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#808 2009 Spanish Grand Prix

2022-01-06 23:00

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#808 2009 Spanish Grand Prix

Come back soon! We are writing the article...

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Non si placa la disputa sul tetto del budget e sulla proposta del Campionato Mondiale a due velocità voluto da Max Mosley. Mercoledì 29 Aprile 2009 Luca Montezemolo non è presente al Consiglio Mondiale, così come Stefano Domenicali, che rappresenta i team di Formula 1. Il presidente Mosley, con un unico voto contrario da parte dell’italiano Gino Macaruso, ha insistito, proponendo un budget cap leggermente più alto, di 40.000.000 di sterline, sempre un’inerzia, rispetto ai 400.000.000 di euro spesi dai team più importanti, e agevolazioni tecniche ai team virtuosi contrapposte ad un regolamento rigido per chi sfora i costi. Regole che la Scuderia Ferrari, come gli altri team maggiori, non può accettare. Casualmente, nel corso della giornata di mercoledì, mentre si svolgeva l’incontro, si è saputo che il presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, darà il via alla 24 Ore di Le Mans. Un chiaro messaggio: se si arriva alla rottura, il team Maranello può dire addio alla Formula 1, portandosi dietro McLaren, Toyota, Renault e Bmw.

 

Più che una polemica, è una guerra di trincea. Con colpi di mortaio che volano da una parte all’altra e che ogni volta lasciano sul campo sempre più elementi di astio. Un nome di cui basta pensare cosa è riuscito ha fare e del valore che ha, Ross Dennis, l’ex boss della McLaren che si è sacrificato sull’altare di Bernie Ecclestone e Max Mosley per la salvezza del suo team,  ritirandosi dalla Formula 1 dopo una carriera a dir poco brillante. Dimenticato Ron Dennis, e anche piuttosto rapidamente, la guerra va ora avanti più cruenta che mai, che vede da una parte Bernie Ecclestone e Max Mosley arroccati a difendere le proprie posizioni economiche e politiche, e dall’altra, compatti, i team, o meglio, i grandi team, riuniti sotto la sigla FOTA e guidati dalla Ferrari e dal suo presidente Luca Montezemolo. Una guerra senza esclusioni di colpi che declinandosi di volta in volta, in maniera diversa a seconda dell’emergenza del momento ha in realtà un unico motivo scatenante: la ripartizione degli introiti economici del grande spettacolo della Formula 1. Il team di Maranello e il suo leader sono ufficialmente i nemici pubblici numero uno; lo sono sempre stati, in realtà, ma in maniera decisamente più sfumata. Il livello dello scontro è altissimo, come appare evidente dalle dichiarazioni di Max Mosley:

 

“La Formula 1 può sopravvivere anche senza la Ferrari”.

 

Una risposta diretta e violenta alle numerose, sia pure mai esplicite, minacce di scissione fatte pervenire a mezzo stampa nei giorni precedenti da Maranello. Il motivo del contendere, almeno quello ufficiale, è legata all’introduzione coatta del budget cap, ostinatamente voluto da Max Mosley. Dal prossimo anno, ha deciso il presidente della FIA, si dovrà stare sotto i 40.000.000 di sterline. Chi ci riuscirà avrà delle agevolazioni incredibili, dal punto di vista sportivo e regolamentare; chi non ci riuscirà, dovrà correre rispettando rigorosamente le regole restrittive in vigore quest’anno. Una scelta che di fatti crea due categorie nell’ambito della stessa competizione. E che è stata osteggiata in tutti i modi possibile da parte della FOTA, anche se in maniera non proprio compatta. Nei giorni scorsi la Ferrari ha avviato una fitta campagna di opposizione, mandando Luca Montezemolo e Stefano Domenicali a inaugurare la 24 Ore di Le Mans, gesto dal contenuto simbolico più che esplicito: attenzione, la Formula 1 non è l’unica manifestazione sportiva in cui la Ferrari può dirigere i propri investimenti. E, contemporaneamente, è stata inviata una lettera a Mosley. Scrive Montezemolo:

 

“Le nuove regole andrebbero sostanzialmente riviste”.

 

Il rischio è quello di un campionato unfair e  spaccato. Il budget cap è, secondo Montezemolo, un meccanismo che crea confusione nel pubblico e che abbassa il valore della Formula 1. Tra gli appunti del presidente della Ferrari e della FOTA, uno riguarda anche la tempistica, mentre un altro riguarda l’applicabilità: sarà impossibile controllare la reale applicazione del budget cap, e le modalità. Stando al Concorde Agreement, nessuna variazione regolamentare di questa portata può essere fatta senza il preventivo accordo dei team. La risposta del presidente della FIA, Max Mosley, alle parole del presidente della Ferrari Luca Montezemolo, è ferma e piuttosto polemica.

 

“I team sapevano dell’introduzione del budget cap da settimane, e la Ferrari ha scelto di non discuterne con noi”.

 

Scrive, a sua volta, l’avvocato britannico in una lettera, nella quale illustra il senso del suo progetto:

 

“I servizi finanziari e l’industria automobilistica sono le nostre principali forme di sostenimento. Ed entrambe sono in crisi. Non possiamo semplicemente starcene seduto ad aspettare, sperando che non succeda niente di brutto.. Già sappiamo che i costi della Formula 1, al momento, sono insostenibili e se vogliamo evitare il collasso del sistema, dobbiamo permettere ad altri team di entrare”.

 

Ridurre i costi è l’unico modo per far sì che avvenga ciò. Una spiegazione che non ha affatto convinto il presidente della Ferrari che in un comunicato, ha spiegato di nuovo la sua posizione.

 

“In merito al futuro della Formula 1, la Ferrari ribadisce il suo forte impegno e senso di responsabilità, per mantenere intatti i valori di questo sport. Unico team ad avere partecipato ininterrottamente a tutte le edizioni del Campionato del Mondo dal 1950 ad oggi, la Ferrari è convinta che questa disciplina debba conservare le sue caratteristiche di ricerca avanzata di competizione tecnologica e sportiva dea i suoi concorrenti. Insieme a tutti i team all’interno della FOTA è da tempo condivisa la necessità di una sostanziale riduzione dei costi già da quest’anno, l’indispensabilità e di un riequilibrio graduale tra costi e ricavi nell’arco dei prossimi due-tre anni. Tutto ciò, al fine di permettere agli attuali protagonisti di restare in questa competizione e favorire l’ingresso di nuovi team. Questa è la posizione che la Ferrari ribadisce oggi nell’interesse della Formula 1, senza cercare facili polemiche che risultano inutile e dannose per tutti i protagonisti di questo sport”.

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Un comunicato significativo, anche perché i riferimenti all’importanza della Ferrari nell’ambito sportivo della Formula 1 potrebbe essere letti come minacciosi. Anche se certamente meno della reazione di Max Mosley, che in una intervista spiega come l’addio della Ferrari in Formula 1, è per lui una notizia appena triste. Una specie di rischio calcolato. Niente di più.

 

“Mi dispiacerebbe se la Ferrari se ne andasse. Sarebbe molto triste, perché è il team nazionale italiano, ma alla fine lo sport sopravvive lo stesso”.

 

In definitiva, dopo essersi liberato di Ron Dennis e aver ridotto a un mucchio di macerie la gloriosa McLaren, il presidente della FIA ha messo nel mirino la Ferrari e il suo presidente Luca Montezemolo. La personalizzazione dello scontro è chiara, in quanto in una lettera pubblica, il presidente della FIA ha citato, a sostegno delle sue tesi, alcune parole espressa dal presidente della Fiat, Sergio Marchionne. Sbarazzarsi del team di Maranello e del suo presidente sarebbe solo una frase di una strategia ben più complessa, che punterebbe a far uscire di scena le grandi case automobilistiche e a far tornare la Formula 1 indietro di trent’anni, agli Anni ’70, quelli dei garagisti. Tempi considerati mitici da un pugno di appassionati integralisti, ma poco rimpianti dal resto del circus. Un ritorno della Formula 1 ai tempi dei garage comporterebbe l’addio immediato dei grandi costruttori, Ferrari, Renault, Bmw, Toyota e McLaren-Mercedes, e l’automatica contrazione dell’intero giro d’affari. Ed è proprio questo il punto debole dell’abbozzata manovra di Max Mosley. Perché è difficile pensare che Bernie Ecclestone guardi con favore a un tale ridimensionamento del prodotto Formula 1. La prossima mossa spetta comunque ai team che si incontreranno a Londra. La loro asserita compattezza è stata messa indifficoltà da questo avvio di stagione e dalle manovre di Bernie Ecclestone e Max Mosley.

 

La FOTA, l’associazione dei team, si presenta dunque spaccata in tre correnti, almeno apparentemente: ci sono i big che rappresentano la linea dura, anche perché Max Mosley, come già a Marzo con il nuovo punteggio, ha commesso gravi errori procedurali: poi ci sono i piccoli team, che guardano con favore alle idee di Max Mosley, capitanate dalla Williams, considerata quinta colonna delle istituzioni, dietro la Brawn GP e la Force India, il cui proprietario è pronto a far di tutto per portare la Formula 1 a Mumbai; e infine la Red Bull Racing e la Scuderia Toro Rosso, che sembrano indecisi. L‘obbiettivo di Luca Montezemolo e della Ferrari, che mai come in queste ore sta rimpiangendo di non aver dato la spallata a Max Mosley al tempo dello scandalo erotico che coinvolse il presidente della FIA, è quello di provare a ricompattare il fronte dei team a Londra. Precondizione indispensabile per tentare di costringere Mosley a tornare ancora una volta sui suoi passi, e per poi sedersi attorno a un tavolo, per riscrivere insieme regole chiare e stabili. Gli argomenti non mancano, a partire dal principale: l’uscita di scena dei marchi più famosi impoverirebbe tutto il sistema, con relativa fuga di televisioni e sponsor. Pertanto, ancora un po’ di ottimismo è giustificato. Ma quello di Londra rischia di essere l’ultima possibilità per risolvere questa spinosa questione.

 

“Non permetterò a Mosley di distruggere la Ferrari”.

 

A sorpresa, martedì 5 Maggio 2009 Bernie Ecclestone interviene e ammonisce il presidente della FIA, riguardante le ultime dichiarazioni riasciate. Le posizioni non sono così distanti, il compromesso possibile, dice il manager britannico, lasciando intuire un possibile innalzamento della spesa. Secondo il parere di Bernie Ecclestone, sembra che tutti siano favorevole al budget fisso, compresa la Ferrari. Se si riuscisse però a trovare un accordo.

 

“Ci sono preoccupazioni relative al limite del budget e al rischio di un campionato diviso in due categorie. Non sono problemi irrisolvibili”.

 

Dice Bernie Ecclestone, senza escludere l’ipotesi di alzare il tetto di spesa.

 

“Il problema con Max e che non riesce, come in passato, a infiocchettare le cose con un nastro rosa. Mette le cose in una scatola di cartone e la chiude con uno spago”

 

Prosegue il manager britannico, riferendosi ai modi sin troppo diretti del presidente della FIA. Se Mosley dovesse adottare azioni contro la Scuderia Ferrari, Bernie Ecclestone sarebbe pronto ad intervenire. C’è spazio, perché anche per un commento sulla condotta del presidente Luca Montezemolo:

 

“Il problema con Luca è che non dovresti consentire a Max di cominciare un dibattito o una discussione. È scaltro, non puoi vincere. E anche se vinci, ti ritrovi nel pubblico senza microfono: tu poi dire qualcosa di intelligente, ma io non ti do il microfono, è semplice”.

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Mentre le discussioni proseguono, il Circus della Formula 1 approda a Montmelò, sul Circuito di Catalunya, nei pressi di Barcellona, per disputare il primo Gran Premio in Europa, uno snodo importante per il continuo di una stagione che ha visto l’esordio vincente della neo scuderia Brawn GP e di Jenson Button, vincitore di tre Gran Prix e leader di una classifica piloti che vede molto indietro i protagonisti del ultimi anni, ovvero Ferrari e McLaren-Mercedes.

 

Kimi Raikkonen, Campione del Mondo nel 2007, in Bahrain ha conquistato i primi punti per la Scuderia Ferrari, ed ora arriva alla corsa spagnola con la voglia e la speranza che le modifiche apportate alla F60 rendano la monoposto di Maranello più competitiva. Il pilota finlandese non vince una gara da un anno esatto. L’ultimo suo successo, infatti, risale alla scorsa stagione 2008, in Spagna, precedendo il compagno di squadra, Felipe Massa, e Lewis Hamilton.

 

“È passato poco più di un anno, dalla mia ultima vittoria in Formula 1. Nel 2008 proprio a Barcellona ebbi uno dei miei migliori weekend con la Ferrari: pole, vittoria e giro veloce in gara. Da allora, altre volte sono andato molto vicino al successo. Penso a Magny-Cours, Montreal e Spa ma, per un motivo o per l’altro, non ci sono mai riuscito. Un pilota però non perde il gusto della vittoria e io voglio riprovarlo il prima possibile. Dopo quattro gare lontano dall’Europa, è sempre piacevole iniziare la stagione nel vecchio continente. Inoltre, mi piace molto il Circuit de Catalunya, anche perché ho già ottenuto due successi qui. Mi ha fatto piacere piacere sapere dalla squadra che le prime indicazioni sul nuovo pacchetto aerodinamico sono positive. Sarà interessante provare la macchina già nelle prove libere del venerdì mattina. Nel Marzo scorso abbiamo già girato su questo tracciato, ma è sempre difficile capire dai test che va davvero forte: inoltre tante monoposto sono molto cambiate da allora. Con la nuova aerodinamica avremo più carico rispetto alle prime gare, ma anche quasi tutti gli altri avranno degli aggiornamenti: bisognerà vedere chi avrà lavorato meglio”.

 

Poi prosegue:

 

“Sul Circuit de Catalunya l’efficienza aerodinamica è cruciale per fare il tempo. È una pista molto impegnativa dal punto di vista tecnico e bisogna avere una buona monoposto per essere competitivi. Sara importante fare una buona qualifica per evitare di trovarsi in mezzo al gruppo con tutti i rischi che ciò comporta alla partenza, per evitare di ripetere quello avvenuto in Bahrain. I sorpassi non sono mai stati facili qui, e ora vedremo se il KERS potrà essere d’aiuto per renderli più agevoli. Su un tracciato come questo potrebbe fare la differenza, soprattutto alla partenza. Finora abbiamo raccolto appena tre punti. Il sesto posto in Bahrain è un discreto risultato ma ora dobbiate aspirare a qualcosa di più. Ho trascorso questi giorni di vacanza in Svizzera, a casa mia. Mi sono allenato e ho seguito il Campionato di hockey su ghiaccio che si svolge proprio nella mia Finlandia. Lunedì sera abbiamo giocato molto bene e siamo riusciti a battere il Canada: questa partita a dimostrato ancora una volta che non bisogna mai mollare fino all,’ultimo minuto e questo è ciò che facciamo che noi della Ferrari”.

 

Anche il compagno di squadra di Kimi Raikkonen, Felipe Massa, è alla ricerca del riscatto. Il pilota brasiliano della Ferrari si augura di invertire la rotta a partite dal Gran Premio di Spagna:

 

“Per Barcellona spero bene, dobbiamo migliorare la monoposto e ricominciare il campionato al meglio. Faccio il pilota, questa è la mia vita è voglio vincere, ma per farlo dobbiamo lavorare perché le cose non arrivano da sole. Il team è unito, abbiamo piena fiducia”.

 

La Ferrari F60 è una vettura completamente nuova: telaio, sospensioni, diffusore posteriore. Il team di Maranello manda in pista una monoposto completamente nuova. Non è mai successo nella storia della Formula 1 di assistere ad una rivoluzione così veloce. Il miracolo è avvenuto in un tempo ridotto, meno di un mese. In Ferrari sono riusciti a realizzare una nuova monoposto di Formula 1 per superare tutti i problemi che la F60 aveva dimostrato di avere. Già questo, da solo, basta per far capire l’enorme potenziale del team di Maranello: un cambio di auto in corsa così non si era mai visto nella ultracentenaria storia delle corse automobilistiche. La Ferrari che debutterà sul circuito di Catalunya non è una macchina rivista con alcune aggiunte, ma un modello del tutto inedito, dalla scocca al motore, passando per l’aerodinamica e le sospensioni. Addirittura su questa monoposto saranno presenti anche tutte le modifiche extra che in origine erano state prevista per le gare in Turchia e Gran Bretagna: Montezemolo aveva preannunciato che i tecnici stavano letteralmente lavorando giorno e notte, però nessuno immaginava che fosse possibile mandare in pista subito il frutto di tanto lavoro notturno. E invece la Ferrari stupisce: la F60 ha addirittura una scocca nuova, molto più leggera della precedente, in modo tale da poter montare senza problemi il KERS e poi avere ancora margine per poter piazzare a piacimento la zavorra e quindi variare l’assetto della monoposto.

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Questo telaio sarà utilizzato domenica solo da Kimi Raikkonen, che vista la sua stazza presenta più problemi rispetto a Felipe Massa in fatto di pesi, e quindi sulla sua auto è più difficile sistemare il KERS senza sbilanciare la monoposto. Non solo: debutta anche il doppio diffusore posteriore, che promette più carico aerodinamico e quindi maggiore velocità in curva. Nuovo anche il sistema elettronico e idraulico: una riprogettazione ex novo che si è resa necessaria per fare spazio al nuovo diffusore posteriore e per aumentare il raffreddamento del KERS che la Ferrari ha comunque deciso di continuare ad usare visto che - come è stato provato dai test alternati durante le prove in Bahrain - la F60 non gode di nessun vantaggio in termini di bilanciamento quando corre senza. Fra l’altro il circuito di Catalunya è poco adatto ai sorpassi e quindi scattare bene - e in questo senso il KERS aiuto molto - è fondamentale. Così come sarebbe fondamentale scattare bene, ma dalla pole position. E qui nascono i dubbi: quanto sarà veloce questa Ferrari? Mistero: la monoposto è talmente nuova che solo venerdì si avrà un piccolo riscontro cronometrico. Un piccolo aiuto, per il suo debutto, arriverà però dal meteo, dato che le temperature che sono previste sono molto più miti rispetto a quelle estreme del Bahrain. Si spera dunque che l’affidabilità non sarà un problema.

 

“Sono molto ottimista, speriamo di poter cominciare in Spagna un campionato diverso”.

 

La chiave di volta dovrebbero essere i famigerati diffusori, cioè il contestato dispositivo aerodinamico sviluppato e porporato da Brawn GP, Williams e Toyota, che dovrebbe garantire un vantaggio notevole. Il problema però è che la Ferrari questa soluzione l’ha adottata in corsa e, dato che il nuovo regolamento non permette di fare test in pista, ma solo simulazioni e prove su rettilineo, si trova ad usarlo al buio, con solo qualche ora di prove in rettilineo condotte sabato 2 Maggio 2009, a Fiorano. Una situazione decisamente scomoda, quella della Scuderia Ferrari, che a Barcellona si trova ad affrontare una specie di ultimatum, nel senso che se la rivoluzione aerodinamica per introdurre il diffusore, per cui è stato necessario ridisegnare buona parte della F60, non dovesse portare i vantaggi sperati, allora la stagione sarebbe da considerarsi definitivamente chiusa. In queste ore decisive, c’è però un altro pensiero che affolla la testa dei tifosi della Ferrari, ed è un pensiero che per certi aspetti è ancora più importante. Perché è quello che riguarda il futuro della Formula 1 e, in particolare, lo scontro con Max Mosley e Bernie Ecclestone. Giovedì 7 Maggio 2009 i manager del team di Maranello volano a Londra con un’unica missione: ricompattare i team principal per cercare di opporre una qualche resistenza alla deriva regolamentare ed economica imposta dalla FIA. Mentre la Scuderia Ferrari prepara la vettura in vista del Gran Premio di Spagna, la Bmw decide di abbandonare il KERS, allo scopo di concentrare il lavoro sul nuovo pacchetto aerodinamico con il quale si presenteranno in pista le due monoposto. Non si tratta di una rinuncia qualsiasi: la Bmw è stata la marca che più delle altre ha spinto per introdurre questo dispositivo in Formula 1 e ora la sua decisione fa davvero riflettere su quali possono essere gli sviluppi di questo costoso sistema di recupero di energia. In ogni caso la Ferrari va avanti e mostra grande fiducia in vista del Gran Premio di Spagna. Motivo? Spiega Kimi Raikkonen.

 

“Dovremmo essere in una forma decisamente migliore rispetto a quanti visti nelle gare precedenti. Speriamo che il guadagno che abbiamo ottenuto sia maggiore di quello di quello degli altri e che si possa lottare per le prime posizioni, dove dovremmo stare invece che lottare per il sesto o settimo posto. Questa è una gara importante per noi, ma non è l’ultima spiaggia. Sono sicuro che la Ferrari tornerà, così come del fatto che saremo ancora in grado di vincere. Potrei dire che siamo in grado di essere tra le prime quattro, ma la strada è ancora lunga e tutti può succedere. Queste modifiche, a cominciare dallo scivolo posteriore, dovrebbe concederci 0.4 secondi al giro. Non so se basteranno per vincere la gara, ma almeno ci avvicineremo al podio”.

 

Felipe Massa non quantifica l’eventuale vantaggio, ma smania dalla voglia di provare la nuova monoposto.

 

“Io per carattere sono un combattente e mi manca il trionfo in un Gran Premio. In questo weekend mi aspetto un grosso passo avanti sul piano delle prestazioni, anche se mi rendo conto che pure i nostri rivali miglioreranno e che quindi potrebbe rimanere un certo divario. Sono sincero, dovessimo tornare in corsa al Mondiale sarebbe un miracolo, ma talvolta i sogni si avverano e mollare dopo dopo cinque gare sarebbe assurdo”.

 

Il pilota brasiliano ha le idee chiare anche sulla Formula 1 che vorrebbe.

 

“Meno politica e più competizione, le guerre a tavolino non mi entusiasmano. Non credo che sia possibile un mondiale senza la Ferrari, ma riconosco che il mondo sia in crisi. Se servisse a salvare il nostro sport sarei disposto a tagliarmi lo stipendio”.

 

Bridgestone, fornitore ufficiale di pneumatici per il Campionato del Mondo FIA di Formula 1, annuncia le specifiche di pneumatici che saranno utilizzate nelle prossime gare di Campionato. Il 2009 è un anno importante per quanto riguarda la fornitura di pneumatici in Formula 1, a seguito del regolamento tecnico che ha proposto il ritorno dei pneumatici slick, dopo undici stagioni di pneumatici da asciutto scanalati. A differenza del 2008, le due mescole portate ad ogni weekend di gara non sono più contigue e, oltre ad una differenza nella consistenza e rigidezza della mescola, c’è una variazione nella gamma di temperature di utilizzo tra le due mescole portate ad ogni Gran Premio. In occasione del Gran Premio di Monaco, Bridgestone porterà una nuova mescola di pneumatici intermedi e questa tipologia sarà utilizzata per il resto della stagione. La nuova mescola e' più morbida rispetto alla precedente ed è progettata per compensare in parte la perdita di aderenza aerodinamica in condizioni di pista bagnata, in conformità ai cambiamenti nei pacchetti aerodinamici delle monoposto per la stagione 2009. In ciascun Gran Premio dovranno essere utilizzate entrambe le specifiche da asciutto, a meno che non si utilizzino pneumatici intermedi e da bagnato. I piloti dovranno quindi trovare il miglior compromesso per utilizzare il potenziale di entrambi i pneumatici. Per distinguere le due mescole in ciascuna gara Bridgestone utilizza una striscia verde posta sulla spalla del pneumatico di mescola più morbida. Il colore verde è stato scelto per rappresentare il continuo supporto di Bridgestone nella campagna promossa dalla FIA, Make Cars Green. Hirohide Hamashima, Responsabile Sviluppo, Bridgestone Motorsport, dichiara:

 

“Il criterio di scelta dei pneumatici da utilizzare a partire dal Gran Premio di Monaco è basato sui dati raccolti finora, in aggiunta alla conoscenza che abbiamo delle località in cui si disputeranno le prossime gare. Per la gara di Monaco c’è un cambiamento nel nostro sistema di assegnazione in considerazione della configurazione unica del tracciato particolarmente lineare e scivoloso: porteremo pneumatici con mescola super soft e morbida. A Monaco debutterà il nuovo pneumatico intermedio che sarà utilizzato per il resto della stagione. Si tratta di una mescola più morbida, in grado di garantire maggiore aderenza”.

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Brawn e Williams. Sono sempre le auto che per prime hanno adottato il diffusore a comandare le classifiche dei tempi, almeno attenendosi al risultato delle prove libere di venerdì 8 Maggio 2009, che tuttavia non sempre dicono tutto, o comunque nascondono una parte della verità. Jenson Button guida la classifica al mattino, staccando, seppur di poco, il miglior crono della giornata. Comincia bene la Brawn GP. La monoposto bianca è nuovamente davanti a tutti, anche nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna, quinta prova del Mondiale 2009 di Formula 1 che si svolgerà domenica 10 Maggio 2009 sul circuito catalano Montmelò. Il leader del campionato, Jenson Button, segna un tempo di 1'21"799 con ventuno giri all’attivo, davanti alla Toyota di Jarno Trulli, che segna un tempo di 1'22"154 e completa trenta giri. Terzo e quarto posto per le Bmw, rispettivamente con Robert Kubica (1'22"221) e Nick Heidfeld (1'22"658). Il nuovo pacchetto aerodinamico, almeno per ora, sembra aver portato delle migliorie alle prestazioni delle Ferrari, che chiude la prima sessione di prove con il nono tempo di Felipe Massa, grazie ad un tempo di 1'22"855 con solo quindici giri effettuati, e undicesimo per Kimi Raikkonen con un tempo di 1'22"873, con venti giri all’attivo. 

 

Indietro anche Lewis Hamilton, quattordicesimo a oltre 1.2 secondi da Jenson Button, e Fernando Alonso, diciassettesimo. La seconda sessione di prove, nel pomeriggio potrebbe dare un’idea un pochino più chiara - ma non troppo - sui valori in campo. Nel corso del pomeriggio è invece il pilota tedesco Nico Rosberg, con la sua Williams-Toyota, il più veloce nella seconda sessione di prove. Col tempo di 1'21"588, il tedesco precede il giapponese Kazuki Nakajima, suo compagno di squadra, staccato appena di 0.152 secondi. Terzo tempo per la Renault dello spagnolo Fernando Alonso con un tempo di 1'21"781, quarto davanti alla Brawn GP di Rubens Barrichello, con un tempo di 1'21"843. Dietro alla Red Bull di Webber, si fa vedere, sesto, il solito Jenson Button, che precede Sebastian Vettel. La prima Ferrari, quella di Kimi Raikkonen, è decima, con un distacco appena superiore al secondo. Più indietro di 0.3 secondi e cinque posizioni, si piazza al quindicesimo posto Felipe Massa. Male ancora la McLaren-Mercedes, con Lewis Hamilton tredicesimo, davanti a Heikki Kovalainen. Al termine delle FP3 le Ferrari dominano l’ultima sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna.

 

Nell’ora che precede e qualifiche, le vetture di Maranello sono le più veloci: Felipe Massa segna un convincente tempo di 1'20"635. Dietro, ma a 0.5 secondi, le due Brawn GP, con il leader del Campionato Mondiale, Jenson Button terzo con un tempo di 1'21"050, e Rubens Barrichello quarto con un tempo di 1'21"163. Quinto tempo per la Bmw di Robert Kubica, 1'21"239, sesto per la Toyota di Jarno Trulli, 1'21"256. Difficile interpretare questo apparente exploit, che potrebbe essere il frutto di serbatoi molto più vuoti rispetto alla concorrente, quindi in parte non veritiero. Di certo, il miglioramento delle Ferrari è netto, di oltre due secondi, e di un secondo rispetto ai tempi più veloci segnati venerdì da Brawn GP e Williams. D’altra parte, anche i team rivali hanno quasi tutti migliorato le rispettive performance, a lasciar intendere che proprio piano non siano andati. Se ne saprà di più al termine delle qualifiche. Raikkonen esce della monoposto, si toglie il casco, si mette a guardare il monitor. Mancano ancora diversi minuti alla fine del Q1, potrebbe rientrare in pista per un nuovo tentativo, ma il pilota finlandese è sicuro e gli ingegneri della Ferrari avallano l’ottimismo, non c’è bisogno di sprecare un altro set di gomme Soft. Meglio risparmiarlo, verrà utile nel Q3, quando a lottare saranno i primi dieci. Invece quel set conservato non servirà a niente, perché il tempo non è affatto abbastanza buono per permettere a Kimi Raikkonen di entrare in Q2.

 

Qualifying on Saturday afternoon was split into three parts. At the end of the first session, Kimi Räikkönen was knocked out from 16th place. He later admitted his fault, believing his first qualifying lap was good enough to secure passage to the next session. La Scuderia Ferrari ci ricasca, commette lo stesso errore compiuto in Malesia con Massa. Il finlandese è eliminato, fuori dai primi quindici, ha il sedicesimo tempo, partirà in ottava fila, la sua gara è compromessa, al massimo, se si vuole credere nei miracoli, può sperare di portare a casa un punto se chi davanti si ferma, o se la strategia riuscirà a capovolgere la situazione. La sua monoposto pesa ventisette chili in più rispetto a quello di Jenson Button. L’errore fa imbestialire Stefano Domenicali, il responsabile del team. Lo aveva promesso: certi sbagli non dovevano più accadere. E invece si sono ripetuti. La Ferrari ha faticato tanto per tornare protagonista, farsi male da sola è inaccettabile. Nella riunione successiva alle qualifiche, il team principal della Scuderia Ferrari si farà sentire forte e chiaro. E c’è anche chi è pronto a scommettere che questo episodio acuisca la tensione fra il pilota e la squadra. Perché è vero che la Ferrari, a parole, parla di colpe collettive ma dentro ai box si sa che è stato Kimi Raikkonen a insistere su questa scelta. Al tempo stesso, alcuni amici del pilot finlandese fanno sapere come lui cominci a dare segno d’insoddisfazione nei confronti del team.

 

Del resto l’errore deriva da lontano, ed esattamente dal Gran Premio del Bahrain; in quel caso, la Scuderia Ferrari non si fidava e nel secondo tentativo aveva mandato in pista Raikkonen, facendogli sprecare l’ultimo set di gomme nuove Soft, con il risultato di non averne più in Q3. Ma a Barcellona è andata peggio. Con Michael Schumacher incolpevole, dato che era appena arrivato in pista, nuovamente a fare da spettatore al muretto dei box. Also knocked out were the Force India's of Giancarlo Fisichella and Adrian Sutil, McLaren's Heikki Kovalainen, and the Toro Rosso of Sébastien Bourdais. The second part of qualifying saw the Toro Rosso of Sébastien Buemi, McLaren's reigning world champion Lewis Hamilton, BMW's Heidfeld, Renault's Nelson Piquet, and Williams' Nakajima all fail to progress. Jenson Button claimed pole position in the final part of qualifying, starting his lap just two seconds before the session ended to put in a time of 1'20"527, one tenth quicker than second-placed Sebastian Vettel in the Red Bull. Button's teammate Rubens Barrichello was third quickest, with Ferrari's Felipe Massa and Red Bull's Mark Webber in fourth and fifth. Toyota's Timo Glock and Jarno Trulli were sixth and seventh fastest, in front of Renault's Alonso, Rosberg in the Williams, and the BMW of Kubica.

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Dopo un inizio di stagione pieno di amarezze, il pilota della Ferrari, Felipe Massa, è visibilmente felice, per il salto di qualità della sua F60 che gli ha permesso di conquistare la quarta posizione al termine delle qualifiche del Gran Premio di Spagna.

 

“Sono assolutamente molto contento del miglioramento della monoposto. C’è tanto da migliorare, ma un salto di qualità così, ci voleva”.

 

The former world champion - who won at Catalunya last year - had a poor first lap in Q1 and then decided against a second run, believing that even his disappointing initial time would be sufficient to reach Q2. But instead he was pushed back to 16th and eliminated from the session.

 

"I thought that we were going to get through. It was maybe a bit tight on the time, but we didn't want to waste laps. But we didn't get through. It was a silly mistake because the car was much better here than before. But that's how it goes. I wasn't keen to go. I knew that the lap wasn't very good but I that maybe we should get through still. In the end it doesn't matter whose mistake it was, it was just a silly mistake and we paid the price for it. In the morning we were much faster. I just didn't get a very good lap. If I'd done a better lap we wouldn't be in this situation, but it's too late now. The media can blame me if they want, I don't mind. It's a mistake and we can't take it away. We'll just try to do the best job we can tomorrow and try not to do the same at the next race. I'm more disappointed because the car is much stronger here than before and we would have had a good chance to fight for a good position. But we'll try to do the best we can. Of course here it's not very easy to overtake so it all depends on what happens at the start and how the first few laps go. We'll do what we can and hopefully we can still score some points".

 

With his team-mate Felipe Massa fourth on the grid, Raikkonen believes it is only a matter of time before Ferrari is fighting for victory again.

 

"We are still a bit behind, I would say, but it's much stronger than it was before. It's more or less what we expected, but other people have also gone forward. It's only the first step, so we can get some more for the next races. After that, for sure we can catch them up even if it takes a little while. If we just look at what happened today, for sure the car now has the potential to score much better results and we're going in the right direction. So we still have a little way to go to catch up to the front guys, but we can catch them and definitely challenge them. I don't know if we can tomorrow or not, but in the later races we can definitely fight for wins, podiums and good positions".

 

And Chris Dyer concludes: 

 

"We have worked so hard to bring new components here for the F60 and the result of those efforts was confirmed today by Felipe's performance. Unfortunately, we were unable to fully exploit this improvement, because we made a serious mistake in our evaluation of Q1, believing that Kimi's time would have been good enough to get him through to the next stage. It was a serious error which is really regrettable. We will try to make up for it tomorrow in a race which he will start from way down the order. Felipe is on a good strategy and although we wait to see the fuel levels of the other drivers, we can aspire to a podium finish. As usual, reliability will be the number one priority".

 

Questa volta, quella di Felipe Massa, potrebbe essere vera gloria. Perché non solo ha lottato con i migliori, ha realizzato il quarto tempo, ha conquistato una preziosa seconda fila, ma dei migliori otto, quanto a caricato di benzina, è secondo solo a Jarno Trulli, che con la Toyota ha chiuso in settima posizione, e con uno scarto di appena mezzo chilo, mentre Jenson Button conquista la terza pole stagionale, sesta in carriera, ma con nove chili in meno, segno che dovrà fermarsi almeno tre giri prima rispetto al pilota brasiliano della Ferrari per eseguire il rifornimento. La vettura del pilota britannico è più leggera anche rispetto a quella del suo compagno di squadra, Rubens Barrichello, terzo in griglia, che a sua volta ha cinque chili e mezzo di carburante in meno rispetto a Massa. Il giovane Sebastian Vettel, secondo in qualifica, più veloce in proporzione rispetto a Jenson Button, partirà con tre chili e mezzo di benzina in meno rispetto alla Ferrari di Felipe Massa. Il pilota brasiliano sembra essere competitivo, e pare avere la tattica giusta per poter salire sul podio.

 

“Si poteva pensare che sono un bugiardo, quando venerdì sostenevo che abbiamo compiuto dei sensibili passa avanti, ma io so che il nostro serbatoio è pieno e che abbiamo lavorato solo in funzione della gara. Mi sono reso conto che le nostre prestazioni sono migliorate e la qualifica lo ha dimostrato. Non avrò ancora la monoposto per vincere, ma con questa Ferrari si può puntare al podio. Si guida bene, ora il carico aerodinamico è quello giusto, anche meglio sulle curve veloci, siamo più aggressivi, la monoposto ha acquistato stabilità, non mi crea più problemi in frenata. Devo ringraziare i ragazzi della squadra, perché per migliorare in questo modo la mia Ferrari, hanno lavorato giorno e notte. Parliamoci chiaro, la storia del diffusore ci aveva spiazzato, per recuperare il divario dalla Brawn GP ci voleva tempo, avremmo dovuto portare portare le modifiche a Istambul il 7 Giugno o al limite a Monte-Carlo, fra due settimane. Invece abbiamo capito che non si poteva aspettare così tanto e abbiamo deciso di stringere i tempi, ma lo sforzo è stato enorme. Ora però anche il nostro Campionato Mondiale può cominciare”.

 

Al punto da creare qualche preoccupazione a Button, sempre veloce con la sua Brawn GP, ma per nulla contento della rinascita Ferrari. L’inglese pensa alla partenza e al KERS che concede più cavalli alla monoposto di Massa nel lungo rettilineo principale.

 

“Qui può essere molto utile, temo che possa darmi dieci metri di distacco. Io sono avanti a lui, mi auguro di passare in testa alla prima curva. Altrimenti la corsa si complica”.

 

Anche perché nonostante la Brawn GP abbia un ritmo decisamente superiore, l’inglese sarà costretto a fermarsi prima ai box e quindi, qualora non riuscisse a partire in testa, non avrà la possibilità di andare in fuga e crearsi un margine di sicurezza. Felipe Massa sogna, i tifosi della Ferrari si rianimano, la speranza si riaccende. Ma purtroppo, c’è anche l’altra faccia della medaglia. Kimi Raikkonen, infatti, è stato capace di ripetere lo stesso errore che aveva commesso in Malesia. Credeva che il suo tempo bastasse a qualificarlo al Q2, passano i migliori quindici, ed è sceso dalla macchina, decidendo di non tornare in pista. La Ferrari sostiene che la responsabilità è collettiva, che tutti hanno preso di comune accorso questa decisione. Fatto sta che il risultato è che Raikkonen partirà sedicesimo, in ottava fila. La Ferrari era tornata al top, ma Kimi Raikkonen resta in fondo e sarà una vera impresa raccogliere punti anche in questo Gran Premio.

 

“Un errore assurdo, stupido. Pensavo che il mio tempo fosse sufficiente, non è così”.

 

Ammette il pilota finlandese, prendendosi buona parte delle colpe. Resta però la rabbia, che è presente soprattutto in Stefano Domenicali, il responsabile del team, letteralmente furibondo per lo sbaglio ripetuto. Gli ultimi a scavalcarlo, relegando il pilota finlandese in sedicesima posizione, sono Jarno Trulli e Nelson Piquet Jr. Ma stavolta è ancora peggio, perché in quello stesso momento è al comando Felipe Massa, che poi appunto chiuderà quarto. La Ferrari ha fatto tanto per riemergere: farsi male da sola, è inaccettabile. Le prove dicono che la Brawn Gp è ancora davanti a tutti, seppur non più con il divario di un tempo, che la Ferrari ha lavorato bene, almeno sul fronte progettuale, comunque molto meglio che la McLaren-Mercedes, che, senza apparenti errori tattici termina le prove lontana dal vertice: Heikki Kovalainen esce al Q1 e partirà diciottesimo, Lewis Hamilton fa poco meglio, resiste fino al Q2, ma poi chiude mestamente in quattordicesima posizione. Il vero anti-Brawn GP rimane Sebastian Vettel, che partirà dalla prima fila ed è secondo in classifica mondiale. Il pilota tedesco è l’unico ad avere vinto un Gran Premio, oltre a Jenson Button. Per il ventunenne pilota tedesco, e per la Red Bull Racing, che oltretutto ha interpretato il nuovo regolamento in maniera classica, come inizialmente avevano fatto Ferrari e McLaren, è un grandissimo risultato.

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At the end of qualifying, Brawn GP team principal Ross Brawn congratulated his driver, Jenson Button, who also took pole position in Barcelona:

 

"Congratulations to Jenson for his third pole position of the season and another great job from Rubens to secure third place. After some hard work from the team overnight, we were able to resolve the issues which Jenson encountered with our upgrade package yesterday and were greatly helped in that process by the input from Rubens. The developments on the car have enabled us to make good progress over the weekend and whilst we are still to fully maximise their impact on performance, the signs are encouraging. Rubens was very quick in the first two sessions on low fuel today with Jenson having the edge on the heavier fuel loads in Q3. Today's result puts us in a good position and we look forward to a very exciting race".

 

Although Jenson Button grabbed a brilliant pole position for Sunday's race at the Circuit de Catalunya, the host of upgrades all teams introduced for this event have left Brawn in little doubt that the Briton and team-mate Rubens Barrichello are set to face an increasingly tough challenge for victory. Brawn is delighted that the package his team introduced for Barcelona, worth at least four tenths of a second, has kept his outfit fighting at the front of the field. However, he concedes that things are closing up - and his team will need another step forward soon to respond to the efforts of its rivals.

 

"You tend to react to what is going on. We were fortunate enough to set the bar, and then everyone has come up to it. I am sure someone will exceed it, and then we are going to have to respond. That is the nature of Formula 1, and there are different things that drive you along. So obviously I am very pleased that on a circuit like this, which tends to be a good judge on the performance of cars, that we are still competitive. I think if you look at where we are quick here, then Monaco I am quite looking forward to. But we are going to need another step going into the middle of the season, because it is all happening very rapidly".

 

Brawn is confident that more time can be eked out of the BGP001 in its current guise, and he also thinks world championship leader Button is excelling now he has a car capable of fighting for wins.

 

"It is the belief and confidence and all the things you get when things come together. I am sure that is giving him a push as well".

 

Rubens Barrichello, third at the end of qualifying, comments:

 

"We have had a really good weekend so far here in Spain and I'm happy to be starting from third position on the grid tomorrow. Of course it is a little disappointing not to be on pole after a great Q2 however my final lap in Q3 was good. We may have gone out slightly too early for the final run and missed an opportunity there. However I'm happy with our strategy and we are well placed for the race. We will need to get off the line cleanly and stay ahead of the Ferrari down to the first corner to make the most of our potential".

 

The Brawn GP driver, Jenson Button, left it very late in the session to score his third pole in five races, and the sixth of his Formula 1 career. Button left the pits with just enough time to complete his out lap, crossing the finish line to start his last run with just two seconds left. The Briton admitted his team had got lucky.

 

"It could have gone very, very wrong. We timed it quite well but I had Kubica who I thought was on an out lap and I had to let him past. The guys said you had four seconds less than a proper lap time to get across the line in time. I got across the line just with a couple of seconds to spare - it was more luck than judgement. It was the best lap of my weekend. I had been having some trouble with this guy low fuel but I got the lap on the high fuel. I am very happy and it is a bit of a surprise in a way, when I heard Shov's voice on the radio it felt pretty good. But I am not sure it is an amazing advantage being on pole by half a tenth. This package is a step forward. We still need to work with it a bit more, we haven't got the maximum out of it, hope we haven't anyway, but everyone at Brackley should he happy with what we've done. Over the weekend we tried lots of things and were happy with the direction. I am happy with performance. I don't know what lap Seb is stopping on, but it will be a nice feeling to be back here. The last two races I wasn't near the press conference. It's a good position to start from tomorrow. The Ferrari was surprisingly quick in Q2 and they have KERS. I am excited and didn't think I would be in this position".

 

The reigning champion Lewis Hamilton could manage no better than 14th on the grid for this afternoon's race at the Circuit de Catalunya and, with Brawn GP and Red Bull Racing looking set to extend their points advantage, Hamilton's hopes of a back-to-back crown appear to be slipping. However, despite not having seen the kind of progress he had hoped for in Spain, Hamilton is not too downbeat about the situation he had found himself in.

 

"I think we understood our position and we knew here that we would not have a big upgrade, so it is not a huge surprise to us. We think about the Barcelona test we had here and we were 2.5-3 seconds off, so to be now eight tenths - we knew this could happen. It is no surprise to us, and for the race we will just do the best job we can".

 

When asked specifically about his title hopes, Hamilton said: 

 

"I think it is difficult to say. Here we have to see how many points we can get, but the title is never over until it's over. As we've seen in the last few years it can go down to the last race".

 

Despite McLaren's worst qualifying performance of the year, Hamilton's teammate Heikki Kovalainen was sure that the high speed characteristics of the Barcelona circuit were punishing the team's car more than normal.

 

"I think for sure Bahrain flattered us a little bit, but everybody has some upgrades for this race and we've had upgrades since the beginning of the season. We've been improving our car since the last test here by about two seconds per lap. Everyone is going a bit slower now than they were at the tests whereas we are going quicker than the test, so we have improved a bit - but it is not enough yet. We need to keep working in the same direction".

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Martin Whitmarsh, McLaren-Mercedes team principal, says: 

 

"We knew in advance that this was going to be a particularly difficult circuit for us and today proved that. Let's not forget that only eight weeks ago we were more than 2.5s off the pace - during qualifying today, Lewis was only three tenths off second place in Q1 and eight tenths off the front in Q2. While that's still disappointing, it's nonetheless a significant step up from where we were back in early March - and at a track that we knew would challenge the deficiencies in our car. However, the first four races have demonstrated that we have two very determined racing drivers in our team: they have battled against the odds in the first four races and we have every faith that they will make the most of tomorrow as well".

 

Norbert Haug, vice-president, Mercedes-Benz Motorsport, concludes: 

 

"Lewis in 14th and Heikki in 18th place is obviously a very disappointing result today. On the positive side, we closed the gap to the quickest car from 2.5s per lap at the last test two months ago before the season stared when we were dead last, to a little less than one second today. We knew that the fast corners of this circuit would highlight the shortcomings of MP4-24, which is mainly a lack of overall downforce. It took us two months to cut our deficit in half - our aim now has to be to be fighting for race wins within the next two months".

 

The Red Bull Racing driver was beaten by Brawn GP rival Jenson Button, who put on superb last-gasp effort to emerge on top just when it looked pole belonged to Vettel. The German said second place was great nonetheless.

 

"We have a very strong car and also this weekend it seems to work pretty well, so I am pleased with that. In the first run in Q2 I felt pretty comfortable. I thought that lap time was good but not good enough to beat Jenson. I wished to have the pole, but at the last minute he took it away. Second position is great. We had a good recovery from yesterday where we were struggling. We fixed it and from this morning we did another adjustment of car which seemed to work. We only needed one run in Q1 on the hard tyre and one run in Q2 with soft tyre. So a great job and compliments to the whole crew because some of the parts arrived at the last minute".

 

Vettel admitted he was surprised to be Button emerge on top, after the Briton had been slower in the first two sectors of his lap.

 

"It was a great effort from Jenson, he is doing a great job and deserves to be there, it came as a surprise. I had a good lap. It may have been a bit early on the track and that is the only missed opportunity. The lap was good, well within the limits. We have a good car for the race. I am still fighting, Jenson is really doing well this minute and I just have to try harder to try and get him".

 

Mark Webber ends qualifying with the fifth fastest time: 

 

"That was a bit disappointing. I would like to have done a slightly better job in Q3 and I could have done it. Q2 was good, but that's not the most important session. We're fifth, so let's see what we can do from there tomorrow. Thanks to the guys at Red Bull, they've done another good job this weekend".

 

Christian Horner, Red Bull Racing Team Principal, says: 

 

"A very exciting qualifying session - ultimately it was really tight between Jenson (Button) and Sebastian. We believe we have a good strategy for tomorrow so we wait with interest for the fuel levels, but the performance in Q1 and Q2 was extremely impressive. Mark's performance in particular in Q2 was very strong, which is also encouraging for tomorrow".

 

And Fabrice Lom, Renault Principal Engineer Track Support, concludes: 

 

"It's a good result today and the car was very quick in Q1 and Q2. Now, we need to wait to get the weights of the cars to see if we are very happy or just happy! Tomorrow's race will be tough I think. There was a question mark over where the car would be with all the updates that we bought here, but we are still at the front so we can be positive for the rest of the season".

 

Although rival outfits have not joined Toyota's public confirmation that they will not lodge an entry to next year's championship by this month's deadline unless the rules are changed, there is intense debate going on behind closed doors. Members of the Formula One Teams' Association (FOTA) held a two-hour meeting in the Toyota motorhome at Barcelona on Sunday morning, and it is expected that the teams will meet again next week to discuss their next plan of action. Speaking about the situation going forward following this week's two FOTA meetings, Whitmarsh said: 

 

"I think we are at a critical time for Formula 1. FOTA has made a lot of progress, you never make as much progress as you want in these situations. I think that was the case this week, and we've got to continue to work together. It is inherently healthy and right for Formula 1 that for the first time in the history of Formula 1, the teams are sitting down and having sensible conversations about the health and wellbeing of our sport. There is a lot of challenge there and we have to continue to press".

 

Whitmarsh felt that Toyota's confirmation about its intention for the 2010 entry was not helpful to the situation, however, as the teams and the FIA seek a solution to the current dispute.

 

"I think we will keep our opinions to ourselves. I think really making those sorts of comments probably isn't helpful. What Formula 1 needs is a good sense coming together, and working together. I think there is enough challenge in Formula 1 without us creating other problems for the sport. Clearly as is normal in life, there are a range of opinions, and the teams should be able to discuss that privately amongst themselves and engage in constructive conversations with the FIA. Holding that discussion via the media is not right the quite way for us to get a good outcome".

 

Whitmarsh was not the only team principal keen to keep the matter behind closed doors. When asked about his team's situation regarding an entry for 2010, BMW motorsport director Mario Theissen said: 

 

"Our position is to talk about it within FOTA next week and then to announce what we do. We operate with one now, and it is the one that the shareholders give me to go motor racing. Anyone who says they are not operating a budget cap is operating in an artificial world. There is a cap on what we can spend going motor racing. So the concept isn't foreign to any of us. At the moment F1 has to recognise the real challenges, even if you are part of a team that is facing a less of a fiscal challenge. It is important that we keep ten teams or more in Formula 1".

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Domenica 10 Maggio 2009, al via del Gran Premio di Spagna, Rubens Barrichello scatta bene dalla terza posizione in griglia e prende il comando alla prima curva. Jenson Button è secondo, mentre la Ferrari di Felipe Massa, dotata di KERS, riesce a guadagnare una posizione dalla partenza e si piazza al terzo posto davanti a Sebastian Vettel della Red Bull. Un incidente al primo giro della gara causa il ritiro di Jarno Trulli, Adrian Sutil e di entrambi i piloti della Scuderia Toro Rosso. Seguono quattro giri dietro la Safety Car mentre i commissari rimuovevano i detriti dalla pista, dopo che Nico Rosberg commette un errore in curva 2, costringendo Trulli a finire nella ghiaia, dove il pilota italiano perde il controllo della vettura e si ribalta in pista, colpendo Sutil. Sébastien Buemi e Sébastien Bourdais entrano in contatto, poiché il pilota svizzero frena bruscamente per evitare Trulli e Bourdais, ma tampona il suo compagno di squadra. Nel frattempo Lewis Hamilton è stato costretto ad un’uscita di pista sull'erba al via da Nelson Piquet ed è finito in fondo allo schieramento, evitando di essere coinvolto negli incidenti che si sono scatenati davanti a lui.

 

Poco dopo l'ingresso della Safety Car e la ripartenza della gara, la McLaren-Mercedes di Heikki Kovalainen si ferma nel corso del settimo giro a causa di un guasto al cambio, costringendo il pilota finlandese al ritiro. Nel frattempo Rubens Barrichello stacca Jenson Button in modo costante durante la prima parte della gara. Dopo la prima serie di pit-stop, è evidente che Barrichello sta adottando una strategia a tre soste, mentre Jenson Button e gli altri piloti di testa effettueranno due soste. Barrichello, tuttavia, non riesce a creare un distacco sufficiente dal gruppo di inseguitori prima di effettuare il suo secondo pit-stop, e pertanto perde la testa della corsa a favore di Button. Dopo che tutti gli altri piloti effettuano almeno una sosta, Barrichello si trova dietro a Felipe Massa, terzo, e a Sebastian Vettel, quarto. Al termine dell'ultimo giro di pit-stop, Button è primo, mentre Barrichello scala al secondo posto e Mark Webber conquista la terza posizione, grazie a un secondo stint lungo che la Red Bull aveva scelto per tornare in pista davanti alla più lenta Ferrari di Felipe Massa. Button aveva inizialmente adottato la stessa strategia a tre soste di Barrichello, ma è passato a una strategia a due soste per evitare di uscire dai box dietro la Williams di Nico Rosberg. I problemi della Ferrari continuano quando Kimi Räikkönen accusa un guasto idraulico sulla sua vettura, causando il ritiro nel corso del diciassettesimo giro.

 

Nel frattempo Felipe Massa difende la sua posizione contro Sebastian Vettel per tutto il pomeriggio, ma a fine gara gli ingegneri della Ferrari individuano un problema: nel corso del pit stop, quando è stato effettuato il rifornimento, qualcosa non ha funzionato bene e il livello di carburante inserito nel serbatoio è stato minore rispetto a quello previsto. Poiché potrebbe potenzialmente esaurire il carburante prima della fine della gara, il pilota brasiliano riceve l'istruzione di rallentare e conservare il carburante rimasto, perdendo così il quarto posto a favore di Sebastian Vettel e il quinto a favore di Fernando Alonso all'ultimo giro. Jenson Button conquista la sua quarta vittoria stagionale, mentre la Brawn GP ottiene la sua seconda doppietta: Barrichello taglia il traguardo 13 secondi dopo il pilota britannico. Mark Webber conquista l'ultima posizione del podio, con il compagno di squadra, Sebastian Vettel, alle sue spalle in quarta posizione. Fernando Alonso si piazza al quinto posto, Felipe Massa al sesto posto, Nick Heidfeld, che aveva notevolmente ridotto il distacco da Massa nell'ultimo giro, si deve accontentare del settimo posto, battendo però il record di Michael Schumacher di ventiquattro piazzamenti consecutivi, mentre Nico Rosberg conquista l'ultimo punto all'ottavo posto.

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Ormai è la Formula Brawn: il team britannico ottiene una doppietta anche a Barcellona umiliando, come sempre, gli avversari. L’inarrestabile Brawn GP non si ferma più, come è successo alla McLaren di Senna-Prost nel 1988, alla Ferrari di Schumacher nel 2002 e nel 2004. Conquista vittorie una dietro l’altra. A Barcellona Jenson Button cala il poker, anche se all’inizio si fa sorprendere dal compagno di squadra, Rubens Barrichello, in partenza, ed è secondo alla prima curva, ma a metà gara prende il comando e vola verso il traguardo, come ha sempre fatto finora, tranne la parentesi cinese, in cui Sebastian Vettel trionfò sotto la pioggia con la Red Bull a Shanghai, unica voce fuori dal coro in un monologo ormai imbarazzante che rischia di chiudere il Campionato Mondiale con largo anticipo. Le due Brawn GP si confermano ma in Spagna, per gli avversari, è anche peggio, perché stavolta il team britannico conquista una doppietta, con Barrichello secondo, cosa che alla scuderia diretta da Ross Brawn era riuscita solo in Australia, alla gara d’esordio. Altro che colmare il divario con le innovazioni tecniche introdotte: il colpo inferto ai rivali è ancora più forte perché i numeri dicono che il dominio è ulteriormente accentuato, facendo capire, dopo cinque gare, che per questa stagione non ci sarà nulla da fare.

 

Perché per quanto riguarda la gara non è solo scarna la cronaca, con i sorpassi ridotti al minimo, ma è anche inesistente la sensazione che il verdetto avrebbe potuto essere diverso. Non c’è stata lotta, i due piloti della Brawn GP hanno disposto a piacimento degli avversari, dalle Red Bull, che hanno conquistato il terzo posto con Mark Webber con l’aiuto della strategia, e il quarto posto con Sebastian Vettel, alla Renault di Fernando Alonso, quinto grazie ad un sorpasso all’ultimo giro, alla Ferrari di Felipe Massa, sesto e con problemi finali. Non rimane che raccogliere qualche punto. Per non parlare di Bmw, settima con Nick Heidfeld, la Williams, ottava con Nico Rosberg, e la McLaren-Mercedes, che con Lewis Hamilton, Campione del Mondo in carica, ha subito l’onda del doppiaggio da parte del connazionale Jenson Button. Ma proprio questa dittatura può dare speranze al resto del mondo, perché ha fatto nascere le prime crepe. Rubens Barricchello, in testa all’inizio della gara e con tre pit stop programmati, sembrava destinato al trionfo e invece il team, cambiando la tattica di Jenson Button e riducendo quest’ultima a due pit stop, ha stravolto il verdetto. Di questo il pilota brasiliano si lamenta.

 

“Nella riunione del mattino del mattino avevamo deciso per tre pit stop, essendo riuscito a superare alla par la gara in mano, non capisco con i suoi pit stop abbiano cambiato idea”.

 

Nel lamento fa riferimento ai tempi in cui il pilota brasiliano militava in Ferrari con Ross Brawn:

 

“Allora la legge era nota, doveva vincere Schumacher, basti pensare a Zeltweg. Invece la corsa è libera, s’impone chi è più veloce. Da noi il clima è amichevole tuttavia ieri sono stato penalizzato”.

 

E Button risponde:

 

“La strategia a tre pit stop era migliore, quando me l’hanno cambiata io stesso ero sorpreso, mi riempiono di carburante con Barrichello davanti e Massa dietro. Non mi restava che spingere come un matto. E forse è questo ad aver fatto la differenza”.

 

Per quanto riguarda la Scuderia Ferrari, Campione del Mondo nel 2008, a Barcellona si è iniziato a vedere qualche piccolo miglioramento. Si è visto Felipe Massa che lotta per le prime posizioni, parte bene sfruttando il KERS, supera Sebastian Vettel, lo tiene dietro a lungo dietro, ad un certo punto è pure al comando, poi è secondo, terzo, illude, fa sperare i suoi meccanici di poter ottenere almeno il podio. In definitiva, la Ferrari è in netta ripresa, ma non è sufficiente. Perché Massa negli ultimi giri è succube dei problemi della propria monoposto e sfuma l’idea di portare a casa un podio e punti preziosi. La differenza di passo gare tra le mescole Hard e Soft è evidente: le Hard rallentano il passo del pilota brasiliano, lo costringono ad abbandonare la lotta con le Brawn GP, compreso il podio, subendo il sorpasso di Mark Webber. Questo è solo l’inizio. Già al primo pit stop è entrata nel serbatoio meno benzina del previsto, poi durante il secondo pit stop il problema si ripresenta ed è maggiore. Ai box si accorgono del problema, e di conseguenza Massa rischia di non finire la gara per carburante non sufficiente. Dopo un frenetico colloquio via radio, gli ingegneri dicono al pilota brasiliano:

 

“Vai avanti, non rientrare ai box, non spingere e assicurati di avere sufficiente benzina per finire la gara”.

 

Dietro però c’è Sebastian Vettel, che non si accontenta della quinta posizione. Nuovo messaggio al pilota brasiliano:

 

“Alza il piede, fatti superare altrimenti non concludi la gara”.

 

Da un risultato positivo ad un risultato consolatorio. Perché al sessantatreesimo giro Massa scende al quinto posto, subendo il sorpasso di Sebastian Vettel. E all’ultima tornata a sorpassarlo è Fernando Alonso: il brasiliano resta senza benzina a tre curve dal traguardo. Il terzo pit stop con un rabboccò sarebbe stato inutile: il pilota spagnolo lo avrebbe superato in ogni caso. La rabbia però resta:

 

“Perché la monoposto andava bene, tutta un’altra cosa rispetto alle versioni precedenti, abbiamo raccolto molto meno del potenziale. Miglioreremo ancora, prima o poi raccoglieremo i frutti del nostro lavoro e torneremo competitivi, siamo già a livello delle Red Bull, il distacco dalle Brawn GP non è molto, ma bisogna essere realistici: il Campionato Mondiale è andato”.

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È dunque chiusa la lotta per il titolo per il pilota brasiliano, così come per Kimi Raikkonen, nuovamente costretto al ritiro. I guai occorsi nel corso della gara a Felipe Massa non sono ancora certi. Si parla di un problema meccanico, ma non è ancora certo che sia l’erogazione della pompa di benzina. Il pilota finlandese, invece, ha avuto problemi all’acceleratore.

 

“Il motore girava, la monoposto non si è spente, tuttavia l’acceleratore non  rispondeva”.

 

Kimi Raikkonen racconta di aver avuto difficoltà anche alla partenza:

 

“Le ali posteriori sono molto alte, dalla sesta fila non vedevo il semaforo, sono partito perché ho visto gli altri farlo”.

 

Non impeccabile neppure il KERS:

 

“Lo azionavo, ma non riuscivo comunque a superare Heidfeld. Mi frenava il limitatore dei giri, che taglia la potenza del motore”.

 

La Scuderia Ferrari doveva riprendersi, ed invece anche in Spagna è stato un disastro. E il team principal del team di Maranello, Stefano Domenicali, s’infuria:

 

“Basta errori, guasti, dobbiamo lavorare meglio. Tutto il team si deve dare una svegliata. Dobbiamo investire sugli uomini che abbiamo, e anche su chi non c’è ancora”.

 

Come dire, è aperta la campagna acquisti. Per tecnici e, probabilmente, piloti. Se sarà un anno di transizione, deve essere l’unico. Mentre in settimana il presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, incontrerà il presidente della FIA, Max Mosley, per indurlo ad effettuare un passo indietro sul budget cap. Evitando la fuga dalla Formula 1 dei grandi costruttori, dopo aver svolto domenica, a Barcellona, una lunga riunione dei team, alla quale ha partecipato anche la Scuderia Ferrari. Nel frattempo, la stampa spagnola sogna un approdo di Fernando Alonso in Ferrari già nel corso della stagione 2009. Una mossa che al momento pare impossibile, non fosse altro per una questione di sponsor e contratti in essere, senza dimenticare la filosofia dei dirigenti che operano a Maranello. Gli spagnoli vorrebbero ma il progetto è irrealizzabile. La loro smania si inserisce bene però nel difficile rapporto che si è creato tra Raikkonen e la Ferrari, sempre disposta a difenderlo, come successo sabato dopo l’eliminazione nel Q1, sempre pronta a ricordare che a un contratto sino a Dicembre 2009 e che non deve sentirsi in discussione, ma desiderosa di avere dal suo pilota più pagato, 30.000.000 di euro a stagione, un rendimento più esaltante e soprattutto meno propensa che in passato a tollerare i suoi errori e le sue amnesie.

 

Kimi Raikkonen, come affermano dalla Ferrari, non deve sentirsi sotto accusa, ma non vince una gara da un anno, l’ultima gioia risale proprio al Gran Premio di Spagna del 27 Aprile 2008, e questo digiuno comincia ad assumere dimensioni imbarazzanti. Da qui un certo gelo che comincia ad affiorare, perché se è vero che quest’anno la Ferrari ha dimostrato di essere competitiva solo a Barcellona, recuperando mezzo secondo sulla Brawn GP e nelle prime gare chiedere un podio ad un proprio pilota sarebbe stato come invocare un miracolo, è altrettanto vero che l’anno scorso la monoposto era velocissima e che Felipe Massa, durante l’astinenza del compagno, ha trionfato cinque volte, arrivando a giocarsi anche il titolo con Lewis Hamilton all’ultima curva dell’ultima gara. Ora c’è chi dice che pure Kimi Raikkonen dia qualche segno d’indifferenza e si chieda perché aggiunge al disagio e che di sicuro rischia di accentuarne il logorio. Del resto ad inizio stagione si è detto: il pilota finlandese si gioca molto: se non migliora, nonostante al primo anno abbia vinto il Campionato Mondiale, a fine 2009 sarà divorzio. In questo caso l’arrivo di Alonso in Ferrari diventa molto probabile, relegando al ruolo di seconda scelta il pilota tedesco della Red Bull, Sebastian Vettel.

 

Anche perché il pilota spagnolo sogna di poter correre con le vetture di Maranello da sempre, mentre il pilota tedesco ha un lungo contratto con la Red Bull. Quando il team principal della Scuderia Ferrari, Stefano Domenicali, parla di campagna acquisti è perché vuole mandare un messaggio forte all’intera squadra: nessuno deve sentirsi arrivato, tutti devono dare il massimo, meritarsi il posto di lavoro; ma è chiaro che nel discorso, oltre ai tecnici e meccanici, può essere facilmente inserito anche l’argomento pilota. Domenica, alla riunione post gara partecipa anche un pacato Luca Montezemolo. Basta errori e guasti, a breve si scoprirà il problema che ha rallentato la corsa di Felipe Massa, ma si ha anche la soddisfazione di aver compiuto in poche settimane un bel salto in avanti come prestazioni. Al punto che viene sconfessata la resa del pilota brasiliano relativa al Campionato Mondiale, in attesa che il consiglio d’amministrazione, parlando di Formula 1, ribadisca la linea presa dalla Ferrari: alle condizioni di Max Mosley, che a breve incontrerà Luca Montezemolo, il team di Maranello se ne va dalla Formula 1.

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Button has 41 points out of a possible 45 so far this year, and the Briton and his Brawn team dominated the Spanish race on Sunday. Massa scored his first points of the year at Barcelona and is already 38 behind Button. Team-mate Kimi Raikkonen is tied with Massa on three points. The Brazilian reckons his chances of fighting for the title are over.

 

"In the championship? No, I don't think so. Even if we improve massively and we are three or four tenths if front of them they will still score points. So forget it. In Q2 we were two tenths slower. In qualifying, in Q3 we were four tenths slower because of the fuel. Usually the picture is similar in the race. Two tenths in the race is quite a big difference. Most of the time they were going slowly away. So that's the real picture at the moment. Maybe we are still a couple of tenths behind. Red Bull I don't know because I was always in front of Vettel, so I don't know if I was holding him a lot or he was really similar. We still need to improve, but I think if you compare the car we had in this race and the car we had before it's a big stop forward. That's really, really encouraging. We didn't have a problem with the calculations. We had a problem with the machine. But I don't know if the problem was human or the machine. We need to analyse what was the problem. It was very frustrating. You fight the whole race and then you have to back off. I was already saving fuel in the last run, but it was not enough, so I had to really back off and let Vettel go. I lost a position to Fernando and almost to Nick, so it was quite frustrating".

 

At the end of the race, as is normal, Rubens Barrichello is not entirely satisfied:

 

"The race began really well for me and I had a great start overtaking Sebastian and Jenson to be leading the race coming out of turn one and through the safety car period. The car was feeling really good during the first stint and getting out from my first stop ahead of Nico on track set the race up nicely for me. I was quite surprised when Jenson's strategy was switched and from then I knew that I had to go flat out to make my strategy work. However I suffered on my third set of tyres and was not able to get the lap times which would have kept me ahead of Jenson. It was a great result for Jenson and the team today but I am disappointed not to have won the race after having such a good weekend. I am a positive person however and I am confident that my victory will come soon".

 

While the team principal of Brawn GP, Ross Brawn, says: 

 

"A fantastic result for the team today after a great deal of hard work to maximise the performance of our new developments this weekend. Rubens had a great start to be leading the race from lap one and we asked both drivers to push as hard as possible to build a lead over the chasing pack. As we approached the window for the first pit stops, it became apparent that Jenson would come out directly behind Nico Rosberg if we went with his planned three-stop strategy. We therefore made the decision to switch Jenson onto a two-stop strategy to ensure that he could run in clean air. Rubens was going extremely quickly at the front at that time and his three-stop strategy was clearly the quickest option for him. Unfortunately his tyres did not perform well after his second stop which compromised his pace and ultimately cost him the race. Rubens has performed extremely well throughout this weekend and it has been largely thanks to his input that we have been able to maximise our pace and achieve the successes of today. Our second one-two finish is a fantastic way to start the European season and I am extremely proud of Jenson, Rubens and the team. Our thanks as always to Mercedes-Benz and all of our team partners for their continued support".

 

Rubens Barrichello had led the way early on, but it was Button who triumphed in the end after he was switched to a two-stop strategy at the first round of pitstops. Those actions prompted conspiracy theorists to suggest that the team used the strategy to favour Button - something that has been strongly rebuffed by Brawn chiefs Nick Fry and Ross Brawn. But Barrichello points out:

 

"No. Both sides of the garage were racing. Listening to what was going on there was huge determination - firstly for Jenson to make the gap, and then on Rubens' side of the garage with a bit of frustration at the end that they didn't make it happen". 

 

Brawn said that the team never expected the switch to a two-stop to favour Button, and it was only poor lap times from Barrichello in his third stint that cost him the victory.

 

"If you look at the lap times on the tyres and the fuel, there was a period of the race where he was a lot slower than expected. And that's what cost him the race because Jenson on more fuel was quicker".

 

When asked if he was worried that Barrichello had believed team orders had been used, Brawn said: 

 

"I hope not, because we're not. You saw at the first corner that there are no team orders. Rubens made a great start and got past Jenson. I'd love to see Rubens win a race and see his crew win a race because it would be great for the team. There is no priority being given. It's natural. Any driver who gets beaten and is happy is not a driver I want in the team. The fact that Rubens is unhappy is a healthy sign because I'd feel very strange if he was quite content to be second behind Jenson".

 

Barrichello's poor lap times in that penultimate stint were the result of an unidentified problem on his car which cost him time when he needed to build up a cushion over Button. Speaking about the reasons for switching Button, Pat Fry said:

 

"Obviously he was shorter on fuel than Rubens, and we assumed he would pull away at the front and build a bit of a gap. When that didn't happen, it was necessary to split them. It was something that we had talked about a lot before the race anyway. It was something we had planned for, and it turned out to be the best. We were a little bit worried about Massa and Vettel, for Rubens that is, and that faded when they both came into the pits together. That was a bit of a surprise as we thought Vettel was going to go a bit longer than that. I don't know if they did that deliberately or that was the plan".

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Lewis Hamilton ended the opening lap at the tail of the field after being forced onto the grass as the lights went out and then being delayed as he avoided the four-car pile-up at the opening complex of corners on lap one. After fighting his way up to the edge of the points positions, he was forced to make an early final pitstop after overworking his harder set of tyres.

 

"What can I do? I drove my heart out, as I always do. It's just that the car is not good. I just had no grip. It's just a shame they haven't given me a car to defend the championship with. The car is that bad. I'm driving the socks off it. There's just no hope".

 

Despite his tough afternoon, the British driver praised the efforts of the McLaren team and refused to write off his hopes of retaining the world title.

 

"I'm not even thinking about that. We're not even halfway through the season and the car is really hardcore. At the moment, for sure we don't have the car to win the championship, but the team have done a fantastic job and every weekend they do a fantastic job. We have great reliability and the morale in the team is high. It's just a shame they've not given me a car to defend the championship with".

 

It was worse for his teammate, Heikki Kovalainen:

 

"Luck just doesn't seem to be going my way right now. It's been a difficult weekend - the car's performance is not where we want it to be and this was tough for us all - but that's life. But we shouldn't forget that we've improved our car massively since we last tested here in the winter and eventually we'll be fighting with Jenson and the other guys at the front. I'm already looking ahead to Monaco where I'll be fighting harder than ever. I'm not going to let this get me down".

 

Martin Whitmarsh, McLaren' team principal, adds:

 

"Lewis made a great start off the line - but, after having been obstructed by another car, through no fault of his own he lost time avoiding an accident and ended up at the back of the field at the end of lap one. After that, his task was always going to be a tough one, because the Barcelona circuit is not an easy one on which to overtake. Furthermore, his tyres went off during his second stint, and then he got pipped by Fernando when they made their second pit stops. But he kept pushing as hard as he could, in ninth place, in the hope that one of the cars ahead of him would drop out and thereby allow him to score one hard-earned championship point. It didn't happen, unfortunately, but the fact that Lewis never gave up demonstrates just what a competitive individual he is. Heikki made a decent start, but his race was ended disappointingly - and unluckily - by a gearbox failure. We predicted that this race would be a low point of our season, and we've been proved right. In two weeks' time, at Monaco, which is a very different kind of circuit from Barcelona, things ought to be significantly better for us. But we know we aren't yet where we want to be, and we'll continue to work flat-out to get there".

 

Norbert Haug, vice-president, Mercedez-Benz motosport, concludes

 

"We knew since testing here what to expect from our car on this racetrack. Being lapped here is not what Lewis deserves: he delivered everything that was possible with his car today - we just cannot handle the high-speed corners and need to dramatically improve over the next weeks and months. Thank God the Brawn guys saved our bacon again with our engine in the back. Congratulations Jenson, Rubens, Ross and the whole team, you guys have been the benchmark since the season started".

 

Alonso had started from eighth position but gained a few places at the start and then passed Ferrari's Felipe Massa on the final lap when the Brazilian slowed down in order to save fuel. The Renault driver was pleased with the result and with how his car had handled during the race.

 

"As I said before the race, you have to finish it. We had favourable circumstances since the start of the race, gaining a few positions, and then Massa with the problem that he had. We were a bit lucky, and the car was good during the whole race so we could. In the end we saw that we weren't so light. The Brawns stopped ahead of us and the Toyotas too, so the strategy worked well. I only had a problem, which was a puncture. I was scheduled to stop on lap 45 but had to stop on lap 41, but I managed to stay ahead of Rosberg and nothing changed much".

 

Team-mate Nelson Piquet finished outside the points in 12th position.

 

"I was lucky not to get caught in the accident at the start of the race. The performance of the car was disappointing and the balance wasn't good. I don't have a fully updated car yet so I hope that we can make some improvements for the next race".

 

Flavio Briatore, Renault' team principal, adds: 

 

"Today's result and our pace in the race showed the potential and the improvements made to the car as Fernando's times were very close to those of the front runners. Now we must work hard and keep improving in order to secure strong points for both cars in the races to come".

 

Pat Symonds, Renault' Executive Director of Engineering, says:

 

"Barcelona is not renowned for producing exciting racing, but that certainly wasn't true today. It was a fight all the way through to end and a great result from Fernando. Nelson was extremely lucky not to have been taken out in the first corner accident, which seemed to have happened all around him. From then on the car didn't have the pace we expected and we feel that there is probably unseen damage to it".

 

And finally Remi Taffin, Renault' Head of Engine Operations, concludes:

 

"Overall it was a weekend that brought us more than we expected. We came here with hopes of taking a step forward, but unfortunately everybody brought lots of developments and the order of the teams remained pretty much the same. But thanks to the work that we have done throughout the weekend, we've come away with a great result. Fernando was pushing flat out for the whole race and fifth place is a nice reward. This result puts us in a good frame of mind for the upcoming races, but we will continue working hard".

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Returning briefly to the discussion regarding Scuderia Ferrari's results, team principal Stefano Domenicali states: 

 

"We can take some satisfaction from this weekend, but at the same time, it has thrown up further concerns. On the one hand we saw that the effort expended in recent weeks has born fruit in terms of improving the performance level of the car. Both in yesterday's qualifying and today, Felipe was competitive at the highest level, as was confirmed on the clock: it's not by luck that we got the third fastest time in the race, which would have been far out of our reach in previous races this year. Once again, the downside comes from the reliability side. Again today, we had problems which forced Kimi to retire and cost Felipe two places in the final stages, having also robbed him of the chance of getting to the podium, which would have been well deserved. This is unacceptable for a team like Ferrari: we must all react to get back to our usual standard, as indeed we have partially managed on the performance side. There is much to do on all fronts and we will tackle it with our usual absolute determination".

 

And Chris Dyer concludes: 

 

"The most important thing this weekend is that the car performance is much improved compared to the previous races. Today we were capable of fighting with the best and we had a great chance of finishing on the podium. On the downside, we can only be disappointed about our reliability and the running of our on-track operation. After what happened in qualifying yesterday, Kimi had to retire because of a problem with the hydraulics used to control the accelerator. On Felipe's car, the front left wheel fairing broke and at both pit stops we had a refueling problem, the cause of which we have yet to find out. Obviously, we have a lot of work to do. We are all very unhappy for what happened and lament the fact that so much work from the team to improve car performance was not adequately rewarded in the final result".

 

Mark Webber takes an encouraging third place, leading Red Bull Racing to the podium:

 

"I had a very long second stint and was much happier with the car than in the first, although the tyres had nothing left for the last ten laps. We planned to be long in the second, as we knew Felipe would be one lap longer and his drive would be the key to my race. We had to unlock ourselves from him and that second stint was the key. I was very happy with the way I drove and the car was fantastic. I expect Monaco will be closer than this, but the way the car performed here, on circuit that is a tough test on a car, is a good sign for places like Turkey and Silverstone. Red Bull has done a great job and so have Renault".

 

The Red Bull driver Sebastian Vettel finished the race fourth - 19 seconds behind winner Button, but is certain that he could have got in among the Brawns had he not been passed by Felipe Massa's Ferrari at the beginning.  

 

"My start wasn't the best - by first corner Rubens Barrichello first and I was fourth, so obviously we some positions most importantly Massa. I was stuck behind for almost all race. He was impossible to pass, he did good job with mistakes. It's obviously disappointing my car was quick today, but I couldn't finish the podium. it's a strong result for the team we take away some good points".

 

Red Bull Racing team principal Christian Horner adds: 

 

"A very good drive from Mark, who claimed his second podium of the season. His strategy worked very well and put Rubens under a lot of pressure at the end of the race. It was frustrating for Sebastian as unfortunately it was the second race in a row where a KERS car has cost him dearly. Massa stopped on the same lap as Sebastian for his first stop and then, despite us bringing his middle stint very short, they picked the same lap for Massa as well, so he spent 63 laps looking at the back of a Ferrari! As soon he was released from him, his pace was obvious. We showed again that we have a car that is quick enough to win races, but third and fourth is still a very strong result".

 

Fabrice Lom, Renault, Principal Engineer, Track Support, says: 

 

"A difficult race and one that, once again, we could have won. We are tested hard by these KERS cars! Massa got in front of Sebastian at the first corner and it ruined his race. Mark had a very solid race and was very quick, he had some free air and finished very close to the Brawns. It's a good overall result for us, with eleven more points, but it's still frustrating and we need to focus on a win for the next races".

 

It was another very hard and difficult race for Robert Kubica, who at the end declares:

 

"At the start I lost several places due to a clutch problem. But that was only the beginning of a very difficult race. After the safety car period, my car had no grip at all. I just couldn't push and the car was sliding all over the place. I really don't understand what happened. Up to Q3 yesterday everything was going well, and the performance of the car was good, but today there was nothing I could do. We have to analyse what happened".

 

Mario Theissen, Bmw Motorsport Director, adds:

 

"We made a come back for the start of the European season, although our situation after the first lap wasn't that good. Robert got stuck in traffic at the start, lost five positions and was just able to avoid the early accident. Whereas Nick on the outside was able to gain some places. During the race it was our pit crew that did a great job and enabled Nick to get by another car with every pit stop. Two points for seventh place is not a big result, but it demonstrates the improved performance of the car with the new aero update. We can build on this".

 

And Willy Rampf, Bmw Head of Engineering, concludes: 

 

"The significant modifications we made to the F1.09 obviously brought us one step forward. After the accident at the start Nick moved up from P13 to P9, and later he was able to gain another two positions. This was also thanks to the fantastic work by the pit crew with two excellent pit stops. Robert was unlucky as he was squeezed in at the start and lost a lot of positions. During the race he wasn't able to drive at his true pace for most of the time because he was stuck in traffic. Now it's all about bringing the next development steps onto the car as quickly as possible".

 

The German squad introduced a major upgrade package for the Barcelona race and moved closer to the front-running teams, with Nick Heidfeld finishing in seventh position after having started from 12th. Theissen concedes Bmw is still off the pace of the leading teams, but he is optimistic of more progress in the next races.

 

"We are not as quick as the front-runners but we are competitive and that makes me confident for the coming races".

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Martedì 12 Maggio 2009, dopo le prime indiscrezioni, la Ferrari rilascia un comunicato nella quale spiega che non intende iscrivere le proprie monoposto al mondiale 2010. Lo comunicato l’azienda al termine del consiglio d’amministrazione che analizza le prospettive e le regole della Formula 1. Dunque ci troviamo di fronte a una dura presa di posizione del team di Maranello contro la FIA, in relazione al budget fisso previsto dal 2010. E non solo per l’ipotetico tetto di spesa fissato a 40.000.000 di sterline: con queste nuove regole si rischia di creare un Campionato Mondiale diviso in due categorie. È già perché chi sceglierà di correre con queste limitazioni avrà notevoli vantaggi tecnici rispetto ai team più grandi. Quali vantaggi? C’è di tutto e, per sintetizzare il discorso, basti dire che un gruppo di lavoro di tecnici in Formula 1 di cui fa parte anche Peter Wright della stessa FIA, lo ha quantificato in una vera enormità: due secondi al giro in media. Ovviamente non è solo la Ferrari, a protestare, ma anche tutti gli altri top team, dalla McLaren-Mercedes alla Toyota, passando per Renault, Bmw e Red Bull. A dire il vero non tutti assumono posizioni chiare; in questo la McLaren è maestra, ma va dato atto a Toyota e Red Bull di aver preso una posizione netta. Il colosso di Tokyo minaccia infatti il ritiro se le regole prevederanno il tetto di budget a scelta, mentre Dietrich Mateschitz, patron della Red Bull, ha addirittura fatto dichiarazioni pubbliche:

 

“Se le regole per il 2010 rimaranno invariate non ci iscriveremo al Mondiale. Al momento, le condizioni non ci iscriveremo al Mondiale 2010”.

 

La Red Bull condivide le posizioni assunte sinora dalle squadre legate a case costruttrici e si allontana dal fronte formato da Williams, Brawn GP e probabilmente Force India. Bisogna però essere chiari: se la Ferrari minaccia di non correre e fa sapere in modo non ufficiale che intende organizzare un suo Campionato Mondiale, gli altri invece sono più duri e non ammettono vie di mezzo. Per loro l’unica possibilità è il ritiro definitivo del mondo delle corse. Come finirà? Difficile dirlo. Ma la speranza di un accordo sembra l’unica strada percorribile. Per ora la FIA sembra intenzionata a riallacciare le trattative con l’associazione dei team, la FOTA. Solo che la pazienza dei team principal in questi ultimi anni è stata davvero messa a dura prova con folli cambiamenti di regolamento che non hanno mai centrato l’obiettivo fissato, ossia quello di far diminuire le spese e ridurre la velocità, inserendo regole relative al parco chiuso, il blocco dei motori, il passaggio dei motori dai precedenti V10 agli attuali V8, ed infine il KERS. In ogni caso, dovendo fare una previsione, si può affermare che l’accordo verrà sicuramente raggiunto perché è la Ferrari che minaccia di abbondare la Formula 1: nessun altro team pare per ora disposto a correre in un nuovo e costoso campionato, nella quale il team di Maranello partirebbe favorito.

 

E, allo stesso modo, Bernie Ecclestone sa benissimo che una Formula 1 senza le Ferrari non avrebbe senso. Così come non avrebbe senso una Formula 1 con una griglia di partenza ridotta a dieci o dodici monoposto. È la stessa Ferrari d’altra parte a lasciare aperto uno spiraglio quando chiede norme uguali per tutti, stabilità di regolamenti, continuità del metodico e progressivo lavoro di diminuzione dei costi da parte della FOTA e governace della Formula 1. E quando spiega con chiarezza che se questi presupposti indispensabili non saranno rispettati e se i regolamenti decisi per il 2010 non cambieranno, solo allora si ritirerà. La pressione che è in grado di esercitare la Ferrari, però, è enorme. E non solo per una questione industriale o di sponsor: il team di Maranello è amato in tutto il mondo. Perfino nel comunicato ufficiale, il team di Maranello dice di confidare che i tanti tifosi nel mondo comprenderanno come questa dolorosa scelta sia coerente con il comportamento che la Scuderia Ferrari ha sempre tenuto nel difendere i valori sportivi e tecnici dell’automobilismo, e della Formula 1 in particolare”.

 

E se l’accordo non si dovesse proprio trovare? Possibile anche una causa legale, profetiche le parole:

 

“Il consiglio ha infine dato mandato al presidente di esaminare le sedi ed i modi più opportuni per tutelare gli interessi della società”.

 

Non si lasciano attendere le reazioni alla clamorosa decisione della Ferrari di abbandonare la Formula 1, ma le parole di Niki Lauda lasciano tutti stupiti. L’ex pilota della Scuderia Ferrari, una leggenda vivente, promuove infatti il progetto della FIA, che nel 2010 vuole introdurre un budget fisso di 40.000.000 di sterline.

 

“Il tetto al budget cap, è la cosa più sensata che abbia sentito in vita mia”.

 

Ma diversi team, compresa la Ferrari, temono che il provvedimento possa creare un Campionato Mondiale a due categorie e non escludono un possibile addio al circus.

 

“Tutti i team hanno chiesto un provvedimento simile. E ora all’improvviso la Ferrari è contraria. È una cosa completamente stupida”.

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Diverso onestamente il parere del presidente del Coni, Gianni Petrucci:

 

“A nome dello sport italiano rivolgo un appello affinché prevalga il buon senso, con il ripristino di quelle regole basilari che possano garantire la presenza nel 2010 dell’unico costruttore al mondo che non mai mancati un appuntamento nella storia della Formula 1. Quello di oggi è un giorno triste per lo sport italiano e lancio un appello per garantire la presenza della ScuderiaFerrari al prossimo Campionato Mondiale. L’ipotesi di una mancata iscrizione del team di Maranello al Mondiale del 2010 è sicuramente una notizia che rattrista non solo me ma milioni di sportivi e appassionati italiani per i quali la Ferrari rappresenta un mito. La Ferrari fa parte a pieno titolo della storia dello sport del nostro Paese, e ha contribuito ad esaltare il palmares attraverso successi e trionfi che non hanno equali in Formula 1. Il Coni e il movimento sportivo  italiano sono al fianco della Ferrari e dei suoi dirigenti in questa vicenda, condizionata da scelte irrazionali e contraddittorie che minano la credibilità dell’automobilismo sportivo internazionale”.

 

Dello stesso tono le dichiarazioni del Sindaco di Modena, Giorgio Pighi:

 

“È impensabile un campionato di Formula 1 senza le Ferrari in pista. L’assenza della Ferrari la massima competizione automobilistica sarebbe un grave danno per il territorio Modenese, i termini di prestigio, di sviluppo tecnologico ed anche di posti di lavoro di altissima qualità. Non voglio nemmeno pensare che questo sia l’epilogo che dura ormai da sessant’anni, ma capisco anche le ragioni della dirigenza della Ferrari di fronte ad un quadro normativo e regolamentare che cambia continuamente e che quindi non consente alle imprese serie di fare il loro lavoro, quello di programmare la crescita ed il miglioramento costante del prodotto e delle prestazioni. Credo sia ragionevole pensare ad un accordo, si deve lavorare con determinazione e disponibilità per raggiungerlo, senza prevaricazioni, ma anche senza accettare imposizioni assurde e cervellotiche. Modena e la Ferrari sono indissolubilmente legate ed anche in questa vicenda saremo vicini all’azienda, ai lavoratori ed ai milioni di tifosi che in tutti il mondo amano e sostengono le vetture della Ferrari”.

 

Mercoledì 13 Maggio 2009 l’ACI, che di fatto non è esente dall’organizzazione della FIA, si schiera con la Ferrari. L’Automobile Club, uno dei quattordici soci fondatori della FIA, ed Enrico Gelpi, nella veste di membro del Consiglio Mondiale dello Sport. Il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi, scrive sottolineando il suo ruolo di membro del Consiglio Mondiale dello Sport, e di conseguenza mette sotto pressione la presidenza condotta da Max Mosley, in un momento molto delicato. Dura l’accusa dell’ACI:

 

“Un campionato di Formula 1 senza la Ferrari sarebbe inimmaginabile e cosa molto diversa, priva di attrattiva passionale e sportiva rispetto al campionato attuale. Il nostro interesse è quello di tutelare una Casa costruttrice che non solo è nostra associata, ma è anche simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo per tecnologia, sviluppo e innovazione dell’automobile, che si identifica con il concetto stesso di competizione sportiva, che è connotata con la Formula 1 avendo partecipato al campionato ininterrottamente per tutti questi sesant’anni. Per questo auspico che sia aperto al più presto un tavolo di confronto costruttivo, al quale assicuro la mia disponibilità per risolvere positivamente questa delicata situazione nell’interesse dello sport, dei milioni di appassionati nell’interesse dello sport, dei milioni di appassionati, della FIA, della Ferrari, delle altre Case costruttrici e anche di chi come ACI rappresenta in Italia gli automobilisti sportivi e non, per i quali, come per me, la Ferrari è un simbolo e un mito”.

 

Insomma, il fronte dei pro-Ferrari all’interno della FIA è ufficialmente aperto. E il peso dell’ACI e di altri membri del consiglio mondiale, hanno un peso enorme nella scelta del successore di Max Mosley. Successore che lo stesso Mosley ci terrebbe in qualche modo a disegnare.

 

L’annuncio da parte della Ferrari di rinunciare al Mondiale di Formula 1 per la stagione 2010 se le norme FIA non cambieranno, ha scosso tutto l’ambiente dei motori, cosa normale che sia. Ma ha anche suscitato molte reazioni da parte dei tifosi della Ferrari. Da tutto il mondo, i fan scrivono per appoggiare la posizione presa dal consiglio d’amministrazione dell’azienda. e di conseguenza, il presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, ringrazia personalmente i tifosi attraverso il sito ufficiale della Ferrari.

 

“Cari amici, desidero ringraziarvi personalmente per i tantissimi messaggi di sostegno che sono pervenuti da tutto il mondo in queste ore al nostro sito e alle email di tanti di noi. È importante sapere di poter contare sul supporto dei nostri tifosi in tutto il mondo è sulla consapevolezza che le motivazioni che ci hanno portato a questo passo sono totalmente condivise”.

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È molto probabile che la FIA, a questo punto, farà un passo indietro perché la Formula 1 non può permettersi di perdere team come la Ferrari, la Renault o la Toyota. Ma se così non fosse, la scuderia italiana continuerà comunque a correre.

 

“Se dovessimo essere costretti a lasciare un campionato di cui siamo stati protagonisti nel corso di tutti i sessant’anni della nostra storia, e che ci vede detenere tutti i primati in termini di vittorie, è perché si vogliono snaturare i valori fondamentali. Se così davvero fosse, allora vorrà dire che le nostre monoposto, correranno in altre competizioni dove, ne sono certo, troveranno l’entusiasmo e la passione di milioni di tifosi che ci seguono in ogni parte del mondo. Le corse fanno parte da sempre della natura della Ferrari, e che non cambierà mai”.

 

La minaccia è diventata reale. Ora è formalizzata per iscritto, con una nota divulgata dopo un consiglio d’amministrazione durato un’ora e mezza. La Ferrari non scherza più.

 

“Se questo sarà il quadro normativo della futura Formula 1, verrebbe definitivamente meno le ragioni che hanno motivato la presenza della Ferrari nel campionato mondiale in sessanta edizioni, unico costruttore ad avervi ininterrottamente partecipato fin dalla sua istituzione nel 1950”.

 

Parole inequivocabili, che suonano anche come preciso ultimatum nei confronti di Max Mosley, il presidente della FIA, a poche ore dall’incontro con il presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, oltre ad essere il rappresentante della FOTA, l’associazione dei team. Niente tetto al budget, fissato unilateralmente dalla FIA a 44.000.000 di sterline, cifra che alla Ferrari basta solo per pagare i dipendenti della Gestione Sportiva. Ma soprattutto niente mondiale a due velocità, la pazza idea partorita da Max Mosley. Una guerra che investe soprattutto i metodi usati dal presidente della FIA, che non riconosce la FOTA, che dimostra disprezzo per le regole di governance che hanno contribuito allo sviluppo della Formula 1 negli ultimi venticinque anni, venendo meno agli impegni contrattualmente assunti con la Ferrari in materia di stabilità regolamentare. Montezemolo chiede a Mosley un immediato passo indietro. Per poi lottare per il suo addio a Novembre, quando finirà il suo mandato. Venerdì 29 Maggio 2009 scadrà il termine per iscriversi al Campionato Mondiale del 2010.

 

La Ferrari ha deciso: non presenterà alcuna domanda. Luca Montezemolo lavora al progetto di un Campionato Mondiale alternativo. Lo strappo è violento. Max Mosley non potrà dire che non se l’aspettava: forse sperava, com’era accaduto in passato, che i dirigenti della Ferrari all’ultimo momento avrebbero cambiato idea. Come ai tempi della Grand Prix World Championship e del minacciato mondiale alternativo, quando l’astuto Bernie Eccclestone trovo l’accordo economico con il presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, fino al 2012: un’intesa vantaggiosa per la Ferrari, che ruppe in maniera irreparabile il fronte dei costruttori. Ma da settimane i segnali che filtrano dal quartier generale del team italiano non avvaloravano affatto questa ipotesi. La Ferrari è risoluta ad andare avanti, il presidente Montezemolo con il suo blitz in Bahrain lo aveva fatto abbondantemente capire, altri grandi costruttori, Bmw e Toyota, si erano già esposti pubblicamente, squadre medie come Red Bull e Toro Rosso si erano accordate, per il pronunciamento da parte del presidente della Ferrari bisognava solo aspettare il momento giusto, il consiglio d’amministrazione. Max Mosley aveva fatto male i suoi conti, provando ad imporre unilateralmente regole inaccettabili.

 

Non solo la Ferrari le ha rifiutate subito, arrivando ad annunciare l’addio alla Formula 1, ma ora lavorerà per fare in modo che a fine 2009, quando scadrà il suo mandato, Max Mosley possa abbandonare  definitivamente il vertice della FIA, cosa che il presidente della Ferrari non aveva fatto nel Giugno del 2008, quando il presidente della FIA era in bilico per lo scandalo riguardante le sue frequentazioni con il gentil sesso. Il presidente della Ferrari, che per il suo diktat sul proprio sito riceve il pieno appoggio dai suoi tifosi, non si fida e nel frattempo comincia a guardare in liste alternative, sapendo che a cascata tutti gli altri costruttori la seguiranno, anche chi, Renault e Mercedes, non ha ancora annunciato il proprio addio alla Formula 1. Il comunicato proveniente da Maranello parla di vie legali contro la FIA, per tutela dei propri interessi e per non aver rispettare gli accordi contrattuali sulla stabilità regolamentare. Ma il mandato esplorativo affidato da Luca Montenzemolo ad avvocati ed esperiti è più ampio, e abbraccia la possibilità di organizzare un Campionato Mondiale alternativo, un qualcosa che non potrebbe chiamarsi Formula 1, poiché il nome è di proprietà della FIA, ed in gestione alle aziende condotta da Bernie Ecclestone, ma che con la presenza della Ferrari sarebbe la vera Formula 1. È un ipotesi difficile da realizzare in poco tempo, ma la corsa è già cominciata.

 

“Alla fine un accordo si trova”.

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Nel giorno più difficile, Bernie Ecclestone prova a rassicurare tutti, se stesso per primo.

 

“Spaccare in due il Campionato Mondiale? Ma non dategli retta, quella è un’idea bislacca del vecchio Max”.

 

Un’idea che sta lentamente scomparendo dai progetti della FIA. Rimarrà il budget cap, ma su quello alla fine un accordo si troverà con tutti, dice Ecclestone. Anche con la Ferrari. Del resto il ragionamento è sempre lo stesso, e oggi più che mai vale la pena ripeterlo:

 

“La Formula 1 non può stare senza la Ferrari e la Ferrari non può stare senza la Formula 1”.

 

Un mantra, chissà poi quanto vero, che ha una convivenza che dura sessant’anni, due mondi ontologicamente e antropologicamente incompatibili: quello anglosassone degli organizzatori e degli assemblatori, meticoloso ed eccentrico, è quello italiano della Ferrari, fatto di mito e genio.

 

“Ferrari e Formula 1 hanno bisogna l’una dell’altra. E a Maranello non sono stupidi, non se ne andranno, vedrete tutto si sistemerà”.

 

Spiazzato dalle parole del socio e amico Bernie Ecclestone, Max Mosley evita, per un giorno, di recitare la sua parte, affidando ad un comunicato la reazione ufficiale della FIA.

 

“In linea di principio, il comunicato della Ferrari non fa che mettere nero su bianco quello detto già verbalmente”.

 

Parole insignificanti e pieni di timori, quelle di Ecclestone e Mosley. Ben diverse da quelle usate all’inizio della stagione quando, dopo aver neutralizzato quelle dei team principal di Renault e McLaren che minacciarono di non correre a Melbourne, Bernie Ecclestone disse:

 

“Se venite da me e mi puntate una pistola alla tempia dovete essere sicuri di poter premere quel dannato grilletto e soprattutto dovete essere sicuri che la pistola sia carica. Se no rischiate di farvi male”.

 

Ora la pistola è carica e pronta a sparare, anche se c’è qualcuno che fa finta di non  accorgersene. Come Niki Lauda che invece di spiegare cosa lo affascini di un mondiale a due velocità; il manager austriaco è intervenuto per accusare la Ferrari di essersi impuntata su un argomento completamente stupido. Sarà, ma non convince nessuno. Tanto meno Flavio Briatore, che fa un discorso di marketing strategico:

 

“La Formula 1 è un prodotto di alta qualità. Dobbiamo evitare che chiunque, con 20.000.000 o 25.000.000 di euro possa fare una squadra di Formula 1. Sarebbe come se su una strada dello shopping esclusivo improvvisamente aprissero negozi low cost, rovinerebbero tutto”.

 

Oggi tanto per rafforzare la posizione, Briatore spiega come la Renault sia completamente in linea con quanto sta facendo il presidente della Ferrari. E il cerchio attorno a Max Mosley e Bernie Ecclestone si stringerà ancora di più. La pistola è carica e pronta per sparare, manca poco al fuoco, poiché anche la Reanult segue quanto fatto dal presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, e giovedì 14 Maggio 2009 dichiara:

 

“Anche noi lasciamo la Formula 1”.

 

Ora la scuderia francese, come quella di Maranello, assieme alla Toyota, alla Red Bull e alla Toro Rosso, potrebbe davvero dare vita a un nuovo Campionato Mondiale. Questo diventa improvvisamente un nuovo, importante e forse decisivo tassello, nella lotta tra grandi costruttori e FIA: anche la Renault lascia la Formula 1 a partire dal prossimo anno. Ma come Montezemolo, anche il consiglio d’amministrazione della Renault lascia aperta una piccola possibilità per iscrivere le monoposto al Campionato Mondiale del 2010.

 

Denise Roveran

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