#1 1950: Ha inizio la storia del Campionato del Mondo di Formula 1



Sebbene potremmo attribuire la nascita di gare automobilistiche, simili alla Formula 1, nel 1906, il vero e proprio campionato nasce nel 1950.


La Formula 1 è da sempre la massima espressione della velocità abbinata all’efficienza per quanto riguarda l’automobilismo. Non è un caso, che per quanto si possa umanamente disprezzare la guerra, le auto da corsa hanno subito un netto miglioramento proprio in un periodo di stupende innovazioni tecnologiche e belliche che sono avvenute in Europa e non solo.


Nello sviluppo di una Formula sempre più vicina a quella che conosciamo oggi si è passati inevitabilmente per la scoperta del peso come uno dei fattori più importanti del rendimento delle auto stesse, del carburante per tentare di conferire una maggiore omogeneità ai partecipanti e della cilindrata, in continuo cambiamento.


La Formula 1 è sempre stata inoltre un punto di riferimento per l’industria delle vetture utilitarie, i freni a disco ne sono l’esempio lampante.


La Formula 1 viene creata con il nome iniziale di Formula A nel 1946, dalla Commissione Sportiva Internazionale della FIA, come la classe più alta di corse automobilistiche per monoposto scoperte dell'automobilismo mondiale, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, e si programma la disputa di una prima serie di Gran Premi non validi per il titolo.


Ma è nel 1950 che, in risposta al Campionato Mondiale di Motociclismo introdotto l'anno precedente, la FIA organizza il primo vero Campionato del Mondo Piloti; la denominazione Campionato del mondo Piloti di Formula 1 verrà adottata solo nel 1981.


Nel 1950 la Federazione Internazionale dell'Automobile, attraverso la Commissione Sportiva Internazionale, decide di organizzare il primo campionato del mondo per vetture di Formula 1, tentando di mettere ordine nel complesso e variegato mondo dei Gran Premi, dopo l'accantonamento della Formula Grand Prix avvenuto nel 1946.


Sui ventiquattro Gran Premi in calendario, la FIA sceglie sei europei validi per il titolo mondiale e soltanto all'ultimo momento decide di inserire la 500 Miglia di Indianapolis, l'appuntamento principale motoristico degli Stati Uniti d'America, nel tentativo di gettare un ponte tra due mondi comunque troppo differenti per specifiche tecniche e mentalità. Il tentativo sarà un colossale disastro, poiché i piloti americani non verranno a correre le gare del vecchio continente e quelli europei, dal canto loro diserteranno l'ovale di Indianapolis.


In esso le vetture della Formula, così come nelle gare sudamericane di Formula Libre, campionato disputato in Sud America tra gennaio e dicembre, in cui vi si disputano undici gare tra l'Argentina, il Brasile e il Cile, dominato dalle Ferrari e le Maserati, sono invitate a parteciparvi.


In questo primo anno valido per il titolo mondiale, le monoposto di Formula 1 seguono ancora le regole in vigore dal 1946, che prevedono un limite di cilindrata di 1500 cc, se dotate di compressore volumetrico, e di 4.500 cc se prive di compressore; inoltre, non esistono limiti di peso e neanche di carburante. Per ogni Gran Premio vige la libertà di iscrizione, sia come appartenenti a una squadra sia come privato; in questo caso un team provvede a fornire scocca e motore al pilota, e tale situazione si protrarrà fino al 1958, anno in cui sarà introdotto il Campionato Mondiale Costruttori. I numeri di macchina sono variabili per ciascun Gran Premio e non seguono mai la numerazione ordinaria, così come la disposizione nella griglia di partenza, che dipende in gran parte dalla larghezza disponibile sulla sede stradale.


Il primo sistema di punteggio assegna 8 punti al primo classificato, 6 punti al secondo, 4 punti al terzo, 3 punti al quarto, 2 punti al quinto e 1 punto all'autore del giro più veloce durante la gara. Il regolamento prevede inoltre la possibilità che su una stessa vettura si alternassero alla guida più piloti: in questo caso i punti ottenuti in base all'ordine di arrivo della vettura vengono divisi tra i piloti che hanno guidata durante la gara.


Infine, per il computo della classifica finale del mondiale vengono considerati solo i migliori quattro risultati ottenuti dal pilota sulle sette prove disputate.


Ludovico Nicoletti

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