#1 2000: Michael Schumacher e la Ferrari si preparano ad uno straordinario ritorno alla vittoria



Il 10 Novembre 1999, dieci giorni dopo la sconfitta subìta a Suzuka per mano di Mika Hakkinen nella corsa al Campionato Piloti, resa meno amara dalla vittoria in quello Costruttori, la Ferrari guarda al futuro accogliendo a Maranello Rubens Barrichello, pilota brasiliano proveniente dalla Stewart in sostituzione proprio di Eddie Irvine, colui che ha rischiato di vincere per la Ferrari un titolo che manca dal lontano 1979. Il pilota nord-irlandese, in quello che è uno scambio alla pari, passa al team britannico che a partire dalla stagione 2000 correrà con il marchio Jaguar.

Barrichello arriva a Bologna alle ore 11.45; ad accoglierlo una decina di curiosi e qualche giornalista, ai quali afferma brevemente:

"Non mi aspettavo un'accoglienza del genere, sono piacevolmente sorpreso. L'ultima volta che arrivai qui a Bologna era per il Gran Premio di San Marino a Imola: nessuno mi aveva considerato. Ma adesso è diverso".


Dopodiché, accompagnato dall'autista della Ferrari, su un Ulisse amaranto, Barrichello che sui sedili posteriori ha a fianco il direttore sportivo Stefano Domenicali, alle ore 12:32 varca per la prima volta la soglia della Gestione Sportiva, e alle ore 14:00, da una vicina trattoria gli viene portato il pranzo: fettuccine al ragù e punta di vitello al forno annaffiate con acqua minerale.


Successivamente, alle ore 14:30 Rubens abbandona la Gestione Sportiva con una poderosa sgommata della Maserati guidata da Todt, e alle ore 15:15 incontra il presidente Montezemolo. Poco dopo, alle ore le 15:45 il brasiliano, davanti alla fabbrica, si concede ai fotografi, abbracci a Todt mostrando il pollice alzato in segno di vittoria, e poi sussurra ai giornalisti:


"Dai ragazzi, sono contento, lasciatemi vivere almeno un giorno senza problemi".


I problemi ci sono per chi deve inseguirlo, compresa una troupe di Tele Globo che torna in Brasile a bocca asciutta, anche perché ogni movimento di Barrichello viene circondato di mistero.


La cosa curiosa è che nel bunker si aggira anche uno dei manager di Irvine.


Mentre il nuovo corso si presenta, il vecchio porta via la sua roba, una tuta, il casco, da ritirare resta solo la coppa vinta in Malesia.


Dopodiché, il ventisettenne paulista comincia le operazioni per la realizzazione del suo sedile, per poi conoscere uno ad uno i componenti della squadra corse e quelli della squadra test.


Nel tardo pomeriggio, lascia la sede della Ferrari in compagnia di Jean Todt, e nell’agitarsi di fotografi e giornalisti, si limita ad alzare il pollice verso l’alto e dichiarare:

"E' stata proprio una bella giornata, emozionante. Teso? Assolutamente. Felice. Contento di essere finalmente approdato in questa grande squadra".

Con alcuni giornalisti connazionali, si fa più prolisso:

"Correre per la Ferrari sarà emozionante, spero di non avere molta pressione addosso, di poter lavorare in pace, anche se so che sarà difficile. Desidero rimanere la stessa persona che sono. Il mito Ferrari esiste, ma ciò che mi interessa di più è la competitività della macchina. Quando salirò sull'abitacolo proverò la più grande emozione della mia vita. Sono un po' nervoso, ma so anche di non essere mai stato tanto forte e preparato come adesso".

Curiosamente, mentre Barrichello comincia la sua nuova avventura in rosso, uno dei manager di Irvine si aggira nelle sedi del team del Cavallino per portare via gli ultimi oggetti rimasti del suo assistito, tra cui tuta e casco. Da ritirare resta solo la coppa vinta in Malesia.

I primi chilometri alla guida di una Ferrari di Rubens Barrichello sono in programma il 1° Dicembre, con i primi test a Fiorano, grazie ad un accordo raggiunto con la Stewart, che concede il permesso al brasiliano. Rubens, infatti, fino alla fine dell’anno risulta ancora un pilota del team britannico.


Nello stesso periodo, a Jerez, c’è il debutto della Williams motorizzata Bmw, così come quello di Jarno Trulli al volante della Jordan e di Jean Alesi con la Prost.


In casa Williams sono insistenti che le voci che vedono appiedato Alex Zanardi in favore di un clamoroso ritorno di Jacques Villeneuve, ultimo campione del Mondo con la casa britannica nel 1997, e reduce da un’annata disastrosa con la BAR. Voci che per il momento non trovano fondamento.


Nel frattempo non c'è pace per Michael Schumacher.


L'11 Novembre 1999 The Guardian scrive:


"Paghereste cinque milioni di sterline per questo spazio?"


Con un titolo sovrastante un rettangolo rosso che misura dieci centimetri di larghezza per tre centimetri di altezza. Quello spazio è la porzione del cappellino rosso di Schumacher acquistata per i prossimi tre anni dalla Dvag, finanziaria tedesca, alla cifra di 4,8 miliardi di lire l'anno. In virtù dell'accordo, concluso nei giorni del Gran Premio del Giappone, sparisce dal berretto del tedesco la scritta Dekra, che al fiume di denaro che annualmente sfocia nelle tasche del pilota della Ferrari (280 miliardi di lire) contribuiva con tre miliardi di lire.


Oltre a chiedere al lettore se spenderebbe una somma tanto grande per un pezzo di stoffa tanto piccolo, The Guardian lo informa della ragione per la quale Schumacher ha messo Dvag sul cappello e non sulla tuta o sul casco: perché del berretto il pilota è proprietario in toto, nessuna percentuale dei guadagni che garantisce spetta alla Ferrari o al manager Willi Weber.


Il 1° Dicembre 1999, a Maranello si lavora per modificare la F399 sulla quale dovrà girare Barrichello: il pilota brasiliano, infatti, per guidare usa soltanto il piede destro, e dunque i tecnici Ferrari intervengono sulla pedaliera e la parte frontale dell’abitacolo della vettura.


Dalla Germania, in vacanza dopo le ultime due gare della stagione ‘99 che hanno sancito il suo ritorno alle corse in seguito al brutto infortunio alla gamba destra rimediato a Silverstone, Michael Schumacher interviene tramite il suo addetto stampa a termine (con contratto in scadenza e non in procinto di essere rinnovato) Heiner Buchinger in merito all’approdo di Barrichello in Ferrari:

"Rubens non è una minaccia per me: vincerà alcune gare, sarà molto importante per vincere il mondiale costruttori".


Prima che inizi la prima sessione di test di Barrichello, tutto viene allestito per una conferenza stampa di presentazione, se non fosse che prima delle ore 12:30 Paul Stewart interrompe tutto tramite una telefonata diretta a Jean Todt, a cui chiede di non far parlare Barrichello. Ciò perché, su un piano contrattuale, Rubens non è ancora un pilota Ferrari, bensì un pilota Jaguar, e di conseguenza effettuare conferenze stampa ufficiali equivarrebbe a fare una attività promozionale, violando così i vincoli contrattuali.

Il tutto poi viene risolto con una chiamata tra i due addetti stampa delle scuderie, Cameron Kelleher per la Jaguar, Claudio Berro per la Ferrari. Quest’ultimo spiega:


"Ci siamo parlati, e ci siamo chiariti. Cameron concorda che un botta e risposta di Barrichello con i giornalisti davanti a uno schermo con i colori della Ferrari non è un problema".

La grana giuridica è risolta, ma nel frattempo, Barrichello ha potuto soltanto esibirsi in un breve monologo ripetuto in italiano, portoghese e inglese, alla fine della prima giornata di test. La conferenza stampa ufficiale viene rinviata.


"Mi spiace per questo inconveniente, non me l'aspettavo. La Stewart era stata comprensiva nel liberarmi per questi tre giorni di test, la ringrazio ma ancora non capisco cosa possa essere successo. Spero di poter rilasciare interviste con tutti presto, entro domani. Comunque, dopo questi primi giri, sono molto contento ed emozionato. Mi sono trovato subito bene, al punto che non mi sembrava di essere per la prima volta a bordo di una Ferrari. Devo conoscere la pista, il team, in questo momento non posso puntare al tempo, dopo che martedì ho fatto tre giri con una Maserati e adesso pochi di più con la macchina da Formula Uno. L'accoglienza è stata calorosa, la posizione di guida mi piace, tutto mi sembra un sogno. Mi emoziona molto vedere il mio nome scritto sulla rossa".

Poi l'ufficializzazione dell'operazione ad una costola.

"L'intervento ci sarà il 18 Dicembre, è una cosa lieve, non sono affatto preoccupato. La convalescenza non durerà più di venti giorni. Andrò a Jerez dal 13 al 16 Dicembre, poi in clinica. E a gennaio torno in pista".


Quanto al problema della pedaliera, spiega:

"Oggi ho frenato con il sinistro, non hanno fatto in tempo a mettermi a posto la macchina. Ma nella nuova, quella del 2000, mi cambieranno la pedaliera e userò solo il destro".

Rubens inizia a girare alle ore 10:15 su asfalto umido e gomme che faticano ad andare in temperatura; nel pomeriggio le condizioni migliorano e il brasiliano riesce a mettere insieme ben cinquantotto giri, concludendo la sessione alle ore 17:00 con il tempo di 1'02"148 come miglior crono, un secondo e tre decimi più lento del record della pista.


Tempo migliorato nel secondo giorno di test, dopo ottantanove giri caratterizzati da due uscite di pista ma da un discreto 1'01"235, ed una confidenza che cresce giro dopo giro:


"Mi sembra di guidare la Ferrari da una vita: con una macchina così si può solo vincere".


Intanto, l'8 Dicembre 1999, al Motorshow di Bologna si assegnano i caschi d’oro di Autosprint e Motosprint per la stagione di motori appena conclusasi. Montezemolo ritira il premio per il Mondiale costruttori, chiamando sul palco con sé il collaudatore Luca Badoer, ma non Eddie Irvine, che evita per tutta la cerimonia Montezemolo, a dimostrazione di un rapporto non proprio idilliaco in seguito alla separazione. Eddie si concede quantomeno alle domande dei tanti ragazzi tifosi e curiosi:

"A Suzuka, Mika aveva una macchina perfetta, mentre sulla mia F399 non era stato montata una parte del fondo che avevamo invece usato al Nurburgring e in Malesia. Quando ho visto che quel particolare, importantissimo per la stabilità in curva, non mi era stato montato, ho capito subito che a Suzuka non avrei avuto alcuna possibilità".


Eppure, sostiene Irvine, il titolo piloti non è stato perso in Giappone:


"No, lo abbiamo lasciato a Silverstone, al Nurburgring, a Monza e in Francia. Eppure, dopo Hockenheim pensavo di potercela fare, perché la McLaren aveva grossi casini".


La Ferrari ha vinto, Irvine no. Lui precisa:

"Invece abbiamo vinto insieme. E mi piace lasciare con un successo. Sono stati quattro anni lunghi, pieni di cose, importanti. Schumacher? Il numero uno, ma la McLaren ha la macchina migliore. Todt? A volte bravo, a volte no".


Negli stessi giorni, a Montmelò ha luogo una sessione di test dominata dalla McLaren di David Coulthard, che effettua prove di affidabilità su elettronica, differenziale e cambio, riscontrando però qualche inconveniente. Il nuovo collaudatore, Olivier Panis, si concentra su motore e cambio in vista del 2000, effettuando una breve simulazione di passo gara di venti giri. Per il francese ottimi tempi e nessun guaio particolare, che invece riscontrano alla Prost, ex-scuderia di Panis: sulla macchina di Jean Alesi cede l’attacco della sospensione posteriore, il danno risulta irreparabile, per cui la giornata in questione termina in anticipo. Gira poco Ralf Schumacher, a causa di un incendio provocato da una perdita d’olio del cambio, che poi ha ceduto. Prima di questo problema, ad ogni modo, i suoi tempi erano piuttosto alti.


Il suo compagno di squadra, Alex Zanardi, per il momento viene iscritto nella lista dei piloti al prossimo Mondiale, che i team potranno modificare fino al 9 Marzo. La sua permanenza nella categoria pare venga rafforzata quando la BAR annuncia Darren Manning come collaudatore del team; il ventiquattrenne britannico, infatti, era il favorito a prendere il posto del bolognese in Williams al fianco di Ralf Schumacher, il quale ammette di preferire Zanardi piuttosto che altri piloti:

"Quando ho sentito i nomi dei possibili candidati alla sua sostituzione sono giunto alla conclusione che la conferma di Zanardi sia decisamente la miglior soluzione".


Al momento, nella lista non è presente Luca Badoer, nel ‘99 pilota della Minardi al fianco di Marc Gené. Se lo spagnolo è stato confermato, sembra che lo stesso non avverrà con Badoer, poiché sono alte le quotazioni di Max Wilson e Norberto Fontana. Tuttavia, alla fine il team di Faenza opterà per l’argentino Gastòn Mazzacane.


Il 13 Dicembre 1999, la Ferrari, assente a Montmelò, gira su pista bagnata a Jerez de la Frontera, dove Barrichello completa centocinque giri, fermando il cronometro sull’1'39"182, finendo anche fuoripista senza tuttavia riportare serie conseguenze.


È solo durante il quarto giorno che la pioggia dà finalmente tregua alle squadre. Alla fine dell’ultima sessione di prove sul circuito spagnolo, Johnny Herbert toglie a Barrichello il miglior tempo assoluto. Il ferrarista compie 86 giri (per un totale di 388 in quattro giorni) per provare assetto, freni e gomme. In terza posizione si piazza Coulthard, mentre Panis è quinto.

A Jerez, gli occhi sono puntati sui due piloti protagonisti dello scambio avvenuto tra Ferrari e Jaguar. Parliamo ovviamente di Irvine e Barrichello.


Il primo ha parole dolci per il suo trascorso in Ferrari:


"Non ho rimpianti. Sono stato in una grande Ferrari, quattro anni densi di soddisfazioni, ma sono convinto che il mio futuro sarà ancora più radioso".


Barrichello è risultato sette decimi più veloce del nord-irlandese, ma trattandosi di semplici test, Rubens non si esalta troppo:


"Il vero confronto ci sarà l'anno prossimo, quella sì che potrete chiamarla emozione. Qui ho qualche problema di sottosterzo nelle curve lente, mi trovo un po' a disagio con la pedaliera adattata, freno con il destro, ma a volte mi confondo e tocco l' acceleratore, ma sono inconvenienti di poco conto. La macchina mi sembra fortissima, è molto ben bilanciata, facile da portare anche sul bagnato. La prima volta che ci sono salito sopra ho parlato di giorno speciale. Ho capito che lo sono tutti: guidarla è sempre più esaltante".

Non è tipo da deprimersi Irvine:


"Ero al debutto e non potevo pretendere di andare subito al limite. La macchina mi ha piacevolmente stupito, la credevo meno competitiva, penso che a gioco lungo possa diventare meglio della Ferrari. Non questa, destinata ad andare in pensione, ma la nuova, la Jaguar, che presenteremo a gennaio. Dalla Stewart si possono trarre ottime basi, di aerodinamica, di motore. Sulla nuova macchina saranno carte vincenti. E poi c'è uno sterzo meno pesante di quello della Ferrari. L'ho notato sin dalla prima curva, con questo sterzo si può spingere al massimo. Dovremo lavorare molto, la concorrenza è spietata, ma questa macchina è in grado di compiere progressi incredibili. Vincere il Mondiale è il sogno di tutti, di Schumacher, di Max Biaggi nelle moto. Loro ci puntano e da qualche anno non ci riescono. E' difficile, ma perché non dovrei pensarci anch'io?"


Jackie Stewart, tre volte campione del mondo, fino a ieri padrino di Barrichello, mostra scetticismo sul futuro del brasiliano:

"Rubens ha bisogno di essere coccolato e alla Ferrari avrà vita difficile. Quello è il team di Schumacher, non penso che a Barrichello saranno dati gli stessi mezzi. Negli ultimi anni chi è andato a Maranello non si è mai divertito, spero non capiti la stessa cosa anche a lui".


Barrichello, dal canto suo, non appare per nulla preoccupato:


"Io con Schumacher ho parlato, so quali difficoltà mi aspettano, ma uno che arriva alla Ferrari non può avere paura. Può solo essere felice".


Conclusi i test, il 18 Dicembre Barrichello subisce un lieve intervento al torace. L’operazione chirurgica avviene in Brasile, e prevede la rimozione di un tessuto calcificato formatosi nella gabbia toracica, in seguito alle ferite riportare in un incidente occorsogli durante il Gran Premio di San Marino del ‘94. L’intervento riesce perfettamente.


Durante la pausa natalizia, novità importanti si decidono per il futuro della Formula Uno: i team infatti, si accordano sul divieto assoluto di produrre motori che abbiano più di dieci cilindri. Una regola che sarà in vigore fino alla stagione 2007. presa dalla commissione Formula 1 dopo il meeting di Londra, durante il quale si è anche deciso, con la quasi-unanimità, di vietare qualunque sessione di test nei mesi di novembre e dicembre a partire dal 2000. Unica ad astenersi è la Wiliams, che ha necessità di svolgere test intensi con il nuovo motore Bmw e le nuove gomme Michelin che faranno il loro ingresso nel circus nel 2001, con un contratto già stipulato con la scuderia di Grove, che dunque necessiterà per forza di cose di una serie di collaudi fin da subito.


Inoltre, da registrare l’iscrizione della Toyota per il campionato di Formula 1 del 2001, come dodicesimo team.


Nei giorni che avvicinano al Natale del 1999, la Ferrari congela ogni programma di test, e si ritrova per una cena con un ultimo, festoso saluto al titolo costruttori conquistato.


Il presidente Montezemolo apre il suo discorso parlando delle aspettative per il nuovo millennio:

"Negli ultimi cinque anni siamo sempre cresciuti, come vittorie e come punti in classifica. Nel '99 abbiamo conquistato il mondiale costruttori, che per noi, costruttori veri, è un titolo molto importante. Adesso non ci resta che vincere quello piloti. Non è facile, ma solo così si potrà parlare di miglioramento".


Naturalmente per centrare l'obiettivo si affida a Schumacher.


"L'ho visto sabato scorso, fisicamente è tirato a lucido. Già in Malesia aveva dimostrato di essere ritornato il campione di sempre, sono felice di averlo in squadra, sarei molto preoccupato se fosse un nostro avversario. Ma ho grande fiducia anche in Barrichello. Che non è stato chiamato per fare il cameriere a Schumacher. Lui è giovane, può rappresentare il nostro futuro. Se in prova dà mezzo secondo a Schumacher, ne prenderemo atto. Vorrà dire che avremo acquistato un pilota più veloce del migliore del mondo".


Barrichello però, per contratto è la seconda guida:


"Assolutamente. Nel suo contratto c'è una sola frase, presente peraltro anche in quello di Schumacher: il pilota si impegna a seguire gli ordini e le istruzioni della scuderia. Non è questione di prima o seconda guida, ma che la squadra viene prima del pilota".


Molti invece sostengono che la Ferrari sia il team di Schumacher:


"Io ho molto apprezzato il comportamento di Michael dopo Silverstone, dove per colpa nostra e non sua ha avuto un incidente. È un ragazzo corretto e vincente. Ma pensare che noi non volessimo il Mondiale con Irvine è una fesseria gigantesca. Se Eddie fosse riuscito a battere Hakkinen, sarei stato molto felice. Anche perché il suo trionfo sarebbe stata una grande dimostrazione della forza Ferrari. Visto che di sicuro Schumacher è più veloce di Irvine".

Comunque con Eddie c'è stato il divorzio:


"La prima e unica volta che ho parlato con lui del futuro è stato a luglio, il martedì dopo Silverstone. Se mi avesse detto parliamo di soldi, lo avremmo fatto, perché io ero disposto ad avere Irvine per un altro anno. Ma lui ha detto 'me ne vado non per una questione economica, ma per un problema di stimoli'. Non voleva più fare il secondo pilota, preferiva essere il primo in una squadra più piccola. Smettiamola però con la storia della disparità con Schumacher: l'unico svantaggio lo ha avuto il primo anno, quando all'inizio ha fatto meno test. Poi le macchine erano le stesse. Solo che prima guida è chi fa meglio al sabato. E Irvine ha battuto Schumacher in prova solo quattro volte in quattro anni".


Irvine sostiene che un compagno come Schumacher tritura il cervello. Barrichello però dice di non avere paura:

"Rubens mi ha fatto una grande impressione. Su di lui faccio molto affidamento, è nel momento migliore della carriera. Parla l'italiano e questo facilita il suo inserimento. Abbiamo una coppia di piloti molto affiatata. Spero sia più forte di quella dell'anno scorso".


Jean Todt è ancora al suo posto:


"Noi abbiamo vinto il titolo costruttori grazie alle scelte azzeccate dei box. Avrei dovuto licenziare Todt quando un pilota in condizioni difficili è entrato ai box al Nurburgring dopo aver cambiato idea dieci volte? Nelle critiche ci vuole più equilibrio. Chissà cosa avrei dovuto fare se fossero capitati a noi i guai che ha avuto l' Armata Invincibile McLaren. Il nostro è stato un anno difficile, dopo Silverstone non avrei mai creduto di poter vincere il titolo costruttori e sfiorare quello piloti, alla fine c'è stata pure la storia del deflettore irregolare. Se siamo usciti alla grande da tutte queste traversie è per la forza della squadra".


A quando la presentazione della nuova vettura?


"A fine Gennaio. Non ci saranno rivoluzioni, non sarà un progetto nuovo, ma un'evoluzione della macchina passata, con miglioramenti su aerodinamica, motore e affidabilità. La presenteremo dentro la Gestione Industriale, vicino all'area della Fonderia".

Il 3 Gennaio 2000, la Ferrari torna al lavoro con con Luca Badoer, che mette insieme i primi giri del nuovo millennio a Fiorano, utilizzando a sorpresa la F300, vettura della stagione 1998. Il collaudatore testa novità tecniche da introdurre sulla nuova monoposto, fermando il cronometro sul tempo di 1'05"424.


Nella giornata successiva, Badoer effettua altri trentasei giri, migliorando di tre secondi il tempo fatto registrare ventiquattro ore prima.

L’8 gennaio, tocca a Rubens Barrichello prendere in mano le redini del lavoro invernale sul circuito di Montmelò. Prove di assetto ed equilibrio aerodinamico della F399, per un totale di quarantasei giri, il migliore dei quali in 1'22"244, un tempo che nelle qualifiche del Gran Premio della stagione passata sarebbe valso la prima fila.


È il 10 Gennaio quando gli appassionati possono ammirare la prima vettura che parteciperà al campionato di Formula Uno 2000. Trattasi della Williams-Bmw, con il costruttore tedesco che fa il suo ritorno nel circus dopo dodici anni di assenza.



Alla presentazione risulta assente Alex Zanardi, che dopo mesi durante i quali la sua permanenza è stata sempre un dubbio, ufficializza il suo divorzio con la Williams, per volere soprattutto di Frank Williams e della stessa Bmw, decisi a sostituire l’italiano dopo la disastrosa stagione di quest’ultimo, che nella sua seconda esperienza da pilota di Formula 1 non è mai stato al livello del compagno di squadra, e non ha mai contribuito concretamente alla causa non essendo riuscito a conquistare nemmeno un punto in tutta la stagione. Al suo posto, è ballottaggio tra l’inglese Jenson Button ed il brasiliano Junqueira, con il primo nettamente favorito. L’obbiettivo del team con sede a Grove è tornare ai vertici dopo due stagioni sofferte, sebbene ci sia la consapevolezza che il percorso di crescita sarà lungo e complicato.

Intanto, come è oramai consuetudine, durante la pausa invernale la Ferrari si ritrova nella piccola località turistica di Madonna di Campiglio. Trattasi di una nuova esperienza per Rubens Barrichello, che il 12 Gennaio 2000 si definisce eccitato, felice e rilassato. Rubens si mescola tra la gente Ferrari, con un sorriso che non perde mai ammette:


"E' un'allegria dettata dal cuore. Mi dice che in questa stagione posso vincere tanto. Dopo sette anni in cui avevo o una buona macchina o un buon motore, adesso possiedo entrambe le cose. E' la possibilità che chiedevo a Dio".

Per cominciare potrebbe battere Schumacher sugli sci:


"Impossibile, magari a bowling. Martedì li ho messi per la prima volta, c'erano trenta persone a guardarmi, mi sentivo osservato. In Brasile, per sciare, devi andare a Fortaleza, sulle dune di sabbia. Sarà più divertente superarlo in pista".


Compito arduo se si è seconda guida:

"Non sta scritto da nessuna parte, all'inizio sarò libero di correre come voglio, dipende solo da me. Se sarò in testa, la Ferrari mi farà vincere. È chiaro che se a metà stagione avessi venti punti di meno, devo correre per lui. Ma in partenza avremo la stessa macchina, lo stesso di tutto. Quando ci confronteremo, si capirà chi è più veloce".

Rubens non ha mai vinto una gara, ciononostante non si esclude tra i favoriti per la lotta al titolo:


"So quanto valgo, il problema è che non ho mai avuto una macchina come la Ferrari. Fra dicembre e gennaio ho già percorso più di tremila chilometri, la macchina non ha più segreti, va bene dappertutto, su un circuito veloce come Barcellona, su una pista lenta come Jerez. Qui si può vincere. E più punti fai, più aumentano le chances di conquistare il titolo. L'importante è non avere assilli, sennò sei divorato dalla pressione. Se non farò primo a Melbourne, ci riproverò la gara dopo. Sulla Ferrari devi stare calmo, guidare più con la testa che con le braccia. Se ti fai schiacciare dall'ansia, è finita".

Nelson Piquet lo dà per spacciato nel confronto con Schumacher, Jackie Stewart prevede tempi duri perché a suo dire il brasiliano deve essere coccolato, e a Maranello ciò non è possibile:

"Questa è una famiglia, alla Stewart erano molto più freddi. I meccanici sono felici di poter parlare in italiano con me, mi sento come a casa. Sulle spalle ho otto giorni di test. Valgono come due anni. E' talmente eccitante guidare la Ferrari, che un giorno a Jerez mi sono persino dimenticato di fermarmi per mangiare. Mi ha obbligato Mazzola, il capo della squadra test. Alle due del pomeriggio".


Ralf Schumacher, alla presentazione della Williams-Bmw, ha detto che suo fratello Michael quest'anno non avrà rivali:


"Mi sarei stupito del contrario. È normale che Michael sia il favorito, soprattutto se la nuova Ferrari dovesse essere subito competitiva. Ma io voglio rendergli la vita difficile. Per la nuova macchina ho molta fiducia: a Barcellona c'erano anche BAR, Jaguar e Sauber. Buone vetture. Ma contro di noi non c'era storia".


L'intervento alle costole?


"Già scordato. Sono in ottima forma".


Il giorno dopo, il 13 Gennaio 2000, è Michael Schumacher a rispondere alle varie domande dei giornalisti. Si comincia col parlare del brutto infortunio, ormai soltanto un brutto ricordo:

"Sì, perché la gamba è solida, regge bene lo sforzo. Devo limitare le partite di calcio, ho qualche difficoltà se devo correre veloce, ma per il resto mi sento in forma. Sono al novantacinque per cento. Lunedì e martedì torno a guidare a Barcellona, poi andrò due settimane a Dubai. Per darmi l'ultima ritoccata fisica. Ai tifosi dico di avere pazienza ancora un anno, questo può essere quello buono. Sulla nuova macchina, sia come motore che come aerodinamica sono ottimista, anche se la verità si saprà solo il giorno delle prove della prima gara. Sarebbe bello per una volta non essere costretti a inseguire la McLaren".

Un'altra stagione di digiuno sarebbe intollerabile per lui e la Ferrari:

"Vincere il titolo con la Ferrari è il mio sogno, essere i primi del nuovo secolo che trionfano sarebbe fantastico, ho stimoli enormi. Sul piano meccanico siamo più preparati che in passato e negli ultimi tre anni siamo andati vicini al traguardo".


"La Ferrari era la mia sfida, non rinnego la scelta. Quando sono arrivato eravamo a zero, in quattro anni, con alti e bassi, siamo saliti in cima. Per me non è importante quanti campionati vinco, ma come me li aggiudico. Se vinci con la macchina migliore, per un po' è interessante, poi diventa noioso. Per me la Ferrari è speciale, mi emoziono ancora quando salgo sulla rossa. Un mondiale qui vale più che tanti in un' altra scuderia".


Dopo l’incidente di Silverstone, il rapporto con la squadra non è per niente peggiorato, anzi:


"Non c'è mai stato un momento di tensione, con Todt mi sentivo tutti i giorni. Se all'esterno appariva il contrario, la colpa era della guerra fra stampa italiana e tedesca. Il modo in cui la Ferrari mi ha assistito è stato straordinario, mi ha ancor più avvicinato alla squadra".


Sulla data del suo rientro, però, è regnata la confusione:

"Sì, siamo un po' colpevoli anche noi. Quando Montezemolo e Todt sono venuti a trovarmi in Svizzera, a casa mia, non avevamo fatto alcuna previsione. Monza era solo un'ipotesi. Poi il presidente disse che quella poteva essere la gara giusta, io e Todt negammo. Chiaro, due opinioni diverse nello stesso team creano casino".


Sicuramente più complicarti sono strati i rapporti con Eddie Irvine:

"Solo per poche settimane. Eddie ha vinto due gare, ha creduto che io non fossi necessario. Quando si è reso conto che ero utile, siamo tornati amici. Sull'incidente lui non ha colpe, come non ho sbagliato io. E' stato un guasto meccanico, i freni. Fa parte dei rischi. Infatti l'ho aiutato in Malesia".

Per Schumacher però, non è Silverstone il momento più difficile della sua carriera:

"No. Jerez '97, la collisione con Villeneuve, le polemiche".

Come sarà il rapporto con Barrichello?


"Io bevo birra, lui caipirinha. La Ferrari ha compiuto una buona scelta, con lui faremo un passo avanti. Diventeremo buoni amici, anche perché abbiamo molti interessi in comune: il calcio, la palestra, la famiglia".


Nel pomeriggio, Schumacher si cimenta in una prova di kart sul ghiaccio e raduna più di duemila persone, alle quali si rivolge con alcune parole in italiano. Michael non vince, picchia al terzo giro dopo un testacoda, viene passato da Barrichello e Badoer, e chiude quinto con due giri di distacco.


Mentre i suoi piloti si divertono, Jean Todt è già concentrato sulla stagione imminente. L’obbiettivo è chiaro:

"Nel '99 abbiamo vinto il mondiale costruttori, nel 2000 puntiamo a raddoppiare, portando a casa anche quello piloti. Ogni giorno ci alleniamo sui cambi gomme, non posso garantire l'infallibilità, ma scene come il Nurburgring non si ripeteranno".

Todt annuncia che la presentazione della vettura è slittata al 7 Febbraio, leggermente in ritardo rispetto a quanto ci si aspettava:

"All'esordio di Melbourne mancheranno quattro settimane, sono sufficienti. Abbiamo scelto di completare al massimo la macchina prima di andare in pista. Vogliamo puntare subito al bersaglio grosso".


Una stagione in cui non si può sbagliare, che segue un anno in cui Todt, dopo la squalifica in Malesia, si è persino dimesso:

"Tutti volevano un colpevole e non potevo che essere io, visto che sono il capo. In Ferrari non c'è mai stata una situazione facile, nei primi anni ho dovuto ricostruire una squadra che non esisteva, nel '97, a Jerez, abbiamo perso il Mondiale a venti minuti dalla fine del campionato, nel '98 c' è stata la collisione a Spa fra Coulthard e Schumacher, poi la macchina che è rimasta ferma sulla griglia nell'ultima gara in Giappone; ma nella mia carriera, e io ho cominciato nel ' 66 facendo il co-pilota nei rally, non avevo mai vissuto un momento duro come in Malesia. Non parlo delle dimissioni, ma della doccia fredda subita con la squalifica, un'ora dopo un trionfo splendido. Ho ricevuto molte critiche, alcune meritate, altre ingiuste. Ne esco rinforzato".

"Di Barrichello siamo molto contenti, si è già integrato bene, con Schumacher formerà una coppia molto affiatata, perché hanno tanti interessi comuni. Qui tirano tardi assieme la notte, mi auguro non lo facciano durante i gran premi. Barrichello è molto forte sul bagnato, guida con calma e precisione, ma non mi va di scaricare Irvine. Nei suoi quattro anni ha saputo resistere molto bene alla pressione, ha sfiorato il titolo piloti, ci ha aiutato in quello costruttori. Ha dato e ricevuto molto".


Proprio Eddie Irvine si diverte al volante della Jaguar a Jerez de la Frontera, dove l’ex ferrarista si pone davanti a tutti nella lista dei tempi durante la seconda giornata della sessione di test alla quale partecipano anche la vecchia McLaren e le nuove Sauber e BAR-Honda, già in pista ma non ancora ufficialmente presentate. Eddie è soddisfatto della vettura:

"Finalmente ho potuto lavorare con una certa continuità e ho così sono riuscito ad affinare le regolazioni della monoposto".


Meno soddisfatto il compagno di squadra Johnny Herbert, rallentato al mattino per la pista bagnata, e da un guasto all’acceleratore nel pomeriggio causato da una perdita d’olio.



David Coulthard completa con successo una simulazione di Gran Premio, impiegando motore, cambio e sospensione posteriore da montare sulla nuova vettura. Oliver Panis, invece, accusa il bloccaggio della trasmissione e poi la rottura della pompa idraulica.


Secondo tempo di giornata per Pedro Diniz su Sauber, tempo ottenuto con gomme nuove; il brasiliano appare piuttosto contento della macchina. In casa BAR, dopo una stagione disastrosa, continuano i problemi: su pista viscida la nuova monoposto manifesta preoccupanti carenze di tenuta di strada, tanto che Ricardo Zonta rimane vittima di un testacoda. Peggio ancora fa la Williams, che con Junquieira interrompe le prove nel primo pomeriggio per un problema legato alla cattiva interazione tra scarichi e motore Bmw.


Il 17 Gennaio 2000, settantuno giorni dopo l’ultima apparizione su una vettura di Formula 1 (esibizione nel Ferrari Day a Vallelunga), Michael Schumacher torna in pista sul circuito di Montmelò. Il due volte iridato spinge da subito come un forsennato, fa registrare tempi record, anche se a fine giornata il suo miglior tempo (1'21"036) è più lento di 48 millesimi rispetto a quello fatto registrare la settimana precedente da Barrichello, definito da Montezemolo come un numero uno bis. Per Schumacher anche una uscita di pista dovuta al forte vento, in percorrenza di curva 10. Un piccolo spavento senza conseguenze, come spiega lui stesso:

"Stavo provando i freni. Ero molto rapido, perché avevo il vento alle spalle, quando, dopo una sterzata, all' improvviso me lo sono trovato di fronte".


Nel prosieguo dei test, la Ferrari viene affiancata dalla nuova Benetton di Fisichella e Wurz, presentata nel museo d’arte moderna della Catalogna. Macchina ambiziosa, leggera, con un motore più potente, completamente rifatta sul piano aerodinamico dopo i disastri della stagione precedente, grazie ad un budget di circa 150 milioni di dollari. Una monoposto rivoluzionata che fa ben sperare Fisichella:

"Nel 2000 voglio vincere la mia prima gara, salire spesso sul podio e chiudere il Mondiale fra i primi cinque. L'anno scorso ho avuto un piccolo contatto con la Ferrari e colloqui più serrati con Jordan e Stewart, avrei potuto andar via ma non l'ho fatto, perché ho fiducia nel progetto Benetton".


Una fiducia ben pagata (dieci milioni di dollari netti l'anno fino al 2002), ma che Fisichella spera abbia conferma pure in pista:


"Perché io quando non riesco ad emergere mi sento un crampo allo stomaco e un' altra annata come quella scorsa non la reggerei".


Meno ancora è disposto a sopportarla Rocco Benetton. I conti economici tornano, mai avuti introiti pubblicitari così alti, ma la crisi in pista va arginata:


"La Formula 1 è fatta di cicli e noi da quattro anni stentiamo. E' ora di tornare al top. Dietro a Ferrari e McLaren, dobbiamo esserci noi".



Nel secondo giorno di test, che si svolge il 18 Gennaio 2000, Schumacher migliora di 22 millesimi il record stabilito da Barrichello, girando in 1'21"010. Al mattino, un problema alla trasmissione costringe il tedesco a percorrere solo tredici giri, ma nel pomeriggio, con gomme nuove può spingere al massimo, completando la bellezza di cinquantatré giri.


Schumacher sogna un 2000 vincente:


"Con una macchina più potente, migliore nell' aerodinamica, con un centro di gravità più basso, più leggera".


La nuova Ferrari non è ancora pronta, sarà presentata solo a inizio Febbraio, il rischio è di rimanere indietro rispetto alla concorrenza:


"Se non avremo problemi sulla macchina, non è troppo tardi. In caso contrario sarebbe un guaio. Ma non sono un indovino, non prevedo il futuro, crearsi degli assilli adesso è inutile".


Le preoccupazioni vere sono diverse. Non poter portare i propri figli a Madonna di Campiglio:


"Perché ci sono troppi fotografi e non mi va che abbiano problemi per colpa della mia notorietà. Non amo metterli al centro dell'attenzione. E' una questione di tutela: non voglio che siano fotografati, visto che c' è chi non si fa scrupoli nel rapire persino un bambino. Le leggi sulla privacy sono necessarie, vanno rispettate. Io sono famoso, loro no. E voglio che continui così".


Cosa possibile se da oggi si va a Dubai, la sua prossima meta, l'ultima vacanza prima dell'inizio del Mondiale:


"Là ci sono pochi paparazzi e soprattutto c'è il sole, la possibilità di andare in bicicletta per due o tre ore al giorno, di rilassarsi al massimo prima di una stagione snervante. Ho bisogno di un'ultima ritoccata al fisico, anche se già ora mi sento in gran forma".


Nella lotta al titolo, Michael prevede un duello con la McLaren come nelle stagioni precedenti, tuttavia, non esclude outsider come Jordan o Jaguar.

"Sarà una stagione più equilibrata, sono scese in campo grandi case motoristiche, anche se all'inizio, è il caso della Bmw di mio fratello, non mancheranno i problemi".

Problemi che affliggono di già la nuova Benetton, dato che Alex Wurz percorre appena tre giri prima di veder la sua vettura riportata ai box con il traino per un problema elettronico. Per Fisichella, allo stesso modo, solo nove giri completati con tempi altissimi.


Sabato 25 Gennaio, viene svelata la nuova Jaguar, in una cerimonia tutta all’inglese, sotto un gigantesco tendone vicino ad un prato per il cricket. Vettura rigorosamente verde, simile alla McLaren per certi aspetti, e che sarà guidata dal vice campione del Mondo 1999, il quale, inizia a far proclami parlando della mentalità diversa degli inglesi, per i quali vincere il titolo è più facile poiché in Inghilterra si vive di Formula 1.



Eddie, però, realisticamente parlando non si aspetta di trionfare subito:

"Anche se la macchina sembra favolosa, il disegno più bello che abbia mai visto. Sono eccitato di ripartire da zero e orgoglioso di lavorare per un marchio famoso quanto la Ferrari".


Il dopo Maranello lo affascina.

"Essere perennemente seconda guida è frustrante. Io e Herbert partiamo alla pari, il nostro compito è macinare punti. Due prime guide Schumacher e Barrichello? Non so fino a quando durerà questo scherzo, ma non è un mio problema. Io amo divertirmi e sui circuiti quando sono contento corro meglio. Se qualcuno preferisce fare il pantofolaio, affari suoi".


Poi, altra frecciata a Schumacher:

"E' il pilota da battere, ma in quattro stagioni Ferrari non ha mai vinto e potrebbe accadere anche quest' anno perché Hakkinen ha dimostrato di saperci fare".


Ma in Ferrari c'è altro a cui pensare: il 27 Gennaio 2000 viene annunciato che sarà ancora una volta Meteo France a effettuare le previsioni del tempo per la Ferrari.


Il 4 febbraio Jean Todt, direttore della Gestione sportiva di Maranello, sarà a Tolosa per incontrare i responsabili del servizio meteorologico francese che già nella passata stagione ha collaborato con il team italiano. Le previsioni meteo in Formula 1 sono importantissime per vari aspetti, primo fra tutti la scelta della mescola delle gomme, che va effettuata il sabato, prima delle prove ufficiali, e poi mantenuta per la gara della domenica.


Il 31 Gennaio è il turno della Jordan, che dopo aver sognato di lottare per il titolo con Frentzen nel ‘99, spera di ripetere quelle fantastiche performance anche in questa stagione. Con l’addio di Damon Hill e l’ingaggio del promettente Trulli, le aspettative sono alte per una line-up di altissimo livello. Jarno è un pilota metodico, caparbio e notevolmente veloce, che è di fronte alla stagione della consacrazione; Frentzen ha dimostrato una solidità eccezionale, mantenendosi costantemente nelle prime posizioni in quasi tutte le gare della stagione scorsa. La nuova vettura, provata a Silverstone, sembra aver soddisfatto entrambi.


Ventiquattro ore dopo, sul circuito del Montmelò, Alain Prost presenta la sua nuova vettura, la AP03, progettata da John Barnard con l’appoggio da non trascurare di Alan Jenkins, suo amico della prima ora alla McLaren che dominava negli anni '80 proprio con il francese e Niki Lauda. Perso Trulli, il quattro volte campione del mondo si affida all’esperienza di Jean Alesi e al talento spregiudicato di Nick Heidfeld, reduce da numerosi successi nelle categorie minori.



Il 4 Febbraio viene svelata ad Jerez la nuova McLaren-Mercedes Mp4/15. Per l’occasione, il matrimonio tra le due case automobilistiche diventa più solido, dato che Ron Dennis annuncia l’acquisto da parte della Daimler-Chrysler del 40% del pacchetto azionario del gruppo TAG McLaren, in cambio di un compenso di 400 milioni di dollari.


Dopo quasi tre mesi di vacanza, torna a farsi vedere il due volte Campione del Mondo Mika Hakkinen, che non ha paura di esporsi negli sguardi e soprattutto nelle parole:


"Dovevo staccare la spina, per questo non ho guidato per tre mesi. Ma mi bastano due giri per tornare quello di sempre. E tre curve per capire se la macchina è competitiva. Deve esserlo, perché io voglio fare tris. Schumacher è forte, ma mi aspetta la leggenda. Ho gli stessi stimoli del '98, quando ancora non avevo vinto nulla. Voglio entrare nella storia, conquistare il terzo mondiale consecutivo".


La nuova McLaren è stata ottimizzata nell’aerodinamica, perfetta nella distribuzione dei pesi, con un propulsore più leggero di quattro chili, muso più alto e corto, progettata come negli anni precedenti da Adrian Newey. Hakkinen la definisce già imbattibile, affidabilità permettendo, ma soprattutto, per il finlandese, ad essere fondamentale sarà la determinazione, la stessa che gli ha consentito di conquistare i primi due titoli.

Nonostante le varie vicissitudini vissute nel ‘99, il rapporto con il compagno David Coulthard non è cambiato:

"Il mio rapporto con David è sempre il solito, non mi aspetto favori da lui, partiamo alla pari, il mio unico pensiero è spingere al massimo".


Fa discutere però l’ingaggio come collaudatore di Olivier Panis, fortemente voluto da Mika, e forse da interpretare come un avvertimento per Coulthard, che quest’anno non potrà permettersi errori come in Austria nel '99. Adesso, nel team c’è qualcuno in grado di poterlo tranquillamente sostituire.



Tre giorni dopo la presentazione della nuova McLaren, è la volta della Ferrari.


Il 7 Febbraio 2000, c’è grandissima attesa attorno alla F1-2000 (e non F320 come si sosteneva nelle settimane precedenti). Nello stabilimento del team di Maranello, tra il reparto fonderia e quello delle lavorazioni meccaniche, c’è la solita atmosfera di impazienza nel voler ammirare la monoposto che si spera consentirà a Schumacher o Barrichello di vincere il campionato piloti. Per l’occasione, oltre al Presidente Montezemolo, presenzia anche l’avvocato Gianni Agnelli.


La F1-2000 ha numerose novità rispetto alla F399, su tutte un baricentro abbassato, muso più alto, alettoni anteriori e posteriori più piccoli, affinamento dell’aerodinamica, peso ridotto per migliorare equilibrio e affidabilità. Nuovi anche i lubrificanti ed il carburante, mentre gli sponsor rimangono più o meno gli stessi. Il motore, lo 049, è un dieci cilindri a V, in alluminio microfuso per quaranta valvole. Per aumentare le prestazioni sono stati aumentati i cavalli e diminuiti il peso; il nuovo propulsore potrà effettuare duecentocinquanta giri al minuto in più rispetto all’ultima qualifica del 1999 a Suzuka. Nella costruzione del motore c’è stata una stretta collaborazione con il reparto telaio, ciò per favorire una perfetta amalgama tra le componenti.



Agnelli non vuole sbilanciarsi, e non fa proclami:

"A essere bella, la nuova Ferrari, è bella, ma è meglio aspettare i risultati dei test. Spero sia vincente subito, per non ripetere l'errore dell'anno scorso e centrare il mondiale piloti".

Prudente anche Montezemolo:


"Siamo pronti ad affrontare questa grande sfida: la macchina è bellissima e i tecnici mi assicurano che ha fatto un grande passo avanti rispetto alla precedente, che era stata comunque molto competitiva. Schumacher? E' in grandissima forma. Barrichello? E' pronto per il grande salto. Il futuro? Noi abbiamo fatto tanto, ma vediamo quello che sono riusciti a fare gli altri. Meglio parlare poco, ora".


Una vettura sviluppata totalmente nella galleria del vento della Rossa, che pare entusiasmi i tecnici, come si può evincere dalle parole di Ross Brawn:

"Abbiamo fatto più progressi con questa monoposto che con tutte le altre nuove Ferrari messe assieme".

Per il momento è stata ultimata soltanto una vettura, che viene testata due giorni dopo per la prima volta da Michael Schumacher, inaugurando una sessione di test lunga cinque giorni. Non prima di partecipare ad uno spot televisivo per la Fiat Seicento, nel quale il ferrarista arriva con una Ferrari da Formula 1, la lascia parcheggiata male davanti al concessionario e viene portata via dal carro attrezzi, dopodiché entra e sceglie una Seicento, ovviamente rossa.


Il pilota tedesco ha davanti a sé uno snodo fondamentale della sua carriera: il 2000 deve per forza di cose essere la stagione del titolo piloti conquistato con la Ferrari. Lui non lo nasconde di certo:


"Non posso prometterlo, ma farò di tutto per portare il titolo piloti alla Ferrari. Voglio il Mondiale a Maranello. Attendo questa stagione con entusiasmo, dobbiamo fin dall'inizio poter vincere le gare. La macchina ha linee bellissime, non vedo l'ora di guidarla, ma non è l'impatto visivo quello che conta. Sono a conoscenza dei dati della Galleria del Vento. Mi rendono molto ottimista".


Il ritardo nell’ultimare la nuova vettura sembrava preoccuparlo, poi però:

"Todt ha fatto una buona osservazione e mi ha tranquillizzato: abbiamo lo stesso tempo dell'anno scorso per preparare Melbourne. E in più questa volta c'è lo sviluppo nella Galleria del Vento. Siamo più avanti".

Hakkinen ha definito la McLaren favolosa:

"Dice sempre così. Aspettino di vedere cosa siamo in grado di fare noi, prima di parlare".

Tutti vedono in lui il favorito per la vittoria del campionato, e a sorpresa, non Hakkinen:

"Si vede che mi considerano il più forte. Spero che la pista non li smentisca".

Anche Irvine con la Jaguar sogna di lottare per il titolo:

"Lo conosco molto bene, in quattro anni con la stessa macchina non mi è mai stato vicino. Non credo che ora abbia una vettura migliore della nostra. Il suo mi sembra proprio un sogno".


E Barrichello?

"Con lui ho un ottimo rapporto, sul piano professionale remiamo nella stessa direzione e aiuteremo il team. E' giusto che sia ambizioso, non avremo problemi. Non ci faremo la guerra".


E parlando del contratto in scadenza nel 2002, dice:


"Con Todt e Montezemolo abbiamo parlato di estenderlo. Ma prima voglio capire fino a quando posso reggere. O se dopo la Ferrari è meglio smettere".


L'8 Febbraio 2000 Schumacher è a Roma per uno spot televisivo con una Fiat Seicento, ma dal giorno seguente sarà a Maranello per girare con la nuova macchina, fino a venerdì, mentre Barrichello si cimenta per due giorni sulla pista di Fiorano con la F399.


Per la performance della Rossa e del suo numero uno è un bagno di folla, con tanti appassionati che tentano - inutilmente - di avvicinarlo. Nello spot Schumacher arriva con una Ferrari da Formula 1, che lascia parcheggiata male davanti al concessionario e viene portata via dal carro attrezzi, poi entra e sceglie una Seicento, ovviamente rossa. Le ultime riprese - con il tedesco c'è Luca Badoer e una controfigura - vengono girate in via dei Fori Imperiali e all'Eur.


Intanto i due piloti avranno dei nuovi addetti alle relazioni: l'austriaco Bernd Fisa - che parla italiano - per Schumacher e la stampa tedesca, mentre la brasiliana Jane Parisi seguirà Barrichello. Inoltre, Schumacher avrà anche un nuovo preparatore atletico, il francese Jolis.


Il 9 Febbraio, Schumacher scende in pista soltanto alle ore 18:07, quando ormai sul tracciato è già sceso il buio. Vengono accesi i fari per illuminare la pista, tuttavia in queste condizioni vengono completati appena quattro giri per un controllo del montaggio dei particolari, che hanno occupato i meccanici per l’intera giornata.


Schumacher ferma il cronometro sull’1'08"518, nulla di eccezionale, poi dichiara:

"Mi ha infastidito solo il vento forte, spostava il casco. Ho atteso tutto il pomeriggio, mi sembrava di aspettare un figlio. Non potevo spingere di più, troppo rischioso, mancava totalmente la luce".

Davanti ai box la nuova Ferrari ha sfreccia a 264 km/h, stessa velocità ottenuta in mattinata da Rubens Barrichello con la F399; il brasiliano aveva fatto quaranta giri.


Il vento è lo stesso che il giorno dopo - il 10 Febbraio 2000 - causa un fastidioso torcicollo a Schumacher, al punto da costringere il tedesco ad abbandonare i test sulla nuova Ferrari. Al suo posto sale sulla F1-2000 Barrichello, che a sua volta viene fermato da un ordine ricevuto dai box, dove tutto d’un tratto giungono informazioni telemetriche con dati del tutto sballati, dovuti forse a noie elettriche. Non mancano però le buone impressioni: nel mattino, fin quando è riuscito a girare, Schumacher completa solo sei giri, girando in 1'01"260; nel pomeriggio, Barrichello è più lento di un decimo, ma porta a termine ventiquattro giri.


Entrambi i piloti evidenziano una certa soddisfazione, per Barrichello in particolare, la Ferrari è sempre più una sorpresa:

"Stavo facendo ginnastica quando mi hanno detto di prepararmi per sostituire Michael che non poteva più lavorare. Un debutto anticipato. Ho avuto subito una bellissima impressione della monoposto. I tempi hanno confermato queste belle sensazioni. Sono stato veloce come Schumacher anche se la posizione di guida non era certo quella ottimale e la pedaliera avrebbe dovuto essere regolata in modo differente, soprattutto per quanto riguarda il freno. Perfezionando la posizione potrò spingere di più e capire come reagisce la monoposto".


L'11 Febbraio 2000, un infreddolito Barrichello completa solo sei giri per un comportamento anomalo della pressione della benzina, mentre è Badoer a far segnare il miglior tempo con la F1-2000 in questi primi chilometri di test: 1'00"310, mezzo secondo meglio di quanto fatto da Barrichello.

Duecentosessantadue giri e quasi ottocento chilometri completati in cinque giorni, a ritmi elevatissimi e con il record del circuito da parte di Badoer. Per di più, la nuova Ferrari pare essere affidabile proprio come la F399. L’unico problema, infatti, ha riguardato proprio Michael Schumacher, colpito dal torcicollo. Nulla di grave, come spiega Badoer:

"Nulla di preoccupante. Michael è quasi ristabilito, lo vedrete ancora più carico al Mugello dove, forse, farò una capatina anch'io. A me un inconveniente simile è capitato due volte, l'ultima l'anno scorso a Montmelò proprio durante i test con la Ferrari: un dolore pazzesco. Quando si guida oppure ci si ferma, tenendo il casco addosso, è normale sudare tanto e si rischiano colpi d'aria. Lo stesso movimento di togliere il copricapo, inclinando la testa e tirando, può favorire lo stiramento muscolare".


La sera di domenica 13 Febbraio, dopo una giornata estremamente fruttuosa con centotredici giri inanellati da Badoer, la Ferrari decide di non proseguire ulteriormente le prove. Mentre viene avviata la prima revisione della prima F1-2000, il montaggio della seconda è in fase di definizione, e partirà anch’essa per il Mugello.


Tutto sembra andare bene per il team di Maranello, se non fosse che, a campionato non ancora iniziato, bisogna già fare i conti le prime polemiche, alimentate dal giornale tedesco Bild, non nuovo nel muovere critiche alla Ferrari. Stavolta, viene avanzato un sospetto pesante riguardante la presunta irregolarità della vettura, in quanto il cockpit non soddisferebbe le nuove norme di sicurezza della FIA. Ipotesi basata su un’altra indagine in corso sulla vettura della Jordan, che secondo Bild è pericoloso, ma soprattutto è estremamente simile a quello della Ferrari, che a questo punto potrebbe risultare illegale. Il giornale correda la sua teoria parlando dell’intenzione della Federazione di chiudere le indagini nel più breve tempo possibile, con largo anticipo rispetto alla gara d’apertura da disputare a Melbourne, e aggiunge che tra gli esperti c’è proprio Jo Bauer, lo stesso resosi protagonista in Malesia qualche mese prima nel caso dei deflettori.


Alla Ferrari però, sono tranquilli. Claudio Berro dichiara:


"Certe notizie prive di fondamento non meritano nemmeno una replica. Ormai siamo allo stillicidio, con sparate che sanno sempre di scandalo e non sono mai verificate, che compaiono sui siti Internet e vengono riprese senza remore da certi giornali".


Berro fa sapere inoltre, che c’è già stato il via libera da parte della FIA su tutte le componenti della F1-2000.


Il 16 Febbraio Schumacher e Barrichello giungono al Mugello per una sessione di test rigorosamente a porte chiuse. Negli stessi giorni, sul circuito sudafricano di Kyalami, proseguono i lavori di avvicinamento alla gara di Melbourne di altri team, tra cui Williams e BAR, in cerca di riscossa dopo un’annata complicata. Per Jenson Button, sostituto di Alex Zanardi, si presentano alcuni problemi nell’ottenere la superlicenza.


È Max Mosley a ricordare alla Williams che per iniziare la nuova stagione ed avere la superlicenza, il ventenne britannico deve percorrere trecento chilometri in due giorni consecutivi di test, e ricevere l’ok da diciotto dei ventisei membri che compongono la commissione Formula 1. Per tutta risposta, Button compie sessanta giri nel penultimo giorno di test, girando in 1'23"936, tre decimi più lento del miglior tempo fatto registrare da Ricardo Zonta, e due decimi più lento del compagno Ralf Schumacher.

Al Mugello, Schumacher stupisce anche sul bagnato, dove sgretola il vecchio record ottenuto l’anno prima in condizioni identiche, abbassando il limite di ben due secondi, 1'35"08, un tempo migliorato nel tardo pomeriggio con l’asciugarsi dell’asfalto.

Michael è molto soddisfatto:

"La macchina ha dimostrato di tenere bene anche con la pioggia. La stagione per me è iniziata molto meglio dell'anno scorso visto che avevamo problemi sul bagnato. Problemi che adesso sembrano definitivamente risolti".


Schumacher giunge al Mugello all'ora di pranzo, saluta il suo amico Batistuta accompagnato da Rui Costa e Balbo, e si mette subito al lavoro. Monta le gomme da pioggia, e alle ore 15:00 scende in pista per verificare la tenuta della macchina dopo le timide impressioni di Fiorano. Tre ore a girare per la prima, vera, verifica della F1-2000: in programma test aerodinamici e di sviluppo (a porte chiuse) per mettere a punto la nuova Rossa in vista dell'inizio del mondiale in Australia, in programma il 12 Marzo 2000. Macchina e motore dimostrano di essere affidabili e il baricentro più basso facilita la guida.


"I problemi più grossi sembrano alle spalle, probabilmente ci saranno ancora delle piccole cose da sistemare ma abbiamo tempo. Quello che conta è che la macchina sta dando risposte positive".


Schumacher, che non ha più alcun problema al collo, gira fino alle ore 18:00, quando la visibilità sulla pista è al limite. Al Mugello i tecnici Ferrari cercavano altre verifiche sull'efficacia delle forme e sul comportamento generale della monoposto a velocità superiori ai trecento chilometri orari che si sfiorano a Fiorano, e anche le prime indicazioni sul funzionamento della F1-2000 in curva. E i trentacinque giri di Schumacher sul tracciato tecnico e selettivo di Scarperia danno risposte confortanti sullo sviluppo della macchina.


"Stiamo lavorando bene, nei prossimi giorni faremo altre verifiche. Sono soddisfatto di questi primi risultati".


Il pilota tedesco sarà in pista anche il 18 e 19 Febbraio 2000 prima di lasciare campo libero a Barrichello, che avrà a disposizione la sua F1-2000. Nel frattempo, il brasiliano si è dovuto accontentare di girare con la F399 laboratorio. Barrichello scende in pista alle ore 9:30:


"L'ultima volta che ho guidato qui è stato otto anni fa con una Formula 3000, ho potuto riprendere confidenza con la pista. Sono contento ma non vedo l'ora di avere la nuova F1-2000".


La vettura convince per l’affidabilità (altri trentacinque giri completati senza alcun problema) e la facilità di guida. I problemi, afferma Michael, sono alle spalle:

"Probabilmente ci saranno ancora delle piccole cose da sistemare ma abbiamo tempo. Quello che conta è che la macchina sta dando risposte positive. Stiamo lavorando bene, nei prossimi giorni faremo altre verifiche. Sono soddisfatto di questi primi risultati. La F1-2000 si guida meglio della F399, è molto affidabile e va benissimo in curva. Aerodinamica e motore sono le cose migliori. Finora non abbiamo avuto problemi, spero di continuare così. Sono ottimista perché la macchina è più competitiva, anche se bisogna tenere conto dei nostri avversari. E quelli li incontreremo in Australia".


Tra i tanti che si candidano a lottare con lui, c’è anche Alesi con la Prost:

"Ho parlato con lui qualche volta al telefono, ma non so quale sia davvero il suo potenziale. Però mi auguro per lui che riesca davvero a crearmi qualche problema, anche perché siamo molto amici".

Qualcuno gli ricorda la sua vecchia promessa di imparare l’italiano:


Sto studiando, ma ho molte difficoltà soprattutto a coniugare i verbi. Capisco abbastanza bene, però ancora non me la sento di fare interviste in italiano”.

Il 17 Febbraio 2000 giunge al Mugello anche Montezemolo, che si arrabbia:


"Cosa ci fanno qui tutti questi giornalisti? I test dovevano essere a porte chiuse".


Sono giorni difficili al Mugello, il mondiale si avvicina e bisogna fare in fretta a mettere a punto la F1-2000. A partire dal 19 Febbraio 2000 anche Barrichello potrà prendere confidenza con la nuova macchina, mentre Schumacher continua ad andare sempre più veloce:


"Siamo abbastanza soddisfatti. La macchina è come ci aspettavamo".


E cioè?


"La F1-2000 si guida meglio della F.399, è molto affidabile e va benissimo in curva. Aerodinamica e motore sono le cose migliori. Finora non abbiamo avuto problemi, spero di continuare così".


Schumacher si sente più forte dell'anno scorso?


"Sono ottimista perché la macchina è più competitiva, anche se bisogna tenere conto dei nostri avversari. E quelli li incontreremo in Australia".


In cosa eccelle la F1-2000?


"E' semplicemente la più veloce Ferrari che ho avuto. E se è più veloce vuol dire che è migliorata in tutto. Prima si girava sull'1'27", adesso siamo partiti sull'1'26. Una prospettiva promettente".


La McLaren dice che le pinne sull'abitacolo sono irregolari:


"E' la Fia che deve decidere, non la McLaren".


Schumacher pensa che questa accusa sia un segnale di debolezza della McLaren?


"Non lo so. Per ora so solo che la Ferrari va davvero forte".


Alesi ha detto che la sua Prost creerà qualche problema a Schumacher:


"Ho parlato con lui qualche volta al telefono, ma non so quale sia davvero il suo potenziale. Però mi auguro per lui che riesca davvero a crearmi qualche problema, anche perché siamo molto amici".


C'è polemica sui piloti giovani, qualcuno si è lamentato perché non hanno esperienza:


"Non sono contro i giovani, purché in pista si comportino bene. Se non fanno troppi testacoda e non commettono errori che possono danneggiare gli altri non ho preclusioni".


La Arrows sembra velocissima: sarà la sorpresa del mondiale?


"Solo la Benetton una volta è riuscita ad essere outsider. Io non ascolto i pettegolezzi pre-mondiale, in Australia scopriremo le potenzialità di ognuno".


E il pessimo tempo della McLaren a Barcellona preoccupa Schumacher, o lo insospettisce?


"Nessuna delle due cose. Io penso alla Ferrari e da questi primi test posso dire che siamo molto più competitivi dell' anno scorso".


E il collo?


"Ora è a posto, sono guarito".


Il Presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, il 20 Febbraio 2000, rispondendo all'intervista del settimanale tedesco Welt am Sonntag, confessa che Michael Schumacher è bravissimo, ma Niki Lauda era molto più simpatico:


"Il rapporto con Schumacher è molto buono ma meno intenso di quello con altri piloti del passato, specie con il fuoriclasse austriaco".


Dal 22 Febbraio, otto squadre su undici, ad esclusione della Ferrari che si alterna tra il Mugello e Fiorano, la Minardi e la Arrows, che invece fa registrare tempi record a Montmelò, si ritrovano a Jerez per sfruttare le ultime occasioni a disposizione per valutare le migliorie introdotte sulle vetture dopo le presentazioni, senza tralasciare aspetti fondamentali come l’affidabilità. Non a caso, tutti i team portano due vetture, ad eccezione della Prost che ne mette a disposizione una soltanto, guidata da Alesi nei primi due giorni.


Buone notizie per la Minardi, che con Marc Gené fa segnare tempi incoraggianti in un’altra simulazione di gara. La nuova M02 percorre nella sua prima settimana di test ben 1.700 chilometri, senza riscontrare grossi problemi.



Il 25 Febbraio 2000 Schumacher svolge altre prove a Fiorano: in particolare, il tedesco effettua tante prove di partenza e continua a girare su ottimi tempi, completando venti giri e segnando come miglior tempo 1'01'991, mentre al Mugello Barrichello percorre quarantadue giri, il migliore dei quali in 1'24"997. Poi Michael raggiunge il compagno di squadra in Toscana, per le ultime prove con lo sguardo già rivolto al 12 Marzo, per il Gran Premio d’Australia.


Il 27 Febbraio 2000, Schumacher completa altri settantuno giri, segnando come miglior tempo 1'24"705. Fra le prove anche la simulazione di una situazione di pericolo con l'ingresso della safety car in pista. I test si sono poi conclusi intorno alle ore 18:00 quando Schumacher è uscito di pista alla curva Materassi, senza conseguenze per lui e la monoposto:

"La F1-2000 è la migliore Ferrari che io abbia mai guidato. Eccellente per aerodinamica, motore e guidabilità".


Una piccola uscita di pista non smorza l’entusiasmo di Schumacher, che può guardare con fiducia ai tempi: rispetto alla F399, sul circuito del Mugello la nuova F1-2000 ha guadagnato due secondi.


Il 28 Febbraio 2000 si concludono i test Ferrari al Mugello: Schumacher compie sessantasette giri, un intero Gran Premio simulato senza problemi, prima di spostarsi sul circuito di Fiorano:


"Vogliamo vincere dalla prima gara".


Dichiara Schumacher, ma Montezemolo ammonisce il pilota tedesco:


"Troppo entusiasmo".


Forse è così. Fatto sta che il 1° Marzo 2000, a Maranello, Schumacher è talmente entusiasta che ha voglia di parlare italiano:


"Nessuna domanda in inglese, per favore".


Dice con i giornalisti, prima di confessare:


"Non vedo l'ora di essere a Melbourne, è da Luglio che non disputo un Gran Premio, a parte la parentesi in Malesia e Giappone, dove non gareggiavo per me, ma per Irvine".


"Viglio vincere in Australia, posto tabù, dove non ho mai vinto, né ho mai strappato una pole. Poi, di aggiudicarmi la prova d'apertura non mi riesce dal '95, in Brasile con la Benetton".


"Voglio portare a Maranello il titolo mondiale, perché questo è il mio quinto tentativo con la Ferrari e non vorrei che i tifosi fossero costretti ad aspettare ancora".


Schumacher è tirato a lucido, a dieci giorni dal via. Dimagrito, senza più dolore alla gamba, forse anche più simpatico, o perlomeno più umano, ma di sicuro meno cauto:


"Anche l'anno scorso sognavo di vincere la prima corsa, dopo Melbourne non ero soddisfatto, mi scocciava da morire aver rotto il motore. Ma quelle erano speranze, adesso sono davvero convinto di farcela. Il nostro obiettivo era risultare competitivi sin dall'inizio, non essere costretti a rincorrere la McLaren. Lo abbiamo centrato".


Da dove nasce tutta questa fiducia?


"Dai dati che ho in mio possesso. Credo in questa Ferrari, è cresciuta come motore, migliorata in aerodinamica. I tempi al Mugello sono di due secondi inferiori rispetto a dodici mesi fa. Buona parte del merito è delle nuove gomme, ma almeno otto decimi sono di macchina".


Il colmo sarebbe perdere l'affidabilità:


"Impossibile. L'anno scorso prima dell'Australia avevamo percorso duemila chilometri, adesso fra me e Barrichello siamo già a più del doppio e gli inconvenienti sono minimi, dettagli che in dieci giorni metteremo a posto. Ci siamo già cimentati in quattro simulazioni di Gran Premio, non abbiamo mai avuto problemi. Rispetto alla passata stagione è tutta un'altra storia".


Montezemolo parla di troppa euforia:


"E' chiaro che solo alla vigilia si potrà capire tutto. Noi non abbiamo paragoni con le altre scuderie. Non è comunque fondamentale centrare la pole, l'importante è che il distacco con la McLaren sia minimo, in modo da poterci giocare la gara. L'anno scorso era più di un secondo: in quelle condizioni non c'è storia".


Schumacher cita sempre la McLaren, non vede altri avversari?


"La lotta sarà con loro, con un Hakkinen più motivato che mai. Jordan, Jaguar e Arrows possono essere gli outsiders, non certo i veri rivali".


Cosa c'entra la cenerentola Arrows?


"E' la squadra che più mi ha impressionato nelle prove invernali, con riscontri cronometrici eccezionali. Non puoi andare così veloce se non hai una buona macchina".


E la Williams di suo fratello Ralf?


"Ha un motore nuovo. Per essere competitivi servono due o tre anni. Anche se è Bmw".


La macchina dà garanzie, e l'atleta Schumacher?


"Non mi sono mai sentito così in forma. Il mio nuovo allenatore, Xavier, mi ha trasformato, sono più forte fisicamente, almeno un trentacinque per cento in più. Anche la gamba è a posto, oggi per la prima volta ho potuto correre senza dolore. Sono quasi pronto per tornare a giocare a calcio. Di sicuro non mi manca il fiato: mi alleno tutti i giorni. Per almeno un'ora e mezza".


Il 1° Marzo a Fiorano debutta la terza Ferrari 2000, telaio 200. Al volante naturalmente Schumacher:


"Le gerarchie con Barrichello non c'entrano. E' normale sia toccato a me, sarà la macchina con cui correrò a Melbourne".


I bookmakers danno Schumacher Campione del Mondo:


"Una bella responsabilità. In linea con i miei sogni".


La McLaren è avvisata, la Ferrari è pronta a dare l’assalto al titolo mondiale.


Davide Scotto di Vetta

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