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#136 1965 British Grand Prix

2022-05-11 17:36

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#136 1965 British Grand Prix

Domenica 5 Luglio 1965 Pedro Rodriguez e Jean Guichet portano la loro Ferrari 4400, appartenente al team americano N.A.R.T., al trionfo nella 12 Ore d

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Domenica 5 Luglio 1965 Pedro Rodriguez e Jean Guichet portano la loro Ferrari 4400, appartenente al team americano N.A.R.T., al trionfo nella 12 Ore di Reims. Dietro la vettura vittoriosa si piazzano altre tre macchine italiane. I ventidue concorrenti sono partiti alle ore 11:00 di sabato sera, ma ne sono arrivati al traguardo tredici. È stata una corsa condizionata da momenti drammatici. La funesta un incidente verificatosi mezz'ora dopo il via: il belga Gerard Langlois perde in curva il controllo della sua Ferrari, che urta con violenza la palizzata dietro la quale si trovano due uomini: un commissario di pista, il venticinquenne Marcel Normand, e il trentanovenne Pierre Van Den Bossche. Investiti in pieno, i due vengono scaraventati al suolo. I soccorritori trasportano i due commissari in elicottero all'ospedale dì Reims, ma questi si spengono poco dopo il ricovero. Erano entrambi sposati, Van Den Bossche lascia anche due figli. Gli inglesi Piper e Attwood su Ferrari guidano la gara fino alle 9:30 del mattino, dopo che Surtees-Parkes e Graham Hill-Bonnier hanno tenuto il comando; ma poi Rodriguez e Guichet passano d'autorità in testa, mentre il cambio della Ferrari di Piper-Attwood si guasta. La vettura termina la gara al quarto posto, dopo aver corso per l'ultima mezz'ora con una sola marcia, la quinta. John Surtees e Mike Parkes, dopo aver dovuto domare un principio di incendio, riescono a terminare secondi, mentre il terzo posto viene conquistato dai belgi Willy Mairesse ed Edgar Beurlys. Al via balza al comando, rimanendoci per 33 giri, la Ferrari di Graham Hill e Bonnier; poi passano a condurre Rodriguez-Guichet davanti a Surtees-Parker, Piper-Attwood e Hairesse-Beurlys. Un colpo di scena: la Ferrari di Rodriguez-Guichet si ferma ai box, e quando, riparato un difetto alla frizione, può ripartire, ha un ritardo di otto giri nei confronti di Hill-Bonnier, che avevano ripreso il comando davanti a Surtees-Parkes.

 

Ma Rodriguez e Guichet non si danno per vinti, e inseguono come dannati. Alle ore 2:00 del mattino passano a condurre Surtees e Parkes con 55 secondi di vantaggio su Hill-Bonnier, e di due giri su Piper-Attwood. Abbandona la Iso-Grifo di Noblet e Cabral. Surtees e Parkes mantengono un ritmo indiavolato (209.258 km/h di media generale), distaccando Hill-Bonnier di un giro e Piper-Attwood di tre. Dopo cinque ore di corsa, Surtees-Parkes hanno coperto 1037.625 chilometri, alla media di 208.716 km/h, e precedono di tre giri Hill-Bonnier e Piper-Attwood, di dieci Bondurant-Schlesser e Sears-Whitmore (entrambi gli equipaggi su Ford), mentre tutti gli altri sono assai più distanziati; ma Rodriguez-Guichet continuano intanto a guadagnare terreno. Alle cinque del mattino, ossia a metà corsa, sono in pista soltanto più quattordici vetture. Ma ecco un altro colpo di scena: la Ferrari in testa, che in questo momento è affidata a Surtees, arriva a velocità ridotta sulla pista di accelerazione e proprio davanti al posto di cronometraggio prende improvvisamene fuoco, che il pilota riesce a domare con l'estintore di bordo. Poi la macchina sosta a lungo davanti ai box, dove i meccanici provvedono a una serie di controlli. Alle ore 6:00 a.m., Hill-Bonnier sono in testa davanti a Piper-Attwood; Rodriguez-Guichet, che hanno effettuato una sensazionale rimonta, sono a sei giri. Quando Surtees-Parkes possono ripartire, il loro ritardo è di ben 15 giri. Graham Hill e Bonnier sembrano avviati alla ripetizione del successo dell'anno scorso, quando, alle 8:30 di mattino, ecco l'imprevisto: i due sono costretti al ritiro per la rottura del cambio.

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Piper-Attwood devono sostare a loro volta, e così Rodriguez-Guichet tornano al comando; ma poco dopo devono ancora arrestarsi, e Piper-Attwood li scavalcano dando inizio a un emozionante duello conclusivo. Rodriguez-Guichet conquistano secondi su secondi, e quando i rivali sono costretti a fermarsi brevemente per l'ultimo rifornimento, il messicano e il francese tornano in testa. Dietro, Surtees sta facendo meraviglie, e porta il record del giro a 2'17"9 (media 216.724 km/h). Verso la fine della 12 Ore Piper-Attwood con il cambio bloccato sulla quinta non possono impedire a Surtees-Parkes di superarli. Successivamente, si sono disputate due gare per macchine delle Formule 2 e 3. Nella prima si impone Jochen Rindt su Brabham, alla media di 196.212 km/h, davanti all'australiano Gardner su Lola e a Jim Clark su Lotus. Surtees non prende il via perché il motore della sua Cooper, guastatosi in prova, non è stato riparato in tempo. Rindt conferma la sua sicura classe; il vincitore della 24 Ore di Le Mans si impone in una autentica volata che vede impegnate quattro vetture, raggruppate in meno di mezza lunghezza. L'austriaco è finito fuori pista al quinto giro, ed è undicesimo quando riesce a riprendere; ma in nove giri recupera lo svantaggio e si inserisce nell'emozionante lotta conclusiva, piazzando sul traguardo il suo spunto vittorioso. Anche la gara di Formula 3 si conclude con un arrivo in volata: soltanto 0.1 secondi, infatti, separano il vincitore, il francese Jean Pierre Beltoise su Matra-Ford, e gli inglesi Courage e Fenning.

 

Durante la corsa l'inglese Johathan Williams esce di pista e viene scagliato fuori dalla sua Brabham; trasportato all'ospedale, gli viene riscontrata la frattura di un ginocchio. Sabato 10 Luglio 1965 si disputerà a Silverstone il Gran Premio di Gran Bretagna, quinta prova della stagione, valevole por il titolo mondiale di Formula 1. Jim Clark, che capeggia in questo momento la classifica con 27 punti, seguito da Graham Hill e Jackie Stewart con 17 punti e da John Surtees con 13 punti, è il grande favorito. La battaglia dovrebbe svolgersi tra i soliti Clark. Hill e Surtees, più Ginther e Stewart. Ma non è escluso che sia l'ultima volta che Clark corre in Gran Bretagna in corse valevoli per il titolo mondiale. Si dice infatti che lo scozzese, che ha 29 anni, voglia abbandonare l'automobilismo alla fine della stagione, intendendo sposarsi. Clark aveva spesso ripetuto in passato chi il giorno in cui si fosse accasato non avrebbe più messo piede su una pista. Quest’anno la R.A.C. ha venduto i diritti del Gran Premio di Gran Bretagna al British Racing Drivers' Club e si è avvalsa del supporto del Daily Express per organizzare l'evento a Silverstone. Anche se il circuito dell'aeroporto non è il migliore dei posti per un Gran Premio, ha un'atmosfera piacevole ed è stato teatro di molti eventi sportivi in passato, oltre ad essere la casa tradizionale delle corse automobilistiche britanniche da oramai molti anni.

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In occasione del Gran Premio di Gran Bretagna, la Scuderia Ferrari permette a Surtees di utilizzare la Ferrari dotata di motore 12 cilindri, mentre Bandini avrà a disposizione una vettura dotata di un motore V8, mentre la seconda - sempre dotata di motore V8 - è di riserva per il pilota britannico. Il team B.R.M. porta a Silverstone le due auto usate a Clermont-Ferrand, oltre ad un terzo modello costruito per sostituire quello che si è schiantato in Francia. Questa macchina di ricambio è un modello del 1964, usata da Hill a Monaco, ed è stata equipaggiata con l'ultimo tipo di motore, cambio, freni e sospensioni disponibili. Gli unici segni esteriori di riconoscimento della precedente vettura sono le fessure nei pontoni monoscocca sotto il motore, dove passavano i vecchi collettori di scarico laterali. Né Graham Hill né Jackie Stewart hanno molto da imparare del circuito britannico e pertanto potranno spendere tutte le proprie energie per cercare di registrare giri veloci. Al contrario, Jim Clark e Mike Spence non avranno a disposizione una Lotus di riserva, in quanto l'ultimo telaio è ancora in attesa del suo motore Coventry-Climax a 32 valvole, con uno degli alberi a camme che si era rotto su quel motore in prova che stavano usando le due vetture in gara in Francia, disputata domenica 27 Giugno 1965. Anche il team Brabham è in attesa di un motore Climax a 32 valvole, dato che Dan Gurney, Jack Brabham e Denny Hulme utilizzano motori Climax a 16 valvole.

 

Anche la Cooper avrà a disposizione tre vetture, ma solo due entreranno in pista con a bordo Bruce McLaren e Jochen Rindt, poiché la terza è in fase sperimentale, con un cambio Hewland montato al posto dell’originale cambio Cooper. Il team Honda iscrive due vetture, ma all'ultimo momento ritira la partecipazione del pilota statunitense Ronnie Bucknum, lasciando Richie Ginther con una macchina per la gara e una di riserva. Il team Walker avrà Jo Bonnier e Jo Siffert a disposizione, con le loro Brabham già utilizzate nelle gare precedenti, mentre il team Reg Parnell si scrive con le sue due Lotus-B.R.M. che saranno guidate da Rchard Attwood e Innes Ireland, mentre la John Willment Automobiles si scrive con Frank Gardner ed una Brabham-B.R.M. V8. Bob Anderson correrà con la sua Brabham BT-11, dotata di motore Climax. Per completare la lista dei partecipanti, il team Bob Gerard Racing si iscrive e gareggerà con una Cooper T60-Climax condotta dal pilota britannico John Rhodes, ed una Cooper T71/73-Ford di 1.500 cc, sulla quale viene montata una testa di un F2 Cosworth, che sarà condotta da Alan Rollinson. Infine, Ian Raby e Chris Amon correranno con le Brabham BT3-B.R.M. V8, mente Brian Gubby iscrive la sua Lotus 24-Climax V8, e la Scuderia Centro-Sud si presenta con Masten Gregory ed una B.R.M. P57.

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Giovedì 8 Luglio 1965, in occasione della prima giornata di prove, John Surtees scende in pista sia con la Ferrari dotata di motore 12 cilindri, sia con la 8 cilindri, risultando più veloce con la prima conformazione, anche se il pilota britannico è costretto a lavorare più duramente sulle curve, rispetto a quanto riesce invece a fare con la meno pesante vettura dotata di motore V8. Per un certo periodo di tempo, Surtees riesce a mantenere un ottimo passo in linea con il giro più veloce, ma molto presto Graham Hill, Jackie Stewart e Jim Clark iniziano a correre seriamente. John Surtees migliora il suo record sul giro stabilito lo scorso Maggio, che era di 1’33”0, ma Jim Clark riesce a segnare un tempo di 1’31”3 con la sua Lotus 33 dotata di motore Climax  azionato a 16 valvole, girando ad una media di 187 km/h. Quest’ultimi non sono gli unici che riescono a migliorare il record sul giro segnato a Maggio: anche Mike Spence, Lorenzo Bandini e Denny Hulme riescono nella stessa impresa, mentre Richie Ginther con la sua Honda eguaglia il record. Nel corso del pomeriggio è prevista un’altra ora di prove. In questa fase della giornata, nonostante la pista sia asciutta, il meteo è molto minaccioso e c'è la sensazione generale che avrebbe potuto piovere nel corso della giornata di venerdì. Di conseguenza, tutti i piloti fanno del loro meglio per segnare un giro veloce e ottenere la migliore posizione sulla griglia di partenza. Graham Hill è di nuovo in forma, dopo lo sfortunato Gran Premio di Francia, e imposta il ritmo, ma Jim Clark non cede facilmente la propria posizione.

 

I due piloti segnano quasi lo stesso tempo (1’31”0), ma in realtà anche John Surtees non è troppo lontano dai primi due, segnando un tempo di 1’31”3 con la Ferrari di ricambio. Anche Richie Ginther migliora il suo tempo, chiudendo il suo giro veloce in 1’31”6 e lasciando la Brabham di Denny Hulme e Jack Brabham attardati di oltre un secondo. Con questi tempi in continuo miglioramento i piloti iscritti privatamente iniziano a preoccuparsi, poiché il regolamento li obbliga a girare entro un massimo di cinque secondi dal terzo miglior tempo, che risulta essere quello di Stewart in 1’31”4, per poter sperare di qualificarsi per la gara. Quando oramai manca poco al termine della seconda sessione di prove, Jim Clark ha il tempo migliore, ma Graham Hill scende in pista con una nuova selezione di pneumatici Dunlop montati sulla sua B.R.M., avendo scelto la R6 all’anteriore e la R7 al posteriore, e completa numerosi giri, segnando il miglior tempo in 1’31”0, di fatto eguagliando il suo personale miglior tempo segnato nel corso delle prove della mattina, guadagnando vincere £ 100 ed aumentando il morale generale suo, e del suo team. Venerdì 9 Luglio 1965, nel corso della mattinata, la temuta pioggia non disturba i piloti, lasciandoli liberi di provare nelle due ore e mezza di prove disputate. Jim Clark ha a disposizione per le prove di venerdì l’ultimo modello della Lotus 33, dotato di motore Climax a 32 valvole, ed in questo modo sia il pilota scozzese, sia il suo compagno di squadra Mike Spence avranno a disposizione una macchina di ricambio. Il pilota scozzese, sfruttando il nuovo motore Climax, segna un crono di 1’30”8, un tempo irraggiungibile per qualsiasi altro concorrente. Il ritmo è molto veloce e Richie Ginther è competitivo a bordo della sua Honda.

 

La vettura del team giapponese mostra un’ottima performance ed il motore fa suonare tutti i suoi 12 cilindri. John Surtees prosegue le prove a bordo della vettura dotata di motore 12 cilindri, mentre sulla vettura di Lorenzo Bandini si rompe il motore V8, pertanto il pilota italiano è costretto a prendere in consegna la vettura di scorta. Graham Hill non riesce a ripetere il tempo segnato nel corso della serata precedente, mentre Jim Clark e Jackie Stewart migliorano nuovamente i loro tempi. Il pilota scozzese, a bordo della sua Lotus, riesce ad utilizzare appieno la potenza del motore Climax a 32 valvole, e riesce a segnare un tempo di 1’31”3. Un crono eguagliato da Richie Ginther con la Honda, da Jackie Stewart con la B.R.M. e da John Surtees con la Ferrari. Altri tempi notevoli sono segnati da Mike Spence, 1’31”7, e da Dan Gurney, 1’31”9, il cui motore Climax non riesce ad esprimere altrettanta potenza rispetto ad altri motori del produttore britannico. Complessivamente, undici piloti riescono a scendere al di sotto del record esistente di 1’33”0, tra cui sono presenti anche i piloti del team Cooper, come Jochen Rindt che segna il tempo in 1’32”9 sfruttando la scia della Ferrari V12 di John Surtees per un certo numero di giri. Tuttavia, sono Jim Clark (1’30”8) e Graham Hill (1’31”0) a conquistare la prima fila della griglia di partenza, ai quali inizia ad unirsi sempre più spesso Jackie Stewart (quarto), e compare anche Richie Ginther (terzo) con la Honda motorizzata V12, creando disturbo ai due duellanti per il Campionato del Mondo di Formula 1.

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Il giorno della gara, sabato 10 Luglio 1965, nonostante il cielo coperto e la minaccia di pioggia, a seguito delle riunioni del British Racing Drivers' Club il Gran Premio di Gran Bretagna viene inserito in un'intera giornata di vari eventi e interessanti dimostrazioni. Dopo aver eseguito la preparazione finale nel corso della mattina, durante la quale il montaggio della macchina di Gurney viene completato con l’installazione di un nuovo motore Climax a 32 valvole, una breve sessione di prova su una delle piste convince Dan Gurney di avere una macchina molto competitiva, pertanto il pilota americano non vede l'ora di poter affrontare una buona battaglia. Anche sul motore Climax a 32 valvole di Clark vengono apportate delle modifiche all’impianto di iniezione del carburante, ed il pilota scozzese effettua una prova in pista. Nel corso del pomeriggio ventuno vetture lasciano il paddock per effettuare un giro di riscaldamento. John Surtees sceglie di correre con la Ferrari dotata di motore 12 cilindri, mentre Lorenzo Bandini correrà con la seconda delle vetture dotate di motore V8. Bruce McLaren utilizzerà la sua Cooper del 1965 con il cambio Cooper, poiché l'auto di scorta con la scatola Hewland è stata scartata a seguito delle prove. Ian Raby correrà al posto di Chris Amon, mentre a John Rhodes viene permesso di iniziare la corsa con la Cooper T60-Climax V8 del team Bob Gerard Racing, anche se in qualifica non ha segnato un tempo che rientrasse entro i cinque secondi rispetto al tempo segnato da Richie Ginther. Quando Dan Gurney è quasi al termine del giro di riscaldamento, il motore Climax si rompe e Jack Brabham gli cede la sua auto, decidendo così di ritirarsi dalla gara.

 

Non avendo tempo di sostituire i numeri sulla macchina, Gurney decide di prendere il posto di Brabham sulla griglia con il numero 7, lasciando portare via la sua monoposto oramai inutilizzabile. Al segnale del mossiere si assiste a una magnifica partenza, con la Lotus di Jim Clark e la Honda di Richie Ginther che riescono ad eseguire una buona partenza, passando davanti agli altri concorrenti. Subito dopo l’inizio della corsa, mentre le macchine passano sotto il ponte alla fine dei box, la Honda di Ginther precede la Lotus di Clark. Le vetture entrano fianco a fianco a Copse, con la Lotus del pilota scozzese che si trova nella parte interna della pista e con Ginther che riesce a tenere la sua traiettoria, togliendo a Clark la possibilità di ottenere il comando della corsa alla prima curva, che però riuscirà a cogliere lungo il rettilineo dell’Hangar, sorpassando la macchina giapponese. Nel momento in cui Clark riesce a mettere le ruote davanti alla Honda di Ginther, aumenta il ritmo e chiude in testa il giro di apertura, nonostante l’errore commesso in uscita dalla curva Woodcote, quando la sua ruota posteriore sinistra è passata sopra l’erba circostante il circuito. Nonostante la maestria di Clark nel restare in testa, molti dei piloti alle sue spalle sono determinati a chiudere il distacco: Graham Hill e John Surtees riescono a chiudere il divario che li separa da Richie Ginther durante il secondo giro, e il pilota britannico a bordo della sua B.R.M. sarebbe addirittura riuscito a superare la Lotus di Jim Clark, mentre John Surtees non riesce a tenere il passo e oltretutto Ginther inizia a preoccuparlo. Dietro a questo gruppo di testa seguono Stewart, Spence, McLaren e Hulme, che sono in lotta con Rindt e Gurney. Nel frattempo Lorenzo Bandini porta a termine il secondo giro e la sua gara avvolto in una nuvola di vapore, poiché si rompe il motore V8 della sua Ferrari.

 

Anche Attwood è costretto ad effettuare una sosta eccessivamente lunga ai box a seguito della rottura di un tubo dell’acqua; un inconveniente causato dall’eccessiva velocità nel momento in cui si è avviato verso la pedana dei box, costringendo i meccanici a perdere molto tempo nelle riparazioni. Nel gruppo di testa Graham Hill tenta di tutto pur di tenere alle sue spalle Jim Clark, ma la Lotus del pilota scozzese si fa sempre più vicina. Graham Hill,  a differenza di Jim Clark, non ha alcun tipo di supporto dal proprio compagno di squadra, dato che Jackie Stewart riscontra problemi di maneggevolezza della sua B.R.M., sia a causa delle gomme che delle condizioni del circuito. Il pilota scozzese può solo gestire la sua quinta posizione, mentre Mike Spence, Bruce McLaren e Denny Hulme tentano di chiudere il divario su John Surtees e Richie Ginther. Tra l’altro, man mano che i giri passano il motore Honda montato sulla monoposto di Ginther inizia a perdere potenza, facendo rallentare progressivamente il pilota statunitense e permettendo sia a Stewart che a Spence di passarlo agevolmente. Ginther è costretto a fermarsi ai box al termine del ventiseiesimo giro, ponendo fine al suo momento di gloria. I motivi del calo di potenza del motore Honda riguardano un problema all’impianto di iniezione del carburante. Al termine dei primi venti giri, equivalente ad un quarto di distanza totale del Gran Premio di Gran Bretagna, Jim Clark e Graham Hill sono riusciti ad allontanarsi gai loro inseguitori, ma la Lotus del pilota scozzese rimane saldamente in testa e tutto ciò che Hill può fare è proseguire la gara sperando che la Lotus possa soffrire qualche problema meccanico.

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John Surtees è terzo, ma non è troppo sicuro perché alle sue spalle Jackie Stewart è seguito da vicino da Mike Spence, con il risultato che entrambi stanno automaticamente guadagnando terreno sulla Ferrari del pilota britannico. Denny Hulme è sesto e prosegue tranquillo davanti a Bruce McLaren Jochen e Rindt, che è staccato, mentre Dan Gurney viene superato da Jo Bonnier. Al ventiquattresimo giro Spence passa Stewart, mentre Rindt viene passato da Bonnier e Gurney alla curva di Beckett. Nel frattempo Jim Clark mantiene il ritmo e Graham Hill inizia ad allentare la pressione sul pilota scozzese, mentre Mike Spence e Jackie Stewart continuano a preoccupare John Surtees. Nel corso del ventinovesimo giro Denny Hulme si ferma improvvisamente poiché la cinghia di trasmissione dell'alternatore del motore Climax si rompe e la batteria smette di funzionare. Verso metà gara la classifica si stabilizza; l'unico punto di interesse riguarda Mike Spence, che preoccupa John Surtees, fino al punto di riuscire a sorpassarlo nel corso del quarantunesimo giro passando così al terzo posto. Questo non vuol dire che Graham Hill abbia deciso di arrendersi, ma il pilota britannico perde progressivamente terreno rispetto a Jim Clark, che guida veloce e senza intoppi. John Surtees permette a Mike Spence di rimanere in terza posizione per un solo giro, prima di recuperare il terzo posto, non riuscendo però a liberarsi del connazionale a bordo della seconda Lotus.

 

Nel frattempo il motore della vettura di Jackie Stewart non sembra funzionare in modo pulito, pertanto il pilota scozzese non può fare altro che mantenere il quinto posto. Anche Bruce McLaren deve affrontare dei problemi di cambio presenti sulla sua Cooper, e dopo essere stato superato da Bonnier e Gurney decide di fermarsi ai box per vedere se si può fare qualcosa al riguardo; non essendoci nulla da fare, il pilota neozelandese si ricongiunge alla gara dopo essere sceso in fondo alla classifica. Quando Jim Clark doppia Jo Bonnier e Dan Gurney nel corso del cinquantesimo giro, l'americano coglie l'occasione del disturbo causato dal doppiaggio per mettersi davanti al pilota svedese, ma nessuno di loro riesce a sfruttare la scia della vettura dello scozzese volante. Diversamente da Graham Hill, che deve affrontare non pochi problemi nel riuscire a sorpassare Jochen Rindt, e quando alla fine riesce a passare il pilota Cooper sfrutta al massimo la scia della B.R.M. e rimane attaccato per un certo numero di giri al pilota britannico. Mentre Jim Clark se ne va inesorabilmente, si accende un accanito duello per il secondo posto. Jochen Rindt riesce a superare Graham Hill, ma al sessantaduesimo giro un guasto al motore lo costringe a fermarsi ai box e ad abbandonare la competizione. Così, Graham Hill resta solo in seconda posizione, essendo gli altri piloti ormai molto distanziati rispetto a lui. Jim Clark ha marciato a pieno regime per circa metà gara, continuando a guadagnare costantemente un secondo sui suoi più vicini inseguitori, ma nella seconda fase il motore della sua vettura comincia a scoppiettare in modo sempre più preoccupante, rendendo sempre meno a causa di problemi alle candele e al carburatore.

 

Jim Clark riesce comunque a mantenere il vantaggio accumulato fino a questo momento, sfruttando nel contempo al massimo il motore che inizia a funzionare solo a tratti. Nonostante tutto, lo scozzese volante aumenta progressivamente il suo vantaggio e anche Hill stacca gli avversari, mentre Surtees con la Ferrari ha combattuto una splendida battaglia contro i due giovani esponenti della Lotus e della B.R.M. ed ha finito per prevalere. Quando mancano dieci giri dalla fine del Gran Premio di Gran Bretagna, Graham Hill sferra il suo attacco, dato che si è accorto delle difficoltà della Lotus di Jim Clark. Il pilota scozzese riesce a malapena a contenere l’avanzata dell’avversario, riuscendo a rimanere in testa grazie a un distacco di poche centinaia di metri. Il problema al motore non influenza eccessivamente i tempi sul giro di Jim Clark, ma incoraggia i meccanici della B.R.M. nel pit per trasmettere le informazioni a Graham Hill. Tutti gli occhi sono puntati verso la Lotus di Jim Clark e la B.R.M. di Graham Hill, ma c'è quasi mezzo giro di distanza tra di loro. Lentamente ma inesorabilmente il divario comincia a chiudersi e con la diminuzione dei secondi Graham Hill inizia ad aumentare il ritmo. Dietro di lui Surtees si sbarazza con successo di Spence. Nel frattempo Jim Clark doppia tutte le macchine, e la situazione tra la Lotus e la B.R.M. comincia a diventare tesa, perché il motore Climax perde olio e il livello nel serbatoio si abbassa. Con una conseguente perdita di pressione dell'olio, l'astuto Clark costeggia le curve e usa solo la potenza sui rettilinei mentre ha pressione nel manometro dell'olio.

 

Per tutto il tempo Hill guida sempre più forte, e con dieci giri ancora da fare Jim Clark rallenta visibilmente lungo tutto il circuito. I sostenitori della B.R.M. sollecitano Hill, mentre quelli della Lotus tengono le dita incrociate. Negli ultimi cinque giri Jim Clark guarda con ansia nei suoi specchietti retrovisori e guida in modo aggressivo ma prudente, senza rischiare di rompere il motore. Mentre inizia il suo ultimo giro Graham Hill riesce ad intravedere Jim Clark, e mentre la Lotus del pilota scozzese entra nella curva di Copse, quest’ultimo può vedere la B.R.M. di Hill presente nei suoi specchietti. Ma ovviamente Clark ha il completo controllo della situazione e quando porta a termine l’ottantesimo giro è praticamente ancora alla stessa distanza davanti alla B.R.M. di Hill, vale a dire a 3.2 secondi. Se il pilota scozzese non avesse guidato con tale determinazione nella prima metà della gara, probabilmente Ono sarebbe stato in grado di portare la sua Lotus al traguardo davanti a Graham Hill, conquistando così la sua quarta vittoria consecutiva nel Gran Premio di Gran Bretagna. Ma così facendo, Jim Clark vince il Gran Premio di Gran Bretagna, doppiando Bruce McLaren sulla linea del traguardo, a bordo della sua nuovissima Lotus 32, coprendo gli ottanta giri del circuito in due ore e sei minuti e precedendo Graham Hill sulla linea del traguardo. John Surtees chiude al terzo posto con la sua Ferrari dotata di motore V12, mentre Mike Spence è costretto ad accontentarsi di chiudere la gara al quarto posto. Jackie Stewart termina quinto, e Dan Gurney sesto, ad un giro di distanza dal vincitore.

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Tutto, o quasi, a Silverstone, è andato secondo le previsioni. Jim Clark, sulla nuovissima Lotus 32, al suo debutto, ha vinto il Gran Premio di Gran Bretagna, quinta prova della stagione per il titolo mondiale, precedendo Hill su B.R.M. di soli tre secondi, cento metri, e Surtees su Ferrari. Lo scozzese volante ha così aumentato il suo vantaggio in classifica, raggiungendo i 36 punti, contro i 23 di Hill, i 19 di Stewart e i 17 di Surtees. È questo il quarto Gran Premio in cui si è imposto Clark nella corrente stagione (fu assente a Monaco, dove dominò Hill, perché impegnato nella corsa di Indianapolis): ma nelle ultime fasi della competizione odierna, quando il motore della sua Lotus ha cominciato ad accusare gravi disturbi e Hill ha diminuito sensibilmente il distacco, si è temuto che dovesse o ritirarsi o rassegnarsi al secondo posto. Ventiquattr'ore dopo aver vinto il Gran Premio di Gran Bretagna, valevole per il Campionato Mondiale piloti Formula 1, il formidabile Jim Clark si afferma anche nel Gran Premio di Rouen-les-Essarts, riservato alle macchine di Formula 2 (motori a 4 cilindri di 1000 cc, peso minimo 450 chilogrammi). La gara si disputata su 50 giri del circuito di Les Essarts, presso Rouen, dove l'anno scorso si svolse il Gran Premio di Francia di Formula 1.

 

La distanza complessiva è di 300.930 chilometri, e vi prendono parte alcuni dei protagonisti della corsa di sabato a Silverstone, tra cui, oltre a Clark, il suo irriducibile avversario Graham Hill, Jack Brabham, Jochen Rindt, Denny Hulme; assenti invece i piloti della Ferrari, non avendo attualmente macchine di Formula 2. Clark, che pilota una Lotus con motore Ford-Cosworth, contrariamente al suo solito stile non riesce ad andare subito in testa, ma è costretto a lottare per parecchi giri con Graham Hill (su Brabham) prima di averne ragione. Comunque, lo scozzese volante prende il comando al decimo passaggio e da questo momento comincia a conquistare metri su metri sugli inseguitori, cioè Graham Hill e all'austriaco Jochen Rindt (su Brabham), fino ad accumulare un consistente vantaggio. Mentre Clark se ne va irresistibilmente, tra i due citati piloti si accende un accanito duello per il secondo posto. Dopo due terzi di corsa, Rindt supera l'avversario, ma nel corso del trentacinquesimo giro un guasto al motore lo costringe a fermarsi ai box e ad abbandonare. Così Graham Hill, mentre davanti a lui Clark appare irraggiungibile, resta solo in seconda posizione, essendo gli altri piloti ormai molto distanziati. E la gara perde di colpo ogni interesse. Il monologo di Jim Clark viene comunque sottolineato dagli scroscianti applausi del pubblico, ammirato per la superiore bravura del grande corridore britannico.

 

“Con un pilota come Clark mi sento quasi sicuro di riuscire a vincere tutte le corse importanti dei prossimi anni. Intendiamoci, mettiamo a disposizione di Clark delle macchine stupende, ma avete visto che Jim vince lo stesso anche quando qualcosa non funziona alla perfezione nella parte meccanica”.

 

Colin Chapman è impulsivo, e non è la prima volta che si lascia andare a dichiarazioni un po' avventate, ma sabato sera aveva tutte le ragioni di elevare osanna al suo pilota numero uno. Jim Clark ha vinto a Silverstone, e solo un imprevedibile colpo di scena potrebbe privarlo della vittoria del Campionato del Mondo per la stagione 1965. Il pilota scozzese ha partecipato a quattro delle cinque prove valevoli per il campionato (non era a Monte-Carlo essendo in quel periodo impegnato nella trasferta americana durante la quale ha trionfato nella 500 miglia di Indianapolis) e le ha vinte tutte e quattro. Nella graduatoria mondiale Clark ha ora 36 punti e Graham Hill, che è il suo più vicino inseguitore, ne ha 23. Dietro a Jim Clark e Graham Hill si classifica al terzo posto il pilota della Ferrari John Surtees, che ha fatto una corsa onorevole, ma non certo entusiasmante non essendo mai riuscito a minacciare i due che lo precedevano. Surtees ha corso con la Ferrari dodici cilindri che a Monte-Carlo era stata pilotata da Lorenzo Bandini. Al Gran Premio di Gran Bretagna l'italiano ha corso con la Ferrari otto cilindri: dopo due giri è stato messo fuori gara da un incidente meccanico. Al momento del ritiro Bandini era in quarta posizione. Al ritiro è stato costretto anche Richie Ginther partito al volante della Honda, un'auto che era attesa per l'ennesima volta con interesse alla prova, e che ancora una volta ha deluso le aspettative. La Scuderia Ferrari si consola con Ludovico Scarfiotti che, al volante di una Dino Ferrari con motore da 2000 cc, vince alla media di 86.934 km/h la classica competizione automobilistica di velocità in salita Trento-Bondone.

 

La gara è valida per il campionato italiano di velocità delle varie categorie e classi e per quello europeo della montagna riservato alle vetture sport e prototipi. All'appassionante corsa partecipano un centinaio di piloti, Con la sua velocissima Dino 2000, Scarfiotti è riuscito a imporsi sulle pericolose Abarth e Porsche. Scarfiotti abbassa di 21.4 secondi il precedente primato (12'17"8) conquistato lo scorso anno dal compianto corridore tedesco Edgar Barth. Il pilota marchigiano, che aveva vinto la stessa gara nel 1962, ferma i cronometri sul prestigioso tempo di 11'56"4, dando così alla competizione un nuovo difficile limite oltre il quale, almeno per ora, non sembra facile arrivare, e realizzando un rilancio delle macchine italiane nel confronti delle formidabili Porsche vittoriose con Barth nelle due precedenti edizioni del 1963 e del 1964. La lotta, accanita, sostenuta sul filo esile dei secondi, vede impegnati fin dall'inizio i piloti tedeschi e svizzeri della Porsche e quelli italiani delle Abarth e delle Ferrari. Il più temibile antagonista di Scarfiotti è Hans Hermann, su Abarth, piazzatosi al secondo posto assoluto con il tempo di 12'02"8 e un distacco di 6"4 dal vincitore, seguito da Mitter. Il tedesco mantiene il posto di capolista del campionato europeo della montagna dopo le tre prove del Ventoux, del Rossfeld e del Bondone. Gli altri due piloti della Porsche, Fischhaber e Mueller, giungono quarto e quinto. Lo svizzero Mueller conquista nelle Gran Turismo fino a 2500 cc un nuovo primato alla media di 84.803 km/h. Altri primati sono conseguiti, per la classe oltre 2500 cc, da Mario Casoni, su Ferrari, alla media di 83.384 km/h, e nella categoria prototipi (classe fino a 1600 cc) da Roberto Bussinello, su Giulia, mentre anche nelle varie categorie e classi inferiori vengono battuti i precedenti record.

 

Valentina Bossi

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