#4 1952: GP del Belgio, è doppietta Ferrari, Ascari trionfa in solitaria, seguito da Giuseppe Farina



Il 22 Giugno 1952, sul circuito di Spa-Francorchamps, si disputa il Gran Premio del Belgio, valido anche come XIII Gran Premio d'Europa, terza prova del Campionato del Mondo di Formula Uno.


Una nota triste accompagna questo evento, dato che il 31 Maggio 1952, Luigi Fagioli rimane ferito in un incidente nel corso delle prove ufficiali del Gran Premio di Monaco per vetture GT, alla guida della Lancia B20. Con questo incidente si conclude una splendida carriera segnata da 204 presenze sui campi di gara. Fagioli si spegne il 20 Giugno 1952, due giorni prima dello svolgimento del Gran Premio del Belgio, in conseguenza delle ferite riportate nell'incidente di Monte Carlo.

A Spa, la Ferrari ritrova il suo alfiere Alberto Ascari, che dopo aver saltato il primo impegno stagionale per correre ad Indianapolis è più agguerrito che mai.

Contemporaneamente, la Maserati non è ancora pronta con la sua nuova macchina, mentre il suo leader, Juan-Manuel Fangio, è fuori dai giochi dopo l'incidente che ha luogo l'8 Giugno 1952, sul circuito di Monza, durante il Gran Premio dell'Autodromo.


Questo lascia la Ferrari, che a Spa porta tre auto ufficiali per Alberto Ascari, Giuseppe Farina e Piero Taruffi, ancora una volta contro le Gordini, di cui una guidata da Jean Behra, la HWM con Peter Collins, la Cooper-Bristols portata in gara da Mike Hawthorn, una ERA concessa a Stirling Moss, una Aston-Butterworth, una Frazer-Nash e una Veritas-Meteor, oltre alle due Ferrari 500 F2 private, condotte da Louis Rosier e da Charles de Tornaco.


Ascari durante le prove ottiene la pole position mentre i suoi compagni Farina e Taruffi completano una prima fila tutta Ferrari. A seguire troviamo le Gordini di Manzon e Behra.


Nonostante una pioggerellina insistente rende pericoloso il percorso di Spa-Francorchamps, solitamente molto più veloce, dinnanzi a ventimila spettatori, al via della gara le Ferrari di Ascari e Farina rimangono in testa, e riescono ad accumulare un buon vantaggio su tutti gli altri che seguono sgranati; tra questi Taruffi, attardato per un paio di secondi a causa dello spegnimento del motore proprio mentre si abbassava la bandiera che da il segnale di inizio della gara.


Il pilota italiano della Ferrari riuscirà comunque a rimontare, arrivando alle spalle di Behra, che si trova in terza posizione e sta disputando un'avvio di gara di tutto rispetto, seguiti dalle due Cooper Bristol di Hawthorn e Wharton, anche loro autori di un’ottima partenza.


La corsa non regala grossi spunti d’interesse, tant'è vero che il primo fatto degno di nota avviene al quattordicesimo giro, quando Taruffi alla curva di Malmedy supera Behra; le due auto si toccano e finiscono bruscamente fuori pista, dando luogo ad un incidente tremendo, durante il quale i due piloti vengono sbalzati dall’abitacolo.


Sono stati momenti di apprensione paurosa, poi l'altoparlante indica che Behra è rimasto incolume: il grande spavento lascia spazio, poco dopo, ad un sospiro di sollievo, perché i due corridori, seppur infangati e contusi, riescono ad uscirne praticamente illesi.


Le posizioni risultano ormai delineate, e resta giusto qualche duello nelle retrovie. Nemmeno il miglioramento delle condizioni atmosferiche, e conseguentemente della pista che si asciuga sotto il sole, cambia la situazione in pista.


Pertanto, sullo stesso circuito su cui il padre vinse il Gran Premio del Belgio del 1925, Alberto Ascari porta alla vittoria la sua Ferrari 500 F2, seguito dal compagno di squadra Giuseppe Farina e da Robert Manzon aumenta un po’ il ritmo verso il termine della gara, e riesce a concludere in terza posizione.


A seguire, giungono in zona punti Mike Hawthorn con la Cooper-Bristol, e il belga Paul Frère a bordo della HWM, mentre Stirling Moss non riesce a mettere in mostra le sue capacità, a causa di un ritiro dovuto al cedimento del motore nel primo giro della corsa.


Al termine della corsa, Ascari viene salutato e complimentato dal principe di Liegi, fratello minore di re Baldovino; con questo successo, il pilota della Ferrari torna pienamente in corsa per il titolo mondiale, conquistando nove punti dopo aver ottenuto anche il giro veloce, e posizionandosi al primo posto, a pari punti con Piero Taruffi.


Ludovico Nicoletti

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