#14 1997: GP Belgio, Schumacher danza sul bagnato!

Aggiornato il: mar 22



Concluso il deludente Gran Premio d'Ungheria, il 12 agosto 1997, sulla pista di Monza, davanti ad un pubblico di oltre 8.000 paganti, Schumacher torna in pista per continuare a sviluppare la F310B, ma non riesce a completare il Gran premio simulato poiché, quando mancano cinque giri, il motore step 2 si rompe per l'ennesima volta.


A Spa la Ferrari potrà riavere la nuova scocca 178, danneggiato prima della gara ungherese, ma in gara non potrà usare il motore più evoluto. Schumacher non nasconde il suo disappunto, al termine delle prove:


"Sono un po' preoccupato, senza questo motore abbiamo meno chance di vincere. Credo che a Spa sia possibile lottare per la vittoria con il vecchio motore, ma a Monza sarà sicuramente più difficile. C'è stato un problema al motore. Proprio quando pensavamo di aver tutto sotto controllo. Adesso dobbiamo capire".


"Averlo a disposizione ci avrebbe aiutato, ma se non regge la distanza di un GP non c'è storia. Continueremo a usarlo in qualifica ma a Monza forse dovremo solo puntare ad una gara per fare dei punti, non per la vittoria".


E la conferma è davanti agli occhi di tutti, dato che in pista a Monza gira anche la Williams, con Frentzen, che segna un tempo velocissimo, 1'25"050, mentre Schumacher non va oltre l'1'25"599.


Così il motore torna nuovamente a Maranello per un controllo minuzioso, mentre Schumacher parallelamente vola in elicottero per provare il seggiolino da inserire nel nuovo telaio che sostituirà quello danneggiato in Ungheria.


E' invece lite aperta tra Eddie Jordan e Flavio Briatore per l'ingaggio di Fisichella. Il manager italiano dichiara di averlo prestato al team britannico e assicura di avere un diritto di prelazione per il 1998, ma Eddie sostiene di avere già una intesa con Fisichella.


Due giorni dopo, il 14 agosto, la Ferrari ritrova l'ottimismo: Schumi compie 78 giri con il motore step 2 e una Ferrari dotata della vecchia scocca. Tuttavia, le prove soddisfano solo in parte il pilota tedesco, che laconico commenta:


"Bene l'assetto, meno le prestazioni e l'efficienza aerodinamica".


Le prove lasciano comunque soddisfatto Jean Todt, arrivato a Monza in tarda mattinata:


"Penso si sia fatto un buon passo avanti, almeno lo spero. Siamo riusciti a scoprire da dove venivano i problemi del motore step due. Useremo il nuovo motore nelle qualifiche in Belgio, dove monteremo anche la nuova ala provata oggi, e ci auguriamo di potere avere tutto a posto per Monza".


Jacques Villeneuve, allo stesso tempo, completa trentasei giri, fermando il cronometro sull'1'23"956, a soli sette centesimi dal record ufficioso stabilito da Ralf Schumacher con la Jordan. Per il canadese non era prevista alcuna simulazione, ma soltanto un lavoro coordinato dai tecnici della Renault per la miglior mappatura del V10 francese in vista di Spa e Monza.


Conclusa la sessione di test sul circuito di Monza, disputata subito dopo la gara in Ungheria, Schumacher torna a parlare proprio della deludente prestazione sul circuito di Budapest:


"A Budapest è stato, a ragion veduta, un errore usare gomme morbide. Ma lo abbiamo fatto, tutti d’accordo con i tecnici della squadra, così come McLaren, Benetton e Sauber. Forse ci ha ingannato la temperatura più fresca dei giorni precedenti".


Poi però, parlando delle prove successive, dichiara:


"È inutile parlare ancora della sfida per il titolo, meglio pensare ai fatti. La Ferrari si sta impegnando al massimo per preparare il finale di stagione. Considerando tutto mi andrebbe bene vincere in Belgio e di fare punti a Monza. Considero la pista di Spa molto più adatta al mio stile di guida e alle caratteristiche della vettura. Lì potremo correre anche con la vecchia versione dei motori, ma a Monza ci vorrebbero proprio i motori step due. Vedremo, è inutile fare piani a lunga scadenza".


La vittoria fortunosa che si son ritrovati tra le mani non può certo far rilassare la Williams, ancora dietro nel Mondiale ad inseguire la Ferrari. Sulla pista lombarda, Villeneuve testa nuove regolazioni elettroniche del motore che dovrebbero portare ad una migliore trazione, una novità apportata basandosi sui nuovi regolamenti varati dalla Federazione. Il canadese sprona sé stesso e il team in vista del prossimo GP, da disputare a Spa-Francorchamps:


"Stiamo cercando di tirare fuori il massimo dalla vettura, la lotta nelle prossime corse sarà molto ravvicinata, ma io resto ottimista, soprattutto per la gara di Spa; a Monza invece, sarà difficile per tutti".


Jacques è ottimista ma non può ignorare il fatto che la storica pista belga sia una di quelle dove il suo rivale riesce ad esaltare al meglio le sue doti. Tre vittorie, quattro considerando anche quella del 1994, di cui è stato poi privato per delle irregolarità riscontrate sul fondo della sua Benetton. Qui in Belgio, inoltre, Schumacher fece anche il suo debutto nel 1991 al volante della Jordan, sorprendendo tutti con una strepitosa qualifica, essendo però poi costretto al ritiro la domenica dopo aver percorso poche curve.


Perciò, arrivati sulle Ardenne, Villeneuve non si lascia incantare dai soliti giochi al ribasso di Schumacher:


"Schumacher non me la racconta giusta, non gli credo. Quest’anno ha una macchina che va forte, la squadra è ottima e lui è un gran pilota. Parla sempre così per mettere le mani avanti, ma in cuor suo pensa, giustamente, di vincere".


Un altro fattore da non trascurare per Villeneuve nella sua rincorsa al titolo è senza dubbio la pioggia, che come già visto in passato, può rendere il tedesco ancora più forte se non addirittura imbattibile.


Le previsioni meteo parlano di cielo terso e basse probabilità di pioggia in vista delle prove libere. In molti si saranno chiesti cosa hanno visto i meteorologi di preciso, dato che per tutto il venerdì la pioggia si prende tutta la scena, rendendo impossibile per i piloti girare con gomme d’asciutto sia nella prima che nella seconda sessione di libere.



E' comunque l'occasione giusta per provare le quattro tipologie di gomme che la Goodyear propone in circostanze di pista bagnata: da pioggia intensa, da pioggia forte, pioggia media e intermedie; tenere e dure, scolpite a freccia, in diagonale e a pois:


"E' un gran pasticcio, la pioggia è cambiata almeno tre volte e con tutti quei tipi di gomme da bagnato non si fa a tempo a provarne una che già bisogna cambiare tipo e si ricomincia da capo".


"Che posso dire? Se dovesse piovere poco, sono certo che noi andremmo bene. Ma se dovesse piovere molto la situazione sarebbe critica anche per noi. Tutte le squadre hanno usato differenti tipi di pneumatici e questo spiega le differenze di prestazioni e gli insoliti distacchi di oggi. Ma nel complesso sono ottimista perché abbiamo svolto il programma previsto", commenta Schumacher, anche se il lavoro di ricerca degli assetti durante le prove, lo svolge Irvine, provando tutti i tipi di gomme disponibili, lasciando intatta la dotazione del pilota tedesco.


Non resta che sperare in una schiarita al sabato.


Così è, ma purtroppo per la Ferrari a beneficiarne più di tutti è la Williams: dopo due gare a secco, Villeneuve torna in pole position con il tempo di 1'49"450, ottenuto al suo ottavo tentativo:


"Ho la sensazione che siamo tornati davanti alla Ferrari. Qui posso vincere, la macchina va veramente bene, e con il successo nella corsa il sorpasso in classifica è inevitabile. Sarebbe importante sul piano psicologico scavalcare Schumacher. L'anno scorso provai a disturbare Hill, ma chi è dietro, alla fine, molla, non ce la fa. Non mi piace fare il cacciatore. Preferisco essere la lepre".


Per il canadese sono sette partenze dalla prima posizione in stagione.


Frank Williams ammette che le sue vetture sono tornate ad essere competitive, e sottolinea:


"Se la pista è asciutta, le nostre gomme vanno bene con qualsiasi temperatura. Sono altri a doversi preoccupare. Se Frentzen non avesse picchiato, sarebbe stato in prima fila".


"Io non sono scaramantico e preferisco partire davanti. Su questo circuito si può attaccare, prendere il largo. Ho dato otto decimi a Schumacher, ma cercherò di togliermi subito il problema, staccandolo sin dal primo giro. L'importante è che non piova".


Su un circuito veloce come quello di Spa, torna in auge la Benetton, soprattutto con Jean Alesi, secondo a tre decimi da Villeneuve, mentre Berger dopo aver rotto una sospensione sulla sua vettura, gira per il resto della sessione con il muletto senza trovare il feeling giusto, e si piazza solamente quindicesimo, a tre secondi dal suo compagno di squadra:


"Non ho mai vissuto quest'anno un sabato così, peccato sia arrivato solo adesso. Sono felice, la macchina è perfetta. La Benetton mi chiede una vittoria e voglio centrarla. Per difendere il mio terzo posto nel mondiale".



C’è un abisso tra le due prestazioni anche in Ferrari.


Schumacher con gran fatica conquista il terzo posto sullo schieramento di partenza, dietro Villeneuve e Alesi. Ma quel che è peggio è che il nuovo telaio numero 179, cioè quello alleggerito, si è rotto: per le prove di qualificazione Schumacher utilizza la vecchia macchina.


Durante le prove libere infatti, dopo nove giri compiuti in pista, i meccanici ai box si sono accorti di una crepa sul distanziale tra motore e cambio.


Per precauzione, Ross Brawn preferisce mettere da parte il nuovo telaio in attesa di ulteriori verifiche poiché, mancando solo un'ora e mezzo all'inizio delle qualifiche, non c'era il tempo per fare grandi lavori.


Così Schumacher affronta le prove ufficiali col vecchio telaio.


"Ci siamo accorti di essere lenti nei rettilinei - afferma il leader del Mondiale -, così abbiamo cercato di migliorare le prestazioni lavorando sull'ala posteriore e qualcosa abbiamo ottenuto ma si tratta di un compromesso provvisorio. Adesso spero nel warm up: è lì che dovremo trovare le soluzioni migliori ma certo che il distacco cronometrico è molto elevato. Se farà più caldo avremo sicuramente grossi problemi con le gomme".


"Insomma, è difficile essere fiduciosi, ma non bisogna mai perdersi d'animo. Per le prove e per la gara abbiamo scelto gomme dure, penso sia la soluzione migliore. Io vorrei usare la nuova vettura, spero riescano a metterla a posto per la gara, ma tutto sembra complicato".


"Sono rimasto stupito dalla Benetton: Alesi può finire tra i primi e strappare punti importanti".


La Ferrari decide comunque di utilizzare in gara il motore step 2, dato che grazie alle ultime prove al banco si è raggiunta l'affidabilità necessaria.


Ma se Schumacher ovvia come può alla situazione ed è terzo, Irvine invece è inspiegabilmente diciassettesimo, qualificazione che corrisponde anche alla sua peggiore in assoluto da quando guida per la Ferrari.


Torna a sorridere anche Eddie Jordan, grazie al quarto posto di Giancarlo Fisichella, che precede Mika Hakkinen, vittima di un pauroso incidente in mattinata causato dalla perdita della gomma posteriore sinistra ad una velocità di 300 km/h. Per Mika solo un grosso spavento, che non gli impedisce di piazzarsi in un interessante terza fila per la gara.


Terza fila che verrà messa sotto inchiesta dalla FIA per della benzina giudicata irregolare, retrocedendo la McLaren in ultima posizione e multandola per ben 20 mila dollari, prima di tornare parzialmente sui suoi passi lasciando correre il finlandese sub judice.


Meno brillanti ma comunque nelle zone alte della classifica la Arrows, che stavolta può contare anche sul suo secondo pilota, il brasiliano Pedro Diniz, capace persino di battere Hill qualificandosi ottavo, giusto davanti al campione in carica, il quale in settimana rimane al centro dell’attenzione per via del mercato piloti. Hill infatti rifiuta i due milioni di dollari a stagione offerti dalla McLaren, anche perché alla Arrows ne guadagna sei, e di conseguenza Ron Dennis conferma per la stagione 1998 sia Hakkinen che Coulthard.


Il futuro del britannico invece è ancora da definire.


Festeggia invece la Minardi, che a Spa raggiunge il traguardo di 200 GP disputati.



In vista della gara si prevede il classico meteo incerto che caratterizza le gare sul circuito di Spa, fatto di pioggia ad intermittenza, schiarite, diluvi e ancora schiarite, il tutto magari nel giro di mezz’ora. Se tale scenario dovesse concretizzarsi, allora le carte in tavola potrebbero scombinarsi, in caso contrario, e quindi con pista asciutta per tutta la gara, anche Schumacher è consapevole del fatto che sarà impossibile gareggiare con Villeneuve.


Domenica, il warm-up si svolge su pista asciutta, ma a mezz’ora dall’inizio della gara un violento temporale si abbatte sul tracciato. La pioggia è così intensa che iniziano a formarsi numerosi rivoli e pericolose pozze d’acqua, cosicché il direttore di gara Charlie Whiting decide di far iniziare la corsa sotto il regime di Safety-Car, una novità assoluta nella storia della Formula Uno.



Prima che venga presa questa contromisura al diluvio, o ancora prima che le vetture fossero schierate sulla griglia, Schumacher compie svariati giri con la sua prima monoposto, dopodiché, insieme al team, opta per utilizzare la sua vettura di riserva, settata con più downforce ed equipaggiata del telaio standard. Inoltre, sia lui che Fisichella montano gomme intermedie invece delle full-wet, come hanno fatto le due Williams e Alesi.


Un’intuizione che si rivelerà vincente.


Piccolo contrattempo durante il giro di formazione per Ralf Schumacher: il tedesco perde il controllo della sua Jordan alla curva Stavelot andando a sbattere, quindi deve recarsi il più velocemente possibile ai box per salire sul muletto e prendere parte al via dalla pit-lane.


I piloti dunque effettuano i primi tre giri dei quarantaquattro previsti dietro la vettura di sicurezza, durante i quali i meccanici Ferrari si preparano per un pit-stop fuori programma, per poi tornare a sedersi all’interno dei box; forse nell’evenienza in cui Schumacher volesse montare sulla vettura pneumatici da bagnato estremo.


Allo scoccare del quarto giro, la vera gara ha finalmente inizio.


Schumacher insegue da vicino Alesi e dopo appena un passaggio sul traguardo lo sorprende alla curva Source.



Michael non perde tempo, e alla fine del lungo rettilineo del Kemmel è già pronto a sbarazzarsi anche di Villeneuve, cosa che avviene in effetti alla curva Rivage, con il pilota Williams che non oppone una strenua resistenza, consapevole della netta superiorità del rivale che in questo momento dispone del compound di gomme più adatto, ovvero le intermedie.


Non a caso anche Fisichella non impiega troppo tempo nel superare Alesi, addirittura all’esterno alla curva Les Combes.


La pressione del romano incombe anche su Villeneuve, che però va ai box al sesto giro per passare su pneumatici intermedi; parallelamente, Schumacher guadagna la bellezza di dieci secondi netti sui suoi diretti inseguitori.


La scelta di Villeneuve però non porta nessun vantaggio, perché la pioggia ormai è cessata e la pista si sta asciugando rapidamente; lo dimostra il pit-stop di Alesi che azzarda addirittura gomme d’asciutto, imitato il giro successivo dal compagno di squadra Berger.


Appena uscito dai box il francese non gira con tempi eccezionali, sebbene siano molto vicini a quelli dei piloti che hanno deciso di proseguire con gomme da bagnato.


Il momento cruciale arriva qualche giro dopo, quando gradualmente tutti tornano ai box per montare gomme da asciutto. In tutto ciò, Schumacher è stato in grado di accumulare un vantaggio surreale di 35 secondi su Fisichella.


Deve effettuare di conseguenza un’altra sosta Villeneuve, la cui scelta di rientrare durante le primissime fasi di gara per puntare su gomme intermedie appare ora un grosso errore. Con una sosta in più rispetto agli altri, il canadese si ritrova a metà classifica, distante dalla zona punti.


Quando tutti hanno abbandonato le gomme da bagnato per passare su quelle da asciutto, la situazione è la seguente: Schumacher fa l’andatura in totale solitudine dopo quattordici giri, forte dei suoi 40 secondi di vantaggio su Alesi, secondo davanti a Fisichella, Hakkinen, Herbert e Coulthard, che chiude la zona punti ma deve guardarsi da eventuali attacchi di Frentzen che lo bracca da vicino.


Con pista asciutta, i valori espressi fino al sabato si ripresentano anche in gara.


Frentzen passa Coulthard ed entra in zona punti, poi mette nel mirino Johnny Herbert; Villeneuve nel frattempo si fa strada a centro gruppo sfilando le due Arrows e Jos Verstappen, non senza un’innocua uscita di pista dovuta probabilmente alla frustrazione di trovarsi così lontano dal suo rivale quando per lui si prospettava una facile vittoria tra le Ardenne.



Mentre Coulthard si ritira in seguito ad un testacoda, il suo compagno Hakkinen viene ingaggiato da Herbert e Frentzen, dando vita ad un’accesa lotta per il quarto posto. Bella lotta soprattutto tra Frentzen e Herbert, col pilota della Sauber molto deciso nel chiudere la traiettoria al tedesco, anche se poi deve arrendersi e lasciargli la quinta posizione.


Si ritira anche Ralf Schumacher, al suo terzo fuoripista nel giro di un’ora. L’ultimo lo vede col muso contro le barriere dopo aver perso il posteriore della vettura. Un altro week-end dove il giovane Ralf perde in maniera netta il confronto con Fisichella, il quale svetta tra le primissime posizioni mentre lui stringe un legame fin troppo stretto con le barriere di Spa.


Intorno al venticinquesimo giro inizia il secondo carosello dei pit-stop, aperto da Alesi e concluso da Villeneuve alla trentesima tornata. La situazione rimane pressoché invariata, sennonché il canadese si trova ora in settima posizione non distante da Herbert.


A consentirgli di entrare in zona punti è Alesi, che poco dopo effettua una ulteriore fermata ai box a causa della rottura del distanziale; il francese torna in pista giusto davanti a Villeneuve, che non indugia nel tentare il sorpasso alla curva Les Combes.


Sorpasso che avviene con successo, ed è anche l’ultima emozione della gara, priva di grossi cambiamenti fino alla bandiera a scacchi. Alesi torna di nuovo ai box e perde altre posizioni, Frentzen tenta una pressione velleitaria su Hakkinen per l’ultimo posto disponibile sul podio, Schumacher e Fisichella si godono le ultime battute di gara in completa solitudine, stesso dicasi per Herbert che dopo il notevolissimo podio ottenuto in Ungheria si concede di nuovo il lusso di gareggiare contro i migliori sebbene sia al volante della piccola Sauber.


Alla fine del quarantaquattresimo giro Michael Schumacher taglia il traguardo e vince la quarta gara in stagione, un risultato che alla Ferrari non riusciva dal lontano 1990 con Alain Prost.


Quattro sono anche le vittorie ufficiali del tedesco sulla pista di Spa; rimanendo nell’ambito delle statistiche, il ferrarista è ora ad un successo di distanza nella classifica all-time dai ventisette di Jackie Stewart, a meno cinque da Nigel Mansell, e per concludere, questa è la settima vittoria con la Ferrari, davanti a Gilles Villeneuve e Ickx fermi a sei.



Prestazione strepitosa che stona decisamente con quella che è la gara di Eddie Irvine, ottavo fino all’ultimo giro prima di essere speronato da Pedro Diniz, finendo così in decima posizione:


"Ero sul podio e la mia mente era come svuotata - dichiara Schumacher in conferenza stampa -. Pensavo solo a festeggiare questa vittoria. Per come erano andate le prove libere e le qualifiche ovviamente non ero molto ottimista in ottica gara. In circostanze normali, ovvero con pista asciutta sin dall’inizio, credo che avremmo fatto molta fatica. Invece, grazie alle condizioni del meteo e all’ottima scelta di gomme tutto si è svolto in maniera impeccabile".


"Il cielo si è scurito all'improvviso mentre io ero ancora nei box pronto per andare a schierarmi sulla pista. E' venuto giù il diluvio e abbiamo cambiato completamente la strategia di gara. Invece di andare alla partenza con il telaio 179, mi sono avviato con il 175, cioè con la vettura vecchia che avevo utilizzato sabato nelle qualifiche, perché con la pioggia avrei comunque dovuto fare una sosta in più e non mi sarebbe servito a niente partire con tutta la benzina che era stata messa nel telaio 179. Siccome per svuotarla ci sarebbe voluto del tempo ho preso il telaio 175 che era già pronto con meno benzina".


"I miei tecnici volevano che io partissi con le gomme da bagnato ma io ho deciso di prendere il via con le gomme intermedie. Rischioso, certo, perché la pista era allagata, c'erano pozzanghere che sembravano laghi, ma me la sentivo di guidare così e o ho fatto quella scelta. Anche perché in quel momento all'orizzonte tra gli alberi ho visto uno squarcio di sole tra le nubi e mi sono detto: dura poco Michael, vai così. E ho fatto bene".


"La partenza lanciata dietro la Safety-car è una cosa un po' insolita, ma trovo che abbiano fatto bene. Girando dietro la Safety-car abbiamo spazzato via molta acqua dall'asfalto, altrimenti non so cosa sarebbe accaduto. Penso sia stata una decisione saggia e giusta farci partire in quel modo".


"All’inizio la pista era molto insidiosa, infatti ritengo che partire in regime di Safety-car sia stata la scelta più saggia. Sul tracciato c’erano delle vere e proprie pozze d’acqua che però dopo qualche giro sono sparite. La scelta giusta di gomme e di set-up sono state cruciali affinché io costruissi quel gap importante durante il primo stint, poi non c’è dubbio sul fatto che io riesca a tirare fuori il meglio di me in questo tipo di condizioni".


"Il rischio c'è sempre sul bagnato ma era calcolato. Avrei potuto toccare Alesi ma lo conosco bene, so come guida e lui infatti si è spostato per evitare una collisione. Non poteva fare altro. E' stato corretto. Anche Villeneuve è stato corretto, si è spostato senza zigzagare".


Infine Michael insiste sul fatto che il campionato sia ancora apertissimo:


"Non voglio creare aspettative esagerate. Monza sarà una gara difficile per me anche se stiamo continuando a migliorare. Ma non c'è solo Villeneuve: a Monza potrebbero andare molto forte sia Fisichella che Hakkinen. Ma certo che immagino l'atmosfera che ci sarà. Molto bella ma vorrei dire a tutti: stiamo con i piedi per terra. Se qui non ci fosse stata la pioggia, e la gara fosse stata col sole e sull'asciutto, beh, sarebbe stato molto più difficile per noi, non dimentichiamolo".


"Montezemolo a gennaio si augurava quattro vittorie, e quattro sono, ma non è questo il mio obiettivo, a me non basta. E' tutto aperto, adesso ho dodici punti di vantaggio su Villeneuve ma mancano cinque gare difficili, la situazione non è per niente definita".


Durante il week-end Eddie Jordan aveva insistito sul fatto che Fisichella avrebbe guidato la sua auto anche nella prossima stagione, a dispetto delle dichiarazioni della Benetton e di Briatore che davano ormai da qualche settimana l’affare in dirittura d’arrivo. Il team manager perderà la sua battaglia, ma almeno può godersi le prestazioni del romano fino alla fine del campionato.


Giancarlo, dopo il terzo posto in Canada, conquista il suo secondo podio in carriera, su una pista dove non aveva mai corso sino ad ora:


"E’ il mio secondo podio, ma ancora non riesco a crederci. Michael era troppo veloce all’inizio per me, ma devo dire che il team ha fatto davvero un gran lavoro. Ora devo provare a vincere, anche se sarà dura".


Dopo queste parole c’è un piccolo siparietto con Schumacher, che con qualche pacca sulla spalla gli dice scherzando di andare con calma.


Poi Giancarlo fa una dedica speciale:


"Dedico al mio nipotino questo secondo posto, lo hanno operato recentemente al cuore. Ora è a casa e sta bene, ma voglio salutarlo".


Sebbene il sesto posto finale si trasformi in un quinto in seguito alla squalifica di Hakkinen, giunto terzo ma estromesso una settimana dopo dalla classifica perché la benzina a bordo della sua McLaren viene giudicata definitivamente irregolare (con Frentzen che quindi non festeggia sul podio ma coglie solo successivamente il terzo posto), Jacques Villeneuve è a rigor di logica colui che lascia con un misto di rabbia e delusione il Belgio, non senza qualche critica alla direzione gara:


"Ci sono state corse nelle quali la pioggia era anche più forte di questa volta, e nessuno allora aveva sentito il bisogno di utilizzare la Safety-car. Quando ci hanno esposto il cartello che segnalava cinque minuti alla partenza, non si potevano più cambiare le gomme. Poi ci hanno fatto sapere che non ci sarebbe stata una partenza regolare ma che avremmo dovuto seguire la Safety-car, e ciò è avvenuto non per uno solo, ma per ben tre interminabili giri".


"Noi non avevamo commesso un errore a montare le gomme da pioggia in quel momento, non è stata una scelta sbagliata. Se Schumacher avesse dovuto scattare subito con gli pneumatici intermedi avrebbe avuto grossi problemi".


"In più siamo partiti senza sapere quanti giri avremmo fatto con la Safety-car. Con un avvio regolare, Schumacher avrebbe avuto grossi problemi in rettilineo. E la corsa poteva cambiare. E poi: se chi aveva le gomme intermedie non ha avuto difficoltà sin dall'inizio, era proprio necessario ricorrere alla Safety-car?"


"Il distacco in classifica si è fatto pesante, ma io so di disporre di una vettura molto veloce. La Williams sull’asciutto era perfetta e probabilmente una delle poche monoposto che non avrebbe messo in crisi gli pneumatici. Infatti quando la pista si è asciugata, io e Frentzen eravamo i più rapidi in pista. Voglio essere ottimista per il futuro, non ci saranno sempre condizioni di tempo incerte. Anche se temo che a Monza, oltre alla Ferrari, ci saranno altri avversari coi quali battagliare: Jordan, McLaren e Benetton".


Anche Frank Williams, scontento per la scelta di Charlie Whiting, esprime il suo disappunto ai giornalisti inglesi:


"Il delegato FIA aveva parlato di due giri con la Safety-car e invece ne hanno fatti tre".


Ma le accuse inglesi non sono finite: c'è il caso Hakkinen, che nei giri con la Safety-car prima è uscito di pista e poi, per riguadagnare la giusta posizione di partenza, ha sorpassato Diniz e Frentzen:


"E' scorretto", dice il pilota Williams.


E lo pensa anche Briatore, portavoce della Benetton, furibondo:


"Prima la benzina, poi il doppio sorpasso quando non poteva. Beato Hakkinen, che non gli succede mai niente. Ed è assurda la storia della Safety-car: in Giappone, nel 1994, rimase in pista un solo giro. Se sapevo che ci stava dodici minuti, mettevo le intermedie".


Sessantasei punti per Schumacher e cinquantacinque per Villeneuve.


Il tedesco effettua un altro strappo importante in classifica, sperando che questo possa non essere reso vano da complicazioni come lo sono state in precedenza il ritiro a Silverstone o la crisi di gomme patita in Ungheria.


Dopo una prestazione di livello assoluto, gli elogi per il tedesco piovono da tutte le parti, e ovviamente non possono mancare quelli di Luca Cordero di Montezemolo:


"Grandissimo. Ripenso spesso alle polemiche quando lo prendemmo, poiché affrontammo grossi investimenti. Beh, avevamo ragione. lui ha preso il meglio dei campioni del passato, ed in più, rispetto agli altri ha la capacità di reggere il massimo ritmo dal primo all’ultimo minuto. Non molla mai, e sbaglia pochissimo".


Poi uno sguardo alla classifica:


"Siamo contenti, ma la strada è ancora molto lunga, abbiamo undici punti di vantaggio, tanti, ma l’errore più grosso sarebbe mollare la presa proprio ora, credendo di avercela già fatta. Abbiamo vinto una battaglia, non la guerra. Il mondiale è duro, ogni gara è sempre più insidiosa, e basta un niente per compromettere la corsa al titolo".


Un’altra battaglia vinta in una guerra che per ora li vede vincitori. Montezemolo ha ragione, la strada è ancora lunga e la Williams rimane la vettura da battere in condizioni normali; la prossima battaglia però, il Cavallino la combatterà in casa, tra le mura amiche dello storico Autodromo di Monza.


Davide Scotto di Vetta

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