#10 1997: G.P. Francia, Schumacher sorprende tutti e vince, mentre Jacques sbaglia ancora

Aggiornato il: 4 giorni fa



Alcuni cambiamenti sulla griglia di partenza movimentano i giorni che precedono il Gran Premio di Francia da disputare sul circuito di Magny-Cours. Dopo l’accantonamento di Nicola Larini a vantaggio di Gianni Morbidelli, la Sauber si trova costretta a trovare un sostituto anche per quest’ultimo, dato che durante i test effettuati in vista del GP di Francia, il 18 giugno, Morbidelli esce di pista in una chicane andando a sbattere violentemente su una barriera di protezione, e nel contraccolpo seguito all'urto, il braccio sinistro del pilota sbatte contro il volante riportando una frattura. L'incidente, avvenuto a velocità sostenuta (circa 200 km/h), sembra sia stato causato dal fatto che la ruota sarebbe scivolata sul cordolo mandando in testa coda la vettura.


Il pilota viene dapprima visitato nel centro medico del circuito e poi trasferito nel vicino ospedale di Nevers. Qui le radiografie evidenziano una grave frattura al braccio sinistro che spinge la Ferrari (con la quale il pilota è sotto contratto pur essendo stato prestato alla Sauber) a farlo trasferire in elicottero in una clinica di Parigi, dove sarà curato dal professor Saillant, un chirurgo ortopedico che da anni si occupa di atleti di vari sport.


Morbidelli comunque ne avrà per almeno un mese e mezzo e non potrà partecipare al Gp di Francia della prossima settimana. Tocca quindi all'argentino Norberto Fontana.



Alain Prost invece, deve accelerare la sua ricerca di piloti di alta caratura per la sua scuderia, dato che Olivier Panis, il cui incidente si scopre essere stato causato dalla rottura della sospensione posteriore, sta bene ma ne avrà per un po'.


Il quattro volte iridato intensifica i contatti con Damon Hill, ma la penale troppo alta da versare alla Arrows per liberare il britannico è troppo alta, per cui deve ripiegare sul pilota Minardi Jarno Trulli, giovane promessa voluta fortemente da Cesare Fiorio, che nel caso in cui riesca ad ottenere risultati di rilievo potrebbe anche guadagnarsi una riconferma per la stagione successiva.


Jarno Trulli viene convocato il 17 giugno dalla scuderia francese sul circuito di Magny Cours per effettuare una serie di test. In un primo momento, insieme all'italiano viene convocato anche il francese Emmanuel Collard, che fin dal 16 giugno prova la macchina.


L'esordio di Jarno al volante della Prost risulta essere molto buono, nonostante giri in tempi piuttosto lenti rispetto agli altri piloti presenti, poiché il suo compito è quello di prendere confidenza con la vettura e con il motore Mugen-Honda.


La Minardi dal canto suo, sostituisce l'italiano con un altro giovane, Tarso Marques.


Nulla da fare per Gerhard Berger, che anche in Francia deve lasciare il sedile ad Alex Wurz, ritiratosi in Canada ma comunque protagonista di un ottimo week-end dove non ha pagato dazio nel confronto diretto con il più esperto Alesi. Berger, il 16 giugno, subisce un intervento alla mascella per eliminare l'infezione creatagli da una sinusite che da tempo gli procurava parecchi fastidi.


Sul fronte gomme, porta importanti novità Goodyear, che su pressione dei vari team che beneficiano della fornitura di pneumatici della casa statunitense, ha lavorato duramente per assottigliare il gap da Bridgestone, sviluppando un nuovo tipo di gomme fabbricati in maniera tale da sopportare maggiori sollecitazioni che a Montreal avevano fatto sì che sulle coperture si formassero delle bolle che rendevano molto più difficile la guida.


Durante i test svolti a Magny Cours, Schumacher continua a girare col motore step 2, mentre Irvine utilizza lo step uno. Il giorno successivo, in pista scendono anche le Williams e le McLaren, la Jordan e la Sauber.Schumi compie 96 giri simulando un Gran Premio, senza riscontrare alcun problema tecnico.


Le due squadre contendenti al titolo non restano certo con le mani in mano: la Ferrari arriva in Francia con una nuova ala anteriore e i motori step 2 pronti per l'uso.


Dall’altro lato la Williams guarda al futuro e annuncia l’accordo per la fornitura di motori da parte di BMW a partire dal nuovo millennio.

iò coincide con l’abbandono di Renault, che continuerà ugualmente a mettere a disposizione i suoi motori nelle prossime stagioni, i quali saranno però gestiti e sviluppati da Mecachrome; un’attività dalla quale Renault trarrà ad ogni modo dei benefici.


Per la stagione in corso invece, l’unico cambiamento da notificare è la testa platinata di Villeneuve; il canadese deve assolutamente reagire all’errore banale commesso in Canada, soprattutto per porre un freno al tentativo di fuga di Schumacher, che appare stranamente remissivo alla vigilia del Gran Premio di Francia:


"Abbiamo provato delle novità e altre ce ne sono, però non so come andranno. Per esempio c'è una curva veloce dove andiamo male, soltanto lì perdiamo tre decimi di secondo.".


"In questo momento dubito fortemente di poter diventare campione mondiale, mancano dieci gare".


"E' vero che noi con una grande affidabilità, con alcune migliorie tecniche e con una buona strategia abbiamo fatto molto di più di quello che mi aspettavo, ed è anche vero che la Williams è più vulnerabile di prima, ma ci aspettano due gare molto rischiose per noi. Perché anche in Gran Bretagna rischiamo di non prendere punti e allora...ne riparleremo".


Nel frattempo, Jean Todt festeggia il suo quarto anno alla Ferrari:


"Ho battuto un record e ne sono orgoglioso, non avrei mai pensato di restare così tanto. Ma ora ci sto bene e sto bene in Italia, e spero di restare se mi rinnoveranno il contratto che scade l'anno prossimo. Sono stati i quattro anni più difficili della mia carriera, ma ora che stanno passando posso dire che sono stati belli".


Anche il manager francese, come Schumacher, non si mostra fiducioso in vista del Gran Premio di Francia:


"La Williams ha sempre il potenziale per vincere tutto mentre noi siamo ancora vulnerabili pur avendo fatto tanto, più di quello che ci aspettavamo. Questo è un circuito che non va bene per noi se ci sarà il sole, ma chi l'avrebbe detto che saremmo arrivati qui in testa alle classifiche mondiali?"


Tuttavia, a giudicare dai risultati delle prove libere, il leader del Mondiale appare ancor più deciso ad incrementare il suo vantaggio in classifica generale. Miglior tempo di giornata ottenuto coi nuovi motori che stavolta non accusano alcun problema di affidabilità, sebbene la pioggia abbia condizionato buona parte del lavoro delle squadre.


Schumacher giustifica proprio con la pista umida il suo miglior tempo, ed inizia una sorta di strategia che perdura per tutto il week-end, sostenendo che la sua Ferrari ha pochissime chance di far bene e tenere testa alla Williams sia in qualifica che in gara, trattandosi di un circuito ostico per la Rossa, almeno a suo dire:


"E' stata una giornata interessante, però siamo stati favoriti da un complesso di circostanze. Il nuovo motore è andato bene, ma non credo che saremo i grado di essere i migliori qualora le condizioni meteorologiche dovessero stabilizzarsi. Per noi sarà un vantaggio se continuerà a piovere. Anzi, io farò la danza della pioggia, sul bagnato o sull’umido avremo delle buone possibilità di vincere, altrimenti, a mio avviso, sarà difficile persino prendere dei punti. E non mi stupirei di piazzarmi sullo schieramento tra il quarto e il decimo posto".


Ma la pretattica di Schumacher dura a stento un giorno, poiché sabato, malgrado un sole alto nel cielo ed un tracciato completamente asciutto, il tedesco porta la sua Ferrari, priva del main sponsor Marlboro a causa della legge contro la sponsorizzazione del tabacco già vigente in Francia (si continuerà così anche in Inghilterra e poi in Germania, dove si profila un caso molto interessante sul piano giuridico e su quello della risata: il GP di Germania a Hockenheim in luglio si correrà senza scritte, ma al GP del Lussemburgo, che si disputerà sempre in Germania, a settembre, le scritte saranno presenti), porta la sua Ferrari in pole position, la seconda di fila e la sedicesima della carriera, nonché la numero centoventi per la Ferrari, nonostante le parole pronunciate fin dal venerdì non mostrassero alcuna fiducia:


"Io sono realista e dico le cose in base a quello che so, alle conoscenze che ho in quel momento. E le uniche cose che sapevo con certezza è che la settimana scorsa, durante i test che abbiamo fatto qui, io prendevo un secondo, o un secondo e mezzo, dai migliori. Su quella base mi sono detto: sarà difficile fare meglio, forse farò peggio. E con questo stato d'animo sono sceso in pista".


"Ho fatto il mio giro e sono rimasto sorpreso dal tempo che ho fatto. Però, ho pensato: adesso escono gli altri e andranno più forte. E invece nessuno è andato più forte ed eccomi qui. Non potevo prevedere quello che io stesso ho scoperto dopo: che la macchina va meglio".


"Sinceramente non so se il merito di tutto questo è del nuovo alettone, può darsi ma non saprei dire di quanto mi avrebbe fatto migliorare. E' stata una vera sorpresa anche per me ma intendiamoci: mi va benissimo così".


Al suo fianco si piazza la Williams di Frentzen (anche la Williams presenta sulla sua fiancata un semplice punto interrogativo anziché il marchio Rothmans), il quale batte per sei millesimi lo Schumacher più giovane, Ralf, e di cinquanta millesimi Jacques Villeneuve. Il ricordo dell’errore commesso sul circuito di casa è ancora vivo nella mente del pilota Williams, specie dopo l’incidente avuto in mattinata che ne ha condizionato l’intera giornata. E la pole del rivale certo non lo aiuta a risollevargli il morale.


Grande prestazione per Jarno Trulli, sesto a soli quattro decimi dalla pole, e dietro l’altra Ferrari di Irvine, che a fine sessione dichiara di essere più che ottimista per la domenica, puntando senza messi termini al podio.


Parole che contrastano e non poco con quelle pronunciate da Schumacher, che si mantiene sulla falsa riga delle dichiarazioni fatte al venerdì, parlando di gravi problemi di gomme che con tutta probabilità si materializzeranno sulla F310B, per poi concludere con la speranza che piova:


"La gara sarà un disastro e lo dico a ragion veduta. Nelle prove della settimana scorsa ho visto che in condizioni da gara noi consumiamo molto le gomme, mentre la Williams aveva simulato un Gran premio facendo un solo pit stop. Se così è, questo Gran Premio di Francia si presenta pieno di rischi....".


"Noi abbiamo scelto delle gomme intermedie, né troppo tenere né troppo dure. Una scelta prudente ma non so ancora come andrà a finire".



Le parole di Schumacher sembrano stizzire uno già irrequieto Villeneuve, che non risparmia critiche per il suo team:


"Dopo l’incidente in mattinata ho rovinato la mia Williams e ho dovuto guidare con la vettura di riserva per metà delle qualifiche. Ma è inammissibile che una scuderia come la nostra non disponga di una vettura di riserva con le stesse regolazioni della prima vettura. Il muletto non era neanche pronto… i tecnici poi non hanno fato le regolazioni che io avrei voluto".


"Credo che Schumacher sia troppo prudente nei pronostici. Comunque è andato più forte di quanto non mi aspettassi. Forse è per il tipo di circuito, ma la Ferrari fa sempre più paura".


Tra errori ed una conseguente gran fatica a trovare costanza, i giochi psicologici di Schumacher forse stanno destabilizzando ulteriormente Villeneuve, la cui gara si preannuncia alquanto complicata.


Che Schumacher lo desiderasse per davvero o meno, domenica mattina sul circuito di Magny Cours cade la pioggia, costringendo i piloti a svolgere il warm-up su un asfalto umido. Di primo pomeriggio però la pista è nuovamente asciutta, anche se dei sinistri nuvoloni neri fanno pensare ad uno scroscio di pioggia imminente.


La Williams parte con l'intento di effettuare un solo pit stop, così come la Benetton, mentre la Ferrari parte con l'idea di fermarsi in due occasioni. La casa di Maranello porta finalmente in gara anche il motore step due su entrambe le vetture, poiché si ritiene che abbia raggiunto la giusta affidabilità.


Quando è ormai arrivato il momento di infilare i caschi e salire negli abitacoli, pare ormai assodato che si inizierà con pneumatici slick.


Alla partenza si distingue Eddie Irvine che da quinto sale in terza posizione ed incalza Schumacher e Frentzen, i quali mantengono agevolmente le proprie posizioni; Villeneuve al contrario deve battagliare con Ralf Schumacher per conservare il quarto posto, riuscendo ad avere la meglio alla curva Adelaide.



Scatto infelice come del resto tutto il campionato fino ad ora per Damon Hill, uscito fuoripista alla prima curva e costretto ai box per sostituire la sua ala anteriore.


La corsa del campione in carica può dirsi già compromessa.


La prima parte di gara risulta piuttosto monotona nelle posizioni di testa, poiché i primi quattro sono ben sgranati tra di loro e nessuno riesce ad impensierire chi gli sta davanti, una situazione che fa capire quanto grande sia stato il progresso della Rossa nelle ultime gare.


È invece a centro gruppo che si svolgono alcune battaglie che fanno divertire, per quanto possibile, gli spettatori, come le scaramucce tra Diniz e Verstappen, che finiscono col toccarsi e danneggiare le proprie vetture; Diniz rientrerà ai box per disincastrare l’alettone infilatosi sotto la vettura, Verstappen qualche giro dopo andrà a muro in curva 8 e dovrà ritirarsi.


Stesso epilogo per Mika Hakkinen, rimasto bloccato dietro alla Jordan di Schumacher insieme a Coulthard, prima che il motore Mercedes lo estrometta dai giochi buttando fumo e fiamme dal retrotreno della McLaren al diciottesimo giro.


Intorno al ventesimo giro i tempi cominciano ad alzarsi, ed è proprio Schumacher il primo a rientrare ai box tra i piloti di testa, palesando l’intenzione sua e del team di puntare su una strategia a due soste. Subito dopo tocca a Frentzen ed Irvine, che entrano in contemporanea ed evitano un'incidente che avrebbe eliminato entrambi, con i meccanici Williams che rischiano un unsafe release.


Prova a fare diversamente Villeneuve, ma il suo stint allungato non porta i risultati sperati, e al momento della sua sosta deve constatare di essere ancora più distante da Irvine.


Tutto invariato quindi.


Nei giri successivi, Schumacher perde un po' di tempo coi doppiaggi ma poi stampa una serie di giri veloci e ristabilisce un vantaggio di circa 20 secondi su Frentzen. Il motivo per cui Schumacher sta spingendo in realtà è il rischio di pioggia che sembra aumentare giro dopo giro, e che sta mettendo apprensione a tutti i muretti box, al contrario dell’eccitazione presente sugli spalti, speranzosi di poter assistere ad un po' di battaglie e stravolgimenti in una gara esageratamente piatta.


Intanto la pioggia arriva.


Giunto il momento di effettuare il secondo pit-stop, l’indecisione aumenta: attendere il più possibile l’intensificarsi della pioggia, per ora ancora troppo leggera, rientrare subito ai box e rimontare slick oltre che effettuare il rifornimento, oppure tentare l’azzardo di montare gomme intermedie?


Al muretto Ferrari si consultano costantemente Ross Brawn e Giorgio Ascanelli, che decidono di far rientrare prima Eddie Irvine al quarantacinquesimo giro, optando per le più consone gomme slick, e lasciare per ora in pista Schumacher dall’alto del cospicuo vantaggio che vanta su Frentzen.


Altri due passaggi sul traguardo e anche Schumacher rientra per la sua seconda sosta, lasciando la leadership a Frentzen, il quale prosegue per un altro giro nonostante i meccanici fossero già pronti per accoglierlo ai box; d’altronde Villeneuve è lontano quaranta secondi, e chissà che proprio in quel giro scoppi un temporale che gli permetterebbe di ritrovarsi in testa alla gara.


Speranze flebili che non si concretizzano, poiché il tedesco torna ai box e riconsegna la prima posizione a Schumacher, di nuovo leader indiscusso della corsa.


Dietro il duo di testa, si aprono potenziali battaglie che ravvivano il finale di gara come si sperava: Irvine fatica a prendere confidenza con il suo nuovo set di gomme e continua a girare su tempi piuttosto alti, perciò Villeneuve tenta un overcut sul nord-irlandese ritardando ancora la sua sosta; inoltre, Ralf Schumacher, Coulthard, Wurz e Alesi sono tutti vicini tra loro per contendersi le posizioni a punti.


La strategia di Villeneuve si rivela ancora fallimentare: Jacques torna ai box al cinquantatreesimo giro proprio mentre la pioggia si sta intensificando, e non a caso c’è l’azzardo di Trulli che tenta il colpaccio montando gomme intermedie. Una scelta fin troppo azzardata in quel momento di gara, poiché la pista non è ancora adatta per quel tipo di compound.


È comunque un tracciato divenuto estremamente insidioso, come dimostra l’errore di Ralf Schumacher che va largo alla curva Adelaide nel tentativo di sbarazzarsi del doppiato Mika Salo, e per poco non viene infilato da Alesi; o soprattutto l’imprecisione di suo fratello Michael, che finisce sulla ghiaia alla curva Estoril rischiando un clamoroso insabbiamento.


Col cuore in gola Schumacher riesce a tornare in pista, consapevole di non poter minimamente abbassare la guardia sebbene il vantaggio su Frentzen risulti essere di trenta secondi.


Dopo che anche Johnny Herbert e Damon Hill montano gomme intermedie, a dieci giri dal termine ai box Ferrari e Williams guardano con attenzione ai tempi di questi piloti per decidere sul da farsi, specie dopo che il britannico della Sauber, sdoppiandosi dimostra che ora la pista è sufficientemente umida; logicamente, però, dal muretto dei box Ferrari attendono pazientemente eventuali mosse della Williams.


La poca esperienza in condizioni del genere condiziona la gara di Wurz, che rende vana la sua ottima prestazione di giornata uscendo di pista e incagliandosi nella ghiaia.


Rompono quindi gli indugi anche il suo compagno di squadra Alesi e Fisichella, che optano per gomme intermedie. E ad alimentare il caos del momento arriva un’altra imprecisione di Ralf Schumacher che esce di pista, ma come il fratello qualche giro prima riesce a rientrare per poi rimettersi subito all’inseguimento di Coulthard, visibilmente in difficoltà e molto più lento della Jordan.


Mancano cinque giri al termine.


Ferrari e Williams, temendo per le posizioni di Irvine e Villeneuve che non dispongono di un vantaggio tale da poter restare in pista con gomme slick e non rischiare di essere raggiunti, decidono di richiamarli ai box, fornendo loro pneumatici intermedi. Se Irvine riesce a tenersi stretta la terza posizione, lo stesso non si può dire per Villeneuve, che torna in pista appena dietro Coulthard e Ralf Schumacher, i quali hanno già effettuato i rispettivi pit-stop per montare le gomme intermedie.


Un vero disastro per il canadese, che con una sesta posizione perderebbe altri nove punti in classifica generale da Schumacher.


Il campione di Formula Cart, tuttavia, non si dà per vinto, trova subito il feeling giusto con gomme e pista, si avvicina a Ralf Schumacher e lo passa; poi, alla curva Adelaide fa lo stesso su un Coulthard, che nello stesso frangente viene sorpreso anche da Ralf, abile a sfruttare la situazione a suo vantaggio. Lo scozzese si ritrova suo malgrado da quarto a sesto in una sola curva; per sua fortuna, Ralf commette un’altra imprecisione e dà strada libera sia alla McLaren che alla Benetton di Alesi.


L’ultimo giro è ricco di follia ed emozioni.


Michael Schumacher può tirare un sospiro di sollievo quando taglia per primo il traguardo e vince per la seconda volta di fila in stagione, dopo che, incurante delle difficoltà incontrate negli ultimi giri, all’ultima curva ha abbastanza freddezza e lucidità da permettere al suo fratellino di sdoppiarsi per andare a caccia di punti. Davanti a lui infatti ci sono Alesi e Coulthard in bagarre, e proprio lo scozzese, nel tentativo di difendersi dagli attacchi dell’ex ferrarista, sbaglia e finisce la sua gara impantanato nella ghiaia, regalando un punticino inaspettato ma ben accolto da Ralf.



Nel frattempo, Villeneuve ha continuato a spingere per cercare di recuperare la posizione su Eddie Irvine; i due cominciano l’ultimo giro con appena un secondo a dividerli. Jacques all’ultima curva tenta una manovra disperata, che però gli fa perdere il controllo della vettura che sbanda e va a colpirei birilli che delimitano la pista e poi finire fuori dalla carreggiata. Per sua fortuna in quel punto non è presente la ghiaia, pertanto il pilota canadese riesce a ripartire e tagliare il traguardo davanti al rimontante Alesi, conservando il quarto posto.



Per Schumacher si tratta della vittoria numero venticinque della carriera, alla pari di Jim Clark e davanti a Juan Manuel Fangio, giusto per ricordare come il pilota tedesco stia entrando sempre di più di diritto nel ristretto club dei più grandi di sempre.


Il dato più significativo, tuttavia, è che a metà stagione la Ferrari ha già eguagliato il numero di vittorie ottenute durante l’intero campionato 1996, un’ulteriore conferma della straordinaria crescita avuta dal team di Maranello.


Scherzano Schumacher e Irvine nel loro grande giorno.


I due giocano e si abbracciano, ma il più felice forse è proprio Irvine che si sente come liberato da un incubo. I due piloti della Ferrari sono davanti alle telecamere, quando Irvine si gira verso il compagno che non sembra ancora soddisfatto della sua auto, ed esclama:


"Ma hai visto che macchina che abbiamo? Se non te ne sei accorto oggi vuol dire che non capisci proprio niente di automobili".


A discapito ovviamente di tutte le dichiarazioni pessimistiche di Schumacher protrattesi per tutto il week-end. Il tedesco ammette il suo errore di valutazione, se così lo si vuol chiamare, in conferenza stampa:


"Ovviamente le mie previsioni all’inizio di questo weekend si sono rivelate completamente errate. Ma ben venga sbagliare in questo modo. Abbiamo ottenuto pole e vittoria, direi che meglio di così non si può fare! Il modio in cui l’abbiamo fatto poi, e cioè senza errori nella ricerca del set-up giusto o nelle strategie in gara, è la maniera perfetta di vincere delle gare".


"Che bella giornata, per me almeno: pole position e vittoria, più punti nel mondiale e Irvine vicino a me. Il nostro segreto forse sta nell'assetto che abbiamo scelto prima del via. Il tempo era così incerto che non è stato facile ma alla fine avevamo deciso di fare un assetto misto che potesse andare bene sia sull'asciutto che col bagnato. Così è stato ed è stata una decisione saggia".


"Eravamo partiti con la strategia di fare solo due soste ai box. E abbiamo mantenuto questa strategia nonostante le difficoltà che l'acqua ha poi creato. So che siete meravigliati del fatto che prevedo il peggio e poi arriva il meglio, ma questa non è una tattica, è solo realismo".


"C'è poi il fatto che la temperatura fresca di questi giorni non ci ha creato i problemi che il caldo ci crea con le gomme. E' stata semplicemente una gara perfetta da parte di tutti, di tutta la squadra. Il momento brutto è stato quando ho visto quei nuvoloni neri. Mi chiedevo: continuo? Rientro a cambiare le gomme? Parlavo per radio con i box, loro chiedevano a me, io chiedevo a loro. Sentivo che la macchina andava bene e così abbiamo deciso di continuare".


"Ed è andato tutto bene. Ad un certo punto ho preso una bella sbandata sull'asfalto liscio e sono finito sul terrapieno ma devo dire che la sabbia di Magny Cours è la migliore di tutti i circuiti perché è compatta. Altrove ci sarei sprofondato, qui invece ne sono uscito fuori e ho continuato fino al traguardo".


"Cos'è che adesso fa volare la Ferrari? Tante cose studiate dai nostri tecnici. Messe insieme una alla volta hanno prodotto dei miglioramenti e la macchina ora comincia ad andare bene. Pochi giorni fa ero pessimista, è vero. Ma ho ammesso di essermi sbagliato e ho spiegato il perché. Con le conoscenze che avevo fino a quel momento c'era di che essere realisti e forse un po' pessimisti".


"Sabato invece la Ferrari volava. Forse è merito della nuova ala anteriore? Forse, ma è impossibile quantificare il miglioramento dato da un'ala. Forse quell'ala produce un migliore flusso d'aria su tutto il resto della vettura e questo a sua volta genera tanti altri piccoli vantaggi. Quello che so io è che con questa nuova ala la vettura la sentivo meglio, era più guidabile, più equilibrata. L'inserimento in curva, ad esempio, era nettamente migliore".


"Forse è anche merito del nuovo motore step due? Questa è stata la prima volta in cui l'abbiamo usato in gara ma per me non era nuovo, è da tempo che proviamo il motore step due ma non è stato quello a farci volare. Diciamo che questo motore adesso ci dà un vantaggio di due decimi di secondo, che non sono certo da buttare via ma con l'aerodinamica si può migliorare molto di più. La cosa più importante è aver raggiunto l'affidabilità anche con il motore step due".


"La Ferrari non è ancora al livello della Williams ma siamo sulla buona strada. Ecco, le nostre prestazioni non sono ancora costanti, su alcuni circuiti siamo vicinissimi alla Williams, in altri siamo lontani, però stiamo andando avanti molto bene".


"Ora però è meglio non parlare del titolo perché mancano ancora un sacco di gare, è troppo presto. Adesso non voglio pensare al Mondiale, preferisco mantenere un contatto ravvicinato con le Williams, essere sempre lì attaccato o dietro o davanti, ma essere vicino, essere competitivo. Se ci riusciamo, verso la fine del campionato possiamo tutti pensare a vincere".


"La stagione 1996 fu un mezzo disastro: la famosa estate nera, una serie di rotture e di ritiri che ci crearono molte difficoltà e ci misero fuori causa. Da questo punto di vista il 1997 rappresenta un progresso enorme: la vera novità iper noi è l'affidabilità".


"Oggi la Ferrari ha un'organizzazione davvero di ottimo livello che ci permette di affrontare e risolvere meglio i problemi. Quando avremo la nuova galleria del vento saremo vicini al vertice della Formula 1".


"C'è una nuova filosofia di cui la Ferrari aveva bisogno. Una sola direzione, una rotta sicura, una navigazione senza incertezze. La capacità di scegliere una strada e seguirla tutti insieme. La capacità di fare delle scelte, di fissare delle priorità. Sono cose importanti perché si lavora meglio, tutti insieme e senza perdere tempo, concentrati su obiettivi ben precisi".



Esprime la sua gioia anche Irvine, al suo quarto podio stagionale:


"Dopo due gare negative avevo bisogno di ritrovare morale. Ero sicuro che avrei potuto ottenere un buon risultato, perché nei giorni scorsi la vettura era migliorata nettamente e io ero molto a mio agio. Nel finale Villeneuve era minaccioso, l’asfalto non si era bagnato molto, e dopo qualche giro le mie gomme intermedie erano deteriorate e non riuscivo più a guidare come volevo. Ho tagliato un po’ l’ultima chicane per evitare un testacoda, e ho visto la Williams che cercava di superarmi.


"Villeneuve l'ho visto negli specchietti e ho visto che andava forte, era sempre più vicino, ma che dovevo fare? Volevo tenermi il mio terzo posto, era lui che doveva superarmi e valutare se era possibile".


"Come è finita? Ah, io non lo so, non l'ho più visto".


Poi due parole sul suo futuro:


"Io per la verità non vorrei restare un numero due per tutta la mia carriera. Mi piacerebbe andare altrove come numero uno. Ma oggi sarebbe per me un errore andar via dalla Ferrari. Certo, non è facile lavorare con Schumacher che è un leader dichiarato ma io ho anche imparato molto da lui e quindi resterei volentieri per un altro anno, poi vedrò".


Anche Jean Todt è stupito, come Schumacher, della prestazione della Ferrari a Magny Cours:


"Non mi aspettavo proprio che la Ferrari fosse così forte. Questo è il frutto di tutto il lavoro di sviluppo che abbiamo fatto su questa vettura. Tante piccole cose che messe insieme danno dei risultati. Ma adesso devo dire una cosa che ripeto da tempo: restiamo con i piedi per terra".


"Abbiamo ancora delle novità per questa nostra macchina. Il GP di Silverstone non sarà facile anche se mi auguro che i miglioramenti ottenuti in questi giorni possano esserci utili là. Però aspettiamo. Se a Silverstone e poi in Germania confermeremo questi nostri progressi, va bene, allora cominceremo a parlare di Mondiale. Ma per adesso restiamo ancora con i piedi per terra anche se sono felice per un risultato come questo".


Riuscire a portare per la prima volta in stagione entrambe le monoposto a punti, ma tornare a casa comunque con la delusione stampata sui volti: un bel paradosso quello che si trovano ad affrontare tecnici, ingegneri, meccanici e piloti in casa Williams, che ora può ufficialmente ammettere di non avere più quell’enorme vantaggio tecnico palesato negli anni precedenti sulla concorrenza. La Ferrari ha praticamente azzerato quel deficit, ed ha persino un cospicuo vantaggio in classifica.


Una svolta negli equilibri del Mondiale tangibile anche dalle parole di Frentzen, sorpreso dall’eccezionale progressione della Rossa di Maranello:


"Non credevo ai miei occhi quando ho visto Schumacher staccarmi progressivamente. Ho pensato: è partito con poca benzina e quindi farà tre soste, invece no, andava come una furia. Noi non eravamo al massimo in quanto avevamo pasticciato un po' con il set-up vista l’incertezza del meteo. Comunque è andata bene e sono contento del mio secondo posto".


"A inizio anno sembrava tutto facile, la Ferrari aveva dei problemi, noi eravamo invincibili. Ora il quadro si sta rovesciando e proprio alla vigilia di Silverstone, il nostro Gran Premio. Abbiamo abboccato ai lamenti di Schumacher e ci siamo illusi. Lui bluffava e intanto la sua scuderia lavorava sui problemi".


"Noi ci siamo fermati e adesso siamo costretti a inseguire. Il nostro motore Renault va bene, ma adesso è necessario spingerlo di più. Ci vuole una buona evoluzione, altrimenti la Ferrari se ne va".


Parla anche Frank Williams, che molto onestamente ammette:


"La vittoria della Ferrari non fa una piega, è meritatissima. I nostri piloti hanno avuto dei problemi. Quali? Prima di commentare, preferisco parlare con loro".


La disfatta Williams ha lo sguardo perplesso e la voce severa di Patrick Head, direttore tecnico del team e braccio destro di Williams:


"Non sappiamo perché andiamo più piano, ma di sicuro abbiamo sbagliato qualcosa nell'assetto, nella strategia, almeno Villeneuve. Frentzen si era preparato per una pista quasi asciutta e ha avuto ragione. Villeneuve, con i suoi ingegneri, ha deciso per un assetto quasi da bagnato. E' stata una sua scelta e gli è andata male".


Ed ha anche la voce di Bernard Dudot, il direttore tecnico della Renault, che è perentorio nel dire:


"Non abbiamo rinunciato né al titolo piloti, né a quello costruttori. Oggi alla Ferrari è andato tutto bene, telaio, affidabilità, piloti. Ma noi restiamo in vantaggio".


Jacques Villeneuve, scuro in volto dinanzi ai microfoni nel parco chiuso, dapprima attende il verdetto dei giudici, che lo fanno aspettare quasi due ore prima di comunicare di aver salvato i suoi tre punti e di non averlo squalificato per il taglio di pista all'ultimo giro, poi racconta gli ultimi istanti di gara dove ha rischiato di ritirarsi ancora:


"E' vero, non sono soddisfatto, ma onestamente non credo si potesse fare di più. È andata meglio che in altre occasioni, almeno porto a casa dei punti. Ho lottato con tutte le mie forze e ho tentato di conquistare il podio all’ultimo giro, ero molto più veloce di Irvine e dovevo provarci, ma sono incappato in un testacoda. Per fortuna il motore non si è spento, la vettura non si è rovinata e ho potuto tagliare il traguardo".


"Sono rientrato in pista con una mezza inversione di marcia poiché ero in una posizione pericolosa per gli altri all’ingresso dei box. Non sapevo che fosse l'ultimo giro, sennò non avrei provato il tutto per tutto. Eddie mi ha chiuso, ma l'errore è mio".


Ma Jacques ammette anche di aver sbagliato decisione, quando ad inizio gara decide di partire con un assetto della macchina quasi da bagnato:


"Pensavamo piovesse di più e invece l'asfalto asciutto all'inizio mi ha penalizzato fortemente. La macchina non andava bene per niente. Dopo la prima sosta abbiamo cambiato qualcosa, modificando l'ala posteriore, ma ormai era troppo tardi. E' accaduto il contrario rispetto a Montecarlo: allora non ci aspettavamo l'acqua, oggi è piovuto solo nel finale".


Poi conclude dicendo:


"C'è più pressione di prima, è ovvio, l'anno scorso finivamo sempre primi o secondi, adesso sentiamo sul collo il fiato degli altri. Non siamo noi ad essere peggiorati, sono cresciuti gli avversari, soprattutto la Ferrari. Ma non è il caso di drammatizzare, né intendiamo arrenderci. Tre punti sono meglio di niente, il campionato resta aperto. Ho quattordici lunghezze di distacco, una gara e mezzo, la lotta con Schumacher sarà dura, ma non è finita".


"Ho una sola speranza, che Schumacher la smetta di piangere e di dire che gira un secondo più lento di me, e che abbia il coraggio di affrontarmi a viso aperto. Qui in Francia il dominio della Ferrari è stato netto, ma nella prossima gara si ricomincia da zero. Siamo ancora a metà campionato e abbiamo tutte le possibilità di recuperare".


Il 29 giugno, durante la mattina, a Maranello il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo discute per un'ora e mezzo con i dirigenti della Gestione Sportiva per fare il punto sul lavoro da mandare avanti per consolidare i successi in pista. E nel pomeriggio visita la fabbrica complimentandosi con tutti.


Nel frattempo, mentre la squadra corse rientra da Magny Cours, la squadra test della Ferrari è già in viaggio per Silverstone, dove Schumacher e Irvine faranno una serie di prove in vista del GP di Gran Bretagna che si disputerà la settimana successiva.


"Silverstone e Hockenheim sono il giro di boa del campionato. Non abbiamo idea di come possa andare la macchina su questi circuiti. In Inghilterra per quanto ne sappiamo adesso dovremmo essere più deboli degli altri ma è impossibile dire con esattezza se perdiamo mezzo, uno o due secondi".


"Andiamo a fare queste prove proprio per capirlo e preparare al meglio questa importante trasferta. In ogni caso anche se migliorassimo e riuscissimo in queste gare a difenderci e mantenere le distanze, sarebbe prematuro parlare del titolo mondiale", dicono dalla Ferrari.


Quarantasette punti per Schumacher contro i trentatré di Villeneuve; sessantacinque punti per la Ferrari contro i cinquantadue della Williams.


La Ferrari non vuole lasciare nulla al caso; la Williams è pronta alla rimonta?


Davide Scotto di Vetta

Info Cookie

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy nella nostra pagina Info. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.