#7 1952: GP di Germania, Ascari trionfa sul circuito del Nurburgring, ed è quasi Campione del Mondo

Aggiornato il: mag 10



Il 3 Agosto 1952 si disputa il quindicesimo Gran Premio di Germania, che coincide anche con il venticinquesimo anniversario dell'utilizzo del circuito del Nürburgring.

Il pubblico tedesco non ha molti motivi di interesse per questo Gran Premio, visto che contrariamente al periodo anteguerra, non sono presenti case automobilistiche tedesche.

Anche in questo appuntamento troviamo un nutrito numero di partecipanti, grazie alla presenza di alcune vetture della categoria sport. La prima fila è composta ancora una volta dalle Ferrari di Ascari e Farina, seguite dalle Gordini di Manzon e Trintignant, mentre Taruffi è in seconda fila, affiancato dalla Ferrari privata di Fischer e Pietsch con la Veritas.


Non sono presenti invece le Connaught, che tanto bene avevano fatto in Gran Bretagna.


Così come accade oramai da inizio campionato, in assenza del Campione del Mondo in carica, e delle Alfa Romeo, la Ferrari domina le prove di qualificazione e conquista l'ennesima pole con Alberto Ascari, seguito da Giuseppe Farina e da Maurice Trintignant, su Gordini, che precede il compagno di squadra Robert Manzon e la terza Ferrari ufficiale di Piero Taruffi.


Al via, Ascari, Farina e Manzon partono subito bene, mentre Taruffi si attarda, ma le capacità della sua monoposto sono tali da permettergli in poco tempo di conquistare la terza posizione, sopravanzando il pilota francese a bordo della Gordini.


Concluso il primo giro, che in questo circuito misura ben 22.812 metri, Ascari ha un vantaggio di sette secondi su Farina, e venticinque su Taruffi e Manzon, che sono in lotta tra loro. Bonetto con la sua Maserati è costretto a tornare ai box per una foratura, ma successivamente viene squalificato, dopo essere rientrato in pista con un giro di ritardo.


Nei minuti successivi, Ascari riesce a guadagnare ben quaranta secondi su Farina e Taruffi, un minuto e dieci secondi su Manzon, ed oltre un minuto su Fischer, a bordo di una Ferrari privata.


Dopo il quarto giro, mentre Ascari amministra il vantaggio, Farina è costretto a rimontare, dopo essersi fermato ai box, e riesce a superare Taruffi, portandosi a cinquanta secondi dalla vetta.


Alla nona tornata iniziano le soste ai box: Ascari e Farina impiegano rispettivamente trenta e trentadue secondi, stupendo tutti gli spettatori tedeschi che rimangono attoniti di fronte all'efficienza dei meccanici della Ferrari. Taruffi invece deve fermarsi due volte, al dodicesimo e al quattordicesimo giro, perdendo un totale di sessanta secondi.


Al decimo giro la situazione è sempre più delineata, dato che Ascari incrementa il suo vantaggio sul compagno di squadra, portandolo ad oltre un minuto, mentre Fischer si trova addirittura a quasi quattro minuti.


Il colpo di scena arriva al tredicesimo giro, quando Ascari si trova inaspettatamente costretto ad un’ulteriore sosta ai box per rifornire il lubrificante, in quanto la pressione dell’olio sembra calare: lo stop ha una durata di venti secondi.


Quando il pilota italiano rientra in pista si trova in seconda posizione, a otto secondi da Farina. Al diciassettesimo giro, Ascari e il suo compagno di squadra transitano praticamente appaiati dinanzi alle tribune, e gli spettatori si preparano ad assistere ad un duello interessante tra i due alfieri della Ferrari.


Negli ultimi chilometri del circuito, che per le sue numerose curve è uno dei più difficili d'Europa, Ascari riesce a riconquistare la posizione di punta, precedendo di qualche centinaio di metri l'altro alfiere della casa modenese. Gli spettatori, sempre più entusiasti, tributano interminabili applausi a tutti e due i corridori, che con la loro audacia e combattività hanno dato fino all'ultimo momento alla gara una drammatica fisionomia.


Questo duello ha potuto avere luogo poiché probabilmente, transitando davanti ai box, il pilota italiano deve aver confuso Ascari con Taruffi, pensando di essere ancora in seconda posizione, e per questo motivo non attua nessun forcing nel finale, che gli avrebbe sicuramente permesso di non sprecare il vantaggio di otto secondi che si era inconsapevolmente ritrovato.


A completare il podio c’è la Ferrari privata di Rudi Fischer, seguito da Piero Taruffi con la vettura ufficiale, e Jean Behra a bordo della Gordini: il pilota romano, negli ultimi cinquanta metri è costretto a scendere dalla macchina e spingerla al traguardo, tagliato dai rimanenti corridori con un forte ritardo, poiché sulla sua vettura si rompe il ponte De Dion.


La gara si conclude con una nuova cocente sconfitta delle macchine britanniche, che non soltanto non sono riuscite a minacciare le Ferrari, ma sono state tutte costrette a ritirarsi, salvo quella di un corridore belga.


Quanto alla Maserati, essa è stata assai sfortunata, poiché Bonetto, dopo una folgorante partenza, non ha potuto proseguire in seguito a un incidente: per lo scoppiò di una gomma, la macchina ha sbandato paurosamente, girando su se stessa e rimanendo seriamente danneggiata.


Ascari è dunque riuscito ad inanellare la quarta vittoria consecutiva, che gli permette di aggiungere nove punti alla sua classifica iridata in quanto autore anche del giro veloce, e vincere il Campionato del Mondo di Formula Uno con due gare di anticipo dal termine della competizione, a discapito di Farina, che non è riuscito a contenere la rimonta del compagno di squadra, mantenendo in vita la speranza di riconquistare il titolo.


Ludovico Nicoletti

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