Pre-stagione 1955, Mercedes e Fangio dominano per il secondo anno consecutivo



Quella del 1955 è una stagione caratterizzata dalla continuità per quanto riguarda i contenuti tecnici ma che, a causa di una serie di eventi drammatici, cambierà il destino delle corse per sempre.


Il regolamento per il Campionato del Mondo di Formula 1 del 1955 non porta novità sostanziali rispetto all’annata precedente, quindi le previsioni indicano la Mercedes come Casa automobilistica da battere.


Il team tedesco è entrato nella massima serie da solo una stagione ma la W196 è una monoposto perfetta, e l'equipe tedesca ha un unico e chiaro obiettivo: non solo vincere, ma dominare i Gran Premi. Dati alla mano, il 1954 conferma la bontà della Casa di Stoccarda che vede le Frecce d’Argento vincere in quattro occasioni su sei gare disputate.


Per la stagione 1955 viene applicata la regola - non scritta - squadra che vince non si cambia: la W196 viene affidata nuovamente a Fangio, Kling, Herrmann, i quali vengono affiancati da una giovane promessa inglese, Stirling Moss.


Un’altra squadra dalle grandi ambizioni è la Lancia. Anche in questo caso si tratta di un progetto industriale importante, capitanato dalla passione per le corse dell’ingegner Gianni, figlio del mitico fondatore Vincenzo. Tuttavia la strada appare più tortuosa rispetto ai rivali tedeschi.


Nonostante gli ottimi risultati ottenuti dalla Lancia nella categoria Sport, e le alte cifre monetarie messe in gioco dalla proprietà, la D50, monoposto innovativa progettata da Vittorio Jano, debutta solamente all’ultima gara del 1954, mostrando tanta velocità quanto fragilità.


Per il 1955 tutto sembra pronto per il riscatto con le vetture affidate ad alfieri italiani del calibro di Ascari, Villoresi, e la promessa Castellotti.


A contrastare i due colossi industriale ci sono due realtà emiliane piccole, ma guidate dalla forte passione per le corse: Ferrari e Maserati.


Il Cavallino Rampante è desideroso di tornare alla vittoria dopo i titoli 1952 e 1953, e per farlo si affida al rientrante Farina e ai suoi compagni di team González e Trintignant, mentre nel corso dell’inverno vengono acquistati dalla rivale Maserati i progettisti Vittorio Bellentani e Alberto Massimino.


Tecnici e operai, a suon di straordinari, danno il massimo nel periodo di sosta per realizzare la nuova monoposto che deve riportare il titolo a Maranello. La vettura scelta per ritornare al vertice della categoria è la 555 F1 ma nel corso della stagione, in alcune occasioni, le verrà preferita la vecchia 625 F1.


Detiene invece un ruolo da outsider la Maserati.


Può sembrare strano per una delle due squadre Campione del Mondo ma è così; infatti, la Casa del Tridente, pur disponendo di un ampio numero di vetture in pista, affidava principalmente le proprie monoposto ai privati. Il sei cilindri in linea per la stagione 1955 viene affinato con un nuovo sistema di iniezione e abbinato al nuovo cambio a cinque rapporti, mentre i piloti di punta, con il Tridente orfano di Fangio e Moss, sono Behra, Schell e Menditeguy, tutti alla guida delle 250F ufficiali.


Ruolo di minore importanza per la francese Gordini e le americane, un’ importante numero di scuderie statunitensi che hanno partecipato quasi esclusivamente alla gara di Indianapolis. In totale, ai sette Gran Premi ufficiale e validi per il titolo si iscriveranno nel corso della stagione ben centodue piloti, su trentotto vetture differenti.


La prima gara è prevista per domenica 16 Gennaio in Argentina, a Buenos Aires. Da qui il Circus si sposterà a Monaco, Indianapolis, Belgio, Olanda, Gran Bretagna e Italia per decretare il Campione del Mondo Piloti della stagione 1955.


Non resta che volare in Sud America, indossare casco e occhialoni, accendere i motori per dare il via al Campionato.


Luca Saitta

Magazine

Who Are

© 2021 Osservatore Sportivo