#10 1997: GP di Gran Bretagna, Schumacher si ritira e lascia la vittoria a Villeneuve



Alla fine dei test svolti a Maggio sul circuito di Silverstone, la Ferrari pagava un distacco di circa due secondi da quella che sembrava l’irraggiungibile Williams. Per questo motivo, la nuova sessione in programma pochi giorni dopo la gara a Magny-Cours acquisisce ancora maggior interesse per capire di quanto siano cambiati i valori in campo, sebbene sia già evidente dai risultati delle ultime uscite che la Williams sia ora tutt’altro che irraggiungibile.


A Grove, inoltre, la situazione è piuttosto tesa: con l’esperienza di Damon Hill emigrata in Arrows, la vettura sembra presentare qualche imperfezione di troppo rispetto all’anno scorso, evidenziatasi soprattutto nella difficoltà a trovare il giusto settaggio nel corso delle prove libere, un problema accusato spesso da Frentzen, ma anche da Villeneuve.


Senza dimenticare i rapporti non idilliaci tra il team e il canadese, con Patrick Head che ha lanciato qualche frecciatina al suo pilota alla fine del week-end francese vedendo in lui il primo responsabile per la scelta errata del set-up in vista della gara.


Ciò fa alimentare le voci riguardanti un Villeneuve pronto a lasciare la baracca nel 1999, per sposare il progetto di una scuderia tutta nuova finanziata dagli investimenti di Reynard e British American Tobacco, un team che vedrebbe una partecipazione azionaria del pilota stesso.


Intanto, durante i test in terra britannica, giungono nuovi riscontri positivi per la Ferrari, con Schumacher di poco dietro alla Jordan del fratello Ralf e davanti a Frentzen alla fine della prima giornata di lavoro:


"Evidentemente con le novità apportate di recente la vettura ha acquisito un buon equilibrio costante, però non sappiamo bene in quali condizioni hanno girato gli altri".


Prima dell'inizio del week-end di gara, la stampa inglese inizia a contestare a Schumacher il fatto che alla vigilia della precedente corsa francese fosse stato molto pessimista nelle sue previsioni, imputandogli di aver voluto accentuare volutamente quest'ipotesi:


"Mi sembrano delle grandi stupidate. Si vede che i giornali non sanno più cosa scrivere su di me e inventano queste polemiche. Ho sbagliato una previsione e va bene, chiedo scusa. Ma perché non vi ricordate delle previsioni precedenti che ho azzeccate quasi tutte?".


Ma i giornalisti inglesi non ci stanno a fare la figura di quelli che inventano e così insistono, vogliono sapere come e perché la Ferrari abbia avuto un tale miglioramento:


"Il momento della svolta è stato in Canada, da allora andiamo bene, perfino con delle modifiche alla macchina nelle quali neppure noi speravamo tanto. La nostra salita è finita. Sono abituato a dire quello che penso in base a quello che so nel momento in cui rispondo a una domanda. Ebbene, nei test della settimana scorsa qui a Silverstone abbiamo recuperato molto rispetto ai precedenti test, segno che le modifiche apportate in Canada e Francia sono veramente efficaci, una conferma del nostro passo in avanti. Però è anche vero che c'è molta concorrenza. Non ci sono più solo le Williams e le Benetton, ora vanno bene anche le Jordan e altri. Negli ultimi test s'è visto che ci sono dieci macchine in un secondo di distacco, ma mi sento sicuro dei nostri progressi. Di più non voglio dire".


Parallelamente, si continua a parlare del rinnovo del contratto di Eddie Irvine con la Ferrari, che per ora tarda ad arrivare:


"Staremo a vedere cosa farà la Ferrari. L'opzione è loro, possono esercitarla o non esercitarla. Se ci rinunciano, sia ben chiaro che sono loro a perdere me, non io a perdere loro. D'altra parte io con Schumacher sto benissimo, ma non posso continuare a fare il numero due per tutta la vita. Perciò voglio guardarmi attorno e vedere se c'è una opportunità di diventare un numero uno altrove", le parole del nord-irlandese.


Il computo totale dei tempi al temine dei giorni di test vedrà Mika Hakkinen precedere i due rivali al titolo; che il finlandese possa dire la sua nell’imminente Gran Premio di Silverstone?


In effetti, la settimana successiva Hakkinen si conferma il più veloce di tutti nelle prove libere, mentre Schumacher naviga in settima posizione e ricomincia a dire alla stampa che il week-end si preannuncia complicato e che ha poche speranze di lottare per le prime posizioni:


"Non riusciamo a capire perché oggi siamo andati male o almeno siamo andati peggio della settimana scorsa. Forse dipende dal caldo che fa, forse le gomme si degradano, forse siamo andati piano perché abbiamo utilizzato un solo set di pneumatici usati, dobbiamo risparmiarli se le cose dovessero peggiorare. Tutte le modifiche apportate alla vettura andavano bene fino a qualche giorno fa, adesso sembra di no. La macchina non è più ben bilanciata".


Tuttavia, anche Irvine parla del problema riscontrato con le gomme:


"La pista non è più la stessa della settimana scorsa. Fa caldo e questo probabilmente crea delle difficoltà con le gomme. Siamo andati bene qui nei test quando faceva fresco, siamo andati bene a Magny Cours e faceva fresco anche lì. Ora fa caldo. Grandi tempi oggi non avremmo comunque potuto farne perché siamo partiti con l'obiettivo di consumare meno gomme possibile. Ci sono invece piloti che alla fine delle prove hanno montato un set nuovo e sono andati più forte di noi. Però la sostanza delle cose è questa: oggi tutti sono andati più piano di una settimana fa, noi forse un po' di più".


"Non so che dire, non so se essere preoccupato, ottimista o pessimista. Vi risponderei più volentieri con una storica frase di Bob Dylan. Ve la ricordate? Times they are changin. I tempi cambiano, amici miei, e cambiano anche in fretta. Non si sa mai cosa dire".


Durante le prove del venerdì, è curioso il fatto che dieci piloti - uno per ogni squadra, tranne la Arrows e la Ferrari - vengono convocati per un controllo anti-doping mediante analisi delle urine. Non è la prima volta che questo succede, visto che i controlli sono in vigore da tempo, ma è un evento raro, che capita non certo ad ogni Gran premio.


E in genere succede all'improvviso, quando i piloti meno se lo aspettano.


Villeneuve, ad esempio, è già sceso dalla sua Williams e come sempre è andato di corsa in bagno, ma quando esce gli viene imposto di andare al controllo; il canadese verrà trattenuto a lungo, dopo aver ingoiato un'intera bottiglia di acqua minerale.


Considerando i punti in comune con il Gran Premio in Francia, assistere ad una pole position di Schumacher al sabato non sarebbe poi una così gran sorpresa. A parte la pretattica del tedesco, bisogna evidenziare il grande equilibrio ed i tempi molto ravvicinati tra piloti.


Attenzione però, perché due gare senza pole position per un team che in precedenza ne aveva infilate dieci di fila sono decisamente troppe, e dunque, al netto delle difficoltà e dei tanto chiacchierati dissapori interni, Jacques Villeneuve stampa un 1'21''596 e fa suo il nuovo record della pista, che corrisponde anche alla sua sesta pole in stagione.



Frentzen si ferma ad un decimo dal compagno di box completando la prima fila tutta Williams, mentre Hakkinen e Schumacher completano la seconda fila, non lontani dal tempo del canadese, rispettivamente a due e tre decimi.


Impressionante come dal quinto posto occupato da Ralf Schumacher all’undicesimo occupato da Jean Alesi, siano tutti racchiusi in appena due decimi. Un dato che fa ben sperare per una gara avvincente e combattuta.


Una sessione di qualifica che aveva visto Hakkinen restare in pole provvisoria per gran parte del tempo, grazie anche al nuovo motore Mercedes, dopodiché prima Frentzen e poi Villeneuve lo hanno relegato in terza posizione. Il canadese commenta così la sua prestazione:


Vedere Frentzen davanti a tutti mi ha dato la spinta necessaria per conquistare la pole".


Schumacher invece non parla in maniera esplicita di voler puntare alla vittoria per domani, ma si limita a parlare di podio:


"Sinceramente non potevo fare di meglio. Sono andato meglio rispetto a venerdì, la macchina era più bilanciata, tutto sommato non parto da una posizione scadente. Mi preoccupa un po' Villeneuve in pole position perché questo potrebbe significare che lui prende il largo e allora chi lo vede più? Qui i sorpassi ce li possiamo dimenticare".


"Giusto nelle soste ai box si può sperare di scavalcare qualcuno. Una corsa tutta e solo di strategia. L'unica cosa che devo cercare di fare è quella di restare più vicino possibile a Villeneuve, lui sicuramente prenderà più punti di me, ma se io non retrocedo troppo farò dei punti che saranno sempre utili per rimanere in testa al Mondiale. Per lo meno vorrei arrivare in Germania stando ancora in testa alla classifica. Poi vedremo. Noi abbiamo in programma altre novità sulla Ferrari, ma ci sono cinque o sei scuderie in grado di competere ormai. L'ideale per me sarebbe che vincesse Hakkinen, mentre noi puntiamo a salire almeno sul podio".


Un po' più di ottimismo giunge da Jean Todt, che commenta la prestazione della Ferrari in qualifica dicendo:


"Io sono sempre un po' prudente perché non fa parte del mio carattere promettere delle cose che non sono certo di poter mantenere. Però una cosa credo di poterla dire: noi in gara siamo sempre più protagonisti che nelle qualifiche e non dovremmo andare male. Abbiamo finalmente una affidabilità che ci premia dall'inizio dell'anno, abbiamo fatto dei progressi e la macchina ora va meglio, altri cambiamenti arriveranno e li collaudiamo nei giorni prossimi a Monza e a Fiorano, dunque sono prudentemente ottimista. Fare punti è una cosa importante, non siamo ancora al livello della Williams ma il podio è alla nostra portata".


Con il caldo umido che incombe su Silverstone, le gomme potrebbero essere di nuovo delle ingombranti protagoniste. Per questo, sia la Ferrari che la Williams scelgono pneumatici duri:


"Per quello che mi risulta, la McLaren dovrebbe aver scelto gomme tenere e questo potrebbe essere un vantaggio per noi nei sessanta giri di gara. Ma basta sempre un minimo cambiamento di temperatura e clima per mandare all'aria ogni previsione".


Ma sui progressi della Ferrari bisogna riportare anche un'opinione di John Barnard, adesso alla Arrows e che, interpellato in proposito, non ha esitato a dire:


"I progressi fatti dalla Ferrari erano già tutti previsti nel mio progetto e questa è la dimostrazione che ho fatto per loro una buona macchina. A Schumacher non resta che una cosa da fare: pensare a vincere".



E chissà se potrà dire la sua anche Irvine, settimo in griglia e sulla coscienza la vita di una povera lepre che ha attraversato la pista nel momento meno opportuno possibile; Eddie, lanciato a tutta velocità, non ha potuto far nulla per evitarla e centrarla in pieno.


Come in Francia due settimane prima, anche in Inghilterra i piloti devono cimentarsi a guidare su pista bagnata durante il warm-up, con la differenza che il rischio di pioggia in vista della gara è ridotto quasi allo zero, per cui, salvo sorprese dal sempre imprevedibile meteo britannico si assisterà ad una gara asciutta. In mattinata il più rapido è Damon Hill, dodicesimo sulla griglia e anche al suo Gran Premio di casa condannato ad una gara difficile con poche possibilità di riuscire finalmente a smuovere la sua classifica. Il tifo fervente nei suoi confronti per farlo sentire l’idolo di casa, tuttavia, non manca di certo.


Non si sono ancora spenti i semafori che decretano il via della cosa che c’è già il primo colpo di scena: Charile Whiting è costretto ad abortire lo start poiché c’è una vettura che ha spento il motore e dunque bisogna fare tutto da capo, ridurre di una tornata la distanza di gara, effettuare un nuovo giro di ricognizione e permettere alla vettura in questione di spostarsi in ultima posizione come previsto dal regolamento.


La gran sorpresa per tutti è che il pilota in questione è Heinz-Harald Frentzen, che da secondo si ritrova a dover partire dal fondo dello schieramento, lasciando inoltre pista libera a Schumacher per la partenza, un dettaglio che può consentirgli di essere più aggressivo al via.


Al secondo start Villeneuve non si lascia intimidire e parte bene, così come Schumacher, che sorprende Hakkinen e si infila in seconda posizione. Grande scatto anche di Johnny Herbert, passato da nono a quinto. Finisce subito invece la gara di Ukyo Katayama, che in maniera ambigua va a sbattere contro le barriere che delimitano i box da solo, senza che nessuno lo abbia toccato, ma soprattutto è già ritirato dopo poche curve Frentzen.



Centrato nel retrotreno da Jos Verstappen alla curva Becketts, il pilota tedesco rimedia un danno irreparabile che lo obbliga a parcheggiare nell’erba la sua Williams. Insomma, per Frentzen non era proprio giornata, mentre la Williams ha già la certezza di non riuscire a portare entrambi i piloti a punti per l’ottava volta su nove gare disputate.


La vettura di Katayama è rimasta ferma sul rettilineo principale, pertanto la direzione gara fa entrare in pista la Safety-Car per rimuovere la Minardi. Le posizioni sono congelate, e la zona punti è occupata nell’ordine da Villeneuve, Michael Schumacher, Coulthard, Hakkinen, Herbert e Ralf Schumacher.


Quando la Safety-Car si fa da parte e si ritorna a gareggiare, i primi due cominciano a scappar via velocemente, grazie soprattutto a Coulthard, che frena il plotone di piloti che gli stanno dietro. Schumacher rimane costantemente ad un secondo di distanza da Villeneuve, ed entrambi girano su tempi che oscillano tra l’1'25 alto e l’1'26 basso, circa un secondo e mezzo più rapidi a giro rispetto a Coulthard, il quale gira sugli stessi tempi di Hill, dodicesimo, ma riesce comunque a tener dietro Hakkinen che non tenta mai azioni di sorpasso, ma si limita soltanto a farsi vedere negli specchietti.



Recupera invece Giancarlo Fisichella, che da decimo va ottavo infilando le due Benetton, per ora solo comparse fugaci del week-end britannico.


Al ventesimo giro la Ferrari fa la sua prima mossa, richiamando ai box Schumacher per una sosta di 7.1 secondi; il tentativo di undercut su Villeneuve è in atto, in più Michael rientra in pista conservando tranquillamente la sua posizione sulle McLaren, e quindi dispone di pista libera nel suo giro di uscita. La Williams reagisce subito, e Villeneuve va ai box alla tornata seguente, disturbato in questo frangente di gara dal doppiaggio di Verstappen, che gli fa lasciare per strada qualche decimino fondamentale facendosi da parte solo all’ultima curva.


È tuttavia ai box dove il canadese vede svanire la sua leadership del Gran Premio, a causa di un problema alla gomma anteriore sinistra che i meccanici non riescono a sfilare. La sosta dura ben 33.6 secondi, il che significa per Villeneuve non solo lasciare la strada spianata a Schumacher verso la vittoria, ma ritrovarsi in settima posizione, sebbene davanti a lui ci siano piloti che ancora devono fermarsi.



Mentre quasi tutti effettuano la prima delle due soste pianificate, le due McLaren allungano il loro stint essendo su una sola sosta, possibilità più che realistica ripensando alla gara in Canada dove la Mp4/12 aveva dimostrato di essere molto gentile nel trattare gli pneumatici. Stesso discorso anche per le due Benetton, che partite al centro dello schieramento tentano qualcosa di diverso per riportarsi in zona punti.


I problemi di Coulthard raggiungono il culmine al ventottesimo giro, quando blocca pesantemente le ruote anteriori e finisce largo permettendo ad Hakkinen di superarlo e prendersi il secondo posto. Lo scozzese deve guardarsi anche dall’attacco delle Benetton, il tutto mentre Hakkinen in poche curve ha già creato un gap sostanzioso nei suoi confronti, il che dà l’idea di come stesse rallentando il suo compagno di squadra.


Il rallentamento causato da Coulthard permette a Villeneuve di ricongiungersi al terzetto formato per l’appunto dalla McLaren, Alesi e Wurz, ma il lay-out del tracciato che non favorisce i sorpassi non facilita il compito del canadese, il quale rimane bloccato dietro Wurz, nonostante quest’ultimo stia guidando con pneumatici parecchio usati, a differenza sua.


Intorno al trentesimo giro, prima Coulthard e poi Hakkinen rientrano ai box per la loro unica sosta. Nel frattempo Villeneuve dovrebbe approfittarne per guadagnare secondi preziosi su di loro e rimanere davanti una volta effettuata la sua di sosta, ma continua a perdere tempo dietro Wurz, senza per altro esercitare una seria pressione.


Una ulteriore vittoria di Schumacher contemporaneamente ad un suo piazzamento fuori dal podio complicherebbe e non poco i piani di Villeneuve in ottica campionato, per altro con rimpianti enormi anche per questa gara considerando che prima del problema ai box era in testa alla gara.



Ma ecco che dopo aver fatto registrare il giro veloce in 1'24"475, Schumacher deve clamorosamente fare i conti con dei problemi accusati sulla sua Ferrari. Il tedesco prima è protagonista di quella che sembra una leggera uscita di pista, ma poi deve constatare la fuoriuscita di fumo bianco dalla gomma posteriore sinistra.


È il trentasettesimo passaggio sul traguardo e Michael va ai box per una sosta anticipata; quando riparte sembra che il problema sia stato risolto, ma purtroppo pochi metri più tardi la Ferrari rallenta vistosamente, ed il leader del Mondiale può solo rientrare mestamente ai box e registrare per la prima volta in stagione un problema di affidabilità sulla F310B. Un guasto che arriva con un tempismo pessimo, dato che Schumacher pareva ormai inattaccabile nella corsa verso la terza vittoria consecutiva.


Nel dopo-gara si verrà a sapere che a causare il ritiro è stata la rottura di un cuscinetto.


Una volta rientrate per le rispettive soste entrambe le Benetton, Jacques Villeneuve si ritrova incredibilmente in testa alla gara, consapevole però che c’è ancora del lavoro da fare per portare a casa il successo. Dietro di lui c’è infatti Eddie Irvine, distante sei secondi e al pari sul piano delle strategie col pilota Williams, ma soprattutto c’è Hakkinen, che andrà fino alla fine senza effettuare altri pit-stop.


Villeneuve spinge al massimo incrementando il vantaggio su Irvine, poi al quarantacinquesimo dei cinquantanove giri previsti tutti e due vanno ai box: 8.3 secondi per la Williams e 6.9 per la Ferrari. Proprio in questo frangente, però, si consuma il disastro per la Ferrari: appena uscito dalla pit-lane, dopo aver tolto il limitatore, Irvine accosta e si ferma sull’erba.


Rottura del semiasse e ritiro anche per lui.



La Ferrari lascia il Regno Unito con un doppio zero pesante sia ai fini del campionato che per quanto riguarda il morale della squadra, sull’onda dell’entusiasmo fino a metà di questa stessa gara.


Villeneuve, che pareva sconfitto mentre seguiva inerme Wurz, ora è secondo e con buone chance di gareggiare per vincere.


C’è un unico ostacolo tra il successo e Villeneuve, ed è Mika Hakkinen.


Il finlandese è in Formula Uno dal 1993, quando in Portogallo sul circuito di Estoril debuttò per la McLaren al fianco di Senna e sbalordì tutti, Ayrton compreso, per la sua sensazionale prestazione in qualifica, conclusa al terzo posto davanti al brasiliano.


Sono seguiti anni di grandi difficoltà per la scuderia di Woking, ed Hakkinen sta ancora attendendo la sua consacrazione come pilota di alto rango con un successo, il suo primo in carriera. Un’attesa diventata ancora più frustrante dopo la gara in Australia, dove Coulthard ha vinto riportando la McLaren al successo dopo tre stagioni di digiuno.


Adesso, a pochi giri dal termine, il primo successo in carriera di Mika sta pian piano prendendo forma. Villeneuve è ovviamente di altro avviso e guadagna secondi su secondi con una facilità disarmante, ringalluzzito dal ritiro del suo rivale e dalle gomme nuove montate sulla sua vettura.


I sei secondi di distacco vengono rapidamente azzerati a dieci giri dalla bandiera a scacchi.


Hakkinen inizia a soffrire di blistering sulle gomme posteriori, ma il finlandese sa che qui a Silverstone effettuare sorpassi non è per niente scontato. Ma a sette giri dalla fine, il motore Mercedes tradisce ancora Hakkinen e si rompe, infrangendo il sogno del finlandese e della McLaren, privata della gioia di festeggiare un successo sulla pista di casa.



Una volta sceso dall’abitacolo, Hakkinen la prende con filosofia, e un po' come fece Mansell sullo stesso circuito nel 1990 dopo essersi ritirato, saluta i tifosi sugli spalti e getta loro i suoi guanti. Un cimelio da conservare gelosamente per i fortunati che li hanno raccolti.


Villeneuve non deve fronteggiare alcuna difficoltà nei giri rimanenti, e passa in piena tranquillità sotto la bandiera a scacchi, che lo decreta vincitore del Gran Premio di Gran Bretagna, a Silverstone. A presenziare sul podio insieme a lui ci saranno Alesi e Wurz, al suo primo podio in Formula 1.


Seguono Coulthard e Ralf Schumacher, mentre è alquanto interessante l’assegnazione dell’ultimo punto disponibile, fino a poche tornate dal termine nelle mani di Fisichella. Il romano rientra per forza di cose ai box a causa di un’eccessiva usura degli pneumatici, e così facendo lascia il sesto posto a Shinji Nakano, il quale a sua volta, con due giri ancora da percorrere, si ritira per problemi al motore.


In questo modo, per la gioia delle decine di migliaia di tifosi inglesi accorsi per l’evento, è Damon Hill ad accaparrarsi la sesta posizione e quel punto che finalmente gli consente di allontanare quello zero che si protraeva da troppo tempo nella classifica generale.


La sua gioia è così palese che il campione in carica, che l’anno scorso di questi tempi si ritirava ma era comunque saldamente in testa al campionato, alza il pugno al cielo e saluta la folla in festa ancor prima di aver tagliato il traguardo. In fondo, forse questo sesto posto Damon lo aveva previsto, poiché poco prima della partenza aveva confidato a Murray Walker che poter fare almeno sesto qui davanti ai suoi tifosi sarebbe stato bellissimo.



La Williams può festeggiare la sua storica centesima vittoria in Formula Uno. E che sia un successo arrivato per disgrazie altrui o meno, aiuta ad ogni modo a riaprire seriamente i giochi in entrambe le classifiche, se mai si potessero già considerare chiusi.


"Ho avuto qualche difficoltà nella prima parte di gara - asserisce Villeneuve in conferenza stampa - quando la gomma anteriore sinistra sembrava essersi allentata. Ciò rendeva molto più difficile guidare la vettura, il volante era diventato molto duro ed il grip era poco".


"Dopodiché, quando sono andati ai box, quella gomma è rimasta bloccata e ci è voluto un po’ per sostituirla, abbiamo perso molto tempo e sono sceso in settima posizione. La macchina comunque era molto veloce, ho raggiunto le due Benetton che erano entrambe su una sosta e forse ho trascorso qualche giro di troppo dietro di loro. Quando ho avuto pista libera ho potuto spingere al massimo, ma dopo il secondo pit-stop sono comunque rientrato dietro Hakkinen, il quale da quello che riuscivo a vedere standogli vicino, stava facendo i conti con del blistering sulle gomme posteriori, e dunque era in grossa difficoltà. Stavo aspettando gli ultimi due giri per fare la mia mossa e tentare il sorpasso ma poi lui si è ritirato. È un buon risultato per noi, ne avevamo un gran bisogno".


È stata una sorpresa vedere le due Ferrari ritirate. L’anno scorso accadeva piuttosto spesso, questa stagione invece non era ancora successo. È rincuorante sapere che questo tipo di problemi li accusino anche loro, dato che noi ne abbiamo avuti più di uno fino ad ora. Ciò rende il campionato ancor più equilibrato".



Secondo già nel 1994 e nel 1995, Jean Alesi commenta soddisfatto il suo terzo podio a Silverstone:


E’ un risultato eccellente per noi. Abbiamo avuto qualche problemino nelle qualifiche di recente, non sempre riusciamo a garantirci una buona posizione di partenza, quindi talvolta dobbiamo prenderci dei rischi sulla strategia. Effettuare una sola sosta è stata un ottima scelta. Partire undicesimo e ritrovarsi sul podio è senza dubbio una piacevole sorpresa!

Il team sta spingendo al massimo per essere più competitivi possibile, ci saranno degli aggiornamenti nelle prossime gare e speriamo che funzionino bene".


Stesso dicasi per Alexander Wurz, al suo primo podio in Formula 1, ma paradossalmente alla sua ultima gara in stagione, poiché in Germania tornerà Gerhard Berger:


"Sono abituato a guardare queste conferenze stampa in tv, ed ogni volta pensavo: cosa direi se fossi lì? Ci ho riflettuto spesso ma ora non ricordo più nulla, sono senza parole! Voglio prima di tutto ringraziare il team per l’ottima strategia adottata".


"All’inizio della gara ho avuto qualche problema di sovrasterzo, a causa del grande quantitativo di carburante a bordo della vettura, e ho subito pensato che sarebbe stata una corsa molto dura. Poi col passare dei giri ho guadagnato sempre maggior confidenza.

Non so se avrei potuto sorpassare Jean, ma soprattutto nel finale, considerando le posizioni che occupavamo non avrebbe avuto senso tentare manovre pericolose e mettere a repentaglio un risultato così importante per noi".


Non può certo sprizzare energia da tutti i pori, ma Schumacher non fa drammi dopo il doppio ritiro della Ferrari causato da insoliti problemi di affidabilità:


"Sono cose che succedono nelle corse, oggi è accaduto a noi".


"Insomma non è stata una giornata da dimenticare ma semmai una giornata da ricordare per come andavamo bene".


"Già da alcuni giri avvertivo che c'era qualcosa che non andava bene là dietro e così sono rientrato ai box avvertendo per radio di questa mia sensazione. Mi hanno cambiato lo stesso le ruote, hanno guardato lì sotto ed effettivamente c'era del fumo ma credo non si potesse fare nulla".


"Così sono ripartito e subito dopo il cuscinetto si è bloccato. Ma ripeto, non è un dramma. Basta capire il perché appena le vetture saranno tornate a Maranello".


"Eravamo competitivi, più di quanto mi aspettassi. È vero, abbiamo perso punti preziosi e i nostri avversari si sono rifatti sotto, ma io sono ottimista per il futuro. Non bisogna lasciarsi abbattere per un risultato mancato, le gare sono fatte così".


"Personalmente non sono arrabbiato, ma ovviamente un po' dispiaciuto. In fin dei conti però resto primo nel mondiale piloti e la Ferrrari in quello costruttori. Certo, sarebbe stato molto meglio vincere, ma vi ricordo che per la prima volta in questa stagione abbiamo avuto un problema tecnico mentre gli altri ne hanno già conosciuti diversi. Noi continuiamo a fare progressi e questo ci dà forza e fiducia per il futuro. Prima del ritiro forzato avevo un vantaggio notevole, e credo che i problemi accusati oggi saranno sicuramente risolti prima della prossima gara ad Hockenheim".


Prova a vedere il bicchiere mezzo pieno anche Jean Todt, che però invita la sua squadra a non abbassare mai la guardia:


"Mi pento amaramente di aver parlato tanto della nostra grande affidabilità proprio alla vigilia della gara. Sarebbe stato meglio stare zitto. Comunque non è la fine del mondo. Abbiamo avuto due problemi meccanici che hanno incrinato la nostra affidabilità e ci hanno impedito di fare punti".


"Adesso smonteremo tutto per capire come sono accadute due cose come queste. Certo, la delusione è forte ma non siamo affatto disperati".


"Andiamo avanti con i nostri programmi che prevedono tre giorni intensi di prove a Monza e nello stesso tempo lavoreremo a casa per scoprire il perché di questi due guasti".


"La sola consolazione può essere che la Ferrari è stata all’altezza della avversarie. Andare forte a Silversone significa avere ottime possibilità di ripetersi anche sulle altre pista. Dobbiamo capire perché abbiamo avuto questi problemi. La verità è che non bisogna mai smettere di lavorare".


Anche Eddie Irvine prende con molta filosofia il suo ritiro:


"Già prima di rientrare al secondo pit-stop ho sentito che qualcosa non andava bene e li ho avvertiti ma appena ripartito si è rotto il semiasse proprio in quella parte destra dove avevo sentito qualcosa. E' la prima volta quest'anno che un guasto meccanico mi blocca. Peccato perché ero messo bene in classifica. E' stata una giornata nera ma sono sicuro che sarà l'ultima. In ogni caso in mezzo a questi guai ci sono anche delle cose molto positive".


"Fino a ieri non credevo di poter essere tanto competitivo. Ed è una cosa molto bella, che in condizioni da gara siamo uguali e forse anche leggermente superiori alle Williams. In prova invece ancora no".


Scortata dalla polizia inglese, la squadra di Maranello parte subito per l'aeroporto di Luton, saltando tutto il caotico traffico stradale del dopo Gran premio. A Luton, sul volo charter diretto a Bologna, tecnici e meccanici riescono a caricare anche una parte del materiale avariato che ha costretto al ritiro Schumacher e Irvine. Il semiasse rotto di Irvine viene immediatamente sottoposto ai primi controlli in officina già il mattino seguente.


Nell'attesa, a Maranello non viene svolta la consueta riunione del dopo gara, anche perché Jean Todt vola in Austria ai funerali del padre di Gerhard Berger deceduto la settimana precedente in seguito ad un incidente aereo, mentre il presidente Montezemolo ha da fare tutto il giorno con gli importatori Ferrari dell'Estremo Oriente.


Pochi giorni più tardi inizieranno a Monza alcuni giorni di test, dove la Ferrari collauderà una nuova geometria dell'avantreno per ridurre ancora il sottosterzo residuo di cui si sono lamentati i piloti.


In quel di Maranello non c'è motivo di disperarsi, d'altronde la Ferrari è ancora in testa ad entrambi i campionati malgrado il primo vero passo falso di questa vettura, che mai si era ritirata per problemi tecnici. La voglia di riscatto è quella che ci vuole per approcciare nel migliore dei modi il prossimo Gran Premio, in Germania, gara di casa del leader del Mondiale.


Davide Scotto di Vetta

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