#7 1951: Gran Premio di Germania, Ascari trionfa, Farina riceve l'offerta di correre in BRM!



Due settimane più tardi, il Campionato del Mondo di Formula Uno si sposta in Germania, divenendo per la prima volta un appuntamento valido per la conquista dei punti iridati.


Il circuito del Nürburgring, con i suoi 22,81 km, è il più lungo del calendario ed è molto arduo, perché è caratterizzato da curve e contro-curve (ben 172), numerosi saliscendi, ed un fondo non costante, con possibilità di trovare pioggia in certi punti e asciutto in altri.


I piloti sono consci di queste difficoltà, e infatti, nei giorni che precedono la gara, si presentano in pista con le loro vetture da turismo, per cercare di prendere confidenza col tracciato.


Tra questi vi è anche Giuseppe Farina con la sua Alfa Romeo 1900, che percorre oltre 600 chilometri.


La Ferrari arriva a questo appuntamento galvanizzata dai risultati ottenuti, mentre l’Alfa Romeo cerca di ovviare al problema dei consumi, aumentando la capacità dei serbatoi fino a 350 litri. Tale scelta, tuttavia, porta le vetture quadrifogliate a pesare 300 kg in meno verso il termine della gara, quando i serbatoi rimangono vuoti, facendo venire meno la stabilità in pista.


Constatata la possibilità di battere finalmente le Alfa Romeo, il costruttore modenese raddoppia i suoi sforzi e schiera quattro piloti, González, Ascari, Villoresi, Taruffi. L'Alfa Romeo, invece, si varrà del suo formidabile binomio Farina-Fangio, di Bonetto e di un quarto pilota da scegliere tra il pilota monegasco Louis Chiron, uomo di straordinaria esperienza, e il giovane svizzero Willy Daetwyler, vincitore della recente Susa Moncenisio. La nuova situazione d'equilibrio tra le due marche rivali, supera addirittura come importanza la tradizionale rivalità tra il Campione del Mondo Farina, e il suo amico e antagonista Fangio, abituati a spartirsi i successi finché l'Alfa Romeo prevalse.


Venerdì 27 luglio, Ascari e González conquistano abilmente le prime due posizioni, convincendo la Ferrari a non forzare le parti meccaniche delle auto, nella seconda giornata di prove, preferendo presentarsi direttamente all'appuntamento domenicale, ma mette a disposizione del pilota svizzero Rudi Fischer un modello 212 F1, mentre al termine delle provo ufficiali per il Gran Premio automobilistico di Germania, l'Alfa Romeo decide di affidare una quarta vettura al tedesco Pietsch.

L'Alfa Romeo del pilota argentino, in una delle numerosissime e difficili curve del circuito, esce di strada dopo aver slittalo su una macchia d'olio. La vettura d'allenamento rimane danneggiata nella parte anteriore, ma i dirigenti della casa automobilistica milanese confermano che Fangio potrà essere ugualmente al via, nonostante abbia riportato contusioni, non gravi, ad una coscia e alla spalla destra. La chiazza d'olio che ha causato l'incidente del pilota dell'Alfa si è formata sulla pista in seguito ad una perdita verificatasi nella macchina, una Maserati, con la quale Pietsch aveva iniziato gli allenamenti.


Gli organizzatori ordinano allora un'ora di sospensione, affinché il personale di servizio potesse asciugare nel miglior modo possibile l'insidioso inconveniente dell'olio sull'asfalto.


Poiché la Maserati di Pietsch diventa inservibile, in conseguenza della rottura del carter dell'olio, i dirigenti dell'Alfa Romeo invitano il corridore tedesco alla prova su un'Alfa. Pietsch accetta e compie un giro del circuito eguagliando il record della pista. In conseguenza a ciò, gli altri corridori protestano energicamente, ritenendo impossibile l'impresa di Pietsch e spiegando la prodezza come un errore dei cronometristi.


Al sabato, le due Ferrari di González e Ascari, malgrado i tentativi di Fangio e Farina, riescono a mantenere i primi due posti in griglia.


Dinnanzi a trecentomila spettatori, sotto un cielo perfettamente sereno, in una giornata molto calda, alle ore 12:00 viene dato il via della gara.


Alla partenza, Fangio e Farina hanno un migliore spunto rispetto ad Ascari e González, e conquistano le prime due posizioni.


Al primo passaggio Fangio è testa, seguito da Ascari, González, Farina, Pietsch, Taruffi e Villoresi, ma durante il secondo giro cominciano i primi inconvenienti.


Paul Pietsch, finisce in testa-coda alla curva del Karusell, ma riesce a rimettersi in marcia e a riprendere regolarmente la gara, mentre il motore dell'Alfa 159A di Bonetto comincia ad avere problemi.


Anche la Ferrari accusa qualche noia, dato che il motore di Taruffi perde l'utilizzo di un cilindro, costringendo quest'ultimo a continuare la corsa con questa difficoltà ulteriore.


Al quinto giro è Ascari a prendere il comando, facilitato dalla perfetta conoscenza che il pilota ha del circuito di Adenau, avendovi vinto una gara lo scorso anno, seguito da Fangio, González, Farina e Villoresi.


Come a Silverstone, durante l’ottavo giro Farina è costretto al ritiro a causa di un imperfetto funzionamento della leva del cambio, e per noie di lubrificazione, mentre nel corso della decima tornata cominciano la serie di pit-stop.


Ascari effettua una sosta, lasciando ai due argentini Fangio e González la momentanea testa della corsa.


Questa classifica non dura a lungo, perché al dodicesimo giro Pietsch si rende protagonista di un incidente rocambolesco all'imbocco del rettilineo delle tribune, senza riportare nessuna seria ferita, ma solo qualche lieve contusione, mentre al quattordicesimo Fangio si ferma box, e quando esce si trova secondo, ma con uno svantaggio su Ascari di oltre un minuto.


Infine, anche il pilota francese della Talbot, Yves Giraud Cabantous, al diciassettesimo giro esce fuori di pista, cavandosela con una ferita ad una gamba che non desta preoccupazioni


La gara non ha molto altro da raccontare.


Fangio, penalizzato da un problema al cambio, non riesce a recuperare terreno, e Ascari ne approfitta per effettuare una sosta precauzionale e cambiare il treno di gomme posteriore.


La Ferrari conquista dunque la seconda vittoria consecutiva, dando un’ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, della competitività che ha ormai raggiunto.


Fangio giunge secondo, dopo un'accanita col connazionale González, pur essendo stato vittima di un'innocua uscita di strada, tornando poi subito sul circuito come se niente gli fosse accaduto, mentre chiudono in zona punti Taruffi e Villoresi, rendendo la giornata per la Ferrari estremamente trionfale, dato che le cinque macchine allineate al via, dopo avere marciato per tre ore e mezzo con una regolarità impressionante, sono tutte giunte al traguardo.


Per contro, delle quattro vetture Alfa Romeo, quelle pilotate da Farina, Bonetto e dal tedesco Pietsch, si sono ritirate dal combattimento, mentre Fangio, a bordo della quarta macchina, doveva accontentarsi del secondo posto.


Grandi acclamazioni salutano il trionfo di Ascari.


Al ritorno ai box, viene posta sulla Ferrari del vincitore una enorme corona d'alloro, trasformando la vettura di Maranello in una biga romana vittoriosa dopo i giochi nel circo. Il pilota milanese riceverà tante coppe, da non poterle reggere con le due braccia.

Giuseppe Farina, di ritorno in Italia, commenta al giornale La Stampa le sue perplessità riguardo la possibilità di difendere il titolo di Campione del Mondo:


"Mi restano ben poche possibilità di conservare il titolo". "Vinca il migliore e il più fortunato. Anche Fangio, tanto più che l'argentino è mio compagno di squadra nell'Alfa Romeo. lo ho sempre detto che è un gran corridore, va fortissimo".


"Non mi dimentico però di essere italiano, e sotto questo punto di vista, preferirei passare le consegne ad un mio connazionale, magari ad Ascari. Il titolo sarebbe in ottime mani".

Farina spiega, tra le altre cose, il motivo per cui la sua Alfa si è fermata in Germania:

"Il medesimo inconveniente che mi costrinse al ritiro a Siverstone, nel Gran Premio britannico del 1° luglio. Al Nurburgring sentii subito, fin al primo giro, che la macchina non funzionava bene, ma già durante le prove, il rendimento meccanico non mi aveva soddisfatto". "Fangio aveva una vettura un po' diversa, più agile e meglio manovrabile. Gliela spedirono da Milano, quando eravamo già in Germania". "Mi avrebbe fatto piacere, nella mia qualità di attuale campione del mondo, pilotare una vettura come quella di Fangio". "La sua macchina, nelle prove, si è fermata in piedi sulle ruote posteriori, contro una staccionata, davanti ad un salto di una cinquantina di metri: ora può accendere anche lui un cero alla Consolata".

Poi, il pilota dell'Alfa, parlando degli avversari della Ferrari, racconta un curioso aneddoto:

"Gonzalez ha confermato che la sua vittoria di Silverstone fu meritata. Il Nurburgring è un esame difficilissimo, e Gonzalez si è piazzato terzo, con un'altra Ferrari, poiché la sua, quella con cui aveva vinto, è stata affidata ad Ascari". Farina accenna poi alle sue speranze e ai suoi propositi, parlando del suo futuro da corridore: "Mi sembra di aver capito che la BRM mi concederebbe volentieri una delle sue nuove vetture. Troverei da collocarmi anche altrove, ma per il momento non mi muovo. La mia battaglia non è ancora perduta, pure quella per il Campionato del Mondo, almeno in linea teorica. Vorrei soltanto veder più chiara la mia posizione nella squadra".


"Avrò presto un colloquio con i miei dirigenti milanesi".


Tuttavia, la classifica vede Fangio in testa con 28 punti, seguito da Ascari a 17, Farina, González e Villoresi a 15, Taruffi a 8, Parnell e Bonetto a 5, Fagioli a 4 Sanesi e Rosier a 3, ed infine de Graffenried e Giraud-Cabantous a 2.


Ludovico Nicoletti

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