#5 1950: Gran Premio di Svizzera, torna al trionfo Farina, si ferma Fangio

Aggiornato il: mag 9



Il circuito di Bremgarten, considerato tra quelli stradali del periodo classico quello più affascinante e difficile, dati i suoi oltre sette chilometri di lunghezza, è noto per essere un tracciato pericoloso nel quale hanno già perso la vita diversi motociclisti e automobilisti, tra cui Achille Varzi e Omobono Tenni. Si tratta di un circuito stradale che si snoda tra la periferia della città, la quale risulta essere una zona boschiva e quindi il continuo passaggio di zone d’ombra a zone di luce rendeva ancora più difficile il guidare le monoposto.


Le Alfa Romeo si presentano come al solito con i loro tre piloti di punta, mentre la Ferrari assegna a Villoresi una vettura a doppio albero a cammes in testa, e due auto classiche ad Ascari e Sommer.


Si presentano inoltre ben sei Talbot e due Maserati, una per Bira e una 1500 con motore della scuderia Milan per Bonetto.


In pole-position parte Fangio seguito dai suoi compagni di squadra, con Villoresi e Ascari subito dopo.


Durante la gara, al primo giro Ascari tenta di competere con le Alfa Romeo ma deve rientrare ben presto nelle retrovie, lasciando le tre Alfa a lottare, ritirandosi al quinto giro per problemi di lubrificazione che portano al cedimento di un pistone.


Anche Luigi Villoresi non riesce a tenere il ritmo imposto dai battistrada, ed è costretto al ritiro al decimo giro per problemi alla trasmissione. Fangio inizialmente conduce la corsa, con Farina subito dietro, mentre Fagioli è più lento ed è impossibilitato a tenere il loro passo: dopo il ritiro di Villoresi e Ascari si ritrova terzo davanti a Prince Bira che viaggia in quarta posizione, mantenendola fino al traguardo.


Durante una pausa per il rifornimento di benzina, Bira viene passato da Philippe Étancelin sulla Talbot-Lago, abile a conquistare il quarto posto; Etançelin più tardi dovrà uscire dalla gara per problemi al cambio e verrà sopravanzato da Louis Rosier in quarta posizione.


Dopo pochi giri, il pilota della Talbot-Lago Eugène Martin è vittima di un incidente, a seguito del quale riporta serie ferite dovute allo sbalzo improvviso fuori dall'automobile.


Fangio e Farina si alternano in testa alla gara, ma al trentatreesimo giro l'argentino è costretto a ritirarsi per un problema elettrico.


Farina, che riesce anche a segnare il giro veloce, vince la gara. Il pilota dell'Alfa precede Fagioli, che si piazza nuovamente secondo, mentre Rosier completa il podio piazzandosi in terza posizione.


La gara viene vinta da Giuseppe Farina, che precede Fagioli. Dal terzo posto, tutti i partecipanti vengono doppiati.


Per la Ferrari il disastro viene completato da Raymond Sommer, che è alla guida della sua Ferrari di Formula 2 con la quale ha dominato poche ora prima la gara di categoria e che è costretto al ritiro a seguito di un guasto al motore.


Alla Maserati invece scoppia improvviso un incendio al punto di rifornimento, provocato dall'esplosione dell'impianto di immissione della benzina.


Farina si ritrova al comando della classifica iridata con 18 punti, seguito da Fagioli con 12 e Fangio a 9 punti. Felice Bonetto, dopo la prima e poco felice esperienza nel Gran Premio di Gran Bretagna 1950 dove non si qualificò, giunge in quinta posizione e guadagna i suoi primi due punti mondiali.


Rimarchevole, infine, la rimonta dello statunitense Harry Schell: partito dalla diciottesima e ultima posizione, finisce la gara ottavo.


Ludovico Nicoletti

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