#6 1952: GP di Gran Bretagna, vince ancora Ascari, ma il campionato inizia ad annoiare il pubblico



Il 19 luglio 1952, sul circuito di Silverstone, si svolge il Gran Premio di Gran Bretagna.


La maggior parte delle squadre vengono dal Gran Premio di Francia a Rouen o da una gara non valida per il mondiale a Sables d'Olonne, dove Jean Behra su Gordini è stato vittima di un incidente in cui si è rotto la clavicola. Pertanto, a Silverstone il francese è rimpiazzato dal connazionale Maurice Trintignant.


Gli italiani risultano nettamente favoriti anche per questa gara che conta ben trentaquattro iscritti, tra cui Thompson, Downing, Poore e McAlpine con le nuove Connaught.


La Ferrari, come al solito, affida le tre vetture ufficiali ad Ascari, Farina e Taruffi, mentre le tre monoposto private sono destinate a Hirt, Fischer e Whitehead.


I francesi della Gordini invece affidano le vetture a Claes, Bira, Trintignant e Manzon, con quest’ultimo che risulta essere l’unico pilota in grado impensierire il dominio del Cavallino Rampante. La scuderia di Maranello si guadagna la prima fila, mentre in seconda troviamo l’esordiente Downing seguito dalle due Cooper-Bristol di Hawthorn e Parnell.


Le qualifiche vedono le Ferrari dominare e raccogliere i primi tre posti, con Giuseppe Farina in pole, seguito da Alberto Ascari e Piero Taruffi, mentre il resto del gruppo paga una differenza tecnica difficilmente colmabile, con distacchi che variano dai cinque secondi a salire.


All’ultimo momento allo schieramento di partenza si aggiungono anche le Maserati di De Graffenried e Schell, che non avendo partecipato alle prove ufficiali non dispongono di un tempo sul giro.


Nessun Gran Premio aveva mai visto un numero di partenti così nutrito.


Al via Ascari riesce a mantenere la testa seguito da Farina, mentre il loro compagno di squadra Taruffi è nuovamente attardato, quindi è costretto a condurre per l’ennesima volta una rimonta.


Al decimo giro Ascari ha diciassette secondi di vantaggio su Farina, mentre Manzon si è già ritirato per problemi alla trasmissione, lasciando il terzo posto a Poore con la Connaught. Al quattordicesimo giro Taruffi sorpassa Poore, ristabilendo il trittico italiano. Nei minuti successivi, la gara comincia a farsi noiosa: al venticinquesimo giro, il rallentamento di Giuseppe Farina riaccende momentaneamente l'attenzione.


L'auto del Campione del Mondo 1950 inizia ad avere problemi al motore, a causa della mancata accensione di una candela, costringendo il pilota della Ferrari a tornare ai box il giorno successivo, per le dovute riparazioni.


Ascari continua a comandare la gara, con un minuto e quarantasette secondi di vantaggio su Taruffi, e un minuto e cinquantasette secondi su Poore.


Quarto è Hawthorn, a due minuti e cinquantuno secondi.


La gara si riaccende inaspettatamente sul finale, grazie a Farina che riesce a rimontare fino alla sesta posizione, e al sorpasso di Hawthorn sul connazionale Poore.


Al termine dell'ottantacinquesimo giro, Ascari manda in delirio una folla di 150.000 spettatori e giunge primo al traguardo, davanti al compagno Taruffi, doppiato di un giro, Hawthorn, e le due Connaught di Poore e Thompson.


Ascari dunque sigla il suo terzo successo consecutivo e allunga in campionato, ma questa egemonia della Ferrari, complice il ritiro delle Alfa Romeo, e la mancanza delle Maserati e del Campione del Mondo in carica, incomincia a far perdere interesse alla competizione.


Ludovico Nicoletti

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