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#18 Hall of Fame: Alan Jones

2021-03-31 01:00

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#Hall of Fame,

#18 Hall of Fame: Alan Jones

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Alan Stanley Jones nasce a Melbourne il 2 novembre del 1946. Con la sua guida aggressiva e la sua indole da combattente è riuscito a portare la Shadow alla vittoria ed è stato il primo vincitore di un Campionato Mondiale di Formula 1 alla guida di una Williams. 

 

“Ad ogni Gran Premio, corro per vincere. Da quando ho cominciato a correre il mio sogno è quello di diventare Campione del Mondo”.

 

Cresciuto in un ambiente di corse automobilistiche, su di lui pesa la figura del padre Stan Jones, uno dei migliori piloti australiani degli anni 50 e vincitore dell’ Australian Driver’s Championship del 1958 con un Maserati 250F, e del Gran Premio d’Australia corso nel 1959. Stan rimane una figura di riferimento per il figlio, tanto che fin dalla tenera età cerca di emularlo e, ispirato dai successi e dall’incoraggiamento di suo padre intraprende una carriera negli sport motoristici. All’età di 15 anni Alan Jones vince il suo primo campionato di kart, lavorando parallelamente nella concessionaria automobilistica del padre come meccanico e correndo occasionalmente con una Mini e la sua Cooper monoposto. La sua carriera promette bene, ma questa potrebbe interrompersi quando l’attività di suo padre cade in declino, andando in fallimento. Il giovane Jones prende dunque atto del fatto che se davvero il Motosport dovrà far parte del suo futuro cammino, dovrà trasferirsi in Europa e continuare ad avere successo. Così, nel 1967 si trasferisce in Inghilterra con soli 50 dollari a disposizione e con un unico pensiero in testa: rivendicare la rovina paterna diventando Campione del Mondo di Formula1. Tuttavia, le cose non saranno cosi semplici come si aspetta all’inizio, poiché in Europa Alan Jones non è visto come il figlio di uno degli uomini più ricchi del suo paese, bensì è un semplice pilota, che dovrà faticare per raggiungere il successo. Per sostenere la sua carriera, infatti, Jones inizia ad acquistare furgoni e li rivende come veicoli da campeggio; i soldi per correre, però, non bastano, e non è facile trovare finanziamenti e simpatie presso i vari team. Nel 1971, dopo quattro anni di sacrifici, Alan Jones riesce ad approdare in Formula 3, disputando la stagione d’esordio con una vecchia Lotus41, ma il pilota australiano non riesce ad ottenere grossi risultati, poiché si schianta a Brands Hatch e si rompe una gamba, oltre a distruggere l’auto. L’anno successivo Jones non sembra avere maggiore fortuna, sempre a causa della mancanza di budget anche se potrò contare su una forte spinta morale da parte del padre. La fortuna sembra invece volgere a suo favore nel 1973, dato che Alan Jones approda in una categoria automobilistica chiamata Dart Racing.

 

Tuttavia i risultati non sembrano voler venire in favore del pilota australiano, probabilmente condizionato dalla prematura scomparsa del padre a causa di un ictus. Nonostante ciò, Jones riesce a vince la sua prima gara in Formula 3, a Silverstone, e viene finalmente considerato dalla stampa come contendente al titolo, ottenendo tre vittorie nell’intera stagione. Jones, tuttavia, perderà il campionato, che per soli due punti andrà in favore di Tony Brise. Nel 1974 Jones approda nella campagna britannica di Formula Atlantic, in cui gareggia per una moltitudine di team, vincendo tre gare nel corso della stagione agonistica. Ed è proprio mentre corre nella campagna britannica di Formula Atlantic che riesce a dominare le gare a cui partecipa, vincendo e girando a una velocità pari alle vetture di Formula1. In questo modo Jones riesce a farsi notare da Harry Stiller, che individua sin da subito il suo talento e la sua personalità facendolo correre nel mese di Marzo con la sua auto ufficiale di Formula Atlantic nel campionato britannico John Player del 1974, e gli concede l’opportunità di mostrare il suo talento portandolo in Formula1. Harry Stiller è un pilota automobilistico britannico e campione britannico di Formula Tre nel 1966 e nel 1967. La sua carriera agonistica copre gli anni tra il 1958 e il 1969, guidando una varietà di diverse classi di auto. Dopo aver smesso di guidare, nel 1970 Stiller diventa proprietario di un team, partecipando con le sue auto nei campionati di Formula Tre, Formula Atlantic, F5000 e nel 1975 in Formula 1. È infatti nel corso della stagione 1975 che Alan Jones approda in Formula 1, grazie all’aiuto e l’auto - una Hesketh 208B - messa a disposizione da Harry Stiller. Alan Jones approda in Formula 1 in occasione del Gran Premio di Spagna, quarto appuntamento del Campionato del Mondo del 1975. L’esordio non sarà dei migliori, poiché Jones si schianta nel corso del terzo giro contro la Penske di Mark Donohue, dopo essere stati entrambi vittime di un testacoda causato dal deposito di olio derivante dalla Tyrrell di Jody Scheckter, caduto sull’asfalto del circuito cittadino di Montjuïc, a Madrid. Non un inizio strabiliante per Alan Jones che, dopo aver gareggiato nelle tre gare successive con scarso successo, pare debba interrompere il suo percorso in Formula 1 a causa della mancanza di denaro, indispensabile per Stiller per continuare la sua avventura come titolare di un team di Formula 1.

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Ma per fortuna, Stiller riesce a trovare un ingaggio per Jones nel team di Graham Hill, la Embassy, in seguito all’infortunio occorso a Rolf Stommelen. Tuttavia l’auto non è semplice da guidare e sarà soltanto in occasione del Gran Premio di Germania che il pilota australiano darà prova del suo talento, terminando la gara in quinta posizione, ottenendo così il miglior piazzamento stagionale della squadra e primi punti Ion carriera. Questo buon risultato attira l’attenzione di John Surtees, ex Campione del Mondo di Formula 1 diventato team manager. Da anni il team britannico è costretto a dover affrontare molte difficoltà ma un importate collaborazione con l’azienda produttrice di profilattici, la Durex, garantisce per la stagione 1976 importanti finanziamenti, e lascia sperare in un miglioramento delle prestazioni delle vetture. Alan Jones fa coppia con Brett Lunger, ma nonostante le premesse positive l’auto si rivelerà molto difficile da guidare e, soprattutto, molto problematica. Nonostante la precaria performance della vettura, Alan Jones riesce ugualmente a emergere con la reputazione di pilota veloce, determinato e coerente, che raramente commette un errore. Il pilota australiano riesce infatti, sfruttando la sfortuna e i problemi degli avversari, a ottenere un quinto posto al Gran Premio di Germania e a quello del Belgio, e un promettente quarto posto in Giappone, terminando la stagione in quindicesima posizione nel Campionato del Mondo. Dopo aver rifiutato un proseguimento di carriera con il team diretto da John Surtees, a causa delle controversie con quest’ultimo, Jones decide di rientrare in Australia per partecipare alla Rothmans International Series con il team Theodore, terminando al terzo posto e ottenendo una vittoria. Successivamente, sempre con il team Theodore, nella serie Can-Am, ottiene ulteriori ottimi risultati. Nel frattempo riparte il Campionato del Mondo, e al termine del terzo Gran Premio della stagione 1977 Alan Jones riceve una chiamata da Jackie Oliver, divenuto nel frattempo team principal del team Shadow.

 

Oliver offre a Jones un posto nel suo team per il resto della stagione, dopo che il loro primo pilota, Tom Pryce, perde la vita nel corso del Gran Premio del Sud Africa. La Shadow DN8 è una buona auto da corsa, rispetto alle precedenti utilizzate da Jones. E, infatti, con questa il pilota australiano riesce a esaltare ulteriormente le sue capacità. Ma è soltanto al Gran Premio d’Austria, dodicesima prova del Campionato del Mondo 1977, che il suo talento brillerà: nonostante la pioggia e la pista bagnata, Alan Jones, partito quattordicesimo con gomme slick, offre grande prova di se, sorpassando i suoi avversari e salendo al quarto posto già nel corso del dodicesimo giro, nonostante nei primi minuti di gara ad essere favorite sono le vetture con gomme full wet. Dopodiché, in pochi giri Jones scavalca sia Jody Scheckter che Hans-Joachim Stuck, portandosi così alle spalle di James Hunt. L’unica vettura che sembra irraggiungibile e che che Jones non riesce a raggiungere è la McLaren di Hunt, che però al quarantaquattresimo giro si ferma a causa dell’esplosione del motore, permettendo ad Alan Jones di prendere il comando della gara e vincere il suo primo Gran Premio con 20 secondi di vantaggio sulla Ferrari di Niki Lauda. Questa prima vittoria in Austria e il terzo posto in Italia, sul circuito di Monza, attira le attenzioni di diversi proprietari di scuderie: ma sarà Frank Williams a farsi avanti e a ingaggiare il pilota australiano, sia per il suo talento che per necessità, dato che la scuderia britannica viene ricostruita da zero. In questo periodo Jones viene contattato anche da Enzo Ferrari, che gli offre di guidare una sua vettura per la stagione 1978, in sostituzione del partente Nike Lauda. L’australiano firma, ma nel contratto è presente una clausola che permette al team italiano di sostituirlo in qualsiasi momento con un pilota Nord-Americano, per aumentare le vendite in Nord America. Pertanto, nel caso in cui Ferrari avessero trovato il pilota giusto, il contratto di Jones sarebbe stato reso vano. Sfortunatamente per Jones, il team italiano ingaggerà Gilles Villeneuve per il 1978, prendendo il suo posto. Il destino però decide di mettere sulla strada del pilota australiano il giovane Frank Williams, che nel frattempo ha formato una nuova una squadra, la Williams Grand Prix Engineering, e che ha visto in lui un ottima via per il successo. Dirà successivamente Frank Williams: 

 

“In principio lo avevo sottovalutato, poi lo vidi partire diciassettesimo a Long Beach e a metà gara raggiungere Reutamann che era in testa. Capii di aver messo le mani sul miglior pilota del mondo“.

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Alan Jones approda dunque alla Williams, e si presenta ai nastri di partenza del Campionato del Mondo del 1978 - alla guida della FW06 progettata da Patrick Head - come unico pilota. Il pilota australiano conquista i primi punti al termine del terzo round del Campionato del Mondo, in occasione del Gran Premio del Sud Africa, concludendo la gara al quarto posto pur essendo partito dalla diciottesima posizione in griglia, e successivamente si ripeterà in occasione del Gran Premio di Francia, concludendo al quinto posto. 

 

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Giorgia Leovino


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