#2 1997: Via alle presentazioni!



All'alba del campionato 1997, il 7 gennaio a Maranello viene presentata la nuova Ferrari F310B che, secondo i piani della Scuderia, dovrebbe quantomeno permettere a Schumacher di avvicinarsi ai diretti concorrenti per la lotta al Titolo.


Prima della presentazione, il pilota nord-irlandese Eddie Irvine confessa che oltre a rimediare alle difficoltà emerse nel 1996, si augura che la nuova F310B possa anche essere estremamente competitiva:


"Vorrei vedere sempre le Ferrari vincere, Schumacher avanti e io dietro, ma di pochi centimetri. Sì, vorrei una macchina competitiva".


La presentazione della nuova F310B ha un curioso particolare: questa è infatti la prima auto da corsa che viene presentata anche per mezzo della rete di internet.


Non certo senza inconvenienti.


Alle ore 9:30 del mattino, quando la diretta Internet della presentazione della nuova Ferrari non è ancora cominciata, il sito ufficiale della Casa di Maranello è già rallentato dal traffico degli utenti che chiedono di vedere l'evento. Quando la cerimonia ha avuto inizio, alle 10:30, non è stato più possibile accedere al sito www.ferrari.it. In questi sessanta minuti si sarebbero avvicendate circa un milione di richieste di accesso, contro le 550 mila dell'intero anno precedente. Questo è almeno il dato diffuso dalla Ferrari su informazioni della Saritel, la società del gruppo Telecom che gestisce il sito. Ma su queste cifre bisogna essere cauti: una stima di un milione di accessi innanzitutto non coincide con un milione di persone reali, ma con altrettante richieste di accedere ai contenuti di Ferrari.it.


Tolti i veli alla nuova auto, rivista nella sua aerodinamica, il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, entusiasta esclama:


"Per noi questo è un giorno molto importante. In questa macchina ci sono per fortuna cose nuove ma anche cose vecchie. Non abbiamo voluto correre rischi nella progettazione di questa vettura ma ci auguriamo che vada bene. Siamo al termine di un ciclo di cinque anni e ci aspettiamo di vincere il mondiale tra il '97 e il '98. Ora come ora mi accontenterei anche di vincere una gara in più rispetto all'anno scorso. Ma quello che soprattutto mi auguro è di non dover vivere un altro periodo estivo come quello che abbiamo vissuto nel '96".


Poi prende il microfono Cesare Romiti, amministratore delegato della FIAT, che simpaticamente corregge il tiro del presidente della Ferrari, dichiarando:


"Forse Montezemolo ha ragione ad essere un po' scaramantico ma l'obiettivo della Ferrari deve essere più alto perché tutti si aspettano che vinca. Noi, come Fiat e come azionista di maggioranza, forniamo alla Ferrari tutto il supporto possibile e abbiamo il dovere di spronare la Ferrari, ma per quanto riguarda la gestione sia chiaro che noi lasciamo la massima libertà alla Ferrari. Poco fa venendo qui sono passato davanti a quello che era l'ufficio di Enzo Ferrari e mi sono ricordato di quando ci incontravamo per parlare di macchine, di corse, di economia e anche di mondo. Era una uomo che aveva sempre delle battute taglienti".


In seguito è incisivo anche l'intervento di Jean Todt, il quale ricorda al pubblico presente e alla stampa che:


"Da questa macchina ci aspettiamo dei buoni risultati, e che comunque in una squadra per avere dei buoni risultati ci vogliono molte cose: una buona macchina, dei buoni piloti e una buona organizzazione. Credo che siamo riusciti a mettere insieme tutte queste cose".


Piuttosto lapidario è Michael Schumacher, il quale vuole prima scendere in pista, e solo dopo esprimere giudizi:


"L'unica cosa importante è che questa macchina non si rompa".


Quando gli viene chiesto di spiegare più in dettaglio le caratteristiche aerodinamiche della F310B, Schumacher si concede una battuta:


"Per migliorare l'aerodinamica mi sono tagliato i capelli come potete vedere".


Sintetico e inespressivo è, in conclusione, John Barnard il progettista britannico che è in procinto di lasciare la Ferrari per rimanere in Gran Bretagna. Alla presentazione, il direttore del progetto ammette:


"Ci siamo ispirati a quella dell'anno scorso conservando tutte le cose buone che c'erano. Per il resto le tecnologie di oggi fanno sì che nel progettare una nuova macchina non si parta più da un foglio bianco, ma si sia costretti a tenere conto di ciò che c'è in giro. Per questo forse le macchine si somigliano tutte sempre di più. La vera differenza può venire dal motore".


Niente più improvvisazioni come accadeva da troppi anni. Ma se Barnard ha progettato questa Ferrari voluta così dalla dirigenza, all'evoluzione penseranno altri. In primis Ross Brawn, il nuovo direttore tecnico proveniente dalla Benetton, dove ha appena finito di dirigere il progetto della la vettura che sarà presentata due settimane dopo. Mentre al progetto e all'evoluzione del motore continua a pensare Paolo Martinelli, il quale, dopo l'esperienza fatta col dieci cilindri nel 1996, ha già in serbo molte modifiche.


Dopo le fatiche televisive della sontuosa presentazione della nuova Ferrari, Schumacher rimane fino alle tre di notte in officina per cercare di trovare una soluzione al suo sedile di guida piuttosto anomalo rispetto a quello al quale era abituato.


Successivamente, Schumi corre a dormire nell'appartamento presidenziale nello chalet di campagna che si trova dentro l'area del circuito, messo a disposizione dal presidente Montezemolo. Un bell'appartamento che fu a suo tempo la residenza preferita di Enzo Ferrari, che in quelle stanze intratteneva a colazione i suoi ospiti.


Schumacher si sveglia alle sei, e quasi immediatamente si reca nella avveniristica palestra che la Ferrari gli ha attrezzato, un bel salone con le pareti a specchio pieno di apparecchiature adibite alla cura del corpo, tra cui c'è anche una macchina sulla quale il pilota tedesco può simulare lo jogging in salita o in curva, o su scarpate dissestate con un cruscotto attraverso il quale può sapere quanto ossigeno sta consumando, quante sono le pulsazione e anche che tempo fa e cosa dice il suo oroscopo.


Al piano inferiore fa poi colazione e quindi, già in tuta, giunge in officina. Purtroppo per il suo sedile non si era potuto fare molto, e così solo alle ore 10:00 la vettura è apparsa in pista. Il lavoro più lungo è quello relativo al controllare i ventisette sensori installati sulla vettura e gli impianti della telemetria. Poi, alle 11:30, in una bella giornata di sole, il primo giro tanto atteso, mentre lungo le reti della pista si è già raccolta una bella folla.


Prima con il sole e poi con la nebbia, Michael compie trentuno giri al volante della nuova F310B. L'avventura della nuova vettura parte regolarmente, senza mai fermarsi per un guasto. Vi è però da dire che la prima giornata non è stata ovviamente dedicata al cronometro, ma solo ai necessari controlli telemetrici ed elettronici del nuovo complesso telaio-motore.


Un'importante giornata di verifica, al termine della quale il miglior tempo è stato di 1:09.48, ben lontano dal minuto secco che costituisce il record della pista privata di Fiorano, registrato dal collaudatore Nicola Larini. Un tempo che non può comunque essere significativo perché per tutta la giornata Schumacher gira con le gomme da pioggia e non con le gomme slick.


"E' una vettura promettente", dichiara MIchael Schumacher, che poi aggiunge:


"Non sono in grado di dire molto di più ma promettente lo è di sicuro, ha una buona stabilità, non ha reazioni negative, insomma mi pare che nasca bene. Ho ancora questo problema del sedile, ma lo risolveremo presto".


Anche Jean Todt dice di sentirsi più ottimista rispetto all'anno precedente:


"Non solo questa vettura va bene e promette bene fin dal primo giorno, ma questo nostro primo giorno ha un mese di anticipo rispetto al primo giorno di un anno fa che fu a metà febbraio. Adesso quello che conta è di fare molti chilometri con la F310B prima di partire per l'Australia. Una seconda vettura sarà pronta a fine mese e dunque tutti e due i piloti potranno provare. Così facendo contiamo di percorrere tra tutte e due le vetture almeno cinquemila chilometri entro i primi di marzo. Sarebbe già un ottimo risultato perché ci permetterebbe di mandare avanti un sacco di lavoro".


Conclusi i test preliminari, giovedì 16 gennaio 1997 la Ferrari si sposta in Spagna, sulla pista di Jerez.


Intanto, il 9 gennaio 1997 a Birmingham viene presentata la nuova Arrows Yamaha A18, che in questa stagione espone sul muso in numero uno portato in dote dal Campione del Mondo in carica, Damon Hill, che entusiasta alla vista della nuova auto afferma:


"E' sexy e snella, se è forte quanto è bella faremo grandi cose".


Nel mentre, il management della Rossa tratta l'acquisto di un altro ingegnere dalla Benetton, Rory Byrne, e Giancarlo Fisichella trova l'accordo con la Jordan in qualità di secondo pilota, affiancando Ralf Schumacher, fratello di Michael.


Mancano poche ore all'inizio dei test a Jerez, quando Schumacher, da Madonna di Campiglio, cerca di spegnere immediatamente gli entusiasmi, considerando la grande attesa che c'è attorno alle prestazioni della nuova Ferrari:


"La Ferrari sopravviverà ugualmente, anche se non dovesse vincere il mondiale quest'anno. Quello che importa è diventare presto competitivi, e poi trovare continuità di risultati. Solo così saremmo pronti per raccogliere frutti nel '98 e poi anche nel '99. Per quest'anno bisogna tenere d'occhio Williams e McLaren, ma soprattutto la prima, perché ha due piloti veloci come Villeneuve e Frentzen".


Il 16 gennaio 1997, a Jerez debutta in pista la Ferrari dopo la presentazione a Maranello. I risultati non sono così promettenti, dato che Ralf Schumacher con la sua Jordan, è più veloce del fratello.


La prima giornata di test iniziata con il sole e una pista bella asciutta. Schumi effettua un giro di ricognizione, rientra ai box per qualche regolazione, riparte e subito registra il suo miglior tempo, 1:24.16. Poi effettua circa altri quindici giri, fino a quando il motore non lo costringe a fermarsi.


"Ho visto sul cruscotto la temperatura salire, ho subito diminuito velocità per rientrare ai box, ma non ci sono arrivato perché il motore si è spento".


Al termine della giornata, Schumacher compie 35 giri. Ma il pilota tedesco non sembra affatto scontento:


"Nel complesso, dopo questa prima giornata in cui ho fatto 35 giri, sono soddisfatto. Ricordatevi che l'anno scorso per fare dieci giri ci mettemmo dieci giorni".


La preoccupazione sale quando dopo tre giorni di test viene smontato il terzo motore consecutivo sulla Ferrari del tedesco, a causa di un gocciolio dalla pompa dell'olio.

Le prove infatti vanno a rilento e così Schumacher resta in pista anche nei giorni successivi, mentre Eddie Irvine deve posticipare il suo debutto con la F310B.


Tutte queste avarie non suscitano tuttavia allarme tra i numerosi ingegneri della Ferrari giunti a Jerez per seguire la nuova vettura. Jean Todt predica calma:


"Non c'è niente di drammatico, ma certo che tutte queste cose ci stanno facendo perdere del tempo. Abbiamo comunque già visto su quale strada procedere per la messa a punto della vettura e non è poco visto che abbiamo ancora più di un mese per lavorare".


"Schumacher resta fino a mercoledì. Ho appena avvertito Irvine di non prendere l'aereo. Non è contento, ma se lo aspettava. Sapeva che in caso di ritardi avremmo continuato con Schumacher. Irvine sarà contento quando sarà pronta la macchina sua e Schumacher avrà concluso la prima fase di messa a punto di cui anche Irvine potrà beneficiare. Con due macchine potremo lavorare di più e fare anche dei confronti".


Eppure, passano i giorni e la Ferrari perde altre opportunità per poter girare regolarmente, anche a causa della pioggia caduta sul circuito di Jerez. Schumacher riesce a malapena a compiere solo 17 giri sull'asfalto umido, mentre la McLaren e la nuova Stewart ne compiono appena sei. In compenso la Ferrari approfitta del maltempo per lavorare intensamente in garage. La F310B viene completamente smontata e rimontata per controllare tutti i pezzi e scoprire eventuali difetti.


Al termine dei primi giorni di test, nonostante Michael Schumacher non sia riuscito a completare la simulazione di un Gran Premio, sia il pilota che i tecnici della Ferrari si dimostrano contenti per il buon chilometraggio finora compiuto, 1200 km totali, nonostante il prevalere del maltempo.


O almeno così sembra, dato che il 30 gennaio 1997 il fratello minore Ralf, debuttante sulla Jordan, dichiara che Michael gli avrebbe confidato di essere rimasto deluso dalla nuova Ferrari F310B.


Mentre la Ferrari cerca di trovare il bandolo della matassa, il 31 gennaio la Williams mostra alla stampa la nuova FW19. La nuova vettura si presenta con i bracci delle sospensioni larghi e profilati come ali, mentre inglobate in quest'ultime sono i due deviatori di flusso laterali, di forma grande e unica, cioè un solo deflettore per lato anziché due come le altre macchine. La novità più vistosa è tuttavia la presa d'aria del motore sopra il casco del pilota, che è più arretrata e ha una inusitata forma a goccia. Ma forse l'innovazione più consistente sotto l'aspetto aerodinamico è dato da tutta la parte posteriore della vettura, che ha una forma molto rastremata, a bottiglia, lasciando ampio spazio tra le ruote e il telaio. Il vero segreto dovrebbe essere qui anche perché le fiancate sono rastremate in basso verso l'interno, un'idea questa che si era vista in embrione, ma che qui Head sembra aver sviluppato col suo genio.


La Williams, anche per l'annata 1997, sarà dotata dei nuovi motori Renault, costruiti proprio nell'anno che sancirà il ritiro della casa francese dalle corse. Dichiara a riguardo Frank Williams, che fino ad oggi i motori li aveva avuti sempre in dotazione gratuita:


"Li pago io, ci siamo trovati bene con loro, sarebbe stato un peccato buttare via questa bella collaborazione. Peccato che non ho l'esclusiva, costava troppo."


Insomma, una macchina tutta nuova, a detta del direttore tecnico, Patrick Head:


"Abbiamo lavorato molto per affinare l'aerodinamica e speriamo di esserci riusciti."


Alla domanda sul pensiero secondo la quale quasi tutti gli altri team, Ferrari compresa, hanno cercato di copiare la precedente FW18, il DT della Williams risponde:


"Beh, insomma... copiare... anche io a volte ho copiato qualche soluzione adottata da altri ma il problema è che non basta copiare. Si può benissimo mettere insieme idee altrui ma quello che conta è che poi queste idee, una volta messe insieme, funzionino bene ed è questo che non sempre succede".


"Per esempio, non basta copiare un musetto se poi questo musetto non si sposa bene con le altre forme della vettura. E lo stesso vale per la parte posteriore e tutte le altre. Noi, alcune soluzioni di questa vettura le avevamo già studiate e sperimentate sulla vecchia. I risultati sembrano promettenti, ora vedremo perché finora la Fw19 non ha ancora girato in pista, lo faremo a Barcellona all'inizio di febbraio".


"Non credo che vinceremo 12 gare come nel 1996, ma certo lottiamo per questo. Il prossimo Mondiale mi sembra molto aperto, ci sono molte vetture valide, certe idee si sono fatte strada, staremo a vedere".


Ma se Head non è convinto di poter ripetere l'esatta impresa del 1996, Jacques Villeneuve mostra invece l'aria sicura di chi si sente già Campione del Mondo:


"Sono felice di poter correre con una macchina così. Vorrei che il nostro sport torni ad essere più eccitante, si è andati davvero troppo in là con le precauzioni".


Il 6 febbraio 1997, sul circuito portoghese dell'Estoril, Schumacher e Irvine lavorano intensamente per mettere a punto le nuove Ferrari F310B. I guai alla sospensione anteriore, che avevano costretto Schumacher a fermarsi qualche giorno prima, vengono risolti, pertanto le prove proseguono. Irvine si è dovuto fermare invece a metà giornata per la rottura del motore, che tuttavia non preoccupa molto i tecnici perché il guasto è avvenuto quando il propulsore 10 cilindri nella versione '97 aveva già superato il chilometraggio limite di percorrenza. Il miglior tempo di Schumacher al termine di quarantasei giri è di 1:20.23, mentre Irvine compie trentaquattro giri fermando il cronometro sull'1'21"27.


Al terzo giorno di test sul circuito di Estoril, la situazione della Ferrari non è certo entusiasmante, ma neppure pessima. Schumacher compie una simulazione di Gran Premio durante la quale tutto funziona bene, salvo il fatto che ad un certo momento il pilota tedesco ha sentito qualcosa di strano al motore e, per non portarlo alla rottura, preferisce fermarsi. Accertato che non c'era niente di grave, Michael riprende a girare portando a termine una simulazione di gara di 72 giri. Una simulazione riuscita, ma con due particolari un po' strani: il primo è che per portare a termine un Gp la Ferrari fa ricorso al motore del '96, e in secondo luogo i tempi registrati non sono stati così rapidi. Michael ferma il miglior crono in 1'20"04, un tempo inferiore a quelli della McLaren col nuovo motore Mercedes, dato che Coulthard gira in 1'19.


A riguardo, Jean Todt ammette:


"Non avevamo in programma di fare tempi eccezionali, avevamo solo bisogno di girare e verificare sulla distanza tutto il complesso della vettura. E sotto questo aspetto i risultati sono buoni, la macchina va già abbastanza bene, ma dobbiamo migliorare ed è quello che faremo nei venti giorni che restano prima di partire per Melbourne".


"Tra il vecchio e il nuovo non c'è una grande differenza, vedremo a fine mese quale utilizzare, perché nel frattempo abbiamo molte cose nuove da provare".


Nel frattempo, il 10 febbraio 1997 alle ore 12:00, con un laconico comunicato, la Ferrari comunica il termine della collaborazione con John Barnard, il quale acquista la struttura inglese della Ferrari, la famosa Fdd, per continuare a lavorare in proprio rifornendo chi vuole, Ferrari stessa.


Già durante i test condotti a Jerez, il DS della Ferrari aveva anticipato alla stampa che vi era in atto una modifica del team e delle strutture interne a Maranello. E parlando del fatto che Barnard aveva lasciato anzitempo i test condotti in pista, Todt aveva rivelato:


"Barnard non è più tra noi, se n'è andato. E' tornato in Inghilterra, ha preso l'aereo poco fa. Penso che tra qualche giorno, al massimo tra qualche settimana prenderemo una decisione. Sono mesi che parliamo con Barnard, stiamo discutendo ancora, tra non molto avremo tutti gli elementi per decidere. Barnard ha fatto molto per la Ferrari e la Ferrari ha messo Barnard in condizione di lavorare in pace".


"Dopo cinque anni siamo arrivati ad un bivio che era noto fin da prima: dobbiamo pensare al futuro della Ferrari ed è di questo che parliamo. Dunque con Barnard non si parla solo di Barnard, ma di molte altre cose che riguardano il futuro della Ferrari. Per esempio, dobbiamo decidere se tenere o no la Fdd, cioè quella struttura che abbiamo impiantato in Inghilterra anni fa. Se decidiamo per il sì, la manterremo con Barnard. Ma se decidiamo di portare tutto a Maranello, può darsi che Barnard non ci venga. Il fatto è che noi oggi, a differenza di cinque anni fa, abbiamo una organizzazione a Maranello con cui si può guardare meglio al futuro".


"Prima la galleria del vento era in Inghilterra e la struttura della Fdd, circa quaranta persone, aveva anche un impegno e uno scopo ben preciso, ma adesso che entrerà in funzione la nuova galleria del vento di Maranello è lì che molti uomini dovranno lavorare. Gli aspetti del problema sono tanti, ne discutiamo anche con Barnard, tra non molto avremo in mano tutti gli elementi per prendere una decisione".


"Non ci sono contrasti con Barnard, sia lui che noi prendiamo le cose con molta serenità e andiamo avanti lavorando e parlando molto normalmente. anche in questi giorni qui in Spagna lui è rimasto molto coinvolto dal lavoro e dai problemi che abbiamo avuto".


"Barnard è sicuramente un progettista di valore, del resto il suo passato parla per lui. Ma è anche vero che le situazioni cambiano, cambia il mercato anche nel mondo dei progettisti non solo in quello dei piloti. E Barnard fa parte di questo mercato. Noi abbiamo bisogno di un chief designer, ora vedremo".


In Ferrari, prende il suo posto Rory Byrne, che così va a ricomporre a Maranello la triade famosa e di successo del biennio 1994-1995 della Benetton, assieme a Schumacher e Brawn. Con questa mossa la riorganizzazione della Ferrari è completata. Perché possa funzionare a pieno ritmo manca ormai soltanto la nuova galleria del vento di Maranello, che entrerà in attività a giugno.


Terminati i test in Portogallo, la Ferrari decide di continuare le simulazioni di gara sul circuito toscano del Mugello. Nel pomeriggio del 18 febbraio, Schumacher riesce ad ottenere il primato con la Ferrari F310B al 51° giro, il penultimo delle prove, girando in 1'26"42 e migliorando sia il suo precedente limite di 1'27"12, sia il miglior tempo della pista stabilito da Frentzen (su Sauber) nell'agosto del 1996 in 1'26"80. In tale occasione, la Ferrari effettua alcuni test aerodinamici usando una speciale vernice bianca che visualizza i flussi d'aria sulla vettura.


Appena due giorni dopo, il 20 febbraio 1997, Schumacher non è più al Mugello, dato che alle ore 6:30 nasce la primogenita Gina Maria, nella clinica di Wipperfuerth, nei pressi di Colonia. L'improvvisa partenza di Schumacher dall'albergo prende in contropiede gli uomini della Ferrari, un po' sorpresi di non aver trovato il pilota all'appuntamento con i test.


Tocca così ad Eddie Irvine, che stabilisce il nuovo record del Mugello in 1'25"43.


I test invernali sono oramai giunti al termine. Il primo GP in Australia avrà svolgimento il 9 marzo 1997, ma Schumacher parte per Melbourne già il primo marzo.


Giunto a Melbourne, il pilota tedesco della Ferrari parla in conferenza stampa delle possibilità che ha la Scuderia di Maranello di ottenere dei buoni risultati, dichiarando apertamente:


"Francamente non lo so, è ciò che voglio scoprire. Da quello che si è visto nelle prove invernali molte squadre sono vicine cronometricamente parlando. Forse mai tante sono state così vicine, così competitive. Ma nessuno sa esattamente dove sta. Forse solo la Williams sa di essere avanti, ma quanto? Chi potrà darle fastidio? Non lo sappiamo, ma io spero che saremo noi a darle fastidio".


"Qui, subito, non credo possiamo vincere. L'anno scorso mi ritirai, quest'anno spero di arrivare in fondo e fare dei punti. Per adesso la cosa importante è proprio conquistare punti. Poi, più in là nella stagione, spero di poter lottare per il Titolo".


"Io voglio lottare per il Mondiale, le vittorie intermedie non mi interessano. E per il Mondiale bisogna fare punti, subito e sempre".


Poi, parlando della Ferrari F310B e del team, Schumacher confessa:


"Il motore va benissimo, ne siamo tutti soddisfatti. Qui corriamo con quello vecchio, ma è lo stesso perché è affidabile e perché è molto adatto a questa pista. Mi preoccupava un po' invece la macchina, la sua guidabilità, il suo bilanciamento. Ma solo nelle prime uscite in pista, perché abbiamo fatto dei grossi passi avanti".


"La squadra è più completa, più affiatata, più calma. Non perde l'orientamento, mantiene una direzione, scopre una strada e la segue fino in fondo. Molto di tutto ciò è dovuto anche all'arrivo di Ross Brawn. Un uomo che sa sempre quello che bisogna fare. Un ottimo acquisto. Prima non c'era il suo ruolo e non c'era un uomo per ricoprirlo".


"Sapevamo che i motori Renault avevano temperature minori ed efficienza maggiore e permettevano un'altra aerodinamica. Però stiamo lavorando anche noi in quella direzione solo che i risultati non arrivano dalla sera alla mattina".


"Quest'anno, per esempio, cambiano le gomme. Sono più tenere, si va più veloci, si consumano più rapidamente e ci vorranno più soste ai box durante una gara. Ecco un modo per cambiare la strategia delle corse e allora a che serve parlare di auto ideali per sorpassare di più e andare più veloci?".


Alle parole di Michael Schumacher si aggiungono quelle di Irvine, che di fatto conferma quanto detto dal compagno di squadra:


"Giorni fa guardandomi allo specchio ho scoperto qualche capello grigio. Ma non credo sia per la stagione '96. L'anno scorso le cose sono nate in un modo e si sono sviluppate di conseguenza. C'era una sola macchina su cui puntare e non era per forza di cose la mia. Quest'anno stiamo messi meglio e nonostante i capelli grigi penso di poter fare delle buone cose".


Ed infine, alla domanda su come i due piloti si sentono all'interno della Ferrari, se amici o nemici, Schumacher si gira verso Irvine e lo guarda con gli occhi rapiti:


"Eddie, io ti amo".


Di risposta, Eddie si gira verso Michael, lo sguardo è ancora più trasognato:


"Anch'io, baby, ti amo".


Scherzi a parte, dopo tanto lavoro tutto è pronto per il primo appuntamento stagionale, a Melbourne, in Australia.


O quasi, dato che pochi giorni prima dell'inizio del campionato, a Melbourne rimbalza la polemica tra Schumacher e il portavoce dell'Australian Grand Prix Corporation, Ron Walker. Il pilota tedesco si era lamentato del circuito: pochi punti dove poter effettuare sorpassi e scarse misure di sicurezza erano stati i temi esposti. Walker ha ribattuto indicando almeno sei punti dove è possibile sorpassare e ha rincarato la dose affibbiando al tedesco l'etichetta di prima donna strapagata.


Insomma, test finiti, tutti che si sbizzarriscono con i pronostici, e le prime, immancabili polemiche. La Formula Uno è tornata.


Davide Scotto di Vetta