#1 1976: James Hunt vince il campionato nell'ultima gara, Niki Lauda sopravvive al rogo



Alla vigilia del nuovo campionato, Enzo Ferrari risponde a dodici domande sulla stagione che sta per cominciare, tracciando un panorama completo dei problemi che toccano la Ferrari ed il mondo delle corse.


Dopo la splendida stagione 1975, cosa ha chiesto Ferrari ai suoi dipendenti, tecnici e piloti?


"Di ripetere, con pari armonia di intenti, diligenza ed entusiasmo, l'impegno assolto nella scorsa stagione".


Cosa teme di più, alla vigilia del nuovo campionato?


"Normalmente si teme tutto quello che è sconosciuto. Una volta viste in azione le nuove vetture concorrenti, potremo concretare un preventivo di ansie, non esclusa l'immancabile annuale sorpresa".


Con che animo, con che spirito attende questa stagione dì corse?


"Con l'immutata speranza che le attese si concludano favorevolmente".


Sarà più difficile della precedente? E se si, perché?


"Sarà più difficile della precedente stagione proprio per le inevitabili sorprese, che lo scorso anno furono rappresentate all'inizio dalla Shadow e poi dalla efficienza della nostra 312T. Quest'anno, conoscendo le capacità e disponibilità tecniche delle case specializzate inglesi che si prodigano nelle forniture ai concorrenti di Formula 1, è lecito prevedere che lo spirito di rivincita che li anima renderà la partita molto più difficile".


Quali saranno le vetture ed i piloti più pericolosi per la Ferrari?


"Per le vetture, come ho già accennato, prematura e una qualsiasi previsione: occorre attendere i primi tre o quattro Gran Premi per ritrarre un quadro sufficientemente completo di possibilità. Quanto ai piloti, i più quotati restano sempre quei cinque o sei che hanno recitato la parte alta della trascorsa stagione".


Cosa occorre per emergere nella Formula 1?


"Quel che occorre è un ottimo professionista-pilota che sappia assimilare una buona macchina. La semplicità della formula è soltanto apparente, perché è risaputo quanto difficile sia la scelta umana, e quanto complicata la realizzazione del mezzo meccanico".


Sedici Gran Premi sono troppi?


"Sedici corse potrebbero anche rappresentare un massimo accettabile, se talune di esse non comportassero lunghe trasferte e dislocamenti onerosi e disagevoli".


Che ne pensa dell'attuale momento della Formula 1, dei rapporti tra costruttori e organizzatori? Penso, meglio constato che tali rapporti sono il risultato di posizioni di forza. La commissione sportiva internazionale non ha saputo evitare a suo tempo che tali posizioni si sviluppassero negativamente e ora le subisce, nell'attuale evoluzione deteriore, a danno delle finalità sportive e tecniche che dovrebbero invece restare la preminente base della nostra attività".


Ferrari può elencare le corse che non vanno, ed esporre i suoi suggerimenti?


"Per me tutte le corse sono valide, sempreché vengano organizzate su circuiti e autodromi permanenti, dotati di impianti e attrezzature idonei a garantire la difesa del pubblico, e a limitare al massimo i rischi dei piloti. Purtroppo, questa fondamentale esigenza non viene talvolta rispettata né dagli organizzatori né dall'autorità che deve approvare, avallandole, le loro iniziative".


Quest'anno, tramite una scuderia amica, un pilota italiano tornerà su una Ferrari: se si dimostrasse veramente capace, lo ingaggerebbe per II 1977?


"La Ferrari ha assunto l'onere di concedere gratuitamente in uso alla Scuderia Everest una efficiente unità monoposto FI 312T predisposta secondo il regolamento Internazionale 1976. L'operazione tende ad accertare se, fra i giovani che Minardi proverà, emerge un elemento da inserire nei futuri programmi della Ferrari".


Perché, a proposito, in questi ultimi anni non è emerso in Italia uno Stewart o un Fittipaldi o un Lauda?


"Le ragioni sono tante e rinuncio ad enumerarle. Mi limito ad osservare che i tentativi selettivi compiuti non sono stati condotti con programmata aderenza alle effettive esigenze del problema. E poi, sfortunatamente, l'unico che aveva idee chiare, l'amico Eugenio Dragoni che a ciò si dedicava, è venuto improvvisamente a mancare. Nonostante questa situazione, non dimentichiamo che è esploso un Brambilla, passato a trentasei anni dalla motocicletta all'auto, ed è fra i piloti più quotati".


Ferrari farà il bis nel 1976? E' la domanda che tutti i suoi tifosi si propongono.


"Quando in un teatro, alle acclamanti insistenze, un tenore o una primadonna concedono il bis può accadere che l'acuto non risulti limpido come nella prima esibizione, e questo indipendentemente dalla loro buona volontà. Non mi resta che augurare ai tifosi della Ferrari che gli artisti della compagnia sappiano ripetersi".


Anthony Quartey

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