#6 1951: Gran Premio di Gran Bretagna, la Ferrari vince la sua prima gara con González!



Due settimane dopo il Gran Premio di Francia, i team si ritrovano a Silverstone per il quinto round del Campionato del Mondo di Formula Uno, con Alfa Romeo e Ferrari in continua lotta per il titolo, mentre la BRM fa il suo esordio con i piloti britannici Reg Parnell e Peter Walker.


Si arriva a questo appuntamento con una Ferrari sempre più competitiva, grazie al motore aspirato 4500 cm³, ma l’Alfa Romeo non è da meno, dato che la casa automobilistica di Milano si affida ai suoi due piloti di punta, Farina e Fangio, che continuano a segnare, ad ogni occasione, nuovi record in pista.


La vera vincitrice di questa lotta è l’industria italiana, che mettendo a confronto due scuole di pensiero come il motore aspirato, e quello sovralimentato, riesce a dimostrare di essere totalmente all’avanguardia.


Anche in questa circostanza, Nino Farina e Juan-Manuel Fangio sono affiancati da Consalvo Sanesi e Felice Bonetto, con le prime tre Alfa che dispongono dei serbatoi con portata di 350 litri, mentre la Ferrari conferma José Froilán González accanto a Luigi Villoresi e Alberto Ascari, ma il pilota argentino dispone di una vettura ed un motore più vecchio dei compagni di squadra.


Nelle prove del giovedì, sarà lo stesso González a segnare il miglior tempo, addirittura un secondo più veloce di Fangio, con Farina terzo che precede le altre due Ferrari di Ascari e Villoresi, Sanesi e Bonetto rispettivamente sesto e settimo, e Whitehead a pagare dazio al minor spunto di velocità della sua Ferrari 375 Thinwall Special.


Il resto della concorrenza, ovvero Talbot, Era, Maserati ed Alta, insegue a distanza siderale, mentre alle due BRM debuttanti, pur non segnando tempi, viene concesso di mettersi in moto dall’ultima fila della griglia di partenza, visto anche che al venerdì la pista bagnata non permette a nessuno di migliorare le prestazioni.


Sabato 14 luglio, dinnanzi a un pubblico di oltre 100.000 persone, al via Bonetto sorprende González, che a sua volta precede Farina e Fangio.


Al secondo passaggio è però González a trovarsi in testa, seguito da Fangio, Bonetto, Ascari, Farina e Villoresi.


La gara prosegue senza grandi sussulti, fin tanto che, al decimo giro, Fangio transita per primo sul traguardo trascinandosi dietro González, che sta conducendo una gara ai limiti del regolamento per irruenza.


Seguono Ascari, terzo, e Farina, che è quarto, mentre Bonetto non riesce a reggere il ritmo dei rivali.


Farina spinge molto e riesce a sopravanzare Ascari, ma il ritmo dei due davanti sembra essere troppo elevato perfino per il Campione del Mondo in carica. Ad un terzo di gara, la classifica vede Fangio in testa, seguito da González, soprannominato Pepito dal pubblico britannico, a due secondi, poi Farina a cinquanta secondi, e Ascari a cinquantasette secondi.


Al trentanovesimo giro è però González a sferrare un gran colpo, portandosi in prima posizione, pur avendo toccato qualche tornata prima le balle di paglia posizionate alla curva Becketts, e dopo aver fatto registrare, al trentottesimo giro, il tempo record di 1’44″0, alla velocità media di 99.99 miglia orarie.


Giunti al metà gara, il pilota argentino della Ferrari conduce davanti Fangio, Farina, Ascari, Viloresi, Sanesi e Bonetto. La prima vettura non italiana è la BRM di Parnell, in ottava posizione.


Superata la metà gara, comincia la serie di rifornimenti, e le Ferrari, dovendo immettere meno benzina, vista la dimensione ridotta del serbatoio, riescono ad accumulare un vantaggio, in termini di tempo, non indifferente.


I quarantanove impiegati dal team Alfa durante il rifornimento e il cambio gomme del rivale Fangio, permetteranno a González di poter gestire un vantaggio di oltre un minuto.


Addirittura, nel corso della sosta di Giuseppe Farina, i meccanici dell'Alfa impiegheranno cinquantacinque secondi, mentre Sanesi qualche giro prima avevano impiegato ben oltre tre minuti.


Dopo sessanta giri, la situazione vede González sempre in testa alla gara, seguito da Fangio, Farina che ha guadagnato il podio dopo il ritiro di Ascari al cinquantaseiesimo giro, poi Villoresi, Bonetto e Parnell, sesto.


Alla sessantunesima tornata tocca a González fermarsi ai box, ma la sua sosta dura soltanto ventitré secondi. In questo frangente di tempo, il pilota argentino offre la sua Ferrari ad Ascari, costretto nel frattempo all’abbandono per un problema ai freni, ma riceve il rifiuto del compagno di scuderia.

La gara subisce un’ulteriore variazione della classifica al settantacinquesimo giro, a seguito del ritiro di Farina, fermo all'altezza della Abbey Curve, per poi rimanere immutata fino al termine


E' con l'arrivo al traguardo di González, che si spezza l’egemonia delle Alfa Romeo.


"Quando nel 1951 González su Ferrari, per la prima volta nella storia dei nostri confronti diretti, si lasciò alle spalle la 159 e l’intera squadra dell’Alfa, io piansi di gioia, ma mescolai alle lacrime di entusiasmo anche lacrime di dolore, perché quel giorno pensai: Io ho ucciso mia madre".


La Ferrari vince la sua prima gara in Formula Uno, precedendo la 159A di Fangio, che torna una seconda volta ai box per l’eccessivo consumo di carburante della sua vettura, e piazza Villoresi al terzo posto, completando il podio.


Seguono Bonetto con la quarta Alfa, e la BRM di Reg Parnell.


Vi è, infatti, da sottolineare che entrambe le auto britanniche, pur essendo al debutto in Formula Uno, sono state in grado di tagliare il traguardo, seppur con notevoli problemi di calore, dovuti al surriscaldamento dei motori, e delle fastidiose vibrazioni del volante, che hanno condizionato la guida dei piloti.


Ludovico Nicoletti

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