#2 1952: GP di Svizzera, senza Fangio e Ascari, vince Piero Taruffi su Ferrari



La prima prova del mondiale 1952 si svolge sul circuito di Bremgarten, il 18 maggio 1952, che negli anni si è costruito una fama tutt'altro che positiva per via dei numerosi incidenti e delle conseguenti scomparse che hanno colpito soprattutto i motociclisti nel corso degli anni, e per via delle irrisorie protezioni che dovrebbero salvaguardare gli spettatori in caso di un’uscita di pista.

Nel corso degli anni, delle migliorie sono state apportate, tuttavia la pericolosità non sembra essere diminuita in maniera evidente.


All'appuntamento svizzero sono assenti i due principali contendenti del campionato precedente, il campione in carica Juan Manuel Fangio, rimasto gravemente ferito in una gara di Formula Uno a Monza, e Alberto Ascari, impegnato nella preparazione della 500 miglia di Indianapolis; anche Luigi Villoresi, grande protagonista dei Gran Premi di Formula Uno, non può partecipare a causa di un grave incidente.


La Ferrari, grande favorita dopo il ritiro dell'Alfa dalle corse automobilistiche, porta tre modelli 500 F2 ufficiali per Giuseppe Farina, Piero Taruffi e André Simon, mentre Rudi Fischer e Louis Rosier guidano due Ferrari 500 F2 in forma privata, così come Peter Hirt, che partecipa con una Ferrari 212 F1 del 1951, e Maurice Trintignant, che prende il via con una Ferrari 166F2.


I rivali della Ferrari saranno principalmente le Maserati 4CL-50 di Emmanuel de Graffenried ed Harry Schell, le tre Gordini condotte da Jean Behra, Prince Bira e Robert Manzon, e le HWM, portate in gara da da George Abecassis, Peter Collins, Stirling Moss e Lance Macklin.


Al venerdì, in assenza delle Ferrari ufficiali, il pilota più veloce è il francese Robert Manzon, a bordo della Gordini T16, ma il giorno successivo, Giuseppe Farina e Piero Taruffi conquistano agevolmente il primo e secondo posto, mentre il pilota francese André Simon porta al quarto posto la terza vettura della Scuderia di Maranello.


In gara, Farina parte bene mantiene la prima posizione, seguito da Taruffi, Simon, Manzon, Moss, Behra, Collins, Brown, Abecassis, Fischer, Bira e Macklin.


Nei giri seguenti la classifica rimane all’incirca invariata, con Farina sempre al comando, ma al tredicesimo giro le HWM di Abecassis perdono entrambi la ruota posteriore sinistra nello stesso punto del circuito, un caso più unico che raro, ed escono fuori pista, fortunatamente non riportando gravi conseguenze per i piloti e spettatori.


Il primo colpo di scena arriva al diciassettesimo giro, quando Farina, che ha un vantaggio sul suo compagno di squadra e diretto inseguitore di ben quarantasette secondi, è costretto a fermare la sua auto per un guasto ai magneti.


A questo punto è Taruffi a passare in testa, seguito a breve distanza da Simon, Behra, Manzon, Fischer, Bira e Warthon.


Al ventesimo giro, anche Manzon è costretto al ritiro, a causa di un problema al radiatore, mentre due giri più tardi, al ventiduesimo giro, Simon si ferma ai box e cede la sua vettura a Farina; il direttore sportivo della Ferrari vuole evidentemente compromettere il meno possibile la classifica dell’italiano, permettendogli di guadagnare qualche punto per la classifica.


Questa sosta forzata, nel frattempo, permette a Behra di balzare in seconda posizione, a diciassette secondi da Taruffi, mentre Farina è terzo, seguito da Fischer.


Il pilota italiano, nell'intento di raggiungere i suoi avversari, segna il giro veloce alla trentaquattresima tornata, fattore questo che gli permette di prendersi la seconda posizione ai danni di Behra, il quale poco dopo essere stato superato, a causa della rottura del collettore di scarico, che gli rende insopportabile la temperatura all’interno dell’abitacolo, è costretto ad una sosta ai box per farsi bagnare con dell'acqua il fianco sinistro del corpo.


Taruffi sente la pressione ed è costretto ad aumentare il ritmo, segnando di conseguenza il nuovo giro veloce in 2'49"1, ma la distanza da Farina si ridurrà a soli venti secondi.


Gli altri concorrenti sono tutti doppiati.


L’incubo di Farina, tuttavia, non è terminato, e al cinquantunesimo giro è costretto al ritiro per problemi ai magneti.


Taruffi approfitta della defaillance della vettura del compagno di squadra per effettuare una sosta, che ha il quasi unico scopo di dargli la certezza che nessun guasto potrà sottrargli la vittoria.


Senza ulteriori colpi di scena, la gara giunge al termine.


Piero Taruffi vince, e precede sul traguardo Rudi Fischer, autore di una splendida rimonta, a bordo della sua 500 F2 privata, che lo porta a concludere il Gran Premio a pieni giri, e Jean Behra, che giunge terzo e porta sul podio la Gordini T15.


A seguire, chiudono in zona punti la Frazer-Nash-Bristol condotta dal pilota britannico Ken Wharton e la Cooper-Bristol di Alan Brown.


Le HWM, invece, dimostrano di essere ancora poco affidabili, tanto che John Heat, responsabile della squadra, dopo l’incidente accorso ad Abecassis e Collins aveva giustamente deciso di fermare anche le altre due monoposto di Macklin e Moss.


Ludovico Nicoletti

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