#14 1982: GP d'Austria, Elio De Angelis vince in volata su Keke Rosberg



Venerdì 13 Agosto 1982 la zona circondante il circuito di Zeltweg è già un immenso accampamento. Ci sono tifosi dappertutto, nei boschi, nei prati, contro le reti. E sono per la maggioranza italiani, questi incredibili, irriducibili appassionati dello sport del motore che dopo la vittoria di Patrick Tambay, e soprattutto il successo della Ferrari ad Hockenheim, corrono a vedere il Gran Premio d'Austria con la speranza che il pilota francese e la macchina di Maranello ripetano l'impresa.


Tutti sono convinti che la Ferrari in un modo e nell'altro possa conservare questo titolo cui è arrivata tanto vicino, e che è già costato immensi sacrifici: o riuscire a mantenere Didier Pironi in testa alla classifica, o tentare di mandare avanti il solo pilota a disposizione in questo momento. A calmare gli animi dei tifosi ci pensa però l'ingegner Forghieri, che sta con i piedi saldamente appoggiati a terra, da tecnico concreto e realista qual è:


"Questa è pura fantascienza, noi possiamo solo vivere alla giornata, di corsa in corsa. Dovremo non soltanto badare ai nostri risultati, ma anche a quelli degli avversari. E con una macchina sola. Impossibile, ci vorrebbe un miracolo. Noi comunque faremo tutto quello che ci riuscirà: la vettura va bene, tenteremo di scegliere nuovamente le gomme giuste".


A chi gli chiede quale sarà il compito di Tambay, Forghieri risponde:


"Per Patrick sarà durissima. Tanta responsabilità e anche tanta fatica fisica. In questi due giorni di prova dovrà fare i test per un numero incredibile di pneumatici".


Il tecnico ha simpatia per Tambay, si è accorto che è un ragazzo serio, un pilota preparato e probabilmente lo vorrebbe confermare sin d'ora per il prossimo anno, ma queste sono decisioni che verranno prese a Maranello. Per adesso il transalpino deve pensare a correre nelle quattro corse che restano da disputare.


"Non penso a nulla, al titolo mondiale non ho mai pensato in vita mia. E' già difficile così, senza obiettivi. Guidare per la Ferrari non è uno scherzo, hai gli occhi di tutti puntati addosso".


Sulle spalle di Tambay incrociano anche gli sguardi dei rivali.


In particolare di Prost, Arnoux, Piquet e Patrese, i quattro piloti che, disponendo di macchine con motori turbo, possono essere considerati fra i maggiori favoriti nella lotta per il titolo. Tutti ora temono il confronto, e il brasiliano che è intelligente, appena giunto a Zeltweg mette le mani avanti:


"C'è un caldo infernale. I nostri motori turbo Bmw temono le temperature elevate. Se continua con questo caldo, domenica finiamo tutti arrosto e magari vince Watson. Oppure Laffitte, come lo scorso anno".


Nella zona del circuito il sole sembra infuocato: nel pallone pressostatico riservato alla sala stampa vengono misurati sessantacinque gradi, e pare di essere in una sauna; le previsioni dicono che nei prossimi giorni potrebbe fare anche più caldo. Un problema in più per Niki Lauda che giovedì 12 Agosto 1982, dopo un'ultima visita dello specialista, il professor Polgenfurst, riceve il nulla osta per tentare di gareggiare nel Gran Premio d'Austria.


"I medici mi considerano clinicamente guarito, ma sarà necessario vedere se riuscirò a spostare la leva del cambio senza dolori".


Quante effettive possibilità ha la Ferrari di conservare il primo posto nel mondiale con Pironi, e di conquistarlo con Tambay? Sono molto poche: per la Casa di Maranello il futuro non è così roseo come potrebbe sembrare. Nessuno vuole concedere alla Ferrari una vittoria, meritata, ma troppo facile. Tutti vogliono combattere per contrastare il passo della scuderia italiana.


Tambay ha esattamente 16 punti, risultato di tre piazzamenti che il pilota ha ottenuto dopo il suo esordio in Olanda. Quattro punti li ha conquistati in Gran Bretagna, tre in Francia e quindi il successo in Germania. Per andare oltre Pironi, il bravo Patrick dovrebbe quindi conquistare almeno 25 punti in quattro corse che restano da disputare.


Sono tanti, se si considera che Tambay dovrebbe trovarsi almeno un paio di volte primo e piazzarsi sempre nelle altre gare. Dunque una marcia difficile, quasi impossibile.


Il candidato numero uno alla successione di Piquet è Prost, a quota 25 punti.


Il francese è favorito semplicemente perché è il primo, nella classifica generale, fra i piloti con una vettura turbo. Per fare ciò, il piccolo Alain dovrebbe arrivare almeno a quota 40, cioè superare di un punto Pironi. Quindi deve prendere 15 punti: gli basterebbe un secondo e un primo posto. In quattro corse non è moltissimo per una vettura che in diverse occasioni ha dimostrato la sua superiorità.


Gli altri favoriti sono Watson, fermo a 30 punti, e Rosberg, a 27.


Ad entrambi basterebbero due o tre piazzamenti molto buoni, dal secondo al terzo posto. Poi c'è Lauda a quota 24 punti, Patrese a quota 19 insieme ad Arnoux, e Piquet, anche lui nella possibilità matematica di conquistare il titolo con 16 punti.


Un vero rebus, un rompicapo che domenica 15 Agosto 1982 potrebbe essere già risolto qualora uno dei favoriti riuscisse a vincere. Per la Ferrari sarebbe un gran gioco che ogni corsa riservasse un vincitore diverso. Se nessuno dei candidati, infatti, riuscirà a conquistare almeno due primi posti, difficilmente potrà scavalcare Pironi.


Quindi questa è la speranza della Ferrari: cercare di prendere più punti possibili con Tambay, ed annullare eventuali vittorie. La Ferrari ha bisogno di una serie di risultati favolosa come forse non ha mai ottenuto nella sua lunghissima attività.


Se Tarnbay vincerà sulla pista di Zeltweg sarà pienamente lanciato verso il titolo.


Se invece il successo arriderà a uno dei piloti che non è in corsa nel Mondiale, sarà egualmente un risultato positivo.


Nel frattempo, permangono stazionarie ma sempre preoccupanti le condizioni di Didier Pironi, ricoverato alla Chirurgische Clinik dell'Università. La forte fibra del pilota reagisce bene alle terapie praticategli dall'equipe di medici specializzati. Tuttavia l'entità e la varietà del danni subiti nell'incidente occorso ad Hockenheim consigliano la cautela nella prognosi, che è ancora riservata. Lunedì 9 Agosto 1982 nessuno, neppure i parenti intimi, neppure la mamma, ottiene il permesso di accedere nella camera asettica di terapia intensiva in cui Didier è sotto stretta sorveglianza.


Gli infermieri respingono persino i fiori inviati da alcuni amici.


I maggiori timori riguardano i rischi che sopraggiunga un'infezione che potrebbe essere pericolosa.


Nel mentre, Pironi viene portato in camera operatoria nella mattinata per la riduzione della frattura al braccio. La signora Imelda, mamma del pilota, e la zia Uva sono costrette ad attendere nell'atrio della clinica per avere notizie. I sanitari comunque sono ufficiosamente ottimisti sulle possibilità di recupero del trentenne parigino.


La circolazione sanguigna nel piede ferito pare aver ripreso il suo corso normale, e ciò è uno dei fatti più positivi. I medici tedeschi hanno fatto però sapere che bisognerà attendere ancora quattro giorni per sciogliere ogni riserva.


"L'esito dell'intervento è stato senz'altro positivo. Se il territorio sottoposto all'intervento ha ripreso ad essere regolarmente irrorato, tutto può procedere nel migliore del modi. In una fase successiva sarà necessario vedere se Didier dovrà essere sottoposto ad altre operazioni per ripristinare la funzionalità del piede destro".


Spiega il dottor Bartoletti, il medico dei piloti italiani che segue esternamente questi drammatici eventi.


Nel pomeriggio i sanitari emettono un bollettino medico:


"Le condizioni generali di Pironi, dopo la ricostruzione della parte inferiore delle gambe, sono soddisfacenti. Ad oggi non corre pericolo di vita, e in questo momento non sono apparse complicazioni locali. Per quanto concerne la frattura del braccio sinistro, oggi è stato sottoposto ad un primo trattamento conservativo. Nell'attuale situazione non è possibile attuare un piano di trasporto del paziente. Il prossimo bollettino sarà emesso tra tre giorni".


Questo il testo, firmato dal professor Mischkewsky.


Nel frattempo il circus prosegue il suo percorso a Zeltweg, e venerdì 13 Agosto 1982, nel primo turno di qualificazione del Gran Premio d'Austria, Nelson Piquet segna il miglior tempo sul giro, ed il nuovo record della pista, in 1'27"612, alla fantastica media di 244,177 km/h. Non è la più alta velocità mai fatta registrare in un Gran Premio: nel 1971 a Monza, senza chicane, Henry Pescarolo, con la Matra, aveva superato di poco i 250 km/h di media, ma il tracciato brianzolo era allora un lunghissimo rettilineo, con qualche curva di raccordo. Qui, invece, non ci sono che curve e saliscendi e dieci anni fa si correva sul passo di 216 km/h. L'incremento è notevole, e dimostra come le attuali vetture siano degli autentici bolidi incollati a terra, con tutti i rischi che ne derivano.


Durante le prove cronometrate incombe nella zona un caldo infernale, quasi quaranta gradi. Per ottenere i maggiori vantaggi, i team più competitivi - quelli con le macchine spinte da motori turbo - attendono persino il passaggio di una nuvoletta che oscura il sole per qualche istante. I meccanici si sono ormai trasformati in giardinieri: non fanno altro che innaffiare con decine di litri d'acqua i pneumatici per raffreddarli fra un'uscita in pista e l'altra. Le gomme, infatti, sono talmente morbide che a volte non compiono neppure un giro e le macchine rientrano ai box con i pneumatici pieni di buchi e di bolle.


Per fare il suo tempo record, Piquet ha anche usato un altro stratagemma: i tecnici della Brabham hanno infilato sotto la carrozzeria, in prossimità dei radiatori e degli scambiatori di calore, qualche chilo di ghiaccio sintetico per abbassare le temperature del Bmw turbo, e permettere di usare la massima pressione. Insomma, una sofisticazione tale che costringe i piloti che hanno solo un paio di giri buoni a disposizione, a correre con il volante fra i denti e a prendere rischi impossibili.


Lo stesso gioco tentato da Piquet è stato provato anche da Patrese, il quale, però, avendo una vettura leggermente più pesante, ha dovuto accontentarsi del secondo tempo.


Dietro alle due Brabham, in terza posizione, la Ferrari di Patrick Tambay.


Un risultato più che soddisfacente se si considera che il francese rimane fermo negli ultimi venticinque minuti, bloccato in pista per avere rotto la frizione. Questo episodio scatena le ire di Mauro Forghieri, progettista della Ferrari, che chiede di arrestare per qualche minuto le prove con lo scopo di recuperare la monoposto. Ma il direttore di gara, istruito alla perfezione da Bernie Ecclestone che faceva segno di no, oppone un rifiuto.


In mattinata, però, i test erano stati interrotti per permettere di portare ai box l'Alfa di De Cesaris con il filo dell'acceleratore bloccato.


"Questi inglesi non perdono occasione per cercare di trarre dei vantaggi, anche scorrettamente".


Esclama Forghieri.


Ma Ecclestone, in Austria, è il padrone assoluto, più che altrove: ha infatti comperato nei giorni scorsi la concessione del circuito per sette anni, sborsando circa 450 milioni di lire italiane.


La giornata non è particolarmente favorevole alla Renault, che piazza Prost in quarta posizione, staccato di oltre due secondi, a causa della scarsa tenuta di strada dovuta anche all'inferiorità apparente, per il momento, dei pneumatici Michelin, mentre Arnoux, pur provando due macchine, non riesce a fare che un giro in oltre otto minuti, alla media di 43 km/h, a causa di alcuni problemi all'iniezione riscontrati su entrambe le vetture.


Il migliore dei piloti con motore aspirato è Rosberg, davanti ad Alboreto, De Angelis e Lauda: il pilota austriaco non sente dolore al polso infortunato e, salvo imprevisti, sarà regolarmente al via della gara.


Sabato 14 Agosto 1982, al termine del secondo turno di qualificazione, Piquet e Patrese non riusciranno a migliorare le performance di venerdì ma nessuno riesce ad avvicinarli.


Il maggiore exploit è però fatto da Prost che, con la Renault, scavalca Tambay, strappandogli il terzo posto. Ma la Ferrari rimane in seconda fila, pronta ad agguantare la vittoria, o almeno un ottimo piazzamento.


Molto dipenderà dalla scelta delle gomme.


La Goodyear - che equipaggia Brabham e Ferrari - risulta più rapida nelle qualificazioni, ma bisognerà vedere se la superiorità sarà confermata in gara. Poi, come detto, c'è il caldo che incombe da giorni in questa parte della Stiria, creando un autentico pericolo per i motori turbo.


La Bmw ha preparato delle modifiche sui suoi motori per il raffreddamento che sembrano aver dato ottimi risultati, mentre la Renault rompe due propulsori, entrambi con Arnoux, e la Ferrari riscontra problemi al proprio sei cilindri nel momento cruciale delle qualificazioni, quando stava per utilizzare le gomme più tenere, del tipo D, le stesse che avevano permesso a Piquet di ottenere il record del circuito.


Probabilmente si è guastato il meccanismo della valvola che immette acqua per raffreddare le turbine. Non succedeva da Aprile, ad Imola, quando Villeneuve rimase bloccato durante il Gran Premio di San Marino nel corso delle prove.


Malgrado questo problema, alla Ferrari c'è un certo ottimismo.


"Cercherò di fare una partenza intelligente e allo stesso tempo prudente, poi vedremo. lo spero almeno di salire sul podio. Sarebbe già un gran risultato".


Nelson Piquet, al contrario, ha già annunciato una tattica d'attacco.


Con tutta probabilità il brasiliano partirà con il serbatoio della benzina semivuoto per avere il vantaggio iniziale della macchina più leggera, e poi entrerà al box per cambiare le gomme e fare rifornimento.


"Io non posso fare altrimenti, devo vincere o arrivare almeno secondo. Un altro piazzamento non mi interessa".


Per quanto riguarda la Renault, come detto, c'è l'incognita sulla tenuta dei motori e dei pneumatici: Arnoux ottiene il quinto tempo, ma in due giorni di prove completa solo quattro giri. Il pilota di Grenoble non accusa la propria squadra di trascurarlo, ma certamente non è contento e fa trasparire l'intenzione di non rispettare eventuali ordini di scuderia per favorire Prost.


Ciò non fa che confermare le voci secondo le quali René avrebbe già firmato per un altro team: qualcuno sostiene che potrebbe passare alla Lotus, che avrà i motori turbo Renault nel 1983, ma le probabilità che abbia già firmato per la Ferrari rimangono immutate.


Alle spalle dei cinque turbo è prevedibile una gran lotta tra i motori aspirati, con Rosberg in prima fila seguito da De Angelis, Alboreto, Daly e Lauda. Il pilota romano scavalca il milanese, ma Alboreto ha una attenuante. In mattinata, Infatti, alla sua Tyrrell si è staccata una sospensione e Alboreto si è sentito volare per aria. Per fortuna è caduto sulle quattro ruote e le due davanti si sono aperte come se fossero state di cartapesta.


Per questo motivo, Michele non si è potuto difendere durante l'ultima ora di prova.


L'Osella non riesce a qualificarsi: il costruttore torinese attraversa un momento difficile e Jarier non pare molto convinto. E' la prima volta che sarà in gara il giovane irlandese Tommy Byrne, che debutta a bordo della Theodore, mentre Rupert Keegan prende il posto di Mass sulla March.


Niki Lauda non sa se essere soddisfatto del suo ritorno in Formula 1.


La stagione era cominciata molto bene, con il piazzamento al quarto posto nella prima gara, in Sud Africa, e successivamente con le due vittorie a Long Beach e Brands Hatch. L'austriaco si rende conto, probabilmente, che la lotta per il titolo mondiale, sebbene ci siano ancora delle possibilità sulla carta per lui, appare impari nei confronti dei rivali dotati di vettura con motori turbo. Il fatto di dover gareggiare ogni volta disputando delle corse ad inseguimento e, soprattutto, di dover unicamente sperare nelle disgrazie di chi lo precede grazie a propulsori molto più potenti è frustrante, anche per chi ha fatto il callo a ogni genere di situazioni.


"Anche in Austria devo battermi per un piazzamento. E' un automobilismo, questo, che non mi piace. Sono sempre stato contrario ai turbo, ma mi devo inchinare alla tecnica avanzata. Però non è giusto, siamo in due categorie nettamente diverse. Mi auguro soltanto che il prossimo anno ci si possa battere tutti sullo stesso piano".


Lauda non è cambiato per nulla, è un uomo che fa questioni di principio, che non si abbandona a compromessi. Un episodio dei giorni precedenti è significativo, quando chiedono a Lauda di andare a parlare al microfono del circuito, gestito da Bernie Ecelestone, ma l'austriaco, prima di accettare, pretende la restituzione di duecentosessanta scellini che ha dovuto pagare di soprattassa per atterrare con il suo aereo all'aeroporto di Zeltweg, anche questo controllato dal padrone della Brabham.


Molti piloti vedono nel due volte Campione del Mondo il loro uomo guida, al punto che diversi piloti chiedono che prenda il posto dell'infortunato Pironi come presidente dell'Associazione dei piloti professionisti.


"Vedremo, Didier anche senza correre può essere utile. D'ora in avanti, però, dovremo essere molto più duri. Così non si può andare avanti. Nei prossimi giorni riunirò i miei colleghi, e chiederemo norme severissime per la sicurezza. Altrimenti protesteremo in tutti i modi. Non voglio ridurmi a sterili discussioni prima delle gare, com'è successo quest'anno. Tutto dovrà essere deciso prima dell'inizio del campionato 1983. Vogliamo macchine e circuiti più sicuri. E vi assicuro che otterremo ciò che desideriamo".


Domenica 15 Agosto 1982, nonostante il caldo infernale, il Gran Premio d'Austria ha inizio.


Il poleman Nelson Piquet mantiene il comando alla partenza, conducendo davanti a Alain Prost e Riccardo Patrese. Nelle retrovie le due Alfa Romeo entrano in collisione tra loro dopo che Derek Daly rimane fermo con un problema alla frizione: al semaforo verde la Williams dell'irlandese si blocca, e De Cesaris per evitarlo si sposta tutto sulla destra, mentre Giacomelli che segue trova un varco sulla sinistra, facendo una traiettoria diritta. Ma De Cesaris si spinge inspiegabilmente di nuovo all'esterno e centra in pieno la macchina gemella. I due piloti si scambiano accuse: De Cesaris è il più violento, ma ha torto, la manovra sbagliata è stata la sua.


Resta il fatto che l'Alfa poteva disputare una gara discreta, ma rimedia una brutta figura.



Già nel corso del primo giro Patrese ripassa Prost, e nella tornata successiva l'italiano passa a condurre superando Piquet. Sempre nel secondo giro, forse a causa dei frammenti delle due vetture incidentate in partenza, la gomma posteriore destra della vettura di Tambay comincia a sgonfiarsi ed è costretto a tornare ai box, mentre Alboreto esce di pista nel tentativo di passare Keke Rosberg.


"E' colpa mia, ho cercato di passare Rosberg all'esterno".


Dirà Michele Alboreto.


La gara vede perciò in testa le due Brabham, seguite dalle due Renault, Elio De Angelis, Keke Rosberg e Derek Warwick. Quest'ultimo passa poi Rosberg, entrando in zona punti. La gara di Warwick, tuttavia, termina all'ottavo giro, con la sospensione rotta; poca prima anche l'altro pilota della Toleman Teo Fabi aveva abbandonato, quando era settimo.


Al sedicesimo giro Arnoux si ritira col motore fuori uso.


Poco dopo Piquet entra ai box per cambiare le gomme, che non vanno. Tuttavia, il brasiliano entra troppo presto, cogliendo di sorpresa i propri meccanici. In questa fase i meccanici sono impacciati e Nelson perde complessivamente circa cinquantotto secondi, ripartendo in quarta posizione.


Intanto Patrese prende trentatré secondi di vantaggio su Prost: il padovano entra ai box come una furia, la Brabham si scatena e la vettura riparte in tempo per mantenere un vantaggio di 2"35 sulla Renault. Il rifornimento viene fatto in tempo record di 14"6 secondi.


Tuttavia, al ventottesimo giro si rompe il motore BMW di Patrese, che alla Texaco esce di pista e rischia di colpire una fotografa. La gara dell'altra Brabham durerà soli altri quattro giri: anche Piquet sarà costretto al ritiro a causa di un guasto elettrico.


La classifica vede ora al comando Alain Prost, seguito da Elio De Angelis staccato di trenta secondi, Keke Rosberg, Jacques Laffite e, a un giro Niki Lauda e Mauro Baldi.


Al quarantasettesimo passaggio Baldi cede la sesta posizione a Tambay, che è in recupero delle prime posizioni.


Al quarantanovesimo giro un guasto all'impianto di alimentazione costringe Prost al ritiro, lasciando il primo posto a Elio De Angelis, mentre al cinquantesimo giro Tambay passa anche Lauda.


Contemporaneamente Rosberg inizia ad avvicinarsi a De Angelis, che all'improvviso comincia ad accusare noie al cambio: nel corso dell'ultimo giro il finlandese riuscirà ad azzerare il distacco portandosi in scia al pilota italiano, tentando senza successo un paio di attacchi.


Dopo l'ultima curva le due vetture transitano praticamente appaiate sul traguardo, ma Elio riesce a prevalere per soli 0"050 su Keke Rosberg, e vince la sua prima gara iridata in Formula 1, regalando, tra l'altro, la centocinquantesima affermazione al motore Cosworth, vecchio di quindici anni.


"La mia macchina era larga, molto larga; non poteva proprio superarmi".



Il pilota romano sullo scalino più alto del podio e l'inno di Mameli faranno da festoso corollario ad una corsa che è fra le più emozionanti e travagliate degli ultimi tempi.


Poteva essere una vittoria per Maranello se, all'inizio del secondo giro, la gomma posteriore destra della monoposto rossa non si fosse afflosciata: a conti fatti, grazie ai tempi cronologici forniti dal servizio Longines-Olivetti, si scopre che Tambay sarebbe potuto arrivare primo con un vantaggio di quindici secondi.


Colin Chapman è felice come un bambino il giorno di Natale.


Una sua macchina non vinceva dal 27 Agosto del 1978, quando Mario Andretti si impose nel Gran Premio d'Olanda, davanti al compagno di squadra, il povero Ronnie Peterson. Da allora la Lotus aveva fatto passi indietro ed era uscita dal ristretto gruppo dei team più competitivi.


Con un enorme sorriso, il costruttore inglese si coccola il suo pupillo, Elio De Angelis, giunto al primo successo in Formula 1, dopo quattro stagioni da giovane leone dall'appetito ancora inappagato. Romano, nato il 26 Marzo 1958, Elio De Angelis viene considerato un conduttore di grande talento, dato che riesce ad unire - e non è una cosa facile - un'aggressività innata e una buona dose di cervello, fatto che gli permette di evitare le situazioni troppo rischiose.


A quattordici anni Elio guidava già i kart, e sin dalla più tenera età sognava di diventare un asso del volante.


"Ero poco più che bambino e sognavo le imprese di Jim Clark. Era il mio idolo e da allora ho fatto di tutto per arrivare alla Formula 1. I primi quattro anni sono stati terribili, con poche, piccole soddisfazioni e tante delusioni. E' difficile da capire quando uno si sente di essere fra i migliori ed il mezzo tecnico che ha a disposizione non gli permette di esprimersi amassimo, ogni giorno, ogni gara diventa una frustrazione. Ora mi auguro che questo sia solo il primo di una lunga serie di successi. Lo dedico a me stesso, perché ho avuto la forza di credere nelle mie possibilità".


E' presunzione?


No, soltanto una buona dose di volontà e di coraggio.


Elio De Angelis è uno che esprime le proprie opinioni, magari non sempre da condividere, con estrema franchezza. Ha sempre criticato lo scomparso Villeneuve - "Era pericoloso per sé e per gli altri" - pur considerandolo il più veloce del piloti, ed anche con Chapman il giovane romano ha un rapporto teso, quasi di odio-amore, dato che detesta l'uomo per i suoi difetti, ma adora e difende il tecnico geniale.


Con il patron della Lotus aveva ingaggiato un braccio di ferro durissimo, minacciandolo perfino di andarsene, di cercare un'altra squadra perché non era contento degli sviluppi della macchina in questi tre anni, perché non voleva essere sottopagato come pretendeva il manager inglese.


Proprio domenica mattina i due trovano un accordo, ed Elio firma il contratto: il prossimo anno gareggerà con la Lotus, dotata di motore Renault turbo.


"Il successo è arrivato al momento giusto. Spero che abbia convinto Chapman a fami una macchina per vincere il titolo mondiale del 1983. Lui ne è capace e io sono pronto".


Nel frattempo Elio continua il suo hobby preferito. La musica dei motori non è infatti la sola passione del pilota: è un ottimo pianista e compone brani delicati e struggenti.


"Voglio incidere in futuro un long-playing. Andrò in America e cercherò i migliori arrangiatori. In questa musica ci sarà tutto, anche il primo posto nel Gran Premio d'Austria".


La fantastica vittoria di Elio De Angelis a Zeltweg portato alla ribalta definitivamente un nome nuovo nella Formula 1. Il pilota romano si era già fatto notare per la sua bravura e per i piazzamenti ottenuti, ma mai in quattro anni di attività era riuscito a conquistare un successo.


L'anno prossimo, forse, con la Lotus dotata di motore turbo Renault lo stesso De Angelis potrà puntare al titolo mondiale.


Ma se il successo dell'italiano è accolto da una grande manifestazione di gioia da parte dei numerosissimi tifosi presenti sul circuito austriaco, ancora più grande entusiasmo ha creato l'inseguimento di cui è stata protagonista la Ferrari.


Patrick Tambay, infatti, dopo avere forato una gomma nel corso del secondo giro, è rientrato ai box per farsi sostituire i pneumatici ed è tornato in pista in ventunesima posizione, ormai irrimediabilmente tagliato fuori dalla lotta per la vittoria. Poco alla volta, però, quando il francese ha iniziato un clamoroso recupero, l'entusiasmo dei tifosi della Ferrari presenti a Zeltweg ha raggiunto livelli incredibili.


"Mi hanno spinto loro, con la passione, con l'incitamento; in ogni curva, ad ogni frenata vedevo una massa enorme di braccia agitarsi, sventolavano grappoli di bandiere rosse della Ferrari e drappi tricolori. Per un attimo ho dimenticato di essere francese, e sono stato emotivamente coinvolto. Guidavo come un robot, superavo i rivali quasi senza accorgermene, senza fatica".


"E' stata una sensazione magnifica, che non avevo mai provato. In un certo senso mi ha commosso di più il calore che ho trovato in questa gente, che non i tributi ricevuti per la vittoria ad Hockenheim. Mi dispiace solo di non aver potuto ricambiare una simile manifestazione d'affetto con una vittoria. Prometto che nelle prossime corse farò di tutto per rendere felice questa moltitudine di nuovi amici che ho trovato arrivando alla Ferrari".


Patrick Tambay è veramente un bravo ragazzo; modesto, pronto, disponibile.


Aveva accettato di correre come scudiero di Pironi, ed ora che il compagno di squadra è immobilizzato si carica di tutte le responsabilità con grande pazienza, con la tenacia di un apprendista.


A Cannes, dove abita con la moglie e i genitori, si prepara come un atleta: corsa e ginnastica tutti i giorni, dieta severa, alla sera a dormire presto, ed in poco tempo si è messo alla pari di tutti i piloti più allenati.


Cinque corse disputate, una vittoria e tre piazzamenti ai primi sei posti all'attivo: il pilota francese ha iniziato a gareggiare nel campionato mondiale a metà stagione, ed ora teoricamente potrebbe anche vincere il titolo.


"Il merito, però, non è mio. E' la Ferrari a formare i piloti. Adesso capisco come sia diventato campione Lauda. Niki certamente aveva carattere e talento, ma è stato a Maranello che ha imparato il mestiere".


Il futuro si presenta abbastanza roseo per il trentatreenne francese, che con tutta probabilità verrà riconfermato il prossimo anno ed avrà accanto René Arnoux, che lunedì 16 Agosto 1982 è a Maranello per parlare con Enzo Ferrari.


"René Arnoux è stato oggi in visita alla Ferrari, ed ha parlato con Enzo Ferrari della sua futura attività sportiva. Il colloquio si è concluso senza impegni reciproci, la cui eventuale adozione potrebbe avere seguito in occasione del Gran Premio d'Italia a Monza, in attesa anche di conoscere i tempi dell'auspicato recupero di Didier Pironi".


Questo breve comunicato emesso a Maranello pone termine alle voci sorte nei giorni scorsi. Nulla è stato deciso, ma è chiaro che una comunicazione verrà fatta entro il 12 Settembre per il Gran Premio d'Italia.


La conclusione del campionato mondiale di Formula 1 si presenta sotto il segno di una splendida incertezza: sulla carta, ben undici piloti hanno la possibilità di conquistare il titolo iridato. Da Pironi, attuale leader della classifica con 39 punti, ma senza difesa diretta, sino ad Alboreto, undicesimo appunto in graduatoria, a quota 14.


Ovviamente le probabilità del pilota milanese della Tyrrell sono solo teoriche: dovrebbe vincere tutte le corse in programma per centrare l'obiettivo, e ciò è in pratica assai difficile.


Per tutti gli altri, invece, esiste una speranza concreta, anche se, è chiaro, il pronostico appare assai più limitato diciamo a cinque o sei nomi. Arbitri di questa situazione così confusa sono i motori turbo. I piloti che dispongono di vetture dotate di propulsori sovralimentati possono puntare alle vittorie di corsa in corsa, mentre gli altri dovranno contare quasi certamente solo sui piazzamenti.


Malgrado questa realtà il favorito numero uno è il finlandese Keke Rosberg, che si trova a sole sei lunghezze da Pironi. Al pilota della Williams saranno sufficienti un terzo ed un quarto posto per superare l'infortunato rivale della Ferrari. Rosberg dovrà però sperare che i vari Prost, Arnoux, Piquet, Patrese e Tambay non infilino una serie di risultati positivi, perché altrimenti non potrà fare nulla. Lo sport automobilistico, però, ed in particolare la Formula 1, è troppo soggetto all'imprevedibilità per basarsi su puri dati statistici.


La prossima prova è in programma a Digione, il 29 Agosto 1982.


Lo scorso anno sulla pista francese si impose Prost, e nel 1979 la Renault vinse con Jabouille. Per questa gara quindi la casa francese ha molte chance di emergere, ma bisognerà però vedere se alla Brabham riuscirà di avvantaggiarsi con i rifornimenti volanti e se la Ferrari non mancherà un successo che è nelle sue possibilità, e che le è sfuggito per mera sfortuna a Zeltweg.


Simone Ghilardini

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