#1022 GP di Gran Bretagna 2020, Hamilton taglia il traguardo con tre ruote e vince a Silverstone



Archiviato il Gran Premio d’Ungheria con l'ennesimo successo di Lewis Hamilton, il Circus si sposta in Gran Bretagna per il quarto appuntamento della stagione, previsto per il 2 Agosto 2020.


Nel viaggio verso Silverstone c’è ovviamente spazio per le riflessioni: a Maranello è tempo di tirare le somme dopo tre Gran Premi dall’esito mediocre, ed una monoposto sempre più ingestibile. Non è accettabile continuare così e la Ferrari lo sa bene, ma ancor di più c’è il bisogno di capire, e spiegare, perché dopo la SF90, monoposto priva di bilanciamento e scarsamente performante in curva, il team di Maranello abbia nuovamente sbagliato progetto con una vettura senza alcun pregio in termini di prestazione.


A questo vanno aggiunti un pilota giovane ed un po’ troppo impaziente ed un quattro volte Campione del Mondo in netta difficoltà. Il tutto capeggiato da un team principal che cerca di destreggiarsi in una posizione abbastanza insolita per le monoposto di Maranello: il centro della classifica.

Non bisogna però dimenticarsi che è nel DNA della Ferrari tentare la risalita, e perciò è tempo di cambiamenti. Mattia Binotto aveva preannunciato un cambio di rotta che è arrivato poco dopo la conclusione del Gran Premio d’Ungheria: per ora, però, non sono seguiti dei licenziamenti. La direzione della Ferrari sceglie la strada delle continuità, andando invece a modificare quella struttura orizzontale voluta dall’ex presidente Sergio Marchionne. Gli uomini di Maranello vengono ora chiamati a prendersi le proprie responsabilità in una nuova organizzazione verticale e piramidale: c’è bisogno di chiari vertici, uomini in prima linea che si assumano la direzione di questo progetto chiamato SF1000.


Nasce per questo una nuova area denominata Performance Development, affidata all’ingegnere a capo della parte aerodinamica, Enrico Cardile. Affianco a lui, promosso ora al vertice del nuovo gruppo, ci saranno l’aerodinamico David Sanchez e l’ingegnere Rory Byrne. Le altre aree invece rimangono invariate; troveremo quindi sempre Enrico Gualtieri a capo dello sviluppo della power unit, Laurent Mekis come direttore sportivo e Simone Resta, tornato da poco in Ferrari dopo una breve parentesi in Alfa Romeo, a capo della sezione d’Ingegneria del reparto telaio. Con la piena fiducia dei vertici di Maranello, a trainare il gruppo rimane Mattia Binotto nel ruolo di team principal, che commenta così questa riorganizzazione:

"Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, abbiamo voluto intervenire sulla struttura organizzativa dell'area tecnica in modo da rendere sempre più veloce ed efficiente il processo di ideazione e sviluppo della prestazione della vettura. C'era bisogno di dare una sterzata, identificando in maniera più netta responsabilità e processi e, al tempo stesso, ribadendo la fiducia dell'azienda in questo gruppo tecnico".


E riguardo alla creazione della nuova area tecnica, spiega che:

"L'area affidata ad Enrico Cardile, che si avvarrà del contributo di esperienza di Rory Byrne e continuerà a contare su un tecnico preparato come David Sanchez, sarà il fulcro dello sviluppo della prestazione della monoposto. Siamo convinti che il valore delle persone Ferrari sia di assoluto livello e non abbia nulla da invidiare a quello dei nostri maggiori concorrenti, però dovevamo intervenire per dare un segnale forte di discontinuità, alzando l'asticella delle responsabilità dei leader di ciascuna area. L'abbiamo detto più volte ma vale la pena ripeterlo: abbiamo iniziato a gettare le fondamenta di un processo che ci deve portare a costruire un nuovo ciclo vincente, duraturo nel tempo. È un percorso lungo, che può subire delle battute d'arresto come quella che stiamo vivendo attualmente in termini di risultati e di prestazione, ma che ci deve veder reagire con forza e determinazione per ritornare il prima possibile ad essere protagonisti assoluti in questo sport. Questo è ciò che vogliamo tutti noi e quello che si aspettano i nostri tifosi in tutto il mondo".



Le novità però, non finiscono qui, poiché il calendario della stagione continua ad allungarsi dando il benvenuto, o piuttosto il bentornato, al circuito di Imola con il Gran Premio dell’Emilia-Romagna. Il 1° Novembre 2020, dunque, si correrà sullo storico circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, dove la Formula 1 manca dal 2006, anno in cui Michael Schumacher trionfò con la Ferrari. L'autodromo romagnolo, assieme a Monza il 6 Settembre 2020 ed il Mugello il weekend successivo, andrà a formare un trittico italiano mai visto nella storia: l'unico altro paese ad aver ospitato tre gare in una stagione sono stati gli Stati Uniti nel 1982, a Long Beach, Detroit e Las Vegas.

Il ritorno di questo circuito storico dopo quattordici anni vuol dire molto per un'Italia messa in ginocchio dall’emergenza Covid-19. Il presidente della regione Stefano Bonaccini, infatti, annuncia la novità con grande gioia. Bonaccini, così come l’Assessore al Turismo Andrea Corsini, hanno lavorato silenziosamente per far si che la classe regina dei motori tornasse a Imola ed alla fine hanno avuto la meglio, azzeccando tempi e opportunità.


Liberty Media, la società statunitense che gestisce la Formula 1 dopo Ecclestone, ha dato l’ok dopo aver visitato il circuito rinnovato sia sul piano delle strutture che della sicurezza. La richiesta è stata quella di poter contare su una sostenibilità economica dal punto di vista organizzativo, ed in questo senso la Regione ha messo a disposizione un milione di euro, più un ulteriore fondo che verrà reso disponibile a ridosso della data.


Per i tifosi, vedere correre a Imola una volta ancora le vetture di Formula 1 vuol dire riportare alla memoria un pezzo di cuore. L’ultima volta, infatti, vinse Michael Schumacher, in quella che sembra essere un’altra era, forse perché la Ferrari era padrona indiscussa delle piste, o forse perché alcune di quelle piste non si vedono da tanto tempo. Ed è quindi così che il ritorno di Imola, come del Nürburgring, riporta la Formula 1 alle origini, con le sue piste ruvide, di carattere e a volte anche pericolose.


È anche l’anno in cui il Motorsport torna a celebrare i grandi piloti del passato: ad Imola si correrà pensando ad Ayrton Senna e Roland Ratzenberger, scomparsi nel tragico weekend del Gran Premio disputato nel 1994, ma anche a Michael e Ralf Schumacher, che per amore di questo sport scelsero di correre nel 2003 su questa pista, nonostante la scomparsa della mamma poche ore prima. Al Nürburgring invece, il pensiero correrà, inevitabile a Niki Lauda, intrappolato nelle fiamme di quel lontano 1976.


L’ultima new entry è il Gran Premio del Portogallo, che si disputerà sul circuito di Portimao, riportando la Formula 1 nel territorio portoghese dopo ventiquattro anni, seppur su un circuito diverso. L’introduzione nel calendario di questi tre appuntamenti porta ad un totale di tredici i Gran Premi annunciati finora. La FIA pensa di poter terminare la stagione in Medio Oriente, Bahrain e Abu Dhabi, raggiungendo quindi la quota di quindici appuntamenti necessari per adempiere agli obblighi televisivi della Formula 1.


Novità a parte, è ora il momento di concentrarsi sul quarto appuntamento della stagione, il Gran Premio di Gran Bretagna, storicamente disputato sulla pista di Silverstone. Sul circuito inglese, infatti, composto da 5891 metri e 18 curve, si svolse la prima gara del campionato del mondo di Formula 1 nel 1950.


Le favorite della gara di domenica sono proprio le Mercedes. Non solo perché si corre a pochi chilometri da Brackley, ma anche perché le W11 sembrano disegnate per la conformazione del tracciato, con le sue curve iconiche come Maggots-Chapel-Becketts, Stowe e Copse.


Il venerdì del lungo weekend di gara si apre in modo insolito: saranno forse le temperature incredibilmente alte per la pista inglese, 36 gradi e 49 di asfalto, o un vento inarrestabile che tocca i 25 km/h; ma più probabilmente è un pilota rimediato all’ultimo minuto in sostituzione di Sergio Perez, trovato positivo al Covid-19, a destate l'attenzione delle prime ore.


Dopo la notizia della positività del messicano, infatti, si è inizialmente pensato a Stoffel Vandoorne come sostituto, ma il belga sarà impegnato per i prossimi fine settimana sul circuito di Berlino, dove si disputeranno le ultime sei tappe del campionato di Formula E. Scartata anche la possibilità Esteban Gutierrez, il candidato pronto a tornare in pista in tempi brevi è uno solo: Nico Hulkenberg.


Il pilota tedesco, dopo aver concluso la sua esperienza in Formula 1 l’anno precedente con la Renault, è svincolato e disponibile, e per questo è volato immediatamente in Inghilterra per la prova sedile ed i tamponi necessari ad essere ammesso nel paddock.


Per lui, la prospettiva è di disputare almeno due Gran Premi, per cui lo vedremo probabilmente in azione anche il 9 Agosto. Il tedesco rappresenta da subito il candidato migliore non solo per la prontezza nella risposta, ma anche perché ha già esperienza con la Racing Point, avendo corso per il team nel 2012 e poi dal 2014 al 2017, oltre che aver testato sia la power unit Mercedes, che i penumatici Pirelli di ultima generazione.

"Stavo andando al Nürburgring per un altro progetto sportivo quando Otmar mi ha chiamato. È stato meno di ventiquattro ore fa, quindi è un po' surreale per me in questo momento, però mi piacciono le sfide e sicuramente questa lo è".



È quindi il momento delle prime prove libere della giornata, di grande importanza per tutti i team. Le Mercedes, infatti, avranno la possibilità di testare la loro effettiva prontezza per questo circuito. A rincorrere le frecce nere ci saranno Red Bull, Racing Point e McLaren, tutte in ottima forma. Le Ferrari, invece, dovranno svolgere un lavoro imponente per rimediare alle prime tappe di questa stagione, specialmente su questo tracciato poco favorevole.


Alle ore 12:00 in punto il semaforo diventa verde, ma nei primi quindici minuti di sessione non c’è azione. L’unico a scendere in pista è Hulkenberg, per compiere un solo giro senza segnare alcun tempo. Nei minuti successivi scendono in pista solamente quattro piloti, fra cui Lando Norris che segna il miglior tempo. L’inglese per la gara di casa sfoggia un casco nuovo, disegnato per lui da una bambina di sei anni.

A mezz’ora dall’inizio della prima sessione di libere, Kimi Raikkonen perde il posteriore della monoposto e finisce nella ghiaia. Come se non bastasse, un paio di minuti dopo anche l’altro pilota Alfa Romeo, Antonio Giovinazzi, si girà alla curva Becketts. Le gomme dell’italiano sono completamente a brandelli, tanto da richiedere l’intervento di una neutralizzazione e l'esposizione della bandiera rossa per rimuovere i detriti.



Mentre si aspetta la ripartenza, anche nel box Ferrari il weekend non comincia nel migliore dei modi: Sebastian Vettel conclude la sessione ancora prima di cominciare, a causa di un problema al sistema intercooler. I meccanici preferiscono saltare le prime prove libere della mattina, per riuscire così a rimettere la macchina in sesto in vista della seconda sessione del pomeriggio.


Alle ore 12:40 la pista viene riaperta e Lewis Hamilton, dopo una sostituzione precauzionale della sua MGU-K, domina la classifica con un giro da 1'28"343. Gran controllo anche per Valtteri Bottas, in seconda posizione. Ad un’ora dall’inizio, Max Verstappen prende inaspettatamente il controllo con un super giro di 1'27"422.


Nel frattempo Nico Hulkenber sembra essersi ambientato sulla Racing Point di Sergio Perez, conquistando la sesta posizione. Charles Leclerc si piazza subito prima di lui invece, con un tempo di 1'28"221. Alle ore 13:30 si conclude questa prima sessione di prove libere, con Verstappen al comando, seguito da Hamilton e Stroll.

Poco dopo la conclusione, Antonio Giovinazzi riceve un’ammonizione ufficiale dalla direzione gara per aver causato la neutralizzazione, riprendendo la via del circuito con gli pneumatici distrutti e disseminando così pezzi di gomma in pista.

La seconda sessione di prove del pomeriggio si apre alle ore 16:00, per concludersi poi alle ore 17.30. Le temperature sono ancora più torride, con 34 gradi e 49 di temperatura dell’asfalto, praticamente rovente. Si comincia subito con Daniel Ricciardo e Daniil Kvjat in pista, con l’australiano che è il primo a mettere a segno un giro cronometrato da 1'30"518. Una manciata di minuti più tardi è Charles Leclerc a portarsi in testa con gomme Medium, ed un giro d 1'27"773. Poi però, nel tentativo di migliorarsi ulteriormente, il monegasco va in testacoda in curva 4, fortunatamente senza conseguenze.

Spostandoci in testa al gruppo, Hamilton e Bottas sono impegnati in una lotta per il primo posto, con Bottas che non perde tempo e mette a segno il giro più veloce, da 1'28"039 con gomme Medium, precedendo Albon e Verstappen. Subito dopo però Hamilton ruba la prima posizione, salvo poi restituirla al compagno di squadra.

Non ha molta fortuna Sebastian Vettel, che dopo aver saltato le prove libere della mattina per un problema alla pedaliera, continua ad avvertire fastidi e decidi quindi di scendere personalmente a controllare. Al box Ferrari si decide di sostituirla, sperando di fare in tempo per riuscire a mettere a segno almeno un giro.


In pista, nel frattempo, Stroll detta il ritmo in attesa della simulazione di qualifica delle due Mercedes, seguito da Albon e Leclerc. Pochi minuti dopo Hamilton, Bottas e Verstappen si lanciano con le soft e segnano dei tempi interessanti.


Anche in questo secondo round viene esposta la bandiera rossa: stavolta a causare la neutralizzazione è Alex Albon, finito contro le barriere alla curva Stowe, a quarantacinque minuti dalla fine delle FP2. Le operazioni di pulizia durano una decina di minuti e alle ore 16:55 riprende la sessione. Torna in pista anche Sebastian Vettel con le Soft, mentre le McLaren si lanciano in una simulazione di gara con gomme Medium. Il tedesco s’inserisce in diciottesima posizione, dopo aver sollevato un bel po’ di polvere nel suo giro, in corrispondenza delle curve Becketts.



Ciò che diventa evidente con il passare del tempo è che che le gomme Soft non riescono a sopportare il caldo ed infatti Lewis Hamilton, dopo pochissimi giri con questa tipologia di gomme, passa alle Hard. Charles Leclerc sembra invece soffrire anche con le Medium, mettendo a segno tempi molto rallentati. Buoni invece i tempi di Max Verstappen, nonostante anche lui giri con le medie.


Al termine di questa sessione, la classifica è insolita: al primo posto infatti troviamo la Racing Point di Lance Stroll con un tempo di 1'27"274 su gomme Soft. Dietro di lui, a 90 millesimi e prima di finire contro le barriere causando bandiera rossa, la Red Bull di Alex Albon. L’interruzione della sessione ha impedito al suo compagno di squadra, Max Verstappen, che era stato il migliore in mattinata, di completare il suo lavoro.


Le Mercedes in questa sessione hanno tenuto un profilo basso, ma nessuno casca nel tranello perché i team sanno bene che in gara le più forti sono sempre loro. Tra il secondo posto di Hamilton e il quinto di Bottas s’inserisce la Ferrari di Charles Leclerc: buono il giro secco, mentre fatica come sempre sul passo gara.


Si conclude così questa giornata di prove libere con un’ottima prospettiva sia per le Mercedes, che per le Racing Point. I primi due round si sono disputati con un insolito caldo afoso che ha riscaldato l’asfalto, ma per le qualifiche di sabato sono attese temperature più miti.


Il sabato si apre con il solito fermento, prima per l’ultima sessione di prove libere e poi per le attesissime qualifiche. Come previsto, il meteo è più fresco, con 20 grandi ed una temperatura dell’asfalto di 29 gradi. Non mancano le nuvole e, soprattutto, il rischio pioggia al sessanta percento.


Alle ore 12:00 in punto è tutto pronto, scatta il semaforo verde e si apre il terzo ed ultimo round di prove libere. I primi a scendere in pista sono Lando Norris e Romain Grosjean, seguiti da Pierre Gasly, Kevin Magnussen e Danil Kvjat, unico a provare con gomme soft. Il primo a confrontarsi con il cronometro è Sebastian Vettel, che mette a segno un giro decisamente lento rispetto ai tempi del venerdì pomeriggio: 1'29"562. Il pilota tedesco successivamente ci riprova, prendendo momentaneamente la leadership, che verrà poi colta da Carlos Sainz, con un tempo di 1'28"539.

Nel primo quarto d’ora scendono in pista solo sei macchine; pochi minuti dopo, però, entrano in pista anche Bottas, Hamilton, Leclerc ed Ocon, tutti con gomme soft. Il finlandese si porta al comando e Leclerc subito dietro di lui, ma pochi istanti dopo il pilota britannico si porta in testa alla classifica con 1'26"825.


Nel box Red Bull, nel frattempo, si lavora senza sosta alla monoposto di Alex Albon, ancora danneggiata dall’impatto del venerdì, e con un ulteriore problema di natura elettrica. In pista, oltre a lui, mancano anche Verstappen, Stroll ed Hulkenberg; questi ultimi, però, dopo la prima mezz’ora di sessione scendono finalmente in pista.

Hamilton continua a migliorarsi, mentre Pierre Gasly s’inserisce in terza posizione con gomme medie. Bottas, per contrastare, monta le Soft già utilizzate e si lancia in un giro che termina con un tempo di 1'25"525, abbastanza per conquistare, momentaneamente, la vetta della classifica. Subito dietro di lui Hamilton e Verstappen, che è al suo primo giro.


Dietro di loro Hulkenberg e Stroll si danno battaglia: il pilota tedesco è quinto, a cinque centesimi dal canadese. Alla fine della prima mezz’ora di libere, Hamilton si reinserisce in testa al gruppo al nono giro, con gomme Soft.

Si apre così la seconda parte di libere, che prevede la classica simulazione di qualifica: ad aprire la serie di prove è Vettel, con un nuovo set di gomme Soft. Il tedesco però, mette a segno un giro ancora un po’ troppo sporco, andandosi a posizionare al quinto posto, a quasi un secondo da Hamilton. Scende poi in pista il compagno di squadra, anche lui con gomme soft, che si posiziona quarto dopo un primo giro rovinato da un errore in curva 4. Davanti a lui, Norris e Verstappen.

Successivamente scendono in pista Bottas ed Hamilton con gomme soft; il finlandese va a prendere la leadership, mentre Hamilton deve abortire il primo tentativo. Risolti i problemi tecnici, Alex Albon può tentare il suo giro che conclude con un tempo di 1'28"398, poi annullato per essere andato lungo alla curva Copse.

A meno di dieci minuti dalla fine, si lanciano anche le due Racing Point, ma purtroppo anche Hullkenberg va lungo in curva 3 e non conclude il giro. Lance Stroll si piazza quarto, a sette decimi da Bottas, mentre Hulkenberg è nono. Il pilota tedesco lamenta fastidi al collo, dopo nove mesi di inattività.


Sebastian Vettel nel frattempo è fuori dalla macchina, dopo aver nuovamente avvertito fastidi alla pedaliera. Aspetta ora i suoi meccanici, nella speranza di poter tornare in pista per questi ultimi minuti. Dopo poco, infatti, il problema sembra risolto ed il tedesco rientra in macchina, piazzandosi tredicesimo, appena dietro ad Albon che è riuscito ora a mettere a segno un giro pulito.


Alla fine della terza ed ultima sessione di prove libere del Gran Premio di Silverstone Bottas comanda la classifica dei tempi, con Hamilton e Verstappen a seguire. Ottimo risultato per la Racing Point di Stroll, ma anche Nico Hulkenberg, al suo grande ritorno, si piazza in nona posizione. Le due McLaren di Sainz e Noris poi, si piazzano rispettivamente quinta e settimana. Per ora invece, non va come sperato il weekend della Ferrari, con Leclerc sesto e Vettel quattordicesimo.


Si chiude così la prima parte della giornata, ed è ora di ritirarsi per preparare la strategia di qualifica. La temperatura rispetto alla mattina si sta rialzando, 22 gradi e 40 di asfalto, mentre il rischio pioggia rimane al sessanta percento. Comunque vadano queste qualifiche, per Daniil Kvjat sarà applicata una penalità di cinque posizioni in griglia per aver sostituito il cambio.


Alle 15.00 si parte con la Q1, il primo round delle qualifiche. Scendono subito in pista Grosjean, Giovinazzi, Magnussen e Raikkonen. Il finlandese è il primo a segnare un tempo di 1'27"941, ma il compagno di squadra Giovinazzi si mette subito davanti, con un giro di 1'27"924. Entrambe le Alfa Romeo vengono sorpassate dalle due Haas: prima Magnussen e successivamente, a 76 millesimi, Grosjean.


Nel frattempo scendono in pista le Mercedes e le Ferrari, tutti con gomme Soft: la situazione si fa interessante quando, a parità di gomme, è il russo Daniil Kvjat a prendersi la leadership, distanziando di quasi un secondo tutte le vetture motorizzate Ferrari. Ma dura poco questo primato, dato che Charles Leclerc conquista la leadership con cinque millesimi di vantaggio su Stroll, Gasly, Kvjat, Hulkenberg e Vettel.


Nel mentre i due piloti della Mercedes concludono il giro e si piazzano primo e secondo, con Bottas che pone una distanza di 339 millesimi tra sé e Hamilton. Leclerc, ora terzo, è staccato di oltre quattro decimi di secondo.


Mancano all’appello le due Red Bull, che non si fanno però pregare. Verstappen, infatti, si posiziona in seconda posizione con gomma soft, a soli 23 millesimi da Bottas. Il finlandese però non vuole rischiare e perciò si migliora ancora, mettendo a segno un giro da 1'25"801. Seguono Hamiton, Verstappen e Leclerc.

Nel frattempo, a cinque minuti dalla fine di questa sessione, fra gli esclusi per ora abbiamo Magnussen, Raikkonen, Giovinazzi, Latifi e Grosjean. Torna in pista Hamilton con gomme Soft usate, ma mentre cerca di completare il suo giro, Nicholas Latifi va in testa coda in curva 7, provocando così la fine della Q1. Gli eliminati, quindi, rimangono Magnussen, Raikkonen, Giovinazzi, Latifi e Grosjean, con Bottas, Hamiton e Verstappen in testa al gruppo.



Mentre si aspetta la Q2, c’è fermento nel box Williams. L’incidente di Latifi, infatti, non è il solo problema della squadra, poiché l’altro pilota, George Russel, potrebbe ricevere una penalità per non aver rallentato nel tratto delimitato dalle bandiere gialle. Non è a rischio tanto la qualifica, quanto piuttosto la situazione in griglia di partenza: l’inglese potrebbe essere penalizzato di tre posizioni, come già accaduto ad Hamilton nel Gran Premio d’Austria.

Alle ore 15:25 si comincia con la Q2 e Hulkenberg e Albon scendono in pista per primi con gomme Medium. Si confermano le impressioni delle prove libere, dunque, e le gomme Medium si prospettano la scelta migliore per la gara di domenica. In pista, infatti, troviamo per lo più questa tipologia di gomme, ad eccezione di Ocon, Vettel, Ricciardo, Sainz, Russel e Norris che optano per le Soft.

A cinque minuti dall’inizio Valtteri Bottas conquista il nuovo record della pista con un tempo di 1'25"015, staccando di un secondo Leclerc e Verstappen a parità di tipologia di gomme. L’imprevisto però, è sempre dietro l’angolo ed infatti, dopo un testacoda di Lewis Hamilton alla Luffield, la direzione gara decide di neutralizzare le qualifichce per liberare la pista dalla ghiaia portata dal britannico. Si riparte alle ore 15:38, e con ancora otto minuti a disposizione Hamilton si lancia subito in pista per concludere il suo primo giro, salendo in seconda posizione.

Singolare poi la scelta di Vettel, che proverà a qualificarsi con gomma Medium dopo un primo tentativo su Soft. Successivamente scendono in pista anche Bottas, Hamilton, Verstappen e Leclerc, tutti con gomme Soft, ma probabilmente non segneranno un tempo migliore per non perdere il vantaggio di partire in gara con le gomme Medium. Al termine della seconda sessione di qualifiche gli eliminati sono Gasly, Albon, Hulkenberg, Kvjat e Russell.

Bisogna attendere solo pochi minuti per le Q3 e poter così conoscere il poleman del giorno. Nel frattempo, domani partiranno con gomme Medium Valtteri Bottas, Lewis Hamilton, Max Verstappen, Charles Leclerc e Lance Stroll. Gomme Soft invece per Sainz, Ocon, Ricciardo, Norris e Vettel, che non è riuscito a migliorarsi con le gialle nel secondo tentativo.



Alle ore 15:55 comincia l’ultima sessione di qualifiche e tutti i piloti si lanciano in pista in contemporanea, con gomme Soft. La confusione che si generà, però, porta la Ferrari a commettere un errore banale: Charles Leclerc viene mandato in pista proprio mentre Lance Stroll transita per la pit lane. Ci sarà ora da capire se l’effrazione varrà solamente una multa o una penalità.

Nel frattempo lo show non si ferma e Lewis Hamilton stupisce ancora una volta, prendendosi la pole position e segnando il nuovo record della pista con un tempo di 1'24"303, seguito da Bottas e Verstappen. Seguono Leclerc, Norris, Stroll, Sainz, Ricciardo, Ocon e Vettel. È la pole numero novantuno per il pilota britannico, e la terza di fila dell’anno, che al termine delle qualifiche, parlando del distacco tra lui e il suo compagno di squadra, ammette:

"Alla fine c'è un grosso distacco tra noi e il terzo posto, ma non importa. C'è Valtteri che mi spinge al limite fino all'ultimo giro. Ha fatto un lavoro fantastico tutto il weekend. Io ho fatto qualche cambiamento prima della qualifica, ma ho peggiorato la situazione. Ho faticato tantissimo con le folate di vento in pista che ti colpiscono sul viso, a volte in coda, ti cambia tutto tra un giro e l'altro. Mi sono girato ad un certo punto, e in qualifica devi costruire la fiducia giro dopo giro. Già ero dietro e dopo essermi girato non so come ho cercato di respirare profondo, trovare calma e compostezza. Il Q3 è iniziato bene. Il primo giro non è stato perfetto, ma comunque era pulito. Il secondo è stato ancora meglio. Devo ringraziare il team, quelli che lavorano in fabbrica, che non è lontano da qui, perché lavorano costantemente per spingere in avanti con gli sviluppi. Sono fiero di fare parte di tutto questo".

L’unico con cui Hamilton sembra dover lottare è infatti il compagno di squadra Bottas, che commenta così il secondo posto:


"Sono state ottime qualifiche per me fino al Q3. Mi sentivo a mio agio, poi nel Q3 ho iniziato a sbandare e non so come mai. Lewis ha trovato qualcosa in più di me. Questo significa che ha fatto un ottimo lavoro e merita la pole, complimenti a lui. In gara penso che ci saranno opportunità in partenza. Lewis l'anno scorso ha vinto partendo da secondo con una strategia diversa. Penso che ci siano varie possibilità ancora aperte. Sicuramente anche chi sta dietro cercherà di rimescolare le carte".

Anche Toto Wolff non nasconde la felicità per il risultato e soprattutto per le prestazioni di questa W11:


"Sono davvero contento delle performance in qualifica. Entrambe le macchine erano in una sorta di campionato a parte. Ho visto raramente una cosa simile. Scommetto che non ci stiamo facendo molti nuovi amici".



In Ferrari Charles Leclerc dà segni di miglioramento andando ad occupare un ottimo quarto posto nella griglia di partenza. Il pilota monegasco commenta anche il probabile unsafe release commesso in Q3, che potrebbe valergli una penalità:

"I punti si fanno domani ma sono soddisfatto, non mi aspettavo di partire quarto e tanto più sulle gomme medie, questo ci può essere di grande aiuto. Stroll in pit lane? Non l'ho visto".


La performance di Lelcerc è stata così inaspettata da lasciare tutti stupiti. Qualcuno, però, è dubbioso. Helmut Marko, infatti, consigliere Red Bull, commenta:


È un mistero da dove Leclerc abbia trovato quella velocità. Nei rettilinei era più veloce di noi, ma questo sembra essere solo il suo caso, non della Ferrari in generale. Non l’abbiamo visto con Vettel. In effetti Leclerc ha perso solo due decimi nel suo miglior tempo del 2019″.

Il weekend di Sebastian Vettel, invece, non è partito sotto buoni auspici. Disturbato dal venerdì per guasti tecnici, in qualifica il pilota tedesco chiude solamente al decimo posto.


Probabilmente ho faticato a trovare il ritmo visto che ieri ho girato poco, la macchina non era male ma non era adatta a me".


Dalla terza piazza scatterà Max Verstappen, determinato a fare bene allo stesso tempo consapevole del distacco dalle Mercedes:


"Il mio giro già alla fine del Q2 è stato piuttosto buono, ma le Mercedes erano troppo veloci. Bisogna accettarlo e cercare di fare il meglio in questa situazione. Per noi ora è il terzo posto, siamo un po' più vicini, ma non significa che potrò lottare con loro".



In teoria la strategia migliore per affrontare i cinquantadue giri del Gran Premio di Gran Bretagna è basata su una sosta sola, con inizio su gomme Soft o Medium per diciotto-ventidue giri, per poi montare le Hard fino alla fine. Altrimenti si può optare per una strategia più rischiosa, ma potenzialmente più veloce: due soste, iniziando con le Soft, montando poi un altro set Soft intorno al diciassettesimo-diciottesimo giro e concludendo con le Medium.

La giornata si apre con un clima di ventun gradi centigradi, cielo poco nuvoloso e pioggia improbabile. A venti minuti dalla partenza sembra tutto pronto, ma come sempre l’imprevisto si nasconde dietro l’angolo: la RP20 di Nico Hulkenberg non è ancora schierata in griglia e quindi dovrà scattare dalla pit lane.


I meccanici della Racing Point si impegnano in una corsa contro il tempo per cercare di aggiustare un problema nell’accensione della monoposto del pilota tedesco, ma alla fine non c’è niente da fare per Hulkenberg; il pilota tedesco non riuscirà nemmeno a prendere il via della gara. Resta solo da sperare nel prossimo weekend per vederlo in azione, e magari provare a conquistare il primo podio in carriera.

Alle ore 15:10 si spengono i semafori e comincia ufficialmente il Gran Premio di Gran Bretagna. Scatta bene Bottas, ma Hamilton rimane in testa al gruppo; l’inglese, infatti, cerca già di prendere un vantaggio nei confronti di Bottas, Verstappen, e Leclerc che deve guardarsi da Sainz. Il pilota spagnolo, infatti, ha approfittato della partenza per portarsi in quinta posizione, seguito da Daniel Ricciardo, ai danni di Norris e Stroll.


Passano due giri ed entra in pista la safety car, dopo che si scontrano Magnussen e Albon all’ultima curva, con il pilota danese che finisce in testa coda in mezzo alla ghiaia.

Alla ripartenza, al termine del quinto giro, Sainz non perde tempo ed attacca Leclerc. Il pilota monegasco fatica a contrattaccare, ma mantiene la quarta posizione. Poco più dietro, Ocon e Stroll combattono per l’ottava posizione: il pilota spagnolo si fa vedere all’interno della Stowe, ma il pilota canadese si difende bene. Nel frattempo, Alex Albon monta le gomme Hard dopo l’incidente con Magnussen, per cui è attualmente sotto investigazione.

In testa al gruppo, Max Verstappen tiene il passo delle Mercedes, nonostante Hamilton cerchi incessantemente di aumentare il gap con il resto del gruppo. Segue ad un secondo di distanza Charles Leclerc, che continua a resistere agli attacchi di Sainz nonostante un errore alla Club. La gara continua senza grandi sorprese fino al tredicesimo giro, quando Kvjat esce di pista a gran velocità alla Becketts, schiantandosi contro le barriere. Il pilota russo dalla vettura, mentre in pista entra nuovamente la Safety Car.


Cambia quindi la strategia per i piloti presenti fino alla settima posizione, che riescono a rientrare ai box per effettuare la sosta. Con un giro di ritardo anche i primi sei riescono a fermarsi, passando tutti alle gomme hard, per arrivare così fino al traguardo. L’unico a non essersi fermato è Grosjean, che mantiene le gomme medie usate fin dalla partenza.



Al ventesimo giro la Safety car rientra e subito s’inscena una lotta agguerrita tra Ricciardo e le McLaren. L’australiano attacca alla Loop, ma Norris risponde alla Luffield. Nel frattempo, l’investigazione per il contatto fra Albon e Magnussen si conclude con cinque secondi di penalità per il tailandese, adesso quattordicesimo. Più avanti, Sainz attacca ripetutamente Grosjean per la quinta posizione e riesce ad avere la meglio al secondo tentativo. Il francese prova ora a resistere in sesta posizione, ma le gomme usurate lo penalizzano troppo e così anche Norris lo passa alla Stowe.


In testa al gruppo Hamilton riesce ad allungare il passo e a porre due secondi di distanza fra lui e Bottas, che però non molla e mette a segno il giro veloce con un tempo di 1'29"764. Arrivati a metà gara le prime due posizioni sembrano inattaccabili.


La ruota anteriore destra montata sulla vettura di Verstappen mostra quasi subito problemi di blistering, causato dallo scoppio di bolle d’aria che si creano a cause delle alte temperature all'interno della mescola di gomma, mentre in fondo al gruppo Alex Albon si ferma a scontare la penalità e monta gomme nuove.


Latifi supera Raikkonen alla Stowe per la quindicesima posizione, mentre Antonio Giovinazzi viene prima posto sotto investigazione per condotta irregolare durante la seconda Safety Car, e poi penalizzato di cinque secondi.

Grosjean, nel frattempo, ha mantenuto la settima posizione, ma Ricciardo non ha intenzione di rimanere dietro di lui a lungo. Al trentasettesimo giro riesce infatti a superarlo e poco dopo anche Stroll passa il pilota francese sul rettilineo degli Hangar. A questo punto Grosjean si ferma per il pit stop, montando gomma Hard.


Al rientro però, dopo aver già ricevuto un ammonimento per una difesa scorretta durante un tentativo di soprasso da parte di Sainz, il francese commette nuovamente lo stesso errore con Ricciardo e rischia così la bandiera nera.

Poco dietro, Gasly super Vettel per la decima posizione, portando così l’unica AlphaTauri rimasta in gara in zona punti. Alex Albon tenta una risalita superando Raikkonen in quindicesima posizione, ma rimane poi bloccato dagli avversari che lo procedono. In testa al gruppo invece, Hamilton aumenta il distacco dal compagno di squadra, arrivando a quasi tre secondi.


Le Renault intanto si portano all’attacco: Ricciardo per la sesta posizione su Norris ed Ocon per l’ottava su Stroll. Pierre Gasly è poi sotto investigazione per il sorpasso appena effettuato su Vettel: sembra infatti che il francese abbia sfruttato l’esterno della pista, oltre che il cordolo, all’uscita della Stowe.


Al centro del gruppo, Russel e Giovinazzi sono stati raggiunti da Albon ed il trio lotta ora per la dodicesima posizione, conquistata dal pilota thailandese con un sorpasso vincente su Russell. Il pilota della Red Bull prosegue nella sua corsa e spodesta anche Giovinazzi, mentre Ocon riesce finalmente a passare Stroll conquistando così l’ottava piazza. Il canadese però fa una mossa azzardata nel tentativo di difendersi e riceve per questo la bandiera bianco-nera come ammonimento. Nel frattempo, Kimi Raikkonen perde un pezzo di ala anteriore per un problema strutturale alla C39.

Arrivati al cinquantesimo giro, un altro colpo di scena riaccende l'interesse su una gara fin ora poco attraente: cede infatti la gomma anteriore sinistra di Bottas, seguito pochi secondi dopo da Sainz, che viene prontamente superato da Verstappen. Il pilota finlandese scende all'undicesimo posto, mentre lo spagnolo è tredicesimo. Leclerc invece conquista il terzo, mentre Verstappen decide di fermarsi per un’ultima sosta, nel tentativo di conquistare anche il punto aggiuntivo concesso dal giro veloce.


A pochi istanti dal temine della gara Lewis Hamilton, leader del Gran Premio dal primo giro, si vede rallentato a causa di una foratura alla gomma anteriore sinistra e cerca disperatamente di arrivare al traguardo, mentre Max Verstappen, con gomme fresche, non gli da tregua e si avvicina sempre più.


Sono secondi di pura tensione, ed ogni curva viene vissuta dai fan con il cuore in gola, finché al cinquantaduesimo giro sventola la bandiera a scacchi: Lewis Hamilton vince il Gran Premio di casa, tagliando il traguardo su tre ruote. Sul podio insieme al pilota britannico salgono Verstappen e Leclerc, mentre in zona punti seguono Ricciardo, Norris, Ocon, Gasly, Albon, Stroll e Vettel.



Giunti ai box, i primi tre classificati vengono intervistati da David Coulthard; Hamilton, artefice di una vittoria magistrale con una ruota in meno, come solo Jim Clark fece prima di lui nel 1967, scende dalla macchina e la scruta, quasi a chiedersi come sia stato possibile portarla fino a lì. Il pilota britannico si dice entusiasta, ma decisamente provato dagli ultimi momenti della gara:

"Ultimo giro? Fino a quel momento è stata una gara che è andata a vele spiegate, senza nessun problema. Valtteri ha spinto tantissimo, al massimo. Io ho gestito un po’ la gomma. Quando ho sentito che la sua aveva avuto un problema ho guardato la mia e tutto sembrava in ordine. La macchina girava senza alcun problema, quindi non pensavo sarebbe successo. Poi in rettilineo la gomma è scoppiata. Ho notato che si è piegata su un lato e mi sono trovato con il cuore in gola perché non sapevo se la macchina sarebbe arrivata al traguardo o se sarei uscito di pista appena avrei toccato i freni. Cercavo comunque di mantenere la velocità, senza che tutto partisse e si rompesse l’ala. Tutte cose che potevano capitare, ma cercando anche di non essere troppo lento".


"Non so come sono arrivato alle ultime curve, ma devo comunque ringraziare il team. Hanno fatto un lavoro eccezionale. Forse avremmo dovuto fermarci dopo aver visto cosa è successo con Bottas. Io ero molto tranquillo verso la fine. Mi hanno dato l’informazione del vantaggio, ad un certo punto era trenta secondi, poi è sceso molto rapidamente, ma io sono rimasto concentrato nel concludere il giro e la gara. La macchina girava abbastanza bene, poi ho faticato di più nelle ultime curve. Ho sentito che il gap diminuiva, quindici, poi dieci secondi. Ho cercato di spingere al massimo in curva 15 e 16, la macchina quasi si fermava. Il vantaggio scendeva, nove-otto-sette secondi, e ho cercato di mettere di nuovo il piede sul gas dando tutto. Non ho mai provato niente di simile all’ultimo giro. Quasi mi si è fermato il cuore, ma questo dimostra quanto ero tranquillo no?"


Anche in Red Bull si festeggia con un pizzico di amarezza per quell’ultimo pit stop che, se evitato, avrebbe permesso a Max Verstappen di vincere la gara:

"Pit stop? C’è un aspetto di fortuna ma anche di sfortuna. Le gomme a dieci giri dalla fine non sembravano in grandi condizioni. Ci siamo consultati in radio e dopo la foratura di Bottas abbiamo deciso di entrare ai box per provare il giro veloce. Ma poi purtroppo anche Lewis ha avuto una foratura. Sono comunque contento del secondo posto, è un ottimo risultato per noi. Gara solitaria? Sì, ho detto al mio ingegnere di ricordami di bere, perché è importante con questo caldo. Però è stata una gara solitaria. Ho cercato semplicemente di gestire il passo e le gomme".


Stupore poi nei box Ferrari. Il terzo posto di Charles Leclerc è tanto inaspettato quanto meritato.

"La gara è stata molto complicata, appena ho sentito che Valtteri aveva un problema alle gomme ho rallentato parecchio. Anche Carlos ha avuto un problema al giro successivo, e Lewis. Per me è stato un colpo di fortuna, ma al di là di questo abbiamo fatto il meglio che potevamo fare oggi. Sono molto contento di come ho saputo gestire le gomme fin da inizio gara. Sono molto contento anche del bilanciamento della macchina. Abbiamo visto il potenziale delle prestazioni della macchina. Non è ancora quello che vogliamo, ma oggi siamo riusciti a cogliere ogni opportunità e sono molto contento. Gomme per la settimana prossima? Non so quale sia stata la causa dei problemi oggi. Forse detriti in pista. Ma credo che Lewis abbia forato in una curva e Valtteri in un’altra. Magari rivedranno la scelta, non lo so, non posso dirlo. È una cosa che spetta ai ragazzi della Pirelli, che sicuramente indagheranno".


Ci sarà infatti sicuramente da spiegare la questione pneumatici, per cui solo nella gara di oggi, in tre hanno sofferto di cedimenti alle gomme. Da una prima analisi degli pneumatici forati vengono notati dei tagli, probabilmente causati dai detriti lasciati dal pezzo di ala anteriore perso da Kimi Raikkonen. Intanto però c’è spazio solo per i festeggiamenti e anche Mattia Binotto, dopo un weekend complesso, si concede delle parole d’ottimismo:

"Charles è stato molto bravo, ieri in qualifica e oggi in gara. Soprattutto nel gestire le gomme. Sapevamo che con questa configurazione alare avevamo un vantaggio in qualifica, e poi l’usura degli pneumatici era da gestire. Il nostro ingegnere ha fatto un buon lavoro da quel punto di vista, dando indicazione continue, non prendendosi rischi, Charles è stato molto paziente sin dal primo giro. Non ha mai spinto nelle curve veloci evitando di stressare troppo le coperture. L’andar piano per arrivare in fondo, questa è stata la sua gara. Gestita molto bene, e premiata poi alla fine con quanto avvenuto agli avversari".


Il team principal della Ferrari ribadisce l’ottimo clima che c’è a Maranello, nonostante le difficoltà delle ultime settimane:

"Io mi trovo bene in quest’azienda da tanti anni, mi trovo bene con i miei responsabili. Condividiamo quotidianamente visione e obiettivi. Ringrazio per l’appoggio continuo che mi danno, sia Elkann e Camilleri. La squadra è coesa e ha voglia di fare bene. La situazione è di difficoltà, lo riconosciamo, ma la squadra è unita, malgrado le difficoltà. Abbiamo fame e voglia di far meglio. Non abbiamo intenzione di aspettare fino al 2022 per ottenere risultati migliori, nel 2022 dobbiamo sfruttare una forte discontinuità regolamentare come è avvenuto con la Red Bull a partire dal 2010 e con la Mercedes a partire dal 2014. Chi ha lavorato bene ottenendo un vantaggio nei cambi regolamentari lo ha poi mantenuto. Noi dobbiamo lavorare in quest’ottica, ma questo non vuol dire che fino al 2022 non faremo del nostro meglio".

Per Sebastian Vettel, invece, le considerazioni da fare sono altre: il tedesco, infatti, si trova alla sua ultima stagione con la Ferrari e non può quindi mancare una riflessione sull’intensa storia d’amore fra Vettel e la Ferrari, e su ciò che verrà. Non ha rimpianti il pilota tedesco, che dopo aver passato gli ultimi sei anni vestito di rosso ora sorride guardando al futuro:

"Per quanto mi riguarda le cose sono piuttosto chiare, non sono ferito, credo che sia importante guardare avanti e penso che come professionista io abbia accettato la scelta. Sono semplicemente rimasto sorpreso perché mi aspettavo qualcosa di diverso, dal momento che la comunicazione stava andando in una direzione completamente opposta. Dunque, è stata questa la sorpresa. Ma vado oltre".

Dove?

"Ho ancora un lavoro da fare qui e sono disposto a svolgerlo al meglio, è il minimo che posso fare per restituire qualcosa che valga a tutta la gente che dentro questo team ha sacrificato il proprio tempo e compiuto il massimo sforzo per aiutarmi. Non sono il tipo d'uomo che vive di rimpianti e si guarda indietro, se le cose finiscono entrambe le parti devono guardare al futuro. In ogni caso io mi sento competitivo, mentalmente e fisicamente non ho niente di meno rispetto al passato, voglio fare la scelta migliore per me, magari tra due settimane o più saprò dire cosa ho deciso, non ho fretta".

È stata una storia d'amore felice o infelice con la Ferrari?

"Entrambe le cose: abbiamo avuto tempi molto buoni con grandi gare e abbiamo combattuto per il Mondiale, credo nella maggior parte delle stagioni, ma purtroppo non siamo riusciti a vincerlo. Se lo misuri col successo allora no, non abbiamo avuto quello che avrei voluto e che probabilmente anche il team voleva, quindi sì, un amore un po' felice e un po' infelice".

Se Vettel dovesse smettere con la Formula 1, cosa gli piacerebbe fare?

"Non ne voglio parlare…sono molto interessato a tante cose diverse, non ho dei piani precisi visto che ho vissuto a lungo in un ambiente che consuma molto il tuo tempo mentre fuori dalla pista ce n'è in abbondanza da riempire. Qualche idea ce l'ho, magari tornare a scuola e studiare, oppure provare cose diverse per capire quello che davvero mi piace. Sono piuttosto contento della vita che ho avuto, forse mi è mancato un po' di tempo per la famiglia, con tre figli ne vorresti di più e non è mai abbastanza, ma non credo di essere la prima persona su questo pianeta che combatte con il fatto che la giornata è fatta di sole ventiquattro ore".


Il presidente John Elkann ha detto che quando si costruisce un ciclo è più difficile chiedere a un campione di pazientare e ha confermato che la Ferrari è in difficoltà. Sono argomenti che sollevano Vettel dal dubbio che il problema nel non rinnovo sia stato un suo calo di performance?

"Non penso ci sia un collegamento. Sono approdato in Ferrari dopo molti anni di successi e la sfida è stata quella di ricostruire. All'epoca sicuramente eravamo in una posizione migliore di adesso, sono arrivato qui con molta passione, volontà e determinazione per far crescere la squadra, era anche la promessa che il signor Marchionne mi fece spiegandomi che stavano cercando qualcuno per rifondare il team. Allora ero io il candidato, ora non più. Oggi credo che sia importante dire la verità ai fan, e la verità è che stiamo attraversando un momento difficile, lo abbiamo visto nelle prime tre gare e continueremo a vederlo nelle prossime. Per uscire da queste situazioni ci vuole tempo. Personalmente ho vissuto situazioni simili in passato, forse per Charles è diverso, quello che sta vivendo è forse il primo passo indietro".

Vettel si è mai sentito solo?

"Penso che qui e lì forse non ho avuto il supporto di cui avevo bisogno, desiderio o richiesta, ma nel complesso penso di averlo ricevuto, ho avuto persone vicino a me sempre pronte a darmi una mano sia in pista che a Maranello, dove sono sempre state molto aperte".

Non pensa che a volte avrebbe potuto sbagliare di meno?

"Penso che non ci siano molte persone che guardando indietro non dicano che avrebbero potuto fare meglio, credo che si impari sempre, ci sono sempre dei piccoli errori lungo la tua strada, sulla mia a volte li ho commessi io altre volte il team, ma questo non è un gioco a incolparsi l'un l'altro. Non rimpiango il tempo che ho avuto qui, e poi sono molto ottimista, non vedo l'ora che arrivi il futuro, anche se non so cosa sia".

La vettura di quest'anno soffre per un motore depotenziato o perché è sbagliata l'aerodinamica?

"Soffriamo di motore e il nostro telaio non vi si adatta, non siamo competitivi sul dritto come prima ed è per questo che fatichiamo non solo con la Mercedes o la Red Bull, ma anche con gli altri. Siamo entrati a far parte del centrocampo, nel senso che stiamo combattendo con la McLaren, Renault e altre squadre. La base di questa vettura è stata impostata su quella del 2017 che era molto forte, ma da allora gli altri hanno lavorato meglio, la Mercedes si è dimostrata superiore e tutti sono stati spinti a crescere, i regolamenti sono cambiati di poco. Noi non solo quest'anno ma anche nei precedenti non abbiamo mai avuto il pacchetto giusto per insidiare la Mercedes fino alla fine. Ma detto questo non credo sia giusto per il nostro reparto telai dire che c'è un errore nella nostra auto, credo che sia solida ma non come le altre, anche se so che in Italia quando non si vince si dice che è tutto un errore".


Il reparto tecnico in Ferrari è stato riorganizzato, sarà sufficiente a invertire la rotta?

"Spero che abbia effetti molto rapidi quest'anno, altrimenti non mi interessa e riguarda più di tanto".

La lotta al razzismo riguarda Sebastian?


"E' scioccante che sia ancora un problema. Ci inginocchiamo, è solo un gesto, ma spero sia un segno. Non bisogna farlo solo davanti alle telecamere ma combattere nella vita di tutti i giorni".


Cosa le resterà dell'Italia e degli italiani?

"L'unicità della Ferrari. E un pezzo di vita personale che non si chiude".


Si conclude così il Gran Premio di Gran Bretagna, che conferma ciò che ormai era chiaro agli occhi di tutti: la Formula 1 è comandato - prestazionalmente - dalle imbattibili Mercedes. L’appuntamento è ora alla settimana successiva, con il Gran Premio del Settantesimo Anniversario della Formula 1 che si correrà nuovamente a Silverstone.


Desirée Palombelli

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