#1019 GP d'Austria 2020, buona la prima per Bottas, Norris conquista il suo primo podio in Formula 1



Centoventotto giorni dopo i primi test di Barcellona si torna a correre sulla pista di Spielberg, in Austria. È una Formula 1 profondamente trasformata quella che ritroviamo al via del nuovo mondiale, la cui falsa partenza del Gran Premio d’Australia ha inevitabilmente portato a massicci cambiamenti per poter tornare in pista il prima possibile. Il debito ereditato da Liberty Media dalla precedente gestione è troppo alto, pari a 2.9 miliardi di dollari, per pensare di fermarsi. E così il Circus è il primo sport internazionale a riaprire le porte, anche se metaforicamente.


La prima grande novità di questa stagione è infatti che si corre, ma a porte chiuse.


Il pubblico è fuori discussione, il personale ridotto al minimo, i media contingentati ed è presente un rigoroso sistema di bolle fra e all’interno dei team stessi per evitare il più possibile i contagi, ed eventualmente sostituire i gruppi di lavoro qualora un componente dovesse risultare positivo al test del Covid-19.


La Formula 1 quindi, dopo essere stata presa alla sprovvista in occasione del Gran Premio d’Australia, decretando solo poche ore prima dell’inizio la sua cancellazione, stavolta non si fa trovare impreparata.


La seconda novità è senza dubbio il calendario: quest'ultimo, annunciato in corso d’opera, si prospetta come una delle stagioni più variegate ed interessanti degli ultimi anni, con attesissimi ritorni e nuove interessanti conoscenze.


La FIA, in reazione al diffondersi della pandemia, è costretta a rivoluzionare il calendario per la stagione 2020, con l'annullamento dei gran premi d'Olanda, di Monaco, d'Azerbaigian, di Francia, di Singapore e del Giappone. La Federazione stila, il 2 Giugno, un primo calendario, in cui sono previste otto gare, tutte in Europa, decidendo di iniziare col Gran Premio d'Austria, nella sua già prevista data del 5 Luglio.


Per la prima volta, così, una stagione iridata inizia con tale gara, ed è la prima volta dal 1966 che la stagione inizia con una gara europea.

Il 2020, però, non è segnato solamente dalla pandemia di Covid-19, ma anche da profondi cambiamenti del tessuto sociale. Il movimento Black Lives Matter infatti, nato in America e rapidamente diffusosi in tutto il mondo, trova sfogo anche sulle piste di Formula 1 attraverso il britannico Lewis Hamilton, che porta avanti una battaglia che lo riguarda in prima persona. Hamilton infatti, alla viglia del Gran Premio d’Austria dichiara:

"L’uguaglianza e l’inclusione devono essere centrali in Formula 1, il mio appello andava a tutti i team e non tutti hanno risposto. C’è ancora lavoro da fare nei confronti delle minoranze, continuerò a spingere finché non vedrò un paddock cambiato".


È così che il Circus prende coscienza dell’importanza di questa lotta e dei messaggi di uguaglianza e unità che vuole trasmettere, decidendo di correre al grido di #WeRaceAsOne. Sarà previsto dunque, un minuto di silenzio prima di ogni gara, dove i piloti saranno liberi di decidere se replicare o meno l’iconico simbolo del BLM, inginocchiandosi a sostegno della causa.


A sostegno del movimento, la Mercedes abbandona la tradizionale livrea colore argento, utilizzata nei test e prevista anche per il Gran Premio d'Australia, poi annullato a causa della pandemia di Covid-19, per adottare una livrea nera, quale messaggio contro le proteste razziali negli Stati Uniti d'America. La McLaren, invece, aderisce all'iniziativa #WeRaceAsOne, che raccoglie fondi per le organizzazioni che lottano contro il Covid-19 e presenta una livrea leggermente aggiornata con l'aggiunta di alcuni dettagli.


È una stagione completamente rinnovata quella che ci troviamo dunque davanti, tanto imprevedibile quanto emozionante.

Non mancano, per altro, novità e sviluppi tecnici rispetto alle auto che si erano viste in pista nel 2019. I test di Barcellona, infatti, forniscono un primo sguardo sulle vetture che si daranno battaglia per il titolo, con qualche sorpresa e prevedibili conferme.

Anche quest’anno, infatti, la Mercedes parte in netto vantaggio, con Lewis Hamilton che punta a conquistare il settimo titolo mondiale, per poter arrivare così ad eguagliare Michael Schumacher. Accanto al britannico è presente il trentenne finlandese Valtteri Bottas. Un solido pilota a cui manca ancora qualcosa per potersi imporre sul compagno di squadra. Chissà che non sia questa la stagione decisiva.


Il team attualmente campione in carica è ulteriormente favorito dal DAS, il sistema di sterzo a doppio asse che cambia in movimento l'assetto delle ruote anteriori, proibito a partire dalla stagione 2021.


La Ferrari, invece, pare essere in estrema difficoltà. I dati emersi dai test di Barcellona indicano una vettura molto poco competitiva rispetto alle concorrenti, tanto da portare lo stesso team principal, Mattia Binotto, ad ammettere le difficolta della Scuderia ancora prima della fine dei test:

"Guardando le simulazioni di gara non siamo i più veloci. La prestazione complessiva della monoposto non è sufficiente per essere semplicemente abbastanza competitivi e tentare di vincere le prime gare".


Non c’è possibilità, dunque, di trovare una rossa all’altezza delle concorrenti almeno fino al terzo Gran Premio d’Ungheria, dove è prevista l'introduzione di un pacchetto di miglioramenti per cercare di recuperare il terreno perso.


Tra l'altro, all’interno della Scuderia la situazione non sembra essere delle migliori: durante il periodo di stop, a Sebastian Vettel è stato comunicato che la dirigenza non aveva alcuna intenzione di rinnovare il contratto. A tal riguardo, Sebastian confessa un retroscena durante il nuovo format delle conferenze stampa della vigilia:


"Sono rimasto molto sorpreso di ricevere la chiamata di Mattia Binotto, in cui mi diceva che la Ferrari non aveva alcuna intenzione di andare avanti con me. Non c’è mai stata un’offerta. Dopo i test di Barcellona era chiaro che non eravamo dove volevamo. In Australia eravamo curiosi di capire a che punto eravamo, lo stesso vale per questo weekend. Gli ultimi due mesi sono stati sconvolgenti per tutti. In fabbrica tutti hanno lavorato per portare ogni aggiornamento in pista, ma arriveranno solo per l’Ungheria. Non abbiamo portato l’aggiornamento in tempo per questa gara, il programma è stato molto serrato".

Visibilmente amareggiato per quanto accaduto, Sebastian aggiunge:


"Ordini di scuderia al mio ultimo anno in Ferrari? Se la situazione si dovesse presentare e se dovesse essere sensato ci si aspetta che entrambi i piloti si aiutino a vicenda, ma questo non c’entra col fatto che andrò via a fine stagione. Di sicuro non renderò la vita più semplice a Leclerc, in ogni sorpasso non lo lascerò passare agevolmente, continueremo a lottare come lo scorso anno. Ho sempre cercato di integrarmi bene nel team. Voglio avere sempre successo e pensare al risultato personale, ma si guida per una squadra. E' difficile sapere cosa accadrà quest’anno, non sappiamo quanto saremo competitivi. Sarà interessante capire a che punto siamo e regolarci di conseguenza. Non sappiamo quanto sarà lunga la stagione e se faremo otto o più gare. In ogni caso cercheremo di fare del nostro meglio come sempre. E' davvero bello tornare qua, ho avuto un piccolo assaggio guidando la vecchia macchina al Mugello, ma è bellissimo tornare qui e non vedo l’ora che arrivi domani".


Dopo l'attacco del tedesco sul mancato rinnovo di contratto, arriva il chiarimento del team principal della Ferrari, Mattia Binotto:


"Sebastian nel raccontare come è andata è stato molto onesto. Con lui siamo sempre stati chiari fin dall'inizio: era la nostra prima scelta, lo abbiamo detto in modo privato e anche pubblico. Poi la pandemia ha cambiato tutto. Un budget cap molto più restrittivo, le nuove regole rimandate al 2022, auto congelate in buona parte per 2020 e 2021. E il fatto che la stagione non sia partita non ha dato a Sebastian l'opportunità di tornare in pista per dimostrare quanto fosse realmente motivato a guidare la Ferrari. E così, durante lo shutdown, come Ferrari abbiamo dovuto riconsiderare la nostra posizione. Lo abbiamo detto a Sebastian. E anche se l'ha accettata, non è ancora pienamente contento della decisione, normale. Ma la nostra scelta non cambia la stima che abbiamo di lui. E' chiaro che durante l'inverno tanti piloti si sono affacciati e hanno bussato alla nostra porta. Credo sia del tutto normale quando un pilota arriva in scadenza su un sedile così prestigioso come quello della Ferrari. Ma poi è arrivata la pandemia a cambiare tutto".


Dal 2021 prenderà il suo posto il venticinquenne spagnolo Carlos Sainz, che all’interno del team McLaren ha trovato l’ambiente giusto per una crescita costante e sorprendente, tanto da convincere il team di Maranello a prenderlo con sé.


Il progetto Ferrari però, continua in ogni caso a concentrarsi attorno alla sua stella nascente, il ventitreenne monegasco Charles Leclerc. Dopo una stagione di debutto impressionante, Charles è stato blindato con un contratto dalla durata di cinque anni e un aumento di salario importante, ulteriore dimostrazione del valore del monegasco.


"Dopo i test pensavamo di non essere al livello che volevamo. Poi c’è stato il lockdown e, dopo la riapertura, abbiamo analizzato la situazione per capire il problema e da dove proveniva. Abbiamo cercato una strada diversa per Budapest e non c’era tempo per portare qui l’aggiornamento. Lottare per il Mondiale? Non sarà facile".


Ammette Charles Leclerc, prima di spostare il discorso sull’addio di Vettel in vista della prossima stagione:


"Non penso che cambierà il nostro rapporto rispetto alla scorsa stagione. A volte dovremo cercare di lavorare di squadra e questo porta benefici anche a noi come piloti. Di Vettel mi mancherà l’esperienza e la sua velocità, ho imparato tantissimo da Seb e continuerò a imparare tanto da lui fino al termine della stagione. Mi mancherà come pilota ma anche come persona, ci sono state delle battaglie in pista finite come non volevamo ma c’è sempre stato rispetto. Mi mancherà il suo modo di lavorare".


Se la Ferrari ha già scelto cosa fare nella prossima stagione, in casa Mercedes resta ancora incerto il futuro di Hamilton, come spiega Toto Wolff:


"Quando e se rinnoveremo? Crediamo sia meglio prendere una decisione più tardi. Piloti come Sainz, Ricciardo e Vettel sono in una situazione strana e difficile perché hanno tutta una stagione da fare con una squadra diversa rispetto a quella del loro futuro".


Il contratto del sei volte campione del mondo scade infatti a fine stagione e sono ripresi i primi colloqui con la scuderia di Woking dopo la fase di stallo dovuta alla pandemia di Covid-19. Secondo quanto scrive il Mail, Hamilton vorrebbe un aumento d'ingaggio, passando da quaranta a circa quarantacinque milioni di euro a stagione. Cifra che ne farebbe di gran lunga il pilota più pagato sulla griglia, oltre ad aumentare un patrimonio stimato in quasi duecentocinquanta milioni di euro, che ne fa lo sportivo più ricco d'Inghilterra.


La trattativa per finire la carriera a bordo della Mercedes non dovrebbe essere molto complicata: entrambe le parti hanno infatti affermato di essere fiduciose nel raggiungere un accordo. Tantissimi occhi saranno quindi puntati proprio su Lewis Hamilton, per ragioni sportive e non solo, dato che in Austria e altrove porterà avanti le sue iniziative relative al movimento Black Lives Matter.


"È stato un peccato che ci sia voluta un’altra morte di un nero negli Stati Uniti per dare il via a questo movimento. Il video di George Floyd ha colpito molto, io ho cercato di approfondire la questione che è complicata. E’ positivo vedere intraprendenza da parte della F1, ho passato molto tempo al telefono per definire questi programmi e cercare di fare sempre di più".


Il campione del mondo e il compagno di team, Valtteri Bottas, indosseranno tute nere in occasione della gara al Red Bull Ring, così come nera sarà la livrea della loro monoposto.


"L’uguaglianza e l’inclusione devono essere centrali in Formula 1, il mio appello andava a tutti i team e non tutti hanno risposto. C’è ancora lavoro da fare nei confronti delle minoranze, continuerò a spingere finché non vedrò un paddock cambiato. Tutto comincia con l’istruzione ed è per questo che ho iniziato con The Hamilton Commission".


"Se mi inginocchierò? Ancora non ne abbiamo parlato tutti insieme. Non è stato il mio primo pensiero e non è questa la mia priorità ma vedremo domenica. Penso che qualunque cosa faremo la dovremo fare tutti uniti. Dobbiamo restare tutti uniti su questo tema dopodiché potremo lottare per porre fine alle ingiustizie. Noi abbiamo dei privilegi e dobbiamo fare in modo di unire le nostre forze. Innanzitutto domenica ci sarà la prima gara e credo che come team abbiamo dimostrato di riconoscere la situazione della nostra società. Vedremo cosa faranno gli altri team ma come piloti cercheremo di unirci per fare qualcosa di significativo".

Quindi qualche considerazione sulla gara.


"La Red Bull è sempre stata forte su questa pista ed è andata bene anche nei test. Sono curioso di vedere come andranno le cose. Non ero impaziente, ma sono contento di essere qui. È stato un periodo nel quale ho potuto riflettere e concentrarmi su aspetti molto importanti. Il Red Bull Ring è una pista impegnativa per noi. In Austria l’altitudine e le temperature ci hanno messo in difficoltà, non abbiamo mai trovato la finestra perfetta. Pensiamo di essere migliorati, lo vedremo sul circuito".

La Red Bull si candida nuovamente come la seconda o terza forza in pista, capace di sfidare la Mercedes con buone prestazioni. Il team austriaco riconferma il pilota olandese Max Verstappen, presente dal 2016, affiancato dal ventiquattrenne Alex Albon, primo pilota nella storia della Formula 1 a correre con i colori della thailandia.


"Mi è mancato molto correre: inizialmente si è cercato di lavorare al simulatore, ma poi è diventato noioso. Dopodiché ho fatto qualche giorno in pista, ma non con una monoposto di Formula 1, quindi sono contento di essere tornato qui e di poter fare quello che mi piace. Ogni anno è diverso: è stato bellissimo quanto fatto negli ultimi due anni qui ma non vuol dire che automaticamente andremo bene anche quest’anno. Al momento è difficile dire se potremo vincere ogni gara".


Le sensazioni per Max, però, sono positive:


"Abbiamo portato qui degli aggiornamenti, anche uno al motore. Sarà interessante capire in che posizione siamo dopo una pausa così lunga e dopo i test invernali che sono un’incognita: più di stare a parlare occorre vedere cosa accadrà da domani in pista".


Lo stile di guida di Verstappen non cambierà in base al numero di gare che si disputeranno:


"Non cambierà nulla per me. Non voglio prendermi rischi folli se si commette un errore lo si paga più caro. In ogni gara voglio far bene: se sono otto gare bene, se sono di più tanto meglio. Il mio approccio sarà identico, voglio sempre ottenere il miglior risultato possibile".


Dopo essere stato promosso a metà campionato 2019 dal team italiano Toro Rosso, ci si aspetta una stagione solida da parte di Albon, nonostante gli anni precedenti abbiano insegnato come il sedile accanto a Verstappen sia notoriamente difficile da trattenere.

La Racing Point rappresenta la vera sorpresa di questa stagione, nonché la mina vagante da tenere sotto controllo. Il team di Silverstone, infatti, dopo aver concluso la stagione precedente in settima posizione, ora si presenta con un assetto molto simile alle vetture Mercedes, con una monoposto abbastanza veloce ed aerodinamica, al punto che questa vettura riesce a segnare ottimi tempi nel corso delle giornate di test.


Un notevole salto di qualità, nonostante la somiglianza con la Mercedes W10 abbia scatenato numero polemiche. Il direttore Andrew Green però, ha voluto così giustificare la scelta di replicare fedelmente l’assetto aerodinamico della vettura del team anglo-tedesco:

"La Mercedes era la macchina più veloce del 2019 e ci siamo ispirati alla W10. Lo scorso anno avevamo una monoposto che ci ha consentito di lottare per il settimo posto in campionato costruttori, e difficilmente proseguendo il progetto i risultati sarebbero cambiati. È un grosso rischio, chiaramente. Abbiamo cestinato il progetto 2019 e abbiamo iniziato da zero con una filosofia tutta nuova. È normale che dovendo ispirarci a qualcuno, l’ideale era affidarci al team che ha lavorato meglio. Se va bene tanto di guadagnato, se invece andrà male penso che lotteremo per le posizioni dello scorso anno in attesa del cambio regolamentare".


In Williams dopo l’addio di Robert Kubica, rimane George Russel, affiancato al nuovo acquisto della scuderia, il canadese Nicholas Latifi. Il venticinquenne ruotava nell’universo Williams già dall’anno precedente, avendo il ruolo di terzo pilota, ma il secondo posto nel campionato di Formula 2 ha dato poi la spinta definitiva per il grande salto. Già dopo i primi giri sulla nuova FW43, i feedback sembrano positivi. George Russel commenta così:

"Direi che la gestione generale della vettura è decisamente migliore. Dal primo giro ho avuto la certezza di poter spingere la macchina al limite, mentre l’anno scorso non ho avuto buone sensazioni nei primi giri".


La Williams, dopo che era stata iscritta al Gran Premio d'Australia come ROKiT Williams Racing, a causa dello scioglimento del contratto con il title sponsor per dissidi circa la competitività della squadra, viene iscritta solo come Williams Racing.


La Toro Rosso cambia nome, diventando Alpha Tauri. La sede rimane invece a Faenza, così come la line up dei piloti, composta dal francese Pierre Gasly ed il russo Daniil Kvyat. I due cominciano bene la stagione, mettendo a segno dei tempi ottimi, fra i migliori nelle giornate di test.

Per quanto riguarda invece Haas, Alfa Romeo, McLaren e Renault, le sorprese sono poche; qualche vettura soffre di alcuno problemi tecnici ma tutto sommato sembrano essere validi progetti.


C’è da dire, in ogni caso, che le auto che troveremo in pista allo scattare di questo primo Gran Premio d’Austria non saranno poi molto diverse da quelle che vedremo invece nella stagione 2021, dato che per molte parti scatterà il cosiddetto freezing ed entrerà in vigore il nuovo budget cap.


Dopo l'annullamento delle prime dieci gare inizialmente previste nel calendario iridato, i motoristi decidono di congelare lo sviluppo delle power unit, dopo la prima gara: la Honda, che supporta Red Bull Racing e la Scuderia AlphaTauri, porta una versione aggiornata, rispetto a quella presentata al Gran Premio d'Australia, così come la Mercedes che, oltre alla propria scuderia, sostiene Racing Point e Williams.


La Renault, che oltre al proprio team è la fornitrice della power unit anche per la McLaren, decide invece di confermare la specifica già prevista per la gara inaugurale in Australia, poi non disputatasi.


In questo clima di novità si riaccendono i motori per il primo week-end di gara sulla pista di proprietà della Red Bull, a Spielberg, in Austria.


Un tracciato complesso, specialmente per le Mercedes, che riconoscono le difficoltà sperimentate negli anni precedenti. Hamilton, alla richiesta di considerazioni sulla gara, risponde:

"La Red Bull è sempre stata forte su questa pista ed è andata bene anche nei test. Sono curioso di vedere come andranno le cose. Il Red Bull Ring è una pista impegnativa per noi. In Austria l’altitudine e le temperature ci hanno messo in difficoltà, non abbiamo mai trovato la finestra perfetta. Pensiamo di essere migliorati, lo vedremo sul circuito".


La Red Bull, invece, è un’attesa protagonista di questo week-end di gara, specialmente alla luce della doppietta di vittorie messa a segno negli ultimi due anni. Max Verstappen si dice tranquillo e contento di essere tornato in pista:

"Mi è mancato molto correre: inizialmente si è cercato di lavorare al simulatore, ma poi è diventato noioso. Dopodiché ho fatto qualche giorno in pista ma non con una monoposto di Formula 1, quindi sono contento di essere tornato qui e di poter fare quello che mi piace".


"Ogni anno è diverso: è stato bellissimo quanto fatto negli ultimi due anni qui ma non vuol dire che automaticamente andremo bene anche quest’anno. Al momento è difficile dire se potremo vincere ogni gara. Le sensazioni, però, sono positive: abbiamo portato qui degli aggiornamenti, anche uno al motore. Sarà interessante capire in che posizione siamo dopo una pausa così lunga e dopo i test invernali che sono un’incognita: più di stare a parlare occorre vedere cosa accadrà da domani in pista".



Il team di Maranello si presenta povera di migliorie rispetto ai test, che non arriveranno prima del terzo Gran Premio d’Ungheria, e con una situazione quasi da separati in casa per Charles Leclerc e Sebastian Vettel. Dopo l’annuncio del mancato rinnovo del contratto, l’aria all'interno del box è tesa ed incerta.


Entrambe le parti si dicono focalizzate sul lavoro da fare e determinate a portarlo a termine, ma il clima nel quale si troveranno a farlo e tutt’altro che disteso. Nonostante ciò, non si perde certo d’animo Sebastian Vettel, trentatré anni nel giorno della conferenza stampa virtuale del Gran Premio di Spielberg, che si svolge il 3 Luglio 2020, fiducioso per il futuro, ma anche fatalista:

"Non sono in trattativa con nessuno. Sono molto competitivo e motivato, ma ho bisogno del pacchetto e delle persone giuste, voglio fare la scelta migliore. Se l'occasione si presenta, la prendo. Altrimenti farò altro, sapendo che se si chiude una porta bisogna essere pronti a vederla restare chiusa".



Per la verità, già da anni in Ferrari si ipotizzava una sostituzione del pilota tedesco, ma le circostanze non avevano mai portato al passo decisivo per diversi motivi.


La Ferrari viene iscritta all'evento solo come Scuderia Ferrari, senza il title sponsor Mission Winnow, in quanto sarebbe una forma indiretta di pubblicità al tabacco; sulle vetture della Ferrari appare il logo #forzaAlex, per sostenere Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1, vittima di un incidente stradale in handbike.


Per questa gara, la Pirelli, fornitrice unica degli pneumatici, porta gomme di mescola C2, C3 e C4. Inoltre, rispetto alle edizioni precedenti, vengono eliminati i dissuasori alle curve 9 e 10, e al posto di essi vengono collocati dei sensori per far rispettare i limiti della pista.


Il ritorno in pista dovrebbe rallegrare l'ambiente della Formula 1, che tuttavia è pervasa da una serie di ferocissime contese, e non solo sportive. La Red Bull infatti, presenta una protesta formale alla FIA contro il DAS, per la quale la Mercedes risponde affermandone la legittimità. Inoltre, i sospetti sul motore Ferrari 2019 non si placano, poiché questo sia stato oggetto di un’indagine poi chiusa con un accordo segreto con la FIA: condividerlo, per il Cavallino, avrebbe significato violare la proprietà intellettuale della power unit, ma i team chiedono ugualmente ulteriori spiegazioni ala FIA.


A poche ore dalle qualifiche la faida Red Bull-Mercedes si chiuderà: come detto, il DAS sarà giudicato legale, ma esclusivamente per il mondiale 2020.


Venerdì 3 Luglio i motori si riaccendono per effettuare le prime sessioni di prime prove libere, che cominciando subito con risultati sorprendenti non tanto per le posizioni di testa, quanto per i tempi segnati. Nel primo stint Lewis Hamilton s’impone sugli avversari con un tempo di 1'04"816, mentre il compagno di squadra Bottas segna il secondo miglior tempo con un giro da 1'05"172.


La prima sessione del venerdì inizia su pista bagnata, tanto da costringere i piloti a utilizzare le gomme intermedie, ma col passare dei minuti la situazione migliora, consentendo ai piloti di passare alle gomme slick.


Il più rapido è Lewis Hamilton, che precede di tre decimi Valtteri Bottas, sull'altra Mercedes, e di sei decimi Max Verstappen su Red Bull Racing, nonostante la vettura anglo-austriaca mostra una certa difficoltà a mandare in temperatura gli pneumatici.


Le McLaren chiudono col quarto e sesto tempo, divise, in classifica, da Sergio Pérez, su Racing Point.


Tutti i migliori utilizzano la mescola più morbida, mentre le Ferrari, che chiudono col decimo e dodicesimo tempo, optano per la mescola media. Le vetture italiane mostrano una migliore competitività sul passo di gara, anziché sul giro veloce.


Non segna alcun tempo con gomme slick Romain Grosjean, su Haas, per un problema all'impianto dei freni, che viene risolto solo a fine sessione.



La seconda sessione non è poi molto diversa, con la Mercedes che sembra imprendibile: Hamiton e Bottas riconfermano infatti i tempi straordinari della mattina, anche grazie al nuovissimo DAS, nonostante il finlandese commette un piccolo errore nel suo giro migliore ed viene poi penalizzato da un problema al cambio. Terza posizione invece per un'ottima Racing Point con Sergio Perez a sei decimi, mentre è quarta la prima delle Ferrari con Sebastian Vettel a 657 millesimi.


Nono, invece, Charles Leclerc, che si ferma a nove decimi dal miglior tempo della Mercedes, mentre chiude la top-ten Carlos Sainz su McLaren. A causa della rottura dell'ala anteriore nel suo giro migliore, Max Verstappen si deve accontentare dell'ottavo tempo, mentre l'altro pilota della Red Bull Racing, Albon, è quindicesimo.


La terza sessione di prove libere si chiude così com’è cominciata: Hamilton continua a tenersi stretta la vetta della classifica, seguito a ruota da Bottas e Verstappen. Charles Leclerc segna il quinto tempo, mentre Sebastian Vettel il settimo. Ma la vera sorpresa è il quarto posto di Sergio Perez, con una Racing Point estremamente competitiva.

La sessione viene anche interrotta dalla bandiera rossa: Nicholas Latifi ha perso il controllo della sua Williams alla prima curva, sbattendo contro le barriere.


Terminate le prove, alle ore 15:00 di sabato 3 Luglio si aspettano le prime qualifiche della stagione per svelare i reali valori delle monoposto del campionato mondiale di Formula 1 della stagione 2020.


Le prime vetture che affrontano la pista nelle qualifiche sono le Alfa Romeo Racing, che però vedono il loro tempo presto battuto da Lance Stroll su Racing Point.


Con l'arrivo in pista di Max Verstappen il tempo di riferimento s'abbassa a 1'04"326: l'olandese sopravanza Carlos Sainz Jr., Sergio Pérez, Lando Norris, Pierre Gasly e Alexander Albon; tutti si piazzano davanti a Stroll, con un margine tra Verstappen e il canadese di soli 352 millesimi.


Il primo tentativo delle Mercedes non rivoluziona la classifica, con Valtteri Bottas quarto e Lewis Hamilton solo dodicesimo. Nel tentativo successivo il campione del mondo migliora e si piazza secondo.


Anche Stroll migliora, prima di essere battuto da Verstappen e Bottas. La lotta per entrare in Q2 è molto serrata e vede spuntarla Romain Grosjean. Non passano, invece, il compagno di team del francese, Kevin Magnussen, i due piloti della Williams e i due dell'Alfa Romeo Racing.


Nella seconda fase le Mercedes optano per le gomme morbide, ottenendo con Hamilton 1'03"325: Bottas resta staccato di due decimi. Chi opta per un tentativo in gomme medie è Max Verstappen, che però è solo ottavo, in mezzo ai tempi fatti dalle Ferrari. Terzo è Norris, davanti al duo della Racing Point.


L'altra Red Bull Racing di Albon è fuori dalla top 10, pur utilizzando gomme morbide. Nel frattempo Verstappen, sempre con coperture medie, scala sesto.


Nella fase finale della Q2 Esteban Ocon non si migliora, e resta quattordicesimo, mentre Bottas scalza Hamilton dalla vetta dei tempi (1'03"015). Alexander Albon scala terzo, eliminando di fatto Sebastian Vettel, battuto di poco anche dal compagno di team Leclerc. Per il tedesco è la prima eliminazione dal Q3 dopo il Gran Premio di Russia 2014.


Daniel Ricciardo, le McLaren e le Racing Point abbassano i loro tempi, mentre Verstappen rinuncia all'ultimo tentativo, restando così l'unico dei primi dieci piloti in griglia a poter montare gomme di mescola media al via della gara. Vengono eliminati, oltre a Vettel, anche le due AlphaTauri, Ocon e Grosjean.


In Q3 Valtteri Bottas fa fermare i cronometri su 1'02"939, nuovo record della pista, ma soprattutto precedendo Lewis Hamilton, che resta sopra il minuto e tre secondi. Lando Norris abortisce il suo tentativo, mentre il suo compagno di squadra della McLaren, Sainz Jr., si piazza terzo, alle spalle delle due Mercedes.


Alle spalle dello spagnolo c'è Sergio Pérez, seguito da Charles Leclerc. Poco dopo le due Red Bull Racing s'intercalano tra le due vetture anglo-tedesche. Lance Stroll chiude il suo primo giro veloce col sesto tempo.


Con il secondo tentativo Leclerc strappa il sesto tempo, mentre Bottas commette un errore, sporcando il suo giro. Hamilton però, per soli dodici millesimi, non è capace di battere il finlandese, che conquista la sua dodicesima pole position nel mondiale. Verstappen è terzo, davanti a Norris, che col suo solo giro veloce è quarto.


Al termine della sessione di qualifica Lewis Hamilton viene convocato dai commissari, in quanto non avrebbe rispettato le bandiere gialle in Q3 e per aver superato i limiti della pista, alla curva 10. Inizialmente non penalizzato, viene riconvocato dai commissari prima della gara dopo una richiesta di revisione da parte della Red Bull Racing, ricevendo una penalità di tre posizioni sulla griglia di partenza e di due punti sulla Superlicenza. La prima fila quindi, sarà occupata dal finlandese Valtteri Bottas, che conquista la dodicesima pole in carriera per soli dodici millesimi.


"Abbiamo spinto macchina al limite. Ci eravamo preparati bene Avevo sensazioni strane prima delle qualifiche. Adesso sensazione invece è veramente speciale. Sto tremando. Il team ha fatto un lavoro fantastico. Il margine è molto positivo ma è solo la prima qualifica dell’anno. Ringrazio tutti in fabbrica, hanno fatto un lavoro fantastico. Ma la giornata che conta è domani".



Accanto a lui, scatterà un agguerrito Max Verstappen, che nonostante tutto non riesce a ridurre il distacco dalle inarrivabili Mercedes:


"Oggi Mercedes era su un livello totalmente diverso dal nostro purtroppo. Anche l’anno scorso in qualifica non eravamo fortissimi e ci aspettiamo anche quest’anno di andare meglio in gara. Siamo gli unici con gomma diversa tra quelli in top-ten. Non abbiamo nulla da perdere, non vedo l’ora. Cercherò di dare filo da torcere alle Mercedes il più possibile".


In seconda fila sono presenti Lando Norris e Alex Albon, seguiti da Lewis Hamilton e Sergio Perez. La prima Ferrari è invece soltanto settima, grazie a Charels Leclerc, mentre Sebastian Vettel rimane escluso in Q2. Un risultato inaspettato per il tedesco, che non accadeva dal 2014 con la Red Bull:

"È stata una sorpresa, pensavamo di avere qualcosa di più nelle tasche, forse gli altri sono stati più conservativi nelle libere. Io non sono stato contento della macchina, visto che avevo molto sovrasterzo in ingresso curva, ma la configurazione di gara sarà diversa".


E la domenica infatti arriva, portando con sé l’entusiasmo dei nuovi inizi.

A poche ore dal Gran Premio va in scena la prima manifestazione di sostegno al movimento Black Lives Matter.

Fra chi sceglie d’inginocchiarsi troviamo una buona parte dei piloti, ben quattordici, fra cui l’immancabile Lewis Hamilton che indossa una maglia differente da tutte le altre, Sebastian Vettel e Pierre Gasly. Non mancano poi anche manifestazioni di sostengo da parte di meccanici dei vari team. Fra chi invece sceglie di sostenere il movimento in altri modi troviamo Charles Leclerc e Max Verstappen, duramente attaccati sui social per questa scelta. La decisione però, è motivata per entrambi i piloti.

"Credo che ciò che conta siano fatti e comportamenti nella nostra vita quotidiana piuttosto che gesti formali che potrebbero essere considerati controversi in alcuni paesi. Non mi metterò in ginocchio, ma questo non significa affatto che sono meno impegnato di altri nella lotta contro il razzismo".

Sono le parole affidate ai social da Charles Leclerc, mentre Verstappen prosegue sulla stessa linea e dichiara:


"Penso che tutti abbiano il diritto di esprimersi quando e come vogliono. Non mi inginocchio, ma rispetto e sostengo le scelte personali di ciascun pilota".



Archiviate le pratiche del pre-gara, si passa alla fase in cui bisogna trovare la concentrazione necessaria. La pit lane comincia a svuotarsi, i meccanici si affrettano a dare le ultime indicazioni e i piloti entrano in macchina, pronti a dare tutto ciò che hanno.


Alle ore 15.10 si spengono le luci e si accendono i motori: contro ogni pronostico, la Formula 1 è ufficialmente tornata.


Valtteri Bottas comincia la sua gara con un ottimo sprint iniziale, segnando subito un distacco considerevole dal resto del gruppo. È ruota a ruota invece, subito dietro, fra Max Verstappen e Lando Norris, in lotta la seconda posizione: l’olandese riesce a difendersi bene dagli attacchi del pilota britannico.


Segue Alex Albon, che si gioca il quarto posto accanto a Lewis Hamilton: il pilota thailandese riesce a mantenere gli attacchi del britannico, mostrando grande solidità.


Per il resto del gruppo la partenza sembra essere stata abbastanza tranquilla, l’emozione di tornare in pista forse, ha portato più attenzione da parte dei piloti.


Si prosegue così fino al nono giro, quando Lewis Hamilton coglie l’occasione in zona DRS per prendersi il quarto posto con un sorpasso pulito. Albon tenta di replicare, ma non può nulla di fronte alla vettura anglo-tedesca che si allontana sempre più.

Un paio di giri più tardi, il primo colpo di scena: Max Verstappen perde improvvisamente potenza per un problema elettrico ed è costretto al ritiro. L’olandese esce così di scena, parcheggiando la sua Red Bull ai lati della pista di casa per il team.


La gara prosegue con le Ferrari in netta difficoltà. Al sedicesimo giro, Sebastian Vettel avvia la K1 plus, massima spinta della power unit, per cercare di smuoversi dalla nona posizione tenuta fino a questo momento, ma con pochi risultati. Anche Charles Leclerc, in sesta posizione, non riesce ad avvicinare Sergio Perez.


Dopo una ventina di giri, Hamilton ha ormai recuperato il tempo perso per la sua penalità ed è secondo, quindi accorcia sempre più la distanza dal compagno di squadra e segna il giro veloce.


La vettura di Ricciardo soffre di problemi di surriscaldamento, che lo costringono al ritiro nel corso del diciassettesimo giro.


Nel corso del ventesimo giro, mentre Hamilton si avvicina sempre di più a Bottas, si conclude prematuramente la gara di Lance Stroll a causa di problemi al motore, mentre quattro giri più tardi i freni tradiscono Kevin Magnussen.



La safety car, richiamata dalla direzione gara per spostare la Haas incidentata, dà a tutti l’occasione per effettuare un pit stop a poco meno di metà gara. Durante la sosta, tuttavia, si verifica un rischio di contatto fra Perez e Vettel all’uscita dai box, mentre nel frattempo Hamilton si lamenta via radio per la scelta delle gomme da parte del team.

Al trentesimo giro, subito dopo il ritiro della safety car, Sainz si avvicina a Leclerc per rubargli la posizione; Vettel ha però la stessa idea, e nel tentativo d’inserirsi rischia un incidente con lo spagnolo. Il pilota tedesco prova ad evitare il contatto ma non riesce del tutto, venendo quindi urtato alla ruota anteriore sinistra della sua FS1000 dalla vettura dello spagnolo, finendo in quindicesima posizione.


L’incidente viene notato, ma non seguirà alcun tipo di sanzione.


Pochi giri più tardi Sergio Perez sorpassa Norris, a cui strappa la quarta posizione. Nel frattempo, Lewis Hamilton è implacabile. Vuole quel primo posto ed è ora solamente a mezzo secondo dal compagno di squadra.


Seguono una serie di giri veloci messi a segno dal britannico, che portano Bottas a tentare di spingere al massimo per tenere dietro il pilota britannico.


C’è poi un momento, in ogni gara, in cui le sorti si ribaltano e i giochi si riaprono.


Stavolta accade al quarantesimo giro, quando gli ingegneri della Mercedes cominciano a presentare evidenti segni di cedimento delle parti meccaniche delle due auto. Sicché, i due piloti della scuderia di Brackley vengono tempestati di messaggi concitati, del tipo problemi di riscaldamento, problemi di gomme, problemi sui cordoli, eccetera, con l'intento di rallentarne la corsa per preservare il risultato.


Una situazione al limite dell’imbarazzante per gli altri team, si ribalta in pochi secondi.



Hamilton e Bottas, però, non credono ad una parola dei loro ingegneri e continuano a spingere la macchina al limite, presentando a tutti l’evidenza dei fatti: le Mercedes di questa stagione sono inarrivabili. Il mondiale appena iniziato sembra già a senso unico: il resto del gruppo rimane dietro, con un distacco significativo.

Mentre Bottas cerca di aumentare il divario fra lui e il compagno di squadra, nel corso del quarantanovesimo giro la corsa viene neutralizzata nuovamente a seguito di un problema alla pressione della benzina sulla Williams di George Russel, che costringe quest'ultimo a fermarsi. Alcuni team richiamano i propri piloti ai box mentre altri scelgono di non rientrare, come ad esempio Sergio Perez che rimane così terzo.


Effettuano la sosta, tra i primi, Alexander Albon, Lando Norris e Charles Leclerc: il pilota thailandese monta gomme morbide, mentre il britannico e il monegasco scelgono le medie. Il giro seguente si ferma anche Sainz Jr., per montare mescole medie.


Al cinquantacinquesimo giro la safety car rientra e la gara riparte, ma solo apparentemente; al cinquantatreesimo giro, l’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen si deve ritirare dopo aver perso la gomma anteriore destra. La safety car rimane in pista per altri cinque giri, riaprendo così i giochi ad undici giri dalla fine.


Nel mentre, i piloti, per evitare i detriti lasciati dalla vettura del finlandese, passano all'interno della corsia dei box. In regime di safety car Perez cede la posizione ad Albon, perché il messicano aveva sopravanzato il pilota della Red Bull dopo l'esposizione del cartello che indicava il rientro della vettura di sicurezza.


Ancora pochi istanti, e succede l’impensabile: alla ripartenza della gara, Albon tenta un sorpasso su Lewis Hamilton per rubare la seconda posizione, ma il pilota britannico lo accompagna poco elegantemente fuori pista. Nessun danno per Hamilton, ora ad un secondo e mezzo da Bottas, mentre Albon è costretto al ritiro nel corso del sessantasettesimo giro.


La direzione gara decide di aprire un’investigazione.



A sette giri dalla fine, sorprendentemente Charles Leclerc sorpassa prima Lando Norris, prendendosi il quarto posto e segnando il giro veloce, per poi recuperare e saltare anche Sergio Perez nel corso del sessantaseiesimo giro. Nello stesso momento, viene annunicata la penalità di cinque secondi ad Hamilton per la collisione con Albon: Leclerc è quindi virtualmente secondo.

Viene penalizzato di cinque secondi anche Perez, che ha superato i limiti di velocità nella pit-lane. Mentre Albon si ritira, Norris approfitta della confusione e della penalità inflitta al pilota messicano per superarlo nel cordo del sessantanovesimo giro. Il pilota della Racing Point è in crisi con le gomme, avendo effettuato un solo pit stop.


Il pilota della McLaren è ora quarto, e spinge al massimo per arrivare a meno di cinque secondi di distacco da Lewis Hamilton, per conquistare un'insperato terzo posto.


L’epilogo di questo primo Gran Premio è strepitoso: al settantesimo giro cede la gomma posteriore sinistra sull'AlphaTauri di Daniil Kvjat, che esce di pista, ma ciononostante la gara non viene neutralizzata e Valtteri Bottas, aiutato anche dalla penalità del compagno di squadra, vince la gara inaugurale. Leclerc riesce nell’impresa di arrivare secondo al traguardo, mentre Norris conquista il terzo posto grazie ad un ultimo giro veloce e ai consigli del suo ingegnere, che gli indica come governare la monoposto.


Il campione del mondo in carica Lewis Hamilton è soltanto quarto, seguito da Carlos Sainz Jr., Sergio Perez,Pierre Gasly, Esteban Ocon, Antonio Giovinazzi e Sebastian Vettel.

Valtteri Bottas è contento della sua ottava vittoria, meritata grazie alla tenacia dimostrata per tutta la durata della gara e anche un po’ aiutata dalla fortuna.


La stella di Maranello non delude: dopo due sorpassi da manuale, e un po’ di fortuna grazie alla penalità di Lewis Hamilton, il secondo gradino del podio è tutto per lui. Contento, ma anche sorpreso, il monegasco commenta il risultato dicendo:

"Abbiamo avuto un po' di fortuna con la penalità di Lewis e alcuni incidenti, ma oggi l’obiettivo era cogliere opportunità. Non me l’aspettavo. E’ davvero una grande sorpresa questo podio, ma è una sorpresa molto buona. Penso che oggi abbiamo fatto tutto in modo perfetto, volevo essere aggressivo perché faticavo e sapevo che se ci fosse stato un errore da parte di qualcuno ci sarebbe stata una opportunità, Norris a un certo punto ha rallentato lottando con Perez e ne ho approfittato, e un altro momento con Sergio, è stata dura ma mi sono divertito. Comunque, c’è ancora molto lavoro da fare, siamo ancora molto lontani, dobbiamo rimanere uniti come squadra".

E' però Lando Norris la vera rivelazione di questo inizio di stagione. Non ci si aspettava una McLaren a questo livello, ma ancor di più un Norris così competitivo. Il britannico tuttavia, nella sua umiltà, è ancora incredulo per il suo primo podio in carriera:

"Sono senza parole. In certi punti durante la gara ho pensato di aver perso la mia occasione. Sono arrivato al quinto posto, poi Carlos a momenti mi superava, ma ho spinto, ho mostrato i denti, ho passato Perez e sono finito pure sul podio alla fine. La gara è stata lunga ma ho continuato a spingere, a cercare di dare tutto. Ho cercato di spingere il più possibile senza concedermi riposo. Il risultato è importante per il team, pensando a dove eravamo qualche anno fa. Sono fiero di fare parte di questo team, con così grande qualità. Ultimi tre giri ho saputo della penalità di Lewis ma non avevo ben chiara la situazione. Era un po’ faticoso quando mi trovavo dietro agli altri, mi sentivo più vulnerabile. Poi con la penalità di Lewis ho deciso di spingere un po’ di più col motore e ho dato tutto. Abbiamo avuto problemi di bloccaggio negli ultimi giri, ma alla fine ce l’abbiamo fatta e sono molto contento".



Si conclude così il primo Gran Premio della stagione ed è ora il momento di trarre delle conclusioni. Cominciando con la Mercedes, che conquista un primo e un quarto posto, un bilancio positivo ma non ottimo. Non è infatti arrivata la doppietta tanto sperata a causa della penalità inflitta al pilota britannico, e diversi problemi tecnici che hanno preoccupato il team prinicpal Toto Wolff per l’intera gara:

"Abbiamo rischiato di vedere entrambi i nostri piloti ritirarsi. All’inizio del Gran Premio, infatti, la vettura di Bottas ha iniziato ad avere qualche problema e dopo è stato il turno di quella di Hamilton. Non avevamo capito di cosa si trattasse ma sicuramente era collegato alle vibrazioni delle monoposto".


I due piloti si sono comunque dimostrati solidi e capaci di darsi battaglia; Bottas, in particolare, è stato capace di guidare l’intera gara con costanza e precisione, nonostante qualche momento di difficoltà prima del pit stop a causa dell’usura alle gomme. La sua vittoria ci incuriosisce e apre la via ad una stagione promettente, in cui forse potremo finalmente apprezzare il valore del finlandese.


Amaro, invece, l’epilogo di questo Gran Premio per Lewis Hamilton: due penalità in un week-end non sono da sottovalutare, e in casa Mercedes ci sarà inevitabilmente bisogno di capire dove si è inceppato il binomio quasi perfetto.


La Ferrari è la scuderia miracolata del giorno: non è ben chiaro come abbia fatto Charles Leclerc ad accaparrarsi il secondo posto con una monoposto un secondo meno veloce rispetto alle Mercedes, eppure ci è riuscito. Questo secondo posto emoziona e stupisce, soprattutto perché il monegasco, pur partendo dalla settima posizione, non si è fatto intimidire ed è riuscito a raggiungere il secondo gradino del podio.


Non è tuttavia abbastanza per far dimenticare la pessima prestazione della SF1000: in condizioni normali la Ferrari non sarebbe mai arrivata sul podio, a causa di una costante mancanza di velocità di punta, causata da un motore in cui i benefici del flussometro sono stati eliminati, e la vettura studiata per sviluppare downforce si è ritrovata a dover sopperire alla mancanza di velocità con assetti che non hanno garantito la stabilità della vettura in pista. Inoltre, evidenti problemi sono stati sviluppati dalla flessione del fondo della vettura, che ha creato non pochi problemi di instabilità in ogni condizione di guida.


E questo il team principal della Ferrari lo sa bene, tanto da ammetterlo apertamente:

"Sicuramente abbiamo perso di prestazione motore. Ci sono stati tanti chiarimenti, direttive tecniche, credo che abbiano impattato un po’ tutti. Senza guardare all’anno scorso dobbiamo pensare a quest’anno. Già guardando la qualifica abbiamo perso un secondo rispetto alla pole e sette o otto decimi sono in rettilineo, quindi solo due o tre in curva. Abbiamo detto che questa macchina ha problemi aerodinamici da correggere. Miglioreremo in curva. Se oggi siamo due o tre decimi dietro, potremo essere velocemente dove dovremmo essere. Rimane poi il problema del rettilineo. Dobbiamo capire perché la differenza è tanta, troppa. Dobbiamo migliorarci al più presto".


Le difficoltà di questa strana monoposto sono confermate da Sebastian Vettel, che complice anche la delusione per il mancato rinnovo, si piazza decimo, conquistando un solo punto.


Per la Red Bull, invece, il week-end inaugurale del campionato è da dimenticare: zero punti nella pista di casa, con entrambi i piloti ritirati per problemi tecnici. Il team austro-inglese è parso da subito l’unico in grado di sfidare il dominio Mercedes, ma per fare ciò e necessario un motore perfettamente affidabile, e al momento la Red Bull sembra non esserci molto vicina. Il team principal, Christian Horner, dopo questa prestazione è furioso, tanto da pretendere le scuse del britannico Lewis Hamilton:


"Albon aveva fatto ciò che doveva fare, aveva completato il sorpasso. Doveva usare il vantaggio dato dal grip e l’ha fatto. Si è trattato di un errore di valutazione di Lewis, il quale dovrebbe scusarsi. Uscire con zero punti, quando abbiamo avuto l’opportunità di vincere sia con Max e poi con Alex, è una sensazione piuttosto brutale. Quando la Mercedes ha usato meno potenza dei propri motori dopo il primo pit stop, si sono allineati con la nostra velocità in rettilineo. Il lato positivo è che siamo riusciti a mettere in pista una gara competitiva. Per la prossima settimana dobbiamo trovare ancora un po’ di passo e torneremo più forti".


La McLaren fa festa, grazie al terzo posto ed il primo podio in carriera per il giovanissimo Lando Norris, protagonista di una crescita sorprendente nel team McLaren, a cui va il merito di aver creato l’ambiente giusto per permettere di esprimere al meglio il talendo del ventenne pilota britannico.


Lando ha dimostrato cattiveria e determinazione nel prendere l’iniziativa quando serviva, e nel resistere agli attacchi del compagno di squadra. Ottimo risultato anche per Carlos Sainz con il suo quinto posto, quindi che dire se non che il team sembra potersi candidare a portare grandi sorprese in questo mondiale?


Nonostante entrambi i piloti abbiano approfittato delle fortunate circostanze di gara, la vettura si è comunque presentata affidabile e competitiva, seconda solo a Mercedes e Red Bull in quanto a prestazioni.


La Racing Point conquista un sesto posto grazie a Sergio Perez, che fa da contraltare al ritiro di Lance Stroll: troppo poco rispetto alle aspettative. Il potenziale c’è, come dimostrato dal passo-gara di Sergio Perez, ma bisogna saperlo sfruttare, e soprattutto bisogna essere certi dell’affidabilità della macchina. Lo sa bene Lance Stroll, costretto al ritiro, quindi in cerca di riscatto. Il messicano tuttavia non si perde d’animo e commenta:


"Abbiamo combattuto tanto oggi, avevamo un gran passo. Il sesto posto è un buon modo per iniziare la stagione ma potevamo fare ancora meglio. Siamo stati sfortunati con le safety car, ma è facile parlare dopo la gara anche a livello di strategia. Negli ultimi giri ho dovuto difendermi da piloti con gomme più fresche, è stata una bella sfida ma comunque questa corsa è stata utile per conoscere meglio la macchina e la nostra performance. La cosa più positiva è che abbiamo un pacchetto positivo e penso che possiamo fare meglio la settimana prossima".


La Renault conclude il primo week-end di gara con grandi perplessità. L’ottavo posto di Esteban Ocon è poco soddisfacente, e il problema tecnico di Daniel Ricciardo desta non poche preoccupazioni. Il team si classifica come la sesta forza in campo, e senza aggiornamenti previsti per la power unit non c’è da sperare in grandi miglioramenti per il recente futuro. Questo, intanto, il commento del pilota francese:

“È stato molto bello correre di nuovo. È stata una tipica prima gara della stagione, con molte cose in corso e qualche possibile ricompensa elevata per coloro che hanno completato l’intera distanza di gara. Non ci siamo riusciti del tutto a causa del ritiro di Daniel".


Il team principal della Renault, Cyril Abiteboul, spende ottime parole per il suo pilota:


"Esteban ha fatto un ottimo lavoro ed è stato un solido ritorno alle corse per lui, portandoci i nostri primi punti in Austria da quando la squadra è tornata in Formula 1. L'altro aspetto positivo del fine settimana è la nostra prestazione su una pista in cui siamo stati molto deboli in passato".

Abiteboul afferma inoltre che prima che il team torni in pista il prossimo fine settimana, per partecipare al Gran Premio della Stiria, dovrà dare la priorità alla risoluzione del problema dell'affidabilità che li ha afflitti per tutto il week-end.


L’Alpha Tauri, in silenzio da inizio week-end, fa il suo e lo fa anche bene, concludendo la gara con più punti della Red Bull Racing, nonostante il ritiro di Daniil Kvyat. La vettura si rivela affidabile, e pronta ad approfittare di ogni occasione.


L’Alfa Romeo si è invece attestata per gran parte della gara nella parte bassa della classifica: ciononostante, mentre Kimi Raikkonen soffre un problema di gomme dovuto ad un pit-stop mal eseguito, Antonio Giovinazzi porta a casa due punti che rappresentano comunque una buona base di partenza. Pertanto, il team principal dell'Alfa Romeo, Frederc Vasseur, esprime contentezza per questo risultato:


"Guadagnare punti nella gara di apertura della stagione è sempre una buona cosa, ma ci sono svariati aspetti positivi oltre al risultato ottenuto. Il nostro ritmo di gara è stato nettamente superiore alle qualifiche. Come squadra siamo rimasti concentrati su ciò che accadeva in pista e credo che il nono posto sia la giusta ricompensa per il lavoro svolto. Dispiace per Kimi ma analizzeremo il problema e cercheremo di piazzare entrambe le vetture nella top-ten domenica prossima".

Questo, nonostante al termine della gara la FIA multa di 5.000 euro l'Alfa Romeo Racing per aver fissato male la ruota anteriore destra che Kimi Räikkönen ha perso costringendolo al ritiro.


La Haas è inquietantemente anonima; ma d’altronde, già alla vigilia del Gran Premio il team principal, Gunther Steiner, si era detto poco fiducioso riguardo a possibili buoni risultati in gara. Per di più, entrambi i piloti hanno sofferto di problemi ai freni, fatto che desta molte preoccupazioni riguardo l’affidabilità della vettura.


Infine, la Williams: risultati minimi, ma progressi rispetto allo scorso anno.


Russel, anche se nella parte bassa della classifica, per la prima volta ha potuto lottare seriamente e ha condotto un’ottima gara, almeno fino al suo ritiro. Debutto sottotono per Nicholas Latifi, che non si è fatto particolarmente notare ma ha comunque concluso il suo primo Gran Premio senza creare grossi problemi.

Dopo questa prima gara il Circus chiude le porte ma non leva le tende, dato che il secondo appuntamento del campionato del mondo di Formula 1 è fissato per il 12 Luglio 2020 sempre sul circuito di Spielberg, occasione nel quale si disputerà il Gran Premio di Stiria.

Desirée Palombelli

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