#1 1957: Fangio e Maserati preparano l’addio a loro modo, da vincenti; è la fine di un’era



La stagione 1957 dal punto di vista tecnico non offre novità salienti seguendo la traccia segnata qualche anno prima, tuttavia alcuni spunti di interesse vengono offerti da una serie di cambi di scuderia effettuati dai piloti più forti del momento, tra cui il Campione del Mondo in carica, Juan Manuel Fangio.


L'argentino lascia la Ferrari per tornare in Maserati, poiché tra il pilota e la Scuderia di Maranello non è mai sbocciato l’amore; nonostante il titolo conquistato, El Chueco torna alla Casa del Tridente per quella che sarà la sua ultima annata intera da corridore.


A Modena, Fangio ritrova la monoposto 250F che è giunta all’apice del proprio sviluppo: il pilota più forte, sull’automobile migliore dell'annata 1957, porterà all’esito più prevedibile ma non per questo scontato.


Gli altri piloti della Officine Alfieri Maserati sono Behra, Schell, Menditeguy ai quali si aggiungono saltuariamente Godia-Sales, Herrmann e Scarlatti.


Per gli appassionati che già sognano il ritorno della coppia d’oro Fangio-Moss in Maserati, la delusione è tanta quando il britannico sceglie di sposare il progetto tutto inglese della Vanwall, una scuderia giovane e in forte crescita, al punto che al termine della stagione diventa l’auto da battere riuscendo a cogliere tre vittorie, tutte per mano di Stirling Moss.


La Ferrari non resta a guardare la concorrenza e affida la nuova 801, una reinterpretazione della Lancia-Ferrari D50, ad un vero e proprio squadrone di piloti tra i quali compaiono i nomi di Castellotti, Collins, Froilán González, Hawthorn - un gradito ritorno il suo - e Trintignant, ma la stagione si rileva travagliata per le scarse prestazioni in pista, aggravate dalle tragedie di Castellotti e della Mille Miglia in cui si spegne la stella del marchese De Portago, con l’opinione pubblica italiana sempre più agguerrita nei confronti del fondatore della Ferrari.


Come successo due anni prima, anche questa stagione viene colpita da eventi drammatici che minano la stabilità futura di questo sport, mettendo a serio rischio il mondo delle competizioni automobilistiche.


Un’altra problematica che la Formula 1 deve affrontare in questo 1957 sono i costi sempre più elevati: infatti, nel corso della stagione l’inglese Connaught è costretta a ritirarsi dalle competizioni a causa della crisi finanziaria che investe la squadra inglese, e pure la Maserati dirà addio alle corse a fine anno.


Anche alcuni organizzatori annullano le proprie tappe valide per il mondiale ritenendo troppo onerosi i costi da sostenere per preparare l’evento: non si disputeranno le corse in Belgio, Olanda e Spagna, e come conseguenza viene promosso il Gran Premio di Pescara ad evento mondiale per poter raggiungere il numero di corse minimo per la regolarità del campionato stesso.


Dopo il ritiro delle grandi aziende come Mercedes, Lancia e altri piccoli protagonisti come la Gordini, la Formula 1 continua a perdere pezzi, decretando la fine dell’era pioneristica dei costruttori di automobili in questo sport. Sarà necessario portare una ventata di novità a partire dalla stagione successiva.


Questa è anche l'ultima stagione nella quale sono possibili i cambi di pilota al volante delle auto durante il Gran Premio, nonché l'ultima che assegna solo il titolo ai conduttori.


Luca Saitta

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