#15 1982: GP di Svizzera, Keke Rosberg vince a Digione e si invola verso il titolo mondiale



Pubblico eccezionale, con oltre 30.000 persone che hanno pagato un biglietto da tremila lire italiane per ogni ordine di posti, tifo sfrenato per la Ferrari, qualche problema di ordine pubblico e breve sospensione delle prove per evitare pericolose esuberanze degli spettatori: in questo cornice, mercoledì 18 Agosto 1982 l'autodromo di Monza vive la prima giornata di prove libere.


In pista sono presenti soprattutto quattro pretendenti al titolo mondiale, la Renault di Prost, la McLaren di Lauda, la Williams di Rosberg e la Ferrari appunto di Tambay.


I piloti provano sia durante la mattina che nel pomeriggio, ma è Tambay, con la Ferrari, che nel tardo pomeriggio strappato un 1'32"29 che polverizza il record ufficiale, ottenuto in prova nel 1981 da Arnoux con 1'33"467. Secondo tempo cronometrato quello di Prost, con 1'32"50, poi Lauda 1'34"84. Più lento Rosberg con 1'36"50, ma la Williams ha curato soprattutto la messa a punto della vettura.


Giovedì 19 Agosto 1982, le persone che assistono alle prove diventano 40.000, ed una presenza tanto massiccia di pubblico dà evidentemente la carica anche ai piloti, dato che si scatena Alain Prost che con la sua Renault turbo abbassato il primato ufficioso della pista ottenuto il giorno prima da Tambay con la Ferrari.


Il francese gira in 1'31"47 alla media di 228,196 km/h. Anche Tambay, mal grado il riacutizzarsi di un dolore alla spalla provocato dalle vetture senza sospensioni che lo ha costretto a sottoporsi alle cure del massaggiatore dell'Inter, Della Casa, scende sotto il suo precedente limite con 1'31"79.


Per l'occasione la Ferrari manda in pista una monoposto quasi completamente nuova: telaio modificato, più rigido ed irrobustito, nuovi attacchi delle sospensioni e cambio longitudinale.


Girano anche Lauda con la McLaren in 1'34"27, Rosberg in 1'36"40, e Arnoux che prova solo nel pomeriggio ed ottiene 1'32"77.


Terminati i test a Monza, lunedì 23 Agosto 1982 a Maranello sono tutti impegnati nel lavoro, dall'ingegner Enzo Ferrari ai tecnici al meccanici, in vista del Gran Premio di Svizzera, in programma domenica 29 Agosto a Digione.


Tutti meno Patrick Tambay.


Il francese soffre per un noioso disturbo muscolare di origine reumatica, e non può provare le vetture per la gara, che partono per Digione senza essere collaudate a Fiorano.


Nel mentre, da Parigi arrivano buone notizie su Didier Pironi: il francese migliora di giorno in giorno, con un recupero che lascia stupiti.


Ma la sfortuna accompagna quest'anno la Ferrari.


Dopo il tragico incidente di Villeneuve e il terribile infortunio di Pironi, la casa di Mannello corre il rischio di non poter schierare domenica nel Gran Premio di Svizzera neppure una macchina, dato che Patrick Tambay è sofferente, e teme di non riuscire a guidare.


"Pensavo che rimanendo a riposo il male passasse. Per tale motivo avevo evitato i consueti collaudi a Fiorano, invece l'infiammazione, probabilmente provocata dalle vibrazioni di queste vetture senza sospensioni, non accenna a svanire. Sono talmente indolenzito che ho perso la sensibilità alla mano destra. Inoltre, non dormo e questo è un altro problema".


Confessa il francese, al suo arrivo da Cannes.


Dopo i test condotti a Monza, Tambay si è sottoposto a tutte le cure possibili, dall'agopuntura alla talassoterapia, all'applicazione di pomate antinfiammatorie, a impacchi, ma, per il momento, non si sono registrati risultati positivi.


"Stamane controllerò le mie reazioni durante le prove. Sono disposto a farmi praticare un'iniezione di novocaina per non sentire questa terribile fitta alla schiena e al braccio. Ma, in ogni caso, non sarò al cento per cento, e soprattutto ho paura di non poter gareggiare".


Per altro, le previsioni meteorologiche sembrano non esser buone; sembra che la pioggia, che già giovedì con diversi temporali si abbatte nella zona di Digione, possa continuare. Se le qualificazioni si disputassero con pista bagnata, i maggiori vantaggi toccherebbero a Keke Rosberg, che potrebbe così annullare l'handicap nei confronti dei motori turbo, e soprattutto valorizzare la sua abilità di guida sull'acqua.


Il finlandese è un autentico campione in fatto di acrobazie sui circuiti scivolosi, e ha vinto la sua unica gara di Formula 1 - non valida per il campionato mondiale - a Silverstone tre anni prima, sotto un temporale.


Il pilota della Williams, del resto, viene ormai considerato da tutti il favorito nella lotta per il titolo, visto che gli basteranno due buoni piazzamenti per superare Pironi. I suo maggiori rivali potranno ancora sperare solo se vinceranno almeno due delle tre corse in calendario.


Passa un solo giorno, e venerdì 27 Agosto 1982 le probabilità che la Ferrari possa disputare il Gran Premio di Svizzera si affievoliscono. O, almeno, è difficile che Patrick Tambay sia in grado di completare la gara. Le condizioni del francese, infatti, non sono per il momento migliorate, ed una decisione verrà presa in extremis.


Ma, salvo un miracolo, non c'è il tempo materiale per sperare che il trentatreenne parigino riesca a debellare l'infiammazione vertebro-cerebrale che l'ha colpito durante le prove libere condotte a Monza.


Tambay scende in pista sia per il test della mattinata che per il primo turno di qualificazione con uno speciale collare protettivo, per evitare il contatto del casco con la parte dolorante e poi, addirittura, con dei tiranti attaccati al telalo per mantenere ferma la testa, ed ottiene, con estrema difficolta, il nono tempo.

"Purtroppo non sono all'altezza delle prestazioni della macchina. La vettura va benissimo e sarebbe potuta essere più avanti. Io però non mi sento a posto, non posso guidare con disinvoltura e soprattutto temo di non essere in grado di resistere alla fatica della corsa".


Il francese è stato visitato da diversi medici specialisti, uno parigino, uno di Lione e un altro di Cannes, ma la diagnosi è unanime: si tratta di uno schiacciamento tra la sesta e la settima vertebra che, abbassandosi, hanno coinvolto il nervo radiale del braccio destro.


Il pilota sente, oltre a un forte dolore, anche l'arto intorpidito, soprattutto manca di sensibilità al pollice e all'indice:


"Non è una cosa grave, e non corro il pericolo di un aggravamento. L'unico problema è che per guarire dovrei restare a riposo assoluto. Sono veramente dispiaciuto per la Ferrari che meritava di concludere la stagione in un'altra maniera. Io farò tutto il possibile per cercare di gareggiare, ma in ogni caso non sarò fisicamente al cento per cento".


E' ovvio che questa situazione, con l'impossibilità di difendersi da parte della Casa di Maranello per cercare di arrivare in qualche maniera al titolo mondiale, o di mantenere il primo posto di Pironi, ridà vita a voci incontrollate secondo le quali la Ferrari avrebbe tentato di ingaggiare qualche pilota per questo finale di stagione.


Da fonti inglesi si assicura che è stata fatta una grossa offerta ad Alan Jones - si parla di mezzo milione di dollari - per disputare qualche gara, ma l'australiano non ha accettato.


E si riparla di Mario Andretti, che potrebbe essere utilizzato a Monza, ma Marco Piccinini, il direttore sportivo, smentisce.


A dire il vero Piccinini aveva anche sostenuto di non avere mai avuto colloqui con Alain Prost, il quale invece ammette, dopo aver firmato il contratto per la Renault, di aver avuto dei colloqui con l'esponente della Ferrari.


Il piccolo francese, con il cuore leggero avendo risolto il problema per il futuro, avendo firmato un contratto da prima guida con diritto di veto sulla scelta del secondo pilota, in qualifica attacca a fondo e ottiene il miglior tempo davanti al compagno di squadra René Arnoux.


Fra i due continua a correre cattivo sangue, e nel secondo turno si assisterà certamente ad una battaglia in famiglia per la pole position.


Nessuno, infatti, appare in grado di mettere in pericolo la supremazia della Renault, che usa questa pista per la maggioranza delle sue prove e sulla quale gli pneumatici Michelin radiali si dimostrano più competitivi delle coperture Goodyear. Il fatto che le gomme americane siano in difficoltà è dimostrato dal clamoroso piazzamento di Niki Lauda in terza posizione, davanti alla Brabham turbo di Patrese. L'austriaco è bravissimo, e il circuito forse si addice più ai motori aspirati grazie alle molte curve in appoggio, ma non è pensabile che le macchine dotate di propulsori sovralimentati possano essere battute solo per l'abilità di guida.


"A questo punto credo di essere in corsa per il titolo mondiale. Non sono molto staccato da Pironi, e neppure dagli altri miei rivali. Se dovesse andarmi bene, dopo aver vinto due corse quest'anno, potrei guadagnare anche la terza. E in questo caso sono convinto che a Monza e a Las Vegas potrò giocarmi il titolo con dei piazzamenti".


Basta del resto scorrere la classifica provvisoria per rendersene conto: dietro a Lauda troviamo Patrese, poi De Cesaris, Piquet, Rosberg, Giacomelli, Tambay e Watson, tra le prime dieci posizioni. In ogni caso le Alfa Romeo sembrano migliorate anche a livello di macchina, e questo può far prevedere la possibilità di disputare una buona corsa.


Sabato 28 Agosto Tambay si prende una giornata di riposo, partecipando solo alle prove libere della mattinata nel corso delle quali registra uno degli ultimi tempi. Poi, alle ore 12:00, il francese torna in albergo per riposare e continuare le terapie con le quali si spera di combattere, almeno parzialmente, le conseguenze dell'infortunio che l'ha colpito.


"Tambay è stato visitato dal professor Devic di Lione, che ha confermato le precedenti diagnosi. Si tratta di un'infiammazione cervico-brachiale che gli procura forti dolori al collo e alla spalla, e una notevole insensibilità alla mano e al braccio destro. Abbiamo fatto tutte le considerazioni necessarie, e abbiamo preferito lasciarlo inattivo. Intanto cambiare un posto o due nello schieramento di partenza su questo circuito non è determinante. Faremo un test in mattinata, dopodiché prenderemo una decisione".


Ammette il direttore sportivo della Ferrari, Marco Piccinini.


Nel frattempo, Piccinini ammette che ci sono stati, e ci sono ancora contatti, con alcuni piloti per provare ad ingaggiarli in vista delle due ultime gare da disputare a Monza e Las Vegas, ma non fa nomi, precisando che qualcuno degli interessati attualmente è impegnato in altre scuderie.


Ricorrono le solite indiscrezioni, ma l'unico punto fermo è che il prescelto dovrà avere una certa esperienza. Certo, è molto difficile che si trovi una soluzione, in quanto ci sono contratti da rispettare con le squadre e gli sponsor. Molto dipenderà dal risultato della gara di Digione che, se dovesse dare un risultato miracolosamente positivo, farebbe intensificare gli sforzi.


Il secondo turno di qualificazione non modifica sostanzialmente lo schieramento di partenza. Le Renault non tentano neppure di migliorare i loro tempi, e provano solo le gomme da corsa. In compenso negli allenamenti liberi Arnoux distrugge una vettura finendo contro un guard-rail.


Patrese supera Lauda inserendosi al terzo posto: l'austriaco non scende in pista perché non ritiene che ci fossero possibilità di difesa. Il salto più lungo in avanti è compiuto da Derek Daly, che dalla tredicesima posizione passa alla settima, precedendo il compagno di squadra Rosberg.


Un grattacapo in più per Frank Williams: l'irlandese, non riconfermato per il 1983, si divertirà magari a togliere punti preziosi al finlandese, che punta a scavalcare Pironi nel mondiale.


Domenica 29 Agosto 1982 mancano pochi minuti alle ore 10:00, ed i bolidi della Formula 1 sono pronti ad entrare in pista. Mezz'ora di tempo per mettere a punto le vetture per la gara, si provano gli assetti, le gomme, gli ultimi particolari. Già i motori rombano assordanti con i piloti a bordo, le visiere dei caschi abbassate, e una folla di curiosi stringe d'assedio, come al solito, lo stand della Ferrari. La monoposto rossa è pronta a scendere in pista, attorniata dai meccanici, ma l'abitacolo è vuoto.


L'ingegner Carletti dà le disposizioni:


"Allora, pronti ad effettuare un cambio di pneumatici velocissimo come se fosse in corsa: la macchina entra nei box e voi vi precipitate con le pistole pneumatiche".


Le parole si spengono sulla bocca del tecnico toscano, lasciando spazio ad un'esclamazione. Tutti aspettano Patrick Tambay, ma arriva Marco Piccinini, direttore sportivo della Casa di Maranello. Ha in mano un pacco di foglietti, le copie di un comunicato. Subito s'intuisce che le notizie non sono buone.


Ed infatti questo è il testo del documento:


"A seguito del persistere della nevralgia cervico-branchiale destra, Patrick Tambay ha chiesto di non partecipare al Gran Premio di Svizzera. La Ferrari ha quindi informato le autorità sportive che la propria vettura numero 27 non potrà prendere la partenza della gara. Tambay si sottoporrà durante i prossimi giorni ad ulteriori trattamenti medici, e i programmi tecnici della squadra saranno modificati in conseguenza".


Piccinini spiega ancora:


"Patrick è un professionista, non ha voluto rischiare per sé e soprattutto per gli altri. Non era a posto, il dolore è persistente e ha ritenuto opportuno rinunciare. Adesso farà ulteriori esami e tenterà una terapia intensiva. Con tutta probabilità, potrà essere presente a Monza, fra due settimane. Su questo punto abbiamo dati per essere abbastanza ottimisti".


Nel frattempo Tambay parte per Losanna, dove viene ricoverato al centro ospedaliero universitario cantonale. Sarà il professor Regli, un neurologo specialista di origine italiana, a prenderlo in cura.


Ancora una corsa, dunque, senza la Ferrari.


I dirigenti della squadra stanno facendo tutto il possibile per schierare due macchine a Monza, una con Tambay e l'altra con un pilota sul cui nome attualmente è difficile fare delle previsioni. Circola quello di Keegan, ma ogni illazione è campata in aria, i tempi stringono ed entro poche ore dovranno essere prese delle decisioni.


Il caso Tambay, tuttavia, ripropone delle considerazioni.


Il transalpino aveva già avuto dei problemi analoghi nel '73, dopo un grave incidente di cui fu protagonista in una gara di Formula Renault. Da allora, però, le sue vertebre non avrebbero destato preoccupazioni. E' probabile che le sollecitazioni cui sono sottoposti i piloti al giorno d'oggi, con forze centrifughe impressionanti, con gli scuotimenti fortissimi dovuti alla quasi completa assenza di ammortizzatori sulle macchine, abbiano provocato il malanno, sorto dieci giorni orsono dopo due giorni di prove a Monza.


Da allora il pilota francese è passato per le mani del suo medico personale omeopatico, di massaggiatori, e di alcuni specialisti.


Forse era meglio agire subito radicalmente e non si sarebbe arrivati all'ultimo momento a prendere una decisione sportivamente molto dolorosa, perché la rinuncia è costata con tutta probabilità alla Casa di Maranello la possibilità di lottare per il titolo mondiale.


Se c'era ancora un lumicino di speranza, questo ora si è sicuramente spento.


Anche perché The flying finnish, il finlandese volante, come Keke Rosberg viene definito dai suoi tifosi, si aggiudica a sorpresa il Gran Premio di Svizzera, e balza nettamente in testa alla classifica mondiale superando Didier Pironi, impossibilitato a difendersi.


Un successo meritato per il coraggio, l'abilità, la generosità sempre dimostrate dal pilota della Williams, propiziato però dal solito cedimento finale della Renault, che aveva dominato la corsa con Prost e Arnoux.


La gara è bella ed avvincente.


Al via René Arnoux prende il comando seguito da Alain Prost, Riccardo Patrese, Niki Lauda e Keke Rosberg, ma già alla fine del primo giro Prost supera Arnoux sul breve rettilineo, mentre Nelson Piquet scavalca sia Rosberg e Lauda, portandosi al quarto posto.


Al quarto giro il brasiliano supera anche il compagno di scuderia Patrese, e si mette all'inseguimento delle due Renault. Nel frattempo rimonta anche Rosberg, che supera prima Lauda poi lo stesso Patrese, ponendosi così dietro al brasiliano della Brabham.


Nelson Piquet, che sfrutta la strategia del rifornimento in gara, si avvicina e passa Arnoux all'undicesimo giro. Il rifornimento giungerà al quarantesimo giro e durerà quattordici secondi, consentendo a Piquet di rientrare al quinto posto, dietro alle due Renault, a Rosberg e a Lauda, ma davanti a Patrese.


Il finlandese e l'austriaco danno vita a un bel duello: Niki riesce a portarsi sino a pochi metri dai rivale e a minacciarlo, ma a partire da tre quarti della gara la sua McLaren comincia a perdere terreno per colpa di un cerchione sbilanciato, che procura una forte vibrazione alle ruote anteriori.


A questo punto Lauda, saggiamente, pensa solo a condurre in porto il piazzamento.


Al cinquantunesimo giro Rosberg sfiora la collisione al momento del doppiaggio dell'Alfa Romeo di Andrea De Cesaris, che prende parte alla gara in non perfette condizioni fisiche a causa di una tonsillite, e due giri dopo passa Arnoux, ponendosi al secondo posto.


Nel mentre, anche Alboreto e Patrese entrano quasi in contatto: il padovano difende il quinto posto ed alla fine Michele, dopo aver tentato più volte il sorpasso, finisce in testacoda, perdendo il contatto a favore di De Angelis che riuscirà a cogliere un punto grazie alla sesta posizione.


Il francese rientra poco dopo ai box, per effettuare un rabbocco di carburante: la sua Renault non dispone più di un motore performante, ma il transalpino è convinto che ciò dipendesse da una mancanza di benzina.


Il finale darà una dura botta alle ambizioni della Renault. A otto giri dal termine, quando Rosberg in verità si è già sensibilmente avvicinato al due battistrada, Arnoux rallenta all'improvviso e viene superato. Immediatamente dopo, il francese entra ai box per fare rifornimento di benzina, pensando che il difettoso funzionamento del motore dipendesse dalla mancanza di carburante. Ma, rientrato in pista, è costretto all'abbandono nel corso del settantacinquesimo passaggio, a causa di un malfunzionamento dell'impianto di iniezione.


Nel frattempo anche Prost comincia a perdere il proprio vantaggio vistosamente, anche a causa di una minigonna che si rompe a due giri dal termine, permettendo a Rosberg di arrivare alle sue spalle.


Nel corso del penultimo giro, nella parte interna del circuito Prost si allarga come per invitare Rosberg al sorpasso.


Ed infatti Rosberg si infilato e passa in testa.


Alla tornata successiva, mentre tutti attendono la bandiera a scacchi, il direttore di corsa non si muove. I responsabili della Williams si precipitano dunque a protestare, ma invano. Cosi Rosberg è costretto a sospirare ancora per 3800 metri, la lunghezza del circuito completa, per aggiudicarsi la sua prima vittoria In Formula 1 dopo quarantanove corse. Dietro di lui, ma tutti non troppo felici, sfilano Prost, Lauda, Piquet, Patrese e De Angelis.


Il finlandese taglia per primo il traguardo al termine di una gara che non ha lesinato le emozioni, con una incredibile lotta per tutte le posizioni, alimentata soprattutto dai piloti italiani. Ancora una volta il vecchio motore aspirato ha avuto ragione dei turbo, e ancora una volta la Ferrari ha mancato, considerati i risultati delle ultime corse, un possibile successo o comunque un piazzamento.



Con un avversario in meno, Keke Rosberg ha disputato una prova irruente e anche fortunata. Ha rischiato di finire fuori pista per un sorpasso con De Cesaris già doppiato, ed ha attaccato senza risparmiarsi. La Williams ha risposto alla perfezione alle sue sollecitazioni, dimostrandosi una macchina affidabilissima.


Del resto basta fare i conti: Rosberg ha nove piazzamenti sinora all'attivo, considerando che non ha preso parte al Gran Premio di San Marino ed è stato squalificato in Brasile per la famosa questione delle vetture sotto peso. Su quattordici gare disputate, dunque, un bilancio più che lusinghiero, che giustifica la sua posizione di leader.


Si può dunque dire che Keke Rosberg ha messo una grossa ipoteca sul titolo mondiale 1982. Il Gran Premio di Svizzera non solo ha portato il finlandese in vetta alla graduatoria con 3 punti di vantaggio su Pironi, ma ha anche ridotto a quattro, lui compreso, il numero del piloti che hanno ancora la possibilità di conquistare il titolo iridato. Tolto di mezzo ormai l'infortunato conduttore della Ferrari, solo Prost, Lauda e Watson hanno la possibilità teorica di superare il rivale della Williams.


In teoria neppure un secondo posto a Monza darebbe il successo matematico a Rosberg se uno dei suoi avversari diretti vincerà il Gran Premio d'Italia, Soltanto se il finlandese dovesse ritirarsi tra due settimane sulla pista monzese, o se comunque non raccogliesse punti, il titolo potrebbe essere rimesso in gioco. In caso contrario anche lo stesso Prost, che è attualmente il meglio piazzato degli inseguitori, dovrà, sperare in due vittorie successive in altrettante corse ancora da disputare per potersi inserire al primo posto.


Tutto, insomma, gioca a favore del nuovo leader della classifica mondiale.



Il vincitore distribuisce sorrisi a tutti, ma le sue dichiarazioni sono molto pacate:


"Non ho ancora vinto, perché mancano due corse. Non mi sentirò tranquillo né a Monza, né a Las Vegas. Non mi importa moltissimo di aver vinto finalmente una corsa, ma mi interessa soprattutto il titolo mondiale. Sapevo che prima o poi ci sarei arrivato".


Particolarmente interessante il commento di Frank Williams:


"Rosberg magari diventerà Campione del Mondo, ma sarà un campione terribile soltanto il prossimo anno. Sta infatti maturando, e io credo che abbia le doti e il talento per entrare nella storia dell'automobilismo".


René Arnoux, appena rientrato ai box, arrabbiatissimo, rilascia dichiarazioni non troppo lusinghiere nei confronti della sua squadra:


"Mi hanno detto che è stata colpa della pompa della benzina; ma io non ho potuto verificare. L'unica cosa che so di certo è che se la macchina avesse funzionato sino in fondo avrei potuto conquistare nove punti perché Rosberg non mi avrebbe mai superato. Se in corsa fosse rimasto anche Prost, però, l'avrei lasciato vincere, perché questi erano ormai gli accordi".


Laconico il commento del suo compagno di squadra, Alain Prost:


"Ho accusato subito del problemi a una minigonna. Poi verso la fine della corsa, proprio a causa di questi problemi mi sono intraversato sulla pista. La manovra ha rovinato ulteriormente la parte aerodinamica della vettura, che è diventata inguidabile. Ho dovuto cedere a Rosberg senza potermi difendere. Comunque il secondo posto è meglio dei mancati arrivi".


Se Rosberg non ha avuto la mano leggera nei confronti di De Cesaris ("Quando mi ha ostacolato nel sorpasso ha compiuto un'azione scriteriata ed ero disposto a buttarlo fuori pista"), non mancano neppure scambi vivaci fra i piloti italiani.


Infatti, Alboreto accusa Patrese di averlo ostacolato per buona parte della gara:


"Non mi lasciava mai passare, e alla fine mi ha anche buttato fuori pista. E' sempre il solito, pensa solo a se stesso e riesce anche ad essere scorretto".


E Patrese replica dicendo:


"Alboreto non ce la faceva a passarmi e ha tentato in maniera irregolare, sbagliando la valutazione. E' finito fuori pista, in testacoda, la colpa è soltanto sua".


Prima che iniziasse la corsa, verso le ore 12:00 tutti gli uomini della Ferrari lasciano il circuito: è un ritiro mesto, quasi doloroso.


Smontati i tendoni e caricati i van, il team modenese lascia Digione con un carico di sospiri e di rammarichi.


Ci sarà molto da fare nei prossimi giorni, ma l'obiettivo della stagione, il titolo mondiale, è ormai definitivamente sfumato; al massimo si potrà ancora lottare per quello dei costruttori, ma non è altrettanto prestigioso.


I responsabili della squadra italiana sono ora chiamati a un compito molto impegnativo: trovare un pilota per fargli disputare le ultime due corse. Infatti non è sicuro al cento per cento che Patrick Tambay possa completare la stagione, anche se ci sono ragionevoli speranze.


Ovviamente la ricerca di un sostituto provvisorio non è facile, e l'ultimo nome fatto è quello dell'inglese Rupert Keegan che attualmente corre con la March. Si tratta di un pilota con una certa esperienza, ma non certo un fuoriclasse; comproprietario di una compagnia aerea, Keegan ha svolto la sua attività in Formula 1 saltuariamente.


Non restano tuttavia molte altre possibilità.


Sembra sempre più difficile, infatti, un accordo con Carlos Reutemann, l'unico pilota ancora a disposizione in grado di garantire un certo livello di professionalità, e non è neppure escluso che la Ferrari, visto il risultato del Gran Premio della Svizzera, decida di rinunciare, per cause di forza maggiore, a disputare le ultime due prove.


Simone Ghilardini

Info Cookie

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy nella pagina Info, o inviando una e-mail a staffosservatoresportivo@gmail.com Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie.