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#296 1977 Canadian Grand Prix

2022-07-11 00:00

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#296 1977 Canadian Grand Prix

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Sebbene si stia pensando di trasferire il Gran Premio del Canada su un circuito stradale improvvisato intorno al Canadian National Exhibition Centre nel centro di Toronto, la gara di quest'anno si disputa domenica 9 Ottobre 1977 nei dintorni rurali di Mosport Park, nei pressi di Toronto, a circa 7 miglia dal centro della città. È la sedicesima prova del campionato mondiale costruttori di Formula 1 e le auto sono arrivate direttamente dal Gran Premio degli Stati Uniti a Watkins Glen, quindi molti team si trovano a dover affrontare una settimana impegnativa per ricostruire i macchinari danneggiati dalla gara americana. Sembra poi che iI maltempo voglia seguire il Circus della Formula 1 nei suoi spostamenti nord-americani. Piove, infatti, anche in Canada. La Ferrari, che aveva prenotato la pista, insieme alla Renault, per poter provare mercoledì 5 Ottobre 1977 con le tre vetture affidate a Lauda, Reutemann ed al nuovo acquisto Villeneuve, ha visto i suoi programmi andare in fumo. I primi collaudi dovevano iniziare in mattinata, ma i grossi camion che hanno trasportato vetture e materiali da Watkins Glen a Mosport sono arrivati con notevole ritardo, costringendo i meccanici a lavorare a ritmi forzati per cercar di preparare al più presto le monoposto. Poi comincia a piovere, e i tecnici della Ferrari decidono di attendere un cambiamento nelle condizioni atmosferiche, cosa che per non si verifica, mentre la Renault effettua ugualmente alcuni giri sul bagnato. Niki Lauda arriva puntuale al circuito: dopo essersi soffermato nel box Ferrari, si reca alla Brabham, dove si intrattiene con Murray e Manfredoni, il responsabile dell'Alfa Romeo in questa trasferta. Sono presenti anche Villeneuve, impegnato a rispondere ai numerosi giornalisti presenti, e Carlos Reutemann. Riccardo Patrese raggiunge i responsabili della Shadow, corre domenica, dopo essersi rifiutato di correre nel Gran Premio degli Stati Uniti per partecipare alla prova di campionato europeo di Formula 2 disputatosi domenica scorsa in Portogallo.

 

Ci provano Reutemann, che effettua pochi giri soltanto realizzando un tempo di 1'16"1 che risulta il tempo migliore rispetto all'1'17"2 di Fittipaldl (Copersucar) ed all'1'20"0 di Jaboullle (Renault). In quanto a Lauda, vista la situazione sfavorevole aveva già lasciato il circuito in mattinata dichiarando che rimaneva ormai troppo poco tempo a disposizione ed era quindi inutile fermarsi nella speranza di poter scendere in pista. Soltanto venerdì 7 Ottobre 1977 si saprà se Lauda intende partecipare o meno al Gran Premio del Canada dopo aver controllato se la Ferrari che gli verrà affidata risulterà competitiva. Da Maranello sono stati inviati a Mosport altri due meccanici. L'assenza di Cuoghi, le polemiche degli ultimi giorni e la presenza in corsa di una terza vettura hanno consigliato ai tecnici modenesi questa mossa. Gambarelli e Scaramelll - questi i nomi del due nuovi arrivati - hanno raggiunto il resto della squadra lunedì. Tutte le vetture sono ora sistemate in un capannone dietro i box. In mattinata, una lampadina appena fulminata, ancora incandescente, cade in una bacinella di benzina, provocando un principio di incendio nello stand della Ligier-Matra; un po' di confusione, ma nel giro di pochi secondi i responsabili del team francese domano le fiamme. Ancor prima di chiudere il mondiale 1977, le squadre di Formula 1 già stanno preparandosi per il Gran Premio d'Argentina di domenica 15 Gennaio 1978, gara d'apertura della nuova stagione. Soltanto Ferrari, Brabham e Wolf hanno annunciato ufficialmente i loro piloti per il prossimo anno, altre squadre non hanno ancora rivelato il nome del secondo pilota, pur avendolo già messo a contratto, altre ancora sono alla caccia dei piloti rimasti disponibili. Secondo le ultime notizie, anche se non ancora ufficiali, Andretti avrà come compagno di squadra Peterson, il quale aveva lasciato la Lotus soltanto un anno fa per la Tyrrell.

 

L'Italo-americano avrebbe preferito avere ancora al suo fianco Nilsson, ma quest'ultimo ambisce a diventare caposquadra e comunque costerebbe troppo alla Lotus che per non perdere Andretti è rimasta con poco denaro. Peterson porterà invece alla squadra di Colin Chapman un ricco sponsor, e, come pilota, è ancora certamente tra i più veloci al mondo. Il suo compatriota Nilsson, col quale si era scambiato di posto alla Lotus, finirà ora probabilmente alla Shadow, il cui direttore sportivo Jackie Oliver sta negoziando un grosso contratto con la Twa americana al posto dello sponsor Italiano Ambrosio. In tal caso, Patrese rischia di rimanere disoccupato perché Alan Jones, terzo a Monza, rimarrebbe alla Shadow. Altrimenti l'australiano verrà destinato probabilmente alla guida della esordiente Ralt che è attualmente in costruzione nelle officine di Ron Tauranac. Dopo essersi lascialo sfuggire Villeneuve, la Elf-Tyrrell ripiegherà sul francese Pironi in appoggio a Depailler. Hunt avrà al suo fianco alla McLaren il francese Tambay, già della Ensign. Se quest'ultima riuscirà ad assicurarsi come sponsor la Marlboro, affiancherà allora il prossimo anno Giacomelli all'intramontabile Clay Regazzoni, in smagliante forma nella gara dì domenica scorsa a Watkins Glen. Anche la Surtees è alla caccia di uno sponsor senza il quale non potrà completare i suoi piani per la prossima stagione. Sfumato il sostegno della Parmalat, subentrata alla Brabahm nel ruolo finora occupato dalla Martini, John Surtees sta cercando il rinnovo del contratto con la Beta per Vittorio Brambilla e in più dovrà trovarsi un altro sponsor per la seconda macchina. Infine l'ATS tedesca ha firmato il contratto con Mass, ma Stuck ha invece declinato l'offerta per l'altra guida. Anche nel campo macchine vi saranno molte novità. Oltre alla rivoluzionarla Brabham BT46, dovrebbero fare la loro comparsa la Ferrari T3, una nuova Tyrrell a quattro ruote, la Shadow DN9 molto simile all'attuale Lotus, e l'Inedita macchina di Frank Williams. La Lotus sta preparando una nuova versione del JPS78, probabilmente con trasmissione ultraleggera senza frizione.

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Non molto alto, occhi chiari, capelli castani, nato il 18 gennaio 1952 a Chambly, nel Quebec, una moglie e due bimbi: questa la carta d'Identità di Gilles Villeneuve, il giovane pilota ingaggiato dalla Ferrari per il 1978 al posto di Niki Lauda. Villeneuve ha trascorso a Mosport la prima giornata con Ia sua nuova squadra. Domenica esordirà nel Gran Premio del Canada. La lingua di Gilles è il franco-canadese, ma parla naturalmente anche l'inglese. Tra poco imparerà, come tutti ì suoi predecessori, il dialetto modenese. Villeneuve entra alla Ferrari in un momento difficile, in sostituzione di un pilota due volte Campione del Mondo: è difficile tutto questo?

 

“Ci sono state polemiche in precedenza, ma non mi riguardano; cercherò di lavorare il più possibile, di fare del mio meglio. Il commendator Ferrari ha avuto fiducia in me ritenendomi maturo per la Formula 1 e farò di tutto per dimostrare che ha avuto ragione”.

 

In quali termini è stato definito il suo contratto?

 

“La mia collaborazione con la scuderia modenese inizia il 1° Novembre 1977 e continuerà per la stagione 1978”.

 

Che accordi ha preso allora per queste due ultime prove del campionato di Formula 1?

 

“Per i Grandi Premi del Canada e del Giappone correrò con un contratto a parte, come già feci alcuni mesi or sono con la McLaren in Inghilterra”.

 

La sua conoscenza dei tracciati europei è limitata, avendo gareggiato poche volte nel Vecchio Continente: come colmerà questo svantaggio?

 

“Sono già d'accordo con la Ferrari per una lunga serie di prove a Fiorano e sui vari circuiti dove si svolgeranno le gare di Formula 1. So che non ho esperienza; ci sarà molto da lavorare, certo”.

 

Il gran lavoro che lo aspetta a Maranello le impedirà di prendere parte ad altre corse?

 

“Ho parlato di questo con il commendator Ferrari; certo vorrei correre qualche volta in Canada, ma di questo discuteremo più avanti”.

 

CI parli un po' della sua carriera, dei suoi hobbies, della sua famiglia.

 

“Ho cominciato a correre nel 1973 con una Formula Ford. Vinsi il campionato del Quebec e passai alla Formula Atlantic, molto simile alla Formula 2. Con queste vetture ho conquistato il titolo canadese nel 1976 ed ho continuato fino a pochi mesi or sono. Ho gareggiato anche con le motoslitte, una specialità molto diffusa In Canada. Quest'anno ho preso il via in alcune prove del campionato Can-Am al volante di una Wolf, il resto lo sapete”.

 

Ha fratelli, sorelle...?

 

“Sì, un fratello più giovane, Jacques, anch'egli corre in automobile e promette bene. Ha appena vinto il campionato promozionale organizzato dalla Honda qui in Canada”.

 

Come ha accolto suo padre la notizia del passaggio alla Ferrari?

 

“È rimasto contento; una volta si preoccupava molto perché volevo correre in auto, ma ora si è arreso”.

 

Quali sono i suoi passatempi?

 

"Da sempre sono un patito per la meccanica; mi piace anche giocare a hockey su ghiaccio e sono un appassionato di football americano: non ho proprio la corporatura adatta per praticarlo e mi accontento di fare lo spettatore”.

 

Qual è o qual è stata la sua grande aspirazione?

 

“Correre in Formula 1”.

 

Per Gilles Villeneuve inizierà qui, tra poche ore, il periodo più bello e più importante, della sua carriera. Alla Ferrari aspettano con fiducia. 

Il Gran Premio del Canada si disputerà senza Niki Lauda, il neo Campione del Mondo ha deciso di lasciare la Ferrari e Mosport e di ritornare in Austria. Il pilota austriaco non si presenta in circuito, dove venerdì, divisa in due sessioni, si svolge la prima giornata di prove in vista di questo penultimo episodio del mondiale di Formula 1. La notizia del no di Lauda è contenuta in un comunicato della Ferrari, redatto dall'ingegner Roberto Nosetto, e posto in sala stampa. Eccone il testo:

 

“Questa mattina alle 7:00 Niki Lauda ci ha telefonato per informarci che, dopo aver riflettuto per tutta la notte, aveva deciso di non prendere parte alla corsa. La motivazione è stata che lui, quale Campione del Mondo, non si sentiva in condizioni tali da poter vincere. Nessuna riserva egli ha fatto nei confronti della preparazione tecnica delle vetture. Lauda è a conoscenza che due nuovi motori e due meccanici erano tempestivamente giunti dall'Italia per assisterlo come sempre fatto in passato. Inoltre, nel caso che la macchina di Lauda in prova non avesse soddisfatto, Villeneuve non sarebbe partito per consentire al Campione del Mondo dì onorare il suo recente titolo anche di fronte agli sportivi del Canada. La Ferrari si è limitata a prendere atto di questa immotivata rinuncia, e partecipa al Gran Premio del Caanda con Reutemann e Villeneuve”.

 

Chiedendo a Roberto Nosetto ulteriori delucidazioni, emerge che:

 

“Ho chiarito a Niki che se fossero intervenuti problemi, Villeneuve sarebbe rimasto a piedi; lui ha però preferito non presentarsi al circuito non essendo, queste le sue parole, psicologicamente a posto per correre. Tra l'altro, esiste un articolo del codice sportivo internazionale, il 69, che prevede la sospensione immediata per quel conduttore che rinuncia ad una gara senza valide motivazioni. Credo che la questione non finisca qui, Lauda dovrà pagare una elevata ammenda agli organizzatori. Comunque, la sua vettura è in pista, pronta, e rimarrà lì sino al termine delle prove ufficiali”.

 

È impossibile rintracciare il neo Campione del Mondo. Lauda si è recato in mattinata a New York con un aereo privato e dalla metropoli nordamericana è partito in serata per Zurigo-Salisburgo. Domenica sarà nella sua villa di Hof. Certamente Lauda meditava questa mossa da qualche giorno. Sono in molti a crederlo: si sa anche che si è consultato a lungo con Bernie Ecclestone, il suo nuovo manager e presidente dell'Associazione costruttori di Formula 1, e con Max Mosley, avvocato e responsabile della March, uomo di fiducia di Ecclestone nell'Associazione. Per un Lauda che va, un Villeneuve che arriva. Grande era l'attesa per l'esordio in Ferrari di Gilles. Il canadese si comporterà bene, anche in considerazione del fatto che le monoposto di Maranello non si adattano molto alle caratteristiche del circuito di Mosport, ma commetterà un errore nel tratto misto, in discesa, dopo i box.

 

“La macchina ha avuto uno scarto, si è girata ed è finita contro un guardrall. Peccato”.

 

La 312T2 riporterà gravi danni al telaio.

 

“La vettura non è perfettamente stabile nel tratto misto; penso comunque di migliorare la mia prestazione domani”.

 

In corsa porterà il numero 21. L'Associazione costruttori ha rifiutato la richiesta del canadese, che voleva mantenere anche in questa occasione Il numero usato abitualmente nelle gare nazionali, il 69. Nella prima sessione un incidente coinvolge anche Jan Ashley. Il pilota Inglese vola fuori pista a oltre 250 km/h nel lungo rettilineo del box. La sua Hesketh si schianta contro il guardrail ribaltandosi alcune volte. Ci vorranno oltre venti minuti per estrarre II corpo del giovane dalle lamiere contorte della vettura. Ashley riporta fratture alle caviglie e ai polsi, ma le sue condizioni non sono gravi. Con un elicottero viene trasportato al Sunny Brooker Medicai Center di Toronto. Il divorzio fra Niki Lauda e la Ferrari è ora fatto compiuto. Si spera, però, che il rifiuto dell'austriaco ad onorare in Canada e in Giappone l'impegno con il team di Maranello non inneschi un'altra catena di polemiche, reazioni e accuse reciproche fra i partner di questo matrimonio precipitato in un dissidio acceso. La vicenda è amara ed antipatica ed ormai sta diventando francamente noiosa. Quanto di buono hanno compiuto insieme Lauda e la Ferrari in questi anni è travolto, dimenticato: la stessa conquista del recente Campionato del Mondo è passata in secondo plano, quasi che l'impegno del pilota da una parte e lo sforzo tecnico e umano del team di Maranello dall'altra fossero un fatto irrilevante. Il no non giunge inatteso, perché, dopo la gara di Watkins Glen, l'austriaco aveva detto di non escludere tale possibilità. Tuttavia, questa decisione lascia, a dir poco, perplessi. Il comunicato della Ferrari è chiaro e contiene due elementi importanti: a Niki era stato assicurato ogni aiuto tecnico; e infatti il team di Maranello era disposta a non far gareggiare Gilles Villeneuve, che, pure, rappresenta il futuro. Pare, in un quadro del genere, che Lauda avesse tutte le garanzie possibili. Alla base del no c'è una questione psicologica? Se è così, essa è rispettabile sul plano umano, ma non su quello professionale e si giustifica l'aggettivo usato dalla Ferrari per definire la rinuncia: immotivata. Per Lauda potrebbero sorgere problemi di carattere giuridico-sportivo e contrattuale. Ma, a questo punto, è sperabile che la Ferrari non intenti azioni legali contro il suo ex-pilota. Anche se ciò fosse formalmente ineccepibile, il gesto provocherebbe altre reazioni. I tifosi di Maranello e, in generale, gli appassionati di automobilismo hanno adesso elementi sufficienti per valutare globalmente la situazione. Certo, Lauda aveva la possibilità di chiudere al meglio delle possibilità il suo rapporto con la Scuderia Ferrari: ormai Campione del Mondo, svincolato da tattiche ed obblighi, Niki avrebbe potuto riconfermare a Mosport tutte le sue qualità, con merito anche maggiore visto che si tratta di una pista da lui poco amata. Così il rifiuto porta a ricordare un altro grande no, quello del Giappone, che però aveva ben altre motivazioni, ed un'altra rinuncia misteriosa, quella in Spagna. Il Campione del Mondo si congeda dalla Ferrari in modo spiacevole, facendo riaffiorare dubbi e interrogativi che si credevano finiti.

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PROVE

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Si ripete in Canada quanto accadde otto giorni or sono negli Stati Uniti. La pioggia, dopo una giornata di sosta, ha ripreso a cadere, impedendo al piloti di migliorare i tempi ottenuti venerdì nella prima giornata di prove. Lo schieramento di partenza viene quindi redatto tenendo conto solo della prima giornata: chi era in ritardo nella messa a punto delle macchine è in grave difficoltà. L'atmosfera che regna a Mosport è particolare. Le prove vengono interrotte continuamente, ogni volta che una vettura esce di strada si rende necessaria una sospensione, poiché i cavi telefonici di servizio, dilettantescamente fissati ai guardrail, vengono spezzati. Cosa accadrà se l'inconveniente dovesse verificarsi durante la gara, cosa del tutto probabile? Il tracciato è poco sicuro e la pioggia aumenta i rischi. Sabato 8 Ottobre 1977, al termine delle prove, i piloti - dopo essersi consultati a vicenda in una riunione - richiedono agli organizzatori un maggior numero di commissari (circa 200), maggiore professionalità di questi ultimi nelle segnalazioni con le bandiere e la presenza costante di elicotteri-ambulanza. Qualche conduttore propone addirittura l'annullamento di questa sedicesima prova del campionato mondiale di Formula 1, ma, come sempre, gli enormi interessi finanziari che ruotano attorno ad un Gran Premio prevalgono sulla ragione. Alcuni piloti, però, dicono che se domenica pioverà come già accaduto sabato, compiranno un giro o due e poi si fermeranno. In difficoltà la Ferrari, vedova di Niki Lauda. Carlo Reutemann, che sabato non vuole nemmeno voluto in pista nella sessione di allenamenti non cronometrata della mattinata, partirà in sesta fila e Gilles Villeneuve in nona, a fianco di lan Scheckter, fratello meno famoso (e abile] di Jody Scheckter. Dichiara l’ingegner Nosetto, direttore sportivo della Scuderia Ferrari:

 

“Il telaio delle nostre 312 T2 non si adatta alle caratteristiche di questo circuito. I piloti devono attendere più di molti altri prima di dare potenza all'uscita delle curve, poiché la vettura tarda a ritornare nella posizione Ideale”.

 

Sul circuito di casa ci si aspettava un po' di più da Villeneuve. Ci sono però alcune attenuanti da considerare per questo così poco brillante esordio. Il giovane canadese guida una monoposto non certo fra le più competitive a Mosport ed è solo alla sua seconda corsa in Formula 1. Nell'Incidente occorsogli venerdì ha danneggiato seriamente l'avantreno mentre il telaio - che a un primo esame pareva compromesso - è risultato integro, tanto che i meccanici del team di Maranello hanno ripristinato la macchina in poche ore. Nell'unica ora di prove cronometrate la pioggia è stata battente. Scendono in pista per pochi giri solo Villeneuve, Brambilla, Binder, Jaboullle (che non è riuscito a qualificarsi con la Renault Turbo), Keegan e Fittipaldi. Il più veloce - si fa per dire - è Jaboullle. Per Villeneuve un piccolo contrattempo. Il canadese rientra al box con il freno della ruota posteriore destra bloccato; a seguito di ciò si sviluppa un principio d'incendio e i pompieri utilizzano con troppo zelo gli estintori, irrorando di polvere la macchina, tanto che la Ferrari sospende le prove per ripulire II motore. Il pilota canadese dichiara:

 

“Il maltempo e la scarsa adattabilità della macchina a questo circuito mi hanno impedito di provare In modo efficace. Avrei avuto bisogno di girare di più. Un fatto è sicuro: la Ferrari non è macchina da bagnato”.

 

Le veloci curve del circuito canadese, l'acqua e il vento a tratti violentissimo contribuiscono a provocare numerosissimi testacoda e parecchie uscite di pista. Fortunatamente nessuno riporta conseguenze. Buone notizie su Ashley: il trentenne pilota inglese migliora.

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GARA

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Jody Scheckter, con la Wolf ha conquistato a sorpresa la vittoria in un Gran Premio del Canada pieno di emozioni, mentre Mario Andretti, protagonista delle prove e della corsa con la sua Lotus, è stato beffato, negli ultimi giri dal cedimento del motore. La rottura del Cosworth otto cilindri con conseguente spargimento di olio sulla pista ha provocato una serie di uscite di pista, in cui sono rimasti coinvolti II nuovo acquisto della Ferrari, Gilles Villeneuve e I piloti italiani Riccardo Patrese con la Shadow e Vittorio Brambilla con la Surtees. Per la Ferrari vedova di Lauda, è stata una giornata difficile, perché si è ritirato anche Carlos Reutemann per problemi di alimentazione. Per Andretti si è trattato dell'ennesimo finale amaro, per Scheckter di un successo, Il terzo nella stagione, raggiunto con la consueta prova di tenacia e coraggio. L'ultimo rivale di Lauda è salito così nella classifica al secondo posto scavalcando l'italoamericano. È piovuto nella giornata di sabato e nella notte tanto da preoccupare notevolmente i piloti e gli organizzatori che avevano prospettato un rinvio o addirittura l'annullamento della corsa, ma l'acqua ha smesso di cadere poche ore prima della partenza. Già durante la sessione di prove non cronometrate della mattina molte vetture hanno potuto montare i pneumatici da asciutto. Il miglior tempo, per la cronaca, è stato ottenuto da Ronnie Peterson che con la Tyrrell a 6 ruote ha entusiasmato gli spettatori esibendosi in una guida veramente spettacolare. Il pubblico è accorso numeroso. Sulle colline che circondano il circuito sono moltissime le roulotte e le tende da campeggio. Gli appassionati canadesi sono venuti a Mosport nonostante le cattive condizioni atmosferiche. Il debutto al volante di una Ferrari di Villeneuve, pilota di casa, alla seconda esperienza di Formula 1, costituiva poi una attrazione particolare. I tifosi lo hanno incitato continuamente con striscioni e scritte. Tra gli spettatori moltissimi italiani, immigrati in Canada e nei vicini Stati Uniti, che si facevano notare sventolando vistose bandiere con l'emblema della Ferrari. Il ritiro di Andretti nel corso del sessantaseiesimo giro ha ovviamente lasciato via libera a Scheckter. Il sudafricano più fortunato non ha più avuto problemi ed è andato a vincere. il motore della Lotus ha ceduto di schianto, nella S dove era accaduta la collisione fra Binder e Keegan, imbrattando di lubrificante la pista. La S si è trasformata in una trappola in cui sono caduti Villeneuve, Patrese e Brambilla, anche per la mancanza di adeguate segnalazioni da parte dei commissari di percorso. Villeneuve si è insabbiato fuori pista senza danneggiare la sua Ferrari ma cercando di tornare sull'asfalto ha accelerato con troppo impeto, rompendo un semiasse. Patrese ha rotto il musetto della sua Shadow mentre Brambilla è finito contro i rottami della Hesketh di Keegan. Il pilota monzese, al termine della gara, è disperato:

 

“Avevo il terzo posto in mano. Ero sulla scia di Depailler, sia Patrick che io siamo finiti sulla macchia d'olio lasciata dalla macchina di Andretti. Lui, grazie alle quattro ruote anteriori, è riuscito a rimanere in pista, per me è andata male”.

 

Gilles Villeneuve, dal canto suo, dichiara:

 

“Sono stato il primo ad arrivare nella curva dopo la rottura del motore di Andretti. Nessuno mi ha segnalato la trappola. Peccato. La macchina era a posto e stavo facendo una corsa regolare. Certo, ho ancora bisogno di lavorare molto per abituarmi alla Ferrari”.

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Un fatto curioso: James Hunt è stato multato di 2.000 dollari dagli organizzatori del Gran Premio del Canada per aver dato un pugno ad un ufficiale di gara. Hunt dovrà pagare anche 750 dollari per il suo modo, ritenuto pericoloso, di tornare a piedi ai box dopo l'incidente avuto col suo compagno di scuderia, Il tedesco Jochen Mass, incidente che ha costretto al ritiro il Campione del Mondo proprio mentre era al comando della corsa. Hunt ha colpito l'ufficiale di gara dopo un alterco. Il pilota, una volta abbandonata la sua vettura danneggiata, stava fermo ai bordi della pista e faceva gesti di minaccia verso Mass, che continuava la sua gara. Il funzionario ha tentato di allontanare il focoso inglese ed ha ricevuto un pugno sul viso. Anche lo svedese Ronnie Peterson, appiedato per un incidente, è stato multato. Lo svedese dovrà pagare 500 dollari per essere tornato a piedi al box in modo da costituire pericolo e avere ignorato l'esortazione del funzionari di gara di non camminare lungo la pista. All'indomani del Gran Premio del Canada si tenta di delineare un primo bilancio della trasferta della Scuderia Ferrari in Nord America. Come si sa, il team di Maranello ha vissuto queste ultime settimane in un clima particolarmente difficile, ricco di colpi di scena. L'atmosfera all'interno del team non è stata molto distesa per i molti avvenimenti che in fitta successione hanno movimentato in un modo o nell'altro le corso di Watkins Glen e Mosport: dagli strascichi del divorzio con Niki Lauda all'arrivo di Gilles Villeneuve, dal caso Cuoghi ai comportamenti di Lauda, sfociate ne! clamoroso no a scendere in pista nella gara canadese. A Mosport, Carlos Reutemann è diventalo prima guida con Villeneuve in appoggio. Purtroppo, il ritardo dei camion che trasportavano i materiali da Watkins Glen e il maltempo hanno impedito al team di svolgere le prove private di mercoledì, e di rodare le macchine e lo stesso Villeneuve.

 

Il debutto di Villeneuve non è stato entusiasmante, ma la Ferrari, come in Belgio e in Svezia, sul tracciato di Mosport si è trovata in difficoltà. Reutemann ha preso il via in sesta fila e Villeneuve in nona; in Belgio le vetture di Maranello partirono in quarta (Reutemann) ed in sesta fila (Lauda), mentre nella gara scandinava l'argentino si schierò in sesta griglia e il pilota di Salisburgo in ottava. Anche per questi riferimenti non è il caso di allarmarsi. Non è un mistero che quando fa molto freddo le gomme stentano ad entrare in temperatura per la particolare aerodinamica delle 312 T2. Ha destato qualche perplessità, piuttosto, l'uscita di strada occorsa in prova al giovane canadese. Veniamo alla competizione vera e propria. Reutemann si stava comportando veramente bene. Transitato dodicesimo al primo passaggio, ha superato subito Stuck (giro 2) e guadagnando terreno si è trovato in quinta posizione al giro 18, dopo aver passato le due Shadow di Jones e Patrese e la Tyrrell di Depailler. Tradito da un guasto all'alimentazione (si è rotta la valvola che regola la pressione della benzina), si è dovuto arrestare al giro 29 quando sembrava avviato alla conquista di un discreto piazzamento. L'avvio di Villeneuve è stato felice. Transitato diciassettesimo al primo giro, ha superato quasi subito la Ensign di Tambay (giro 9), la March di Jan Scheckter (giro 15) e la Brabham Alfa Romeo di Stuck (giro 17). Favorito da numerosi ritiri, Gilles è salito fino all'ottava posizione (giro 62) prima d'incappare in un testacoda che l'ha fatto retrocedere In decima posizione. Poi, l'olio perduto dal motore esploso della Lotus di Andretti lo ha fatto scivolare nella sabbia ai bordi della striscia d'asfalto. Nel tentativo di ripartire, una brusca accelerata ha causato la rottura di un semiasse.

 

“Tutto sembrava andare bene, non avevo grossi problemi, un vero peccato quell'olio... Ho ancora molto bisogno di allenamenti con la macchina, ma per ora sono soddisfatto, certo avrei preferito terminare”.

 

I primi a sostenere che il bilancio della trasferta nordamericana non si è chiuso in attivo sono gli stessi responsabili della Ferrari. Ammette l'ingegner Roberto Nosetto:

 

“Non abbiamo avuto molta fortuna. Potevamo, ragionando con il senno di poi, addirittura vincere con Reutemann, visti i numerosi ritiri, e Villeneuve non aveva difficoltà a mantenere il vantaggio su Tambay, che si è classificato al quinto posto”.

 

Dopo questo primo test, qual è il giudizio su Villeneuve?

 

“È ancora presto per esprimere un'opinione; mi rimetto a quanto ha detto Emerson Fittipaldi; il due volte Campione del Mondo ha affermato che, se Villeneuve si farà, sarà un pilota difficile da battere. Il suo parere è più importante del mio. Tocca a noi formare un campione”.

 

Ora, alla Ferrari, si guarda al futuro, al 1978. A Maranello sanno che le difficoltà saranno molte, come molti e accaniti saranno gli avversari, e si pensa già al Gran Premio del Giappone come preparazione alla prossima stagione.

 

“I meccanici ripartiranno per l'Italia tra un palo di giorni, mentre io resterò a curare l'imbarco delle vetture per il Giappone e seguirò il carico. Arrivato a Tokyo, organizzerò ogni cosa per il Gran Premio del Giappone e vedrò se sarà possibile effettuare una giornata di allenamenti preliminari. Altre squadre di meccanici mi raggiungeranno una settimana prima della gara, mentre Reutemann e Villeneuve arriveranno più tardi, qualche giorno prima dell'inizio delle prove”.

 

Ludovica Dell'Aquila

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