sembra facile. Il tubo che Pietro si carica sulle spalle peserà una quarantina di chili quando è pieno. E fin qui poco male, Pietro è robusto. Ad aiutarlo dietro le spalle c'è Oreste, uno dei camionisti della Ferrari, che regge l'altra parte del tubo, che ha un diametro di tredici centimetri. Devono muoversi insieme, con lo stesso passo, lo stesso ritmo, la stessa precisione. Basta un movimento diverso e tutto rischia di andare a rotoli. Timpini spiega:


"Il problema è che nel momento in cui arrivi sulla macchina non vedi più niente, perché il tubone che ti pende dal torace nasconde tutto, quindi devi andare a naso, con precisione e fermezza. Ci vogliono nervi molto saldi, se tremi è finita. Speriamo bene".


Accanto a Pietro e Oreste, c'è Andrea Vaccari a completare il terzetto dei benzinai, cioè colui che sostituì Stepney a Barcellona dopo l'infortunio. Andrea è il vero capo benzinaio, sa tutto dei carburanti e di quelle complicate macchine con cui viene immesso nelle vetture. Il peso è forte soprattutto per Timpini, un ragazzo bresciano che da sei mesi convive con la sua ragazza a Serramazzoni vicino Maranello. Claudio Berro precisa che quest'ultimo generalmente:


"Lava i cerchioni con la macchina speciale che abbiamo installato in fabbrica. Poi, di ogni cerchione Pietro annota le condizioni e il chilometraggio. Poi monta le gomme, si occupa delle termocoperte, di tenerle tutte in ordine, di amministrare gomme nuove, rodate, consumate. Insomma, è il responsabile delle gomme".


Venerdì 19 Maggio 2000 le vetture scendono in pista per le prime due sessioni di prove libere sul circuito del Nurburgring. Michael Schumacher ottiene il miglior tempo in mattinata, ma nel pomeriggio, deve lasciare il posto in testa alla graduatoria a Jenson Button, che insieme ad Alex Wurz (secondo) effettua un giro veloce nel finale con vettura scarica, girando in 1'19"808. Il giovane britannico è l’unico a scendere sotto il tempo della pole position della passata stagione di Frentzen (1'19"910).


Nel primo assaggio del Gran Premio d’Europa, la Ferrari non sembra brillare particolarmente: Schumacher è solo quinto nella sessione pomeridiana, a sette decimi da Button, mentre Barrichello, da quinto scala addirittura in quattordicesima posizione, distante un secondo. Seconda sessione positiva, invece, per le McLaren: Hakkinen è terzo, seguito da Coulthard.


Si vivono momenti di paura per un'uscita di pista di Giancarlo Fisichella, che in seguito a un testacoda finisce in un avvallamento, e la sua Benetton si appoggia di fianco contro le protezioni. Per fortuna, per il pilota italiano non vi sono conseguenze fisiche.


Quando gli viene riferito che Button e Wurz hanno girato con poca benzina, Schumacher risponde ridendo:


"Ah, beh, buono a sapersi. Dieci chili di benzina vogliono dire tre decimi di secondo, e io ne avevo a bordo molta di più rispetto a loro. La Benetton sembra migliorata, un po' più vicina a noi, e le Williams-BMW sappiamo che sono già abbastanza veloci; se poi mettono gomme nuove e poca benzina ecco che saltano fuori i tempi. Vedremo se saranno buoni anche nei prossimi giorni. In quanto alle McLaren, niente di inedito; sono sempre lì ma le Ferrari ci sono, veloci quel che serve per giocarci la pole fra noi, come sempre".


Il tedesco si preoccupa soprattutto di completare una simulazione di gara della durata di trentacinque giri, ma sempre con un occhio al cielo, poiché la probabilità di pioggia per la gara di domenica è altissima. Stranamente, nonostante le sue ben note capacità sotto l’acqua, Schumacher preferirebbe una gara asciutta:


"Correre sul bagnato è più pericoloso, ma se dovesse piovere non mi tirerei certo indietro. Il problema è un altro: quello che non mi piace è la variabilità delle condizioni. Cioè, parti asciutto, poi piove, poi ritorna asciutto e magari restano delle chiazze bagnate. Ecco, questo è pericoloso. Se invece piove sempre non ho paura".

Mentre Michael segue il filo di questi suoi ragionamenti tecnici, la gente della Ferrari lavora a ritmi spossanti. La nuova squadra di addetti al rifornimento fa gli esami in pubblico per larghi tratti del venerdì: sedici pit-stop veri, di cui quattordici completati ottimamente, e altri due un po' meno. Jean Todt teme che si stia parlando troppo di questi ragazzi e dell'impegno cui sono chiamati dopo i disastri di Barcellona:


"Ma noi cercheremo di essere vicini a tutti. Del resto, siamo abituati alla tensione".


Per sostenere i piloti di casa, nello specifico Michael Schumacher, per domenica si prevede un’affluenza di circa 150.000 tifosi. A dare ulteriore entusiasmo è il fatto che Schumacher non corra da molto tempo su una pista di casa come leader del mondiale:


"Ancora non ho avvertito questa particolare atmosfera, ma tra sabato e domenica la sentirò di sicuro. Io voglio dare soddisfazione a tutta questa gente, voglio regalare gioia a tutti i ferraristi in genere, quelli vicini e quelli lontani".


La pole sembra essere diventata una specie di bestia nera, in generale. Da ben dieci Gran Premi chi la conquista non riesce poi a vincere la gara. Schumacher fa notare che per esempio in Malesia lui, dopo il sabato, sarebbe arrivato primo anche la domenica se il gioco di squadra non avesse richiesto di aiutare Eddie Irvine, ma questa è oramai storia vecchia. E sulla presunta scaramanzia della pole, Jean Todt aggiunge:


"Nessun pilota ci fa caso, credo che anche stavolta tutti faranno il possibile per conquistarla e se sarà uno dei nostri a spuntarla, io ne sarò ben lieto. Anche Schumacher o Barrichello, ne sono sicuro. Ci sarà come sempre battaglia serrata per la prima fila, e le Ferrari dovrebbero essere protagoniste".


Il responsabile della Gestione Sportiva di Maranello spiega poi che:


"Non era il caso di azzardare subito in gara il motore sinora utilizzato solo in qualifica, meglio essere prudenti e confidare più sull'affidabilità che su qualche cavallo in più. In questi giorni si è parlato molto del lavoro della squadra ai box dopo quanto accaduto a Barcellona, ma non mi ha sorpreso, purtroppo è così; il nostro dovere è di andare avanti senza tener conto di niente per non creare eccessiva pressione. Tutti dobbiamo assumerci le responsabilità, cerchiamo di fare la massima attenzione e di essere anche vicini al ragazzo chiamato a sostituire Stepney. E speriamo che non si verifichino altre situazioni da gestire all'improvviso e in emergenza".


Barrichello si trova un po' indietro, inoltre, ad un certo punto dal retrotreno della vettura è iniziato ad uscire del fumo, ma a quanto pare, si sarebbe trattato semplicemente di uno sfiato del circuito di raffreddamento dell'acqua. Rubens commenta:


"Conta poco essere indietro di venerdì. E poi, sostanzialmente sono a cinque decimi da Hakkinen e tre da Coulthard. Quelli davanti sono occasionali. Su questa pista, l'utilizzo di gomme nuove incide tantissimo sulle prestazioni. C'era molto vento e freddo ma sono soddisfatto dell'assetto della vettura, anche se ha ancora parecchio sottosterzo. Sono tranquillo per le qualifiche, la lotta comincerà fin dal mattino; senza pressione addosso può anche succedere che arrivi a fare la pole. Là davanti saremo i soliti quattro, e potrei spuntarla anch'io, perché no?"


Nell'arco della giornata, molto lavoro sulla Ferrari del brasiliano viene svolto sulle sospensioni, soprattutto su quelle posteriori. Quanto alla configurazione aerodinamica delle monoposto, la scelta ricade su un assetto molto carico con l'impiego dell'alettone multi-profili utilizzato abitualmente sul tracciato di Monte Carlo.


Non si sa ancora invece se la Ferrari userà in gara il motore attuale da qualifica. Tutto dipenderà dalla posizione sulla griglia di partenza. Se Schumacher fosse costretto a inseguire, il nuovo motore con quindici cavalli in più potrebbe essere utile.


"Ma in gara serve anche un motore che consumi poco".


Aggiunge Claudio Berro.


Le prove libere danno una piccola ma bella soddisfazione alla Minardi, che può ammirare Marc Gené in undicesima posizione, dopo essere stato a lungo anche nono. Lo spagnolo, sesto nel 1999 su questa pista, dichiara:


"Sono molto contento della prestazione della mia vettura, mi piace guidare su questo circuito, e le ultime modifiche hanno senza dubbio determinato un miglioramento generale del carico aerodinamico. Per la qualifica il mio obiettivo rimane sempre la settima fila e chissà che stavolta non ce la faccia".



Ovviamente in qualcosa di più spera Jarno Trulli:


"Il mio obiettivo è sempre quello di infilarmi fra i primi sei in qualifica, considerando che Ferrari e McLaren-Mercedes sono di un altro pianeta e che la Williams-BMW si dimostra sempre più forte. In queste prove del venerdì sono stato a lungo fra i primi quattro, per alcuni minuti addirittura secondo dietro Michael Schumacher, ma sostanzialmente il settimo posto mi soddisfa considerando che i risultati sono stati un po' falsati da Button e Wurz che nel finale hanno montato gomme nuove".


Le prove ufficiali del sabato sul circuito di Nurburgring confermano il grande equilibrio tra Ferrari e McLaren di questa stagione. David Coulthard strappa la pole a Michael Schumacher, secondo, con Mika Hakkinen e Rubens Barrichello a comporre la seconda fila.


Una sessione compressa dentro poco più di trenta minuti, quelli precedenti al diluvio che si abbatte sul circuito. In avvio, infatti, guardano tutti al cielo, il sole scompare e le nuvole scure che coprono l'orizzonte sono qualcosa più di una semplice minaccia.


Il primo ad uscire è Barrichello, che gira su buoni ritmi senza forzare. Il brasiliano vuole sentire la macchina e non compie un vero giro veloce. Il primo sussulto della giornata lo regala Ralf Schumacher, che trova una pole virtuale di breve durata, poiché dopo di lui è il turno di Hakkinen: il Campione del Mondo in carica spinge sull'acceleratore e trova il miglior tempo con una facilità disarmante. Fa ancora meglio il suo compagno di squadra, ma il duello vero è quello con la Ferrari, quello con Schumacher, appena questi scende in pista.


Il tedesco mantiene le aspettative e strappa la pole alle Frecce d'Argento con un giro ai limiti della perfezione. Con lui festeggia anche Barrichello, che porta anche l'altra Ferrari, per un attimo, in prima fila.


È una sfida sul filo dei centesimi, che conferma quanto siano vicine nelle prestazioni le monoposto delle due scuderie. Basta niente per stravolgere il risultato, basta staccare il piede un centimetro dopo. È quello che fa Coulthard al rientro in pista, con una prestazione cucita su misura per ottenere la pole: 1'17"529, un decimo meglio del tempo fatto segnare da Schumacher, che incassa un colpo duro da digerire, soprattutto perché subito dopo inizia a piovere, e i piani di chi insegue si complicano e non poco.


Cambia la strategia, e i team richiamano ai box i loro piloti: bisogna tornare a guadare il cielo per capire come muoversi in queste ultime fasi delle prove.


In realtà c'è poco da fare, e uno dei pochi che si arrischia sulla pista bagnata, Jean Alesi, alla prima curva impegnativa va fuori in testacoda. Schumacher, però, non è tipo da arrendersi, e a due minuti dal termine va in pista per cercare di riprendersi il primo posto nella griglia di partenza. Ma è un tentativo vano, come deve constatare lui stesso quando finisce leggermente oltre i limiti della pista. Bisogna accontentarsi del secondo posto.


David Coulthard torna in pole position dopo un’attesa lunghissima, dato che una partenza dal palo gli mancava dal Gran Premio del Canada 1998. Lo scozzese commenta così la sua nona pole in carriera:


"È un buon tempo, ma si poteva anche migliorare. Io ho spinto molto e nessuno è riuscito a passarmi davanti. La gara? Sono ovviamente fiducioso".


In particolare per la partenza, dove la McLaren può fare sfoggio di un meccanismo di partenza molto a punto. E il dolore alle tre costole incrinate nel tragico incidente in terra francese? Superato, l'unico inconveniente è che David ha dovuto fare un certo tipo di astinenza:


"Dal giorno dell'incidente non ho potuto fare sesso".


Battuto dal compagno di squadra e dal suo rivale, Mika Hakkinen è tutt’altro che soddisfatto dell’esito delle qualifiche. Così il finlandese, al termine della sessione, se la prende con il setup della vettura e sostiene anche che non avrebbe potuto migliorarsi anche con tutta l'ora a disposizione:


"La pioggia mi ha aiutato, impedendo che qualcun altro mi superasse. Sì, perché senza quello scroscio avrei anche potuto perdere la terza posizione. Ma ho un motivo di consolazione: parto da una posizione più favorevole di quella di Schumacher perché sul lato sinistro la pista è più pulita. E poi, dopo la partenza di Barcellona, ho imparato bene come devo comportarmi".


Oltre a non avere un buon assetto, la McLaren numero uno accusa anche dei problemi ai freni, tanto che mentre imperversa la pioggia sul tracciato, al box McLaren spurgano i condotti dell'olio:


"Certo che sono insoddisfatto del terzo tempo, ma soprattutto lo sono per non aver trovato l'assetto migliore. Abbiamo fatto tanti progressi, senza però raggiungere mai l'ottimo assetto. C'è ancora qualcosa che non abbiamo capito. Dovremo studiare con attenzione i dati e trovare i punti dove posso andare più veloce. Soltanto se capiremo perché l'altra macchina è più veloce potrò sperare di vincere la gara".


E' invece felice Norbert Haug, che commenta:


"Il giro di Coulthard è stato fantastico, ma anche Mika ha buone possibilità di vittoria".


Ron Dennis, dal canto suo, fa notare:


"La straordinaria efficienza mostrata dalla squadra in condizioni di pista variabili. Con pista sempre asciutta non avremmo avuto avversari. Nelle circostanze siamo ragionevolmente soddisfatti".


Il responsabile della scuderia smentisce categoricamente il ritiro di Hakkinen alla fine della stagione, accertando che Hakkinen guiderà ancora per la McLaren nel 2001. Ma lo farà con Coulthard?


"Dovessi decidere oggi, direi subito sì. David è in continua crescita, abbiamo la coppia di piloti migliori, lavorano molto bene insieme, ma non è ancora il momento di affrontare l'argomento, potrebbero offrirsi altre opzioni. Ma non vedo ragioni per cambiare".


Non prenderà parte alla gara il giovane Nick Heidfeld: dopo le qualifiche, il delegato tecnico della FIA scopre che la sua Prost pesa 598 chili contro i regolamentari 600. E di conseguenza, i commissari, applicando l'articolo 82 del regolamento sportivo, escludendo il tedesco dal Gran Premio di casa. Alain Prost commenta rassegnato:


"È stato un nostro stupido errore, e non possiamo farci niente. Così non ci appelleremo. Ma dobbiamo assicurarci che una cosa simile non accada mai più".


Ovviamente deluso Heidfeld, che si era qualificato tredicesimo:


"Essere escluso così dal Gran Premio di casa mi dispiace. La scuderia si è scusata con me. Un appello? Non c'erano appigli".



Non ripete l’ottima prestazione del venerdì di libere Jenson Button, il quale deve accontentarsi dell’undicesimo posto sullo schieramento, ad un secondo e tre decimi dal poleman, dietro anche al compagno di squadra, Ralf Schumacher, qualificatosi quinto e più rapido di quattro decimi. Per lui, comunque, una piccola soddisfazione: essere nel ristretto gruppo di cinque piloti ad aver migliorato il proprio tempo. Il direttore della BMW Motorsport, Gerhard Berger, dichiara:


"L'eccellente prima posizione di venerdì non la scordiamo. Purtroppo nelle libere del mattino Jenson ha fatto un testacoda danneggiando il lato destro della macchina, e non ha potuto girare nella seconda parte delle libere".


Lo stesso Button si dice dispiaciuto per la prestazione:


"D'altronde, non ho mai potuto percorrere un solo giro pulito, senza traffico: impossibile fare meglio. Ma è anche colpa dell’incidente della mattina. Ho girato poco: non avevo la macchina a punto per il giro veloce. Questo Gran Premio non sarà una gara qualunque: si tratta della mia corsa da quando ho lasciato i kart per correre con le monoposto".


Frank Williams analizza con benevolenza la prestazione di Jenson:


"I tempi sono molto simili, ravvicinati nella parte centrale dello schieramento. Button è riuscito soltanto nel suo ultimo giro a fare il balzo in avanti, ma è stato un progresso di tre soli decimi che gli hanno fatto guadagnare soltanto una posizione".


Nel sabato delle qualifiche, al Nurburgring è presente anche Niki Lauda, che prima di andare a trovare Bernie Ecclestone e pranzarci insieme, fornisce un suo punto di vista sulla Formula 1 ed il duello Ferrari-McLaren:


"È un bel campionato, assolutamente aperto perché le due macchine ormai si equivalgono in tutto e per tutto, come si è visto anche in queste qualifiche. Le due squadre, invece, hanno filosofie completamente differenti sulle scelte strategiche da fare per arrivare alla conquista del titolo. La Ferrari punta su un solo pilota, ovviamente Schumacher, sacrificando Barrichello, la McLaren invece lascia possibilità identiche per Hakkinen e Coulthard, una politica rischiosa perché i due finiscono inevitabilmente per portarsi via punti. Era così anche quando io correvo con loro. Avete visto cosa è successo l'anno scorso: Mika ha vinto il campionato all'ultima corsa. Maranello fa bene a puntare su Michael: in qualifica è più veloce di Rubens, così non c'è discussione. Quando prendi mezzo secondo dal compagno, cosa puoi dire? Nulla".


L'ex pilota austriaco si dilunga ancora sull'argomento, spiegando il perché del suo appoggio alla politica della squadra italiana:


"La Ferrari vuole vincere il titolo prima della fine della stagione e, puntando su un solo pilota, è più semplice raggiungere l'obiettivo. E io appoggio questa strategia. Attenzione: con questo non dico che le scelte di Dennis siano sbagliate, sono diverse".


Altro argomento di un certo interesse per Niki è il prossimo matrimonio del suo amico, il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo:


"Una scelta azzeccata. Mi dicono che la sua nuova compagna sia giovane e carina. Bravo. Fa bene a sposarsi in fretta: prima è stato dieci anni con una donna senza mai decidersi a fare il grande passo. La cosa poi farà soltanto del bene a Luca".


Domenica 21 Maggio 2000, il testa a testa Ferrari-McLaren si conferma anche nel warm-up. Schumacher e Hakkinen sono di gran lunga i più veloci della breve sessione mattutina che precede la gara: il tedesco segna il miglior tempo in 1'20"251, Mika gli è dietro di appena nove millesimi. Terza posizione, ma staccato di sei decimi, per Heinz-Harald Frentzen, quarto Barrichello, mentre Coulthard è solo sesto, a più di un secondo da Schumacher.


Si verifica, invece, un curioso incidente per la Benetton di Giancarlo di Fisichella, la cui ruota posteriore sinistra si sgancia e comincia a rotolare lungo la pista, creando qualche problema ai piloti che sopraggiungono. Ci pensa poi un commissario ad entrare velocemente in pista e togliere lo pneumatico dal centro della pista.


Alle 14:00, l'orario previsto per la partenza del Gran Premio d’Europa, nuvoloni grigi incombono sul circuito, e la probabilità di pioggia è così alta da far pensare ad una gara quasi certamente condizionata da pista bagnata.


Si parte.


Mika Hakkinen è autore di uno scatto fulmineo che coglie impreparati sia Coulthard che Schumacher, superati senza possibilità di replica. Alla prima curva il finlandese è in testa alla gara, davanti al ferrarista e all’altro pilota della McLaren, che rende vana la pole position conquistata ventiquattro ore prima.



Barrichello rimane sornione in quarta posizione, mentre dietro di lui entrano in contatto le vetture di Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella, col pilota della Jordan che è costretto al ritiro. Alla fine del primo giro, a chiudere la zona punti ci sono Jacques Villeneuve, partito nono, e Ralf Schumacher.


Michael Schumacher inizia subito ad esercitare una incessante pressione su Hakkinen, dimostrando di poter essere molto più veloce di quanto non sia il pilota della McLaren, con Coulthard che segue il duello staccato di un paio di secondi, ma non insidiato, almeno per ora, da Barrichello. Intanto, finisce anche la gara dell’altra Jordan di Frentzen, per un problema al motore Mugen-Honda.


Dopo una manciata di giri, una leggera pioggia inizia a cadere sul circuito.


Ciò favorisce l’accendersi di battaglie a ridosso della zona punti: Ralf Schumacher commette un errore e perde due posizioni a vantaggio di Fisichella e De La Rosa, ritrovandosi ottavo. Il pilota della Benetton si attacca subito agli scarichi di Jacques Villeneuve, e al nono giro, sfruttando una pessima uscita del canadese dalla Veedol Chicane, riesce a guadagnare il quinto posto. Prova ad approfittarne anche De La Rosa, ma il pilota della BAR resiste.


La pioggia man mano si intensifica, al punto che i commissari cominciano a sventolare le bandiere giallorosse che indicano pista scivolosa. Le condizioni complicate traggono in inganno Coulthard, che sbaglia e si ritrova Barrichello nella scia. Allo stesso tempo, alla Veedol Chicane, Schumacher rompe gli indugi e affonda la staccata, scavalcando Hakkinen per agguantare così la testa della corsa.



Un giro dopo, alla prima curva, Barrichello ha la meglio su Coulthard: la McLaren non pare per niente a suo agio su pista scivolosa. Stesso dicasi per la Arrows, con Jos Verstappen che va per prati e De La Rosa che fatica a difendersi dagli attacchi di Eddie Irvine. Mentre anche Marc Gené è autore di una escursione che causa la rottura dell’ala anteriore, Michael Schumacher segna tempi sul giro tre secondi più rapidi rispetto a quelli di Hakkinen.


Il primo a rientrare ai box per montare gomme da bagnato è Johnny Herbert, vincitore dell’edizione rocambolesca del '99.


Subìto il sorpasso di Schumacher, Hakkinen vede sempre più ingombrante nei propri specchietti la sagoma della Ferrari di Barrichello, mentre nel gruppo dietro si forma una entusiasmante bagarre valevole per il sesto posto tra Villeneuve, De La Rosa, Irvine e Ralf Schumacher. Altri piloti si fermano per puntare su pneumatici da bagnato, tra cui anche Coulthard, ma non Schumacher, che per il momento resta in pista ed è ancora il più veloce in pista. Anche suo fratello Ralf si esalta, ed in poco più di un giro supera i tre piloti che lo precedevano, rientrando così in zona punti.


Al quindicesimo giro, Michael Schumacher si ferma ai box, imitato da Hakkinen, il cui pit-stop però è prolungato per diversi secondi a causa del fissaggio complicato della gomma posteriore destra. Il ferrarista torna in pista appena davanti a Coulthard, che beneficia della sosta leggermente anticipata guadagnando la posizione su Hakkinen.


Sia il ferrarista che lo scozzese rimangono invischiati nel traffico di chi non si è ancora fermato per montare gomme da bagnato: Schumacher si difende egregiamente da Coulthard, e successivamente riesce a scavalcare Jenson Button e a guadagnare un paio di secondi prima che il pilota della McLaren si sbarazzi del giovane pilota della Williams.


Il giro successivo si fermano anche Barrichello e Ralf Schumacher, a loro volta danneggiati dalla sosta ritardata.


Quando la situazione si è stabilizzata e tutti sono su pneumatici da bagnato, Michael Schumacher conduce la gara registrando tempi due secondi al giro più rapidi rispetto a Coulthard, secondo ma in netta difficoltà, e raggiunto in poco tempo da Hakkinen, terzo. Quarta posizione per la Arrows di De la Rosa, davanti a Fisichella e Irvine. Barrichello è solo ottavo, dietro anche a Jos Verstappen.


Durante la ventesima tornata, Giancarlo Fisichella tenta una manovra di sorpasso alla curva Dunlop ai danni di De la Rosa, che respinge l'attacco in uscita dalla curva, ma deve arrendersi all’ingresso della curva Shell. Prova a risalire la china anche Barrichello, che lotta per il settimo posto con un coriaceo Verstappen, il quale cede la posizione solo dopo una bella battaglia che si conclude in uscita alla Veedol Chicane.


Nelle posizioni di testa, Hakkinen aggancia Coulthard. Il sorpasso non rappresenta alcun problema, probabilmente anche grazie ad un ordine di scuderia, essendo il finlandese molto più veloce del compagno di box. Mika è secondo, ma Schumacher dista dodici secondi. Il ferrarista gestisce con tranquillità la leadership, ad esclusione di un piccolo brivido che gli corre sulla schiena quando per una frazione di secondo perde il controllo della Ferrari all’ingresso della Veedol Chicane.


La pioggia imperversa sul tracciato, e non accenna a diminuire.


Nel frattempo Barrichello scavalca anche Irvine e De la Rosa; il brasiliano sale in quinta posizione, e mette nel mirino Giancarlo Fisichella.


Al trentesimo dei sessantasette giri previsti, in una bagarre per la settima posizione, Eddie Irvine e Jos Verstappen si toccano alla prima curva: il nordirlandese va in testacoda e Ralf Schumacher, spettatore in prima fila del duello, per evitare di centrare la Jaguar si intraversa ma non riesce ad evitare il contatto tra le vetture, che coinvolge nello specifico le due ali posteriori irrimediabilmente danneggiate.



Ralf rimane impantanato nella ghiaia, Irvine forse non si accorge del danno, quindi riparte, ma alla curva successiva perde il controllo della vettura e conclude la sua corsa nella sabbia come lo sfortunato Ralf. Nello stesso giro, in curva 10, Verstappen perde il controllo della Arrows, urta contro le barriere e distrugge la parte anteriore della vettura. È ritiro anche per lui, ma per fortuna la monoposto viene rimossa velocemente e l’ingresso della Safety Car è scongiurato.


Dopo una brevissima fase di studio, alla solita staccata che della Veedol Chicane, Barrichello passa senza troppe difficoltà Fisichella, salendo così al quarto posto. Il giro successivo, il brasiliano va ai box per una breve sosta di 7.0 secondi, troppo breve per garantirgli di arrivare al traguardo senza un'ulteriore sosta. In casa Ferrari, tentano qualcosa di diverso per rimetterlo in lotta con le McLaren.


Passa un altro giro e stavolta tocca al leader della gara, Schumacher, effettuare il secondo pit-stop. La sosta del tedesco dura 11.8 secondi e dunque, salvo imprevisti, non ci saranno altre fermate. Il ferrarista torna in pista a diciotto secondi da Hakkinen, che deve ancora fermarsi, ma comincia a girare su tempi velocissimi in modo da minacciare la prima posizione di Schumacher con un overcut. Un’impresa difficile, poiché Mika necessita di un totale di circa trentacinque secondi di margine per tenere dietro il suo avversario.


Una missione che sembrava già complicata, diventa impossibile con i doppiaggi problematici che rallentano il cammino di Hakkinen, che nove giri più tardi rispetto alla sosta di Schumacher, rientra ai box.


Il pilota della Ferrari torna in testa mentre Coulthard, mai in grado di pareggiare i tempi dell’altra McLaren, prosegue nella sua gara anonima. Dopo la sosta lo scozzese è quinto, dietro Barrichello e De La Rosa. Per Rubens c’è il rimpianto di una strategia errata, perché se avesse imbarcato abbastanza benzina durante il suo pit-stop, in modo da proseguire fino alla bandiera a scacchi, e considerato il passo gara di Coulthard, avrebbe potuto con tutta probabilità salire sul podio. Ed invece, in seguito al terzo pit-stop cede il terzo posto a Coulthard, accontentandosi del quarto posto davanti a Fisichella e De la Rosa, anche lui rientrato poco prima per il rifornimento.


L’immagine emblematica di una giornata deludente per Barrichello è il doppiaggio subìto dal pilota con cui aveva assicurato di poter lottare ad inizio stagione, Michael Schumacher. Rubens prova a scuotersi riducendo il gap che lo divide da Coulthard, ma non rappresenta mai una minaccia per il pilota della McLaren.


Nel finale, tre piloti in cerca di conferma per la stagione 2001, Button, Herbert e Wurz, si danno battaglia per il settimo posto. Il pilota della Benetton cerca uno spiraglio sulla Jaguar all’ultima curva, ma finisce per centrare in pieno il britannico portandolo fuoripista insieme a lui. Un errore grossolano dell’austriaco, che causa il ritiro di entrambi. Non va meglio a Button, che poche curve dopo si ritira per noie elettriche sulla sua Williams.


Michael Schumacher, intanto, doppia anche David Coulthard, e così facendo solo Hakkinen rimane a pieni giri. Michael taglia il traguardo da vincitore indiscusso, andando a cogliere la quarta vittoria stagionale, davanti alle McLaren di Hakkinen e Coulthard, che dopo le doppiette colte in Gran Bretagna e Spagna, devono arrendersi nuovamente allo strapotere del pilota Ferrari.


Barrichello quarto, Fisichella quinto e un ottimo De la Rosa sesto (primo punto in campionato conquistato per la Arrows), completano la zona punti.



Sul podio, forte delle quattro vittorie e dei 46 punti in classifica, 18 in più di Hakkinen, Schumacher saltella con gioia sul gradino più alto; Mika, al contrario, è scuro in volto.


Successivamente, dinanzi ai microfoni dei giornalisti, un Michael più espansivo del solito dichiara:


"E' uno dei giorni più belli della mia vita, la Ferrari è una macchina eccezionale e la squadra è stata straordinaria. Spero che dopo tutta l'acqua che hanno preso i nostri tifosi, questo successo abbia riscaldato loro il cuore".

È felice Schumacher, e all'ennesima domanda sul significato della sua vittoria, davanti a una televisione inglese tira fuori una spazzolina per capelli. Rosa. Piccola. Poi dice:


"La vedete? È di mia figlia Gina Maria. È stata lei a darla a mia moglie Corinna, una settimana fa, con questa preghiera: dalla a papà, perché so che gli porterà fortuna. È una settimana che porto questa spazzolina con me".

La prima vittoria al Nurburgring, davanti ai suoi tifosi, con trofeo ricevuto dalle mani del Cancelliere tedesco, Gerhard Schroeder:


"Mi ha detto che era la prima volta che saliva su un podio di Formula 1. Mi ha fatto piacere essere stato io a riceverlo".


Quanto alla gara e alla sua strepitosa guida sotto la pioggia, Schumacher ammette che:


"È stato difficile, ma anche divertente. Direi che abbiamo scelto la strategia migliore. Del resto, sapevamo che la pioggia sarebbe arrivata, ma non sapevamo quando. Ma ciò che conta è che la macchina ha dimostrato di andare forte sia sul bagnato, sia sull'asciutto".


"Ora siamo noi a farci rincorrere".


Una situazione che lascia ben sperare per il Gran Premio di Monaco, settima tappa del Mondiale:


"Su quel circuito ho sempre guidato bene, spero di ripetermi".


Del resto, 18 punti di vantaggio permettono di gestire con più ottimismo il campionato:


"È vero, io sognavo di arrivare a Monaco in questa situazione. Ora posso dire che per noi la situazione è ottima".

Schumacher fa i complimenti ad Hakkinen, ma non gli risparmia una battuta polemica:


"La partenza di Mika è stata perfetta, è stato bravo. Però ha scelto una manovra che forse poteva evitare. E lui lo sa. Ci siamo anche toccati. Per fortuna le macchine non hanno riportato danni. La parte più difficile della gara? L'ultima. Ho fatto trenta giri con lo stesso treno di gomme, e a volte la macchina scappava via. Al punto che abbiamo anche preso in considerazione l'ipotesi di un terzo pit-stop, anche se sapevamo che sarebbe stato un rischio. Poi però abbiamo visto che anche Hakkinen aveva mollato, e così abbiamo controllato. Ho capito che avrei vinto quando mancavano due giri alla fine".


Se dopo le trasferte a Silverstone e Barcellona alcune certezze erano venute a mancare, con il ritorno alla vittoria e il gap in classifica ampliato sia nella classifica piloti in quella costruttori, la Ferrari può approcciare al Gran Premio di Monaco con un certo ottimismo, conscia di avere tutte le carte in regola per mettere in pratica un serio tentativo di fuga che, poco ma sicuro, incontrerà l’opposizione della McLaren Mercedes.


Davide Scotto di Vetta