#1021 GP d'Ungheria 2020, Hamilton fa due su tre e vola in vetta al campionato, Bottas è solo terzo



Dopo i primi due round della stagione, disputati entrambi sul circuito austriaco del Red Bull Ring, il Circus si trasferisce in Ungheria, dove si correrà il terzo appuntamento del campionato, domenica 19 Luglio 2020. Mai il Gran Premio che generalmente si disputa sul circuito dell'Hungaroring si era disputato così presto: a causa dell’emergenza sanitaria data dal Covid-19, infatti, il Gran Premio è stato anticipato di due settimane, prendendo il posto inizialmente attribuito al Gran Premio di Gran Bretagna.

Il post gara in casa Ferrari è silenzioso; c’è poco tempo per tornare sul doppio ritiro del Gran Premio di Stiria, a causa di una manovra estrema di Charles Leclerc dopo nemmeno un minuto dall’inizio. È invece il momento di concentrarsi sul nuovo pacchetto di aggiornamenti che il team di Maranello porterà in pista nel weekend (nuova disposizione per i radiatori e gli scarichi delle pance), e soprattutto di cercare di tirare fuori il massimo dal circuito lento e tortuoso dell’Ungheria. Mattia Binotto si dice motivato per questo Gran Premio, e pronto a lavorare al massimo:


"Siamo consapevoli che il livello della prestazione della vettura non è all'altezza delle aspettative, nostre e dei nostri tifosi. Ma stiamo lavorando alacremente su ogni aspetto per migliorare il prima possibile. Andiamo con l'obiettivo di raccogliere il massimo dei punti. Per riuscirci dovremo essere perfetti in ogni area: piloti, preparazione della vettura, operazioni in pista, affidabilità".

La speranza di una SF1000 competitiva la nutrono per primi anche Sebastian Vettel e Charles Leclerc. Il monegasco ha tanto da dare al team di Maranello, tra cui l’ottimismo e la promessa di massima attenzione dopo la leggerezza in Austria che gli è costata cara:


"Sarà vitale non commettere errori per mettere insieme il tentativo perfetto. Basta poco, infatti, per pagare un caro prezzo in termini di tempo sul giro. Budapest è una delle mie tappe preferite nel calendario, perché la città è splendida e i tifosi sono molto appassionati. In questa edizione non li potremo avere sugli spalti ma ci seguiranno da casa e spero di poterli far divertire".


Vettel, invece, al suo ultimo anno in Ferrari vuole concludere questa avventura nel migliore dei modi, e soprattutto vuole dimostrare di valere ancora tanto. Impostosi sul circuito nel 2015 e 2017, sa già cosa lo aspetta:

"E' un tracciato difficile, che sottopone i piloti a un discreto sforzo fisico perché sono pochissimi i tratti nei quali è possibile rilassarsi. Le curve infatti sono tantissime, e di solito quando si disputa il Gran Premio le condizioni atmosferiche presentano giornate molto calde. Dispiace ancora di più stavolta che non ci sia il pubblico sulle tribune, visto che questa tradizionalmente è anche una pista sulla quale accorrono molti tifosi della Ferrari e tantissimi dalla Germania".

Nel frattempo, però, il mercato piloti non si arresta. Secondo il quotidiano tedesco Bild, infatti, il futuro di Sebastian Vettel potrebbe essere svelato molto presto: sarà il nuovo volto della scuderia Racing Point. Il team che nel 2021 diventerà proprietà dell’Aston Martin avrebbe scelto di cessare i rapporti con il messicano Sergio Perez, presente nel team dal 2014, a favore del tedesco quattro volte campione del mondo. Intoccabile invece, la posizione di Lance Stroll, altro pilota della scuderia britannica e figlio dell’azionista di maggioranza del team.

La Racing Point sembra essere dunque la principale contendente al pilota tedesco, per ora, visto soprattutto che Red Bull, Mercedes, Renault e McLaren hanno già chiuso le porte. A mettere in dubbio la notizia, però, rimane una clausola presente sul contratto di Perez, secondo cui il messicano può essere rilasciato non oltre il 31 Luglio, pena una corposa penale. Il team di Lawrence Stroll deve quindi sbrigarsi a concludere l’accordo, se davvero intende portare a casa il tedesco. Sebastian Vettel, tuttavia, alla richiesta di un commento, non si sbilancia:


"Le voci che girano? Se girano c'è un motivo. Anche se rispetto all'Austria non è cambiato molto, non ci sono novità. In tanti parlano, la Racing Point ha impressionato nelle prime due gare per le prestazioni, ma per me non è cambiato nulla. Voglio prendere la decisione più giusta per me, e ogni opzione è ancora aperta: non so se guiderò l'anno prossimo, se mi fermerò un anno o se smetterò. Non lo so, e non ho alcuna fretta di decidere".

Perez, dal canto suo, si dice tranquillo, ricordando a tutti di avere ancora un contratto fino al 2022 con la Racing Point:


"Il team ha fatto un grande passo in avanti e non mi sorprende che ora sia appetibile per piloti di grosso calibro. È positivo che questo avvenga, perché è la dimostrazione che stiamo lavorando bene. Vettel fa parte dei grandi nomi, in carriera è stato fortunato perché ha avuto a disposizione macchine molto competitive, ma non per questo qualcuno può permettersi di svalutare quanto ha ottenuto in Formula 1. È un pilota che un team di alto livello accoglierebbe volentieri. Quanto a me, ho un contratto e quando sono usciti i rumors su Vettel sono stato contattato da un team nel paddock, non dico quale".


Spostandoci più giù nel paddock, alla vigilia delle prove libere il team WIliams conferma l’attuale coppia di piloti George Russel e Nicholas Latifi per il 2021. Di conseguenza, è ormai altamente probabile che per la Mercedes la line-up rimarrà la stessa: il finlandese Valtteri Bottas, assieme al britannico Lewis Hamilton.


Archiviate per ora le negoziazioni, venerdì 17 Luglio 2020 si da ufficialmente il via a questa ultima tappa del primo triple-header della stagione, ovvero tre gare in tre weekend di fila, con le prove libere.


La giornata si apre con un pensiero al pilota francese Jules Bianchi, scomparso in questa data cinque anni prima, a venticinque anni, dopo più di nove mesi di coma a seguito di un incidente durante il Gran Premio di Suzuka del 2014.


La Pirelli conferma le stesse mescole utilizzate per i primi due Gran Premi della stagione, ovvero C2, C3 e C4, mentre la FIA stabilisce due zone per l’utilizzo del DRS, la prima sul rettifilo dei box, la seconda tra la curva 1 e la curva 2. Viene anche aggiunta una nuova zona in cui i piloti possono essere sanzionati qualora non dovessero rispettare i limiti di velocità imposti dalla pista: i sensori per la rilevazione vengono posizionati nella zona del tracciato compresa tra le curve 11 e 12, oltre alla zona già precedentemente esistente in curva 4.

Per questa prima sessione di prove libere Robert Kubica sarà nuovamente al volante di un Alfa Romeo, stavolta al posto di Kimi Raikkonen.

La sessione si apre alle ore 11.00 con il rischio di pioggia lieve, che però non costringe i piloti a montare gomme da bagnato, e anzi offre un vantaggio portando la temperatura dell’asfalto ad un livello inferiore rispetto alla norma.


Lando Norris è il primo ad uscire per la McLaren, seguito poi da Max Verstappen che segna per primo un tempo di 1'19"536. L’olandese poi si migliora e al giro successivo lo abbassa a 1'19"440. Qualche minuto dopo Bottas si porta in testa al gruppo, con un tempo di 1'16"559, successivamente diventato 1'16"559. Il compagno di squadra Lewis Hamilton però non ci sta, e abbassa il miglior tempo a 1'16"126.


A mezz’ora dall’inizio delle FP1, fra i primi dieci troviamo Hamilton, Bottas, Verstappen, Leclerc, Ricciardo, Magnussen, Ocon, Stroll, Sainz e Perez. Ricciardo poco dopo sale in quarta posizione, mentre comincia a piovere insistentemente sull’Hungaroring. Perez, nel frattempo, monta gomme medie e sale in terza posizione, davanti a Stroll.


Poco dopo, Bottas si porta al comando con un tempo di 1'16"003, superato poi dal compagno di squadra con gomma bianca. A cinque minuti dal termine la top ten è occupata da Hamilton, Bottas, Perez, Stroll, Ricciardo, Vettel, Leclerc, Verstappen, Norris, Ocon e si conferma poi in quest'ordine fino alla fine della prima sessione di prove libere.


Il più veloce è quindi Hamilton, mentre è interessante notare come i primi cinque posti siano tutti riservati ai motorizzati Mercedes. Il francese Gasly, invece, non ha potuto effettuare nemmeno un giro in questa sessione, a causa di un problema tecnica riguardante la power unit.



La sessione pomeridiana si apre invece sotto una pioggia più fitta, tanto che solo tredici piloti riescono a segnare tempi cronometrati. Alle ore 15.00 in punto il semaforo diventa verde e si aprono così le FP2, ma nei primi minuti c’è poca azione.


Alle ore 15:05 scende in pista per primo Pierre Gasly con gomme full wet, intenzionato a rifarsi dopo la mattinata di stop forzato. Il francese torna ai box dopo solo un primo giro d’installazione, e dal suo on board si può notare una pista molto bagnata, ma in fase di asciugatura.


Nessun movimento per i successivi minuti, fino a che Sergio Perez decide di avventurarsi, segnando per primo un giro cronometrato di 1:43.002. Anche Raikkonen e Stroll scendono in pista, ma poco dopo Sergio Perez esce di pista in curva 6 e decide di tornare ai box.


La prima mezz’ora si conclude con solo tre piloti ad aver segnato un tempo: Perez guida con 1'42"470, secondo Stroll e terzo Raikkonen. Dopo un altro paio di giri e il canadese della Racing Point ad essere protagonista di un’uscita di pista.


Esteban Ocon scende in pista con gomme intermedie per un lento giro d’installazione, ma non si confronta con il cronometro. Lo stesso fa Ricciardo, mentre in pista scendono le due Ferrari con gomme da bagnato estremo. Charles Leclerc sale al terzo posto, ad 1.3 dal leader, mentre Vettel è dietro di lui. Il tedesco si porta al comando nel giro successivo con un tempo di 1'41"564, mentre in pista scendono anche Kvyat, Grosjean, Giovinazzi e Norris e Leclerc rientra ai box.

Nei minuti successivi la pista sembra migliorare, grazie anche alle cinque monoposto che asciugano il bagnato giro dopo giro, e così scende in pista anche Valtteri Bottas con gomme full wet, assieme a Giovinazzi, Raikkonen e Grosjean. Vettel e Norris invece rientrano ai box.


Nel primo giro Bottas segna un tempo di 1'40"736, conquistando la seconda posizione. Nel frattempo, si fanno vedere anche Carlos Sainz con gomme full wet e Lewis Hamilton con gomme intermedie. C’è tra l’altro, un motivo preciso per cui alcuni piloti (Lewis, ma anche i due piloti della Renault) provano l'utilizzo delle gomme da bagnato non estremo: la Pirelli, in caso di prove libere sul bagnato, restituisce alle squadre un treno addizionale di gomme intermedie, ma non di full wet. Dunque, usare le intermedie in questa sessione è praticamente gratis, mentre le full wet usurate in PL2 non saranno rimpiazzate in vista delle qualifiche e della gara.



Sainz si porta in terza posizione, mentre Hamilton sceglie invece di rientrare ai box dopo un giro lento su gomme intermedie. Anche lo spagnolo tenta successivamente un giro con gomme intermedie, ma la pista è ancora troppo bagnata. C’è infatti una finissima ma costante pioggia che non permette all’asfalto di asciugarsi, ma nonostante questo Sebastian Vettel sceglie di tentare un giro con le gomme intermedie. Il primo settore va bene, con solo tre decimi in meno rispetto al giro effettuato con le gomme full wet, ma sono il secondo e terzo settore il vero problema, dove è presente molta acqua e il tedesco segna un tempo di 1.7 più lento del suo miglior giro.


Scendono ora in pista anche Verstappen e Leclerc con gomme intermedie. Mancano dieci minuti alla fine, con Vettel che segna circa quattro secondi in più rispetto al giro del compagno di squadra. Il tedesco torna poi ai box, mentre scende in pista Alex Albon.

Gasly e Leclerc avvertono entrambi qualche problema: Leclerc infatti spiega di non riuscire a tenere il posteriore della macchina, mentre Pierre Gasly avverte il team via radio riguardo ad un’insistente puzza di bruciato nella sua vettura:

''In macchina c'è puzza, come se si stesse bruciando qualcosa. Non so cosa succede, sembra ci sia un barbecue sul posteriore''.


A cinque minuti dal termine di questa seconda sessione di prove libere scendono in pista Raikkonen, Giovinazzi, Kvyat, Verstappen e Gasly, che torna al lavoro dopo aver risolto i problemi. Verstappen sceglie ora le gomme da bagnato estremo, per cercare di rubare la testa della classifica a Sebastian Vettel, ma rischia di uscire in curva 11: per fortuna, con gran controllo tiene la monoposto e chiude con un giro di 1'42"820, tempo che gli vale la settima posizione.

Alle ore 16:30 si conclude questo venerdì di libere, con Sebastian Vettel in testa alla classifica dei tempi, seguito da Bottas, Sainz, Stroll, Perez, Gasly, Verstappen, Grosjean, Raikkonen e Leclerc.



Nella notte tra venerdì e sabato la Red Bull utilizza una delle due opportunità previste dal regolamento per infrangere il coprifuoco notturno, per lavorare sull'assetto delle sue monoposto, senza che ciò comporti delle penalità sulla griglia di partenza.


Il sabato si apre senza pioggia, ma con nuvole nerissime. Nonostante tutto, il tempo sembra reggere anche all’inizio della terza sessione di prove libere delle ore 12.00, quando Lando Norris, primo a scendere in pista, avverte di una pioggerella leggera che tuttavia non infastidisce.


Segue poi un giro d’installazione anche per Raikkonen e Sainz, in pista con gomme soft. Il finlandese conclude poi un giro di 1'19"136, tempi ancora alti a causa della pista non perfettamente asciutta, soprattutto in curva 1 e 2.


Scendono in pista anche le due Williams con gomme Medium. Russel si posiziona in seconda posizione, ad 1.6 dal leader Raikkonen. La sessione entra poi nel vivo quando in pista scendono Albon, Leclerc, Vettel, Gasly, Verstappen, Bottas, Kvyat e Hamilton. Vettel stacca di tre decimi il compagno di squadra, entrambi su gomme soft. Ma la leadership della Ferrari non dura a lungo: poco dopo Max Verstappen s'impone con gomme medium segnando un tempo di 1'17"033, superato poi da Valtteri Bottas con un tempo di 1'16"862, con gomme soft.

E’ questione di poco tempo prima che il sei volte campione del mondo si prenda il primo posto: con un giro di 1'16"472 su gomme soft, la testa della classifica è sua. Nel mentre, Max Verstappen si gira in testacoda, mentre spinge la sua monoposto tentando di rimettersi in testa. Nessun problema per l’olandese, che riparte subito.


Segue un botta e risposta fra Hamilton e Bottas per la prima posizione, guadagnata alla fine dal britannico a metà FP3 con un giro da 1'15"984 su gomme soft.


Perez nel frattempo, si conferma essere uno dei più pericolosi nella lotta alle spalle della Mercedes, con un tempo di 1'16"340 che gli permette di mettersi in seconda posizione a 62 millesimi da Bottas a parità di gomme.


Segue un momento di calma, prima della classica simulazione di qualifica: a venti minuti dalla fine delle FP3 si lanciano le due Ferrari e le due Mercedes su gomme Soft nuove. Leclerc si posiziona davanti ad Hamilton, mentre Vettel è quinto. Bottas intanto si riprende la prima posizione e Verstappen scende in pista, ma lamenta una mancata sincronizzazione del cambio che lo porta a segnare un giro poco significativo.


Arrivati agli ultimi minuti di quest’ultima sessione di prove libere, Nicholas Latifi va in testacoda in curva 12, ma riesce a tenere la macchina e a tornare in pista. Le sorprese non finiscono qui, perché Perez scalza Leclerc dalla terza posizione, a solo 161 millesimi da Bottas. Vettel nel frattempo è ottavo, alle spalle di Stroll, Verstappen e Norris.


A cinque minuti dalla fine, assistiamo agli ultimi passaggi per Hamilton e Bottas, mentre tutti gli altri sono già ai box. Si concludono così queste FP3 con il miglior tempo di 1'15"437 segnato da Valtteri Bottas, seguito da Hamilton e Perez. Le due Ferrari si piazzano quarta e ottava, segno di una prestazione tutta da rivedere.



Al termine della sessione, i commenti da parte di Lewis Hamilton sono solo che positivi, specialmente riguardo alla macchina che definisce la migliore che abbiamo mai avuto.

La Ferrari invece non è per niente contenta e Mattia Binotto non lo nasconde in conferenza stampa, sottolineando che la perdita di prestazioni del motore è da addebitarsi alle nuove direttive tecniche:


"Penso che i regolamenti siano molto difficili e complessi, ci sono delle aree in cui forse saranno ancora necessari dei chiarimenti. Dallo scorso anno sono state rilasciate molte direttive tecniche che alla fine hanno chiarito alcune aree delle normative. Penso che abbiamo dovuto adattarci alle nuove interpretazioni. Non credo che a risentirne sia stata solo la Ferrari, perché guardando alle potenze di questa stagione penso che la maggior parte degli altri costruttori si sia dovuta adeguare. Sicuramente la Ferrari ha perso parte delle prestazioni che aveva".

Nel frattempo, però, l’attenzione nel paddock si sposta altrove, e più precisamente verso il rinnovo del Patto della Concordia, che scadrà proprio a fine stagione 2020. Il contratto regola dal 1981 la partecipazione al campionato mondiale, includendo l’organo FIA, i team e i proprietari. La Ferrari, di questo accordo che prevede anche l’obbligo di partecipazione alla Formula 1, ne beneficia in modo particolare: essendo l’unico team ad aver preso parte ad ogni stagione di Formula 1 dal 1950 ad oggi, è considerato una squadra storica ed ha dunque diritto ad un premio in denaro superiore rispetto agli altri team.

Burocrazia a parte, il sabato prosegue entrando così nel vivo: è il momento delle qualifiche. La pioggia non concede tregua neanche oggi, e così la minaccia del bagnato costringe i piloti ad uscire subito in pista non appena scatta l’inizio della prima sessione di qualifiche. Max Verstappen segna il primo tempo, battuto però poi da entrambe le Mercedes.


Mentre una sottile pioggia fa capolino sul tracciato, Lance Stroll si posiziona al terzo posto, davanti al compagno di squadra. Seguono Charles Leclerc, Max Verstappen, le due McLaren, Sebastian Vettel e Alexander Albon.

Hamilton si riprende la vetta della classifica e Ricciardo, uscito nel frattempo per il suo giro, si posiziona al sesto posto. Verso la prima parte di questa fase la pioggia concede una tregua, consentendo così a Sebastian Vettel d’inserirsi al quarto posto; un tempo battuto da Norris e Sainz. Si migliorano anche Ocon e le due Williams, per la prima volta in Q2 dal Gran Premio D’Italia del 2018. In zona eliminazione sono presenti Kvjat, le due Haas e le due Alfa Romeo: per la prima volta in carriera Kimi Raikkonen si classifica ultimo, senza che vi siano delle penalità da scontare.


Si aprono così le Q2, dove è importante la scelta della gomma, poiché dovrà poi essere tenuta anche per la partenza in gara. Racing Point e Mercedes optano quindi per una gomma media, mentre gli altri team scelgono la mescola più morbida. Nonostante le scelte differenti, Lewis Hamilton è il più veloce di tutti, e addirittura entrambe le Mercedes sono di otto decimi più veloci rispetto alle due Ferrari e Red Bull. A fine seconda sessione, gli eliminati sono Ricciardo, Albon, Ocon e le due Williams.


In Q3 tuttavia, partono solo nove piloti: Pierre Gasly si ritrova infatti nuovamente bloccato a causa di problemi al motore, e partirà decimo. Lewis Hamilton si lancia per il primo tentativo, che conclude con un tempo di 1'13"613, di tre decimi superiore al compagno di squadra; Stroll invece è terzo, staccato di un secondo. Max Verstappen si posiziona quarto, con alle spalle le due McLaren e le due Ferrari. Pérez chiude con un tempo migliore di quello delle monoposto di Maranello, ma il suo tempo viene annullato.

Le Ferrari però non si arrendono e si migliorano, conquistando il quarto e quinto posto, ed anche Lance Stroll scala la classifica, salendo al terzo posto e battendo il suo compagno di scuderia, Pérez, che è invece quarto. Riescono ad abbassare ancora i tempi sia Hamilton che Bottas: il Campione del Mondo in carica ferma il cronometro a 1'13"447. Chi non migliora è Verstappen, che è settimo.

Si chiude così questo sabato di qualifiche in cui Lewis Hamilton continua a stupire; il britannico infatti non ha rivali e ormai corre solamente contro i record da battere, conquistando così la novantesima pole position in carriera e la settima all'Hungaroring.


"Novanta pole? Devo pizzicarmi per crederci".


Dice Hamilton appena sceso dalla macchina che ha definito la migliore mai avuta:


"Non me ne rendo ancora conto, mi lascia attonito, lo devo alle persone che mi hanno aiutato a fare tutto questo. Valtteri non mi rende la vita facile, per batterlo bisogna fare il giro perfetto. Questa macchina? E' speciale".


Anche la Racing Point ottiene grandi risultati, dato che queste qualifiche sono le migliori dal secondo posto di Nico Hülkenberg al Gran Premio d'Austria 2016, quando ancora si chiamava Force India: la seconda fila è tutta rosa, con Stroll in terza posizione e Perez in quarta.


Le monoposto rosa del team britannico sono ancora sotto indagine dalla FIA dopo la protesta della Renault, a causa dell’impressionante somiglianza con le Mercedes 2019, ma per ora si festeggia l’ottimo piazzamento e Lance Stroll, il figlio del boss della sua squadra, commenta così:

"Sono molto felice, la macchina era davvero molto forte per tutto il weekend, dovevo solo mettere insieme il giro che mi è sembrato perfetto. Sono molto soddisfatto, dovrò concretizzare in gara".


Giornata da dimenticare per Pierre Gasly, che dopo lo stop in Q2 ha dovuto sostituire l’intera power unit, senza incorrere in una penalità in griglia.


Caduta nel baratro una settimana prima, ora la Ferrari rialza la testa: le due monoposto scatteranno infatti quinta e sesta, dopo che per la prima volta in tre qualifiche 2020 sono entrambe riuscite ad arrivare in Q3. I commenti da parte dei due piloti sono quindi positivi:

"Meglio rispetto ai weekend precedenti, sapevamo che l'Austria non andava bene per noi coi molti rettilinei, qui ci sono molte più curve per recuperare e la macchina è meglio bilanciata. Per la gara? Si può sperare ma dobbiamo essere realistici, al momento non abbiamo il passo per dominare, la strategia delle gomme sarà importante così come anche il meteo avrà il suo ruolo".


Dichiara Sebastian Vettel, mentre Charles Leclerc ammette:

"Non è una pole ma quinti e sesti è positivo, vedendo dove eravamo in Austria. Ho fatto qualche errore ma domani è tutto da giocare soprattutto con la Racing Point, perché sul passo gara siamo abbastanza forti".


E sempre in vista della gara di domenica:


"Io imparo dagli errori, domani sarò molto più tranquillo in partenza. Poi sulle gomme medie vedremo, normalmente sul long run le soft migliorano e speriamo sia il caso di domani".

Domenica mattina è tutto pronto all’Hungaroring per dare il via al terzo Gran Premio della stagione, con la pioggia che è ormai una fedele compagnia per l’intero il weekend. In mattinata le piogge sono abbandonanti, mentre per l’inizio della gara si attende il diluvio, che però sembra non arrivare.


Durante gli istanti in cui i piloti vanno posizionandosi sulla griglia di partenza, Max Verstappen perde il controllo della sua monoposto sulla pista bagnata e finisce contro le barriere, perdendo l’alettone anteriore. L’olandese riesce comunque a raggiungere la griglia di partenza, dove i meccanici Red Bull riescono miracolosamente a sistemare il danno in tempo per la partenza.



A causa della pista bagnata tutti i piloti optano per gomme intermedie, ad eccezione solamente di Kevin Magnussen, che parte con gomme da bagnato estremo; poi, però, al termine del giro di formazioni le due Haas rientrano ai box per montare gomme da asciutto, partendo così dalla corsia dei box.


Pochi minuti dopo le ore 15:10 comincia la gara e Lewis Hamilton, partito al comando del gruppo, mantiene agilmente la posizione anche grazie ad uno scatto molto lento del compagno di squadra, che viene passato da diversi piloti. Tra questi, Lance Stroll si porta al secondo posto, seguito da Verstappen e Leclerc.



Il finlandese, secondo sullo schieramento, si muove in avanti in partenza prima di fermarsi e poi ripartire di nuovo. Lo jump-start del finlandese viene notato dai suoi avversari, tanto che anche Sebastian Vettel avverte la Ferrari. Valtteri Bottas, però, non incapperà in penalità: a spiegare questa decisione sarà il direttore di gara Michael Masi.


"Ci sono due parti in questo caso. Il mezzo con cui viene determinato il jump start è in realtà chiaramente determinato dal regolamento sportivo, ed è stato lo stesso processo per un certo numero di anni, che è il transponder che viene montato su ogni vettura. C’è anche un sensore sull’asfalto. C’è un margine di tolleranza e, come visto in Giappone lo scorso anno, questo fattore è determinante. Dunque non c’è nient’altro da indagare. Abbiamo parlato immediatamente con coloro che controllano i tempi, hanno rivisto i dati e la vicenda si è conclusa".


Bastano un paio di giri perché la pista si asciughi, e così la scelta delle due Haas di usare gomme da asciutto viene seguita da tutti i piloti. Leclerc sceglie le soft, mentre Bottas le medie. Al terzo giro anche Hamilton, Vettel, Stroll, Perez, Albon e Sainz rientrano ai box per sostituire le gomme, scegliendo tutti le medie. Max Verstappen e le due Renault invece, attendono il quarto giro per montare gomme nuove. C’è traffico sulla pit lane ed all’uscita dai box Sainz si tocca con Latifi, che fora una gomma. La Ferrari invece, proprio per evitare un contatto di questo tipo, attendere qualche secondo prima di dare il via libera a Vettel per poter rientrare in pista, facendogli così perdere qualche posizione.



Al termine di questo primo round di soste ai box, la classifica vede al comando Lewis Hamilton, seguito da Versappen a 7"8, Magnussen a 10"5, Grosjean a 14"6, poi Stroll, Leclerc, Bottas, Vettel, Albon, Perez e Ricciardo.


Al settimo giro Bottas cerca di superare Leclerc, che riesce però a tenere la posizione grazie ad un’ottima manovra. E' però questione di tempo prima che il finlandese riesca a passare, infatti due giri dopo il monegasco cede la posizione la finlandese, che prosegue la sua rimonta superando anche Grosjean al dodicesimo giro.


Nello stesso giro un errore di Vettel dà la possibilità ad Albon di recuperare una posizione. Il tailandese poi va all’attacco di Leclerc, già in crisi con le sue soft. Vettel ne approfitta per avvicinarsi ai due, e pochi giri dopo il monegasco cede il passo ad entrambi i piloti.



Nel frattempo Lance Stroll passa Magnussen, passando così al terzo posto, mentre il danese al giro successivo viene raggiunto anche da Bottas. Al quindicesimo giro, Pierre Gasly completa un weekend disastroso con il ritiro nel corso del quindicesimo giro, a causa del malfunzionamento del cambio.

Al trentesimo giro Albon passa anche Grosjean e conquista la sesta posizione, mentre Vettel rientra ai box per montare gomme dure; la stessa strategia è seguita poco dopo dal compagno di squadra. In testa al gruppo nel frattempo c’è sempre Lewis Hamilton, seguito da Verstappen a 14"8 e Stroll a 31"9. Completano poi la classifica dei primi dieci Bottas distante 33"6 dalla vetta, Magnussen a 57"4, poi Albon, Grosjean, Perez, Ricciardo e Sainz.

Al trentatreesimo giro comincia il secondo round di soste: Bottas rientra per montare gomme medie, mentre un paio di giri dopo Albon si ferma per montare gomme dure. Nei giri successivi, rientrano tutti i piloti delle prime posizioni, tra cui Hamilton, che monta gomme medie, e Verstappen che sceglie le dure.


Al quarantacinquesimo giro in testa c’è ancora Hamilton, con un ampio margine di 21"2 su Max Verstappen, che vede avvicinarsi Bottas. Stroll difende la quarta posizione, seguito a distanza da Vettel, Albon, e Perez. Più distanti Ricciardo, Magnussen e Leclerc.

Al quarantanovesimo giro Bottas decide di effettuare il terzo pit stop, montando un set di gomme dure. Tre giri dopo si ferma nuovamente anche Stroll, che riesce comunque a rientrare in pista davanti a Vettel. Leclerc nel frattempo è in netta difficoltà a causa delle gomme usurate, ed esce dalle prime dieci posizioni al sessantaquattresimo giro, passato da Sainz dopo un acceso duello.


Il giro successivo anche Lewis Hamilton rientra ai box ed i suoi meccanici montano un ultimo set di gomme fresche, cercando così di conquistare anche il giro veloce che assegna un punto supplementare. Il britannico è però inizialmente rallentato da dei piloti doppiati, che non gli lasciano lo spazio necessario per concludere un buon giro.

Al sessantaseiesimo giro Vettel commette un errore in curva 2, consentendo così ad Albon di superarlo. Negli ultimi giri Bottas cerca invano di avvicinarsi a Verstappen, mentre Hamilton riesce finalmente a mettere a segno il giro veloce, abbassando il tempo di percorrenza della pista a 1'16"627.


Il Gran Premio giunge al termine e Lewis Hamilton conquista la sua ottantaseiesima vittoria in carriera. È l'ottava vittoria per il pilota britannico sul circuito dell’Hungaroring, che eguaglia così il record di vittorie in un singolo Gran Premio posseduto da Michael Schumacher, relativo al Gran Premio di Francia. Completano il podio poi Max Verstappen e Valtteri Bottas. Seguono Lance Stroll, Alex Albon, Sebastian Vettel, Sergio Perez, Daniel Ricciardo, Carlos Sainz Jr. e Kevin Magnussen, che raccoglie un punto per la Haas.



Il dominio Mercedes continua: il team anglo-tedesco fa storia a sé, assieme alle incredibili prestazioni di Lewis Hamilton su una monoposto che pare imprendibile: il pilota britannico è riuscito a doppiare tutti i concorrenti al Gran Premio tranne i primi quattro che lo seguono, dominando per tutta la gara senza alcuna particolare preoccupazione. Grande giornata quindi per il pilota della Mercedes, che commenta:


"Che ci crediate o no noi continuiamo a spingere e lo abbiamo dimostrato con quell’ultimo giro alla fine. Abbiamo gestito la gara alla perfezione. Devo ringraziare tutti, fare enormi congratulazioni a tutti i ragazzi che lavorano a casa e a quelli che lavorano al dipartimento motori. hanno fatto davvero un lavoro fantastico nelle sviluppo. Questa è una delle mie gare preferite di sempre. Quando ti trovi da solo in gara è una sfida diversa. Avevamo un grande passo, ma senza i ragazzi che lavorano dietro le quinte, e anche in pista con i pit-stop e la strategia non sarebbe possibile. Fino alla fine io stavo gestendo le gomme medie. La chiamata di darmi le soft per prendermi il punto in più è stata perfetta. La prima gara sono stato colpito da una raffica di cazzotti e sono stato sballottato. Ma mi sono concentrato nuovamente, come cerco di fare gara dopo gara. Lo scorso weekend è stato fantastico ed anche in questo sono riuscito a stare sempre sul pezzo. Devo continuare così".



Soddisfatto anche Valtteri Bottas, pur consapevole che avrebbe potuto dare di più:

"Onestamente è stata gara negative per me. Partendo secondo volevo vincere, invece ho perso tantissimo in partenza. Ho cercato di reagire a una luce che ho avuto sullo schermo ma poi si è spenta. Non so cosa sia successo ma poi ho cambiato qualcosa nel cruscotto ma le cose non sono andate bene e ho perso tanta aderenza. Ho perso tante posizioni, sono stato in lotta fino alla fine e arrivato vicino a Max, ma ho perso dei punti. Azzardo con le gomme? Non è stato vero azzardo, mi ha dato differenza nella durata delle gomme, ma alla fine non ha pagato. Silverstone? Mi piace, saremo forti anche lì, abbiamo tante cosa da imparare in questo weekend".



Ottima prestazione anche per la Red Bull di Max Verstappen, che considera il suo secondo posto come una vittoria:


"Prima della gara non è stato proprio quello che volevo. Sono finito contro le barriere perdendo aderenza, ma i meccanici hanno fatto un lavoro fantastico riparando la macchina. E’ stato incredibile, non so come abbiano fatto. Ripagarli con la seconda posizione mi soddisfa molto. Il primo giro è stato cruciale, dopodiché abbiamo fatto le chiamate giuste, avevano anche un buon passo e quindi abbiamo continuato a fare il nostro ritmo e alla fine siamo riusciti a metterci in mezzo alle due Mercedes, ed è un buon risultato. Macchina era buona, i meccanici hanno lavorato alla perfezione. Con Valtteri ho fatto il mio passo. Lui mi prendeva un secondo al giro, ma seguire qui è complicato. Quando mi è arrivato a circa un secondo è stato più difficile per lui. All’ultimo giro avevamo anche traffico davanti che non mi ha reso le cose semplici avendo le gomme vecchie. Ma ho tenuto duro e chiuso al secondo posto. Come vittoria? Sì, non pensavo neanche di gareggiare".



Kimi Räikkönen invece, arriva al traguardo per la duecento quarantaseiesima volta in una gara valida per il campionato mondiale di Formula 1, stabilendo così un nuovo record.

Tra i doppiati però, troviamo entrambe le Ferrari. Non succedeva dal 2008: al tempo però fu semplicemente una gara sbagliata per Massa e Raikkonen in un campionato che portò poi al mondiale, mentre qui a Budapest è tutto sbagliato, tutto da rifare. Un duro colpo, specialmente in un weekend in cui sembrava che la Ferrari desse segnali di miglioramento. Sebastian Vettel però, piazzatosi sesto, non si dice sorpreso dal risultato:


"Questa prestazione per quel che mi riguarda è stata migliore rispetto a quella della prima gara in Austria. Tuttavia, con il senno di poi, avremmo fatto meglio a prendere qualche rischio in più e a fermarci al terzo giro anziché al quarto per passare da gomme Intermedie a quelle da asciutto. Ho infatti perso molto tempo ai box aspettando che passassero diverse altre macchine prima che mi facessero segno di andare. Credo che alla fine avremmo potuto al massimo ambire ad un quinto posto. Nei giri conclusivi ho faticato molto con le gomme e non ho potuto lottare con Alex come invece mi sarebbe piaciuto poter fare. Purtroppo non siamo dove vorremmo essere, ma almeno oggi possiamo dire di aver veramente dato tutto quello che avevamo. Siamo purtroppo tornati alla normalità, la prima gara in Austria è stata un’anomalia".


E parlando della prestazione della Mercedes, il pilota tedesco ammette:


"La prova di forza della Mercedes? Per me non è stata affatto una sorpresa. Era chiaro sin da prima della gara che ci avrebbero doppiato…".

Peggio per Charles Leclerc, arrivato undicesimo e quindi fuori dalla zona punti, anche a causa di una strategia penalizzante. Non solo, nel finale è stato poi sorpassato da quello che sarà il suo compagno di squadra per il prossimo anno, Carlos Sainz.


"Nelle prime fasi volevo passare alle gomme slick, a posteriori possiamo dire che la scelta delle soft non era quella giusta. Dobbiamo imparare, ma secondo me non cambia molto, se anche avessimo fatto la scelta giusta a fine gara sarei stato comunque in difficoltà, nel finale è stato molto difficile, sulla macchina dobbiamo guardare per bene i dati perché non capisco come mai venerdì e anche ieri nonostante in termini di performance vorremmo essere più avanti il bilanciamento c'era, mentre oggi no e non capisco il motivo. Non abbiamo fatto grandi cambiamenti sulla macchina, dobbiamo analizzare tutto ciò. In qualifica mi sono trovato meglio di quanto pensassi, ma guardando la gara è difficile salvare qualcosa, dobbiamo ancora lavorare molto".


Il team principal Mattia Binotto non si nasconde e, amareggiato, commenta il risultato:


"Una domenica davvero deludente, un risultato difficilissimo da digerire. In qualifica eravamo riusciti a tirare fuori il meglio del potenziale attualmente a disposizione ma in gara non è stato così. Finire doppiati brucia tantissimo, a noi e a tutti i nostri tifosi. Sapevamo delle nostre difficoltà già a febbraio ai test a Barcellona, ma questo inizio di Mondiale è più difficile del previsto. Non siamo solo lenti sul rettilineo, ma anche in curva. Dobbiamo analizzare le performance della macchina e anche del team, rivedere ogni aspetto dell'organizzazione, avere il coraggio di cambiare rotta, questa dinamica non è accettabile. Troppe cose non funzionano, per aggiustarle ci vorrà tempo. Quanto? Non ho la risposta".


In una stagione che si preannunciava difficile già dai test di Barcellona, le difficoltà erano state messe in conto, ma non involuzioni come quelle attuali. A Maranello è ora il momento di mettere sotto esame il progetto e capire cosa va corretto. Sotto esame sono Enrico Cardile, coordinatore del progetto, e l'ingegnere aerodinamico David Sanchez. Gli altri uomini della squadra sono Enrico Gualtieri, che gestisce i motoristi capitanato da Wolf Zimmermann.


Simone Resta, chief designer delle vetture 2017 e 2018 che si sono giocate i Mondiali, è tornato di recente nella Scuderia dopo un breve passaggio all'Alfa Romeo col compito di correggere la vettura dopo gli allarmi scattati ai test invernali di Barcellona. Lo stesso Binotto, pur avendo ricevuto più volte la fiducia del presidente Elkann e dell'amministratore delegato Camilleri, viene indicato dall'esterno a rischio: al suo posto si fa il nome di Antonello Coletta, cinquantatré anni, laureato in Economia alla Sapienza di Roma, in Ferrari dal '97 e ora responsabile del programma Gran Turismo.


Saranno quindi settimane complicate in Ferrari prima di tornare in pista a Silverstone. Fondamentali per raddrizzare la rotta per quanto possibile, o cambiarla del tutto.


Si chiude così anche questo terzo round del mondiale 2020, con una Mercedes inarrivabile che si prepara già a raccogliere l’ennesimo titolo. L’appuntamento è ora il 2 Agosto 2020 sulla pista di Silverstone, per il Gran Premio di Gran Bretagna.


Desirée Palombelli

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