#1 1997: Ai nastri di partenza...

Aggiornato il: mar 19



Ai nastri di partenza del nuovo campionato di Formula Uno del 1997, c’è chi non vince un Mondiale Piloti dall'ormai lontano 1979, ed è deciso ad interrompere questo periodo di magra che perdura da troppo tempo per quello che è il blasone del team; c’è chi non sale sul gradino più alto del podio dal 1993, quando fu il più grande di tutti i tempi, che poi ci lasciò prematuramente pochi mesi dopo, a festeggiare sul circuito di Adelaide in Australia il suo ultimo successo in Formula Uno; c'è anche chi è stato il più grande rivale di quel fenomeno che non è più tra noi, il quale non è riuscito a resistere al richiamo delle sirene del circus ed ha rilevato una scuderia dandole il suo nome, sperando di poterla rendere vincente tanto quanto è stato lui durante la sua carriera da pilota. Non è finita qui, perché c’è anche chi ha intenzione di continuare a dominare, seppur priva del suo campione in carica, appiedato per le sue eccessive pretese, a vantaggio di altri piloti più giovani, che si ritrovano tra le mani un bolide in grado di monopolizzare le prime posizioni potenzialmente per tutto l’anno. Infine, c'è chi, da figlio di un tre volte Campione del Mondo, fonda un team, gli dà il suo nome e lo porta in F1, dopo anni di militanza nelle categorie inferiori.


Se non siete riusciti ad affibbiare a tutte queste figure delle facce o dei nomi, niente paura, ci arriviamo subito.


Nel 1979 Jody Scheckter si laureava Campione del Mondo davanti al suo compagno di squadra Gilles Villeneuve, che da vice-campione andava a coronare in tutto e per tutto quella che per la Ferrari fu un’annata straordinaria, ma che purtroppo non trovò continuità nel decennio successivo, segnato invece dai successi dei team britannici. Solo a sprazzi il team di Maranello è stato in grado di riavvicinarsi a conquistare l’iride. Nel 1982, quando la vittoria del campionato a squadre non fu accompagnata da quella nella classifica piloti, vinta invece da Keke Rosberg e con Didier Pironi a concludere secondo nonostante avesse saltato le ultime cinque gare del campionato in seguito al terribile incidente sotto il diluvio di Hockenheim, che di fatto pose fine alla sua carriera da pilota di Formula Uno. Anche le annate ‘85 con Alboreto e ‘90 con Prost fecero sognare i ferraristi, per poi portarli alla disillusione e alla disperazione per aver sciupato delle ghiotte occasioni.


Anni di mediocrità vera e propria vi hanno fatto seguito, un lasso di tempo durante il quale però, sono arrivati uomini pronti a far parte di un team che si spera possa riportare l’agognato titolo a Maranello: Montezemolo, poi Jean Todt, John Barnard, Ross Brawn e nel ‘96, fresco di due titoli mondiali, Michael Schumacher, a cui viene affiancato Eddie Irvine, nel ruolo di scudiero del fenomeno tedesco.


La stagione 1996 si è conclusa con tre successi, tutti firmati da Michael, un dato speranzoso considerando che dal 1991 al 1995 la Rossa aveva vinto appena due gare.

Il nuovo campionato dunque, inizia col migliore degli auspici.


Alla conclusione del campionato del ‘93 invece, Ayrton Senna salutava la squadra che lo aveva reso vincente, la McLaren, nel migliore dei modi, vincendo la sua quarantunesima ed ultima gara in Formula Uno sul circuito di Adelaide; nessuno poteva immaginare che quella sarebbe stata l’ultima gioia di Ayrton, né tanto meno che la McLaren sarebbe rimasta a bocca asciutta per le successive tre stagioni. Mentre la fornitura di motori di Peugeot si rivelò un vero e proprio disastro, la partnership con Mercedes sta mostrando segni di crescita, ed esattamente come la Ferrari, il team gestito da Ron Dennis spera che questa sia la stagione del rilancio definitivo, guidata da due piloti di talento e con un buon bagaglio di esperienza alle loro spalle, quali Mika Hakkinen e David Coulthard.


Durante la presentazione stile Hollywoodiana tenutasi all’Alexandre Palace di Londra, la nuova Mp4/12 svela il nuovo main sponsor West, che si sostituisce allo sponsor storico del team britannico, Marlboro, e di conseguenza porta anche ad un drastico cambiamento del colore della livrea: dal bianco e rosso infatti si passa al nero e grigio.



Chi ci ha vinto parecchie gare nonché tre Mondiali insieme a Ron Dennis, è Alain Prost, ufficialmente in pensione dopo l’ultima laurea da campione con la Williams nel ‘93, ma troppo innamorato per le corse per restarsene a casa sul divano. Alain rileva dalle mani di Flavio Briatore la storica Ligier, alla quale affibbia il nome di Prost Grand Prix, alimentata da motori Mugen Honda, in attesa di quelli Peugeot nella stagione successiva.


L’obbiettivo di Prost, che punta su Olivier Panis e Shinji Nakano per la sua prima esperienza da team manager, è arrivare in cima alle classifiche nel giro di tre anni. Purtroppo per lui, il suo talento al volante non corrisponderà a quello mostrato al muretto box, e tante scelte discutibili (su tutte l’accordo con Peugeot per i motori) porteranno il suo team nel baratro della bancarotta.



A fare da contorno alle scuderie di prim'ordine non mancano certo altri nomi altisonanti, come ad esempio la Benetton, orfana di Schumacher dopo i successi ottenuti insieme, e reduce da una stagione di transizione conclusa ad ogni modo con il terzo posto nel Mondiale Costruttori, con parecchi podi in cascina. Ragion per cui, anche Jean Alesi e Gerhard Berger sperano di poter lottare con costanza per le posizioni che contano.



Dimentichiamo qualcuno? Certo che sì.


Come non parlare della Williams, assoluta dominatrice della stagione ‘96, con 12 vittorie su 16 GP disputati, ma che a sorpresa non schiera affianco al figlio d’arte Jacques Villeneuve, il pilota che ne ha vinte 8 di queste gare, e che di conseguenza si è assicurato senza troppi patemi il suo primo ed unico Titolo Mondiale. Stiamo parlando ovviamente di Damon Hill. Il britannico lascia la vettura più veloce in griglia per accasarsi in Arrows, dove, come vedremo, ad accoglierlo c'è una situazione piuttosto critica.



Spazio dunque al tedesco Heinz-Harald Frentzen, reduce da una stagione discreta in Sauber, ma giudicato da Frank Williams idoneo per fare il salto definitivo in un top team. La nuova FW19 viene progettata sulla falsa riga della vettura precedente, se si escludono minimi particolari come la presa d’aria, ovale e non più triangolare, o un'aerodinamica ben più affinata, come spiegato dall'uomo che ne ha contribuito alla progettazione lavorando in sinergia con Adrian Newey, il britannico Patrick Head.


"La Williams è la squadra migliore, è giusto temerla e pensare che continuerà ad esserlo. Io ho un anno di esperienza in più e questo non guasta, conosco i circuiti e posso pensare subito a mettere a posto l’assetto della vettura. Con Frentzen però sarà dura, è un pilota veloce. Come rivali principali ci sono McLaren e Benetton. Poi c’è Schumacher, lui è forte, indipendentemente da quello che farà la Ferrari".


Parole di Jacques Villeneuve, considerato dall’opinione pubblica come il grande favorito per la vittoria finale.



E per concludere, nata nel 1988 per volontà di Paul Stewart, figlio di Sir. Jackie, in seguito a varie stagioni trascorse in campionati minori come l'International Formula 3000, nel 1996 l'omonima scuderia spinge per debuttare in Formula Uno, raggiungendo un accordo di sviluppo con Ford, nonché accordi finanziari con HSBC e Malaysia pari a 24 milioni, da investire nella prima stagione di partecipazione. Nasce quindi la Stewart Gran Prix, con al volante il promettente Rubens Barrichello e Jan Magnussen.



Durante i test pre-stagionali, la F310B di Schumacher e Irvine fa ben sperare, nonostante qualche leggero problema di affidabilità che tuttavia non desta troppe preoccupazioni. Ralf Schumacher, ingaggiato dalla Jordan e al suo primo anno in Formula Uno, dichiara alla stampa che suo fratello non si è detto troppo soddisfatto della nuova Ferrari; un’uscita che stride molto coi fatti, poiché nello stesso periodo Irvine fa segnare tempi strepitosi sul circuito di Fiorano.



Schumi invece, mentre si trova al Mugello per proseguire i test di metà febbraio, lascia l’albergo dove alloggia per raggiungere in piena notte sua moglie Corinna, che sta dando alla luce la piccola Gina Maria. Se anche le sue preoccupazioni sulla nuova vettura fossero state veritiere, almeno per un giorno tutto ciò viene inevitabilmente messo da parte.


A 28 anni Michael diventa papà.


I pronostici dell’inverno e derivanti dai riferimenti forniti dei test, che vedono come previsto la Williams a fare agevolmente l’andatura, vengono confermati sin dalle prime battute del primo week-end di gara del nuovo campionato, da tenersi sul circuito di Melbourne, Australia.


Davide Scotto di Vetta

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