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#807 2009 Bahrain Grand Prix

2022-01-07 23:00

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#807 2009 Bahrain Grand Prix

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Lunedì 20 Aprile 2009 la FIA rivela le discussioni complete che si sono dibattute nella relativa udienza per i doppi diffusori, avvenuta a Parigi martedì 14 Aprile 2009. La sessione si è aperta dopo un appello presentato a seguito del Gran Premio d’Australia, dove sono stati messi sul banco degli imputati la Brawn GP, la Toyota e la Williams. I loro diffusori sono stati definitivamente dichiarati legali, anche se gli stessi disegni presentati da McLaren e Renault furono bocciati. In un comunicato emesso dalla FIA, si è spiegato come si è giunti alla decisione di non accettare i reclami presentati da Ferrari, Renault, Red Bull e Bmw, dopo che già i commissari australiani avevano rifiutato le proteste. Anzitutto, i diffusori usati dalle squadre messe sotto inchiesta sono stati progettati su uno stesso concetto, pur differendo nel disegno. La Scuderia Ferrari ha contestato la validità delle decisioni per una presunta violazione del paragrafo 6.10 delle nome che regolano la Formula 1, in quanto i commissari devono rendere noti i perché di certe decisioni.

 

La Brawn GP e la Toyota hanno fatto presente che sono evidenti nel contesto i motivi delle decisioni, contestate dagli appellanti. Data la natura confidenziale del materiale, su cui le decisioni contestate si sono basate, i commissari sono stati corretti nel dare una spiegazione di carattere generale. Per principio generale, la corte trova normale che si dichiarino i motivi di certe decisioni per capire il perché delle stesse, per permettere a chiunque di poter difendere i propri diritti. La corte trova, nel caso specifico, che i destinatari delle decisioni contestate erano in una posizione dal conoscere il perché certe decisioni sono state accettate o rifiutato dai commissari. Le discussioni sono state presentate in modo dettagliato, comprese quelle sulle interpretazioni specifiche delle regolazioni, che infine sono state rifiutate con libero arbitrio dai commissari. Il team principal della Renault non era stato tenero nei confronti di Jenson Button e Rubens Barrichello, dopo la sentenza FIA che legalizzava i doppi diffusori. Briatore aveva dato del paracarro a Button e del pensionato a Barrichello. Non manca, di conseguenza, la risposta piccata di Button, vincitore dei primi due Gran Premi della stagione.

 

"Fino a che costui resterà a capo di una Formula 1 il nostro sport perde in credibilità. Forse si è dimenticato che voleva mettermi sotto contratto per quest'anno". 

In effetti erano uscite delle voci in cui si pensava in Renault di sostituire Piquet proprio con Button.

"Briatore è molto arrabbiato per come è finita la storia dei diffusori. Certo è contrariato di non aver costruito una macchina forte come la nostra. Noi abbiamo lavorato duramente a Brackley in un momento di grande difficoltà, dunque lui non dovrebbero permettersi di dire certe cose. Ma è molto, molto contrariato dalla situazione". 

Nel frattempo, il team principal della McLaren, Martin Whitmarsh, decide di stare dalla parte della Brawn GP per quanto riguarda la questione dei diritti televisivi, messi in discussione da Flavio Briatore. Il capo della Renault aveva detto che la Brawn, avendo cambiato nome, non poteva proseguire il cammino della Honda e ottenere gli stessi soldi dei diritti televisivi, circa 30.000.000 di euro. Tuttavia, Whitmarsh spiega:

 

"Noi supportiamo la Brawn GP, anche perchè durante l'inverno tutti abbiamo cercato di aiutare la squadra a non fallire per il bene della Formula 1. Adesso sarebbe ipocrita cambiare idea solo perché hanno fatto un buon lavoro e sono molto competitivi. In fondo la distribuzione dei diritti televisivi è stata decisa dal Patto della Concordia". 

Whitmarsh consigliato di rimanere calmi ed uniti all'interno della Fota:

 

”Nel mondo c'è molta crisi. Il mondo automobilistico non sta attraversando un buon momento, dunque dobbiamo cercare di restare uniti e dare il buon esempio. Se abbiamo deciso di sostenere la Brawn GP non possiamo cambiare idea, ma continuare a sostenere quanto deciso all'inizio e in linea con il Patto della Concordia”.

 

Il team principal della McLaren, dopo il quinto e sesto posto ottenuto in Cina da Kovalainen e Hamilton, avverte gli avversari dicendo che le vetture britanniche stanno tornando e presto saranno nuovamente al top. 

 

"Qualcuno pensa che la stagione sia quasi finita. Noi non abbiamo questa filosofia perché faremo di tutto per tornare al vertice. Se dicessimo che la stagione è chiusa non sarebbe quello che si aspettano di sentirsi dire la Mercedes ed i nostri partner riguardo alla nostra leadership conclamata da anni. Non è nemmeno quello che mi aspetto da me stesso. La MP4-24 ha corso con una nuova ala anteriore in Cina e sulla macchina di Hamilton è stato modificato il diffusore. Da questo momento abbiamo cominciato a vedere dei miglioramenti”.

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Ed anche Lewis Hamilton non abdica. Il Campione del Mondo in carica, dopo il suo miglior piazzamento della stagione in Cina, guarda con più ottimismo al prossimo Gran Premio del Bahrain. 

 

"La gara di domenica è stata pesante. Non si vedeva nulla, soprattutto alla partenza. E' stato un peccato per me fare un paio di testacoda. Mi piace correre sul bagnato ma domenica potevo fare meglio sotto la pioggia. Ho ricevuto delle congratulazioni per il piazzamento, ma sinceramente non ho fatto del mio meglio. Devo ringraziare il mio team. Ci sono state cento persone che hanno lavorato per Heikki ed il sottoscritto sotto la pioggia. A casa, a Woking e a Brixworth, ci sono almeno altre mille persone che stanno lavorando per migliorare la macchina, facendo il massimo per tornare al vertice ed io farò del mio meglio per premiare i loro sforzi". 

Riguardo all'addio di Ron Dennis nel confronti della McLaren, Lewis Hamilton commenta:

 

"Lui in questi anni ha fatto grandi cose per la squadra e ciascuno di noi gli deve dare il giusto merito.Da parte mia e della mia famiglia farò quanto possibile per far rendere al meglio la macchina. Spero che il team continui ad essere orgoglioso di me. Io non posso dimenticare che non sarei qui se non avessi incontrato Dennis quando avevo solo dodici anni”.

 

Tra Bernie Ecclestone e Ron Dennis non è mai scorso buon sangue, e il patron della Formula 1 ribadisce nei giorni che precedono il Gran Premio del Bahrain che l'ex team manager della McLaren non si può sentire chiamato fuori causa da quanto successo in Australia. Il 29 Aprile 2009 il Consiglio mondiale si riunirà per decidere quali provvedimenti prendere contro la McLaren, rea di aver mentito ai commissari di gara al termine del Gran Premio d’Australia. Ryan, veterano del team di Woking, ha già perso il posto per il suo operato e sembra che nei guai possa essere anche l'ex team manager Ron Dennis, la cui decisione di abbandonare completamente il team McLaren (pochi mesi dopo aver deciso di lasciare il timone a Martin Whitmarsh) ha incuriosito Bernie Ecclestone.

"Se Ron crede di potersela cavare semplicemente chiamandosi fuori dalla McLaren F1 allora ha fatto dei conti sbagliati. Il Consiglio farà chiarezza su quanto accaduto e se Dennis si dimostrerà in qualche modo complice verrà sanzionato adeguatamente".

 

L'associazione dei team di Formula 1, nata appena lo scorso anno a Maranello sotto la guida di Luca Montezemolo, aveva fatto parlare di sé nelle settimane immediatamente precedenti l'inizio del Campionato del Mondo, scongiurando il nuovo sistema di assegnazione del titolo e l'introduzione del motore standard, ponendo tra l'altro sul piatto alcune idee su obbiettivi a breve e lungo termine da perseguire per rendere la Formula 1 uno sport più spettacolare. Tuttavia sappiamo come sono andate le cose, proprio a partire dal Gran Premio d’Australia: non si è ancora placata la polemica relativa ai diffusori di Toyota, Williams e Brawn, contro le quali si erano scagliate Ferrari, Red Bull, Renault e Bmw che nello scorso week-end è emerso un altro problema, quello relativo agli introiti televisivi che vanno distribuiti in base all'andamento in campionato delle scuderie presenti l'anno precedente. Adam Parr della Williams, anch'esso coinvolto in una polemica subito rientrata con Stefano Domenicali, ammette che ci sono stati dei momenti di tensione:

 

"Ma Luca Montezemolo, il presidente della FOTA, con l'aiuto di Ron Dennis e John Howett stanno riuscendo a tenere unito questa preziosa organizzazione".

 

Gli fa eco Christian Horner, team principal della Red Bull Racing:

 

“È chiaro che ci siano degli aspetti molto delicati di cui discutere, ma credo che i panni sporchi vadano lavati in famiglia. Il clima di tensione tra le diverse scuderie è un banco di prova per riuscire a guardare aldilà degli interessi personali per il bene comune".

 

La Bmw finora ha conquistato solo quattro punti, dunque anche per il team con base ad Hilwil la stagione 2009 non è iniziata nel migliore dei modi, ma Robert Kubica guarda con ottimismo il Gran Premio del Bahrain. Tra la sabbia del deserto il pilota polacco l'anno scorso conquistò la sua prima pole position, e poi salì sul podio. 

 

"La pista mi piace molto anche se non è tra le più competitive. Non vedo l'ora di correre sui suoi due lunghi rettilinei e le tre curve veloci che necessitano di frenate pesanti. A Sakhir è importante il bilanciamento della vettura, mentre la sabbia che viene portata sull'asfalto può modificare il grip”.

La Bmw, come Ferrari e Toyota, ha provato in inverno sul circuito di Sakhir, anche se una tempesta di sabbia ha praticamente portato via un giorno intero. Tuttavia la Bmw ha girato per parecchi chilometri, come ammesso dal team manager Mario Theissen:

 

"A Sakhir abbiamo fatto dei buoni test. Questa gara chiude anche questo intenso periodo di corse, tutte racchiuse in cinque settimane. Per noi questo Gran Premio, come quello di Shanghai, ha anche molta importanza per il nostro mercato di prima classe".  

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Anche la Renault vuole scrollarsi di dosso il non felice inizio di stagione, che la vede sesta in classifica con quattro punti, quelli conquistati da Alonso in Australia. Il due volte Campione del Mondo dichiara alla vigilia del Gran Premio del Bahrain:

 

"Purtroppo in Cina non siamo riusciti a sfruttare al meglio il nostro potenziale dopo aver conquistato la prima fila. Ma abbiamo messo in mostra dei progressi che dovrebbero evidenziarsi in Bahrain, grazie alle nuove novità tecniche che avremo, come il doppio diffusore, che abbiamo montato in tutta fretta in Cina. Con questo devo ringraziare il team per il duro lavoro svolto. Questa pista è molto competitiva e ho dei buoni ricordi. I giri cambiano di volta in volta per cui bisogna stare molto attenti. Ma c'è l'opportunità di sorpassare, soprattutto alla curva 1 e 4". 


E Nelson Piquet Jr. aggiunge:

 

"In Cina speravo che ci fosse una gara asciutta, purtroppo non è andata così e la poca visibilità e l'aquaplaning mi hanno fatto fare una serie di uscite di pista. Ad essere sincero Sakhir non mi piace molto come pista, anche se ci sono alcune parti che mi piacciono, come la curva 5 e 6. Questa è una delle corse più calde che richiede molto sforzo al fisico”.

 

La Renault aveva già portato un prototipo di doppio diffusore in Cina per Fernando Alonso. Bob Bell, responsabile tecnico della scuderia transalpina, conferma che anche per la seconda guida Nelson Piquet Jr. questo dispositivo sarà disponibile per il Gran Premio del Bahrain in programma domenica 26 Aprile 2009.

 

"Abbiamo avuto così poco tempo a disposizione per realizzarlo che è già stato un successo portarne uno a Shanghai! In fabbrica abbiamo fatto un lavoro pazzesco e credo posso dire che anche Nelsinho dovrebbe usarlo in Bahrain. I primi risultati sono stati molto incoraggianti, ma è chiaro che siamo ancora all'inizio e questa zona della monoposto può fornire delle enormi potenzialità. Ovviamente la nostra Formula 1 subirà delle ulteriori modifiche a cui normalmente le vetture vengono sottoposte durante la stagione".

 

Adrian Sutil sa che il Bahrain non sarà una pista favorevole alla sua Force India. Il pilota tedesco è stato autore di una grande prestazione in Cina, dove poteva arrivare sesto, se non fosse uscito di pista a pochi giri dal termine. 

 

"Avremo qualche evoluzione in Bahrain, che dovrebbe aiutarci a fare meglio in qualifica ma per la gara non sono molto ottimista. Dovremo cercare di combattere per muoverci dalle ultime fila. Tuttavia sono fiducioso per il futuro, perché stiamo sviluppando delle novità che dovrebbero permetterci di essere più competitivi". 

 

Alla vigilia del Gran Premio del Bahrain, Norbert Haug lancia una piccola accusa nel confronti dei team riguardo l'utilizzo del sistema KERS. A Melbourne e a Sepang, infatti, l'avveniristico componente era montato su entrambe le Ferrari e le Renault, oltre che sulla Bmw di Heidfeld. La McLaren è stata invece l'unica squadra ad utilizzarlo su entrambe le monoposto per tutti e tre i Gran Premi sin qui disputati.

 

"Ammetto che all'inizio nemmeno noi della Mercedes eravamo troppo entusiasti di questa nuova specifica, soprattutto perché i costi per mettere a punto il sistema sono esorbitanti, ma abbiamo lavorato a testa bassa e credo che il nostro KERS sia il punto di riferimento ad oggi. Non comprendo invece le decisioni di altri team che l'hanno montato salvo poi tornare sui propri passi: non è così che procede lo sviluppo”.

 

Il boss della Mercedes Motorsport ammette anche che la squadra sta valutando il relativo rapporto con la McLaren in Formula 1. Il fornitore tedesco attualmente possiede il quaranta percento delle azioni McLaren, ma non è affatto contento del problema di immagine della squadra.

 

"Facciamo parte di questa squadra e continueremo fino al 2010 senza problemi. Però l'immagine danneggiata dalla bugia di Melbourne ha creato malcontento in seno alla Mercedes "Per noi è molto importante gestire le cose nel modo giusto, ma nelle posizioni importanti della squadra non c'è gente che fa parte della Mercedes”.

Mercedes, oltre a fornire i motori alla McLaren ed avere una partenership diretta, fornisce i propulsori anche alla Brawn GP e alla Force India. Haug ha inoltre riferito che la Mercedes potrebbe cambiare la relativa posizione in Formula 1 decidendo di fornire più squadre piuttosto che una sola, appunto la McLaren.

 

"Una volta all'anno valutiamo la nostra situazione in Formula 1 pensando al nostro futuro in questo sport. E' chiaro che lasciamo aperte altre opzioni decidendo anche di cambiare la nostra posizione, decidendo di rimanervi solo come fornitori di motore, senza nessuna partnership all'interno di un team".

 

Infine, Norbert Haug fa intendere ai media che la Mercedes è interessata ad acquisire le prestazioni del pilota tedesco Sebastian Vettel. Dopo la sua seconda vittoria, questa volta in Cina, Vettel è stato elogiato dal vice presidente della Mercedes Motorsport, che riconosce il talento del ventunenne alfiere della Red Bull.

 

"La Red Bull ha investito molto sul giovane talento ed ora ne sta raccogliendo i frutti. Siamo interessati a lui. Noi forniamo tre team, ma stiamo lavorando con la McLaren come partner diretti, per cui ci piacerebbe portare Vettel su una Freccia d'Argento".

 

La Brawn GP ha avuto una partenza fulminea in questo inizio di campionato, conquistando 36 punti sui 45 disponibili. La squadra ha vinto due Gran Premi di fila fermandosi in Cina. Per il team principal del team britannico, Ross Brawn, il bilancio è più che positivo:

 

"Il nostro inizio è stato fantastico, le prime tre corse sono state intense e noi abbiamo fronteggiato al meglio la situazione. Anche in Cina Jenson e Rubens hanno fatto un ottimo lavoro arrivando terzo e quarto rispettivamente". 

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Ed anche Jenson Button guarda con fiducia al prossimo impegno:

 

"La pista del Bahrain mi è sempre piaciuta. Mi trovo a mio agio sia sul circuito che nel paese. E' un tracciato che esalta le mie qualità perchè posso portare la macchina al limite. Qui si può anche sorpassare come alla curva 1, che si trova alla fine di un lungo rettilineo dove si frena a fondo. Le frenate sono proprio la parte più importante che permette di fare il giro veloce". 

Rubens Barrichello ha tutta intenzione di andare veloce per raggiungere Jenson Button in vetta alla classifica del Campionato del Mondo di Formula 1, davanti a lui nel mondiale di sei punti.

 

"Sakhir non è un circuito particolarmente veloce, ma è interessante da guidare. La differenza può farla il vento che spesso sale nel pomeriggio, portando anche sabbia sul circuito che modifica lo stato del grip. Questa sarà la chiave delle qualifiche quando tutti cercheranno di entrare in pista nel finale per trovarla più pulita. Per fortuna qui non dovrebbe piovere come nelle ultime due gare in Malesia e Cina".

 

In Red Bull, dopo la strabiliante vittoria del Gran Premio della Cina, pare non esserci nessun problema tra Sebastian Vettel e Mark Webber. I due vanno d'accordo, come sottolinea il consigliere del team Helmut Marko:

 

"C'è una sana competizione tra i due. All’inizio Mark si rifiutava di accettare lo stesso assetto di Vettel, poi ha dovuto cambiare idea perchè era più veloce". 

 

L'idea di perfezionare gli attuali pneumatici slick è al vaglio di Bridgestone e FIA, dopo i primi dati raccolti nel 2009. Ad ammetterlo è Hirohide Hamashima, responsabile dello sviluppo di Bridgestone:

 

“È chiaro che le monoposto attuali, prive di appendici aerodinamiche, siano molto diverse da bilanciare rispetto a quelle dello scorso anno. Con la FIA stiamo pensando di reintrodurre degli pneumatici anteriori più ristretti per il 2010, come del resto ci viene richiesto dalle scuderie. Non dovrebbe essere un'idea difficile da implementare, visto che già nel 1997 abbiamo realizzato un qualcosa di simile. Sarebbe invece molto più complicato ampliare le gomme posteriori, anche per questioni logistiche. Nell'inverno abbiamo testato dei prototipi per la nuova stagione, in ogni caso ancora troppo larghi per le vetture equipaggiate col KERS, e abbiamo ottenuto una migliore maneggevolezza delle Formula 1, per cui credo sia questa la strada da seguire".

 

Non si aspetta miracoli il team principal della Scuderia Ferrari, Stefano Domenicali, nel prossimo Gran Premio del Bahrain. Secondo il capo del team di Maranello non ci saranno molte differenze di prestazione a Sakhir, nonostante la Ferrari abbia fatto dei test sul circuito in inverno. La squadra di Maranello è ultima in classifica, ancora a zero punti. 

 

"Stiamo avendo delle serie difficoltà in questo inizio di stagione. I guai patiti in Cina non credo li potremo evitare anche qui in Bahrain. Un passo in avanti lo faremo probabilmente a partire dalla Spagna, attualmente è difficile andare a caccia delle squadre che sono al comando. Dobbiamo sviluppare al meglio la nostra vettura e tutti quanti stiamo lavorando per uscire prima possibile da questa disagevole situazione. È vero che siamo ancora a zero punti in classifica ma non abbiamo di certo già deposto le armi per la rincorsa al titolo. Abbiamo ancora a disposizione 252 punti per squadra. La parte più importante ora è sviluppare bene la macchina e tornare competitivi nelle prossime corse. Non è nella filosofia Ferrari mollare, in fondo siamo lo stesso gruppo che ha vinto quattro titoli negli ultimi due anni. Abbiamo affrontato un difficile inizio di stagione. Sapevamo che avremmo sofferto in Cina, e con tutta probabilità, soffriremo anche questo fine settimana. Dopo questa gara, speriamo di fare un passo avanti già dal Gran Premio di Spagna, anche se certo non possiamo credere che chi è davanti a noi si fermi ad aspettarci… Comunque, la cosa più importate è che tutta la squadra sta lavorando molto duramente per uscire da questa situazione il più presto possibile. Non siamo ancora andati a punto è il distacco con i primi in classifica è grande, ma non abbiamo rinunciato a combattere per i titoli del campionato di quest’anno. Lo sviluppo lo faremo in parallelo con le gare. È sempre stato così ogni anno e questo continuerà qualunque siano i risultati delle prossime competizioni. Anche se la situazione fosse peggiore di questa, comunque non ci lasceremmo andare perché questo comportamento non fa assolutamente parte della filosofia Ferrari e, con lo stesso gruppo di persone di oggi, abbiamo già combattuto in situazioni come questa, in situazioni che da fuori sembrano impossibili da gestire. Lo stesso gruppo di persone che ha vinto tre titoli su quattro negli ultimi due anni”.

 

La Ferrari a Shanghai ha corso senza Kers, scartato per i dubbi riguardanti la sicurezza dell’apparato. Ora gli ingegneri stanno lavorando per cercare di risolvere il problema: venerdì si deciderà se utilizzarlo o meno in gara, ma l’obiettivo è di reintrodurlo. La F60 è adatta ad utilizzare il sistema di recupero dell’energia, specialmente per quel che concerne il bilanciamento della monoposto e in special modo per Felipe Massa, per il quale ci sono meno problemi di peso: a regime, conferisce un netto vantaggio nelle prestazioni. La ritrovata competitività della Red Bull, e il temporaneo ridimensionamento della Brawn GP invitano a non dare mai nulla per scontato. Conclude Stefano Domenicali:

 

“La lezione che dobbiamo imparare è che è troppo presto per trarre conclusioni su come la stagione evolverà. Questa è l’ulteriore conferma che la Ferrari non deve cadere nel suo intento di vincere i titoli”.

 

Neanche Kimi Raikkonen nasconde le difficoltà della Ferrari, ed anzi ne parla apertamente per non illudere nessuno. Il pilota finlandese, sul sito della Ferrari, fa il punto della situazione partendo dall’ultimo Gran Premio corso in Cina, proiettandosi verso quello del Bahrain.

 

“Purtroppo è stato ancora in weekend difficile per noi. Siamo rimasti a secco anche in Cina, dove abbiamo avuto ancora dei problemi di affidabilità. Il venerdì è stato molto difficile. Il bilanciamento della monoposto non era male ma, semplicemente, mancava di carico aerodinamico rispetto agli altri. Il sabato sono state montate anche sulla mia vettura degli aggiornamenti aerodinamici, tanto che le qualifiche sono state un po’ meglio di quanto ci aspettassimo. Purtroppo, abbiamo deciso di non montare il KERS per ragioni di sicurezza e abbiamo perso qualche decimo di prestazione. In gara sono rimasto alcune volte alle spalle di monoposto più lente, e in quelle occasioni, un po’ di potenza in più avrebbe aiutato. Sotto la pioggia le cose sembrano non andare mai per il verso giusto ma a me continua a piacere la guida sul bagnato: è chiaro che quando mancano aderenza e carico le cose sono difficili. Siamo senza punti e questo non ci rende la vita facile ma abbiamo già vissuto situazioni molto complicate. La squadra deve rimanere concentrata e dare il massimo: ci saranno tante novità a Barcellona, e dopo quella gara, dovremmo capire dove saremo rispetto agli altri. In Bahrain, abbiamo girato a lungo quest’inverno, ma le temperature dovrebbero essere molto più elevate rispetto ai test. Negli ultimi due anni la Ferrari ha sempre vinto sul circuito di Sakhir ma, onestamente, non credo che sarà possibile questa volta. Se riusciremo a fare tutto un weekend senza problemi allora potremmo cercare di portare a casa dei punti e magari un podio”.

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Michael Schumacher non ha ancora deciso se restare in Ferrari dopo la scadenza del contratto prevista per la fine dell’anno. L’ex Campione del Mondo, oggi consulente del team di Maranello, dichiara - rispondendo a una domanda su un possibile prolungamento del suo contratto - che per il momento non ci sono segnali né da una parte, né dall’altra, perché non c’è stata ancora una discussione concreta su questo tema e non ci sarà nemmeno nell’immediato futuro. Schumacher, quindi, rimanda i discorsi a dopo l’estate, quando si vedrà cosa ha senso fare, e cosa no. In ogni caso la questione si deve guardare da entrambi i lati. Intanto, Schumacher commenta l’addio di Jean Todt al team di Maranello:

 

“Avrei potuto prendere il posto di Jean Todt, ma è chiaro che la cosa non faceva per me e sarebbe stato il momento sbagliato. Soprattutto, penso che Stefano Domenicali, attuale responsabile della gestione sportiva della scuderia di Maranello, possa fare questo lavoro meglio di me”.

 

E a proposito soprattutto della sua contestata presenza al muretto nei primi due Gran Premi, Schumacher ammette:

 

“Il fatto è che abbiamo preso decisioni sbagliate e anche io, certamente, ho fatto valutazioni errate. Una cosa è stare in auto e osservare da lì le cose, un’altra è farlo dai box”.

 

Tra le polemiche di cui si è ampiamente parlato nei confronti della Scuderia Ferrari rientra anche il discorso relativo all’utilizzo del KERS. In Bahrain la Ferrari tornerà ad utilizzare il KERS soltanto sulla vettura di Felipe Massa, non escludendo l’opzione che possa essere introdotto anche su quella di Kimi Raikkonen:

 

“Non lo useremo,  vedremo come andrà sull’altra monoposto nelle libere e poi prenderemo una decisione definitiva sulla strada da seguire. Prima però avremo bisogno di mettere a confronto i dati.

  

Dichiara Kimi Raikkonen. La Scuderia Ferrari annuncia anche che in Bahrain la monoposto del pilota finlandese sarà dotata di un nuovo chassis più leggero, che ha recentemente superato i crash test.

 

“Probabilmente con il KERS siamo più veloci da qualche parte, ma nell’ultima gara non andavamo così male dopo le qualifiche. Probabilmente con il KERS qui potremmo andare più veloci, ma per noi piloti non c’è troppa differenza tra l’averlo sulla monoposto o no”.

 

Voluto dalla FIA, il dispositivo, nei primi gran premi, è finito sotto accusa per la peculiarità di maggiore usura delle gomme, in particolare, in Australia, le Ultra-Soft erano durate meno di dieci giri, vanificando il surplus di performance. Anche per questo, oltre che per i citati problemi di sicurezza, la Ferrari aveva deciso di farne a meno. Senza contare che le contestate vetture dotate del diffusore sospetto, poi approvato dalla Federazione Internazionale, lo hanno scartato a priori. A dimostrazione dell’incertezza che regna in Ferrari, team che vuole ritrovare a tutti i costi la retta via, quella che l’ha portata negli ultimi tredici anni a lottare sempre per il Campionato Mondiale, ma che si trova nella scomoda posizione di dover procedere a tentativi, per non sbagliare più valutazioni e ottimizzare tutte le armi a disposizione. Nel corso delle prove di venerdì la vettura di Felipe Massa sarà più pesante, poiché monterà il KERS, mentre Kimi Raikkonen cercherà di capire che effetto fa correre senza. I meccanici Ferrari sono pronti a scommettere sulla sua affidabilità, ma ancora non si fidano del tutto e allora dividono il problema in due: magari Raikkonen potrà essere veloce in rettilineo anche senza il KERS, che appesantisce la monoposto di ben trentacinque chili. Lo sdoppiamento era già previsto nel corso del Gran Premio di Cina, ma poi si preferì non rischiare, dopo che un corto circuito nel corso del Gran Premio di Malesia aveva tolto a Raikkonen la potenza del KERS e la sua presenza in gara. In Bahrain invece si aggredisce il dilemma, perché, come sostiene Massa,

 

“Il KERS concede 0.4 secondi di vantaggio al giro in corsa e 0.5 secondi di vantaggio in qualifica”.

 

Troppo, in un momento di estrema difficoltà, per rinunciarci. Anche se Kimi Raikkonen, protagonista del piano B, si fa coraggio raccontando che in Cina la monoposto in qualifica aveva un buon ritmo, poi in gara hanno perso slancio e qualsiasi illusione è tramontata. Ora i sogni non devono più dissolversi; Brawn GP e Red Bull Racing non aspettano. Bisogna cominciare a ridurre il divario, anche se questa macchina arrivata in mezzo al deserto è molto simile a quella con cui si è affrontato il Gran Premio in Cina. Pure la Bmw di Kubica correrà con il KERS per la prima volta. Ad ogni modo, si avrà il verdetto entro la serata di venerdì 24 Aprile 2009: o il KERS si trasferisce anche sulla vettura di Raikkonen o verrà definitivamente abbandonato. In attesa magari di tornare d’attualità a Barcellona, con l’ausilio del doppio diffusore. Non si placa, invece, la lotta fra Max Mosley, presidente FIA, e i team di Formula 1. Giovedì 23 Aprile 2009 Max Mosley aspettava una risposta dai team sul tetto al budget, dopo aver proposto un limite massimo di 33.000.000 di euro, ma i team vogliono una cifra superiore. Per la FOTA, l’associazione dei team, è probabile che il suo presidente, Luca Montezemolo, giunga in Bahrain; tuttavia, il presidente della Ferrari fa sapere che prenderà posizione solo il 6 Maggio 2009, dopo una riunione già fissata con i team principal e i boss dei team di Formula 1. I possibili costi contenuti intanto fanno uscire voci clamorose come una partecipazione del team US GP, la Lola, e perfino l’Aston Martin.

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Venerdì 24 Aprile 2009 Nico Rosberg si conferma velocissimo al termine delle prime due sessioni di prove libere del Gran Premio del Bahrain, e segna il miglior tempo della giornata. In mattinata, invece, si rivede un ottima prestazione da parte di Lewis Hamilton, che segna il tempo migliore. Rimane in difficoltà la Scuderia Ferrari, con i suoi piloti che non vanno oltre l’ottavo e nono tempo nel corso della prima sessione, prima di piombare in sedicesima (Felipe Massa) e diciottesima posizione (Kimi Raikkonen) al termine della seconda sessione. Il pilota tedesco della Williams, nel pomeriggio, sigla un tempo di 1’33”339, precedendo Fernando Alonso con il tempo di 1’33”530 su Renault, e Jarno Trulli, su Toyota, in terza posizione con il tempo di 1’33”616. Positivo il quarto tempo di Sebastian Vettel con Red Bull, in 1’33”661, vincitore del Gran Premio di Cina domenica scorsa, giusto davanti al compagno di squadra Mark Webber, che segna il miglior crono in 1’33”676. Completano la top ten, Jenson Button con Brawn GP, Adrian Sutil con la sua Force India, Timo Glock con la Toyota, Rubens Barrichello con l’altra Brawn GP e infine Kazuki Nakajima con la Williams. Undicesimo tempo per Lewis Hamilton con la McLaren-Mercedes e dodicesimo per Giancarlo Fisichella con  la Force India. Come detto, indietro le due Ferrari. Felipe Massa segna un tempo in 1’34”564, mentre il suo compagno di squadra, Kimi Raikkonen, non va oltre il 1’34’670.

 

Il Campione del Mondo in carica, Lewis Hamilton, era riuscito a segnare con la sua McLaren-Mercedes il miglior tempo in 1’33”647, precedendo le Bmw-Sauber di Nick Heidfeld, secondo con un tempo di 1’33”907 ed un distacco di 0.260 secondi, e Robert Kubica, terzo con un tempo di 1’33”938 ed un distacco di 0”291 secondi. Quarta la Williams-Toyota di Nico Rosberg, ed a seguire la Brawn GP di Jenson Button, quinto. Si era piazzato al sesto posto con l’altra McLaren-Mercedes il pilota finlandese Heikki Kovalainen, seguito dall’altra Brawn GP di Rubens Barichello e dalla Ferrari di Felipe Massa. Decima l’altra Ferrari, quella di Kimi Raikkonen: il brasiliano si era portato a 0.942 secondi da Lewis Hamilton, mentre il finlandese non era riuscito ad andare oltre un distacco di 1.181 secondi. Male anche Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella, rispettivamente quindicesimo e sedicesimo; ancora più indietro Fernando Alonso, diciottesimo, che ha saputo poi recuperare nella seconda sessione. Se è vero che la sessione del venerdì, di solito non è estremamente indicativa, perché ognuno esegue i test che reputa opportuno, spesso nascondendo  le proprie performance con quantitativi superiori di carburante, rivedere Lewis Hamilton in testa trasmette a tutto il pubblico una sensazione positiva. La McLaren-Mercedes, infatti, da inizio stagione è in ritardo rispetto a Brawn GP e Red Bull Racing, così come la Ferrari, ma ha subito dato la sessione di avere imboccato la strada giusta per ritorno al vertice. Nel pomeriggio, anche altri piloti hanno piazzato degli ottimi tempi, come ad esempio Fernando Alonso e Sebastian Vettel.

 

La Scuderia Ferrari è tra le poche squadre a non aver mai sfiorato le posizioni di vertice, paradossalmente in compagnia della Brawn GP. Ma se ai tempi di Todt e Schumacher una Ferrari sedicesima al venerdì - quando capitava - aveva palesemente fatto pretattica, in questo caso a giocare a nascondino, semmai, potrebbe essere proprio la  Brawn GP. Il cui Ross Brawn si occupava, con grandi risultati, di tecnica e di strategie. L’immagine che esce dalla prima giornata in Bahrain è sconfortante, anche se in serata la Ferrari annuncia con gioia che oggi nelle qualifiche entrambe le monoposto monteranno il KERS, dispositivo che può concedere un vantaggio di 0.5 secondi in qualifica e potrebbe garantire l’accesso in Q2. Non certo la pole position, che probabilmente sarà contesa tra Rosberg, Alonso, Trulli, Vettel, Webber, e Button. Ben lontani dalle due vetture di Maranello, che sono in difficoltà e in fondo alla graduatoria con distacchi pesantissimi, più di un secondo: Massa sedicesimo, e Raikkonen diciottesimo, concludono le prove perfino dietro alla Force India, che con il famigerato diffusore ha recuperato 0.6 secondi in una volta sola, portando Giancarlo Fisichella ad ammettere che la guida è completamente differente.

 

Al momento, la sensazione è che gli altri team riescano a trovare soluzioni, mentre la Ferrari resta ferma nella speranza che il diffusore che verrà montato in occasione del Gran Premio di Spagna, che si correrà domenica 10 Maggio 2009 a Barcellona, possa compiere il miracolo. Una crisi, quella del team di Maranello, Campione del Mondo nel 2008, che sta raggiungendo livelli da record e trasmette segnali inquietanti non solo per quanto riguarda le qualifiche e la gara che si correrà domenica, ma anche sul futuro. Illudersi può far male e nessuno ci prova, nemmeno all’interno della Scuderia Ferrari. Ci si aggrappa al diffusore, agli importanti passi avanti nel campo della ricerca aerodinamica, ma si teme che la via di uscita possa arrivare magari tra due mesi e che nel frattempo si sia costretti a sopportare una situazione estremamente difficile. Lo stesso team principal della Scuderia Ferrari, Stefano Domencali, che continua godere della fiducia incondizionata del presidente Luca Montezemolo (che sarà presente sabato a Sakhir, per stare vicino alla squadra), non nasconde le difficoltà. Sul dilemma riguardante l’utilizzo del KERS, la scelta di sfruttarne le potenzialità è importante:

 

“Perché la monoposto è stata pensata per averlo, non utilizzarlo significa rifugiarsi in un compromesso, mentre per quanto riguarda il diffusore bisogna rifare l’intera parte posteriore. Ma bisogna lavorare con calma per non commettere ulteriori errori, sino a riconoscere, con onestà, che quest’anno abbiamo sbagliato tutto, sull’affidabilità, sulla velocità, sulla costruzione della monoposto. C’è consapevolezza degli sbagli e voglia di rimediare”.

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Stefano Domenicali tiene anche a precisare che la Ferrari non sta perdendo la testa, come insinua Niki Lauda, perché è affidata agli italiani e non alla cultura del lavoro del pilota tedesco Michael Schumacher:

 

“Può essere ingombrante, ma i suoi consigli spesso sono utili. Siamo gli stessi che nelle ultime due stagioni hanno vinto tre mondiali su quattro disponibili”.

 

La Ferrari soffre, ma giura Stefano Domenicali che la situazione si risolverà. Non qui, dove pure i piloti sono depressi, e dove Kimi Raikkonen ammette:

 

“Siamo troppo lenti”.

 

E Felipe Massa conclude col dire:

 

“Neanche la benzina che avevamo a bordo ci consola, i tempi sono davvero deludenti”.

 

Nel frattempo, venerdì 24 Aprile 2009 il team McLaren-Mercedes chiede ufficialmente scusa alla FIA a seguito dei fatti accaduti nel corso del Gran Premio d’Australia, dove i responsabili del team anglo-tedesco avevano mentito ai commissari di gara. Martin Whitmarsh contatta la FIA per chiedere scusa prima della sentenza fissata per mercoledì 29 Aprile 2009 davanti al Consiglio della FIA, che decreterà l'eventuale sanzione da comminare al team di Woking. A seguito di quella bugia ne ha già fatto le spese David Ryan, il direttore sportivo della McLaren, che è stato licenziato dopo aver imposto ad Hamilton di dire che non aveva ricevuto ordini di scuderia. 

"Stiamo collaborando con la FIA, ho scritto a Max, ma non posso dire niente fino a dopo la sentenza”.

 

Ovviamente fino a dopo la giornata del 29 Aprile 2009 non si potranno fare commenti. La McLaren-Mercedes rischia da una multa ad una squalifica. Questo è il secondo caso serio che inguaia la McLaren-Mercedes dopo la recente spy story con la Ferrari, che ha avuto luogo nel corso della stagione 2007. Ora il team McLaren-Mercedes cerca di collaborare con la FIA.

 

"Bene, chi ha osservato il rapporto che c'è stato negli ultimi anni tra la McLaren e la FIA ora può concludere che sia necessario un più sano confronto tra le parti".

 

Il team principal della McLaren-Mercedes cerca di ripristinare un nuovo rapporto con la FIA, viste le problematiche passate vissute con Ron Dennis quando quest’ultimo era a capo del team di Woking. Nel frattempo giungono chiarificazioni riguardanti al fatto che la Mercedes non ha intenzione di abbandonare il programma relativo alla Formula 1, pur non potendo garantire un futuro impegno a lungo termine. Questo è in sintesi il discorso fatto da Norrbet Haug. La casa automobilistica tedesca ora non conta solo più la partnership con la McLaren, ma fornisce anche i motori alla Brawn GP e alla Force India. In questo momento si sta godendo proprio l'ottima performance con la Brawn GP, che ha ben 36 punti in classifica contro gli 8 della McLaren. 

 

"Non ho mai detto che la Mercedes avrebbe potuto lasciare la Formula 1. Nei prossimi mesi valuteremo la situazione economica della società e poi vedremo se le cose sono in ripresa o meno. Certo avere più clienti in Formula 1 è positivo". 

Ovviamente i problemi sono sempre legati alla difficile situazione economica che ha colpito principalmente il settore dell'industria dell’automobile, in Germania e nel mondo.

 

“È chiaro non possiamo dire cosa faremo per i prossimi cinque o più anni. Se però la F1 confermerà di voler tagliare i costi e mettere un tetto massimo di spesa, allora le cose andranno sicuramente meglio", ha aggiunto Haug. 

A tal riguardo, aa FOTA sta cercando di trovare delle giuste soluzioni con la FIA per cercare di risolvere questi problemi di natura economica. Ma almeno, il team McLaren-Mercedes riesce anche a trovare motivi di felicità e di serenità, dato che finalmente, come detto, Lewis Hamilton nel corso della mattinata era stato davanti a tutti nelle prime libere, mentre nelle seconde è indietreggiato all'undicesimo posto. La McLaren ha cominciato a progredire in Cina ed in Bahrain dovrebbe proseguire lo sviluppo. 

 

"Finalmente qui abbiamo trovato un buon bilanciamento della vettura. L’asfalto aveva molto grip all'inizio e con l'uso della gomme medie siamo andati molto bene". Hamilton comunque è apparso più soddisfatto del solito. 

Nel pomeriggio Hamilton ha provato sia le Super-Soft soft che le Medium Bridgestone, dove però non è riuscito a stare nuovamente davanti a tutti. Tuttavia l'inglese è contento:

 

"Le nostre due sessioni sono state molto produttive. Stiamo seguendo il nostro step anche se non abbiamo fatto miglioramenti significativi e non abbiamo portato novità. Il nostro obiettivo rimane quello di fare punti”.

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Sabato 25 Aprile 2009 Timo Glock è il più veloce della terza ed ultima sessione di prove libere del Gran Premio del Bahrain, con le Ferrari in timida ripresa. Non si vedono tra i primi né le Brawn GP, né l’ultimo vincitore di gara, il pilota tedesco Sebastian Vettel, probabilmente nascosti. Questo di sicuro ridimensionerebbe la prova delle due vetture di Maranello, anche se tutti i tempi risultano di un secondo - un secondo e mezzo migliori di quelli delle due sessioni di venerdì, a dimostrazione che i team, o almeno alcune di essi, hanno aumentato il ritmo. Con il tempo di 1'32"605, il pilota della Toyota, che è costretto ad abbandonare le prove a quattro minuti dal termine per problemi alla monoposto, lasciata lungo la pista, precede Felipe Massa, autore di un tempo di 1'32"728, ed il pilota della Williams Nico Rosberg, che segna un tempo di 1'32"906. Quarto riscontro cronometrico in 1'32"975 per Lewis Hamilton con McLaren e quinto (1'32"986) per Kimi Raikkonen con Ferrari. Completano la classifica dei primi dieci Nelson Piquet con Renault, Robert Kubica con Bmw, Kazuki Nakajima con Williams, Jarno Trulli con Toyota e Nick Heidfeld con Bmw. Diciannovesimo tempo per Giancarlo Fisichella.

 

Scongiurato naturalmente il pericolo di precipitazioni, la sessione del sabato pomeriggio vede subito uscire di scena le due Force India di Giancarlo Fisichella e di Adrian Sutil, e le Toro Rosso di Sébastien Buemi e Sébastien Bourdais. Escluso a sorpresa anche il pilota australiano della Red bull, Mark Webber, che alla fine della sessione di prove si lamenterà con Sutil reo a suo parere di averlo rallentato negli ultimi due giri. Anche in Bahrain la forbice che divide i primi dagli ultimi si restringe ulteriormente, tanto che tra il migliore (Vettel) e il più lento (Bourdais) vi è un divario di meno di un secondo e mezzo. Nel Q2 la battaglia è come sempre serrata ed emergono le difficoltà delle Bmw, con entrambi i piloti (Robert cubica e Nick Heidfeld) clamorosamente esclusi. Vengono eliminati anche Nelson Piquet Jr., il peggiore della sessione di Q2, oltre a Kazuki Nakajima e Heikki Kovalainen, poco distanti dalla top ten. È visibilmente comprensibile l'irritazione del pilota finlandese della McLaren-Mercedes, mentre Jarno Trulli segna il miglior tempo della giornata. Nel Q3 diventa evidente che le Toyota si stanno preparando a vivere un giorno di gloria. Timo Glock e Jarno Trulli, i primi ad uscire in pista, stabiliscono sin da subito tempi da prima fila che, sebbene battuti da altri piloti, sarebbero tornati a loro disposizione proprio negli ultimi secondi di prova.

 

Per Jarno Trulli si tratta della quarta pole position in carriera, a oltre tre anni da quella precedente, ottenuta nell’inglorios Gran Premio degli Stati Uniti, corso ad Indianapolis, nel 2005. Con Timo Glock al suo fianco la Toyota ottiene ovviamente la miglior prestazione in prova della sua storia, migliorando il risultato malese ottenuto appena qualche settimana prima. In seconda fila scatterà il temibile pilota tedesco della Red Bull Racing, Sebastian Vettel, con un tempo di pochi millesimi di secondo inferiore rispetto a quello segnato da Jenson Button, con una Brawn GP che sembra dover ancora scoprire la sua reale competitività. Alle loro spalle scatteranno il redivivo Lewis Hamilton e Rubens Barrichello. Settimo Fernando Alonso, davanti alla Ferrari di Felipe Massa. Ultime due posizioni per Nico Rosberg e Kimi Raikkonen. I divari abissali verificatisi negli ultimi dieci minuti fanno pensare che da Fernando Alonso in giù ci siano monoposto gravide di carburante: basterà aspettare comunque qualche minuto per avere la conferma ufficiale dalla FIA, che come noto rende pubblici i dati inerenti il peso delle vetture.

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Nel pugno chiuso mostrato da Jarno Trulli nel corso del giro di rientro ai box c’è orgoglio e la sensazione di aver compiuto un’impresa.

 

“Importante per me, per la mia squadra, ma anche per la mia gente, per l’Abruzzo, per chi sta soffrendo tanto e magari, con la mia pole, ha potuto gioire per un attimo. Non m’illudo, so di non aver fatto dimenticare a nessuno i problemi, ma sarei felice se almeno avessi strappato un sorriso a chi non ha più una casa”.

 

Jarno Trulli è stato il più veloce nelle qualifiche del Gran Premio del Bahrain. Una pole incredibile, con pesanti distacchi nei confronti di chi aveva più o meno la sua stessa benzina. Jenson Button, quarto, è a 0.6 secondi. È più vicino il compagno di squadra, Timo Glock, secondo, per una Toyota che inizia a raccogliere qualche frutto del duro lavoro, dato che nella sua storia mai aveva monopolizzato la prima fila. Il pilota tedesco della Red Bull Racing, Sebastian Vettel conquista il terzo posto, essendo stato 0.029 secondi più veloce di Jenson Button, e si candida ad una seconda vittoria dopo il trionfo in Cina, a Shanghai. Jarno Trulli  torna in albergo raggiante:

 

“Perché il mio problema erano le qualifiche, ho avuto problemi ai freni, alla pompa di benzina mi fidavo poco della monoposto leggera, mentre so che con tanto carburante ho un ottimo ritmo e posso giocarmi la vittoria”.

 

Il pilota italiano chiude la giornata con una grande gioia nel cuore: nel pomeriggio, dopo essere stato molto rapido in macchina, aveva colto nel segno anche con le parole, la sua speciale rivalità con la Ferrari.

 

“Sono italiano e so che da noi la Formula 1 è rossa, tutti vivono nel mito Ferrari e chissà quanti mi guferanno se all’ultimo giro fossi in testa e avessi Massa alle spalle.

 

Ma il pensiero di Trulli è anche costante nei confronti delle zone colpite dal terremoto, in Italia:

 

“La mia iniziativa iniziativa benefica sta avendo un enorme successo. Ho mobilitato tutti i piloti, abbiamo raccolto più di 20mila euro, mettendo all’asta tute e caschi, e a fine stagione porterò personalmente i soldi in Abruzzo, perché voglio buttarmi su un progetto realmente utile. Il sogno? Ho dei bambini piccoli mi piacerebbe costruire una scuola o un asilo”.

 

Il pilota italiano della Toyota si gode il momento, pregusta una vittoria, sigillo storico perché il team giapponese mai ha vinto una gara, e non pensa al contratto in scadenza a fine stagione.

 

“Perché se uno va forte, rinnova per forza. Piuttosto sono contento di aver fatto crescere il team, credo che i miei consigli siano stati determinanti. Ora anche noi possiamo lottare per il Mondiale, anche se sappiamo che la McLaren è quasi tornata, che presto arriverà la Ferrari, che non ci sono solo Brawn e Red Bull, che questo è il Mondiale più avvincente degli ultimi anni e sarà pieno di colpi di scena sino alla fine. Altro che polemiche, è tornato lo show. Ogni gara davanti c’è una monoposto diversa”.

 

Spettacolo, incertezza, e forse, anche un po’ di Ferrari, visto che la catastrofe annunciata non si è verificata; anzi, si è assistito ad una lieve ripresa. Felipe Massa e Kimi Raikkonen hanno passato alla grande i primi due round, per chiudere la fase decisiva della qualifica all’ottavo e decimo posto. Le loro monoposto sono piene di benzina, molto più pensanti rispetto a quella di Jarno Trulli, ma anche delle ridimensionate Brawn GP, che vedrà scattare Rubens Barrichello al sesto posto; la strategia potrebbe favorire la rimonta del team britannico e, in caso di intervento della Safety Car al momento giusto, addirittura avvicinarle a podio. Sul circuito di Sakhir fa la sua comparsa anche il presidente della Ferrari, Luca Montezemolo.

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A piccoli passi la Ferrari dà segnali di ripresa, anche se la F60 è la lontana parente della macchina che ha vinto gli ultimi due mondiali costruttori. Tuttavia, entrambe le monoposto prodotte a Maranello hanno raggiunto le prime due posizioni, con Felipe Massa ottavo e Kimi Raikkonen decimo. Ed al termine delle prove, il pilota brasiliano ammette:

 

"Sembra che abbiamo fatto un passo in avanti. Nella mattinata la macchina era più guidabile rispetto al pomeriggio dove ha sofferto del sovrasterzo a causa delle condizioni della pista. Spero di avere una gara regolare e di poter entrare nelle prime otto posizioni". 

Il problema della Ferrari resta l'affidabilità, soprattutto con le alte temperature che ci sono a Sakhir, che sabato raggiungono i 38 °C, dove tra l'altro Massa ha vinto le ultime due gare.

 

"Cercheremo di andare a punti e finire la gara, il KERS potrà darci una mano, soprattutto alla partenza”.

 

La Ferrari dovrà anche cercare di ottimizzare le gomme, che in questo inizio di stagione hanno sempre dato qualche problema. Dopo aver lasciato spazio al pilota brasiliano, anche Kimi Raikkonen esprime il suo giudizio riguardo le qualifiche appena concluse:

"Il decimo posto è stato il massimo che potessi fare. Nelle prime due manche la macchina era molto maneggevole, mentre nella Q3 le gomme soft non hanno fatto la differenza, anche perché ormai avevo usato tutti e quattro i set. Le performance della macchina sono migliorate grazie al KERS. Vediamo domani che succederà, sarà una gara molto dura, dove cercheremo di conquistare punti".

 

Luca Montezemolo, presente a Sakhir, dopo aver assistito alle qualifiche del Gran Premio del Bahrain manda un messaggio assai poco sibilino alla FIA e al suo presidente, Max Mosley.

 

“Per tutto quello che è successo e succede noi abbiamo molta pazienza ma la nostra pazienza non è infinita”.

 

Il presidente della Ferrari e della Formula One Team Association è alle prese con un inizio di stagione deludente da parte della Scuderia Ferrari. E attribuisce gran parte dell’insuccesso al caos normativo che regna nel circus. Avvertendo senza giri di parole, che se il caos dovesse continuare il team di Maranello potrebbe prendere delle decisioni irrevocabili.

 

“Abbiamo molto rispetto, ed in questo senso siamo dei legalisti, per le federazioni. Lo abbiamo e lo continuiamo ad avere ma la pazienza non è infinita. Il giorno che decidessimo di parlare e di prendere delle decisioni lo faremo una volta sola. Mi auguro che la Formula 1 si i canali in un senso di responsabilità, stabilità, e credibilità. Per quello che potremo fare, daremo tutto il nostro contributo ma la pazienza non è infinita. Abbiamo passato momenti difficili ma ho grande fiducia. Sono stati fatti dei regolamenti poco chiari, con interpretazioni diverse e che stanno portando a tre Formula 1. Abbiamo le monoposto con il kers, quelle senza Kers, quelle con diffusori. Regolamenti non chiari hanno portato a interpretazioni diverse, non voglio dire corrette o no”.

 

Ma anche la Ferrari ha le sue colpe. Le vetture di Maranello non hanno conquistato nemmeno un punto iridato nei primi tre Gran Premi dell’anno.

 

“Abbiamo cominciato molto tardi la preparazione della nuova monoposto perché nel 2008 abbiamo lottato fino alla fine per il Mondiale con la McLaren. Abbiamo vissuto momenti difficili ma la Ferrari non si arrende mai, stiamo lavorando ventiquattro ore su ventiquattro e vogliamo tornare competitivi. Ho grande fiducia in una squadra che ha vinto tre mondiali sui quattro disponibili e l’ultimo sapete come lo ha perso”.

 

Montezemolo avrebbe voluto vedere Michael Schumacher alla guida del team di Maranello dopo l’addio di Jean Todt.

 

“Volevo che Michael Schumacher diventasse il successore di Jean Todt. Volevo che lavorasse con lui un anno e poi ne raccogliesse l’eredità. Mi dispiace che non lo abbia fatto. Schumacher non ha un ruolo di responsabilità nel team, ma di consigliere sì”.

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Nonostante i dissidi interni che in questi ultimi giorni ne hanno minato unità e credibilità, la FOTA continua a protestare contro la FIA. A tal proposito, Flavio Briatore apre una contestazione nei confronti dell’utilizzo del KERS, richiedendo che la Federazione lo renda illegale a partire dal prossimo campionato.

 

"Avevamo capito sin da subito che si trattava di un dispositivo inutile e costosissimo. Credo che sia stato sbagliato soprattutto per come è stato imposto. Così come per i diffusori col buco: bisognava chiarire la cosa prima che iniziasse il campionato! Adesso ci troviamo impegolati con questo dispositivo che alla fin fine non ci da alcun vantaggio reale e soprattutto rende ancor più confusi gli spettatori, che vedono alcune macchine correre col KERS e altre senza, alcune col double decker e altre con quello singolo. Sinceramente non credo che sia una cosa positiva per lo sport".

Dopo la debacle del Gran Premio di Cina, dove solo tre vetture lo hanno utilizzato, in Bahrain il KERS è stato montato nelle Ferrari e per la prima volta anche sulla Bmw di Robert Kubica. Il Campione del Mondo in carica, Lewis Hamilton, dopo un avvio difficile di stagione, è in ripresa e lo dimostra il quinto posto ottenuto al termine delle qualifiche del Bahrain, due posizioni migliori di quanto si aspettava il pilota britannico della McLaren-Mercedes. Segno che il potenziale delle vetture anglo-tedesche è in crescita. 

 

"Questo è il risultato di tutto il team. Abbiamo lavorato duramente in questi ultimi due mesi dopo che in Australia abbiamo capito quanto dovevamo migliorare. Il nostro risultato odierno parte dal duro lavoro fatto per la Cina". 

Hamilton sente i progressi della sua MP4-24, anche se in Bahrain non sono state portate novità:

 

"Sarà interessante capire dove saranno gli altri, ma credo che noi possiamo lottare per superare un paio di concorrenti”.

 

Si fa più dura la rincorsa al titolo per Jenson Button, dopo le prime due pole position e rispettive vittorie di inizio stagione, ora la Brawn GP non dà l’idea di essere la macchina migliore. Lo stesso Button ammette che adesso le Toyota e le Red Bull sono più veloci. Button in Cina è arrivato terzo, mentre in Bahrain partirà dalla quarta posizione. 

 

"Abbiamo dovuto lottare più del dovuto perché il nostro passo non è più quello delle prime due gare. Sarà una corsa difficile per noi, di certo non una passeggiata. Ora Toyota e Red Bull sono superiori a noi e partire quarto non è il massimo. Il nostro passo di gara sembra migliore come abbiamo dimostrato venerdì. Abbiamo dato il massimo, se farà caldo come stamattina possiamo dire ancora la nostra".

 

Adrian Sutil perde tre posizioni in griglia per aver ostacolato il giro veloce di Mark Webber. In questo modo, i due partiranno appaiati in corsa, in diciottesima posizione Webber, ed in diciannovesima posizione il pilota tedesco della Force India, che aveva ottenuto la sedicesima posizione. Mentre Sutil stava effettuando il suo giro si è trovato Webber che stava cercando di segnare un tempo ed è stato costretto a superarlo all'ultima curva, ri-superato poi dal tedesco, il quale ha accettato il verdetto dei commissari, ammettendo l'errore. 

"Non mi sono accorto che Mark stava facendo il suo giro veloce. Stavo cercando di diminuire il gap da Alonso e non ho visto Mark, al quale chiedo scusa".

 

Concluse le prove, si discute del futuro del Gran Premio di Gran Bretagna: dopo l'annuncio, risalente a qualche mese fa, del nuovo contratto con Donington, la situazione è precipitata negli ultimi due giorni. Ricapitolando le tribolate vicende che hanno portato Bernie Ecclestone a dare il benservito agli organizzatori di Silverstone per trasferire a Donington, a partire dal 2010 e per dieci anni, l'evento organizzato in Gran Bretagna, bisogna dire che gli organizzatori del Gran Premio che si corre generalmente a Silverstone, il cui contratto scade quest'anno, ha avuto molteplici sollecitazioni da parte di Bernie Ecclestone per un ammodernamento delle arcaiche strutture non più in linea con gli standard di sicurezza e di spettacolo attuali. Nonostante le numerose promesse ed un avveniristico progetto che sembrava poter riportare in auge l'ex aeroporto britannico, il boss della Formula 1 ha ritenuto più credibili le proposte degli organizzatori di Donington, ai quali è stata concessa l'esclusività dell'evento unitamente a numerose sollecitazioni di completamento dei lavori entro l'estate del 2009. È di giovedì la notizia che a Donington ora mancano i fondi per completare le opere e la società Wheatcroft & Son Ltd, che detiene la proprietà del parco dove dovrebbe sorgere il nuovo tracciato, ha intrapreso un'azione legale contro la cordata che si era impegnata ad eseguire i lavori. Kevin, figlio del fondatore Tom a cui è dedicato il rettilineo dei box, afferma che l'attuale debito di circa 2.500.000 di euro non è più tollerabile dall'azienda di famiglia. Bernie Ecclestone si è ovviamente alterato, lanciando accuse anche al governo inglese, a suo modo di dire assolutamente assente in questi momenti delicati.

 

"Sono completamente presi dalle Olimpiadi del 2012, se solo investissero lo 0.0002% per la gara di Formula 1 non ci sarebbero problemi. Escludo categoricamente comunque un ritorno a Silverstone: o la pista di Derby sarà completata in tempo utile o il Regno Unito verrà definitivamente depennato dal calendario mondiale".

Damon Hill, campione del mondo 1996 e presidente della BRDC, risponde a Bernie Ecclestone dichiarando pubblicamente:

 

”Nonostante tutto continuiamo ad avere dei rapporti molto stretti con Bernie, e sono dell'opinione che Silverstone possa realisticamente continuare ad ospitare il Gran Premio di Gran Bretagna. Ovviamente sta facendo i suoi interessi, e sta cercando di trovare la nazione che gli offra più soldi per avere un Gran Premio. Alcuni paesi sono disposti a sborsare cifre esorbitanti, pensando ai benefici turistici e commerciali che un Gran Premio potrebbe portare con sé; ma se si ragiona in termini di mercato libero, allora è chiaro che non si può pretendere che un governo sia disposto a sborsare dei quattrini per una gara".

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Domenica 26 Aprile 2009, alle ore 3:00 p.m., con un clima estremamente caldo si disputa il Gran Premio del Bahrain, quarta prova del Campionato Mondiale. Il pilota tedesco della Toyota, Timo Glock, parte perfettamente dal seconda posizione e prende il comando della gara. Jarno Trulli è secondo, ed è costretto a doversi difendere dagli attacchi di Lewis Hamilton, che tenta di passare il pilota italiano alla prima curva, dopo aver sorpassato Jenson Button e Sebastian Vettel partendo dalla quinta posizione in griglia grazie all’ausilio del KERS. Jenson Button supera Sebastian Vettel, che gestisce un carico di carburante maggiore. Kimi Räikkönen, nel frattempo, grazie ad una partenza ottima porta la sua Ferrari in sesta posizione, recuperandone quattro. Più indietro, Felipe Massa, Nick Heidfeld, Robert Kubica e Kazuki Nakajima sono costretti a rientrare ai box per sostituire le ali anteriori, mentre Heikki Kovalainen perde una posizione rispetto al via a causa di un errore commesso in curva. Felipe Massa lamenta problemi con il suo sistema KERS a causa di un problema di temperatura: al pilota brasiliano viene consigliato di spegnerlo. All'inizio del secondo giro, Jenson Button supera Lewis Hamilton e sale in terza posizione. La McLaren di Hamilton, aiutata dal KERS, riesce però a stare davanti alla Red Bull di Sebastian Vettel; solo quando Lewis Hamilton entrerà ai box nel corso del quindicesimo giro, Sebastian Vettel riuscirà finalmente a superare il pilota britannico.

 

Dato che entrambe le Toyota disputano questa prima fase di gara con a bordo poco carburante, sia Jarno Trulli (nel corso del quattordicesimo giro) che Timo Glock (nel corso del dodicesimo giro) effettuano il rifornimento in anticipo. Quando Jenson Button si ferma nel corso del quindicesimo giro, montando gomme più morbide, il pilota britannico riesce a recuperare abbastanza terreno nei confronti di Jarno Trulli in un solo giro per riuscire ad uscire davanti al pilota italiano. Anche Timo Glock perde così tanto tempo nei confronti dei suoi avversari, che quando rientra in posta lo fa scivolando alle spalle di Lewis Hamilton, precipitando al settimo posto, dopo che il pilota della McLaren completa il suo pit stop. La sosta per Sebastian Vettel viene effettuata nel corso del diciottesimo giro. Il pilota tedesco torna in pista davanti a Lewis Hamilton, ed a soli trenta metri dalla vettura più lenta di Jarno Trulli, impedendogli di sfidare Jenson Button per conquistare il comando del Gran Premio del Bahrain. Jenson Button coglie l'occasione per creare un vantaggio di 7.5 secondi ai danni di Jarno Trulli, quando entrambi giungono al termine del ventiduesimo giro. Al termine del trentaquattresimo giro Jenson Button aumenta il suo vantaggio portandolo a 15.6 secondi, mettendolo in chiaro controllo della gara. 

 

Quando il secondo round di rifornimenti viene completato, Jenson Button rimane davanti ai suoi avversari, questa volta montando le gomme Hard. La strategia dell’utilizzo differente delle gomme da parte del team Toyota non da alcun vantaggio ai due piloti, mentre Sebastian Vettel, con le gomme Super-Soft, registra dei tempi veloci dopo che si libera della presenza di Jarno Trulli, che torna ai box per effettuare la seconda sosta. Dopo aver effettuato la seconda sosta, il pilota tedesco della Red Bull Racing (ora con la gomma Hard) riesce a rientrare proprio davanti al pilota italiano della Toyota. Nel corso del quarantaquattresimo giro Kimi Räikkönen e Timo Glock ingaggiano una lotta per la sesta posizione, con il finlandese che supera il pilota della Toyota alla curva quattro. Rubens Barrichello aveva perso molto tempo all'inizio della gara non essendo stato subito un grado di superare la Renault di Nelson Piquet Jr., equipaggiata con il KERS. Tuttavia, il pilota brasiliano è successivamente riuscito a sfruttare il ritmo della sua Brawn GP portandosi davanti a Kimi Räikkönen, anche dopo aver effettuato un pit stop in più, per poi creare un piccolo vantaggio nel corso degli ultimi giri. Nel corso del quarantottesimo giro, l'aumento della pressione dell'olio sulla Williams di Nakajima causa l'unico ritiro della gara. Conclusi i cinquantasette giri previsti, Jenson Button vince il Gran Premio del Bahrain, portando a tre le vittorie da inizio di stagione, con sette secondi di vantaggio su Sebastian Vettel, che ha provato a recuperare terreno aumentando il ritmo negli ultimi giri.

 

Jarno Trulli taglia il traguardo con due secondi di ritardo rispetto a Sebastian Vettel, seguito da Lewis Hamilton. Rubens Barrichello conclude al quinto posto, seguito da Kimi Räikkönen, che conquista i primi punti per la Scuderia Ferrari, impietosamente ultima dopo aver vinto il Campionato del Mondo nel 2008. Timo Glock termina al settimo posto, a meno di un secondo di distacco dal pilota della Ferrari, mentre Fernando Alonso conclude all’ottavo posto, a 52 secondi da Button. Nick Heidfeld eguaglia il record di Michael Schumacher di ventiquattro arrivi consecutivi, concludendo la gara con la sua Bmw-Sauber al diciannovesimo e ultimo posto. Prosegue il meraviglioso momento di Jenson Button: in Bahrain, il pilota britannico conquista la terza vittoria stagionale e consolida il primo posto in classifica piloti. Con questo successo, il pilota della Brawn GP capitalizza la supremazia del team britannico, che si dice destinata a scemare rapidamente col ritorno in Europa. L'inglese ora può contare su dodici punti di vantaggio sul compagno di squadra, secondo, e su tredici rispetto al terzo, Vettel. La scuderia inglese prende il largo in graduatoria costruttori, con quasi il doppio dei punti rispetto a Red Bull e Toyota, separate da una sola lunghezza. Grazie ad Hamilton la McLaren è un po' meno nell'anonimato, mentre un ruolo marginale è giocato da Renault, Toro Rosso e Williams. La Ferrari è riuscita a far meglio della sola Force India, ancorata a quota zero in entrambe le classifiche.

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L'attuale leader del Campionato Mondiale ha conquistato la sua terza vittoria su quattro gare. La sua gara ha avuto una svolta quando è riuscito a recuperare su Sebastian Vettel, poi ha duellato con Lewis Hamilton, ma ha avuto la meglio. Tuttavia questa per l'inglese non è stata una gara del tutto facile. 

 

"È stata una gara difficile per noi. Sono stato in testa per buona parte della corsa, ma non avevamo quel vantaggio che disponevamo nelle prime due gare. Non so francamente cosa sia successo, ma il gap con i nostri concorrenti si sta assottigliando e oggi qualcuno poteva anche starci davanti. Sapevo di dover partire bene perché Vettel era più pesante con il carburante di me. Sono riuscito a rimanere terzo e questo mi ha permesso di vincere. E' stata una gara difficile, però mi sono divertito". 

Parallelamente, Rubens Barrichello mette a tacere le indiscrezioni che lo riguardano su un suo possibile allontanamento dalla Brawn GP già nel 2009, per fare posto ad un nuovo pilota. Barrichello, che doveva lasciare la Formula 1 l'anno scorso, è stato richiamato da Ross Brawn e dal compagno di squadra Jenson Button per la sua esperienza, ancora utile per sviluppare la nuova macchina.

"La Formula 1 è diventata abbastanza bizzarra, si sono dette cose incredibili, anche su Internet, qualcosa era vero, altro no. Chiunque oggi può scrivere cose false e farle circolare. Non so perché la gente si inventi queste cose. Questa settimana è giunta la voce che Bruno Senna avrebbe guidato al posto mio. Incredibile. La gente dovrebbe aggiornarsi e scrivere cose vere. Quello che sto vivendo lo aspettavo da tempo, poter guidare una macchina vincente con parità di trattamento. Mi è sempre successo in passato, tranne che a fianco di Schumacher alla Ferrari, dove lui aveva un trattamento superiore. Per questo me ne sono andato, per fare vedere il mio vero potenziale su una macchina competitiva. Adesso che ho ottenuto tutto questo me lo voglio godere fino in fondo”.

 

Il Campione del Mondo in carica, Lewis Hamilton, anche se non ha concluso tra i primi posti del Gran Premio è lo stesso soddisfatto della sua quarta posizione, che gli ha permesso di incrementare il suo score di altri cinque punti. A Sakhir il pilota britannico è andato meglio dell'anno scorso, quando alla fine vinse poi il titolo. Hamilton, quinto in griglia, è stato autore di una strepitosa partenza, grazie al KERS che gli ha permesso di arrivare addirittura secondo, poi è stato passato da Trulli, infine è stata la volta di Button, impossibile da tenere dietro. 

 

"Sfortunatamente non sono stato in grado di mantenere la terza piazza, perché Jenson era troppo veloce in curva”. 

Alla fine Hamilton ha chiuso la gara con tredici secondi di ritardo nei confronti di Sebastian Vettel e Jarno Trulli, perché costretto ad usare nell'ultimo stint le gomme super soft, che devono essere utilizzate obbligatoriamente almeno in una parte di gara, ma si sono usurate molto.

 

"Sono contento del quarto posto. Le Toyota, Brawn GP e Red Bull sono incontenibili nelle curve veloci, per cui non potevo fare nulla contro di loro. È un altro passo avanti per la squadra e per me. Ora dobbiamo progredire per combattere per le prime posizioni, l'importante era portare a casa dei punti e così è stato". 

Hamilton aggiunge infine che a Barcellona non si aspetta di tornare in vetta, perché è un altro circuito dove necessita molto carico aerodinamico, per cui restano favoriti i team attualmente in testa alla classifica. Il pilota britannico cercherà comunque di restare nella top ten. Lewis Hamilton ha concluso tutte e quattro le prime gare tra i primi dieci posti, compreso in Australia, dove però è stato squalificato. Il pilota della McLaren ha 22 punti di distacco dal connazionale Jenson Button, sempre più leader del Campionato Mondiale. Lewis Hamilton, tuttavia, confessa di aver pensato di lasciare la Formula 1 dopo lo scandalo che l'ha coinvolto in Australia. 

 

"Non ero più certo di voler onorare i miei cinque anni di contratto con la McLaren per le troppe critiche cui sono sottoposto. Non posso muovermi senza essere fotografato, ma fa parte del mio mestiere. Amo i fans, per loro ho deciso di restare, li ringrazio e li vorrei abbracciare tutti. Non sempre potrò dare il cento per cento, sono umano, ma l'impegno ci sarà sempre. Da oltre dieci anni sognavo di guidare per questa macchina e ora ci sono riuscito. Abbiamo vinto un titolo ed uno l'abbiamo perso insieme, vinceremo e perderemo ancora, l'importante è rimanere una squadra. Per me la McLaren è una famiglia. Sono felice dove sono e se ho pensato di andarmene era perché volevo lasciare la Formula 1 non la McLaren".

 

Si vivono attimi di tensione all’interno team Renault quando Fernando Alonso, uscito dall'abitacolo al termine della gara, ha avuto uno svenimento a causa della disidratazione. Sulla sua Renault non ha funzionato il sistema che permette ai piloti di bere durante la gara, per cui il pilota spagnolo, con circa 50 °C nell'abitacolo, ha resistito fino alla fine, ma poi ha avuto un mancamento, per fortuna subito risolto. Lo spagnolo, a proposito della gara dirà, dopo essersi ripreso:

 

"Abbiamo fatto del nostro meglio oggi. La partenza non è stata il massimo, ho perso posizioni, mi sono trovato ottavo e così sono arrivato in fondo, anche perché non si è ritirato nessuno. Volevamo fare più punti, invece ne abbiamo preso solo uno. Dobbiamo migliorare per la Spagna".

 

Ed aggiunge Flavio Briatore:

"Avevamo grosse aspettative per questa corsa, purtroppo abbiamo preso solo un punto. Fernando non ha fatto una buona partenza e questo ha compromesso i nostri sforzi. Nelson invece ha fatto bene perché, partito quindicesimo, è invece riuscito a progredire, è stato aggressivo e consistente, peccato non sia arrivato a punti". 

Nelson Piquet Jr., che deve contenere le critiche dei media, alla fine è soddisfatto:

 

"Ho corso una bella gara e la macchina s'è comportata bene. Se avessi avuto il primo stint più corto ed il secondo più lungo avrei fatto meglio, ma va bene così. Ho fatto una buona corsa ed è quello che volevo". 

 

Aveva ragione Fernando Alonso: a inizio stagione quando aveva visto filare la Brawn GP aveva sentenziato:

 

“Questi non li ferma più nessuno”.

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E infatti anche in Bahrain Jenson Button ha battuto tutti, anche la coppia Trulli-Glock che con la velocissima in prova Toyota partivano dalla prima fila. Dopo di lui Sebastian Vettel, seguito poi da Jarno Trulli, Lewis Hamilton, Rubens Barrichello, Kimi Raikkonen, Timo Glock e Fernando Alonso. E Felipe Massa? Solo quattordicesimo. La Scuderia Ferrari conquista tuttavia i primi punti della stagione 2009, ma è una magra consolazione. E per capire la profonda crisi Ferrari basta analizzare i due eventi della gara: Kimi Raikkonen accusa un ritardo di venti secondi da Timo Glock dopo appena nove giri dalla partenza, mentre a ventidue giri alla fine Jenson Button doppia Felipe Massa. La monoposto prodotta a Maranello non è competitiva: i tempi parlano chiaro. A fine gara Jenson Button e Sebastian Vettel girano sul passo del 1'35"5, Raikkonen sul 1'36"4. Tutti con gomme Hard e tutti con lo stesso quantitativo di carburante nel serbatoio. In ogni caso la vittoria di Button segna profondamente la classifica del Campionato Mondiale di Formula 1, perché grazie ai dieci punti conquistati oggi il pilota britannico giunge a quota 31 punti. Alla sue spalle il compagno di squadra Rubens Barrichello, con 19 punti, e il pilota tedesco della Red Bull Racing, Sebastian Vettel, terzo con 18 punti. Il pilota italiano della Toyota, Jarno Trulli, sale dal sesto al quarto posto, con 14.5 punti. Ed è proprio da questa clamorosa classifica dove mancano sia Ferrari che McLaren-Mercedes, i due top team della stagione 2008, che riparte la polemica sull’eccessiva superiorità tecnica della Brawn. A parlare, però, è il team principal della Renault, Flavio Briatore:

 

“Abbiamo visto che le due Brawn sono imbattibili, ma non ha proprio senso correre cosi: la Red Bull ha senso che sia lì davanti, ma per gli altri ha molto meno senso”.

 

In ogni caso è inutile polemizzare: ora occorre correre ai ripari, montare il diffusore posteriore, perfezionare il kers, fare qualsiasi cosa per recuperare il gap dalla Brawn GP. Ferrari e McLaren-Mercedes, con la loro enorme capacità organizzativa possono riuscire nell’impresa. Il presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, presente a Sakhir, non perde la fiducia:

 

“Torneremo ai vertici già quest’anno, ne sono sicuro. Io sono venuto qui sereno, sapevo che in ogni caso non avrei portato sfortuna, perché meno di zero non si può fare. Battute a parte, questa non è la monoposto del 2005, che ci aveva fatto parlare di Campionato Mondiale finito dopo poche gare. Accusavamo le gomme, ma i problemi erano altri. Ora invece il potenziale c’è, le ragioni dell’avvio faticoso sono altre. Essenzialmente tre. Regole perlomeno mal scritte, che hanno permesso, a qualcuno di fare il furbo e di dividere il Campionato Mondiale in tre categorie, quelli del diffusore, quelli del kers, e i fessi come noi, che su questo hanno puntato, pensando anche alle monoposto di serie, e quelli che non hanno niente. Il pubblico a casa fatica a capire. Poi il fatto che siamo partiti tardi, noi e la McLaren ad Ottobre lottavamo per il Campionato Mondiale, gli altri pensavano già alla monoposto le 2009. Infine la presunzione: ci ha indotto a qualche errore. Fino a quando io dopo la Malesia non ho portato il saio”.

 

Ma ora si può ancora sperare nel Mondiale?

 

“La Ferrari non si arrende mai. E Domenicali non è in discussione. I nostri uomini ora lavorano alla grande. Ci aspettano 15 giorni di fuoco. Qualche settimana e saremo molto vicini agli altri. Kimi ha mostrato grande grinta. Per qualche giro è stato è stato addirittura in testa, fa morale. Per Felipe, mi spiace, perché lui è uno che sprona la squadra. Anche qui ha avuto molti problemi”.

 

Intanto sta nascendo la Formula 1 del futuro.

 

“Intendete quella che stiamo costruendo noi della Fota?”

 

Quella della FIA. Mercoledì, a Parigi, c’è il Consiglio Mondiale. All’ordine del giorno le regole future.

 

“Noi non ci saremo. Si doveva parlare solo della McLaren, per rispetto avevamo deciso di non presentarci, all’ultimo momento hanno inserito anche le nuove regole, sapendo che la Fota aveva una riunione il 6 Maggio. Senza di noi costruttori non si fa nulla, stiano attenti, perché la nostra pazienza è ampia, ma ha un limite. Sto parlando con diversi presidenti di grandi case costruttrici, non sono mai stati così vicino all’addio. Se vogliono una Formula 2 o una Formula 3, affari loro, noi non ci stiamo. E meno ancora un Campionato Mondiale a due categorie, con regole severe per alcuni e massima libera per chi spende poco. La legge deve essere uguale per tutti. Per approvare questa riforma, dovranno passare sul mio cadavere”.

 

La riscossa Ferrari? Tutti l’aspettano per il prossimo Gran Premio di Spagna, in programma domenica 10 Maggio 2009, a Barcellona. Lì finalmente le vetture di Maranello avranno il tanto agognato diffusore e lì per la prima volta da quando è iniziato questo frenetico campionato, i meccanici potranno portare una monoposto modificata con relativa calma. È lo stesso presidente Montezemolo a spiegare che tecnici e gli ingegneri stanno lavorando ventiquattro ore su ventiquattro per cambiare la monoposto, ma il punto è che i miracoli non li fa nessuno, neanche la Ferrari. Al presidente Montezemolo saranno balzati in mente molti pensieri quando ha visto Kimi Raikkonen in ritardo di venti secondi rispetto a Timo Glock dopo appena nove giri dalla partenza. È questo che da la misura del gap da colmare, un gap significante, e il diffusore che arriverà per certo da solo non servirà a nulla. E non solo perché, come ha dimostrato la Red Bull, si può vincere anche senza: è tutta la monoposto che deve essere progettata per far funzionare al meglio quello scivolo. Lo stesso team principal della Scuderia Ferrari, Stefano Domenicali, lo ammette con molta onestà:

 

“Pensare che sia solo il diffusore la soluzione alla nostra monoposto non è corretto. Abbiamo visto una McLaren competitiva, abbiamo avuto la conferma che la Red Bull è molto veloce e che la vettura non andava male. In vista di Barcellona, quello che stiamo facendo a casa rappresenterà un bel salto. Ma bisognerà valutarlo quando ci troveremo insieme agli altri. Non sappiamo cosa i nostri avversari porteranno in pista. Per quanto ci riguarda quello che ci aspettiamo è una vettura che abbia un migliore grip. Barcellona è un primo step sull’aerodinamica. Ma non c’è solo quello. Poi ci saranno versioni successive di modifiche già impostate. Già a Barcellona faremo un bel salto in avanti sul piano delle prestazioni, ci ci aspettiamo molto dal doppio diffusore e dalle novità aerodinamiche, quanto lungo però sarà questo salto dipende anche dai nostri rivali e dai loro miglioramenti. Una cosa è sicura: il nostro Campionato Mondiale non è compromesso, nessuno in Ferrari è disposto ad arrendersi. Fino a quando l’aritmetica ci consentirà di sperare, nessuno deve pensare al 2010”.

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Discorsi simile nel concetto, diversi nelle sfumature, con il presidente Luca Montezemolo più cauto, e il team principal della Scuderia Ferrari, Stefano Domenicali, smanioso di tornare in fretta ad avere una vettura competitiva. Entrambi, comunque, sono certi che la rincorsa, con i tre punti conquistati da Raikkonen è cominciata e che il riscatto Ferrari arriverà. Una rinascita che deve essere sviluppata nei prossimi dieci giorni, il tempo che separa dal Gran Premio di Spagna. La task force che è stata creata da Maranello è al lavoro da settimane e la sua attività, se possibile, si farà più intensa, e non solo nella parte posteriore della vettura. Il doppio diffusore è pronto, venerdì o sabato dovrebbe essere testato in pista per la prima volta a Fiorano. Ma la vettura che si vedrà a Barcellona sarà profondamente diversa, e non solo nella parte posteriore con il famigerato scivolo, ma anche nelle ali davanti e dietro, nelle prese d’aria e in tutto ciò che può favorire il grip, sopperendo a quella mancanza di aderenza che fino ad ora ha fatto soffrire la vettura prodotta a Maranello. Domenicali è chiaro:

 

“Abbiamo individuato la lacuna, ora faremo di tutto per eliminarla”.

 

Non si può parlare di nuova Ferrari, perché in una monoposto non c’è solo l’aerodinamica, ma di sicuro quello che sta nascendo è una rivoluzione. Nella speranza che basti a tornare tra i primi, magari con qualche passo a vuoto della Brawn, fino ad ora non ha sviluppato la vettura, o della Red Bull, che al momento non prevede il doppio diffusore, e stanno attenti a fare più in fretta della McLaren, che già domenica ha dato abbondanti segni di risveglio, ma che dopo aver pagato 630.000 euro per patteggiare e chiudere la Spy Story con la Ferrari - domani a Parigi dovrebbe essere sanzionata dal Consiglio Mondiale della FIA per le bugie raccontate a Melbourne. È ovvio che in Spagna tutti i team porteranno aggiornamenti. Ma una cosa è certa: nessun altro team al mondo ha tecnici capaci come quelli presenti a Maranello ed a Wolking, e mezzi quasi infiniti. Per questi motivi, proprio da Ferrari e McLaren-Mercedes ci si aspetta il progresso più significativo. Anche la STR4 si presenterà in Spagna con un nuovo diffusore che dovrebbe portare più in alto la Scuderia Toro Rosso, che è stabilmente al centro del gruppo ma, visto che le forze sono molto vicine da tra loro, è più facile fare il salto di qualità. A tal riguardo Franz Tost, il team principal della Scuderia Toro Rosso, dichiara:

 

"Siamo già concentrati sulla Spagna. A Barcellona avremo degli aggiornamenti sul diffusore posteriore che ci consentirà di avere più carico aerodinamico. La chiave di tutto sarà nelle qualifiche, dove dobbiamo cercare di superare la Q1. In genere siamo tutti molto vicini per cui la lotta è sempre agguerrita".

 

Tornando al discorso relativo alla vettura prodotta a Maranello, il problema è che quando una vettura perde quasi un secondo al giro in ogni condizione di gara, più che un progresso significativo servirebbe un miracolo. Ma come spiega il pilota brasiliano della Scuderia Ferrari, Felipe Massa:

 

“Abbiamo tutti una voglia di risalire la china, non molleremo mai. Io sono sempre a zero punti ma non vuol dire niente. Ieri avevo la possibilità di fare bene ma sono stato sfortunato. Vorrei dire che in Spagna mi riprenderei le soddisfazioni che mi sono mancate in questo inizio di stagione”.

 

Ed ammette con molta onestà anche Kimi Raikkonen:

 

“Sarei matto se esultassi per un sesto posto. Abbiamo fatto qualche miglioramento, qui la monoposto era più veloce, ma dobbiamo crescere ancora moltissimo”.

 

Il kers ha aiutato il pilota finlandese in avvio; dal decimo posto in partenza, Kimi Raikkonen è scalato in settima posizione. Una buona strategia, con un’unica imperfezione nel secondo pit-stop, e il sorpasso ai danni di Timo Glock hanno permesso al pilota finlandese di avanzare di un altro passo. Peccato per quei copri cerchioni che non si riuscivano a svitare. Il tempo perso nel secondo pit-stop ha impedito al pilota della Ferrari di contrastare Rubens Barrichello. Il pilota brasiliano è arrivato quinto con quattro secondi di vantaggio, la sua Brawn GP poteva essere messa a dura prova. Indugio ai box: niente di paragonabile con i guai capitati a Felipe Massa. In partenza non funzionava il kers, e lo scatto del pilota brasiliano non è stato dei migliori. Alla prima curva a passarlo è proprio Kimi Raikkonen, che porta via l’ala anteriore al pilota brasiliano. Massa vorrebbe precipitarsi ai box, ma i meccanici non sono pronti e deve restare in pista un altro giro. Nel frattempo altri problemi: la telemetria ai box non funziona e gli ingegneri non possono aiutare il pilota brasiliano, costretto perfino a comunicare dalla radio il livello di carburante che è a bordo della vettura. Non è facile far fronte a tutti questi imprevisti, e Felipe Massa lo sottolinea con eleganza:

 

“Quando non c’era traffico ero veloce. A Barcellona faremo un grande passo in avanti. Mi sta capitando di tutto, anche l’incidente alla prima curva. Ma la sfortuna passerà”.

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A Sakhir si diffonde anche l’ipotesi di un possibile approdo di Fernando Alonso in Ferrari. In Bahrain, infatti, prima della partenza del Gran Premio si svolge una riunione tra il presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, con il presidente del gruppo bancario spagnolo Santander, Bruno Botin, che oltre a portare il marchio della banca spagnola come sponsor del team di Maranello, fa da mediatore per un possibile acquisto delle prestazioni del Campione del Mondo Fernando Alonso. Nel corso della mattinata, Bruno Botin incontra anche Bernie Ecclestone, poi Martin Whitmarsh e, successivamente, Fernando Alonso e il team principal della Renault, Flavio Briatore. Per capire cosa era ultimamente la Ferrari e cosa e ora, basta confrontare questa speranzosa dichiarazione di Massa con i risultati in pista: a Barcellona nel 2007 Felipe Massa dominava, e l’anno successivo Kimi Raikkonen riuscì a ripetere il positivo risultato. Se a quell’epoca a Massa o Raikkonen gli chiedevano qualcosa sulla gara, loro rispondevano subito con una doppietta. Ma il team di Maranello non è il solo ad essere deluso per il risultato. Il sogno di Jarno Trulli di vincere con la sua Toyota svanisce, o meglio si ridimensiona. In Bahrain esulta ancora Jenson Button, che conquista tre vittorie su quattro gare. Si conferma Sebastian Vettel, secondo, con una Red Bull che non è più una sorpresa. Jarno Trulli è solo terzo. Ma per l’abruzzese, partito in pole, le speranze erano altre. Trulli si è giocato tutto in partenza. Non è passato davanti alla prima curva, ma dietro al compagno di squadra Timo Glock.

 

“Il motore si è ingolfato, era pieno d’olio, quel balbettio, iniziale mi è costato tantissimo”.

 

Con un’onestà che gli fa onore, il pilota italiano evita di prendersela con la propria squadra, ma nemmeno la strategia è risultata efficace. Si sapeva che la Toyota avrebbe faticato con le gomme Hard:

 

“I dati in nostro possesso però fornivano risposte diverse”.

 

Con questo tipo di pneumatici, il team Toyota costringe Trulli a percorrere uno stint di gara molto lungo, perdendo la secondo posizione a vantaggio di Sebastian Vettel. Nel finale, a gomme invertite, il pilota italiano ha avuto a disposizione una vettura molto competitiva:

 

“Ho cercato in tutti i modi di mettergli pressione”.

 

Jarno Trulli ha sperato di poter dedicare la possibile impresa alla regione Abruzzo. Rischia invece di finire le proprie dediche Jenson Button. Il pilota britannico della Brawn GP ha dovuto sorpassare Lewis Hamilton in partenza, si è aiutato con la strategia per superare i due piloti della Toyota, e alla fine ha trionfato e ora è più che mai in fuga nella classifica iridata.

 

“È il momento più bello della mia vita”.

 

Concluso il Gran Premio del Bahrain, lunedì 27 Aprile 2009 il team McLaren viene squalificato per tre gare, ma con la condizionale. Questa l’inaspettata sentenza della FIA, che condanna, e allo stesso tempo salva la scuderia di Woking, secondo un copione ormai consolidato in Formula 1, dove nulla risulta chiaro. La pensante sanzione verrà imposta solo nel caso in cui emergeranno ulteriori fatti sulla questione entro i prossimi dodici mesi, come previsto all’articolo 151c del codice sportivo. L’accusa contro il team McLaren, infatti, è grave: il pilota Lewis Hamilton e il direttore sportivo Dave Ryan dichiarano il falso ai commissari provocando la retrocessione della Toyota di Jarno Trulli. Una successiva inchiesta, bastata sull’ascolto delle registrazioni dei discorsi box in gara, ha fatto emergere la scorrettezza del pilota e del suo direttore sportivo, successivamente licenziato con effetto immediato dalla McLaren. Ma non è bastato squalificare Lewis Hamilton dal Gran Premio d’Australia e ridare il terzo posto a Jarno Trulli: la McLaren-Mercedes è accusata di aver violato l’articolo 151c del codice sportivo internazionale e in teoria rischia anche l’esclusione dal Campionato del Mondo 2009. Tuttavia, Martin Whitmarsh ha scritto una lettera al presidente della FIA, Max Mosley, ammettendo la condotta scorretta e presentando le proprie scuse per evitare provvedimenti drastici. Provvedimenti che, evidentemente, non sono stati presi.

 

“Tenendo conto del modo trasparente e onesto con cui il team principal Martin Whitmarsh si è rivolto al Consiglio mondiale è tenendo conto del cambiamento di cultura che ha avuto luogo nella sua organizzazione, il Consiglio mondiale ha deciso di sospendere l’applicazione della sanzione che ritiene appropriata”.

 

La Federazione ha insomma apprezzato il comportamento di Whitmarsh, ma una cosa è certa: nessuno si è ricordato che questo stesso team due anni fa era stato condannato nell’ambito della Spy Story ai danni della Scuderia Ferrari. E che quindi l’ultimo caso di dichiarazioni false ai giudici, più che un incidente di percorso per il team britannico, sembra in questo periodo storico una vera strategia.

 

Denise Roveran

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