#6 1997: GP della Repubblica di San Marino, a Imola la prima di Frentzen!

Aggiornato il: mar 19



A Barcellona, il 17 e 18 aprile 1997 si svolgono dei test collettivi a cui partecipano Williams, Benetton, Ferrari, McLaren e Prost. Al termine delle tre giornate di prova, Jacques Villeneuve ottiene il miglior tempo ma c'è da sottolineare che il pilota canadese, assieme a Gerhard Berger, è l'unico ad utilizzare un nuovo tipo di gomme della Goodyear. La Williams, in tale occasione, prova anche la vettura modificata in base al regolamento 1998, sia con Boullier, sia con Villeneuve.


La Ferrari con Michael Schumacher effettua invece una lunga prova, 70 giri pari a 332 chilometri con il motore step 1, e 94 giri pari a 440 chilometri con lo step 2, prima che un tubicino dell'impianto idraulico, in tarda ora, impedisse a Schumacher di provare le nuove gomme Goodyear.


Queste prove servono a Schumacher per decidere di utilizzare il motore step 2 durante le qualifiche del Gran Premio di Imola:


"Sono molto soddisfatto per le prestazioni e la guidabilità, vorrei averlo almeno sabato per le qualifiche".


Ma riguardo ad un eventuale reale guadagno di prestazione, Irvine si dimostra estremamente scettico, al punto che dichiara:


"Non aspettatevi granché da questo motore, qui a Imola potrà darci un piccolo decimo di vantaggio, poco ma sempre meglio di niente".


E perfino Jean Todt conferma le parole del pilota nord-irlandese, ammettendo:


"A Montecarlo lo step due forse non ci darà niente ma quando verranno i circuiti veloci, diciamo Hockenheim, allora sì che potrà dare molto e noi vogliamo arrivare a quelle gare con un motore ben collaudato".


Resta invece un'incognita la scelta delle gomme da utilizzare ma sembra scontato fin dall'inizio che la Ferrari utilizzerà anche a Imola, come già fatto in Argentina, quelle più tenere fornite dalla Goodyear.


Nel frattempo la casa di Maranello conclude le trattative di cessione delle proprie strutture inglesi al progettista britannico John Barnard. L'azienda si chiamerà B3 Technologies Ltd. e lavorerà in modo totalmente autonomo dalla Ferrari.


Giunti ad Imola, Jacques Villeneuve, dal suo approdo in Formula Uno rivelatosi uno di quei piloti sempre fuori dagli schemi e senza peli sulla lingua, ha qualcosa da ridire sul nuovo regolamento per la stagione 1998, che prevede vetture più strette e pneumatici scolpiti:


"Ho provato una Williams con questa configurazione, ed è ridicola, come guidare una F3 con la potenza e l’effetto suolo di una F1".


Dichiarazioni non proprio gradite al presidente FIA Max Mosley, il quale tuttavia, se in passato aveva dimostrato di reagire col pugno duro contro chi osava criticare le decisioni della Federazione (come nel ‘93 quando arrivò a mettere a rischio la partecipazione al campionato ad Alain Prost, reo di aver criticato aspramente nel corso dell’inverno i nuovi regolamenti), in questo caso usa la diplomazia e replica in maniera pacifica:


"Se c’è qualcosa da cambiare nelle gomme, lo faremo".


Gli spalti dell’autodromo sono gremiti già a partire dal venerdì, per sostenere una Rossa che ha assoluto bisogno di conquistare punti importanti in chiave campionato, sebbene si tratti appena del quarto appuntamento dei diciassette previsti.


Schumacher ed Irvine in effetti dimostrano di essere molto veloci, con il rinvigorito Eddie che nelle prove libere strappa il miglior tempo mettendosi dietro il suo caposquadra di sette millesimi. Le Williams sembrano nascondersi, in qualifica la sua supremazia non sembra in pericolo.


Ed infatti, puntuale come un orologio svizzero arriva la quarta pole di fila di Villeneuve, che stacca di tre decimi Frentzen, più vicino al canadese in confronto alle qualifiche precedenti.



Anche per il tedesco ex-Sauber il Gran Premio di Imola è già un crocevia importante: con zero punti in classifica in seguito a due ritiri ed un nono posto, i dubbi che si attanagliano sia nella testa del pilota che al muretto Williams sulle sue effettive capacità sono in constante aumento.


Ad Heinz serve una prestazione simile a quella di Irvine in Argentina.


Il nord-irlandese per l’appunto, non dà continuità alle ottime prove libere ed il sabato è soltanto nono, ma a tenere vive e speranze dei tifosi c’è ovviamente Schumacher, terzo e pronto ad infilarsi tra le due Williams in gara.


"Da Schumacher mi aspettavo quel che ha fatto, che poi è quel che realisticamente ci si poteva aspettare", confessa Jean Todt, che poi spende qualche parola per Irvine:


"Beh, sì, mi aspettavo qualcosa di più, un sesto posto per esempio. Ma ha avuto un sacco di problemi e non siamo riusciti a risolverli tutti".


Mentre, parlando del nuovo motore step 2, finalmente utilizzato in pista senza eclatanti risultati, il manager francese ammonisce la stampa:


"Io l'ho sempre detto che non bisognava aspettarsi miracoli, ho sempre detto che al massimo potevamo guadagnare un decimo di secondo, forse su qualche circuito guadagneremo di più e su altri di meno. Il fatto è che i piloti si sentono meglio con questo motore, lo preferiscono ma questo non vuol dire che lo step due farà miracoli. Non è con questo motore che potremo recuperare sulla concorrenza".


"La cosa più importante è che siamo sempre lì. Ci sono cinque squadre in grado di lottare tra loro, non sono sempre le stesse, direi che qui a Imola di queste cinque ce ne sono due nuove a questo livello. Noi siamo lì e per adesso speriamo di fare punti. Il che vuol dire che spero in un pilota sul podio e un altro in zona punti. Se tutto va bene potremo anche scavalcare una delle due Williams. Non mi pare male ma certo è che dobbiamo fare di più. Subito, però, non è possibile".


E parlando della F310B e di ciò che urge modificare, il Direttore Sportivo della Ferrari ammette:


"Dobbiamo cambiare l'aerodinamica, cambiare la distribuzione dei pesi, cambiare ammortizzatori e sospensioni. Alcune le abbiamo già studiate, altre le studieremo adesso. Se tutto va bene spero che le novità le vedrete in Spagna a fine maggio".


Ma anche per le due vetture di Frank non è tutto oro quel che luccica nella giornata di sabato, dato che entrambi i piloti non rispettano l’ordine di rallentare impartito dalle bandiere gialle durante le qualifiche e sorpassano le altre vetture in pista. Per entrambi i piloti arriva prontamente la prima reprimenda stagionale.


Reprimende di cui sentiremo parlare nuovamente nel corso di questa stagione.


Oltre a ciò, la Williams ha mostrato nei primi tre appuntamenti di avere problemi con i freni. Proprio a Imola i freni sono ancora una volta protagonisti perché il circuito, molto veloce in alcuni tratti, sottopone tutti gli organi delle monoposto a sforzi brutali sia in accelerazione che in frenata.


Altro fattore che preoccupa, e non poco, gli uomini della Williams.


Qualche leggera schermaglia con cui fare i conti c’è anche per Schumacher, accusato alla fine delle qualifiche da Prost di aver rallentato Olivier Panis negli ultimissimi minuti, al fine di tenere al sicuro il terzo posto in griglia. Il francese si ferma in quarta posizione, seguito dalle due sorprendenti Jordan di Schumacher e Fisichella, il quale confessa alla stampa:


"Ho fatto un buon tempo e sono contento di continuare a migliorare la posizione in qualifica gara dopo gara. Purtroppo ho incontrato molto traffico che mi ha rallentato mentre stavo facendo un buon giro, col secondo set di gomme. La macchina sta andando bene e ho molta fiducia per la gara. Naturalmente qui in Italia mi piacerebbe finire sul podio, ma il mio obiettivo principale resta andare a punti".


McLaren e Benetton invece, sono disperse a metà classifica, ed un passo gara discreto potrebbe non bastare per risalire la china.


Accorso per l’evento imolese, Montezemolo dapprima esalta il suo team, per poi lasciarsi andare a una piccola frecciatina diretta alla Goodyear, che pare stia faticando nel confronto tra fornitori di gomme contro la debuttante Bridgestone:


"Con gli altri pneumatici Bridgestone, da quanto possiamo capire, potremmo essere un secondo più veloci. Restiamo con la Goodyear perché rispettiamo i nostri contratti, ma ci auguriamo che si progredisca, anche per le nostre sollecitazioni".


"In Australia avevamo preso due secondi dalla Williams, qui solo sei decimi di secondo. Abbiamo ottenuto due secondi posti in tre gare e quello che è confortante è che in corsa il divario tra noi e la Williams diminuisce. Siamo quindi fiduciosi per il Gp di San Marino che sarà una gara difficile, dura ma non solo per i freni. Da quando sono alla Ferrari mai c'era stata una squadra così compatta, unita. Siamo tra i migliori e questo mi pare una cosa positiva anche se non posso negare che all'inizio dell'anno speravo in qualcosa di più ma sono sicuro che le soddisfazioni arriveranno presto".


E' per altro curiosa la storia di Jarno Trulli che, finita la gara a Imola, dovrà rientrare in caserma, al Primo Reparto Speciale Atleti vicino alla Cecchignola di Roma, poiché il giovane pilota italiano si divide tra la Minardi, il team romagnolo con cui corre il campionato del mondo di Formula Uno, e il servizio di leva:


"Mi resta ancora un mese di caserma. All'inizio è stata dura poi ci ho fatto l'abitudine. Devo ringraziare il mio comandante, il tenente colonnello Pietro De Canio e anche il capitano Dario Pontillo. Sono loro che mi firmano le licenze per andare a correre. Del resto mi vedono in tv, quindi hanno la prova che non baro".


"In caserma ci sono palestre attrezzate dove posso allenarmi. Lavoro soprattutto sul collo, mi è aumentata la circonferenza di quasi quattro centimetri. Il segreto? Con un attrezzo speciale riesco a sollevare fino a 23 chili, muovendo appunto soltanto il collo".


E parlando della gara e del suo futuro:


"Siamo indietro, ma non dispero per la gara già due volte nei passati Gp abbiamo chiuso in nona posizione, segno che la macchina è affidabile. Il fatto è che qui abbiamo poca potenza. In rettilineo siamo di 20 km più lenti rispetto alla concorrenza. Il circuito mi piace, non ho mai fatto il Tamburello in pieno, prima della modifica, ma ci sono almeno due curve molto belle e impegnative, alle Acque e alla Rivazza. Il futuro? Sono sotto contratto con la Benetton, con la Minardi ho una opzione per il 1998, è un team in cui mi trovo bene".



La mattina seguente è la pioggia a far capolino sul circuito, ed i piloti durante il warm-up girano su pista bagnata. Pioggia che rimane un’incognita importante anche in vista della gara, a causa dei nuvoloni grigi che incombono sul circuito a pochi minuti dalla partenza. Inoltre, la pista presenta una traiettoria asciutta, ma si presenta ugualmente insidiosa. Da qui i team varano diverse strategie, Hill, ad esempio, con una decisione presa all’ultimo minuto decide di cambiare puntando su un assetto da bagnato, in combinazione anche su una perdita d’olio riscontrata sulla sua vettura; ergo, il campione del mondo partirà dalla pit lane, utilizzando gomme da asciutto come tutti, ma con set-up per pista bagnata, sperando quindi nell’arrivo della pioggia.


Anche le due Prost sperano che piova, perciò scelgono il set-up che alla fine dei conti si rivelerà sbagliato, poiché la pista rimarrà asciutta per tutta la durata della gara.


Una gara, quella imolese, seguita da ben 90.000 spettatori, che nelle tre giornate arriveranno complessivamente ad essere 190.000, un record rispetto ai 187.000 del 1983. Proprio per questo, e per evitare eventuali invasioni a fine gara, che negli anni passati avevano portato a multe e ammonizioni da parte della FIA, a Imola vengono rinforzate le reti di recinzione con l'aggiunta di filo spinato.


Una gara seguita principalmente da due ospiti d'onore, il presidente del consiglio Romano Prodi e Cesare Romiti. Dapprima il presidente della Fiat, poi Romano Prodi, fanno visita nei box Ferrari sempre affollatissimi e più che mai sorvegliati. Il premier salirà successivamente in tribuna vip per assistere in diretta alla partenza, mentre il presidente della Fiat si intratterrà con Jean Todt nel van del Cavallino rampante prima del via.


Prodi, accompagnato dalla scorta, incontra anche il presidente della FOCA, Bernie Ecclestone, e in breve nasce uno scambio di battute davanti alle telecamere di mezzo mondo sul futuro di Imola:


"In calendario Monza e Imola ci stanno benissimo. Questa è una gara importante per l'Italia, il Gp deve restare".


Di risposta, il presidente FOCA ribatte dicendo di non avere mai avuto problemi, e di non averne avuti nemmeno quest'anno.


"E non ne avrete il prossimo", conclude il premier italiano, prima dei saluti di rito.


Ma torniamo alla gara.


Con una parte della rettilineo principale più asciutta rispetto all’altra, è inevitabile che le vetture dal lato con maggior aderenza abbiano uno scatto migliore.



Di conseguenza, il poleman Villeneuve non ha alcun problema allo spegnimento dei semafori a tenersi in testa, mentre Frentzen viene infilato immediatamente da Schumacher, così come Panis è scavalcato da Ralf Schumacher. Frentzen prova immediatamente un contrattacco alla Tosa, ma Schumacher lo chiude senza troppi patemi.


Dopo tre partenze caratterizzate da incidenti, finalmente si ha il primo start pulito della stagione.


Nella prima fase di gara si forma un compatto quartetto di testa formato dalle due Williams e dai due fratelli Schumacher, con Michael chiuso tra Villeneuve e Frentzen. Un quartetto che però si sgrana col passare dei giri. Villeneuve infatti incrementa il suo passo gara e Schumacher non può tenergli testa, in più c’è Frentzen dietro che non smette di tallonarlo, arrivando in un’occasione quasi a tamponarlo alla Rivazza, dove è costretto ad allargare la traiettoria per evitare un disastro; anche la Jordan di Ralf non è sufficientemente veloce per stare a contatto coi primi, ed anzi deve guardarsi dal ritorno della Sauber di Johnny Herbert.


Poi improvvisamente una carrellata di ritiri esclude dapprima Berger, che va fuoripista alle Acque Minerali, rimanendo insabbiato e festeggiando nel peggiore dei modi il suo 200° GP in Formula Uno; dopodiché, Damon Hill, che cercava disperatamente di rimontare dopo esser partito dalla pit-lane, attacca Nakano alla Variante Bassa, ma entrambi finiscono nella ghiaia con vetture irrimediabilmente danneggiate. Per Damon è il quarto ritiro in altrettante gare.



Successivamente, in poco più di un giro, sia Ralf Schumacher che Herbert sono costretti al ritiro da problemi tecnici, la trasmissione per il primo, di origine elettronica per il secondo.


Nello stesso momento, a ridosso del ventesimo giro, Irvine e Fisichella si sbarazzano di Panis, palesemente in crisi per l’assetto errato con cui deve guidare, e che prima dei ritiri di Schumacher ed Herbert occupava la sesta posizione. Con un bel sorpasso alla Piratella e sfruttando i ritiri altrui, Eddie è tutto d’un tratto quarto.


Quando mancano pochi giri alla prima sosta, Villeneuve ha accumulato oltre quattro secondi di vantaggio sui suoi due inseguitori, ma a causa di un errore di guida sfuggito alla regia televisiva internazionale il gap viene praticamente azzerato. Frentzen tenta di nuovo di attaccare invano Schumacher sfruttando la presenza di un doppiato un po' restio a farsi superare, Pedro Diniz, al quale il ferrarista riserva qualche gesto di frustrazione sul rettilineo principale.


Giunge dunque il momento di effettuare i pit-stop, ed il primo a fermarsi è Schumacher al ventiquattresimo giro. Dopodiché si ferma Irvine (entrambi faranno curiosamente registrare lo stesso identico tempo di 9.4 secondi nell’effettuare la sosta), Villeneuve ed infine Frentzen, il quale fa registrare il giro più veloce in 1'25"772 durante il suo tentativo di overcut su Schumacher.



Un overcut che riesce persino meglio del previsto, dato che il pilota col numero 4, una volta uscito dai box dopo una sosta problematica durata 11.1 secondi a causa di un’anteriore sinistra che faticava ad essere fissata, è addirittura in testa alla gara, davanti a Schumacher e con Villeneuve solo terzo.


La situazione è perciò ribaltata per i due Williams, mentre è pressoché identica per Schumacher, che vede una Williams scappare via e l’altra attaccata al suo retrotreno.

Tra il trentottesimo ed il quarantesimo giro c’è un’altra svolta importante della gara, in concomitanza con altri ritiri, stavolta di nomi più rilevanti in chiave iridata. Risalito in quarta posizione appena davanti ad Irvine grazie ad una strategia ad una sosta, le cose si stavano mettendo più che bene per David Coulthard, ma lo scoppio improvviso del motore Mercedes lo estromette dalla gara, proprio mentre il nord-irlandese stava provando a riconquistare la posizione persa. L’intenso fumo bianco fa scomporre per un istante Eddie, che si fa sorprendere da un attento Fisichella fino a quel momento spettatore interessato della battaglia.


Ma non è finita qui.


Con Schumacher stranamente lontano già nove secondi, pare evidente che ci sia qualcosa di anomalo sulla vettura di Villeneuve, che al quarantesimo giro torna ai box. Inizia una frustrante agonia per il canadese, costretto a rientrare essendo rimasto con la quinta marcia inserita; i meccanici gli montano un nuovo sterzo e cominciano a lavorare con frenesia all’interno dell’abitacolo.


Villeneuve è agitatissimo, scuote continuamente la testa, batte i pugni sul volante e prova a ripartire ma il motore si spegne; i meccanici tentano di riaccenderlo, passano i minuti, fino a quando non si capisce che non c’è nulla da fare.


A venti giri dalla fine il leader del Mondiale deve scendere dall'auto e ritirarsi.


L’esperienza spiacevole in Australia e i problemi accusati dal compagno di squadra non possono certo tranquillizzarlo, ma sta di fatto che la prima vittoria in carriera, giro dopo giro, è sempre più vicina per Heinz-Harald Frentzen. Ad aumentare la tensione ci pensano anche, Schumacher deciso a dar battaglia fino all’ultimo metro, i doppiaggi di Hakkinen e Alesi, in lotta tra di loro e poco disposti a guardare negli specchietti, nonché una leggera pioggia che comincia a cadere negli ultimi giri.


Una volta effettuato il secondo pit-stop, il gap tra i due piloti di testa rimane costante sui tre secondi, ma all’ultimo giro Frentzen è fin troppo cauto e il distacco scende sotto il secondo. Anche se con apprensione, il pilota tedesco vince la sua prima gara in Formula Uno dopo averne disputate cinquantasei.



Le due Ferrari completano il podio, grazie ad un ottimo lavoro dei meccanici che grazie ad un rapido pit-stop permettono ad Irvine di recuperare la posizione su Giancarlo Fisichella, il quale può ugualmente festeggiare il suo primo piazzamento a punti; è curioso come sul podio di Imola, dopo le polemiche esplose a seguito del Gp d'Argentina, per imposizione della FIA viene issata la bandiera del Regno Unito per accompagnare il terzo posto ottenuto da Eddie Irvine.


Ai microfoni delle emittenti stranieri, seppur con un inglese abbastanza maccheronico, il giovane pilota romano esprime con chiarezza il suo stato d’animo:


"Sono felicissimo! Grazie alla Jordan, la macchina era ottima, anche il podio era possibile ma il pit-stop non è stato granché. Con Ralf abbiamo risolto, a Monte Carlo speriamo di poterci ripetere".


Durante la conferenza stampa, Frentzen parla delle difficoltà incontrate nel finale di gara:


"Domani forse potrò raccontarvi le mie emozioni, adesso ho ancora troppe cose per la testa".


"Vincere è una bellissima sensazione, ma non è stato facile".


"Quando ho visto Michael e Jacques rientrare ai box sapevo che era il momento di spingere al massimo, e fare giri veloci prima di effettuare la mia di sosta. I doppiaggi erano una preoccupazione, ma quando sono rientrato in testa e con gomme morbide ero onestamente sorpreso".


"Questo tracciato mette a dura prova i freni. Dopo la brutta esperienza di Melbourne, nel finale ho cercato di risparmiarli, controllando a distanza Schumacher ogni volta che si avvicinava. Verso fine gara ero preoccupato per i freni, non volevo che Melbourne potesse ripetersi. Dai box mi hanno detto che Michael stava spingendo, quindi non potevo gestirli più di tanto. In più, sempre nel finale, c'era pure il pericolo di pioggia, ho visto alcune gocce cadere e ho pensato: ci siamo. Invece eccomi qua, sono senza parole".


"In vista di monaco sono ottimista, mi sento a mio agio con la macchina dopo alcuni cambiamenti apportati dal team".


Con sei punti guadagnati in combinazione con lo zero a sorpresa di Villeneuve, anche Schumacher appare visibilmente soddisfatto:


"Il set-up era ottimo, un misto tra quello asciutto e bagnato, devo dire che la macchina si è comportata alla grande. Anche se speravo di inserirmi tra le Williams, il terzo posto era il piazzamento più realistico per noi oggi, quindi arrivare secondi è un risultato più che soddisfacente".


"Certo, il momento cruciale è stato quel primo pit stop. Frentzen per un pelo è uscito davanti a me. Anche nel secondo pit stop poteva forse andar meglio. Io purtroppo mi sono trovato costretto a rallentare per i doppiaggi, avevo davanti Larini che mi ha visto negli specchietti e ha ridotto l'andatura ma io ho dovuto dare una frenata così forte che ho finito per spiattellare la gomma anteriore destra e sono dovuto rientrare ai box prima del previsto. Purtroppo con i doppiati ci sono sempre problemi. Resta l'interrogativo: senza questa cosa il resto della gara sarebbe stato diverso? Mah, chissà".


"Il risultato dimostra che in gara siamo competitivi. Siamo l'unica squadra che tiene il passo delle Williams e questo mi riempie di ottimismo perché abbiamo tante novità in preparazione che ci faranno fare uno scatto in avanti. Spero che preso potremo lottare alla pari con costanza".


Due podi di fila, uno dei quali davanti ai tifosi italiani. Per Irvine la stagione pare stia finalmente prendendo la giusta piega:


"Ho fatto una buona partenza, la mia Ferrari era ben bilanciata e non ci sono stati problemi. Purtroppo avevo tanta benzina nel serbatoio ad inizio gara e ho avuto vita dura nel superare Panis. Lui era un po' più veloce di me ma io volevo risparmiare le gomme e attaccarlo più tardi. Infatti quando ho visto che lui cominciava un po' a sbandare perché i suoi pneumatici cominciavano a consumarsi, io sono andato via. Anche con Fisichella ho battagliato, io avevo più benzina di lui e l'ho lasciato fare perché sapevo che tanto l'avrei poi superato ai box durante la sosta".


"Nel finale c’è stata qualche piccola difficoltà nel cambiare le marce, ma era tutto sotto controllo. Ho ingaggiato anche una bella battaglia con Coulthard, sino a quando lui è rimasto in gara. Insomma, confesso che mi sono proprio divertito!".


Anche Jean Todt è tutto sommato felice:


"Siamo secondi nel mondiale costruttori e secondi e terzi nel mondiale piloti. E' la prima volta che la Ferrari si trova così dopo diversi anni. Dunque il risultato è buono e dimostra che il nostro lavoro comincia a dare i suoi frutti. E poi, lasciatelo dire a me che sono francese, qui a Imola è tutta un' altra cosa. Adesso possiamo affrontare il nostro futuro con serenità. Sono convinto che raggiungeremo quello che tutti vogliamo raggiungere".


"Passeremo adesso la settimana a Fiorano per prepararci alla gara di Montecarlo dove credo che potremo andare bene. Abbiamo la conferma della grande affidabilità delle nostre macchine, dobbiamo ora aumentare un po' le prestazioni e siamo sulla strada giusta per ottenerle".


Infine, il manager francese spende anche due parole per Frentzen, un suo pupillo, tanto che avrebbe voluto portarlo alla Ferrari due anni prima, ma non osò proporre per paura di eventuali attriti con Schumacher:


"Frentzen era già quasi dimenticato dopo le prime tre gare e invece avete visto che bel pilota, uno che sa fare bene il suo mestiere che è un mestiere difficile che può dare delle gioie ma anche dei momenti molto brutti".


Del tutto diverso è l'umore di Jacques Villeneuve. La sua gara è finita già al quarantesimo giro, dopo che i meccanici che gli stanno controllando il cambio lo spostano per dare spazio a Frentzen, in arrivo per il cambio gomme, ma così facendo invadono i box Ferrari in attesa di Irvine. Voci interne ai box racconteranno che al riparo da occhi indiscreti Villeneuve abbia tirato calci alle attrezzature presenti attorno a sé, per sfogare la sua rabbia.


Ma il pilota canadese smentisce queste illazioni:


"Arrabbiato? No, sono deluso. Dopo il primo pit stop il cambio non ha più funzionato come prima, per questo mi sono fermato di nuovo pensando che si potesse aggiustare, invece non è stato possibile farlo. Sul dritto, in accelerazione il cambio scalava da solo, non riuscivo più a controllarlo, continuare sarebbe stato impossibile. Un vero peccato la macchina è andata bene per tutto il fine settimana, tranne che in gara. Comunque il campionato è ancora lungo anche se abbiamo sciupato tutto il vantaggio che avevamo fin qui ottenuto".


E infine aggiunge:


"I gesti di nervosismo erano per il traffico in pista...".


Tuttavia, il deluso Jacques, dopo aver dichiarato ciò alla stampa, si rifugia sul suo motorhome prima di lasciare il circuito.


Malgrado sia già a due ritiri stagionali, le due vittorie ottenute nelle altre gare consentono a Villeneuve di rimanere in testa alla classifica generale a quota 20 punti, ma con i suoi 14 punti Schumacher si tiene a stretto contatto col canadese, e si candida ufficialmente ad essere colui che proverà a mettergli il bastone tra le ruote per il resto della stagione.


Attenzione però a non escludere definitivamente chi per ora è stato protagonista sporadico di questo Mondiale, nell’ordine Frentzen, Coulthard, Hakkinen, Irvine e Berger, tutti appaiati a 10 punti e senza dubbio da tenere ancora in considerazione.


Va, invece, molto male ai due piloti della Arrows, Hill e Diniz, che ricevono dalla FIA la condanna alla sospensione da una gara, con pena sospesa. Il campione del mondo viene giudicato colpevole per il tamponamento ai danni di Nakano, mentre il brasiliano ha la colpa di non aver osservato le bandiere blu, circostanza che gli ha fatto sfiorare la collisione con la vettura di Villeneuve. Pertanto, se nella prossima gara dovessero incorrere in infrazioni analoghe, per i due piloti della Arrows scatterebbe la squalifica per un Gp.


La Williams per ora domina, ma il Mondiale 1997 è più aperto che mai.


Davide Scotto di Vetta

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