#5 1955: GP del Belgio, Castellotti riscatta in parte la memoria di Ascari, vince nuovamente Fangio



Terminata la gara extra-europea della 500 Miglia di Indianapolis, presente in calendario solo per dare una valenza mondiale al programma, il campionato fa tappa in Belgio.


Dopo aver corso sul circuito del Nurburgring il giorno precedente alla 500 Miglia di Indianapolis, Fangio giunge a Spa con il team Mercedes, mentre Farina fa ritorno in Italia, e giunge in Belgio successivamente


Nel primo week-end di Giugno, la Formula 1 fa visita alle tranquille colline delle Ardenne ed è pronta, nonostante tutto, a sconvolgere la vita rurale della popolazione locale.


Nonostante tutto, perché è la Formula 1 stessa ad essere sotto shock per i fatti recentissimi di cronaca: Sabato 28 Maggio vi è stato l’ultimo saluto all’asso italiano e bi-Campione del Mondo Alberto Ascari, mentre lunedì 30 Maggio, durante il Gran Premio di Indianapolis è scomparso Bill Vukovich.


Spa-Francorchamps è da sempre considerato un circuito da veri piloti essendo velocissimo e impegnativo, quindi in grado di fare una vera e propria selezione di talenti.


La lunghezza supera i quattordici chilometri e centoventi metri, il tracciato è di forma triangolare formato principalmente da strade statali che collegano i piccoli centri di Malmedy, Stavelot e Francorchamps.


Tornando alla cronaca fa scalpore l’immediato addio alle corse da parte di Lancia dopo la scomparsa di Ascari. Tuttavia, per il fine settimana belga la Scuderia da il benestare a Castellotti per partecipare alla corsa utilizzando ancora la vettura dell’azienda torinese.


Fondamentalmente viene a mancare l’unica sfidante credibile del colosso Mercedes che, senza avversari temibili, si presenta in Belgio fiduciosa dei propri mezzi, affidandosi ai soliti Fangio, Kling e Moss.


La Ferrari schiera cinque 555, condotte da Farina, Frére, Trintignant, Taruffi e Schell, mentre sono quattro le Maserati 250F che tentano di qualificarsi per il Gran Premio, guidate da Behra, Musso, Perdisa e Mieres.


Curioso il doppio ruolo di Stirling Moss che, oltre ad essere pilota ufficiale Mercedes, ricopre il ruolo di proprietario di un team che schiera una Maserati guidata da Claes.


L’idolo locale Jacques Swaters sale a bordo di una Gordini della Ecurie Filipinetti, ma non riuscirà a qualificarsi, mentre Hawthorn e Rosier guidano rispettivamente una Vanwall e una Maserati privata.


Nelle sessioni di prova Castellotti polverizza il record della pista girando in 4'18"1, alla media di 196,947 Km/h. Un tempo che vale la pole position, precedendo Fangio, Moss e Farina.


"E dopo è stato dieci minuti tremante nel box".

Scrive Paul Frère, giornalista e pilota di Formula 1, riferendosi a Casetellotti.


Durante le prove del sabato la pioggia scenda copiosa, e quindi rimangono validi i risultati ottenuti precedentemente. L’unico sussulto lo regala un cane nero di media taglia che attraversa la pista proprio all’altezza della pit-lane: con calma e sangue freddo l’animale viene catturato e messo in sicurezza.


Alle cinque del pomeriggio termina l’ultima sessione di prova, sempre sotto l’acquazzone, e come detto viene confermata la prima posizione di Castellotti e della Lancia, che termina l’avventura in Formula 1 proprio come l’aveva iniziata in Spagna nel 1954, in una sorte di canto del cigno.


Per l’alfiere italiano questa rappresenta la prima e unica pole di carriera.


Domenica 5 Giugno lo scenario si ribalta e un bel sole fa da sfondo all’evento.


Verso mezzogiorno, a tre ore dal via, il trasferimento al circuito obbliga i tredici piloti partenti ad attraversare le vie della cittadina di Francorchamps formando un’affascinante corteo e movimentando il traffico della domenica mattina.


I piloti dovranno affrontare i 14.120 metri per trentasei volte, compiendo in totale poco più di 508 chilometri.


Alle ore 15:00 viene dato regolarmente il via alla gara.


Entrambe le Mercedes superano Castellotti su Lancia e iniziano la loro fuga, mentre Kling - partito sesto - ora è quarto e precede Farina, ma al termine del primo giro, al tornantino de La Source Farina contro-sorpassa il tedesco della Casa di Stoccarda.


In questa primissima fase di gara il campione torinese è molto ispirato e si aggancia immediatamente a Castellotti per la conquista della terza piazza. Questa la classifica: Fangio, Moss, Castellotti, Farina, Kling e Behra su Maserati.


Proprio il francese, al quinto giro, è vittima di un testacoda ed è costretto al ritiro, ma fortunatamente torna ai box sulle proprie gambe.


Nel frattempo anche Trintignant è costretto a tornare ai box nel corso del terzo giro, a causa di alcune noie meccaniche, e quando riparte è oramai attardato di un giro.


Nelle posizioni di vertice, dopo i primissimi chilometri, le due frecce d’argento incrementano il vantaggio su Castellotti, portandolo vicino al minuto, mentre il distacco tra Fangio e Moss è costante e sull’ordine dei cinque secondi.


Al nono giro, l’unica scuderia inglese presente al Gran Premio abbandona la scena di Spa-Francorchamps poiché Hawthorn, con l'unica Vanwall, è costretto al ritiro per problemi al cambio.


La tornata successiva in Maserati optano per lo scambio di vettura: l’argentino Mieres cede la vettura al ritirato Behra, che quindi può continuare la sua rincorsa al titolo, mentre il pilota di Mar del Plata è costretto ad uno stop forzato.


La corsa continua senza grandi sussulti arrivando quasi a metà della distanza prestabilita, ma l’imprevisto è dietro l’angolo: al sedicesimo giro Castellotti ha problemi di trasmissione ed è costretto a dare forfait.


Probabilmente il cambio non ha retto all’ulteriore incremento di potenza del motore studiato dai tecnici Lancia. L’ultimo Gran Premio della Scuderia torinese rappresenta al meglio l’avventura in Formula 1: monoposto velocissima quanto fragile.


Sale in terza posizione Farina, che assieme a Musso, ora quarto su Maserati, cerca di rendere meno amaro il fine settimana per i colori italiani.


Non è la giornata ideale per Kling, dato che una perdita al condotto dell’olio sulla sua Mercedes costringe il tedesco a fermarsi anticipatamente, nel corso del ventunesimo giro.


Questo rappresenta il quarto e ultimo ritiro di un concorrente dalla corsa.


Anche Musso, grande protagonista fino a questo momento, ha dei problemi tecnici alle candele prima, e ad un bilanciere poi, costringendolo a rallentare la sua corsa. Il pilota romano continuerà la gara con il motore che gira a cinque cilindri; il tempo perso è notevole ed ormai fuori dai giochi.


Ne approfitta il giornalista gentleman driver Paul Frére, che su Ferrari 555 sale al quarto posto: il belga, nato in Francia si assicura così i primi punti stagionali.


Dietro di lui Behra è risalito in quinta posizione, mentre gli sfortunati Trintignant e Musso sono ai margini della zona punti. Mai protagonisti della gara Perdisa e Rosier.


Nei minuti successivi c'è poca azione in pista, mentre è più concitata la situazione in direzione gara dove i tempi vengono registrati in maniera affannosa e viene calcolata la velocità media di ogni singolo passaggio per ogni singolo pilota. Durante queste operazioni viene rilevato il giro più veloce: esattamente a metà gara, Fangio ferma il crono in 4'20"6, con una velocità media sul giro pari a 195 km/h.


L’argentino in questa seconda fase di gara riesce ad allungare leggermente sul diretto avversario, il compagno Stirling Moss, mentre tutti gli altri concorrenti sono molto più lontani.


La gara termina senza colpi di scena, e Fangio completa la distanza prestabilita in due ore, trentanove minuti e ventinove secondi, seguito da Stirling Moss, arrivato al traguardo a soli otto secondo di distacco dal vincitore, salutati da un caloroso applauso dei 50.000 spettatori e dall'ex re Leopoldo, che è accompagnato dalla principessa Liliana de Béthy e dal principe Alberto di Liegi.


Poi l’abisso: Farina, terzo su Ferrari, ha un minuto e quaranta secondi di ritardo, mentre Frére è quarto ma ad oltre tre minuti dall’argentino.


Behra quinto, conquista due punti da dividere con Mieres ma arriva doppiato di un giro, mentre tutti gli altri partecipanti hanno subito distacchi maggiori.


Un Gran Premio mai in discussione, con le monoposto tedesche nettamente superiori, dove la Mercedes ha dimostrato ancora una volta le sue qualità tecniche, unite all’abilità dei suoi principali corridori. Fangio semplicemente impeccabile e Moss, un grandissimo scudiero, ribadiscono che la lotta al Mondiale sarà una questione interna; tuttavia la classe dell’asso argentino non sembra avere rivali.


L’addio di Lancia, l’unica casa che sembrava in grado di contrastare questo dominio, è un’ulteriore vantaggio per le Frecce d’argento.


In casa Ferrari, Farina è una garanzia di talento e tenacia mentre Frére stupisce tutti e porta a casa punti preziosi, ma resta l’amarezza per una monoposto, la 555, ancora troppo attardata rispetto alla concorrenza.


Giuseppe Farina, al termine della gara telefona da Bruxelles alla moglie, dicendosi soddisfatto della propria corsa:


"Contro le scatenate Mercedes non c'era niente da fare".


Dopodiché il pilota torinese si riposa qualche giorno, ospite dell'ex-re Leopoldo, al quale è legato da amicizia ormai di vecchia data.


Per Maserati, quella belga è una tappa semplicemente disastrosa e da dimenticare il prima possibile.


Il programma stagionale prevede il Gran Premio di Francia ad inizio Luglio, pertanto le due Case modenesi avranno tempo di organizzarsi e sistemare le problematiche emerse in un questo Gran Premio.


Tuttavia, un altro grande evento è alle porte, dato che l’11 e il 12 Giugno andrà in scena la 24 Ore di Le Mans, grande obiettivo per il marchio di Stoccarda e per la Ferrari.

Proprio per questo motivo, Farina attende istruzioni da Modena sulla partecipazione - non ancora sicura - della Ferrari alla gara, dove è prevista un'altra grossa battaglia tra vetture Sport delle Case Mercedes, Maserati, Jaguar e Cunningham.


Anche se nulla sarà più come prima.


Luca Saitta

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