#6 1950: Gran Premio del Belgio, Fangio vince a Spa e vola in testa al campionato

Aggiornato il: mag 9



Due settimane dopo si corre sul Circuito di Spa-Francorchamps nella sua versione completamente stradale e molto veloce di 14 km.


A questo appuntamento partecipano soltanto quattordici concorrenti, tra cui le dominanti Alfa Romeo di Nino Farina, Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli, e la Ferrari, che presenta una 125 super-compressa affidata a Luigi Villoresi e una 275 aspirata guidata da Alberto Ascari, che monta un nuovo motore V12 a 60° di 3322 cc che sviluppa una potenza di 300 cavalli per 7300 giri al minuto.


In Belgio si nota la massiccia presenza della Talbot-Lago con tre vetture per Louis Rosier, Yves Giraud-Cabantous e Philippe Étancelin in sostituzione dell'infortunato Eugène Martin, mentre il resto del parco partenti è ancora a favore della Talbot-Lago, in particolare la vettura di Raymond Sommer, una singola Alta per Geoff Crossley e una Maserati per lo svizzero Toni Branca.

La prima fila è di nuovo monopolizzata dalle tre Alfa, con Farina e Fangio che segnano lo stesso tempo, 4'37"00, seguiti da Fagioli, impossibilitato a tenere il loro passo.


A seguire Villoresi e Sommer in seconda fila, mentre Ascari parte dalla terza fila.


Più di centomila persone, disseminate sui 14 chilometri del Circuito di Francorchamps, accorrono a vedere i sedici concorrenti del Gran Premio automobilistico di Spa valido come quinta prova del campionato mondiale.

Al via, Fangio prende subito il comando seguito da Farina e Fagioli. Le Alfa Romeo fanno corsa a sé, tanto che nei primi cinque giri ottengono un vantaggio tale per cui dai box viene impartito l'ordine di rallentare.

A seguire le tre Alfa sono Villoresi quarto con la Ferrari, Sommer quinto con la Lago-Talbot ed Etancelin con la Talbot.

Al sesto giro Farina supera Fangio, che nel frattempo è riuscito a raggiungere la velocità di 264 km/h lungo il rettilineo della Masta, un record superato successivamente da Fagioli, che raggiungerà gli oltre 300 Km/h.

All’undicesima tornata, Fangio torna ai box e sosta per venticinque secondi, prima di ripartire in quinta posizione. Al giro seguente, anche Farina si ferma ai box, cedendo il passo a Fagioli, che si si ritrova quindi in prima posizione.


Quando poi anche Fagioli rientra ai box al tredicesimo giro, Sommer passa in testa.



In questa fase il francese decide di forzare nel tentativo di conseguire il maggiore vantaggio possibile prima del suo turno per il rifornimento. Villoresi, che nel frattempo ha rimontato la classifica fino al secondo, è costretto a cedere il passo alle due rosse quadrifogliate di Farina e Fangio, che si lanciano all’attacco della Talbot di Sommer.


Al diciotesimo giro Fangio e Farina sopravanzano Sommer, che al ventesimo giro è costretto al ritiro a causa del cedimento del motore.


In precedenza, al secondo giro si era ritirato Giraud Cabantous ancora per il motore, e al quindicesimo giro Etancelin per surriscaldamento; due giri più tardi si ritira anche Chaboud.

A questo punto le tre Alfa Romeo si ritrovano senza rivali.


Alla venticinquesima tornata Fangio si ferma nuovamente ai box cambiando persino la gomma posteriore sinistra, perdendo trentacinque secondi. Fortunatamente per lui Farina e Fagioli si fermeranno due giri dopo permettendogli di riprendere il comando della corsa.



Nel frattempo Rosier, a bordo di una Lago-Talbot è saldamente al quarto posto, in quanto Villoresi è alle prese con continue noie alle candele, che lo costringono a sostare più volte al box.


A sei giri dal termine inizia a piovere leggermente e Fangio ne approfitta guadagnando in tre giri ben trentasei secondi su Farina, con evidenti problemi alla trasmissione che lo porteranno a scivolare al quarto posto dietro la migliore Talbot-Lago classificata, guidata da Rosier, e ben cinquantuno su Fagioli.


Fangio vince dunque la corsa seguito da Fagioli, al quale grazie a questo risultato viene attribuito l’appellativo di eterno secondo, con Rosier a chiudere il podio. Ascari finisce quinto, mentre Luigi Villoresi si classifica al sesto posto: dapprima attardato da continue soste ai box per problemi alle candele, negli ultimi giri, complice la pioggia, non può completare la gara insieme a Levegh, Crossley, Claes e Branca a causa dell'invasione di pista da parte del pubblico.

Con questa vittoria Fangio si porta a 17 punti, ma Farina con i tre punti della gara, e il punto supplementare del giro veloce segnato alla media oraria di 185 km all'ora, mantiene la testa con 23 punti. Fagioli con il terzo secondo posto supera l'argentino di un solo punto portandosi a 18 punti. La lotta per il titolo mondiale è sempre più un affare privato tra i tre piloti di punta dell'Alfa Romeo.


Ludovico Nicoletti

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