#4 1953: Gran Premio d’Olanda, Ascari vince senza avversari, Fangio è costretto al ritiro



A differenza dell'anno precedente, il Gran Premio d'Olanda, disputato sul circuito di Zandvoort, viene anticipato da agosto al 7 giugno 1953.


Il 17 Agosto dell'anno precedente, Alberto Ascari stravinse ancora una volta e conquistò praticamente il titolo di campione mondiale, garantendosi nella classifica del campionato un vantaggio incolmabile, seguito da Farina e Villoresi; tre macchine Ferrari nelle prime tre posizioni al traguardo, con due giri di vantaggio sulla Bristol-Cooper di Hawthorn, un gran successo tecnico e sportivo degli italiani, ma uno squallore di sbadigli. Quasi tre ore di noia come spettacolo agonistico, per la troppa superiorità della Scuderia Ferrari.


Ben diversa è lo prospettiva per l'edizione 1953, dato che la situazione è cambiata rispetto allo scorso anno, e si è fatta più vivace, incerta ed appassionante. Il Campionato del Mondo significa oggi strenua rivalità Ferrari-Maserati. La supremazia tecnica è sempre italiana, anzi il ritorno della Maserati ai Grandi Premi l'ha, per cosi dire, raddoppiata: le Ferrari 4 cilindri hanno trovato nelle Maserati 6 cilindri, pilotate dagli assi argentini Fangio e González, un termine di paragone esigente. Ma anche l'interesse sportivo, da questo risoluto ritorno, risulta ingigantito.


La Scuderia Ferrari, con i suoi assi Ascari, Farina e Villoresi e con l'ottimo pilota inglese Hawthorn, riesce tuttora a prevalere come è avvenuto nella prima prova del campionato mondiale in Argentina, a Buenos Aires, dove prevalse Ascari, e infine a Napoli nella più recente corsa italiana degli assi, vinta da Farina seguito da Fangio su Maserati, a 19".


Anche come pronostico la bilancia pende dalla parte di Ferrari, il quale può gettare sul piatto il massiccio peso dei suoi innumerevoli successi.


La Ferrari, che assegna le vetture di gara in gara, iscrive gli stessi quattro piloti che hanno corso il Gran Premio d'Argentina a Buenos Aires, cioè Alberto Ascari, Luigi Villoresi, Nino Farina e Mike Hawthorn, mentre il francese Louis Rosier sarà alla guida di una Ferrari privata.


La più fiera opposizione alle vetture di Maranello proviene dalla Maserati, che si presenta a Zandvoort con tre dei quattro piloti chiamati Argentina: Juan Manuel Fangio, José Froilán González e Felice Bonetto, affiancati dalla Maserati privata del team di Enrico Platé, con lo svizzero Toulo de Graffenried al volante.


Anche la Gordini si presenta con tre vetture, concesse a Maurice Trintignant, Harry Schell e Roberto Mieres, che debutta nei Gran Premi.


La Connaught conferma Kenneth McAlpine e Stirling Moss, che avevano già preso parte alla precedente gara europea, il Gran Premio d'Italia, affiancati dall'inglese Roy Salvadori e dalla vettura privata di Johnny Claes. Anche la HWM conferma i piloti di Monza, Peter Collins e Lance Macklin, mentre il parco partenti è completato dalla Cooper-Bristol privata di Ken Wharton.


Per questo Gran Premio d’Olanda si sono dovuti aspettare cinque mesi, ma nel frattempo questo tempo è stato speso per lavorare alla messa a punto delle auto e soprattutto per migliorare la qualità dei componenti meccanici.


Questo mentre Tazio Nuvolari, il popolare campione dell'automobilismo, si trova ricoverato in una clinica dì Mantova per motivi di salute. L'asso del volante si era ritirato dallo sport attivo, appunto per le sue condizioni fisiche non buone, e conduceva una vita di quiete e di ripeso nella sua Mantova. Negli ultimi mesi, Nuvolari era rimasto colpito da paresi dalla quale pareva essersi rimesso, ma tale problema si è invece ripresentato il 2 Giugno 1953, e pertanto il campione del volante è stato portato in ospedale.


La notizia dà immediatamente adito alle voci più pessimistiche sulla vita di Tazio, ma nella mattina del 3 Giugno 1953 i sanitari, pur confermando trattarsi di un caso grave, escludono il pericolo estremo. Dopo aver sfidato tante volte la morte nelle audaci competizioni automobilistiche, Nuvolari lotta ora per la sua vita.


Come di consueto, nella prima giornata di prove i piloti non spingono a fondo, ma cercano soprattutto di familiarizzare con la pista, che è stata revisionata e di conseguenza è alquanto sdrucciolevole in alcune curve; pietre incatramate volano ovunque al passaggio delle macchine, al punto che l'argentino José Froilán González fa notare, sorridendo, i piccoli tagli che presenta nel volto e nelle braccia, al termine degli allenamenti.


Questo non impedisce ad Ascari di conquistare la sua quinta pole position consecutiva, se si esclude la Indy 500, a cui non parteciparono le scuderie europee, affiancato in prima fila dalla Maserati di Fangio e dalla Ferrari di Farina. In seconda fila, composta da due vetture, si qualificano Villoresi e González, mentre in terza sono presenti Hawthorn in compagnia di de Graffenried e Rosier, che corrono privatamente. Bonetto, con la sua Maserati ufficiale, riesce a qualificarsi solo tredicesimo, in quinta fila.


Al termine delle prove, Johnny Claes, che con la sua Connaught ha impiegato 2'03"9, deplora le condizioni della pista ed ammette che il suo tempo relativamente mediocre è dovuto a noie di carburazione, ma fa notare ai giornalisti presenti che i pezzetti di macadàm catramato, un tipo di pavimentazione stradale costituita da pietrisco, costipato mediante rollatura e amalgamato col suo stesso detrito, che volano in aria al passaggio delle macchine danno fastidio e impediscono di guidare alla perfezione.


"Guardate questa roba".


Esclama il pilota belga, raccogliendo una manciata di pietre nere.


In effetti macchine e piloti arrivano ai box in condizioni tali che sembrano rivestiti di carta vetrata. A tal proposito, gli organizzatori si mettono immediatamente all'opera per eliminare l'inconveniente, poiché preoccupati per la sicurezza dei piloti e del pubblico.


La gara si volgerà, tuttavia, in condizioni difficili, con la pista che continuerà ad offrire poca aderenza.


Al via, che viene dato alle ore 13:30 in condizioni atmosferiche complessivamente buone, nonostante il vento freddo che soffia sul circuito, Ascari mantiene la testa seguito da Villoresi, Fangio e Farina. González invece non è abbastanza reattivo, e al primo passaggio è in decima posizione.


Dopo cinque giri Ascari è ancora primo con 7" di vantaggio su Villoresi e Farina, e ben 20" su Fangio. Più indietro troviamo de Graffenried, González, Schell, Bonetto e Moss, mentre il quarto ferrarista presente in gara, Hawthorn, cerca di rimontare. Tutti gli altri concorrenti risultano irrimediabilmente staccati.


La superiorità delle Ferrari è subito evidente: il leader della corsa continua a guadagnare sugli inseguitori, mentre Harthorn riesce a ridurre il gap con Fangio. La lotta è interessante: il pilota britannico, anche se più veloce, è molto infastidito dai sassi che involontariamente vengono lanciati dalla macchina dell’argentino, rendendogli la vita difficile.


Al decimo giro per Ascari è già tempo di doppiaggi: il primo è Claes.


Nelle retrovie, invece, sembra essersi momentaneamente risolto il duello tra Villoresi e Farina, con quest’ultimo che riesce a staccare il compagno di 5".


Alla ventesima tornata Ascari conduce la gara seguito da Farina a 15", Villoresi a 20", Fangio a 30" ancora tallonato da Hawthorn, e via via tutti gli altri, ma dopo due giri González, che milita in sesta posizione, deve ritirarsi a causa della rottura dell’assale posteriore.


Per ovviare a questo inconveniente, il team Maserati decide di fermare il compagno di squadra Bonetto, chiedendo a quest'ultimo di cedere all’argentino la sua monoposto, per lanciarsi all’inseguimento delle Ferrari.


González sembra l’unico in grado di dare un po’ di animo alla gara, e infatti riesce a recuperare il distacco e superare sia Hawthorn che de Graffenried. Poco dopo, quando sembra che possa accendersi il duello con il suo compagno e connazionale Fangio, ma quest’ultimo è costretto al ritiro per la rottura dell’assale posteriore.


Per quanto riguarda la lotta per il podio, Villoresi sembra aver ritrovato un buon passo, e dopo aver superato Farina riesce anche a distaccarlo, segnando anche il giro veloce. Ma poco dopo, a causa di questo forcing, il motore si surriscalda riempendo l’abitacolo di fumo e costringendo il pilota al ritiro per malessere e per un'anomalia all'acceleratore.


Nel frattempo, Ascari amministra il vantaggio e taglia per primo il traguardo, salendo a 17 punti nella classifica iridata e consolidando il primato in classifica. La vittoria del pilota della Ferrari viene accolta da scroscianti applausi, ed anche il principe Bernardo d'Olanda si congratula vivamente con l'asso Italiano. A completare il podio ci sono Farina e González, mentre Mike Hawthorn e Toulo de Graffenried giungono rispettivamente quarto e quinto.


L'ottava vittoria consecutiva in campionato di Ascari, sempre ignorando la Indy 500, concede un chiaro margine di comando nella classifica al pilota milanese, con otto punti di vantaggio su Bill Vukovich, che aveva vinto a Indianapolis, coi più concreti rivali Villoresi e Farina rispettivamente in terza e quarta posizione. Anche González e Hawthorn sono a pari punti con Farina, ma distanti undici lunghezze da Ascari.


La successiva gara del Campionato Mondiale si disputerà in Belgio, il 21 Giugno 1953. I piloti italiani, tuttavia, ripartono velocemente alla volta dell'Italia, per poter compiere in tempo il loro dovere di elettori nelle votazioni politiche che dovranno decidere il rinnovo della Camera dei deputati e il Senato della Repubblica, come racconta Giuseppe Farina poco dopo il termine del Gran Premio:


"Ho gli occhi rossi come quelli di un porcellino d'India. Colpa del fondo stradale asfaltato di fresco e dei pezzettini di macadàm che volavano per aria. Villoresi è nelle mie stesse condizioni. Ascari sta meglio e benedice un paio di occhiali speciali, che ha avuto la buona idea di mettersi sul naso al momento del via. Bonetto, invece, farebbe una certa fatica a scorgere un passerotto lontano un miglio. Tra un quarto d'ora un oculista olandese ci visiterà, poi partiremo in volata per Bruxelles. Domani, ad ogni modo, per mettere la crocetta sulla scheda elettorale nel punto giusto ci vedrò benissimo".


Orari delle ferrovie, delle linee aeree e tabelle chilometriche alla mano, la pattuglia di piloti italiani in Olanda studia un itinerario speciale per non perdere il diritto di esprimere le proprie idee elettorali. Pertanto, appena terminato il Gran Premio sul circuito di Zandvoort, il gruppetto di italiani si sposta rapidamente a Bruxelles. Duecento chilometri da aggiungere nel più breve tempo possibile: una faticaccia che però vale la pena compiere.


Il giorno successivo, da Bruxelles, i piloti percorrono i seicento chilometri per arrivare a Malpensa, dove Ascari e Villoresi, che abitano a Milano, prima di andare ad abbracciare i familiari, faranno una capatina nelle rispettive sezioni elettorali, mentre per Farina incominceranno invece le difficoltà.


L'arrivo dell'aereo è previsto per le ore 12:20.


Dieci minuti occorrono per le operazioni doganali, cinque per arrivare a Gallarate, il resto sarà una volata lungo l'autostrada. Un amico, il dott. Priggione, aspetta Farina all'aeroporto, pronto a cedergli il volante della sua macchina sport fino alla sezione elettorale di corso Matteotti, dove arriva prima delle ore 14:00, momento in cui chiudono i seggi elettorali.


Ludovico Nicoletti

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