#24 Inside of Ferrari: Il test segreto della Mercedes!



Prima Parte


Il caso tyregate del 2013 è senza dubbio uno dei casi più controversi di mala gestione dei regolamenti, da parte della FIA, che si sia mai visto nell’intera storia della F1. Un caso che ancora oggi fa parlare molti, anche se la verità non tutti la conoscono nel dettaglio, dato che è stata proposta in maniera del tutto errata all’ascoltatore televisivo e al lettore di giornale.


Ancora oggi, infatti, si crede che ci fu un complotto ordito tra la Pirelli e la Mercedes, ma soprattutto si crede che entrambi abbiano condotto un test privato senza che la FIA ne fosse a conoscenza.


Come racconterò al termine di questa storia, la prospettiva di un test segreto non conosciuto dalla FIA è pressoché improponibile. Perché lo so? Perché ci provammo anche noi, anni addietro. Ma nessun giornale o giornalista ha mai scoperto questa storia! La FIA, invece, impiegò circa un minuto per scoprire ciò che stavamo facendo. Ecco perché il test Pirelli-Mercedes non fu segreto, ma fu certamente molto controverso.


Perché?


Andiamo con ordine.


Nel 2013 la Pirelli è, per il terzo anno consecutivo, fornitrice esclusiva degli pneumatici. Per questa stagione la casa milanese presenta degli pneumatici più morbidi rispetto al coumpound 2012, al fine di consentire un più rapido ottenimento delle temperature necessarie e quindi un miglioramento del tempo sul giro, stimato in circa mezzo secondo.


L’altra protagonista della storia è la Mercedes W04, vettura dotata di sospensioni interconnesse mediante un sistema idraulico, grazie al quale la sospensione anteriore e quella posteriore sono collegate e lavorano insieme mediante un dispositivo idraulico che comanda la parte meccanica, con l’obiettivo di cercare di controllare l’altezza stabilizzando l’assetto in funzione delle variazioni di carico. La vettura, che presenta questo avveniristico sistema, si dimostra fin da subito velocissima, ma ha però un grosso problema: consuma in maniera irregolare gli pneumatici nell’asse posteriore.


GP Spagna, 12 maggio 2013


Dopo i primi quattro GP, in testa al mondiale è presente Sebastian Vettel, con 77 punti, seguito da Kimi Räikkönen con 67, Lewis Hamilton con 50 e Fernando Alonso con 47. L’inizio del campionato per la Ferrari è stato condizionato da eventi spiacevoli, come l’incidente che ha coinvolto Vettel e Alonso in partenza nel GP malese, e la rottura del DRS nel GP del Bahrein. Due episodi con annessi retroscena che racconterò in futuri #Inside.


In Ferrari sapevamo di avere una macchina eccellente, quindi non ci preoccupava la distanza da Vettel, ma al contrario eravamo più preoccupati per i continui errori di taluni direttori, in gara e in azienda. La nostra vettura era nata bene, e si era adattata perfettamente alle gomme Pirelli, a differenza della RedBull che invece soffriva terribilmente il cambiamento di counpound.


Per il Gran Premio spagnolo, la Pirelli annuncia che avrebbe portato gomme di mescola hard e di mescola medium; ma modifica la mescola hard, ora più simili per prestazioni a quelle della stagione 2012. Fino al GP di Spagna, le Mercedes si erano fatte notare per la loro estrema velocità in qualifica, avendo segnato il tempo migliore in Cina ed in Bahrein: anche a Barcellona non cambia il risultato, dato che nella fase decisiva della Q3 Nico Rosberg precede Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Kimi Räikkönen.


La gara, però, complice anche il tracciato e l’asfalto molto abrasivo, conferma che le Mercedes hanno grosse difficoltà nella gestione degli pneumatici, così come la RedBull, mentre noi in Ferrari non abbiamo gli stessi problemi, pur dovendo sostituire anche noi le gomme ben quattro volte durante il Gran Premio.


Così, Fernando Alonso vince per la seconda volta in carriera sul circuito di casa, precedendo Kimi Räikkönen e Felipe Massa.


In quel momento, vedendo quanta più velocità avevamo rispetto agli avversari, mai avremmo potuto pensare che quello sarebbe stato il trentaduesimo ed ultimo successo in F1 di Alonso, e l’ultimo nostro trionfo per l’annata 2013.


Nel frattempo, poiché sconfitti, si aprono le polemiche in casa RedBull. Dietrich Mateschitz, co-fondatore della nota casa produttrice di energy drink, dichiara:


"Tutti sanno benissimo quello che sta succedendo qui. Queste non sono più gare. È una competizione basata sulla gestione delle gomme. Le vere gare di auto sono un'altra cosa, così invece non possiamo esprimere tutto il potenziale della nostra vettura e dei nostri piloti. Se lo facessimo, saremmo costretti a fare otto o anche dieci pit-stop a seconda delle piste. Si, l'obiettivo iniziale era quello di rendere più interessanti le gare aumentando il numero dei pit-stop, ma ora mi sembra che si sia andati un po' oltre le intenzioni originali".


Data la particolare situazione venuta a crearsi attorno agli pneumatici Pirelli, accusata per la scarsa durata delle sue coperture, ma soprattutto preoccupata per l’eccessiva delaminazione della maglia in acciaio, la casa produttrice decide di condurre un test, nel rispetto del contratto tra Pirelli e FIA, il quale prevede per il fornitore la possibilità di svolgere prove di sviluppo gomme con ciascun team fino a 1000 chilometri, non precisando la tipologia della vettura da impiegare, né sancendo la presenza contestuale di tutti i team per lo svolgimento di tali prove.


Fino a quel momento, il fenomeno della delaminazione, verificatosi solo in quattro occasioni e sempre causato da detriti in pista, non ha mai messo a rischio la sicurezza dei piloti, ma minaccia di danneggiare l’immagine di Pirelli.


Tre giorni di test a Barcellona


Nei giorni successivi al GP di Spagna, Pirelli effettua dei test con una mescola unica, mai utilizzata in campionato, utilizzando la vettura e i piloti prestati dalla Mercedes, unico team che si rende disponibile ad effettuare questo lavoro. Le prove sono svolte al buio, vale a dire che Mercedes, che presta l’auto, non ha nessuna informazione su quali specifiche sta provando né a che fine, né riceve a test conclusi alcun tipo di informazione al riguardo.


Pertanto Mercedes non avrebbe infranto nessuna regola, avendo semplicemente esaudito una richiesta della Pirelli dopo le polemiche relative alla scarsa durata delle sue coperture, anche perché alla scuderia tedesca sono state fornite gomme senza identificazione, alternando diversi tipi di coperture molto diverse per non dare precisi riferimenti alla squadra test.


Perché è tutto regolare?


Perché effettivamente il regolamento non specifica né quale vettura né quali piloti devono essere messi a disposizione della Pirelli, e tutti i team possono farlo, tant’è vero che analoghe prove furono svolte all’indomani del GP del Bahrein dalla Ferrari con la vettura 2011 e con il pilota titolare Felipe Massa alla guida, senza dunque commettere violazioni. Ma soprattutto, la Pirelli può eludere i vincoli dell'articolo 22 del regolamento FIA a patto che invochi la questione di sicurezza.


Ma, soprattutto, il test sarebbe stato autorizzato dalla Federazione.


Cosa fu allora a fare scattare i dubbi? Anzitutto, le altre squadre non erano state informate.


In secondo luogo si scopre che Pirelli ha provato le nuove coperture che era già previsto che avrebbe introdotto a partire dal GP del Canada, sostituendo le gomme posteriori con una nuova costruzione con più fili di kevlar e meno di acciaio, per contenere il pericolo della delaminazione.


Inoltre, non è un segreto che Bernie Ecclestone sia riuscito a convincere i vertici della Casa tedesca a rimanere nel Circus quando erano già in pregiudicato di andarsene. Quindi c’è chi sospetta che il team di Brackley possa aver usufruito di un aiutino grazie al test segreto.


Ed è qui che sorge il dubbio. Infatti, anche se il test è stato condotto al buio, e Mercedes non ha vantaggi dai dati non forniti da Pirelli, è normale che Ferrari e RedBull sospettano della buona fede della squadra tedesca, dato che, sempre per regolamento, i team non possono effettuare test in pista durante la stagione.


Ma perché i team non sono stati informati, e la FIA non sa che si stanno conducendo anche test con gomme 2013?


Ebbene, il problema sta nel fatto che la Casa milanese non ha mai ammesso che le gomme delaminate in Bahrein e a Barcellona avessero avuto dei problemi di tenuta, ma altresì aveva dichiarato che i problemi erano emersi sempre in presenza di detriti. Perché non dice la verità? È probabile che sia soprattutto a causa del fatto che un quei giorni il rinnovo della fornitura delle gomme Pirelli, per gli anni successivi, tarda ad arrivare.


E perché Pirelli ha bisogno di chiedere ai team di prestare meccanici, auto e piloti? Semplice, perché il telaio che la Pirelli ha comprato per i test è un vecchio Renault del 2010 non più adatto a dare delle corrette indicazioni di sviluppo.


Tuttavia, Mercedes commette un errore grossolano, che farà aumentare i dubbi relativi alla legalità legata all'avere portato in pista la monoposto 2013; infatti, in occasione del test effettuato a Barcellona con la Pirelli, sia Lewis Hamilton che Nico Rosberg utilizzano dei caschi senza livrea.


GP Monaco, 26 Maggio 2013


Ecco perché nel corso del fine settimana del Gran Premio di Monaco, sesta prova del campionato del mondo 2013, viene reso noto che la Mercedes ha effettuato dei test presso il circuito di Barcellona, subito dopo il Gran Premio, utilizzando una vettura della presente stagione, la W04. Come anticipato, Ferrari e RedBull indicano immediatamente alla FIA che tali test sarebbero vietati dal regolamento, o ammessi solo con vetture vecchie di almeno due anni, mentre per la Pirelli i test sarebbero stati svolti per sviluppare degli pneumatici sperimentali, come previsto dal contratto che lega la casa italiana alla Formula 1, e quindi chiedono dei chiarimenti. Da parte sua, convinta di aver agito in buona fede e senza infrangere il regolamento, la Pirelli conferma che:


Nel contratto in essere con la FIA e le squadre c’è scritto chiaramente che la Pirelli ha diritto di sviluppare le gomme se ce n’è il bisogno, per cui per quanto ci riguarda non abbiamo fatto niente di illegale. Nei nostri piani di sviluppo c’era l’esigenza di effettuare una sessione di collaudo con delle gomme sperimentali e l’abbiamo svolto con la collaborazione della Mercedes”.


Negli accordi non ci sono vincoli sull’uso di quali gomme sperimentali si possono usare. Il problema riguarda le altre due parti del triangolo: le squadre e la FIA. E qui si torna al succo della questione: se avessimo avuto la disponibilità anche solo di una Marussia per il lavoro di sviluppo non sarebbe successo niente di tutto ciò. Le squadre, invece, non sono mai state collaborative da questo punto di vista, temendo che la loro tecnologia potesse diventare pubblica”.


"Perché abbiamo condotto il test proprio con la Mercedes? L'abbiamo fatto con un team che ha dato la disponibilità. Alla fine della scorsa stagione avevamo mandato una mail in cui chiedevamo disponibilità a tutti i team. Non ci ha risposto nessuno a parte la Mercedes, e abbiamo programmato con loro il test che ci era necessario, nella pista più facile da raggiungere. Non c'è nulla di segreto o di irregolare, la cosa è regolata precisamente dai contratti".


I commissari di gara, in merito alla vicenda dei test compiuti dalla Mercedes a Barcellona, che violerebbero quanto previsto dal regolamento, non prendono decisioni, rimandando la questione al Tribunale Internazionale della FIA.


Nel frattempo il campionato va avanti. C’è una gara da svolgere.


Sulle strade di Monaco, nella fase decisiva delle Q3 le due Mercedes sono nuovamente le più rapide e monopolizzano la prima fila; Nico Rosberg ottiene la quarta pole position nel mondiale, la terza consecutiva, precedendo il compagno di scuderia Lewis Hamilton. La seconda fila è invece conquistata dalle due RedBull.


Noi della Ferrari siamo sesti a un secondo dalla pole.


In gara, Nico Rosberg vince per la seconda volta nel mondiale, precedendo le due RedBull di Sebastian Vettel e Mark Webber. È invece disastrosa la nostra gara, con Fernando Alonso solo settimo al traguardo, e Felipe Massa ritirato a causa di un incidente, circostanza in cui entra la safety car e Hamilton perde due posizioni poiché attardato nel pit-stop, ritrovandosi dietro alle due RedBull.


Senza questo episodio, la Mercedes avrebbe ottenuto una facile doppietta.


Quindi scoppia definitivamente il caso Pirelli.


Infatti, non sono tanto le quattro pole position Mercedes consecutive a scatenare la reazione, quanto l’incredibile miglioramento della W04 anche nelle simulazioni di gara durante le prove del Gp di Monaco, visto che finora la squadra del team tedesco ha patito una clamorosa usura delle gomme posteriori. Ma c’è da sottolineare che i tecnici diretti da Bob Bell hanno modificato la sospensione posteriore, cambiando gli attacchi sulla seconda pelle in carbonio che riveste la scatola della trasmissione e hanno trovato le giuste geometrie per far funzionare le coperture Pirelli Soft e Supersoft. Inoltre bisogna sottolineare che il tracciato monegasco non è fortemente abrasivo nei confronti delle gomme Pirelli. Ma Christian Horner approfitta della circostanza per gettare benzina sul fuoco, dichiarando quanto segue, riguardo ai test privati condotti a Barcellona dalla Pirelli e dalla Mercedes:


"Posso capire la posizione della Pirelli che voleva provare le gomme dopo i problemi che erano emersi nelle ultime gare. Delude il fatto che lo abbiano fatto in modo non trasparente. In tre giorni di test una monoposto attuale è stata utilizzata per provare le gomme del prossimo Gran Premio! A questo punto non è chiaro cosa si può o non si può fare in Formula 1".


Non tarda la risposta della FIA, che attraverso un comunicato firmato dal suo Responsabile della Comunicazione e Delegato Media per la Formula 1, Matteo Bonciani, dichiara:


All’inizio di maggio, Pirelli ha chiesto alla FIA se fosse stato possibile effettuare alcuni test di sviluppo con un team, utilizzando una monoposto dell’attuale campionato. All’interno del contratto di Pirelli con FIA quale fornitore unico, è prevista per loro la possibilità di effettuare fino a 1000 km di test con qualsiasi team, a patto che ad ogni squadra venga offerta la possibilità di farlo”.


La FIA ha suggerito a Pirelli e Mercedes-AMG che un simile test di sviluppo può essere possibile se gestito da Pirelli e non dalla squadra che fornisce macchina e pilota, e che tale test sarebbe stato subordinato al fatto che ad ogni squadra sia stata data la stessa opportunità di effettuarlo, in modo da assicurare la piena equità sportiva”.


A seguito di questa comunicazione, la FIA non ha ricevuto ulteriori informazioni su un possibile test svolto, né da Pirelli né da Mercedes. Inoltre, la FIA non ha ricevuto la conferma che tutte le squadre abbiano avuto la possibilità di prendere parte a questo test. Per quanto riguarda l’applicazione delle regole di questo sport, tra cui i principi sportivi di equità, va ricordato che il Codice Sportivo Internazionale prevede che sulla base di una relazione dei commissari sportivi, o di propria iniziativa, l’Ente procedente della FIA può adire il Tribunale internazionale”.


Il Tribunale può decidere di infliggere sanzioni che prendono il posto di qualsiasi penalità emessa dai commissari sportivi. Tale procedura dovrebbe essere eseguita in virtù delle Regole giudiziarie e disciplinari della FIA”.


Insomma, il caso è aperto e riserva ancora molte sorprese, compreso il tentato test Ferrari…


Fine Prima parte.


Fulvio Conti

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