#5 1952: GP di Francia, la rivincita della Ferrari e di Ascari sulle azzurre Gordini



Il 6 luglio 1952 si svolge sul circuito di Rouen-Les Essarts il Gran Premio di Francia, quarta prova del Campionato Mondiale di Formula Uno, con una formula particolare: i concorrenti, infatti, non dovranno percorrere un numero di chilometri prestabilito, ma è richiesto ai corridori di riuscire a completare più giri possibili in tre ore di tempo.

La speranza del pubblico francese è di poter rivedere a Reims quanto accaduto una settimana prima al Gran Premio di la Marne, quando la Gordini condotta da Jean Behra è riuscita a battere le Ferrari di due litri senza compressore.

Questo fatto ha provocato gran rumore e molto entusiasmo in Francia, dove lo sport automobilistico era un po' in decadenza come risultati delle maggiori corse di velocità. I francesi sentono ritornare i tempi delle Bugatti e del grande Jean-Pierre Wimille.


Sembra dunque profilarsi una serrata rivalità italo-francese, ossia tra Gordini e i suoi piloti Behra, Manzon, con un braccio dolorante, e Bira, e la Scuderia Ferrari, che mette in campo Farina, Ascari e Villoresi, con le rosse vetture di Maranello che sembrano più veloci in rettilineo, e le azzurre auto francesi più pronte all'accelerazione.


Al Gran Premio partecipa anche l'HWM, che concede un'auto a Lance Macklin, Peter Collins e Yves Giraud-Cabantous, mentre la scuderia ufficiale della Maserati non compare, ma porta una vettura da testare a Philippe Étancelin.


Gli entusiasmi della vigilia, vengono spenti al termine delle qualifiche: le Ferrari, capitanate da Ascari, sono tutte in prima fila, mentre alle loro spalle ci sono le quattro Gordini guidate da Behra, Manzon, Trintignant e Bira, distanziate di oltre quattro secondi.


Dopo la premiazione di Etancelin, vecchia gloria dell’automobilismo francese, che è stato decorato con la Croce della Legion d’Onore, nel venticinquesimo anniversario della sua prima vittoria, la gara può avere inizio.


Ascari e Farina impongono fin da subito un ritmo indiavolato, che fa crollare qualsiasi record precedente, mentre il monegasco Behra, spinto dai suoi tifosi, tenta di tenere il passo prendendosi anche qualche rischio, ma al terzo giro è già staccato a causa anche di qualche noia al motore.


Nonostante il clima torrido, la folla si accalca ugualmente nella tribuna e ai margini della pista. Naturalmente la gran massa del pubblico francese trepida nella speranza di una nuova vittoria francese, ma davanti all'Indiscutibile spettacolo di superiorità offerto dagli assi italiani, gli applausi scrosciano improvvisamente, interminabili e fittissimi.


Dalle retrovie intanto comincia a prendere vita la rimonta di Taruffi, che come al solito aveva perso posizioni in partenza. Al decimo giro il pilota romano è di nuovo in terza posizione, seguito da Manzon, che rimane ormai l’unica speranza per i tifosi francesi visto che Behra è fermo ai box, dopo essere uscito di pista durante il quarto giro, danneggiando la propria auto.


Già dopo dieci giri, i due piloti di testa, con Farina che segue a circa venti secondi Ascari, hanno doppiato undici avversari: gli unici a pieni giri sono proprio Taruffi e Manzon.


In questo frangente, Behra rientra in pista, ma la sua gara ormai è compromessa totalmente.


A questo punto la gara non ha più nulla da raccontare, e gli avversari della Ferrari possono solo sperare in qualche ritiro dovuto a guasti meccanici. Manzon è stato doppiato, mentre Rosier, Schell e Claes si sono ritirati.


Nei successivi minuti, comincia a scendere qualche goccia di pioggia, e Ascari ne approfitta per incrementare il suo vantaggio, mentre Behra mette in scena una rimonta che però non porterà a nulla di significativo, a causa del notevole svantaggio accumulato ai box.


Alberto Ascari giunge primo al traguardo, seguito da Giuseppe Farina ad un giro di ritardo, Piero Taruffi, Robert Manzon e Maurice Trintignant.


L'automobilismo italiano si prende a Rouen una triplice, fulminea rivincita sui piloti e sulle macchine francesi, mentre il Campione del Mondo 1950 riesce a togliersi la soddisfazione del giro veloce.


Con questa vittoria, Ascari compie un passo molto importante per la vittoria del titolo, dato che la classifica iridata vede il pilota della Ferrari in testa con 17 punti, seguito da Farina e Taruffi fermi a 13, Manzon a 7, Fischer a 6 e Behra a 4.


Terminata la gara, Giuseppe Farina racconta al giornale La Stampa che, secondo il suo parere, le Gordini sono più veloci delle Ferrari in rettilineo ed anche più scattanti in uscita di curva, ma i piloti italiani riescono a prevalere nel tratti misti, grazie alle loro abilità di pilotaggio.


Come graduatoria di piloti, Farina e dell'opinione che Ascari sia in gran forma e disposto ad osare come nessun altro, tanto che il pilota italiano di dichiara pronto a scommettere che quest'anno sarà il compagno di squadra a vincere il Campionato del Mondo di Formula Uno.


Ascari è di poco al di là della trentina d'anni, in perfette condizioni di spirito, e nella situazione del vero e proprio corridore professionista, deciso ad ogni rischio.


In quanto a Fangio, sembra che le conseguente dell'incidente di Monza, risalente all'8 Giugno 1952, siano meno lievi di quanto ritenuto in un primo tempo, seppur non si esclude l'eventualità di un'operazione.


La successiva gara del Campionato Mondiale si svolgerà a Silverstone in Gran Bretagna, sabato 19 Luglio 1952.


Ludovico Nicoletti

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