#6 Driving Store: Penalità e linguaggio dei piloti!


Hamilton e Leclerc alla Variante della Roggia durante il GP d'Italia 2019

Così come nel calcio, anche il Motorsport ha i suoi arbitri. Ovviamente, i piloti devono essere in qualche modo frenati e disciplinati, ma allo stesso tempo assistere a duelli e contatti entusiasma e non poco. Si discute spesso di questo argomento, e si cerca di definire quali siano le linee guida da seguire da parte delle direzioni gara.


Proprio quest'anno, dopo il GP del Canada noto per l'episodio tra Vettel e Hamilton, si è discusso molto su quella che dovrebbe essere la natura del Motorsport, e quindi se rendere quest'ultimo estremamente severo, oppure se lasciare i piloti gareggiare più liberamente, in maniera molto più decisa e dura, anche un po' sporca se vogliamo, rimanendo sempre nei limiti della legalità e del rispetto. Alla fine è stato deciso di favorire i duelli ruota a ruota, un po' come quello che c'è stato ieri tra Leclerc e Hamilton, ammettendo anche manovre aggressive, mandando però degli ammonimenti ai piloti, in pieno stile cartellino giallo.

Eppure uno degli elementi che più rimpiangono gli amanti della F1 è proprio il modo di comunicare che i piloti una volta avevano: un po' come Senna che restituì a Prost il favore dell'anno prima, sempre a Suzuka, in maniera palese.

Esistono ancora queste forme di comunicazione tra i piloti? O i regolamenti hanno condizionato questo tipo di racing? Grazie a Fabio Spatafora, pilota Nascar professionista, oggi lo scopriremo. Fabio, parlando di penalità, quando queste possono essere definite come giuste?

"Le penalità ci stanno tutte a mio parere, proprio perché sono ACCETTATE da tutti i piloti. Il problema delle penalità non dovrebbe essere messo in discussione".

"A mio parere possono essere messe in dubbio in alcune circostanze, ma è anche vero che dipende molto dai momenti e dagli episodi, e quindi i motivi per cui vengono inflitte. Ogni volta bisogna tener conto che le decisioni dei commissari di gara possono favorire o penalizzare, quindi devono essere date rispettando sempre gli stessi criteri. La strada più semplice consiste nel seguire le regole alla lettera, riducendo così al minimo gli errori di valutazione, ma è altresì vero che così facendo si rischia di compromettere lo spettacolo, rendendo le corse scontate e per niente sportive. In passato è già successo".


Quando invece possiamo lasciare i piloti liberi di correre, senza intervenire con sanzioni non necessarie?

"I piloti, in effetti, non sono MAI liberi di fare quello che vogliono in pista, altrimenti assisteremmo a qualcosa di completamente diverso. Tuttavia, se ciò migliora lo spettacolo in pista, un pilota lo lascerei libero di agire e di esprimere il suo talento, a patto che non venga messa in pericolo la sicurezza degli altri. É uno spettacolo sportivo per tutti, e per rimaner tale, i piloti vanno lasciati liberi, concedendo loro qualche ruotata o qualche chiusura aggressiva".


Quando una penalità può essere ritenuta eccessiva?

"Quando queste influisce negativamente sul risultato, compromettendo il valore di un pilota. Impazzisco quando qualcuno viene obbligato a partire dal fondo dello schieramento perché sulla sua monoposto è stato sostituito il motore, o altre assurdità simili. Potrebbe aver senso penalizzare il team, ma il pilota cosa c'entra?".


In che modo i piloti comunicano tra loro?

"Beh, dipende se ti chiami Piquet o Salazar, o Senna o Irvine.... o Nannini o Asch...

Tornando agli attuali, penso che ormai vediamo piloti meno diretti nell'esprimere le loro opinioni. Di solito chiariscono in pista la volta dopo".


Invece che messaggi possono trasmettersi l'uno con l'altro in pista? "Beh, funziona esattamente come nella vita. Alcuni mandano messaggi apparentemente innocui, ma che in realtà contengono un significato da interpretare. Altri invece, proprio non le mandano a dire: ricordate Schumi a Coulthard? ".


Ha fatto discutere parecchio l'episodio di ieri tra Leclerc e Hamilton durante il GP d'Italia. L'inglese sostiene che fosse giusta una penalità nei confronti del monegasco, ma non è questo il genere di ruota a ruota che si invoca sempre, e che lo stesso Hamilton voleva fino a poco tempo fa?

"Hamilton ora ha trovato un avversario solido e tosto. Solo Verstappen l'aveva disturbato nei duelli finora, ma spesso il pilota olandese finiva per compromettere da solo le proprie gare. Leclerc invece trasmette un senso di forza e di fame agonistica, e con una macchina competitiva tra le mani ridurrebbe drasticamente le speranze di successo per gli altri piloti. Lui non è guascone. È tremendamente deciso e determinato con i suoi colleghi. E porta a casa la vittoria".

"Credo che l'episodio tra Leclerc e Hamilton non sia da sanzionare. L'avvertimento dato al pilota della Ferrari è sacrosanto, ma la sanzione la reputo eccessiva. A dirla tutta, penso che Hamilton potesse comunque rimanere in pista e affrontare tranquillamente la Variante della Roggia, anche se Leclerc gli ha lasciato poco spazio a disposizione. Il pilota della Mercedes, memore del contatto della passata stagione tra lui e Vettel, quando ha captato la possibilità di un contatto, ha preferito tirar dritto e prendere la via di fuga. Così facendo, ha evitato possibili danneggiamenti della sua monoposto, e in più ha creato la situazione giusta per far penalizzare il pilota della Ferrari, anche se fortunatamente non è andata così. Non sono un tifoso di Leclerc, ma credo che la penalità non fosse giusta. La verità è che Hamilton ha trovato un tipo tosto con cui fare i conti".

Fabio Spatafora

La redazione di Osservatore Sportivo ringrazia ancora una volta Fabio Spatafora, pilota Nascar professionista, il quale ci ha concesso la possibilità di intervistarlo su argomenti che solo un pilota può conoscere alla perfezione.


Simone Pietro Zazza

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