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#167 1968 French Grand Prix

2021-11-24 23:00

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#167 1968 French Grand Prix

Domenica 23 Giugno 1968 un miracolo salva sette piloti durante il Gran Premio della Lotteria. Nel corso del ventitreesimo giro le vetture di Otrek Bol

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Domenica 23 Giugno 1968 un miracolo salva sette piloti durante il Gran Premio della Lotteria. Nel corso del ventitreesimo giro le vetture di Otrek Boll, Giancarlo Baghetti, Ernesto Brambilla, Kurt Aherens, Vic Elford, Peter Westbury e Jean Pierre Jaussaud si scontrano tra loro a una velocità di 130 km/h provocando una paurosa carambola all'uscita della curva parabolica. L'incidente fortunatamente non vede nessun pilota ferito gravemente, solamente il pilota francese Jaussaud finisce all'ospedale con una frattura del ginocchio sinistro. Il mondo dello sport automobilistico sta attraversando un momento molto delicato, a causa delle troppe tragedie che si sono susseguite sulle piste internazionali, a volte causate dell’esuberanza dei concorrenti, altre dall'inadeguatezza dei regolamenti sportivi, altre volte ancora dal desiderio dei costruttori di affermarsi, che li portano ad adottare soluzioni tecniche dubbie sul piano della sicurezza. Durante il Gran Premio della Lotteria a Monza emerge un altro aspetto della questione, ovvero quello del tracciato. Il circuito stradale, lungo 5.750 metri, non permette ai piloti di distinguersi in base all'abilità o alla grinta. La pista ha solo una curva di vero impegno, la parabolica, per il resto è composta da rettilinei o da punti abbastanza facili, come le stesse curve di Lesmo. I dirigenti dell'Autodromo sanno bene che i valori umani e tecnici si equivalgono, ma non hanno attuato alcun cambiamento, anche se hanno preso delle misure per proteggere il pubblico e hanno cercato di migliorare la sicurezza e la prontezza dei soccorsi nel caso di incidenti.

 

E, infatti, domenica 23 Giugno 1968, per ventitré giri, diciassette monoposto con motori di 1600 cc si sono dati battaglia ruota a ruota. Sembra poi passare in secondo luogo chi sia l’autore dell’errore che ha dato vita alla carambola all’uscita della curva Parabolica. A pagarne le conseguenze sono i sette piloti che escono di pista a destra e a sinistra in un groviglio di lamiere. La Scuderia Ferrari vede distrutte in un colpo solo tre delle quattro macchine che hanno preso il via alla competizione. Il team di Maranello aveva prestato due monoposto all'associazione nazionale corridori, che ha scelto Baghetti e Casoni come piloti, un'altra è stata affidata privatamente a Brambilla. La quarta, infine, è stata data a Bell, una rivelazione dell'automobilismo britannico. Dall’incidente si salva soltanto Casoni, che conclude la gara in settima posizione ma con molti problemi. L'incidente fa passare in secondo piano le ulteriori vicende della corsa milionaria; il pilota britannico Jonathan Williams conquista per la terza volta consecutiva il Gran Premio della Lotteria. È un successo positivo, che lo aiuta a risollevare il morale dopo i mesi difficili che lo hanno portato a terminare il contratto con Ferrari e con Abarth. Al termine della gara, Williams commenta:

 

“L'eliminazione di Bell, Elford e gli altri piloti, la messa fuori gara di Pescarolo e di Regazzoni decisa dai commissari di gara mi ha agevolato. Però, nei primi giri, quando c'erano ancora tutti, mi son battuto bene”.

 

Williams dimostra di essere molto bravo nella volata finale, nella quale con uno dei suoi soliti abilissimi guizzi è riuscito a precedere di poco Rees, Widdows e Schlesser. Williams conclude i quarantacinque giri del Gran Premio Lotteria ad una media di quasi 210 km/h, mentre Jaussaud compie al nono giro il giro più veloce, ad una media di 217.894 km/h. Durante l’inverno del 1967 la FFSA ha preso il controllo dello sport dall’ACF e ha dichiarato che non ci sarebbe stato un altro Grand Prix de l’ACF. Pertanto, molte persone avevano pensato che non ci sarebbe più stato un Gran Premio di Francia; ma in seguito la FFSA ha pubblicato un’altra dichiarazione nella quale diceva che avrebbe organizzato il primo Gran Premio di Francia. Il 1968 vede così la fine del Gran Premio più antico della storia, il Grand Prix de l’ACF, e l’inizio del Gran Premio di Francia. Le gare precedenti sono sempre state chiamate Gran Premio di Francia, pertanto la nuova denominazione viene tradotto con le stesse parole in inglese. Si tratta, quindi, solamente di un cambio di governo e titolo, ma l’evento rimane lo stesso.

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Il circuito di les-Essarts, è a sud di Rouen, si trova in una fitta foresta ed è uno dei migliori circuiti europei di corse su strada. È un circuito molto veloce, spettacolare ed emozionante da guidare, ma c’è una limitazione di tempo per il quale le strade possono essere chiuse. A les-Essarts non si svolgono mai le prove libere di sabato; quindi, le prove del Gran Premio si svolgono giovedì 4 Luglio e venerdì 5 Luglio 1968. La prima sessione si sarebbe dovuta svolgere dalle 5:30 p.m. alle 6:30 p.m., ma inizia alle 5:20 p.m. e termina alle 6:10 p.m. Questo fatto lascia tutti molto scontenti, tanto che il circuito viene usato fino a quando non c’è quasi buio dai piloti di Formula 3. Lotus, Ferrari, McLaren, Brabham montano alettoni speciali, sul tipo dì quelli adoperati l'anno scorso dalla famosa auto americana Chaparral. Gli alettoni, piazzati sopra 11 motore, hanno lo scopo di accrescere la stabilità della vettura e di diminuire gli spazi di frenata. È la prima volta che le auto da 3 litri affrontano il circuito francese e il record sul giro già esistente è di Rindt, con una Brabham F2 da 1.600 cc, in 2’02’’0. Quindi i piloti dovrebbero essere in grado di girare sotto ai 2 minuti e le auto più veloci dovrebbero girare ad una media di oltre 210 km/h. Negli ultimi anni si sono svolte solamente gare di Formula 2, in cui hanno gareggiato più volte Rindt, Ickx e Stewart. Altri piloti, come ad esempio Amon, hanno corso, invece, l’ultima volta a Rouen nel 1964 e molti altri non ci hanno mai corso. Amon dichiara:

 

“Penso di poter correre con gli stessi tempi di Rindt. Dovrebbe bastare l'allenamento di questi due giorni”.

 

L'interesse principale è rivolto alla nuova Honda proveniente dal Giappone, differente dalla Honda di Slough. È la vettura con cilindri V8, con raffreddamento ad aria e numerosi approcci diversi al design delle auto da Gran Premio. La casa giapponese ha rinunciato alle gare motociclistiche per puntare sulle monoposto di Formula 1. La vettura ha un motore V8 a 120 gradi, con una potenza di circa 380 cavalli, a 8000 giri/minuto; è priva di ventole, viene raffreddata tramite l’aria convogliata da due prese laterali che partono dal parabrezza e da altri condotti. Il telaio della scocca è composto con nuovi criteri, le Honda precedenti hanno sempre avuto un problema di peso, ma quella nuova è al limite del minimo regolamentare di 500 chili. È dotata di carrozzeria in magnesio che aiuta a dissipare il calore del motore. John Surtees aveva già provato l'auto a Silverstone, e aveva dichiarato che non era pronta per correre e che voleva mettere in moto uno dei suoi programmi di sviluppo e test, dicendo che nel frattempo avrebbe continuato a correre con la Honda V12 raffreddata ad acqua. Il giorno delle prove il signor Honda consegna la nuova vettura a Jo Schlesser, da guidare per conto di Honda-France, che è alle prese con il tentativo di superare gli embarghi sull'importazione di minicar Honda in Francia; Il signor Honda aveva fatto un'apparizione personale a Parigi all'inizio della settimana, per assistere la sua impresa, e per iscrivere la sua nuova vettura nel Gran Premio di Francia. Gurney e la sua Eagle non sono presenti, i progressi dei piloti angloamericani sono piuttosto instabili da quando hanno lasciato la Weslake Engineering, l’entrata della Honda-France prende il numero di programma della Eagle, e questo confonde molti spettatori. Mentre questa nuova vettura viene condotta in via sperimentale, l'iscrizione di una Alpine-Renault da Gran Premio non si concretizza, sebbene l'auto sia stata provata in Belgio, sul circuito di Zolder; la vettura è alimentata dal motore Gordini V8 3 litri come quello usato dalle Alpine a Le Mans. Poco prima dell'inizio delle prove, John Surtees dichiara, parlando della sua Honda:

 

"La nuova vettura ha una quarantina di cavalli in meno del modello che guiderò domani, ma nei primi giri di prova mi è sembrata molto più agile e sensibile".

 

La lista dei partecipanti al Gran Premio di Francia comprende Brabham e Rindt, che guideranno le Brabham con motore Repco, con il modello BT24 di scorta; Beltoise alla guida dell'ultimo dei due modelli V12 Matra, che incorpora numerose parti in titanio, un serbatoio dell'olio riposizionato e carenature in alluminio sopra i bilancieri della sospensione anteriore superiore, che deviano l'aria ed esercitano una forza verso il basso; Hulme e McLaren alla guida delle vetture M7A McLaren, entrambe dotate di stabilizzatori a profilo alare sopra il motore, come le Ferrari, e montate direttamente sul motore; Hill e Oliver sono iscritti con la Lotus 49B, 49/5 riparata dopo l’incidente a Zandvoort, e la 49/6 con alette anteriori molto più larghe, mentre entrambe le auto hanno profili alari grandi sul retro dell'auto, montati direttamente sui vettori hub come fatto dalla Chaparral nel 1967. Gli alettoni, posti sopra al motore, hanno lo scopo di aumentare la stabilità della vettura e ridurre gli spazi di frenata. Surtees è impegnato con la Honda V12, il modello RA 301, è dotato di tubi di scarico più bassi e leggermente più ordinati, e Schlesser guida la Honda V8 RA302; Rodriguez e Attwood con le vetture BRM V12 hanno nuove carenature del muso, in cui l'aria calda dal radiatore fuoriesce verso l'alto attraverso grandi aperture sulla superficie superiore della carenatura, come le vetture McLaren, e hanno anche una terza vettura come ricambio. Amon e Ickx guidano le Ferrari ufficiali: il pilota neozelandese ha due auto tra cui scegliere, mentre il pilota belga ne ha solo una a disposizione, essendo le stesse tre auto usate a Zandvoort. Queste sono dotate di due piccole prese d'aria sulla barra di protezione che dirigono l'aria sul collettore di scarico centrale. 

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Stewart è alla guida della Ken Tyrrell Matra-Cosworth V8 con cui ha vinto in Olanda, ha i deflettori in alluminio sui bilancieri superiori anteriori come sul V12 Matra. Il team Cooper ha una nuova Type 86B con motore B.R.M. V12, guidata da Elford che fa il suo debutto, e la Type 86B originale guidata da Servoz-Gavin in prestito temporaneo dalla Matra, e Siffert nella Rob Walker Lotus 49 e Courage nella Parnell P126 B.R.M. V12 completa la griglia. Essendo il detentore del record sul giro e avendo vinto la gara di Formula 2 nel 1967, Rindt scatta nel momento in cui iniziano le prove libere e stabilisce fin da subito un ritmo altissimo con la sua Brabham-Repco, arrivando al di sotto del limite dei 2 minuti. Il pilota austriaco riesce a segnare un giro quasi subito, e il suo motore Repco V8 a 4 alberi a camme funziona molto bene. Surtees non è contento del modo in cui la Honda ha gestito la presentazione del nuovo V8 e dimostra che il V12 è degno di gareggiare stabilendo il secondo tempo più veloce sempre sotto 2 minuti. I grandi profili alari delle Lotus fanno sembrare le Ferrari, McLaren e Brabham un po' inefficaci con le loro mini ali, e con queste in posizione le code a cuneo della Lotus non vengono montate. Tuttavia, non sono contenti, perché l'albero di trasmissione di destra sull'auto di Oliver surriscalda il giunto cardanico esterno. Elford ha una brutta partenza per il suo primo Gran Premio, perché la pompa del carburante sul retro del cambio Hewland si blocca e rompe la trasmissione. Anche Brabham ha problemi al sistema di alimentazione e il suo Repco V8 a 4 camme non funziona, Rindt però compensa alle difficolta del compagno rimanendo in testa alla classifica e concludendo le prove con un tempo di 1’56"1 ad una velocità media di 202.852 km/h.
 
I due piloti della McLaren sono molto soddisfatti delle loro vetture, essendo stati apportati notevoli miglioramenti alla maneggevolezza rispetto all’ultima gara, e i profili aerodinamici funzionano correttamente e questo dà fiducia ai piloti, che riescono a girare al di sotto dei 2 minuti; Amon e Ickx sono egualmente felici con le loro Ferrari, e segnano tempi quasi identici e mezzo secondo più veloci delle McLaren. Stewart infrange la barriera dei 2 minuti, guidando ancora con il polso fasciato. La Honda V8 sembra non presentare problemi meccanici, ma Schlesser deve ancora procedere con attenzione, dato che non ha mai guidato una vettura con così tanto potenziale, e mentre cerca di capire la macchina va in testacoda, ma si ritiene comunque abbastanza felice. Sebbene otto piloti scendano sotto il limite dei 2 minuti, nessuno di loro riesce ad avvicinarsi al tempo di Rindt; al termine delle prove la pista viene lasciata ai piloti di Formula 3 che però sono scontenti. Venerdì 5 Luglio 1968, le prove dovrebbero svolgersi dalle 5:00 p.m. alle 6:00 p.m., ma in un debole tentativo di recuperare il tempo perso la sera precedente, vengono prorogate di circa 20 minuti. Fortunatamente entrambe le sessioni di prove si svolgono sull’asciutto, anche se con qualche nuvola che copre il cielo, ma la seconda sessione non si svolge in modo così entusiasmante. Rindt non riesce a ripetere il tempo segnato nella sessione precedente dato che il suo motore Repco non funziona correttamente ed è difficile da avviare; a un certo punto il personale della Brabham versa benzina nelle prese d'aria da una bottiglia, ma si verifica un ritorno di fiamma che è più impressionante che pericolosa, ma fa spaventare tutto il team.
 
Hill ha problemi con il cambio della sua Lotus. Oliver, invece, è protagonista di un particolare incidente; improvvisamente, senza una spiegazione logica, la vettura sale sull'erba poco prima dei box e colpisce un parapetto che strappa l'intero cambio e la sospensione posteriore dall'auto. Il pilota britannico è molto fortunato a uscire illeso dalla vettura, ma l'auto è irreparabile. La monoposto Matra appare con un foglio di alluminio avvolto attorno alla vettura, che forma un deflettore dell'aria sulla parte posteriore del motore, e monta serbatoi di carburante aggiuntivi attaccati ai lati dell'abitacolo, all'esterno. Elford è ancora in difficoltà, perché dopo aver fatto segnare dei tempi competitivi il suo motore si danneggia; prima si sente un forte scoppio e poi si forma un grosso buco nella parte inferiore del motore BRM della sua Cooper. Anche il motore di Servoz-Gavin nell'altra Cooper non funziona correttamente, e in seguito il problema viene ricondotto alla sfasatura della valvola. Stewart migliora il suo tempo, ma non riesce ad avvicinarsi al tempo più veloce di Rindt, mentre il tempo che lckx ha segnato nella prima giornata di prove lo porta al terzo posto, in prima fila, anche se Hulme riesce ad eguagliarlo nella seconda sessione. Anche Beltoise e Hill si uniscono al gruppo dei piloti più veloci. Tutta la giornata di sabato 6 Luglio 1968 viene messa a disposizione dei meccanici, intenti a preparare le vetture per la gara, e domenica 8 Luglio 1968, alle ore 8:00 a.m., si tiene l'ultima sessione di prove. La gara non prende il via prima delle 4:00 p.m., anche perché l'intera giornata è occupata da due gare nazionali, una gara di Formula 3 e il pranzo. 
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Questo Festival of Speed è sfortunato, perché le previsioni meteorologiche prevedono pioggia prima della fine del pomeriggio e il cielo è minaccioso per tutta la mattinata. Prima che le vetture escano dai box e si posizionino sulla griglia di partenza si svolge una grande parata composta da circa venti Matra 530 coupé con motore posteriore, con le capote rimovibili, e in ognuna c’è un pilota iscritto al Gran Premio di Francia, seduto sul sedile del passeggero, e il suo team manager o qualche altro membro del team alla guida della vettura. Tyrrell fa un giro con Stewart, Forghieri con lckx, Le Guellec con Beltoise, e Rob Walker con Siffert. In questa circostanza Jacky Ickx, che non è particolarmente contento dell’assetto della vettura e del circuito, che non è di suo gradimento, anziché salutare il pubblico sfrutta il tempo e l’occasione per scrutare il cielo, convincendosi che di lì a poco sarebbe piovuto. Mentre si tiene la parata, nel box della Brabham viene riscontrato un problema sull’auto di Rindt, una perdita di benzina. Nel box della Cooper uno dei serbatoi di gomma flessibile in una delle auto ha una perdita. Con una distanza di gara di 392 chilometri, alcune auto sono vicine al limite della capacità di carburante e sull'auto della McLaren viene montato un serbatoio cilindrico da 2½ galloni sul retro, accanto al serbatoio dell'olio cilindrico, mentre l'auto di Hulme ha un serbatoio a lastra di capacità leggermente maggiore legato sul lato destro del pozzetto. La Matra monta ancora i serbatoi laterali e la B.R.M. di Courage ha il serbatoio laterale legato, come in Olanda.
 
Amon usa la più recente delle sue due Ferrari, la 0011, anche se il motore non è così affilato come dovrebbe essere, poiché durante le prove libere non c'è stato il tempo di mettere a punto la 0007 per il circuito. Oliver non può partecipare al Gran Premio dato che non c’è una Lotus di riserva; Rodriguez guida una P133-01 e Attwood una P126-03, tutti gli altri piloti, invece, hanno le stesse auto che hanno usato durante le prove libere. Tornati ai box, Ickx si impunta e chiede che sulla sua vettura vengano montate le gomme da bagnato, le Firestone R125 scolpite a mano. Sia il direttore tecnico della Scuderia Ferrari, Mauro Forghieri, che il direttore sportivo, Franco Gozzi, cercano invano di gare cambiare idea al pilota belga, che insiste e costringe i suoi meccanici ad obbedire alla sua richiesta. Tra l’ilarità dei piloti e dei meccanici presenti lungo il rettilineo principale, la 312 viene schierata. Dopo un giro di riscaldamento, effettuato ben oltre l’orario di partenza stabilito per la gara, le diciassette vetture si schierano sulla falsa griglia, mentre sulla Lotus di Siffert viene fatto un cambio batteria. Nel frattempo il resto del gruppo si schiera sulla griglia principale. Mentre i piloti si schierano, con circa quindici minuti di ritardo, inizia a cadere una leggera pioggia; aveva ragione Jacky Ickx. In una delle partenze più disordinate mai viste, a causa del cattivo smistamento e del controllo della bandiera, sedici auto partono in modo irregolare, lasciando Siffert fermo sulla griglia fittizia.poco dopo il pilota svizzero riesce a mettersi in marcia ma solo dopo che gli altri piloti sono impegnati lungo la veloce e tortuosa discesa verso il Nouveau Monde.
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È la Matra-Cosworth di Stewart che prende il comando della corsa, ma nella parte già distante rispetto ai box del circuito Jacky Ickx passa in testa sfruttando le gomme da bagnato nel tratto in cui la pista è bagnata. Con l'incertezza delle condizioni meteorologiche prima della partenza ci sono state molte esitazioni su quali gomme montare, e come detto Ickx è l’unico pilota presente in pista con gomme full rain; ora, però, dato che l’intensità della pioggia aumenta il pilota belga riesce a sfruttarle al meglio le gomme full rain. Salendo la collina da Nouveau Monde, attraverso la Sanson Corner a sinistra, Servoz-Gavin è vittima di un testacoda che lo fa precipitare in fondo al gruppo. Il pilota francese riesce comunque a precedere Jo Siffert, che quasi riesce ad avvicinarsi alla Cooper. Tutti i diciassette piloti passano sul traguardo alla fine del primo giro, e Jacky Ickx è in testa al gruppo, seguito da Stewart, Rindt, Surtees, Rodriguez, McLaren, Hill, Beltoise, Amon, Hulme, Servoz-Gavin e Siffert. Al secondo giro Rindt supera Stewart e prende la seconda posizione, mentre Hill supera McLaren, Amon passa davanti a Beltoise e Courage supera Elford. Dopodiché il gruppo prosegue la sua corsa giù per la collina bagnata, e affronta lo stretto tornante Nouveau Monde. In questa fase, tuttavia, Jo Schlesser perde il controllo della sua Honda nella veloce curva a destra, vicino al fondo della collina. La vettura ha uno scatto verso sinistra ed esce fuori strada, risalendo sulla sponda. L'auto si ribalta e prende fuoco, il serbatoio della benzina esplode e parti della vettura bruciata finiscono su alcuni spettatori, fortunatamente senza gravi conseguenze.

 

Il fuoco si diffonde lungo la pista e purtroppo Schlesser rimane intrappolato dentro la vettura. I vigili del fuoco in servizio alla curva cercano di avvicinarsi al relitto della Honda, ma vengono respinti dalle fiamme, che avvolgono i resti dell'auto e si innalzano fino a dieci metri di altezza. Dopo circa cinque minuti un gruppo di vigili del fuoco con speciali tute di amianto riesce finalmente ad avvicinarsi al rogo e a estrarre il corpo carbonizzato di Schlesser dalle lamiere. Quando il gruppo di testa termina il terzo giro i piloti non hanno molte informazioni sulla tragedia, ma mentre scendono dalla collina realizzano ciò che è successo. Durante il terzo giro sia Surtees che Rodriguez superano Stewart e Rindt, ma si trovano tre secondi dietro Ickx, e quando arrivano alla curva dell'incidente devono rallentare tutti e farsi strada tra i detriti. Rindt raccoglie un pezzo di metallo con la sua gomma posteriore sinistra, che si sgonfia di conseguenza; il pilota austriaco completa il resto del giro molto lentamente e si ferma ai box. Brabham passa con un motore mal funzionante e rientra ai box alla fine del quarto giro, e poco dopo giunge anche Rindt. La gomma posteriore sinistra viene tolta dalla vettura di Brabham e viene montata su quella di Rindt, il pilota austriaco riesce così a tornare in gara, ma con un grande distacco rispetto ai leader. Il problema relativo al motore della vettura di Jack Brabham risiede nella pompa del carburante e nel sistema di alimentazione, pertanto il pilota australiano rimane ai box per molto tempo. Con le ambulanze presenti sul tracciato, i vigili del fuoco e i Marshall sul luogo dell'incidente, tutti i piloti devono ridurre la velocità; ma così facendo Surtees e Rodriguez riescono ad avvicinarsi a Jacky Ickx, rimanendo tutti e tre vicini al quinto giro.

 

L’incidente sconvolge Jean-Pierre Beltoise che perde posizioni e si ritrova in fondo al gruppo di testa. Jo Siffert è ancora molto lontano e guida senza la frizione, mentre Rindt segue il gruppo con un giro di ritardo. Il passo è relativamente lento, 2’14"0, ma la media è di 173 km/h. Una volta sistemata la pista, Ickx ricomincia ad allontanarsi dal resto del gruppo, e al settimo giro Rodriguez supera Surtees, ma non riesce ad allontanarsi. Una delle gomme posteriori della B.R.M. del pilota messicano raccoglie un oggetto duro mentre supera la Honda V8 e lo lancia involontariamente verso Surtees, colpendolo agli occhiali e facendogli perdere una lente, il che non rende il lavoro del pilota britannico più facile. Al termine del decimo giro Jacky Ickx ha quasi sette secondi di vantaggio su Pedro Rodriguez, che ha alle sue spalle John Surtees. Più distaccato, Jackie Stewart segue al quarto posto. Il pilota scozzese precede Graham Hill, e in seguito arriva Bruce McLaren. Non molto staccato segue Piers Courage, che a sua volta precede Vic Elford, Richard Attwood, Chris Amon, Denny Hulme e Johnny Servoz-Gavin. Chris Amon e Denny Hulme faticano a mantenere il passo dei primi, essendo piloti che preferiscono correre in condizioni di pista asciutta. Jean-Pierre Beltoise viene doppiato da Ickx e all’undicesimo giro si ferma ai box per montare le gomme da bagnato. Il ilota spera di poter ottenere una maggior fiducia alla guida della sua Matra, ma la situazione non migliora e si ritrova in ultima posizione, dietro a Jochen Rindt. Nel frattempo Jack Brabham riavvia la sua macchina e compie un giro per controllare se tutto funziona correttamente; tuttavia, la prova non sarà favorevole alle sue aspettative. Graham Hill si sforza di chiudere il gap con Stewart, e ci riesce nel corso del tredicesimo giro.

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Piers Courage mantiene un passo costante e lascia dietro di sé Elford e Attwood, raggiungendo contemporaneamente Bruce McLaren e passando al sesto posto nel corso del quattordicesimo giro. La gioia di Graham Hill vissuta dopo aver superato Jackie Stewart dura poco, poiché quando la Lotus accelera sulla discesa di Nouveau Monde l'albero di trasmissione di sinistra si rompe e il pilota britannico termina la sua corsa parcheggiando la sua vettura sull’erba. Più indietro rispetto alla testa della corsa, Servoz-Gavin è protagonista di un testacoda e finisce nel bosco con la sua Cooper-B.R.M., rimanendo fortunatamente illeso. Jacky Ickx gradualmente doppia tutti, mentre John Surtees continua ad avvicinarsi a Pedro Rodriguez e si allontanano da Jackie Stewart. Amon e Hulme vengono doppiati da Ickx, che poi doppia anche Attwood e Elford. Quando il gruppo di testa affronta il diciannovesimo giro, l’intensità della pioggia aumenta e Pedro Rodriguez e John Surtees passano al primo e al secondo posto, mantenendo queste posizioni fino alla fine del ventesimo giro, mentre Rodriguez riesce a segnare il giro più veloce della gara, girando in 2’11"0; Surtees è solo una frazione di secondo più lento. Poi, però, lungo la collina Ickx recupera trazione e torna in testa. Nel frattempo ai box si sviluppa molta attività, perché Denny Hulme si ferma con la gomma anteriore sinistra forata. Fortuna vuole che mentre viene cambiata la gomma la tempesta raggiunge anche i box, pertanto i meccanici decidono di cambiare tutte e quattro le gomme sulla vettura del pilota neozelandese, montando un set full wet. Sotto il diluvio anche Richard Attwood e Chris Amon si fermano per cambiare le gomme, e alla fine del ventesimo giro anche Bruce McLaren si ferma. Nessuno di questi piloti ha la possibilità di vincere la gara, e non sembrano nemmeno avere un ruolo di primo piano nei risultati, quindi non hanno nulla da perdere.

 

Quando Ickx passa davanti ai box per portare a termine il suo ventunesimo giro, la Ferrari del pilota belga quasi perde aderenza mentre attraversa le linee bianche della griglia fittizia; questo episodio rende meglio l’idea di quale sia il livello di acqua presente lungo il circuito in questa fase di gara. Jackie Stewart perde quarto posto fermandosi alla fine del ventunesimo giro ai box, per montare le gomme da bagnato; questo permette a Piers Courage di salire al quarto posto. La gioia per il pilota britannico è però guastata dal doppiaggio subito dall'irrefrenabile Jacky Ickx nel corso del ventiduesimo giro. A questo punto solo Pedro Rodriguez e John Surtees si trovavano sullo stesso giro del leader, ma non sono più un problema per Jacky Ickx. Nel corso del venticinquesimo giro Piers Courage sente qualcosa che si trascina sotto l’abitacolo, e temendo che possa essere un tubo dell'olio o dell'acqua rallenta, lasciando passare Stewart, prima di fermarsi ai box. Il problema si rivela essere una delle cinghie di sostegno del serbatoio laterale, che è fissato ai bulloni dell'imbracatura del sedile. Il problema non è eccessivamente grave, poiché il serbatoio è trattenuto da altre due cinghie, ma quella danneggiata viene comunque riparata. Quando viene raggiunta la metà gara, Jacky Ickx è in testa con un distacco di circa 7.5 secondi su Pedro Rodriguez, che a sua volta ha un vantaggio di 3.7 secondi su John Surtees, che segue al terzo posto. Jackie Stewart, Bruce McLaren e Vic Elford sono tutti un giro indietro; Jochen Rindt, Denny Hulme e Richard Attwood due giri indietro, mentre Chris Amon, Jo Siffert, Piers Courage e Jean-Pierre Beltoise sono distaccati di tre giri rispetto al leader della gara. Poco dopo la vettura di Bruce McLaren viene rallentata dalla foratura della gomma destra posteriore.

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Il pilota neozelandese si ferma ai box e questo lo fa finire in ultima posizione. La media della gara è di appena 160.909 km/h, che è circa 32 km/h sotto quella che sarebbe stata in condizioni di pista asciutta, ma comunque è una gara molto veloce viste le pessime condizioni meteorologiche. Nel frattempo Jack Brabham compie un altro giro ed effettua delle prove per cercare di far funzionare la vettura, mentre John Surtees si stanca di strizzare gli occhi attraverso i suoi occhiali danneggiati e nel corso del trentaquattresimo giro effettua una veloce fermata ai box per prendere un altro paio di occhiali. Surtees mantiene la sua posizione, ma si stacca da Rodriguez. Per un breve periodo di tempo la pioggia smette di cadere sul circuito e si inizia ad intravedere il sole: questo accade mentre Jack Brabham continua le sue prove uscendo nuovamente dai box, compiendo successivamente ben sette giri. Jacky Ickx conduce la gara in maniera impeccabile e alla fine del quarantunesimo giro raggiunge John Surtees e lo doppia nel corso del quarantaduesimo giro. A questo punto solamente Pedro Rodriguez è a pieni giri rispetto al leader della corsa. Tuttavia, il pilota messicano si trova a due minuti di ritardo rispetto al pilota belga della Ferrari. In fondo al gruppo Piers Courage non si arrende e dopo una lung asosta ai box raggiunge Richard Attwood, superandolo al quarantaquattresimo giro. Quando Jochen Rindt e Chris Amon concludono il quarantaquattresimo giro, il leader è al suo quarantasettesimo giro; concluso il quarantacinquesimo giro, entrambi i piloti si fermano ai box. Jochen Rindt è costretto al ritiro perché un serbatoio della benzina soffre di una perdita di carburante, tant’è vero che il pilota austriaco esce dalla vettura bagnato d’acqua e di benzina, mentre Chris Amon riparte ma perde una posizione e si ritrova dietro a Jean-Pierre Beltoise.

 

Nel corso del quarantaseiesimo giro la B.R.M. di Pedro Rodriguez rallenta la sua corsa, dato che la leva del cambio Hewland si blocca in seconda marcia. Mentre il pilota messicano rallenta, la Ferrari di Ickx lo doppia. Quando il Rodriguez raggiunge i box anche John Surtees lo supera e prende il secondo posto. Mentre i meccanici del team B.R.M. controllano le condizioni del cambio, notano che la gomma posteriore destra si è sgonfiata e un tubo della benzina è danneggiato, quindi le riparazioni richiederanno più tempo del previsto. Questo permette a Jackie Stewart di salire al terzo posto. Il guasto del cambio non può essere localizzato, quindi viene messo in quarta marcia e al pilota messicano viene detto di non toccare la leva del cambio e di cercare di fare del suo meglio per portare la vettura al traguardo. A dieci giri dal termine della gara tra le nuvole spunta il sole e Jacky Ickx procede per inerzia, senza nemmeno preoccuparsi di tenere il passo della Honda. Jackie Stewart segue count giro di ritardo. Due giri dietro, Vic Elford corre in modo molto costante e veloce per essere al suo primo Gran Premio; il pilota britannico si trova davanti a Denny Hulme e a Pedro Rodriguez con la sua B.R.M. rallentata dal cambio rimasto fisso in quarta marcia. Dietro questo gruppo di piloti segue Piers Courage, che a sua volta precede Richard Attwood e Bruce McLaren, mentre Jean-Pierre Beltoise, Chris Amon e Jo Siffert lottano tra di loro in fondo al gruppo. Al cinquantunesimo giro Pedro Rodriguez si ferma di nuovo ai box, questa volta con il cambio bloccato in seconda marcia, e ancora una volta rientra in gara, ma si trova in ultima posizione. Mentre la gara volge al termine, i meccanici della Brabham riparano la vettura e Jack Brabham improvvisamente riesce a farla funzionare, compiendo ulteriori tre giri. Dopo aver condotto l'intera gara ad eccezione della prima metà del primo giro, e per un breve momento nel corso del diciannovesimo giro, Jacky Ickx viene acclamato con entusiasmo mentre taglia il traguardo alla fine dei sessanta giri previsti.

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Il pilota della Ferrari compensa così alla sua scarsa prestazione fornita a Zandvoort. La Ferrari torna così alla vittoria nel Gran Premio di Francia, sesta prova del Campionato Mondiale di Formula 1. Si afferma il pilota belga Ickx, al suo primo successo in un Gran Premio, compie i 390 chilometri previsti in 2 ore 25’40’’9 alla media oraria di 161 km/h. John Surtees arriva in seconda posizione con la sua Honda V12, e Jackie Stewart chiude al terzo posto, abbastanza scontento perché se la gara si fosse corsa sull’asciutto avrebbe potuto lottare per la vittoria. Al quarto posto, autore di un’ottima prestazione, si posiziona Vic Elford con la sua Cooper-B.R.M. al suo primo Gran Premio. Chiudono al quinto e sesto posto rispettivamente Denny Hulme e Piers Courage. Graham Hill, in testa alla classifica del Campionato Mondiale, invece è costretto nuovamente al ritiro. Al termine del Gran Premio, camminando per il box, il direttore tecnico della Scuderia Ferrari, Mauro Forghieri, sente un rumore metallico provenire dal camper di Chris Amon, e incuriosito si affaccia all’interno. Qui vi trova il pilota neozelandese che, disperato, colpisce con la testa la parete del camper, poiché non si spiega come sia possibile che il compagno di squadra sia riuscito in così breve tempo a vincere un Gran Premio di Formula 1, mentre a lui sono toccate talvolta diverse delusioni pur essendo stato in testa alla gara in diverse occasioni. Imprecando, e probabilmente maledicendo il fatto che Jacky Ickx sia perfino un pilota poco incline al lavoro di sviluppo, che viene svolto quasi principalmente da Chris Amon in seno alla Scuderia Ferrari, quest'ultimo esclama:
 
"Non è possibile, io ci metto l'anima e non sono ancora riuscito a vincere un Gran Premio. Arriva un debuttante e ha una fortuna del genere".
 
Purtroppo, bisogna registrare il tragico esordio a Rouen, nel Gran Premio di Francia, della nuova Honda monoposto di Formula 1: la vettura si è capovolta al terzo giro ed è esplosa. Il pilota, il francese Jo Schlesser, di quarant’anni, è morto bruciato nel rogo e cinque spettatori sono rimasti lievemente ustionati dal frammenti incandescenti proiettati per aria dalla macchina giapponese. L'incidente è accaduto quasi all'imbocco della curva chiamata Sei fratelli, al termine del rettilineo su cui sono poste le tribune e il traguardo del circuito, lungo 6532 metri. Si è visto la bianca Honda sbandare sulla pista dal fondo in cemento, reso viscido dalla pioggia. Schlesser ha tentato invano di correggere la traiettoria della sua monoposto, che è andata ad urtare con estrema violenza (la velocità doveva aggirarsi sui 200 km/h) contro il terrapieno di protezione del pubblico, sulla sinistra del tracciato. La Honda è rimbalzata al centro della pista, si è capovolta due o tre volte, poi i serbatoi del carburante e la carrozzeria al magnesio sono esplosi, trasformando la vettura in una bomba dirompente. Per un caso miracoloso, i danni per il pubblico, che si affollava ai margini del circuito, sono stati assai limitati. I vigili del fuoco in servizio alla curva dei Sei fratelli hanno cercato di avvicinarsi ai rottami della Honda, ma sono stati respinti dalle fiamme, che avvolgevano i resti della macchina innalzandosi sino a dieci metri di altezza. Dopo circa cinque minuti, un gruppo di pompieri indossanti le speciali tute di amianto è finalmente riuscito ad accostarsi al rogo e ad estrarre dalle lamiere il corpo carbonizzato dei povero Schlesser. Alcuni tecnici che hanno assistito all'incidente ritengono che la pioggia, che era di una certa intensità al momento della sciagura, e il terreno bagnato della pista non abbiano influito in maniera rilevante sullo sbandamento improvviso della Honda di Schlesser. Racconta un testimone:

 

“In quel punto il tracciato è in lieve discesa. La macchina ha strisciato con il fondo sul cemento, ha compiuto come un piccolo balzo, e le ruote hanno perso aderenza. Tra l'altro, nel colpo e relativo contraccolpo, può darsi che si sia rotta una sospensione”.

 

La notizia della morte di Jo Schlesser si è diffusa velocissima tra il pubblico, anche se gli organizzatori hanno a lungo mantenuto un incomprensibile silenzio sull'incidente. Si è accesa subito una vivace polemica sulle condizioni della vettura protagonista della tragedia. La monoposto, denominata Ra 302, era al suo esordio in gara. John Surtees, il pilota collaudatore della Casa giapponese, aveva testualmente dichiarato nel corso delle prove:

 

“La macchina non è a posto, farla correre a Rouen è una pazzia”.

 

Parole chiare, terribili alla luce di quanto è avvenuto sul circuito. La monoposto, azionata da un motore otto cilindri raffreddato ad aria, pesava 503 chili, appena tre sopra il limite minimo stabilito dal regolamento sportivo per la Formula 1. Era arrivata dal Giappone una settimana fa. Surtees l'aveva provata sulla pista di Silverstone, in Inghilterra, dove la Honda ha il centro europeo per le competizioni. L’ex Campione del Mondo aveva guidato per una ventina di giri, dichiarando che la macchina si comportava abbastanza bene, ma che necessitava di un ulteriore periodo di test e di collaudo. A questo punto era intervenuto il signor Soichiro Honda, capo della grande industria giapponese e tenace assertore delle competizioni. Honda ha ordinato al direttore tecnico della scuderia, Nakamura, di far egualmente scendere in pista la vettura, affidandone la guida a Jo Schlesser. I motivi di questa decisione sono di natura prettamente commerciale. Il Gran Premio si svolgeva in Francia, e Schlesser era francese, Un successo, o un esordio positivo, avrebbe contribuito al lancio della nuova utilitaria della Honda, la Mini 360. Così, la nuova otto cilindri era stata affidata a Schlesser, uno dei beniamini degli appassionati di automobilismo in Francia. Molti ritengono che neanche questa scelta sia stata troppo felice. Schlesser aveva quarant’anni, un'età non certo giovane per un pilota di Formula 1, e per di più non aveva molta esperienza di queste monoposto così delicate, in cui si corre sul filo di un delicatissimo equilibrio.

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Nelle prove, per esempio, Schlesser aveva compiuto un testacoda senza conseguenze, in seguito al quale si era fermato per regolare le sospensioni posteriori. Una decisione sbagliata, dunque, sta probabilmente alla base di questo ennesimo tragico incidente. È certo che se l'automobilismo sportivo vorrà continuare, dovrà soprattutto guardarsi dai nemici che ha al suo interno: tecnici che redigono regolamenti che sembrano fatti apposta per incitare i costruttori a realizzare non macchine, ma, come disse Ferrari, bare circondate di benzina, costruttori che sono disposti a tutto pur di ottenere un successo da reclamare, piloti impreparati o con eccessiva grinta. La morte di Jo Schlesser a Rouen, tuttavia, non suscita in Francia particolari polemiche. Tutti, però, sottolineano che Surtees, collaudatore e pilota ufficiale della Honda, come detto espresse delle riserve sulla partecipazione alla corsa della nuova macchina di Formula 1. Surtees, d'altro canto, dopo il mortale incidente, ha rifiutato di fare dichiarazioni. Jean-Pierre Beltoise, primo pilota della Matra, non accusa nulla e nessuno, ma con molta fermezza si dichiara contrario all'impiego, nella costruzione delle macchine da corsa, di materiale al magnesio, pericolosissimo appunto perché combustibile.

 

“Il magnesio è un metallo maledetto, è soprattutto questo metallo che deve essere messo sotto accusa. Esso fu già una volta all'origine di un disastro: quello avvenuto nel 1955 alla 24 Ore di Le Mans, con l'esplosione della Mercedes di Levegh. Esso alleggerisce in modo considerevole le macchine da corsa, ma è estremamente pericoloso in caso di incidenti per la sua infiammabilità”.

 

Per di più, la scelta del pilota non è stata felice. Il povero Schlesser era alla sua quarta esperienza in una gara di Formula 1; l'ultima sua corsa con una macchina del genere risaliva a due armi fa. Per la fretta, i tecnici giapponesi non avevano potuto sistemargli il posto di guida sulle misure del suo fisico, e lui si era lamentato. Mi va stretta, aveva detto in prova. Se lo sport del volante vorrà continuare e se, soprattutto, si vorrà porre un termine a queste sciagure che così crudelmente si succedono di domenica in domenica, bisognerà che organizzatori, costruttori, piloti, commissari di gara, cioè i protagonisti del mondo delle corse, facciamo un esame di coscienza. Basta con gare dove si ammettono macchine raffazzonate, corridori impreparati o notoriamente scorretti, dove i commissari chiudono un occhio o tutti e due. Basta anche con gli attuali regolamenti che sembrano fatti apposta per creare macchine-trappola. Solo così, forse, si riuscirà a diminuire il rischio sempre presente nelle competizioni automobilistiche. In questa giornata di lutto la Ferrari è tornata alla vittoria nel tragico Gran Premio di Francia, sesta prova del Campionato Mondiale piloti di Formula 1. Si è affermato il giovane corridore belga Jacky Ickx davanti alla Honda vecchio modello di John Surtees e alla Matra-Ford di Jackie Stewart.

 

Ickx, al suo primo successo in un Grand Prix, ha compiuto i 390 chilometri in programma in 2 ore 25'10"9 alla media di 161.622 km/h, infliggendo a Surtees un distacco di circa due minuti. Ickx ha disputato una gara magistrale, rimanendo al comando della corsa sin dal via, a parte un breve periodo in cui è stato superato dal messicano Pedro Rodriguez, su B.R.M. La corsa è cominciata alle 4:30 p.m. sotto una pioggia abbastanza forte. Ickx è il più veloce al segnale dello starter e assume il comando della gara. Un solo corridore, Rodriguez, riesce a tenergli testa, mentre accade il terribile incidente di Schlesser. Al trentesimo passaggio, metà corsa, Ickx precede di un minuto il messicano, seguito da Surtees, Stewart, McLaren, Hulme ed Elford. Graham Hill, in testa alla graduatoria del Campionato Mondiale, è ancora una volta costretto al ritiro. Surtees supera Rodriguez, che deve fermarsi ai box con il motore in disordine, e cerca di diminuire il distacco da Ickx. Ma il belga, che sembra trovarsi a suo agio sul fondo ancora viscido, respinge l'attacco dell'inglese e conclude vittoriosamente la competizione. Elford, al suo esordio in Formula 1, si prende il lusso dì superare Hulme e McLaren. 

 
Fabio Giardini

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