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#1011 2019 Italian Grand Prix

2021-04-08 00:00

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#1011 2019 Italian Grand Prix

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Il secondo Gran Premio dopo la pausa estiva si svolge in Italia, a Monza, nel tempio della velocità, il circuito più veloce del calendario insieme a Spa. Con i postumi della vittoria, la Ferrari si prepara a un altro fine settimana che può solo promettere bene. Il layout presenta caratteristiche favorevoli alla scuderia di Maranello, fiduciosa in una replica del weekend appena trascorso. Prima del Gran Premio d’Italia l’AC Milano e SIAS organizzano un grande evento in Piazza Duomo. Ben 10.000 tifosi si radunano mercoledì 4 Settembre 2019 nel centro di Milano per accogliere il passato, presente e futuro della Ferrari. L’evento, denominato Novant’anni di emozioni, celebra non solo i novanta’anni della Ferrari, ma anche quelli dell’ormai storico circuito di Monza che firma sul palco il rinnovo del contratto fino al 2024. Gli invitati sono tantissimi: dai piloti titolari, Charles  Leclerc e Sebastian Vettel, ai più storici come Jean Alesi, Gerhard Berger, Kimi Raikkonen, Felipe Massa, Mario Andretti, Eddie Irvine, Rubens Barrichello e Alain Prost, fino ai piloti della FDA Mick Schumacher, Giuliano Alesi, Marcus Armstrong, Robert Schwartzman, Callum Ilott, Enzo Fittipaldi e tanti altri.

 

Non mancano gli uomini ai piani alti: il Presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani, il Team Principal della Scuderia Ferrari, Mattia Binotto, il Vicepresidente della Ferrari, Piero Ferrari, Stefano Domenicali, Maurizio Arrivabene, Jean Todt. L’unico assente è il presidente John Elkann, per il resto l’intera storia della Ferrari è presente. Sul piccolo palco davanti il Duomo sono esposte alcune delle vetture più iconiche che hanno fatto la storia di questo team come la 312 F1 del 1967, guidata da Chris Amon, la 312 B3 di Clay Regazzoni, la 126 CK di Gilles Villeneuve, prima Ferrari turbo a vincere un Gran Premio, il prototipo IndyCar, la F2002, monoposto che vinse un numero record di gare aggiudicandosi il Campionato Piloti con Michael Schumacher e quello Costruttori con il contributo di Rubens Barrichello. Non è tutto, è stata anche organizzata una parata di vetture storiche, dall'Alfa Romeo 6C guidata negli anni Trenta da Tazio Nuvolari alla Ferrari 750 Monza del 1955, che passano tra le urla della folla fino ad arrivare in Duomo. Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI, spiega:

 

"Novant'anni incredibili, indimenticabili, irripetibili, la grande storia che ha reso unico lo sport dell’auto agli occhi del mondo. Questo è il Gran Premio d’Italia, grazie anche a un circuito straordinario come quello di Monza: la pista più veloce, più difficile e più spettacolare di tutta la Formula 1. È questa storia straordinaria che festeggiamo - insieme alla Scuderia Ferrari e ad alcuni tra i più grandi piloti di ieri, oggi e domani - in Piazza Duomo, a Milano. Un traguardo, importantissimo e prestigiosissimo, certo. Non una bandiera a scacchi, ma piuttosto un semaforo verde che si accenderà per proiettarci verso altri 90 anni di forti passioni, grandi emozioni e stagioni indimenticabili, che infiammeranno i cuori di sportivi, appassionati, tifosi e ferraristi di tutto il mondo".

 

Continua Mattia Binotto, attuale team Principal della Ferrari e uomo con molti occhi critici puntati addosso:

 

"La Scuderia Ferrari è fatta di unicità. La sua storia, di cui quest’anno ricorrono i 90 anni, è unica, perché è quella di una squadra che è stata capace di eccellere in ogni categoria in cui abbia gareggiato. Ha vinto più di qualunque altro team in Formula 1 e ha saputo primeggiare anche nelle competizioni di durata più massacranti, dalla Mille Miglia, alla 24 Ore di Le Mans alla Targa Florio; è stata in grado di eccellere anche nelle corse in salita e persino nel motociclismo, agli albori della sua storia. La Scuderia Ferrari è fatta di persone uniche e ha raccolto trionfi in tutti i continenti conquistandosi così una tifoseria altrettanto unica, che conta appassionati in ogni parte del mondo. È però in Italia che la nostra avventura ha avuto origine, ed è dunque nel cuore di Milano, nella settimana del nostro Gran Premio di casa, che abbiamo deciso di abbracciare tutti i nostri tifosi, persone straordinarie che non ci abbandonano mai, nemmeno nei momenti più difficili, e che sono una delle più belle rappresentazioni di che cosa significhi #essereFerrari".

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Un evento che rievoca tantissime emozioni e rafforza il legame che unisce i tifosi a questo marchio storico, come disse Vettel tutti sono tifosi Ferrari, anche se dicono di non esserlo, lo sono e tra questi tifosi ovviamente ci sono anche coloro che hanno lasciato la nave, fra cui l’ex presidente della Ferrari, Luca Montezemolo, che ammette:

 

"Sì, la Ferrari mi manca moltissimo".

 

L’ex presidente riceve il benvenuto più caloroso, accompagnato dai cori della folla "un presidente, c'è solo un presidente”, con lui la Ferrari si è portata a casa ben 19 titoli mondiali (11 costruttori e 8 piloti):

 

"Sorpreso? Più che altro commosso, vuole dire che tanti bei momenti rimangono dentro. Il fatto che mi abbiano invitato? Mi ha fatto molto piacere, significa che non si è gelosi del passato. I 19 titoli non sono solo un bel ricordo per me, ma anche per i tifosi. A me la Ferrari manca moltissimo, bisogna però vivere non solo di memorie, ma di futuro. Leclerc? Mi ricorda il giovane Lauda, che imparava in fretta dagli errori. Mondiale chiuso? In questo sport non si può mai dire".

 

Quella della Ferrari è sicuramente una grande storia che rimane nei cuori di chiunque, così come i propri tifosi. In piazza Duomo si festeggia anche la prima vittoria stagionale, Charles Leclerc ha infatti interrotto il digiuno in Belgio ed è pronto a ripetersi:

 

"La vittoria era un momento che aspettavo e che sognavo da bambino, ora ho avuto un po' di tempo per realizzare quello che è successo, ma non troppo perché sono concentrato su Monza. La prima vittoria è un momento molto atteso, soprattutto quando sei alla Ferrari, è una liberazione per me ed è importante anche per il team. Ora sogno il bis a Monza".

 

E aggiunge:

 

"Fra cinque anni mi vedo ancora in Ferrari e campione del mondo. Devi puntare al massimo per crescere, è giusto farlo".

 

Per il monegasco è il primo Gran Premio italiano al volante di una Ferrari e lo stupore davanti alla marea rossa si fa sentire:

 

"Siamo molto carichi, è impressionante vedere così tanta gente e tutti in rosso. L'anno scorso era già stato molto bello guidare per l'Alfa Romeo, un team italiano, a Monza, ma adesso non riesco a immaginare cosa possa significare farlo con la Ferrari. La nostra velocità di punta è buona, nelle qualifiche possiamo essere molto forti, dobbiamo gestirle bene per fare la pole, consapevoli che la Mercedes in gara è molto forte. La Ferrari è come una religione, non è così con altri team. C'è tutta una nazione dietro una squadra, se sei italiano e non tifi Ferrari quasi non sei normale".

 

Anche Sebastian Vettel è fiducioso. Il weekend di Spa non è andato come si aspettava, per via di un mancato feeling con la vettura ha dovuto cambiare strategia e gareggiare per il bene della squadra, rallentando la Mercedes e aiutando Leclerc con la sua prima vittoria.

 

"Sì, siamo carichi.  A Monza è sempre molto emozionante, c'è tanta gente, tanti tifosi. L'ovazione nei miei riguardi? Monza è sempre così, normalmente non lo è. Ed è un piacere. La Ferrari siete voi. A Monza proveremo la doppietta. Impossibile per un tedesco promettere qualcosa, solo Michael forse. Ma mi sento in famiglia".

 

Commenta dopo aver incontrato un ragazzo con tanto di cavallino e nome del tedesco tatuato sul petto.

 

"Vogliamo fare molto bene qui dopo Spa, abbiamo anche una macchina forte. La prima vittoria ottenuta in Belgio è importante per la squadra e per Charles. È stato un anno difficile per noi, non siamo contenti di come è andata, per questo siamo felici del risultato di Spa. Speriamo che anche qui vada in maniera simile, con un'altra nostra bella gara molto forte. Forse stavolta siamo noi i favoriti. C'è il rischio pioggia? Il meteo può essere determinante ma non possiamo farci niente".

 

Anche a lui viene posta la domanda sul futuro:

 

"Non so se tra cinque anni sarò ancora in Formula 1, adesso mi piace come dieci anni fa, forse di più perché sono in Ferrari. Per me adesso conta solo questo week-end".

 

Il giorno dopo i due piloti del team di Maranello si spostano a Monza, con un poco di pressione e motivazione in più per regalare ai tifosi la doppietta promessa. Un’impresa non così surreale, dopo tutto la velocità c’è, i piloti anche e in più si sono già tolti dalle spalle un grande peso. Infatti, Verstappen partirà dal fondo a seguito della sostituzione della power unit, precedentemente testata su Kvyat e Albon. La chiave vincente a Spa è stato il gioco di squadra, è quindi necessario mantenere questo mindset e assicurare la stessa collaborazione tra i due piloti durante il Gran Premio, punto di forza che potrebbe anche rivelarsi essere il tallone d’Achille. Charles Leclerc commenta:

 

"Non ho fatto molto per celebrare la vittoria in Belgio, ma è una sensazione bellissima. Mi dà fiducia e ora posso concentrarmi sul futuro e puntare ad altre vittorie. A Spa è stato un weekend molto difficile, sapevamo che anche con le prestazioni che avevamo sarebbe stato complicato perché le Mercedes erano molto forti sul passo gara. Ma abbiamo messo insieme tutto e c'è stato un grande lavoro di squadra, sia mio che soprattutto di Sebastian Vettel, che ha tenuto Hamilton dietro per un paio di giri e mi è stato di aiuto. Sono contento di aver centrato questa prima vittoria, è sempre difficile fare il primo passo ma quando ci riesci ti togli un bel peso e di questo sono fiero. Ma non c'è molto tempo per pensarci ancora, siamo qui e dobbiamo concentrarci sul lavoro da fare a Monza".

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E per quanto riguarda il suo rapporto con Vettel, aggiunge:

 

"il rapporto è buono, abbiamo trovato il giusto compromesso fra competizione e collaborazione per migliorare la macchina e lavorare per il team. Ogni volta che siamo in pista io voglio battere lui e lui vuole battere me ma fuori condividiamo informazioni, parliamo, cerchiamo di fare del nostro meglio per aiutare il team a portare la macchina dove vorremmo che fosse. Se Seb lascia la Ferrari e nel 2021 arrivasse Hamilton? Per ora sono molto contento con lui, ci intendiamo, è importante in una squadra. Ma mi adatterò a chiunque venisse vicino a me. I rapporti tra noi si possono rovinare se uno dei due va meglio? Abbiamo trovato la maniera di convivere, come persone abbiamo un ottimo rapporto, come piloti ci vogliamo battere. Spero che la relazione resti intatta. Sapevo che era una buona persona sin dall'inizio. Al mio primo anno in Ferrari Driver Academy mi scrisse una lettera a Natale per ringraziarmi del lavoro al simulatore. Avevo 16 anni, fu il più bel regalo che potessi avere.  Un voto alla mia stagione fin qui? Le prime gare sono state da 6, poi penso di essere salito a sette e mezzo e ora voglio migliorare ulteriormente questo voto".

 

Vettel invece non ama sbilanciarsi e dichiara:

 

"Il Gran Premio d'Italia per la Ferrari è la gara più importante della stagione per noi e qui ho tanti ricordi, a partire dalla mia prima vittoria in Formula Uno nel 2008. Qui con la Ferrari sono salito sul podio ma mai sul gradino più alto. È una gara importante per noi, sono certo che il pubblico ci darà una bella spinta ed è l'occasione giusta per dare qualcosa in più. Speriamo di fare qualcosa di 'pesante', abbiamo una bella opportunità e pensiamo di essere pronti ma non la vedo come un'occasione da o la va o la spacca, ci sono ancora tante gare davanti e poi ci sono tanti elementi che possono fare la differenza in un Gp. Dobbiamo essere cautamente ottimisti e realisti, cercando di partire davanti per avere le opportunità migliori. Non posso fare previsioni ma, essendo una pista simile a livello di assetto delle macchine, speriamo di essere competitivi come a Spa. In qualifica sembriamo avere un certo vantaggio ma in gara i valori si riavvicinano molto con la Mercedes. La chiave sta nel capire come gestire le gomme, trovare l'assetto giusto per essere a nostro agio e tirare fuori il massimo dalla macchina. Mi aspetto una battaglia serrata ma penso che potremo dire la nostra".

 

Mentre alla stessa domanda fatta al compagno, il pilota tedesco risponde:

 

"Il mio rapporto con Leclerc rispetto a Raikkonen? Ci sono più parole... È molto forte, va veloce, è maturo. Una cosa è andare veloce a cose normali, un conto è farlo in circostanze particolari: questo fa la differenza in un pilota. Fa bene al team e anche a me, perché a me diverte la lotta. Finora si è dimostrato gentile e onesto, non ci nascondiamo le cose e questo è cruciale per la squadra. Vogliamo riportare la Ferrari al top con una macchina che spazzi via le altre, ancora non ce l'abbiamo ma lavoriamo insieme a questo scopo. Io e Charles, insieme, lo facciamo. Cerchiamo di collaborare per spingere il team, la macchina non è ancora al livello che vorremmo, non è una macchina in grado di vincere tutte le gare, ma penso che un giorno l'avremo e potremo lottare ovunque per vincere. Non abbiamo fatto la stagione che volevamo, abbiamo iniziato bene la seconda metà ma dobbiamo essere realisti: la Mercedes è sempre la favorita perché è nella posizione di vincere ogni gara, qualcosa che a noi manca e che dobbiamo raggiungere".

 

La Ferrari arriva quindi a Monza con le idee ben chiare. Il team di Maranello monterà la spec 3 della sua power unit, già introdotta in Belgio ma solamente utilizzata da Alfa Romeo e Haas. Scelta data dal fatto di volere sfruttare al massimo la velocità sui rettilinei, punto di forza di Monza e della Ferrari stessa, come dichiara Mattia Binotto.

 

"Monza è una pista dove corriamo a velocità medie molto elevate, con rettilinei lunghi e frenate pesanti, con un pacchetto a basso carico aerodinamico. Questo fine settimana, abbiamo in programma di far debuttare la terza evoluzione della power unit. Abbiamo visto in Belgio che, per vincere, dobbiamo fare tutto alla perfezione e il nostro obiettivo è quello di fare esattamente questo anche a Monza. Non ci sarà spazio per gli errori. La nostra gara di casa è sempre importante, ma questo è particolarmente vero questa volta, poiché festeggiamo i 90 anni della Scuderia Ferrari. Correre di fronte ai nostri tifosi di casa è sempre una spinta in più e un’ulteriore motivazione per fare bene. Oltre a qualsiasi altra cosa, non c’è un podio come Monza e pensiamo che non ci sia folla migliore di quella italiana".

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All’appuntamento di Milano è presente anche Antonio Giovinazzi, unico pilota italiano attualmente in griglia. Anche lui parte del vivaio Ferrari e fiducioso di raggiungere quel sedile in futuro.

 

"Per me è importante il Gran Premio di casa, è la prima volta per me qui in Formula 1. Bella la notizia che rimarrà in calendario per altri 5 anni”.

 

Nel 2016 il pilota dell’Alfa Romeo vinse proprio a Monza in F2 con la scuderia Prema Power team.

 

"Quella fu una delle gare migliori della mia carriera. Ero partito ultimo e sono riuscito a vincere davanti ad amici e familiari. Da ragazzino seguivo il Gran premio e tifavo Ferrari, adesso non vedo l'ora di scendere in pista, spero di ottenere un buon risultato. Ci saranno tante persone a sostenermi e non vedo l'ora di godermi questo weekend”.

 

Il viaggio per arrivare in Formula 1 è stato turbolento e, nonostante il 2019 non segni la sua prima volta su una vettura di questo calibro, si tratta pur sempre del suo primo intero anno in un team ufficiale nella categoria madre.

 

"Ho avuto fortuna ad arrivare sin qui. In Italia c'è poco sostegno per i piloti più giovani".

 

In contrasto con l’euforia che circonda la Ferrari c’è Lewis Hamilton, non altrettanto bene accolto dai tifosi italiani. Il cinque volte Campione del Mondo punta al suo sesto titolo, avvicinandosi sempre di più all’idolo degli italiani, Michael Schumacher, in una stagione che sembra già scritta.

 

"A Monza è difficile, ci sono più rettilinei e l'ultima volta in un circuito così siamo arrivati secondi. Dovremo riuscire a raggiungere la velocità della Ferrari. Dopo la pausa sapevamo che sarebbe stata dura. In Belgio sono stati più veloci di quanto avevamo pensato. Vedere i loro tifosi è incredibile. Monza è uno dei cinque circuiti storici, l'atmosfera è pazzesca, ci sono tanti tifosi. Si va velocissimi. La migliore stagione della mia carriera ma il Mondiale non è chiuso, non sono mai stato così costante, anche se forse in un paio di gare non sono andato bene. Diventa sempre più difficile man mano che ci avviciniamo alla fine. Ma io guardo solo alla mia posizione finale, prendo una gara alla volta. So che ci saranno altri più forti, tutti sono feroci e vogliono vincere. Ci sono ancora migliaia di miglia da coprire. Dobbiamo gestire il fisico e il tempo, le gare sono estenuanti".

 

I sette titoli di Michael Schumacher, è questo il prossimo obiettivo da battere per Lewis Hamilton. Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, dichiara che Lewis Hamilton è e resta il punto fermo della squadra anglo-tedesca e che quindi questo obiettivo potrà essere raggiunto: 

 

“Ha una personalità spettacolare. È il solo pilota che abbia sentito dire in una riunione tecnica di non guardare i dati perché aveva guidato male. Ed è un 5 volte campione del mondo, forse il migliore di sempre, con Schumacher. Battere Michael? Se continueremo a dargli una macchina buona, credo che potrà farlo. È quasi a sei titoli, ha trentaquattro anni e credo che ne abbia almeno altri 4 per gareggiare ad alto livello. Lewis è parte di questo team e non prenderà alcuna decisione basata sui soldi. Sceglierà sempre la miglior macchina che potrà avere. Lui rimane la nostra priorità”.

 

Parlando del prossimo Gran Premio d’Italia, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ammette:

 

“Non voglio sbilanciarmi troppo, però, tra quelle che restano questa è l’ultima pista molto difficile per noi. Monza è un circuito storico ed è la casa della Ferrari. Il 95% del pubblico tifa rosso. Ho detto ai ragazzi che, se saremo fortunati, dovremo restare calmi e umili. E se pioverà, noi e la Red Bull saremo i favoriti”.

 

Toto Wolff non ha problemi nell’ammettere che la corsa al titolo mondiale sia girata su alcuni episodi chiave: 

 

“Il terzo giorno della seconda tornata di test siamo riusciti a sbloccare il potenziale della macchina e l’ultimo abbiamo eguagliato i tempi Ferrari. In Australia ci sottostimavano, mentre in Ferrari pensavano di essere abbastanza avanti. Poi l’inerzia è stata dalla nostra. Leclerc in Bahrain avrebbe dovuto vincere senza il problema al motore. Un regalo, ma l’affidabilità è importante. A Baku in Ferrari hanno scommesso sulle gomme medie in Q2 e Charles ha sbattuto. Poi c’è stato il taglio di chicane di Vettel in Canada: sono state tre gare che hanno cambiato la dinamica del campionato”.

 

A Monza la Red Bull Racing decide di montare sulla vettura di Max Verstappen la nuova specifica della power unit della Honda. Ciò comporta una pesante penalizzazione sulla griglia di partenza. Stessa sorte tocca anche a Pierre Gasly, su Toro Rosso, anch'essa spinta da una power unit della casa nipponica. Nonostante questo handicap, Max Verstappen si dimostra fiducioso: 

 

“Domenica dovrò fare qualche sorpasso, e la cosa mi piace. Questo è un circuito rognoso sul quale tentare una rimonta, e saremo costretti a lottare un po’ di più del normale. Ma abbiamo anche guadagnato più potenza. Guardiamo dunque al resto della stagione e al futuro consapevoli che possiamo ancora migliorare, per poter essere davvero competitivi a partire dal prossimo anno. Confrontando la situazione con quella degli anni passati potremmo dire che se avessi avuto una brutta partenza non avrei perso la posizione, mentre con uno start buono sarei stato in grado di guadagnarne una. Ora, se parto bene mantengo la posizione, mentre se ho una brutta partenza perdo una o due posizioni. E questo è un po’ antipatico. Ovviamente non posso andare nei dettagli in merito a cosa si tratti, è un po’ un segreto. Il team tecnico sa quale sia il problema, ma è davvero difficile da risolvere. Se tutto va bene, ora con il nuovo propulsore dovrebbe andare un po’ meglio. Ma riguarda la partenza appena rilasciata la frizione, la fase tra la prima e la seconda marcia. Quel momento è difficoltoso“.

 

E riparlando del Gran Premio del Belgio, il pilota olandese sottolinea:

 

“È stato un fine settimana di sensazioni contrastanti a Spa, ma sono contento di avere un nuovo appuntamento per tornare subito in pista. Monza è un circuito superveloce, che lo rende molto divertente da guidare, ma sarà una sfida per noi e, come per Spa, non è la pista migliore per noi. Per me, le parti migliori sono le sezioni ad alta velocità e la frenata della Parabolica che non è facile, ma quando ti riesce è davvero bello. Monza ha così tanta storia e i fan sono tra i più appassionati che vediamo tutto l’anno. C’è un sacco di rosso nelle tribune, ma speriamo che anche l’esercito arancione sarà presente per sostenerci al massimo in questo fine settimana”.

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A Monza, Alex Albon viene interrogato dai media riguardo la sua prestazione in Belgio e la rimonta che lo ha visto protagonista. Il pilota thailandese risponde:

 

“Il primo stint è stato davvero difficile, con le gomme medie ho davvero faticato. Mi stavo un po’ preoccupando perché non stavo davvero recuperando su nessuno davanti, ma una volta che abbiamo messo le medie è stato abbastanza semplice. Avevamo una buona macchina a disposizione, ho superato alcuni piloti, è stato un bel divertimento.

 

E parlando dell’ultima manovra su Perez, il pilota della Red Bull ammette:

 

“È stato complicato, ma era l’ultimo giro e si è sempre più aggressivi. Lui si è spostato, è stato marginale sicuramente, ma come abbiamo detto agli steward non è stato dannoso. Era vicino e in altre circostanze sarebbe stato un po’ troppo aggressivo, ma poiché la pista era asciutta e c’era una strada d’uscita, sono passato sulla sezione asfaltata e la sua manovra non è stata troppo cattiva“.

 

Guardando all’imminente futuro, Alex Albon affronterà il Gran Premio d’Italia con la Red Bull Racing:

 

“Non vedo l’ora di essere a Monza. Ho vissuto in Italia per due anni quando ho corso in go kart, quindi ho molti amici lì. La scorsa settimana è stata un po’ confusa e c’era tanto da imparare, ma ora mi prenderò del tempo per riflettere e vedere su cosa devo lavorare con il team. Il quinto posto è stato un grande risultato, ma ci sono sicuramente cose su cui devo lavorare e migliorare, quindi farò i compiti prima di questo fine settimana per cercare di capire meglio la macchina. Monza sarà davvero una continuazione del lavoro svolto a Spa e continuerò ad imparare il più possibile. Penso che sia una cosa positiva che Spa e Monza siano gare consecutive, perché avrò la possibilità di fare un salto al simulatore avendo fresco in mente quanto appreso in Belgio. In questo modo non ho bisogno di tempo per capire nuovamente la macchina. Penso che ci concentreremo maggiormente sulle qualifiche, cosa che non ho potuto fare a Spa per la penalità, e sarà molto divertente. Monza ovviamente non è la pista più facile per noi, ma ora che ho guidato la macchina avrò già delle FP1 più lisce, conoscendo meglio anche i ragazzi della squadra. Spero che ci sia meno attenzione mediatica giovedì e che sia una situazione un po’ più tranquilla per me. Per quanto riguarda la pista, in realtà non mi piace tanto da guidare“.

 

A Monza di parla inevitabilmente anche di mercato piloti. Interrogato sulle future scelte del team americano Haas, che vedono in ballottaggio Romain Grosjean e Nico Hulkenberg, il team principal Guenther Steiner risponde:

 

“Se ho detto la scorsa settimana che ci sono tre piloti sulla mia lista e uno di loro non è più sul mercato, potete facilmente indovinare quali sono le mie opzioni adesso. Non siamo ancora disperati,  è una decisione difficile che richiede un po’ più di tempo del solito. Conosciamo molto bene Romain, ma ovviamente abbiamo notato anche ciò che Nico ha fatto. Dobbiamo tenere d’occhio il quadro più ampio e lo sviluppo della squadra”.

 

Proprio nell’ottica del team, qualcuno aveva sollevato perplessità sull’idea di mettere fianco a fianco Hulkenberg e Magnussen dopo gli screzi occorsi tra i due in passato, ma Steiner non sembra preoccupato:

 

“Se non c’è rivalità il pilota non cerca di ottenere il meglio da se stesso. A parte questo, è un problema loro, purché non influisca sulla squadra. Quello che certamente non faremo è valutare Romain sulle singole performance. Conosciamo i suoi punti di forza e lui sa anche su cosa deve lavorare”.

 

Preso dunque in considerazione dalle voci di mercato, Nico Hulkenberg specifica:

 

“I miei programmi per il futuro non sono ancora completamente definiti, ma ci sono delle discussioni in corso. Ci vorrà ancora un po’ di tempo, la situazione è rimasta invariata rispetto alla scorsa settimana ma io non ho particolare fretta. Ci deve essere una prospettiva ideale a livello sportivo per me e non voglio firmare qualcosa a cuor leggero. Ci sono diverse opzioni, ma non c’è nulla di cui poter parlare. Sono convinto che la fortuna si bilanci lungo il corso di un anno, a volte la si ha contro a volte a favore, quindi non penso che le cose debbano andare bene per garantirmi un sedile per il prossimo anno. Lo devo fare semplicemente il mio lavoro, concentrarmi su me stesso per estrarre il massimo dalla macchina ed esprimermi al mio livello.  A Spa abbiamo avuto un weekend complicato, ma alla fine il risultato è stato abbastanza appagante perché ho portato a casa quattro punti e questo è importante per il campionato. Cerchiamo di proseguire su questa direzione anche a Monza approcciando il weekend in modo positivo, vedremo come andrà la macchina senza essere scettici. Per quanto mi riguarda, da qui in poi voglio cercare di ottenere il massimo in ogni fine settimana, vivendo ogni gara singolarmente e attaccando al massimo“.

 

Si è parlato di Kevin Magnussen. Il pilota danese in passato ha avuto degli screzi con il pilota tedesco che al momento corre per il team Renault. Ma non è di questo che si parla con il pilota della Haas a Monza, bensì del fatto che, dopo quanto accaduto a Spa con la morte di Anthoine Hubert, alcuni piloti non avrebbero voluto correre. Kevin Magnussen, a tal riguardo, ha un’idea differente:

 

“Non avevo quei pensieri. Volevo guidare. Ma chiaramente la situazione non era piacevole. Ho paura della morte, non solo in macchina. Non sono un completo idiota, anche se a volte potrebbe sembrare. È stato pazzesco quanta differenza ha fatto quando ho indossato il casco e sono sceso in pista. Entri in uno stato speciale in cui non c’è paura. Probabilmente è qualcosa a cui ci siamo abituati e che abbiamo sviluppato nel corso di molti anni. Spegni semplicemente quella parte del cervello. Sono sicuro che alcuni scienziati saranno in grado di spiegare cosa succede. Con Jules si era trattato di un incidente strano e non è morto lì, in quel momento. Tutti erano più preparati. Ha colpito un cazzo di trattore sbattendo con la testa. È stato molto sfortunato. Questo invece sembrava un classico incidente di corsa, quindi è stato un promemoria sul fatto che questo è sempre uno sport pericoloso. È stato uno shock enorme. Guardare la famiglia di Anthoine in piedi con il suo casco è stato semplicemente terribile, spero di non dover mai più provare qualcosa di simile”.

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Domenica 8 Settembre 2019 si correrà a Monza, nel tempo della velocità. A tal riguardo, Lewis Hamilton esprime i suoi sentimenti riguardo il circuito e il paese italiano:

 

“Monza è uno dei circuiti storici della Formula 1 ed è davvero speciale perché ci sono tantissimi tifosi e anche l’atmosfera e l’energia che trasmette è pazzesca. Poi vai su questa pista con delle curve come la Ascari in cui si va velocissimi. Dopo la pausa sapevamo che sarebbe stata dura sia in Belgio che qui e che avremmo dovuto gestire la situazione. A Spa siamo stati più veloci di quanto ci aspettavamo, ma qui sarà ancora più difficile perché ci sono molti più rettilinei. Ho anche chiesto di togliere un pezzo di alettone per andare più veloce e raggiungere le velocità di punta della Ferrari, ma comunque spero di riuscire a trovare un buon compromesso per questo weekend. Per me l’Italia è sicuramente uno dei miei Paesi preferiti grazie alla sua lunghissima storia; recentemente, per esempio, ho anche visto un documentario sull’Impero Romano. E poi c’è un cibo buonissimo, se vivessi qui farei fatica a non ingrassare. In questi giorni ho mangiato la pasta e il gelato migliore. Da quando ero piccolo sono sempre stato un ammiratore della Ferrari, della loro macchina e della passione dei tifosi. Guardavo la Formula 1 in TV e poi vivere qui dal vivo tutte queste cose ai Gran Premi è sensazionale. Mi piace anche la lingua italiana, forse se trovassi una fidanzata italiana mi potrebbe aiutare. Sarà molto difficile questo fine settimana. Il meteo farà su e giù, quindi potrebbe renderlo più facile o più difficile. Spero che avremo una gara combattuta come l’ultima, ma non dove ci avviciniamo all’ultimo giro, bensì affrontare una sorta di battaglia già durante il gran premio. A volte arriviamo nei weekend e il team prevede che saremo in vantaggio, ma poi finiamo indietro. Altri weekend prevediamo che saremo dietro e poi siamo davanti. Quindi non lo saprò davvero fino a quando non usciremo dai box e inizieremo a veder arrivare i tempi”.

 

Alla domanda se potesse essere tentato di guidare per la Ferrari, Lewis Hamilton risponde:

 

“Non so se si tratti di essere tentati. Penso che si tratti di far parte del piano di gioco. Mi è stato appena chiesto come si sentirei se finissi la carriera senza aver corso per la Ferrari: onestamente, quando fai parte della Mercedes, fai parte di una famiglia per tutta la vita, a condizione che tu rimanga con loro ovviamente. Se si guarda a Stirling Moss, oppure a Fangio, sono ancora onorati all’interno della famiglia. Fai parte della loro storia e si prendono cura di te per il resto della tua vita. Questo è importante per me. La lealtà è una parte molto, molto importante per me. Ma se ci fosse un punto nella mia via in cui c’è qualcosa che voglio cambiare, allora potrebbe potenzialmente essere un’opzione. Non so se lo sia al momento”.

 

Ed infine, il pilota britannico parla del suo attuale rendimento stagionale:

 

“Credo di stare vivendo la miglior stagione della mia carriera. Non ho mai avuto una prestazione così costante durante l’anno. Forse ci sono state un paio di gare in cui non sono andato troppo bene, ma in generale sono stato molto costante. Considerando anche che la macchina non sembrava in certi momenti la più forte, in realtà è migliorata molto e il team è molto felice, però diventa sempre più difficile mentre si va verso la parte finale del campionato. In generale, per quanto mi riguarda non faccio caso a quanti punti ho durante la stagione. L’unica cosa che guardo è la posizione in cui mi trovo quando vedo i maxi-schermi quando arrivo in circuito, con l’obiettivo di essere più in alto possibile. Prendo una gara alla volta, so sempre che ci saranno alcuni piloti più forti e non so come andrà il resto del mondiale. Cerco sempre di lottare sperando che poi arrivi la vittoria finale. Al momento sembra in realtà molto lontano. Mancano otto gare alla fine, sono tante guardando a quanto è stato difficile finora il campionato. Ci sono tantissimi chilometri ancora da percorrere e tanti Paesi da raggiungere, Singapore, Giappone, Messico, Brasile, Stati Uniti, Abu Dhabi. Mantenere le energie a un certo livello e gestire al meglio il tuo fisico e il tempo non è assolutamente facile”.

 

Proseguendo il discorso relativo alla stagione in corso, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, commenta la prestazione delle vetture anglo-tedesche nel Gran Premio del Belgio:

 

“Dal punto di vista delle prestazioni, il nostro weekend a Spa ci ha dato molto su cui lavorare. Siamo stati battuti in qualifica e, sebbene il nostro passo sembrasse promettente, non siamo riusciti a vincere. Tuttavia, considerando la nostra prestazione in Belgio dell’anno scorso, sembra che abbiamo fatto un passo avanti. Quest’anno non abbiamo la vettura più veloce sui rettilinei, ma abbiamo fatto alcuni progressi per quanto riguarda le curve a bassa velocità e il modo in cui la nostra vettura gestisce le gomme. Quindi ci sono anche aspetti positivi da portare via da Spa. Non prevediamo che il GP Italia sia un weekend semplice. Monza è IL circuito di potenza della F1, che premia l’elevata potenza e il basso drag. Sebbene in questa stagione abbiamo avuto il pacchetto più veloce sulla griglia, questo non è l’ideale per una pista in cui la velocità sul dritto è un fattore chiave di differenziazione delle prestazioni. Tuttavia, abbiamo anche visto che le Ferrari sembrano forti sulle piste ad alta velocità al sabato, ma non sembrano altrettanto forti la domenica ed è lì che si conquistano i punti. Non saremo i favoriti in Italia, ma faremo tutto il possibile per lottare con la squadra rossa questo weekend. Monza è un evento molto speciale grazie alla pista storica e alla fantastica atmosfera; non devi essere un fan della Ferrari per apprezzare la grande passione dei tifosi. Potrebbero fare il tifo per una squadra diversa, ma alla fine provano lo stesso amore per le corse che ci guida tutti. Non vediamo l’ora di vivere un fine settimana interessante in Italia, per segnare la fine della stagione europea di quest’anno“.

 

Mattia Binotto, team principal della Scuderia Ferrari, rivolge un pensiero per i tanti sostenitori che hanno potuto festeggiare il primo successo del 2019 domenica scorsa in Belgio:

 

“Presentarsi al nostro Gran Premio di casa dopo la vittoria di Spa-Francorchamps è senza dubbio il modo migliore per arrivare a Monza, soprattutto per ringraziare i tifosi che tanto ci hanno supportato in questa stagione, fin qui non delle più facili. Ci troviamo ad affrontare un circuito dalle medie molto elevate caratterizzato da lunghi rettilinei e violente frenate, sul quale si utilizza un pacchetto a basso carico aerodinamico. In questo fine settimana prevediamo di introdurre la nostra terza unità di power unit. Abbiamo visto in Belgio che per vincere dobbiamo essere perfetti su ogni fronte e il nostro impegno è fare altrettanto anche a Monza. Non ci sarà margine di errore. Il GP di casa è sempre un appuntamento importante ma lo è ancora di più quest’anno, dal momento che celebriamo i 90 anni di Scuderia Ferrari. Correre davanti ai nostri tifosi ci dà sempre una spinta in più e una motivazione ulteriore a fare bene. Dopotutto non c’è un podio più bello di quello di Monza così come non esiste un pubblico migliore di quello Italiano”.

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A provare a ripetere quanto fatto in Belgio saranno Charles Leclerc e Sebastian Vettel. Il vincitore del Gran Premio del Belgio, alla vigilia di quello italiano, si esprime sui suoi sentimenti riguardanti la prima vittoria in carriera:

 

“È stato un weekend molto difficile, per motivi diversi. Chiaramente per quanto accaduto sabato, ma sapevo anche che con le prestazioni che avevamo avremmo faticato in gara. Le Mercedes erano invece molto forti sul long run. Un fine settimana dunque complicato, ma alla fine siamo riusciti a mettere insieme tutto. Non ho idea del perché non abbia parlato durante la gara. Gli ingegneri pensavano che ci fosse un guasto, ma semplicemente non avevo nulla da dire, mi sono semplicemente concentrato sul lavoro al volante. C’è stato un grande lavoro di squadra, da parte mia e soprattutto da parte di Sebastian, che ha fatto un lavoro fantastico tenendo Lewis dietro per un paio di giri, e questo mi è stato molto d’aiuto nell’ultima fase di gara. Ovviamente sono molto contento di aver centrato questa vittoria. È sempre difficile fare il primo passo, ma una volta che ci riesci ti togli un bel peso dalle spalle, e di questo sono molto fiero. Però ora non c’è molto tempo per pensarci, perché siamo già qui. Sono passati solo quattro giorni ma ci troviamo già in Italia, e dobbiamo concentrarci sul lavoro da fare. Era un momento che sognavo da bambino. Ora ho avuto un po’ il tempo di realizzare, ma nemmeno più di tanto, perché il focus è su Monza. Per me significa tantissimo. Il primo successo in Formula 1 è sempre un momento tanto atteso, soprattutto se guidi per un team come la Ferrari. È una liberazione. Ovviamente fa bene anche al team. È la prima e mezza, perché Sebastian in Canada sappiamo tutti che avrebbe meritato la vittoria. Ho capito ancora di più cosa voglia dire da quando sono pilota Ferrari. Vedere quanto rappresenti la Ferrari in Italia per le persone, sembra quasi una religione. In Italia qualcuno che non tifa Ferrari quasi non è normale. Sicuramente è un grandissimo onore per me rappresentare questo marchio. Non ho fatto molto per celebrare questa vittoria, spero di poterlo fare dopo questa gara. Come ho detto, non c’è stato tempo per festeggiare più di tanto. Non ho comprato nulla. È sicuramente qualcosa che se non raggiungi la senti molto lontana, ma quando la raggiungi ti dà una sorta di iniezione di fiducia. È grandioso che finalmente ce l’abbia fatta e ora posso concentrarmi sul futuro, con la speranza che arrivino tante altre vittorie“.

 

Rivolgendo un pensiero a chi lo ha aiutato a raggiungere questi obiettivi:

 

“Per me la famiglia è stata molto importante, mio padre mi ha fatto iniziare a correre in kart a tre anni e mezzo, è partito tutto da lì, dopo ci sono state altre persone chiave. Jules (Bianchi) mi ha aiutato molto in un momento critico della mia carriera, in cui non sapevo bene cosa fare. Mi ha presentato a Nicolas (Todt), il quale ha giocato anche lui un ruolo molto importante nella mia carriera, dandomi tante opportunità. E poi la Ferrari Driver Academy, dalla GP3 mi hanno sicuramente aiutato“.

 

E per quanto riguarda il futuro:

 

“Spero sempre in Formula 1, ovviamente. Vestito di rosso, campione. Sarebbe perfetto. Punti sempre in alto, ed è l’approccio giusto. Se non punti il più in alto possibile non arriverai mai a raggiungere i tuoi obiettivi. Ed è quello che faccio io“.

 

Parlando del rapporto con il compagno di squadra, il pilota monegasco ammette:

 

“È molto buono, penso che abbiamo raggiunto il giusto compromesso tra competizione e collaborazione per cercare di migliorare la macchina e lavorare per il team. Credo che questo sia stato estremamente importante. Ogni volta che saliamo in macchina io voglio battere lui e lui vuole battere me. Quando però siamo fuori dalla macchina riusciamo a condividere informazioni, a parlare insieme, cercando di fare del nostro meglio per aiutare il team a progredire e portare la macchina al livello che dovrebbe avere. È molto metodico, spinge in tutti i dettagli. Ed è qualcosa di cui non mi rendevo conto prima di arrivare in Formula 1. In Formula 2 ti capita di pensare: C’è un po’ di sottosterzo, vediamo di risolverlo per la sessione successiva, poi vai a giocare alla Play Station. Ora, in Formula 1, è un po’ diverso, e sicuramente Seb mi ha molto spinto su questo aspetto. A me piace che la vettura si muova, forse tanto, troppo. E questo mi ha probabilmente svantaggiato su qualche pista. Penso sia questa la differenza principale tra noi. Soprattutto quando arrivi in una squadra come la Ferrari, ma vale anche per l’Alfa Romeo. Lavori con tanta gente, dunque un minimo di maturità ci deve essere, perché devi essere credibile davanti a tante persone”.

 

Infine, in previsione del Gran Premio d’Italia, che si correrà a Monza, Charles Leclerc ammette che la Ferrari potrebbe avere alcuni vantaggi, ma:

 

“Sicuramente la nostra velocità di punta è molto buona, dunque in qualifica possiamo essere molto forti, e anche la scia fa tanto. Dobbiamo anche gestire bene tutto per fare la pole qui. Mercedes era molto forte anche a Spa, dunque non sarà facile. Penso che avremo la velocità, ma la gestione sarà molto importante“.

 

Chiaramente, anche Sebastian Vettel proverà a vincere la sfida con le Mercedes a Monza:

 

“Non posso fare previsioni, ma la pista è simile a Spa. O meglio, è diversa ma è simile a livello di assetto delle macchine. Speriamo di poter essere competitivi come lo eravamo lì. A livello relativo è difficile dirlo. Abbiamo visto la tendenza, come in qualifica sembriamo avere un certo vantaggio su questo tipo di piste, mentre in gara i valori si riavvicinano molto. Loro erano molto veloci lo scorso weekend, quindi mi aspetto che la sfida principale per noi sia gestire le gomme, trovare l’assetto e il bilanciamento giusto per essere a nostro agio in macchina per poi estrarre il massimo. Non posso fare previsioni ma credo che la battaglia sarà molto serrata. Pensiamo di poter dire la nostra, lo speriamo. La Mercedes è stata nella posizione di vincere ogni gara, per noi non è stata la stessa cosa. Ma speriamo di essere molto veloci nel corso di questo weekend. Siamo saliti sul podio a volte, ma mai su quello più alto. Questo è un weekend molto importante, il più grande per la Ferrari. Abbiamo visto ieri la passione che c’è e la vedremo in tutto il weekend. Sono certo che ci darà una bella spinta. Quanto è difficile prevederlo, ma di certo questa è la gara giusta per dare qualcosa in più. Abbiamo una buona opportunità e pensiamo di essere pronti”.

 

Il Gran Premio d’Italia è ultima occasione per vincere quest’anno?


“Non voglio vederla così. Abbiamo ancora tante gare davanti, ma io non voglio guardare a tra dieci gare, ma a questo weekend. Non siamo i chiari favoriti, ci sono dei segnali che possono metterci in una buona posizione, ma dobbiamo essere cautamente ottimisti e realisti. Ci sono tanti elementi: il giro secco è una cosa, ma ci sono tanti giri la domenica. C’è il meteo…tanti altri fattori. La vedo come un’opportunità. Vogliamo partire davanti, perché quella è l’opportunità migliore. In teoria qui ci si aspetta questo tipo di giochi. C’è però poco che si può fare per prepararsi, perché poi dipende dalle tempistiche della sessione. Il giro è abbastanza corto e ci può essere più flessibilità, ma vedremo sabato. Non so se sarà asciutto o bagnato. Se piove naturalmente è inutile. L’anno scorso sicuramente ha fatto la differenza, ma bisogna trovarsi nella posizione giusta. Dipende poi anche dalle gomme. Bisogna vedere se è più importante mettere le gomme nella giusta finestra o provare a prendere la scia“.

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Seb ha già vinto a Monza nel 2008, con la Scuderia Toro Rosso, il suo primo Gran Premio in carriera:

 

“Fu speciale. Con una squadra italiana, powered by Ferrari. Fu una giornata magica, pensai: vincere è così qui. Mi sbagliavo: alla successiva vittoria a Monza, con una macchina non Ferrari, fui fischiato. La Ferrari è unica. Quando ero bambino, in televisione c’era sempre Michael con la macchina rossa. Arrivare qui è stato un sogno, e penso che sia difficile trovare parole per descrivere la Ferrari. È uno spirito, uno state of mind”.

 

Riguardo allo straordinario rendimento di Charles Leclerc, il pilota tedesco ammette:


“Credo che sia stato positivo il fatto che abbia sorpreso tante persone all’esterno del team, però all’interno della Ferrari lo conosciamo perché ha fatto parte dell’Accademia Ferrari per parecchio tempo ed era chiaro che avesse tanto potenziale. Aveva fatto una stagione molto positiva con l’Alfa al suo esordio in F1 ed è bello vedere che abbia subito trovato il passo dei migliori. Dal punto di vista del team è importante che lavoriamo insieme e non l’uno contro l’altro. Finora le cose funzionano bene da questo punto di vista e questo è importante perché in caso contrario avremmo sprecato energie preziose. Questo è un fattore chiave ed è molto positivo. Per lui il weekend scorso è stato molto importante, anche se ovviamente è stato rovinato dalle circostanze, dalla scomparsa di Hubert, quindi non è stato un bel weekend. Però è stata la sua prima vittoria, sono sicuro che sarà in F1 per molto tempo e che ci saranno ancora tante vittorie per lui“.

 

E parlando - e scherzando - riguardo alle differenze tra il rapporto con Leclerc rispetto a Raikkonen, Seb dice:


“Più parole. No, scherzi a parte, come ha detto Charles, cerchiamo di collaborare per spingere il team. La macchina non è ancora al livello che vorremmo. Ho detto prima che non abbiamo avuto la macchina per poter vincere tutte le gare e quello è il nostro obiettivo. Fa gioco ad entrambi se spingiamo nella stessa direzione, perché credo che così un giorno avremo quella macchina che ci permetta di lottare per la vittoria ovunque. È molto importante lavorare insieme. Per me non è giusto quando fuori dalla macchina ci siano problemi. Anche per la squadra, è importante sviluppare la monoposto. In macchina sicuramente Charles è molto forte, è stato più forte di me a Spa. E così non mi piace (ride). Spero che qui ci sia da divertirsi, ma questo è il nostro lavoro. Lui è molto veloce, e ha uno stile di guida diverso, dunque c’è sempre qualcosa da imparare”.

 

Parlando dell’ incidente di F2 a Spa, Sebastian Vettel dichiara:


“Quello che è successo in Belgio non poteva davvero andare peggio. Sarà esaminato in modo assai dettagliato, credo sia corretto, è quello che tutti ci aspettiamo. Dare le conclusioni ora non sarebbe giusto. Dobbiamo avere un quadro completo, ci sono tanti elementi da considerare. Ovviamente io sono un fan delle gare a Spa con un grande pista e un storia straordinaria. Alcune di quelle curve sono davvero uniche, però sicuramente dopo quanto è accaduto dobbiamo esaminare attentamente e prenderci del tempo per capire  esattamente cosa è successo prima di tirare delle conclusioni. Commenti di Stewart su troppe libertà in partenza? Lui gareggiava in un periodo orribile, quando i piloti morivano non dico regolarmente ma molto più di frequente di quanto non succede ora. Di sicuro non si può paragonare la sua era alla nostra. Lui gareggiava a quei tempi e sa cosa si provava ed è in grado di giudicare se ora è diverso o no. Noi non possiamo  giudicarlo allo stesso modo. Per quello che ho capito io è stata una sorta di concatenazione di situazioni negative che hanno portato all’incidente. Tutti sabato e domenica abbiamo avuto dei momenti in cui, anche guidando, abbiamo riflettuto su quanto accaduto. Per certi versi però fa parte del motorsport, che è pericoloso. Fa parte del brivido di questo sport. Gli ultimi anni sono stati una sveglia, con i casi di Jules ed ora di Anthoine. Questo dimostra che ci sono alcune delle cose ancora da fare meglio. Anche se qualcuno può pensare che adesso sia addirittura noioso. Preferisco avere campionati di F1 noiosi se si potessero riportare indietro i piloti che sono venuti a mancare, questo sicuramente non è in dubbio“.

 

Voltando pagina e valutando quelle che saranno le nuove macchine presenti nella nuova formula che avrà il suo via a partire dal 2021, il pilota tedesco ammette di non avere un’idea precisa di come potranno essere:


“Non so quanto quelle immagini saranno fedeli. Non ci sono ancora regole chiare, quindi è abbastanza inutile accostare le foto. Magari quello è più come a qualcuno piacerebbe che fosse la macchina. C’è una grande occasione per migliorare le cose e noi come piloti abbiamo illustrato i nostri punti principali. La discussione è stata molto bella ed è una manifestazione di rispetto il fatto che per la prima volta chi prende le decisioni abbia chiesto la nostra opinione. Noi abbiamo spinto per rendere le cose semplici e avere battaglie ravvicinate in gara. Qualunque sarà il look della macchine sarà secondario: se le gare saranno belle le macchine piaceranno a tutti. Influenza sulla mia decisione di restare in F1? Sì, certo. Non so quanto dureranno le nuove regole, ma il mio contratto scade il prossimo anno. Tutto quello che succede dopo sarà basato sul nuovo regolamento, quindi sicuramente lo dovrò guardare. Al di là di quello che mi riguarda sarà l’occasione per trovarsi in una situazione migliore per il futuro. Ma non è che ora tutto sia orribile. Ogni cambiamento però è sempre un’opportunità di fare meglio o peggio e noi speriamo di fare meglio“.

 

Sebastian Vettel viene infine invitato ad individuare le figure chiave che hanno reso possibile il suo arrivo in Formula 1:

 

“Adesso la persona più importante è Mattia, perché lui è il capo e dunque decide lui come va la macchina. In generale, sicuramente la famiglia. È impossibile iniziare senza il supporto dei familiari. Dopo, per quanto mi riguarda, certamente tanto aiuto da parte di Red Bull, del dottor Marko. Sono stato molto fortunato, perché non ho mai avuto bisogno di un manager. Sono sempre stato libero“.

 

In previsione del Gran Premio d’Italia, la Pirelli, fornitrice unica degli pneumatici, porta gomme di mescola C2, C3 e C4. Mario Isola, Pirelli Motorsport Director, dichiara:

 

“Come Spa-Francorchamps, anche Monza è un circuito particolarmente impegnativo per piloti, monoposto e pneumatici. Rispetto al 2018, quest’anno abbiamo diverse nomination per queste due gare. Per il Belgio la scelta è stata più dura rispetto allo scorso anno, mentre a Monza è leggermente più morbida. La pole 2018 di Kimi Raikkonen è stata la più veloce di sempre e visto il costante aumento delle prestazioni in questa stagione, ci aspettiamo nuovi record. Monza è un circuito sul quale è piuttosto difficile superare e lo scorso anno abbiamo visto quanto possa risultate fondamentale impostare una corretta strategia di gara. Nelle ultime due edizioni del Gran Premio d’Italia ha piovuto durante il fine settimana, aggiungendo un’ulteriore incognita a una gara sempre molto combattuta”. 

 

Due sono le zone in cui è ammesso l'utilizzo del Drag Reduction System: la prima sul rettifilo dei box, con punto di determinazione del distacco fra piloti stabilito prima della curva 11 (Curva Parabolica); la seconda sul rettilineo prima della Variante Ascari, con detection point posto prima della curva 7 (seconda Curva di Lesmo). Inoltre, l’ex pilota di Formula 1, il britannico Derek Warwick, è nominato commissario aggiunto per la gara. Ha svolto già in passato tale funzione, l'ultima al Gran Premio di Germania. Come detto, la Red Bull Racing decide di montare sulla vettura di Max Verstappen la nuova specifica della power unit della Honda. Ciò comporta una pesante penalizzazione sulla griglia di partenza. Stessa sorte tocca anche a Pierre Gasly, su Toro Rosso, anch'essa spinta da una power unit della casa nipponica.

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La McLaren decide di montare la terza evoluzione della power unit della Renault sulla vettura di Lando Norris. L'inglese è così penalizzato sulla griglia di partenza. Dopo il Gran Premio del Belgio, la scuderia di Woking riesce invece a salvare il motore di Carlos Sainz Jr., che così non riceve penalità. Pertanto, a tal riguardo, Lando Norris dichiara:

 

“Nonostante la delusione dell’ultima gara, ci sono alcuni aspetti positivi che possiamo evidenziare dalla nostra prestazione di domenica. Abbiamo avuto un passo più competitivo del previsto in gara e io stavo per ottenere il mio miglior risultato in carriera. Punto a portare questo livello di prestazione anche nel prossimo fine settimana, per lottare per i punti a Monza. Si tratta di un circuito che conosco abbastanza bene avendo già corso nelle PL1 e in F2 lo scorso anno, e anche nelle altre categorie minori. È un tracciato davvero veloce, il più veloce dell’anno, dunque uno dei circuiti più eccitanti dell’intero calendario“.

 

Carlos Sainz è andato a punti una sola volta al GP d’Italia, nel 2018, grazie all’ottavo posto ottenuto con la Renault:

 

“Dopo un difficile fine settimana a Spa in tutti i sensi, non vedo l’ora di affrontare la prossima gara, che fortunatamente arriva tra pochi giorni. Sappiamo che abbiamo alcune aree su cui lavorare e siamo focalizzati a massimizzare le nostre prestazioni nell’arco del weekend. Spa è stato un chiaro esempio di come la battaglia a centro gruppo sarà tosta sino a fine stagione, perciò dovremo continuare a spingere. Monza è un tracciato storico e incredibile e i fan italiani sono tra i più appassionati del mondo, perciò l’atmosfera in pista è sempre molto speciale. Non vedo l’ora di tornare in pista e dare il 100%“.

 

Il team principal della McLaren, Andreas Seidl, infine rilascia un commento riguardo le aspettative che il team britannico ha per la corsa italiana:

 

“Siamo pronti ad affrontare Monza, la tappa finale delle gare europee prima della part finale della stagione. Ci sono alcune lezioni che possiamo ricavare dal Belgio, tra cui una migliore comprensione delle aree da migliorare. Bisogna inoltre continuare ad assicurarci che la nostra affidabilità sia la migliore possibile, e stiamo lavorando continuamente sulle operazioni in pista“.

 

Per quanto riguarda il team Renault, Nico Hulkenberg ribadisce che il team francese si è preparato a dovere per affrontare il Gran Premio d’Italia:

 

“Monza è una pista ad alta velocità che richiede molto al motore. Abbiamo un basso livello di carico aerodinamico sulla vettura, il più basso della stagione, per consentire la massima velocità in rettilineo. A Spa abbiamo avuto un weekend difficile per una serie di motivi, ma alla fine portare a casa quattro punti è stato positivo. Abbiamo dimostrato le nostre capacità sia in qualifica che in gara e punteremo ancora più in alto a Monza. Il nostro obiettivo è quello di avere un fine settimana forte per concludere gli appuntamenti europei della stagione con un buon numero di punti”.

 

Ed anche il pilota australiano Daniel Ricciardo si dimostra fiducioso:

 

“I tifosi sono sempre speciali a Monza e la passione che si vive qui è incredibile. Ci sono macchie rosse e caos ovunque, ma è abbastanza bello vedere tutti scatenarsi. Attendo sempre con ansia la drivers’ parade perché elettrizza e ti gasa prima della gara. Sono anche contento che sia finito il weekend in Belgio. La nostra gara è praticamente finita con l’incidente alla prima curva in quanto era difficile recuperare con il danno che abbiamo subito. Abbiamo comunque mostrato un buon ritmo nelle qualifiche e Nico è riuscito a conquistare dei punti fondamentali. Correre domenica dopo quanto successo sabato è stato impegnativo, ma sono contento di averlo fatto. Monza significa che abbiamo un’occasione immediata per rifarci e speriamo che vada tutto bene”.

 

Lance Stroll ha sempre conquistato punti a Monza, grazie ad un settimo posto nel 2017 e un nono posto nel 2018. Il pilota canadese è pertanto ansioso di poter dimostrare nuovamente il suo valore: 

 

“Sin dalla F3 Monza mi è sempre piaciuta e ho avuto un gran feeling con una pista così veloce, spero di poter confermare l’ottimo livello espresso in Belgio per godermi appieno un’atmosfera unica che merita di restare per sempre in calendario. Con poco carico aerodinamico la macchina si muove molto soprattutto in staccata e bisogna avere tanta fiducia nella monoposto per andare forte a Monza. Perciò il lavoro da svolgere nelle prove libere è fondamentale”.

 

Ed anche Sergio Perez vuole portare avanti con entusiasmo il lavoro svolto fin qui dal team britannico: 

 

“In Belgio mi ha fatto davvero bene tornare a punti. Gli aggiornamenti funzionano e possiamo essere di nuovo competitivi in questa seconda metà di stagione. Monza mi piace tantissimo, soprattutto le due curve di Lesmo e la Parabolica, dove bisogna sfruttare ogni centimetro di asfalto. Bisogna poi fare attenzione al pattinamento, perché in un attimo si rischia di compromettere le gomme nelle forti accelerazioni in uscita dalle chicane. I Tifosi sono fantastici e mi ricordano l’atmosfera che si vive in Messico”.

 

A Monza, oltre al team di Maranello, anche un’altra squadra italiana è chiamata a ben figurare davanti al proprio pubblico. Si tratta infatti della Scuderia Toro Rosso, che prosegue con i due piloti fin ora scartati dalla Red Bull Racing, Pierre Gasly e Daniil Kvjat. Proprio il pilota russo commenta con un po’ di rammarico il debutto del rookie thailandese Alex Albon al volante della Red Bull:

 

“Non so perché lo definiate un buon inizio. Ha trascorso 36 giri dietro di me al volante di una Red Bull Racing e aveva pure iniziato davanti a me. Non lo so, forse in futuro farà di meglio“.

 

Alla domanda se stia prestando attenzione ai progressi di Albon, Kvyat risponde:

 

“Normalmente non lo faccio, ma ho dovuto farlo perché abbiamo combattuto per l’intera gara a Spa. Se fosse stato alla Toro Rosso sì, sarebbe stato fantastico per lui, ma era su una Red Bull, quindi… Non so (se avrebbe potuto fare meglio Gasly), sto solo commentando quello che ho visto. Forse era il massimo, probabilmente era il massimo che la vettura avrebbe potuto raggiungere quel giorno. Ma il fatto è che abbiamo lottato e che ho tenuto dietro una Red Bull per gran parte della gara di Spa, dove l’auto conta davvero molto. È stata una gara molto piacevole per me, a dire la verità“.

 

Per Pierre Gasly, il mese di Agosto è stato complicato, per via della retrocessione dal team di Milton Keynes a quello di Faenza, e della scomparsa Hubert:

 

“Sicuramente è stato un periodo piuttosto impegnativo per me e lo sto vivendo tutt’ora. Lo sto affrontando. Alla vigilia di Spa sono state davvero giornate molto intense e frenetiche. Ho dovuto cercare di capire tutta una serie di novità in Toro Rosso, essendo rientrato nel team. Avevo anche un nuovo staff che lavora sulla mia macchina ed è stato un weekend molto intenso. Ho cercato di fornire la miglior prestazione possibile fin da subito, ma è quello che si cerca di fare. Ora so di aver altre otto gare con la Toro Rosso. Sto cercando di concentrarmi su me stesso per migliorare e offrire le migliori prestazioni possibili per il team. Sicuramente quello che è accaduto a Spa è stato davvero pesante. Mantenere la concentrazione è stato difficile. Specialmente in momenti come quello, è davvero complicato per tutti. A livello mentale è stata dura ed era importante comunque esprimermi nel modo migliore in gara per il team. Penso che possiamo essere contenti dei punti messi a segno nella nostra prima gara di nuovo insieme. Credo sia piuttosto chiaro quale sia l’obiettivo della stagione: devo essere veloce e portare a casa più punti possibili per il team. Siamo in una buona posizione in campionato e dovrò fare tutto il possibile per dare il massimo bottino di punti alla squadra. Toro Rosso più rilassante della Red Bull? No, non è così. Come pilota vuoi sempre dare il meglio di te con la macchina che hai. Gli obiettivi sono sempre gli stessi dal punto di vista della mia prestazione“.

 

Vincere a Monza è sempre un’emozione, che si guidi una Mercedes o un Ferrari il risultato è sempre lo stesso. Il circuito si riempie di tifosi e si colora di rosso ogni volta che si disputa un Gran Premio: uno spettacolo anche per i nemici più acerrimi. Questo è il Gran Premio più veloce dell’intera stagione, comprendente di cinquantatré giri che necessitano di tanta velocità di punta e buona trazione. Il weekend inizia nei migliori dei modi per la Ferrari, poiché Charles Leclerc si conferma in testa a entrambe le sessioni di prove libere del venerdì. Il vero protagonista è però il meteo, dato che una pioggia leggera lascia il circuito bagnato e particolarmente scivoloso, e causa ben tre neutralizzazioni nel corso delle FP1: Kimi Raikkonen, che si scontra contro le barriere alla parabolica, Sergio Perez, che sbatte all'uscita della variante Ascari, e Pierre Gasly, che è vittima di un testacoda al centro della prima variante.

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Nonostante ciò, Charles Leclerc chiude la prima sessione in testa alla classifica con il crono di 1'27"905. I piloti hanno girano con gomme da asciutto solamente quando mancano sette secondi al termine della sessione, e la Ferrari opta per l’utilizzo delle gomme Medium, mentre le altre scuderie preferiscono l’utilizzo della gomma Soft. Il monegasco precede in prima posizione le due McLaren di Carlos Sainz e Lando Norris, Lewis Hamilton, vittima di un testacoda durante il suo tentativo con gomme da asciutto, Alex Albon, Daniil Kvyat, Max Verstappen e in ottava posizione Sebastian Vettel. Nella seconda sessione di prove libere, il pilota monegasco si migliora ulteriormente abbassando il suo tempo e portandolo a 1'20"978, appena 0.068 secondi più veloce di Hamilton. questa volta Sebastian Vettel riesce ad essere già competitivo e conclude le prove al terzo posto, ma pur sempre a 0.2 secondi dal compagno di squadra. Segue al quarto posto Valtteri Bottas, che precede Max Verstappen e Alex Albon. Il pilota thailandese è autore ancora una volta di ottime prestazioni. Un ottimo venerdì per il team di Maranello, ma non del tutto positivo. La Mercedes si è dimostrata più competitiva del previsto su una pista che dovrebbe esaltare le caratteristiche della Ferrari. A tal proposito, Charles Leclerc commenta:

 

"È una bella sensazione essere il più veloce dopo il venerdì, ma non sono sicuro che la situazione rimarrà questa. Le Mercedes sono piuttosto veloci, hanno fatto il loro giro buono in condizioni difficili, dopo che aveva ricominciato a piovere, quindi a parità di condizioni le cose potrebbero andare diversamente. C'è ancora parecchio lavoro da fare".

 

È un po’ meno soddisfatto Vettel, che ancora non ha trovato il giusto equilibrio con la vettura.

 

“In generale è andata abbastanza bene, ma abbiamo tempo per migliorare ancora. Il mio giro non è stato perfetto perché c'è stato molto traffico, tutti si sono lanciati fuori per paura della pioggia appena è scattato il semaforo verde. La qualifica? Dovremo pensare alla preparazione delle gomme nel giro di lancio e cercare qualche scia. L'entusiasmo dei tifosi? La chiave è assicurarci che lo siano anche alla fine della gara. Non so come andrà, non posso fare previsioni. Ho delle palle, ma nessuna di loro di cristallo".

 

Visti i risultati, il team principal della Scuderia Ferrari, Mattia Binotto, è ancora una volta costretto a spiegare la situazione all’interno del team, con particolare riguardo alla gerarchia tra i due piloti titolari.

 

"Tra Vettel e Leclerc non c'è un ordine chiaro o netto. Noi dobbiamo solo fornire loro l'auto migliore possibile. Avere due piloti di punta è un bel problema da gestire e ce lo auguravamo a inizio anno, si è creato un bel clima e la consapevolezza che viene prima la squadra. Il Belgio ha dimostrato che quando c'è bisogno di aiutarsi ci siamo, il gesto di Seb è da Campione del Mondo ma non non è scontato né banale, lo ha fatto con piacere. L’obiettivo è massimizzare i punti della squadra, consapevoli che ognuno corre per sé. A volte il tuo compagno può togliere punti agli avversari. Non nascondo che parlarne coi piloti era imbarazzante nelle prime gare. Non eravamo abituati. Oggi è un fatto condiviso. A Spa è stata una vittoria di squadra. Prima o poi Charles potrebbe far passare Sebastian. Sebastian ha fatto una grande rimonta in Germania e anche in Ungheria è andato meglio di Charles. Non c’è una gerarchia. Spesso Charles è stato più veloce in qualifica sul giro secco, ma in gara Seb è molto forte. Quando è andato via dalla Red Bull Vettel non si sentiva più parte del progetto; oggi è parte della nostra famiglia. Il suo contributo alla crescita del team e della macchina è importante. L’anno prossimo con Seb ci siederemo al tavolo per capire le sue intenzioni e confrontarle con le nostre. Abbiamo la sicurezza di avere un giovane di talento già sotto contratto a lungo termine. Hamilton? Mi fa piacere che abbia fatto apprezzamenti per la Ferrari come tanti piloti. Se Vettel andasse via prenderemo la decisione migliore. Verstappen? Sono cresciuto nell’epoca di Michael, al suo fianco c’erano Barrichello, Massa… Sono dell’idea che si debba avere una grande prima guida e un altro pilota in grado di vincere gare e fare punti. Tipo Hamilton e Bottas. Avere due piloti così forti crea difficoltà di gestione”.

 

E tornando a parlare dei risultati ottenuto a Spa, Binotto ammette:

 

“Spa? È stato un nostro demerito non avere vinto prima. Ci sono state le occasioni, se le avessimo sfruttate, il bilancio sarebbe più equilibrato. Dopo l’estate ci siamo detti che sarebbe stato difficile arrivare al titolo, ma che avremmo dovuto provare a vincere più gare e arrivare secondi tra i costruttori. Spa e Monza sono fondamentali in questo senso. E qui, come in Belgio, ci sono gli auspici per un grande weekend, saremo perfetti”.

 

Il team principal Ferrari mette le mani davanti dopo aver visto l’annullamento del margine sulla Mercedes, piuttosto preoccupante.

 

“Noi non abbiamo promesso una doppietta ma ci sono auspici per fare bene. In Belgio abbiamo vinto con solo un secondo di vantaggio su Hamilton, vuole dire che non c'è margine. Serve quindi un week-end perfetto per vincere ed è tutt'altro che scontato. Non vogliamo fare proclami, ma vincere più gare possibili da qui al termine della stagione".

 

Nel frattempo, però, Lewis Hamilton rimane sorpreso per il ridotto distacco della Mercedes rispetto alla Ferrari:

 

“Il piccolo distacco dalla Ferrari è sorprendente e sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo weekend. Non c’è una grande differenza dagli ultimi fine settimana, ci aspettavamo fossero veloci sul rettilineo, e lo sono, ma ci sono abbastanza curve dove possiamo recuperare. Loro non sono così veloci nelle curve e questo bilancia un po’ le cose. In più andiamo meglio sul passo gara. Penso ancora che sarà una gara piuttosto difficile, ma siamo su un livello simile e questo è positivo. Non prepareremo un set-up specifico per la pioggia, ma cercheremo di preparare la macchina ad essere il più veloce possibile sul giro singolo e vedremo cosa accadrà in caso di pioggia. Ora dobbiamo solamente analizzare i dati per trovare la migliore combinazione, provare e vedere dove si può migliorare e dove posso migliorare come pilota”.

 

Anche Valtteri Bottas è convinto che il team possa avere una grande opportunità, dati i distacchi relativamente ridotti:

 

“Penso che abbiamo un’opportunità, ma dovremo fare tutto perfettamente. Il meteo ha condizionato le prove, a volte pioveva in alcune curve e questo ha impedito di ottenere dati dettagliati sul rendimento di gomme e macchina. La vettura non è andata così male, non ho avuto la scia nel mio giro veloce. I long run sono stati abbastanza positivi“.

 

In una giornata caratterizzata dalla pioggia intermittente, Max Verstappen svolge un lavoro simile agli altri weekend della stagione, nonostante domenica in gara dovrà scattare dal fondo dello schieramento a causa della decisione di montare la Spec 4 della power unit Honda.

 

“Sul bagnato sicuramente avrei più opportunità per rimontare dal fondo della griglia, però anche sull’asciutto abbiamo dimostrato di essere molto competitivi, se valutiamo il passo che abbiamo tenuto oggi. Durante le due sessioni abbiamo lavorato come sempre, svolgendo un programma normale. Il meteo ha complicato un po’ le cose, ma la macchina mi ha dato buone sensazioni. Non c’è molto di cui lamentarsi, chiaramente dobbiamo fare dei passi avanti a livello di bilanciamento, ma su una pista sulla carta sfavorevole credo di avere delle buone possibilità domenica. Il nuovo motore è sicuramente migliore, difficile quantificare quanto, ma ha più potenza“.

 

Per Alex Albon le prime due sessioni di prova sono state complesse. Tuttavia, il pilota thailandese si sente fiducioso:  

 

“È stata una sessione un po’ complicata, ma il feeling con la macchina è buono, anche se la bassa deportanza non è mai simpatica per la guida. Faremo dei cambiamenti per domani, ma non è andata male. Vedremo domani, soprattutto cosa faranno le Ferrari in qualifica. Ma siamo lì, possiamo minare la loro competitività“.

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Chi invece ha avuto problemi maggiori è Lando Norris, che è stato fermato da una perdita d’olio:

 

“Abbiamo avuto una perdita d’olio e, di conseguenza, abbiamo perso tantissimi minuti preziosi per riparare il danno. Nella sfortuna, sono comunque riuscito ad uscire negli ultimi 15/20 minuti e a fare alcuni giri su pista asciutta, capendo un po’ di più la macchina. Ci siamo ovviamente concentrati sul passo gara, vista la penalità che ci aspetta domenica per il cambio della power unit, quindi è come se avessi perso il tempo per la simulazione di qualifica. Tuttavia, avrei voluto girare molto di più, visto che le condizioni meteo saranno incerte per tutto il resto del weekend e su una pista veloce come questa hai bisogno di prendere molta confidenza, soprattutto in frenata. È stata una sessione disordinata, spero che domani sia una giornata più pulita”.

 

Diverso è il pensiero di Carlos Sainz:

 

“Nella prima sessione mi sono sentito molto a mio agio con le gomme intermedie e anche nel momento del passaggio alle gomme slick, una condizione che potrebbe verificarsi anche domenica in gara. Anche nelle PL2 le condizioni erano miste, quindi abbiamo deciso di salvare un set di Soft da sfruttare poi nelle libere di domani mattina. Nel long run ho avuto sensazioni buone, ma confrontando i tempi ci becchiamo otto decimi dalla Ferrari nel primo settore, fatto di due soli rettilinei. Questo ci espone a determinati problemi, perché stiamo iniziando a rimanere un po’ indietro con il motore. Non ci aspettavamo di essere così lenti, ma la situazione è questa”.

 

È stato un inizio complicato per Kimi Raikkonen, che al termine delle prime due sessioni di prova dichiara:

 

Non è stato un grande inizio con il mio incidente durante le FP1, ma ad essere sinceri non abbiamo perso tempo prezioso poiché le condizioni estremamente variabili hanno continuato a disturbare nessuno ha potuto fare un lavoro adeguato. Stessa storia nel pomeriggio, quindi anche se la macchina ha risposto bene e abbiamo messo dei bei tempi sul giro, dobbiamo aspettare fino a domani per vedere esattamente dove siamo“.

 

Ed anche Antonio Giovinazzi non sembra soddisfatto:

 

“Le condizioni non sono state ideali oggi. La pioggia ha reso tutto un po’ più difficile, ma alla fine è stato lo stesso per tutti ed è stato bello fare qualche giro sul bagnato. Sarà interessante vedere che tempo farà domani e domenica, ma la nostra attenzione non cambierà: dobbiamo solo lavorare duro per arrivare al nostro obiettivo. Le qualifiche saranno ancora una volta serrate. Faremo il possibile per trovare il miglior set-up stasera e per ottenere un buon risultato in qualifica”.

 

È invece stata una giornata positiva per Pierre Gasly:

 

“È stata una buona prima giornata. Ora mi sento più a mio agio con la macchina e stamattina siamo riusciti a fare qualche giro anche con le wet e le intermedie e provare cose diverse, soprattutto per farmi un’idea di come si comporta la vettura sul bagnato. Abbiamo trovato la pista completamente asciutta solo nelle FP2 e abbiamo chiuso con un ottimo settimo tempo finale. Il passo gara è stato piuttosto incoraggiante ed è positivo visto che dovrò partire dal fondo domenica. Se riusciamo a migliorare ancora qualcosa potremmo avere una gara emozionante”.

 

Ed anche Daniil Kvjat conferma le buone impressioni della Scuderia Toro Rosso:

 

“Penso che sia stato un venerdì buono, in cui siamo riusciti a completare tanti chilometri. Siamo stati in grado di completare il programma che avevamo preparato e la macchina si è comportata abbastanza bene, penso che possiamo provare a ottimizzare ulteriormente il pacchetto per la qualifica e vedere se ne possiamo spremerla ancora un po’. In generale, sono rimasto abbastanza soddisfatto di come è andata oggi, quindi dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione”.

 

Non è della stessa idea Nico Hulkenberg, che con la Renault ha trovato qualche difficoltà con l’asfalto bagnato:

 

“È stata una giornata discreta, alla fine. Il nostro programma è stato un po’ compromesso dal tempo. Ma è andato tutto bene oggi. Mi sono sentito a mio agio con la macchina questa mattina, tutto sommato si comporta bene, e abbiamo avuto i soliti aggiustamenti da fare qui e là. Nel complesso, giornata positiva , sono stato abbastanza soddisfatto sia sul bagnato e sull’asciutto. Accoglierò il tempo come viene“.

 

Per Daniel Ricciardo, il lavoro svolto è stato positivo, ed il pilota australiano ha avuto una buona impressione della sua Renault:

 

“Monza è sempre divertente ed è bello essere di nuovo qui. È stata una giornata abbastanza positiva, ed è stato bello guidare sul bagnato. La mattinata è andata abbastanza bene e il pomeriggio è stato solido. Abbiamo probabilmente fatto più giri di quanti ce ne aspettassimo, dato che il tempo sembrava peggiore dai radar. Sono stato contento di mettere insieme giri aggiuntivi e la macchina si è comportata bene. Sono risultato a mio agio sia sull’asciutto che sul bagnato, e ho avuto un buon comportamento con entrambi gli assetti“.

 

Giornata complessa per Lance Stroll, solamente quindicesimo al termine delle FP2: 

 

“La giornata è stata davvero compromessa dal tempo. Non abbiamo messo a segno abbastanza giri, dunque è difficile dire dove siamo in relazione agli altri team. È un peccato per i tifosi che sono venuti per vedere azione in pista. Le condizioni miste hanno reso difficoltoso girare, e anche quando abbiamo montato le gomme da asciutto nel pomeriggio ha iniziato a piovigginare, dunque abbiamo dovuto aspettare. Molti piloti hanno ottenuto la loro prestazione migliore all’inizio della sessione, quando era asciutto, ma noi eravamo sulle altre gomme in quel momento. Quando abbiamo montato le gomme da qualifica ha iniziato a piovere e dunque non abbiamo mostrato nulla oggi. Vedremo cosa i dati ci diranno e dove possiamo migliorare nel corso della notte“.

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Va anche peggio a Sergio Perez, diciannovesimo nelle FP1 e sedicesimo nelle FP2: 

 

“Ho iniziato con il piede sbagliato con l’incidente nel mio giro di installazione nelle prime prove libere. Fortunatamente non abbiamo perso nessun giro nelle PL2, quando il tracciato era un po’ più asciutto. Abbiamo raccolto un buon numero di informazioni per domani, con la speranza di essere in grado di colmare il divario in qualifica quando le condizioni potrebbero essere molto diverse“.

 

Il pilota danese della Haas, Kevin Magnussen, sembra invece già soddisfatto: 

 

“È stata una buona giornata, abbiamo provato sia le condizioni da bagnato che da asciutto. Le cose sono andate bene in entrambi i casi. È stato un po’ caotico con i tempi, ma non considero molto le classifiche. Le sensazioni sono state buone sul passo gara. La macchina si è comportata bene, e aveva un buon grip. Niente di fenomenale ma abbastanza buono. Dopotutto, non una brutta giornata“.

 

Ed anche il suo compagno di squadra, Romain Grosjean, conferma le buone sensazioni sentire da entrambi i piloti della Haas:

 

“Il pomeriggio è andato bene. Nel corso della mattina abbiamo provato a fare qualche giro con le intermedie, ma non penso fossimo molto competitivi, i settaggi non erano calibrati per le condizioni da bagnato. La sessione pomeridiana è stata sorprendente, ad essere sinceri, non mi aspettavo di essere così a mio agio in macchina. Il passo è stato buono, le sensazioni globali anche, è stato gradevole. Abbiamo fatto un long run, e ne sono stato soddisfatto. È stata una buona giornata, speriamo che continui così anche domani“.

 

Non cambia la situazione per la Williams. Anche in presenza di pioggia, Robert Kubica non si distanzia dalle ultime posizioni.

 

“Oggi il tempo ha giocato un grande ruolo, e abbiamo portato a termine alcuni giri con condizioni miste. Il passo è risultato come da pronostico, Monza è un circuito ad alta velocità, e non siamo principi sotto quell’aspetto. La macchina si è comportata meglio che in qualsiasi altra circostanza dell’anno, il che è sorprendente dato che questo è un circuito dove normalmente fatichi a fare subito bene. Comunque, i fan italiani creano una bella atmosfera ed è bello tornare a Monza“.

 

Ed anche il compagno di squadra George Russell conferma che la giornata odierna non è stata favorevole per proseguire il lavoro del team britannico: 

 

“Oggi è stato un giorno poco adatto per il tempo, ma ogni giro in pista impari qualcosa. Le prime prove libere sono state abbastanza costruttive, dato che abbiamo confrontato un’ala a bassa deportanza con una standard. Le FP2 sono state abbastanza positive per quanto riguarda la simulazione passo gara: non sono molto soddisfatto della mia prestazione con poco carico di benzina, ma tutto sommato penso che abbiamo dato il massimo in una giornata difficoltosa“.

 

Nel corso del pomeriggio, Lewis Hamilton incontra la stampa e i media, con la quale colloquia ed esprime diverse curiosità. Alla domanda relativa alla nuova era che sta per prendere vita a breve in Formula 1, e quali stimoli possa avere Hamilton, il pilota britannico risponde:

 

“In realtà so già che voglio continuare. Almeno al momento la penso così, amo quello che faccio. Due anni fa avevo qualche dubbio su come mi sarei sentito, ma mi diverto ogni giorno sempre di più. Mi piace navigare in questa cosa bellissima chiamata vita e posizionare la mia vita in modo diverso, focalizzandomi su nuove cose che mi piace fare. Sono molto eccitato all’idea di quello che sta per arrivare nel 2021. La motivazione non è mai stata in discussione e sono impaziente di vedere in che modo questo sport cambierà. Se faranno un buon lavoro o un cattivo lavoro e come io posso essere parte di questo cambiamento per le future generazioni”.

 

Lewis Hamilton è uno dei piloti migliori riguardo la gestione dell’usura degli pneumatici. È un fatto di sensazioni, oppure ci sono altri aspetti?

 

È pura sensibilità. Non c’è nulla che puoi ottenere guardando gli pneumatici. Ha a che fare con la sensibilità e con il tipo di pista. Ci sono poi altri parametri da considerare. Ad esempio l’asfalto che ha diversi livelli di abrasività, più o meno intensi, e anche le curve possono essere più o meno aggressive sulle gomme. Altri parametri sono il livello di utilizzo il punto di frenata ed il bilanciamento di frenata, il livello di utilizzo della potenza motore, che tipo di marcia stai usando…ci sono davvero molte cose da combinare assieme. Ma alla fine è un fatto di sensibilità“.

 

Ed è una cosa che si può imparare o si può solo migliorare?

 

“Certamente è una cosa che si può imparare, non è una cosa alla quale si arriva di colpo. Ci vuole del tempo, così come nel giro di qualifica impari che il passo nel giro di lancio deve essere diverso da una pista all’altra. Anche quanto puoi spingere prima che la gomma inizi a cedere. Anche il bilanciamento aerodinamico è importante. Se togli ala anteriore in funzione della gara e ti trovi con una macchina sottosterzante, alla fine anche le gomme posteriori iniziano a cedere. Allora scarichi il posteriore cercando un assetto neutro ma poi ritrovarti con del sovrasterzo. Ci sono davvero tanti aspetti da considerare”.

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Quanto è stato difficile vivere un week end di gara nel quale c’era appena stato un incidente mortale in Formula 2? Si pensa sempre che questi incidenti non possano più accadere.

 

“Invece possono accadere ed è per quello che ho postato quel messaggio su Instagram. In Giappone avevamo avuto quel tragico incidente (a Jules Bianchi, ndr) ma quando avevo undici anni e correvo sui kart un mio coetaneo morì in un incidente in pista. Quindi avevo già avuto presto questa triste esperienza. Per un pilota è una cosa che ti colpisce molto duramente, nel più profondo dell’anima. Quella sera non sono riuscito a dormire, non potevo credere a quello che era successo quel giorno. Poi penso anche che abbiamo perso Charlie Whiting e Niki Lauda quest’anno e il mondo è andato avanti lo stesso e questo mi fa pensare che a volte la vita è molto triste. Certo questi incidenti ormai non accadono più molto spesso. Una volta erano molto frequenti ed il pubblico vedeva i piloti come dei supereroi che schivavano la morte. Ma anche se viviamo in un’epoca molto sicura, il pericolo è sempre lì. La possibilità c’è sempre. Nella vita è umano dare un sacco di cose per scontato, ed è il nostro modo di essere. Io stesso arrivo la mattina ed inizio a parlare con i miei ingegneri entrando nel ciclo di lavoro del week end. È la normalità. E se avessi un incidente in cui dovessi farmi male sarebbe uno shock per molti. Ma io sono consapevole quando salgo in macchina che i miei giorni non sono infiniti“.

 

La GPDA dovrebbe essere più attiva sulla sicurezza in Formula 1?

 

“Solo dallo scorso anno la GPDA ha iniziato ad essere più unita. In precedenza era solo un gruppo disunito di persone, non c’erano tutti i piloti e non lavoravamo insieme. Ora invece discutiamo di temi comuni e lavoriamo in gruppo. Ma solo ora (e batte la mano sul tavolo per rafforzare il messaggio ndr) abbiamo iniziato ad avere rappresentanza nei meeting FIA. Penso che ci avessero già invitati in passato ma non eravamo interessati a partecipare. Ora invece io sono stato all’ultimo meeting FIA a Parigi dove siamo stati ascoltati per la prima volta. Per cui sono certo che adesso possiamo lavorare a fianco alla federazione, e ci sono davvero molte cose su cui lavorare. Inoltre, ad esempio, dopo il briefing piloti in pista incontriamo spesso altre persone per tematiche legate alla sicurezza come caschi ad esempio. E siamo tenuti in considerazione. Dobbiamo poi guardare ad altre aree del motorsport in cui la sicurezza può essere migliorata. Come le macchine di Formula 2 ad esempio, probabilmente non sono abbastanza sicure, devono essere più resistenti“.

 

Hamilton dove trova la motivazione per correre ancora con tanta intensità dopo aver ottenuto tanti successi?

 

“Dal fatto che non si raggiunge mai la perfezione, e la ricerca continua della perfezione è quello che mi piace della Formula 1, ci sono sempre possibilità di migliorare le cose. Certo non è facile continuare ad alzare l’asticella. È più facile inseguire la vetta che cercare di restarci ma questo è quello che dobbiamo fare. E io sono una persona super competitiva, sono fatto così. Non so se voi fate qualche sport ma vi faccio un esempio. Io gioco a tennis con mio padre e lo batto sempre ma lui sta migliorando continuamente. Per cui devo migliorare la mia tecnica, il mio servizio (mentre lo dice mima i gesti con la racchetta ndr). E oggi in Formula 1 arrivano tutti questi ragazzini che sono molto svegli, proprio come lo ero io alla loro età. Ma io devo cercare di mantenere la freschezza giovanile, unendo la mia esperienza per mantenere la mia leadership su di loro. Adoro questa sfida“.

 

Lewis Hamilton si aspetta una gara difficile a Monza?

 

“Sappiamo che qui con tutti questi rettilinei la Ferrari sarà molto competitiva, ma spesso quando poi arriviamo alla gara io riesco a far durare le gomme un po’ di più del previsto. E se il nostro passo fosse vicino al loro potremmo avere una buona gara e qualificarci bene. Se poi piovesse sarebbe molto meglio per noi per riuscire ad entrare nella lotta”.

 

Come deve adattarsi la guida del britannico quando corre a fianco di altri piloti che non hanno nulla da perdere e sono in lotta per la vittoria in una singola gara?

 

“Per me l’obiettivo è fare più punti possibile per la squadra. Quando sei un po’ più indietro cerchi di prenderti qualche piccolo rischio in più per guadagnare una posizione, ma quando sei in testa al campionato invece pensi più a lungo termine. Ma anche quando sei giovane in generale sei più aggressivo. Oggi la mia percezione è diversa e quando sono in macchina penso a quanto spazio devo lasciare ad un altro pilota, e al fatto che dietro di me ci sono duemila persone che hanno lavorato per darmi quella macchina e contano sul fatto che io sappia prendere la decisione giusta. Senza essere egoista quindi senza cercare di guadagnare una posizione in più, il che non è male in sé, ma può costare al team il campionato costruttori. Invecchiando sono diventato un team player e capisco meglio che non posso vincere tutte le gare. Quando ero ragazzino pensavo “No! le voglio vincere tutte!” ma poi capisci che il campionato è una maratona e non una gara sprint. E questa è una filosofia che non hai quando sei ventenne”.

 

Ora Hamilton è completamente integrato nel team Mercedes. Potrà mai immaginar di andare altrove?

 

“Si, riesco ad immaginarlo ma so quanto tempo ci vuole per costruire quello che ho adesso con questa squadra. Quando sono arrivato in Mercedes ho trovato un team con una mentalità molto aperta, in fase di crescita. Solo dal secondo anno abbiamo iniziato a lavorare per raggiungere quello che siamo oggi. So che in un’altra squadra tutto questo sarebbe da ricostruire. Sicuramente non troverei il modo di lavorare che ho qui e che mi consente di raggiungere i risultati di oggi. Si tratta di cose davvero piccole che fanno la differenza. All’inizio ad esempio nel box non avevo il casco pronto di fianco alla macchina ed ero sempre in mezzo ai piedi ai meccanici col casco in mano. Cose piccole come ho detto, ma che fanno la differenza nel modo in cui ti prepari ad entrare in macchina. Il mio tavolo in ufficio e vicino a quello degli ingegneri. Spesso loro sono testardi e fissati coi loro dati. ti dicono “I dati sono questi e facciamo le cose così ogni anno da vent’anni. Per cui fai come ti dico io” . Ma qualche volta li devi scuotere e dirgli “No! questa volta dobbiamo provare una strada diversa”. Ci vuole un sacco di tempo per rompere questi meccanismi. Se andassi in un’altra squadra mi direbbero “Chi cavolo è questo qua che mi dice come devo fare il mio lavoro?”. Ma devi costruire una relazione di fiducia per riuscire a lavorare insieme”.

 

Lewis Hamilton ritiene la sua carriera completa anche senza aver mai corso per la Ferrari? Lewis pensa alla risposta, prende tempo, poi risponde:

 

“Penso di sì. Devi pensare che quando sei parte della Mercedes sei parte di una famiglia tutta la vita. Quindi al 100% potrei finire oggi la mia carriera ed essere contento. E guiderei una Ferrari in strada (ride). (Evidentemente non è convinto perché riflette sulla risposta e si rifà la domanda da solo, ndr) Sarei arrabbiato se non avessi mai guidato per la Ferrari? Non penso ci si debba soffermare troppo situazioni che non si conoscono davvero. Certo, vedo le Ferrari in pista ed adoro il loro colore. La passione del team Ferrari sotto al podio quando c’è un loro pilota è differente. Ma non so se questo è scritto nel mio futuro. Il tempo lo dirà“.

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Il buon momento della Ferrari prosegue anche durante le FP3 che si svolgono nel corso della mattina di sabato 7 Settembre 2019. La prima posizione è ottenuta da Sebastian Vettel, che registra un tempo di 1'20"294, precedendo Verstappen e Bottas. Le prove iniziano con un ritardo di dieci minuti a seguito dell’incidente di Alex Peroni in F3. La vettura del pilota è volata in aria atterrando sulle ringhiere di ferro, per questo motivo la direzione gara ha deciso di rimuovere il dissuasore alla Parabolica. Nel corso delle prove diversi motori Mercedes riscontrano problemi tecnici. A tal riguardo, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, dichiara:

 

“Abbiamo iniziato ad analizzare i dati per capire cosa è successo, ma abbiamo avuto solo cinque giorni per farlo. Abbiamo un’idea di cosa potrebbe essere andato storto, ma non abbiamo completato un’analisi approfondita. Rimangono dei punti interrogativi”.

 

Dopo quanto visto nel corso delle prove, lecito pensare che la Scuderia Ferrari possa concedere un’altra vittoria al pubblico italiano, a Monza. Tuttavia, il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, cerca di placare gli animi:

 

“Il nostro vantaggio è superiore in qualifica e inferiore in gara. A Spa abbiamo vinto con solo un secondo di margine, quindi per ripetere questo risultato dovremo essere perfetti. C’è sempre un po’ di apprensione, soprattutto perché per noi l’affidabilità è stata un punto debole quest’anno“.

 

Ciononostante, concluse le prove, gli animi della folla inizia ad accendersi in vista delle qualifiche in un’atmosfera piena di italianità a partire dai tributi sui caschi, sulle tute e sulle livree. Tra questi troviamo anche un simpatico Lando Norris, che in onore del suo idolo di infanzia, omaggia il Campione del Mondo delle moto Valentino Rossi con una replica del suo sole e luna sia sul casco che sugli stivali, oltre che a girare per il paddock con un buffo cappello da pescatore firmato The Doctor. In vista delle qualifiche il Race Director Michael masi apporta un cambiamento dopo gli avvenimenti delle prove del Gran Premio di F3. Infatti, per evitare dei massicci rallentamenti alla ricerca di una scia introduce una velocità minima da mantenere nel corso del giro di lancio. La sessione di qualifiche prende il via alle ore 3:00 p.m. di sabato 7 Settembre 2019 e diversamente alla giornata del venerdì non è prevista pioggia. Monza è un circuito in cui la scia è fondamentale per assicurarsi il giro veloce, e come previsto tanti piloti escono a coppie tra compagni di squadra, proprio per sfruttare al massimo questo effetto. Le Ferrari partono sin dal Q1 con gomme Medium, mentre la Mercedes cerca di qualificarsi al Q2 con le mescole Soft. Leclerc si porta subito in testa con un crono di 1'20"126, e riconferma il suo ottimo passo. Dopo soli quindici minuti dall’inizio della sessione viene esposta la prima bandiera rossa.

 

Questo perché Sergio Perez si ferma in pista in curva 3, venendo così eliminato dal Q1 e terminando per la prima volta la qualifica alle spalle del suo compagno di squadra. A farne le spese è Sebastian Vettel: il pilota tedesco si stava migliorando grazie alla scia concessa da Leclerc, ma il pilota della Ferrari è stato costretto a rientrare ai box. Perez non è l’unico ad avere problemi in pista: infatti, quando riprende la sessione di prove, anche Max Verstappen inizia a procedere lentamente per un probabile problema al motore. Il Q1 termina quindi con l’eliminazione di Grosjean, Perez, Russell, Kubica e Verstappen, il quale sarebbe già partito ultimo per la sostituzione della power unit. Mercedes e Ferrari scendono in pista per il Q2, con Valtteri Bottas che concede la scia a Lewis Hamilton, e Sebastian Vettel fa lo stesso per Charles Leclerc. Il monegasco segna il tempo più veloce, 1'19"553, e si porta ancora una volta in testa alla classifica dei tempi, seguito da Hamilton, Vettel, Ricciardo, Bottas e Albon. Sono invece a rischio eliminazione Stroll, Norris, Giovinazzi, Gasly e Raikkonen, ultimo a seguito di un fuoripista nel secondo settore. A due minuti e mezzo al termine i piloti sono ancora tutti fermi ai box. Nessuno vuole scendere in pista per primo ed offrire la scia agli avversari.

 

Poi, pero, Alexander Albon scende in pista per primo, seguito dai due piloti della due Ferrari che scendono in pista in coppia, con Leclerc che precede Vettel. Per quanto riguarda il team Mercedes è ancora una volta Valtteri Bottas a dare la scia a Lewis Hamilton. Il pilota tedesco è il più veloce nel primo settore con l’aiuto del compagno ma nonostante ciò, entrambe le Ferrari non concludono l’ultimo tentativo e Hamilton ne approfitta superando Leclerc per appena 0.089 secondi. Il Q2 si conclude con Giovinazzi, Magnussen, Kvyat, Norris e Gasly esclusi dall’ultima sessione. Perciò, si giocano la pole position Hamilton, Leclerc, Vettel, Ricciardo, Bottas, Albon, Sainz, Hulkenber, Stroll e Raikkonen. Il primo pilota a scendere in pista per affrontare il Q3 è Sebastian Vettel, che precede Charles Leclerc. Nel frattempo qesta volta, a turno, sarà Lewis Hamilton a fornire la scia a Valtteri Bottas. Inizia il gioco delle scie: come già visto nel corso delle prove di F3, i piloti si danno battaglia per prendersi le posizioni migliori. Infatti, Sebastian Vettel va lungo alla prima curva prendendo la via di fuga. Ora dietro al pilota della Ferrari seguono i due piloti della Renault, poi Leclerc e Raikkonen. Sainz si mette in mezzo i due piloti della Mercedes, mentre Vettel si ritrova a dover guidare il gruppo, quindi senza scia, e segna un crono di 1'19"457. Nel frattempo, il suo compagno di squadra conquista la pole provvisoria grazie ad un vantaggio di 0.039 secondi su Hamilton e 0.150 secondi su Vettel.

 

Poco dopo le qualifiche vengono interrotte una seconda volta, quando Kimi Raikkonen si scontra contro il muro all’uscita della Parabolica. Valtteri Bottas e Alex Albon si ritrovano i tempi congelati dalla neutralizzazione della sessione mediante l’esposizione della bandiera rossa, mentre Sebastian Vettel rischia di vedersi cancellato il tempo realizzato, poiché potrebbe aver valicato la linea bianca che delimita la traiettoria della pista con tutte e quattro le ruote. In attesa della ripresa delle qualifiche, viene assegnato il tempo a Bottas: contrariamente alla prima impressione, il pilota finlandese ha tagliato il traguardo prima dell’esposizione della bandiera rossa. Bottas è terzo a 0.047 secondi di distanza dalla vetta, mentre Vettel quarto a 0.1 secondi di distanza, mentre i primi due - Leclerc e Hamilton - sono dividi sa soli 0.039 secondi. A cinque minuti al termine, a seguito dell’esposizione della bandiera verde, nessuno vuole uscire dai box. Il tempo si fa sempre più stretto e il rischio di non riuscire a tagliare il traguardo in tempo per un ultimo tentativo è sempre più alto. Solamente con due minuti al termine Hulkenberg si fa coraggio ed esce dalla pit lane, mentre tutti gli altri si accodano. Ma il pilota tedesco procede lentissimo e come lui molti altri piloti. È una delle situazioni più bizzarre mai viste in una qualifica di Formula 1. Nico Hulkenberg taglia la prima curva molto lentamente. Stroll ancora più lento cerca di stare dietro di lui. Nessuno vuole favorire con il gioco delle scie gli altri.

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In Ferrari il piano era di avere Leclerc davanti a Vettel, così che quest’ultimo potesse sfruttare la scia, ma Sainz si mette in mezzo ai due con la sua McLaren. Le posizioni tra i due piloti della Ferrari si invertono e nel mucchio nessuno va in testa, ed ognuno aspetta qualcun altro. Vettel, spazientito e senza un tempo buono, fa segno di passare ai suoi avversari, quindi lo spagnolo lo passa e insieme a lui passa anche Leclerc, ma sorprendentemente tutti i piloti tranne quest’ultimi due prendono la bandiera a scacchi e quindi non effettuano un ultimo tentativo. Un esito imbarazzante per tutti, troppo presi nella ricerca della scia e nell’evitare di regalarla a qualche avversario. Le qualifiche si concludono con la quarta pole di Charles Leclerc, nonché seconda di fila. Lewis Hamilton partirà in prima fila al fianco del pilota monegasco, seguito da Valtteri Bottas, Sebastian Vettel, Daniel Ricciardo, Nico Hulkenberg, Carlos Sainz, Alex Albon, Lance Stroll e Kimi Raikkonen. Terminate le prove di qualificazione, Lewis Hamilton dichiara:

 

"Sono onorato di essere in prima fila e di poter lottare con le Ferrari, è positivo essersi messi in mezzo tra di loro. È stato deludente nel finale non riuscire a lanciarci, ma abbiamo aspettato troppo e il tempo è scaduto. Quel giro di lancio è stato molto pericoloso, anche se divertente. Volevamo stare dietro per sfruttare la scia, ne avevamo bisogno, comunque ripeto, la prima fila è positiva".

 

Il suo compagno di squadra, Valtteri Bottas, che gli ha dato la scia quasi sempre nel corso della sessione di prove, si classifica al terzo posto:

 

"Sono stato fortunato ad aver realizzato il tempo nel primo run per pochi secondi, poi invece nell'ultimo giro lanciato ho preso la bandiera, comunque guardando alla gara le nostre simulazioni erano buone, siamo contenti del risultato, ma è domani la giornata che conta".

 

Ma il vero protagonista di questo weekend è Charles Leclerc. Dopo la vittoria in Belgio il pilota monegasco si è aggiudicato anche la pole position a Monza, circondato da tutti i tifosi della Scuderia Ferrari:

 

"Un onore essere in pole davanti a tutti voi. Un peccato non aver potuto fare l'ultimo giro, c'è stato un gran casino. È davvero incredibile vedere così tante persone, sin da mercoledì all'evento di Milano, è fantastico, sono felice per la pole, ma è stato un vero peccato che nel finale ci sia stata tutta questa confusione. Non volevamo bloccare gli avversari. Seb era in grado di prendere la pole e non volevamo sacrificare una macchina per l'altra. Ma la McLaren e la Renault andavano a 20 kmh, non c'era spazio dove andare. Seb mi ha passato lì con il casino, poi sono rimasto dietro di lui fino all'ultimo rettilineo quando mi hanno detto di superarlo e l'ho fatto, ma non c'era più il tempo per il giro. Domani sarà una giornata importante, il passo gara durante i long run è stato buono quindi sono fiducioso".

 

Un fatto, questo, che si traduce in una generale investigazione, al termine di una sessione di qualifica ritenuta da molti imbarazzante. È infatti infuriato Sebastian Vettel, solamente quarto, senza scia a inizio Q3 e nell’ultimo disperato tentativo. Nel primo giro lanciato era andato tutto come pianificato: Vettel davanti, siglando il quarto tempo senza scia, Leclerc dietro, prendendosi la pole provvisoria. Ma nel secondo tentativo, dove i ruoli si sarebbero dovuti invertire, Leclerc è sembrato più esitante e con l’aggiunta del traffico Vettel è rimasto senza il prezioso aiuto de compagno di squadra.

 

"È inutile che Charles mi abbia superato in prossimità della Parabolica per darmi la scia: ormai era troppo tardi. Doveva essere davanti fin da subito. Nell’ultimo giro di lancio, tutti rallentavano e io facevo segno di spingere, ma anche Charles rallentava. Ad ogni modo sono contento della macchina, la qualifica è andata bene, la macchina era ottima, ho fatto un ottimo giro ma non avevo la scia. Questa è la differenza tra fare la pole e non fare la pole oggi. Con Charles credo che non abbiamo eseguito quello che avevamo pensato oggi. Nessuno mi ha dato la scia, oggi sono stato un po' solitario. Non sono pienamente felice perché credevo fosse chiaro quello che ci eravamo detti prima. Io ero quello che diceva a tutti di levarsi, la gente rallentava, Charles rallentava e alla fine io non ho passato il traguardo. Ad ogni modo per il team è un buon risultato e vedremo cosa riusciremo a fare domani”.

 

Il team principal della Scuderia Ferrari, Mattia Binotto, si ritrova a dover dare delle spiegazioni, soprattutto dopo gli elogi di inizio weekend sull’importanza del gioco di squadra.

 

“Peccato per Sebastian. Il secondo tentativo è quello in cui avrebbe dovuto sfruttare al meglio la scia. Le cose non hanno girato come le avevamo previste, poi è successo quello che è successo. Oggi Seb era molto veloce, credo che avrebbe potuto fare un’ottima qualifica. Lui lo sentiva, era convinto di poter fare molto bene. Trovarsi in questa posizione non è quel che sperava. Capisco la sua frustrazione. Finite le cose da fare dopo la qualifica parleremo insieme a lui e cercheremo di capire cosa si poteva fare di diverso. Sono situazioni che nascono, non dico imprevedibili perché sapevamo che tutti sarebbero usciti all’ultimo e avrebbero cercato di stare davanti. La scia conta molto, lo abbiamo visto stamattina provando la qualifica, sono almeno quattro decimi ed era determinante per fare un bel tempo. Dobbiamo riguardare tutto onestamente, per noi è tutto in diretta. Riguarderemo i dati e alcune situazioni, anche nel primo run, ce ne sono da chiarire, poi valuteremo. Una pole è sempre una pole, resta un bellissimo risultato. Dispiace tanto per Sebastian. Detto questo, essere davanti a tutti a Monza è la prima gioia, si è sentito il boato dei tifosi. È chiaro che uno in pole al primo tentativo si trova lì davanti alla fine si chiede chi me lo fa fare di tirare. Vogliamo una doppietta domani, e la qualifica di oggi non complica i piani. Sarà gara lunga, combattuta. Partendo primi e quarti, la partenza è chiave. Si può far bene fino alla prima chicane, il tratto è lungo, poi ci saranno opportunità al pit stop e con la nostra velocità magari anche chance in pista. Intanto ci sarà certamente qualcosa da chiarire nel debriefing di questa sera”.

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L’inchiesta dei commissari si chiuderà con tre reprimende per Sainz, Hulkenberg e Stroll. Un esito migliore rispetto a quello visto in F3, dove sono stati penalizzati ben diciassette piloti su partecipanti. Il pensiero del team principal della Mercedes, Toto Wolff, alla conclusione delle qualifiche del Gran Premio d’Italia, è però differente: 

 

“Avevate mai visto una cosa del genere? No? Neanche io. Una cosa del genere non era degna nemmeno di una formula junior. Il problema era che tutti cercavano di avere la scia buona ed è diventato un gioco di nervi a chi usciva per primo. Poi qualcuno è uscito per primo ma solo per ridurre ancora di più la velocità passando attraverso la chicane fuori pista. Era come un gruppo di ragazzini e tutti sono sembrati degli idioti. Hulkenberg guidava il gruppo e poi è passato dritto attraverso la chicane e poi alcune altre auto si sono messe davanti a ridurre la velocità. Non è stato uno spettacolo degno della Formula 1. Noi abbiamo limitato i danni, siamo in una posizione in cui se finissimo la gara così, io firmerei. Ma c’è tutto il Gran Premio di domani davanti. Noi abbiamo una buona macchina e dobbiamo tenere il piede giù e far segnare punti importanti”.

 

Ma Charles Leclerc non ci sta ad incassare le accuse, essendo stato anch’egli coinvolto, e risponde:

 

“Non c’era assolutamente intenzione da parte nostra (di bloccare gli avversari, ndr). Ovviamente c’era anche Seb che era in grado di prendere la pole position e non volevamo sacrificare una macchina per la pole dell’altra. È stato piuttosto complicato. Sicuramente penso che situazioni come quella che è accaduta dopo la seconda curva non debbano accadere, c’erano due vetture affiancate che andavano ai 20 km/h e non siamo riusciti a superarle. Credo che la maggior parte dei piloti dietro avrebbe voluto passare, ma non ne ha avuto l’opportunità. Questa situazione ha generato un gran casino verso la fine ed è per questo che alcune macchine non sono riuscite a iniziare il loro giro. Il piano era che nel primo run Seb mi avrebbe dato la scia e nel secondo gliela avrei data io. In realtà, sono uscito dai box davanti a lui, poi c’è stato l’enorme casino dopo curva 1 e 2. La McLaren e la Renault si sono fermate in mezzo alla pista e non avevamo alcuno spazio dove andare. Seb mi ha sorpassato lì con il casino, perché ovviamente eravamo abbastanza consapevoli che il tempo era stretto, poi sono rimasto dietro di lui fino all’ultimo rettilineo in cui ho sentito alla radio: Puoi superare Seb. Quindi l’ho superato, ma poi non ho avuto nemmeno il tempo di iniziare il giro. È stato un peccato, ma non credo che avrei potuto fare molto di più“.

 

Questa è invece l’opinione di Daniel Ricciardo:

 

“La verità è che nessuno voleva concedere la scia all’altro. Stare davanti voleva dire rimetterci due decimi nonostante la pista libera. Penso che nessuno meriti una penalità, è stato un caso estremo. Dovremo però parlarne per evitare che questo succeda ancora. Nessuno ci ha guadagnato nulla oggi. Io ero in fondo al gruppo, non volevo restare lì e ho cerato di passare ma non è facile sapere cosa stanno pensando quelli davanti a te. Non è così ovvio passare cinque macchine davanti a te mentre tutti stanno lottando per la propria posizione. Sarebbe stato meglio se ci avessero mandato fuori un minuto prima avremmo avuto tutti più tempo. All’ultima curva quando ho visto tutte quelle macchine davanti a me ho pensato che sarebbe stato un giro molto complicato, dovrei avrei potuto rimanere coinvolto in qualche problema. Ma quando ho visto il semaforo rosso in fondo al rettilineo e ho capito che era andata male a tutti mi sono un po’ consolato. Può essere che le modifiche aerodinamiche che sono state introdotte in questa stagione per evitare i disturbi aerodinamici hanno reso possibile il fatto di correre più vicini e questo ha reso la scia ancora più importante qui a Monza. Possiamo essere a due secondi dalla macchina che ci precede senza avvertire disturbi. Forse lo scorso anno si doveva rimanere un po’ più indietro. Non saprei è molto strano. La nostra macchina va molto bene sui circuiti a basso carico. Ero abbastanza confidente per questo Gran Premio. Anche a Montreal eravamo andati bene e avevamo fatto la nostra migliore qualifica con il quarto posto. Siamo quinti qui a Monza ed a Spa, altra pista veloce, eravamo sesti. Vedo un certo trend insomma. Certo anche a Monaco, dove invece il carico è importante, eravamo veloci ma lì conta il pilota.”

 

Ed anche Alex Albon conferma ed aggiunge:

 

“Volevo andare fuori e provare a fare almeno un giro, per vedere quanto potessimo essere competitivi in Q1. Ma appena uscito da curva 2 ho perso potenza, e dunque ho dovuto abortire il mio tentativo. Non è lo stesso che ho già avuto in passato. All’apparenza sembra qualcosa di diverso. All’inizio i primi si allontaneranno molto, su una pista in cui ci sono poche curve e non puoi guadagnare tempo sul giro, dunque è davvero difficile colmare il distacco. Spero dunque che domani piova. Ad ogni modo, cercheremo di avere una bella gara. Tutti stavano cercando la scia. Vale molto con queste macchine, dunque nessuno vuole andare per primo. Inoltre, non abbiamo terminato il giro precedente a causa della bandiera rossa. Sono sicuro che il tutto sia sembrato abbastanza ridicolo in TV, e lo è stato anche in macchina. Sai in Q1 di avere margine, e dunque lo porti fino in Q3, ed è giusto. Vedremo, il mio passo gara non era buono come le prestazioni sul giro secco“.

 

Il pilota ritenuto maggiormente colpevole, Carlos Sainz, si difende dicendo:

 

“Siamo tutti sotto investigazione? Beh, è normale. Quando succedono cose del genere… Stiamo arrivando ad un punto in cui è tutto un po’ ridicolo. Ci saranno persone che si saranno divertite per questo show, altri no, ma mi chiedo, a che cosa serve la qualifica? Io almeno avevo già completato un giro, ma c’erano altri che non l’avevano fatto e che sembrava che non volessero proprio farla. Si va dal mezzo secondo ai sette decimi per questo la volevamo tutti. Senza si perde molto. Ma io ho preferito fare il mio giro senza scia, piuttosto che non farlo. Sapevo di avere solo un margine di tre secondi alla fine e quando ho visto che nessuno andava ho deciso di partire io”.

 

Max Verstappen, impossibilitato dal poter segnare un tempo nel corso della sessione di prove, spera che domenica possa piovere, per trarne un piccolo vantaggio:

 

“Preferirei una gara bagnata, Monza non è una pista adatta a noi. D’altra parte abbiamo il nuovo motore, più fresco e con un upgrade di potenza. Non volevo partire ultimo in Belgio, per me gara di casa. Anche se poi è andata male lo stesso. Non ho mai visto l’opportunità di vincere. Cosa ci manca? Siamo terzi nel mondiale piloti. Non è male. Come potenza sui rettilinei la Ferrari è davanti, Spa e Monza sembrano fatte per lei. Però in piste come l’Ungheria hanno sofferto. Rispetto alla Mercedes all’inizio la nostra RB15 non era così buona, ma abbiamo recuperato. Molti piloti dicono che sognano di correre per la Ferrari. Io dico che desidero correre con la vettura più veloce possibile. Se fosse rossa adorerei essere in rosso, se fosse grigia in grigio, se fosse blu idem. La Ferrari è un grande marchio, ma un pilota alla fine vuole vincere. Io e Leclerc insieme? Potremmo coesistere, come compagni di squadra ci sarebbe di sicuro rispetto, io e Charles vogliamo entrambi vincere. Non nego che potrebbero esserci scontri, ma non arriveremmo a quello che hanno fatto per esempio Nico e Lewis in Mercedes”.

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Il suo ex compagno di squadra, ora alla Toro Rosso, Pierre Gasly, chiude la sessione di qualifica al quindicesimo posto. Ciononostante si definisce soddisfatto:

 

“È stato un sabato positivo per noi. Dato che avremo la penalità domani, ci siamo concentrati sul passo gara questa mattina, cercando di avere una buona idea del comportamento della macchina a pieno carico di benzina. Abbiamo comunque deciso di fare un tentativo in qualifica, per vedere dove eravamo. Mi sono sentito a mio agio con la macchina ed eravamo abbastanza competitivi, terminando noni in Q1. In Q2 abbiamo utilizzato le gomme utilizzate nella sessione precedente per portare a termine qualche giro, sapendo che avremmo comunque preso il via dal fondo della griglia. La macchina si è comportata bene, e abbiamo mostrato anche un buon passo, nonostante la penalità. Penso che potremo avere buone opportunità in gara domani, e non vedo l’ora di vedere cosa saremo in grado di fare“.

 

Mentre Daniil Kvyat, pur partendo tredicesimo, non è altrettanto felice.

 

“Sfortunatamente quella di oggi non è stata una giornata rappresentativa del nostro vero passo. All’ultimo giro della Q2 abbiamo avuto davanti diverse macchine ed è stato un po’ caotico. Ho trovato tanto traffico sul mio giro, nel quale le vetture davanti stavano facendo errori e abortendo i loro giri, e anche in quella situazione sono quasi riuscito a guadagnare la Q3. È un peccato perché penso che avremmo potuto passare il taglio, e così ci siamo complicati la vita. Abbiamo provato qualcosa di diverso, ma non ha funzionato, dunque è sicuramente una lezione per il futuro. Non sarà facile, ma proveremo come sempre il tutto per tutto per arrivare a punti domani. Il nostro passo gara non è sembrato così male, e il nostro pacchetto sembra competitivo qui, dunque se ci prepariamo bene e portiamo a termine una gara come quella di Spa potremmo puntare ad un buon risultato, per riscattare quello di oggi”.

 

Davanti al pilota russo scatterà Kevin Magnussen, con la Haas.

 

“È stata una giornata discreta, ma dispiace perché la Q3 era a un decimo davanti a noi e c’era la sensazione di poterci entrare. In Q2 sono uscito dietro Albon, che era molto più veloce di me e ho potuto sfruttare la sua scia solo per mezzo giro. Recentemente abbiamo sofferto molto sul passo gara e possiamo solo sperare che non succeda anche domani. Le simulazioni del venerdì sono sembrate incoraggianti, quindi speriamo che si ripeta la stessa situazione anche in gara. Non siamo lontani dalla Top-10 e, se tutto andrà bene, potremo lottare per i punti”.

 

Romain Grosjean, rimasto escluso in Q3, si dichiara molto deluso:

 

“Sono molto deluso per l’eliminazione in Q2. La macchina era effettivamente migliore di quanto fosse stata nelle PL3 e anche in curva mi sentivo veloce. Mi è mancata un po’ di velocità di punta rispetto a Magnussen: non so il perché, ma questo mi è costato qualche decimo. Il mio giro è stato buono, ho avuto un po’ di traffico nella variante della Roggia che mi ha fatto perdere un po’ di tempo”.

 

Lance Stroll è felice di essere rientrato in Q3, ma ammette di essere dispiaciuto per la situazione che si è venuta a creare, nella quale si è trovato coinvolto.

 

“Sono felice di essere tornato in Q3 dopo un po’ di tempo. Tuttavia, è un peccato non essere riuscito a far segnare un tempo con quella situazione che si è venuta a creare. Penso che tutti abbiano sottovalutato il timing: tutti volevamo una scia e alla fine abbiamo preso bandiera. Complimenti a Sainz che ha fatto una valutazione giusta. Ho dei bei ricordi qui a Monza negli ultimi anni e spero di ottenere un buon risultato anche domani, magari sfruttando il meteo incerto”.

 

Al termine della Q2 Antonio Giovinazzi è rimasto escluso a causa di un ritardo di soli 0.002 secondi. Il pilota italiano, sconfortato, parla proprio di questo ritardo, ammettendo:

 

“Davvero non so dove ho potuto perdere quei due millesimi. Diciamo che ho avuto un problema alla variante della Roggia. Lì è uscita fuori una Renault portando tanta ghiaia in traiettoria e ho perso probabilmente un decimo e mezzo, che mi è costato sicuramente la Q3. Domani c’è la gara, non partiamo da dietro, abbiamo la scelta della gomma libera e dobbiamo essere ottimisti. Domani è la giornata in cui si fanno i punti, oggi potevo essere ottavo e magari finire sedicesimo in gara. Così invece possiamo giocarcela un po’”.

 

Kimi Raikkonen, invece, non cerca scuse. Il pilota finlandese non ha potuto segnare nessun tempo nel corso della Q3:

 

“Chiaramente ho fatto un errore e ne ho pagato le conseguenze, com’è giusto che sia. È molto lontano dall’ideale per domani ma vedremo. Il meteo potrebbe ulteriormente mischiare le carte. Il caos della Q3? Non mi interessa, non ne ero coinvolto”.

 

A differenza del suo compagno di squadra, Sergio Perez è stato eliminato nella Q1 e scatterà dalla diciassettesima posizione: 

 

“È un vero peccato, abbiamo perso un’opportunità. Penso che si è rotto qualcosa nel motore, ma ancora ancora cosa perché non ho parlato con i miei ingegneri. Ho perso improvvisamente potenza e ho dovuto fermare la macchina. Vedremo cosa saremo in grado di fare domani. Speriamo di poter limitare per quanto possibile i danni e fare una gara forte per provare a conquistare dei punti”.

 

Sconfortato, Robert Kubica ammette che non si sarebbe aspettato di già rispetto all’ultimo tempo segnato:

 

“Sapevamo che non sarebbe stata una sessione facile per noi. Le sensazioni in macchina prima della sessione non erano poi così male, ma poi in qualifica il bilancio è cambiato completamente ed è stata un po’ una delusione. Dobbiamo vedere come sarà il meteo domani e cercare di cogliere ogni opportunità”.

 

Lando Norris, che chiude la giornata con il quattordicesimo tempo, è già consapevole della penalizzazione che lo costringerà a partire dal fondo della griglia: 

 

“Avevo poche cosa da fare in queste qualifiche. Qualificarmi davanti a Gasly e Verstappen, non uscire in Q1 e dare a Carlos una buona scia fino a curva 1 nel Q2. Questo era quello che avevamo preparato. Direi che il lavoro è stato fatto e partiremo il più avanti possibile, tra quelli che partono dal fondo della griglia. Fare punti sarebbe bello, ma ci sono molte vetture da superare e sono auto che possono talvolta essere più veloci di noi in rettilineo. Di solito in gara tendiamo a fare meglio che in qualifica, quindi speriamo di passare intatti curva 1, avere una gara divertente e vedere la bandiera a scacchi“.

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Domenica 8 Settembre 2019 giunge in fretta, il paddock è già in furore per la gara e si riempie di volti conosciuti. La strategia prevede un’unica sosta. Quasi certamente, nella seconda parte di gara, verranno montate le gomme a mescola Medium, ma l’utilizzo delle gomme Hard non è da escludere. Dopo aver suonato l’inno di Mameli, inno nazionale italiano, segue lo spettacolo delle frecce tricolore che sorvolano sull’autodromo di Monza. L’attesa è alta, così come le aspettative dei tifosi, soprattutto dopo l’evento di Milano. Spenti i semafori inizia ufficialmente il Gran Premio d’Italia. Charles Leclerc e Valtteri Bottas partono bene. Il pilota finlandese si affianca al pilota della Ferrari, mentre Lewis Hamilton precede Sebastian Vettel che cerca uno spazio dove infilarsi. Il pilota britannico si riprende la posizione su Bottas alla variante della Roggia e incredibilmente Vettel viene superato da Nico Hulkenberg. Nelle retrovie alcune vetture rallentano drasticamente: tra queste vi è anche una Racing Point, che trovandosi dietro Verstappen, nettamente più veloce, finisce per essere tamponata. Il pilota olandese danneggia l’ala anteriore e si trova costretto a prendere la via di fuga. Anche Lando Norris ha perso tantissimo tempo nel primo giro e si trova ora a dover seguire il gruppo dal diciassettesimo posto.

 

Dopo una partenza disastrosa Sebastian Vettel riesce a riprendersi la posizione all’inizio del secondo giro e si lancia all’inseguimento delle Mercedes che lo precedono. Nonostante Hamilton e Bottas non sembrino affatto partiti sconfitti, Charles Leclerc guadagna ben 0.2 secondi e in poco tempo inizia a portare il distacco a 1.5 secondi. Nel frattempo Alex Albon passa all’interno Carlos Sainz nella seconda chicane, ma lo spagnolo restituisce subito il favore in curva 6. I due piloti entrano in contatto e Albon finisce nella ghiaia, perdendo posizioni. Ne approfitta Antonio Giovinazzi, che guadagna una posizione. Finito undicesimo, il pilota thailandese tenta ora di superare Kevin Magnussen, mentre Daniel Ricciardo passa il compagno di squadra, Nico Hulkenberg. Le due Renault sono al quinto e sesto posto al momento. Vettel recupera terreno sui due piloti della Mercedes e si porta a poco meno di un secondo da Bottas. Purtroppo, però, il pilota tedesco compromette da solo la propria gara, perde la vettura a curva 10 e finisce in testacoda finendo fuori pista. Rientrando in corsa, il pilota della Ferrari centra anche la Racing Point di Stroll e danneggia l’ala anteriore. Il pilota canadese, infuriato, non fa sicuramente di meglio e dopo essersi lamentato del comportamento di Sebastian Vettel, effettua la stessa manovra e rientra in gara senza controllare che non ci fosse nessuno, costringendo Pierre Gasly a commettere un errore pur di evitarlo.

 

Dopo aver effettuato la sosta ai box per sostituire gomme e ala anteriore, Sebastian Vettel precipita all’ultimo posto. Un disastro: è il secondo anno di fila che a Monza il piota tedesco finisce in testacoda. Non solo: sia Vettel che Stroll finiscono sotto investigazione da parte degli stewards e poco dopo viene annunciato che il quattro volte Campione del Mondo dovrà scontare uno Stop and Go di ben dieci secondi, mentre Stroll dovrà scontare un drive through. Nel frattempo Alex Albon passa Kevin Magnussen bel corso dell’ottavo giro, tagliando la chicane, ma non restituisce la posizione, perciò gli vengono assegnati cinque secondi di penalità. Al momento la classifica vede Leclerc in testa alla corsa, seguito da Hamilton e Bottas. Dietro i primi tre seguono Ricciardo, Hulkenberg, Sainz, Giovinazzi, Albon, Kvyat, Magnussen, Perez, Stroll, Norris, Gasly, Raikkonen, Russell, Verstappen, Kubica, Vettel e Grosjean. Il pilota della Ferrari sconta la sua penalità al tredicesimo giro; per lui ormai la gara non può andare peggio, mentre davanti il suo compagno allunga il distacco portandolo a quasi due secondi su Hamilton. Nel mentre Verstappen, partito ultimo, ha già rimontato ed è in tredicesima posizione, alle spalle di Norris.

 

È una gara difficilissima per Charles Leclerc, che continua a sentire la presenza di Lewis Hamilton. Nei giri successivi, infatti, il pilota britannico riduce a 1.5 secondi il divario tra i due. Il pilota monegasco non può permettersi il minimo errore. Nel corso del diciassettesimo giro escono dai box i meccanici della Mercedes, ma è una finta e il team Ferrari non reagisce. Nel frattempo viene comunicata la penalità inflitta a Kimi Raikkonen da parte degli stewards, dopo essere partito con un set di gomme sbagliato. Il pilota finlandese dovrà scontare uno Stop and Go di 10 secondi. Nel corso del ventesimo giro Lewis Hamilton anticipa le mosse di Charles Leclerc ed effettua il pit stop, rientrando in pista appena dietro a Daniel Ricciardo. La risposta della Scuderia Ferrari è immediata. Il pilota monegasco viene richiamato ai box e rientra in pista davanti a Lewis Hamilton, seppur di poco. Ora il pilota monegasco monta un set di gomme Medium, mentre il britannico proseguirà con un set di gomme Hard. Il distacco tra i due è quasi inesistente e il pilota della Mercedes si prepara al sorpasso, ma Leclerc chiude la traiettoria. Valtteri Bottas viene incitato ad aumentare il ritmo, così da poter aiutare il compagno una volta effettuato il pit stop.

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Charles Leclerc supera Nico Hulkenberg alla parabolica e Lewis Hamilton sfrutta la scia di entrambi sul rettilineo, passa il pilota tedesco e attacca Leclerc alla Roggia, ma il pilota della Ferrari non lascia spazio e rimane davanti. La lotta tra i due non ha fine, il campione in carica ci riprova in curva 3, va all’interno dell’avversario, ma ancora una volta si trova la strada sbarrata all’improvviso, tanto da avere un piccolo contatto finendo per metà sull’erba. Il pilota britannico è costretto a prendere la via di fuga. Una mossa che farà discutere l’inglese, e infatti viene data bandiera bianco e nera a Leclerc. Una volta superato Ricciardo, i due hanno davanti solamente Bottas, che però deve ancora fermarsi. La sua sosta arriva verso metà gara, ed il pilota finlandese rientra dietro Ricciardo. Anche Sainz effettua il pit, ma la ruota anteriore viene montata male ed il pilota spagnolo è costretto a fermarsi all’uscita della pit lane. La gara viene neutralizzata. In questa fase Charles Leclerc deve stare attento alla ripartenza, perché Lewis Hamilton è molto vicino. Ma Leclerc approfitta della presenza di Sebastian Vettel per prenderne la scia e mantenere la prima posizione.

 

Pochi giri dopo e la gara viene neutralizzata una seconda volta poiché Daniil Kvyat si ferma poco prima della prima chicane. Il Gran Premio riprende all’inizio del trentaduesimo giro. Max Versteppen, partito ultimo, passa Pierre Gasly e guadagna la dodicesima posizione, dopodiché si getta all’inseguimento di Lando Norris, mentre il suo compagno di squadra, dopo aver scontato la penalità, è già sesto. Nel frattempo Lewis Hamilton guadagna terreno anche grazie all’esposizione della bandiera gialla che gli ha permesso di recuperare terreno a seguito dell’errore commesso poco prima che la bandiera venisse esposta. I due contendenti alla vittoria sono separati da poco meno di un secondo, ma la Ferrari sul rettilineo è fortemente competitiva, al punto che Lewis Hamilton decide di aprire la radio e chiedere di poter sfruttare maggior potenza motore ai suoi ingegneri. La classifica vede ai primi dieci posti Charles Leclerc e Lewis Hamilton separati da 0.5 secondi, poi Bottas, Ricciardo, Hulkenberg, Albon, Giovinazzi, Perez, Norris e Verstappen.

 

La pressione è tanta, e per il pilota monegasco non c’è stato un attimo di pausa fin dall’inizio della gara. Questo porta al primo ed unico errore commesso dal pilota della Ferrari, che blocca gli pneumatici anteriori alla prima variante e taglia la chicane, ritrovandosi Lewis Hamilton vicinissimo e pronto a sfruttare l’occasione. Il pilota britannico tenta l’attacco all’esterno ed incrocia la traiettoria con Charles Leclerc, ma il pilota Ferrari non cede e resta davanti, spingendo ancora una volta il pilota britannico ad aprire la radio e a lamentarsi della guida al limite del rivale. Mentre i due si danno battaglia, Bottas guadagna terreno e con le gomme nuove si trova a meno di tre secondi dalla testa. Di questo passo Hamilton sarà costretto a cedere la posizione al compagno di squadra, che al momento è il pilota più veloce in pista. A dodici giri dalla conclusione Bottas è a 1.5 secondi da Hamilton, che fatica sempre di più a tenere il passo del pilota della Ferrari.

 

Sotto pressione arriva anche l’errore per il pilota inglese, che blocca le gomme in frenata, prima di affrontare la chicane dopo il rettilineo principale, e perde la posizione in favore del pilota finlandese. Bottas si getta all’inseguimento di Leclerc, essendo distante solamente 1.5 secondi. Nel frattempo, Kevin Magnussen si ritira quando mandano solamente otto giri alla fine, a causa di problemi idraulici. Nei giri finali Lewis Hamilton si arrende e inizia a perdere drasticamente terreno rispetto a Charles Leclerc e il compagno di squadra, Valtteri Bottas, il pilota britannico decide quindi di puntare al bonus di un punto cercando di segnare il giro veloce, pertanto effettua un pit stop a tre giri dalla fine. Al passaggio di Leclerc davanti alla tribuna centrale i tifosi italiani si alzano già in piedi; anche se Valtteri Bottas è vicino sentono già il sapore della vittoria, anche perché il pilota finlandese continua commettere piccoli errori che vanno ad allungare il distacco. La tensione aumenta, ma Bottas commette un altro errore alla Roggia e perde un secondo. Conclusi i cinquantatré giri previsti Charles Leclerc taglia il traguardo in prima posizione: è la prima vittoria Ferrari a Monza dal 2010, quando a vincere fu Fernando Alonso. Il team principal della Scuderia Ferrari, Mattia Binotto, esprime la sua gioia in radio nei confronti di Leclerc, dicendo:

 

“Charles, sono Mattia, oggi sei perdonato, sei tutti noi bravo”.

 

Dopo l’urlo liberatorio, Charles Leclerc ringrazia:

 

“Grazie mille, grazie a tutti, siete i più grandi, mamma mia non ci sono parole, grazie per tutto, siete i migliori per sempre”.

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Dietro al pilota monegasco passano sotto la barriera a scacchi Valtteri Bottas, Lewis Hamilton, le due Renault di Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg, Alex Albon, nonostante la penalità, Sergio Perez, Max Verstappen, artefice di una bellissima rimonta, Antonio Giovinazzi, Lando Norris, Pierre Gasly, Lance Stroll, Sebastian Vettel, George Russell, Kimi Raikkonen, Romain Grosjean e Robert Kubica. La Ferrari riconquista la vittoria a Monza dopo nove anni di astinenza ed è Charles Leclerc a ripetersi, dopo la sua prima vittoria in Belgio, a Spa, che lo ha coronato più giovane pilota della storia a vincere con la Ferrari. Il pilota monegasco è partito dalla pole e ha montato le gomme Hard a metà gara, difendendosi per tutti i cinquantatré giri prima dagli attacchi di Lewis Hamilton e poi da Valtteri Bottas e ha tagliato il traguardo da primo classificato. Charles Leclerc i complimenti da Lewis Hamilton, che si è comunque assicurato il bonus del giro veloce e ha portato a casa un bel bottino per sé e per la scuderia:

 

"Congratulazioni a Leclerc e alla Ferrari, ha avuto tantissima pressione da me e Bottas ma era troppo veloce nel rettilineo anche con il nostro Drs aperto e non potevamo superarlo. Stare dietro alla Ferrari per così tanti giri mi ha distrutto le gomme. Ma per noi un secondo e un terzo posto resta un buon risultato, un bel bottino di punti per staccare la Ferrari nel campionato costruttori. Per il sesto titolo iridato? Cerco di fare del mio meglio gara dopo gara. Il mio vantaggio è corposo ma dovrò concentrarmi sulle prossime gare".

 

Bottas commenta:

 

"Ho dato davvero tutto ma non c'è stato alcun modo per superare Leclerc: ho dato tutto quello che avevo e ho utilizzato tutte le mappature possibili ma non è stato abbastanza per vincere. La nostra strategia è stata buona, credo. Sono andato un po’ più lungo nel primo stint e ho avuto delle opportunità alla fine. Ho dato tutto e ho cercato di prendere Charles. Ma non c’era modo di superarlo, erano troppo veloci in rettilineo".

 

E più tardi aggiungerà, trattando l’argomento relativo al rinnovo del contratto che lo ha reso più libero di correre serenamente:

 

"Non direi che questo ha cambiato il mio approccio ma, sicuramente, non ci sono più fattori esterni di disturbo da questo punto di vista. Non ho bisogno di pensarci, non ho bisogno di fare delle telefonate tra le gare, quindi sicuramente ti dà una sorta di pace per quando lavori nei gran premi. Sento e so di avere la fiducia del team per la fine di quest’anno e per il 2020: è una bella sensazione e possiamo davvero concentrarci sul lavoro, quindi è una situazione migliore di quella che avevo prima della pausa".

 

Leclerc taglia il traguardo in un grido di liberazione, si mette le mani sul casco, alza il pugno al cielo e urla di felicità. Dopo delle qualifiche concluse in polemica riesce a regalare la miglior vittoria al proprio team e ai tifosi.

 

"Che gara! Non sono mai stato così stanco. Posso parlare in italiano? È stata una gara difficilissima, ci tenevo tanto a fare bene qui per il team e i tifosi. Vincere qua è un sogno, lo era già settimana scorsa per la prima vittoria, ma in termini di emozioni vincere qua è dieci volte di più. Grazie a tutti, non ho parole. Ho commesso un paio di errori, ma ho concluso al primo posto e sono contento. Ma devo stare attento con questi errori, fortunatamente nessuno ha compromesso la mia posizione. Non mi sono mai stancato così in una gara, non ci sono parole per descrivere le emozioni che ho sentito nella macchina e davanti ai tifosi. È stato molto difficile con le due Mercedes dietro, alla fine ho faticato con le gomme, ma la strategia è stata giusta. In Parabolica eravamo forti. Ovviamente Lewis faceva fatica dietro di me e sui rettilinei eravamo davvero forti. Non ho avuto un inizio facile di stagione e ho fatto un po’ di errori. Certo arrivare in Ferrari al secondo anno di Formula 1 è stato un po’ presto per me. Ma alla fine sono felice di aver avuto la loro fiducia e aver dimostrato di meritarla. Non so ancora come festeggerò questa vittoria. Sicuramente con il team che se lo merita. La bandiera bianca e nera non mi ha influenzato per nulla. Sapevo che ero al limite di quello che era accettabile e sono felice di avere preso la vittoria. Negli ultimi due giri vedevo la gente attorno che si agitava e mi sono detto, concentrati. Le qualifiche di ieri? Sono state viste in modo sbagliato, non volevo fare il male del team".

 

Successivamente, aggiungerà:

 

"Non ci sono parole per descrivere quello che ho provato in macchina e anche sul podio con tutti i tifosi. È impressionante. Sono contentissimo di aver ottenuto la vittoria qua. Era molto difficile, soprattutto perché c’erano due Mercedes dietro, quindi hanno fatto il gioco di andare una un po’ più lunga e una un po’ più corta e alla fine della gara abbiamo fatto un po’ fatica con le nostre gomme Hard, ma abbiamo fatto la strategia giusta e sono riuscito a tenerli dietro anche so ho fatto qualche errore. Penso negli ultimi 7-8 giri, mi sono detto: Ho le hard e c’era Valtteri che comunque faceva qualche errore dietro, dunque mi sono detto: Adesso forse ce la facciamo. Negli ultimi due giri ho iniziato a guardarmi intorno, a vedere tutta la gente che si eccitava, ma mi dicevo: Charles stai concentrato, e ce l’abbiamo fatta".

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Durante il giro di rientro, via radio il team principal Mattia Binotto ha detto a Leclerc: ti perdoniamo, riferendosi a quanto successo nel corso delle qualifiche. Ma il vincitore del Gran Premio d’Italia esclude che ci fosse davvero qualcosa da farsi perdonare:

 

"Perché secondo me ieri è stato visto nel modo sbagliato. Perché sicuramente non ho fatto niente di male ieri e non c’era niente che volevo fare per il male del team e lo diceva più per ridere che per altro, perché lui sa bene che è andata così, ma non era colpa mia".

 

Charles Leclerc riesce a far commuovere tutti, anche il team principal della Scuderia Ferrari, Mattia Binotto, che riprendi da sotto il podio con il telefonino e versa qualche lacrima:

 

"Lo confesso, qualche lacrima all'inno mi è venuta. Abbiamo investito su di lui e lui su di noi. È stata una corsa bellissima e tiratissima dall’inizio alla fine. Sono gare che restano impresse. L’ha costruita Charles, l’ha difesa, abbiamo detto che avremmo venduto cara la pelle, l’abbiamo venduta carissima. La scelta più bella è stata quella delle gomme bianche, quelle più dure, quando gli altri hanno scelto le gialle (Medium). Sapevamo che nei primi giri avremmo dovuto difenderci con i denti, Charles in quel momento è stato bravissimo, poi le gomme dure a fine stint ci hanno dato la possibilità di respirare che non avremmo avuto diversamente. Abbiamo avuto il coraggio di fare questa scelta e di metterla in pratica, e oggi ci siamo meritati tutto questo. Il ragazzo è stato bravissimo. La prima vittoria da team principal a Monza è stata sicuramente emozionante. Ho versato qualche lacrima durante l’inno, credo sia normale. Era da tanto che non si vinceva qui, speriamo di ripeterci presto e spesso. Su Leclerc, è presto per dire che sia nata una stella. Semmai la stella è nata ventuno anni fa, ora il ragazzo sta crescendo gara dopo gara e lo sta dimostrando. Stiamo investendo su di lui e lui su di noi. Insieme in futuro possiamo, e speriamo, creare qualcosa di unico".

 

Poi aggiunge:

 

"Plan B per Charles? Significava allungare il primo stint. La ragione per cui abbiamo scelto le Hard è perché abbiamo valutato che l’usura non fosse critica. Andare con le Medium dopo il primo stop sarebbe stato critico invece. Per Singapore stiamo lavorando a Maranello su un pacchetto ad alto carico. Quando a Charles ho detto oggi sei perdonato mi riferivo a quello che era successo negli ultimi giorni sul quale ne abbiamo parlato tra di noi. Per le prossime corse ci saranno gare dove saremo competitivi e altre dove no ma è difficile dirlo ora. Per noi è importante sviluppare la macchina è dare ai nostri piloti le migliori opportunità. Oggi la vittoria non è arrivata solo grazie alla power unit ma anche grazie al nostro pacchetto a bassa downforce. Non dobbiamo pensare a quello che è accaduto in qualifica ieri, ma guardare avanti".

 

E parlando di Vettel, Binotto dice:

 

"Sebastian ha commesso un errore, è chiaro che l’ha pagato caro e l’abbiamo pagata noi come squadra, come risultato. Son convinto che avrebbe fatto un bel podio anche lui. Sono errori che si commettono, l’importante è rifletterci perché capitano e cercare di fare in modo che non si ripetano. Avrà altre occasioni, è un pilota veloce, a un campione del mondo non si insegna a guidare. Gli ultimi dissensi sono stati chiariti, anche se certe cose dovrebbero restare riservate. In ogni caso i fatti di sabato non rovineranno la relazione tra Sebastian e Charles. Tra l’altro Seb ha dato un grande contributo a superare la cosa: ha detto che è pronto a girar pagina e guardare avanti. Un grande gesto. È però importante che il fatto non si ripeta".

 

Anche Piero Ferrari era presente al gran premio, in prima fila nei box:

 

"Ho tremato, sudato, poi gioito con tutti. Avevamo pressione noi, immaginiamo lui. A mio papà Charles sarebbe piaciuto tantissimo. È impressionante vedere un giovane che alla prima stagione in Ferrari che riesce a vincere. È stato veramente bravissimo, meglio di così credo non potesse fare. La pressione l’avevamo noi che guardavamo la tv nei box, penso per lui sia stata fortissima, ma sa come comportarsi. A mio padre sarebbe piaciuto sicuramente moltissimo. Un giovane che viene in Ferrari e alla prima stagione vince, più di così cosa gli puoi chiedere? Per esperienza dico che non si ottengono risultati del genere se il binomio pilota-macchina non gira alla perfezione. E anche la squadra deve essere perfetta. A questi livelli, non puoi permetterti errori".

 

E parlando di Sebastian Vettel, Piero Ferrari aggiunge:

 

"Mi dispiace molto per lui, non ho capito che cosa gli stia succedendo. Però dobbiamo stargli vicino, deve stargli vicino la squadra e deve sentire la fiducia di tutti. Sono certo che si riprenderà, è un grande campione. Mio padre i piloti li lasciava liberi di gareggiare, di fare quello che credevano, in pista e fuori, ma a un’unica condizione: che non danneggiassero la Ferrari. Prima la Scuderia. Poi il resto. Era il suo chiodo fisso, la sua stella polare. Credo che avrebbe fatto un discorso ai due piloti affermando con forza questo principio. Leclerc ormai prima guida? Non farò mai queste affermazioni".

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Il giovane ferrarista riceve complimenti da tutti. Il CEO della Ferrari, Louis Camilleri, commenta:

 

"È una sensazione fantastica. Sono così felice per il team e per i tifosi dopo nove anni di attesa. Per questa ragione è una vittoria molto emozionante e premia tutto il lavoro fatto internamente e Charles è stato fantastico. Abbiamo iniziato la stagione con Vettel numero uno e Leclerc numero due, ma le cose evolvono nel tempo. Non mi piace discutere con chi critica Sebastian, perché sono fiducioso che tornerà. Penso ci siano state alcune tensioni in qualifica e penso che Mattia si riferisse a quello. Ma Charles è un vincente, se torniamo indietro nella storia, sono tutti dei vincenti. Se guardi a Michael, anche lui è stato un duro. Io sono felice di Charles e ha fatto un grande lavoro oggi. C’erano alcune aree da rafforzare, ma il team è unito. Nel passato c’era un approccio a porte girevoli e il mio lavoro è cambiare questo modo di fare".

 

Il presidente della Ferrari, John Elkann, lo definisce il regalo più bello per i novant’anni del team di Maranello:

 

"Vincere a Monza, a casa nostra davanti ai nostri tifosi, è un’emozione straordinaria. È il regalo più bello con cui possiamo festeggiare i nostri novant’anni. Bravissimo Charles, e complimenti a Mattia e a tutta la Scuderia per questa giornata indimenticabile".

 

Insomma, tantissimi complimenti, anche dal suo agente Nicolas Todt:

 

"È una giornata molto speciale. Per un ferrarista vincere davanti ai suoi tifosi a Monza, con la pressione che conosciamo, è una cosa fantastica, soprattutto per Charles che ha così poca esperienza. È il suo primo anno in Ferrari, una cosa incredibile. Sono molto felice. Non sembra che lui senta la pressione. Quando hai Hamilton dietro di te per quasi 53 giri, riuscire a resistere sapendo la sua capacità di guidare è qualcosa di molto speciale. Charles ha fatto vedere che poteva alzare anche lui il livello. Colpisce la sua maturità. Tutti possono sbagliare, è successo anche a Lewis oggi, capiterà, sono uomini, però la sua freddezza e la capacità di essere forte nei momenti importanti sono quello che definisce un campione. Lui sta dimostrando che sta per diventarne uno. Abbiamo già un contratto a lungo termine con la Ferrari. Penso che Charles sia il il pilota con il contratto più a lungo termine con la sua squadra, quindi ne parleremo al momento giusto".

 

A detta del Pirelli Motorsport Director, Mario Isola, in Ferrari sono stati anche coraggiosi a provare con le Hard:

 

"La Ferrari è stata coraggiosa con la gomma Hard perché durante il venerdì non l'hanno provata e noi di Pirelli pensavamo che la durata fosse simile alla Medium. La conoscono, sanno come utilizzarla, ma in generale tutte le mescole sono andate bene quest’oggi".

 

Poi aggiunge:

 

"C’è felicità nel vedere quello che sta succedendo qui a Monza e per un campionato che forse non è chiuso. Mercedes meno perfetta? Abbiamo visto quanto la Ferrari era veloce in rettilineo. Leclerc è stato molto bravo a gestire il posteriore in trazione perché quello è il segreto qui a Monza. Venerdì era più fretto e umido, c’erano condizioni che continuavano a cambiare. Qui l’asfalto non è aggressivo come a Spa, c’è meno carico aerodinamico e quindi la gomma tende a scivolare. Bisogna farla lavorare bene per farla durare il numero di giri che ha fatto la Ferrari, ma ciò ha pagato".

 

Mentre la calca di tifosi si presta sotto al podio, Sebastian Vettel torna ai box, per lui la gara è stata una grandissima delusione personale. Partiva quarto, ma aveva possibilità di arrivare al podio, purtroppo ha commesso un errore che ha mandato tutto all’aria.

 

"Non sono contento di me stesso, ho perso il posteriore entrando in curva, poi l'ho riperso di nuovo, dopodiché la gara era compromessa. Ho faticato a ripartire, era impossibile vedere chi arrivava da sinistra e sono rimasto un po' bloccato sul cordolo. Se ero di cattivo umore per quanto successo ieri? No, ero di buon umore, non credo abbia avuto impatto quello che è avvenuto ieri sulla gara di oggi. Non so nulla di punti di penalità. Guardando avanti non siamo certo i favoriti per il campionato ma ci sono ancora corse dove potremo essere competitivi. La velocità la abbiamo. Dobbiamo sviluppare la macchina per essere competitivi nel resto della stagione".

 

Il tedesco ha ricevuto ben dieci secondi di penalità stop and go, mentre Stroll un semplice drive through, alzando molte polemiche tra il pubblico. Gli incidenti sono molto simili, se non uguali, ma sono stati analizzati dalla FIA e sono stati valutati in due modi diversi. Il Race Director Michael Masi, per evitare confusione e polemiche, spiega il motivo dietro la differenza di penalità imposta ai piloti.

 

"Fondamentalmente la differenza tra i due sta nel fatto che Vettel è tornato in pista in modo molto pericoloso e ha poi causato un incidente. Considerando Lance e Pierre, invece, si è trattato solo di un rientro pericoloso. Questa è la differenza alla base delle due differenti penalità".

 

Ma Lance Stroll la pensa diversamente, dato che successivamente ha provato a recuperare terreno dopo essere stato colpito da Vettel, finendo però per spingere fuori pista la Toro Rosso di Pierre Gasly. La corsa del pilota canadese è poi stata del tutto compromessa con il drive through inflitto dai Commissari per esser tornato in pista in maniera insicura.:

 

"Penso avremmo dovuto ricevere la stessa penalità, non capisco perché non sia accaduto. Non credo sia stata una cosa giusta, in tutta sincerità, perché abbiamo fatto esattamente la stessa cosa. Vettel stava letteralmente bloccando la pista rientrando in pista in quel modo. Ho provato ad evitarlo, ma mi ha preso alla posteriore e mi sono girato. Da lì ho cercato di tornare in pista, ma non avevo modo di vedere chi stava sopraggiungendo. Stavo solo cercando di togliermi di mezzo, ma è successo qualcosa di molto simile a ciò che è accaduto a Sebastian. Avremmo potuto segnare ottimi punti, ma è andato tutto storto. Ci trovavamo al settimo posto, con un buon margine sull’ottavo posto, ma le cose sono cambiate rapidamente. Così vanno le corse".

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Esito a parte, si tratta di un altro errore da parte di Vettel in una stagione che lo vede molto in difficoltà. Il Canada è stata una delle poche gare che ha visto il tedesco al meglio, ma anche in questa occasione le cose non sono andate come ci si aspettava. Il feeling con la SF90 non ci sono e mentre Leclerc afferma:

 

"A me il posteriore più leggero e ballerino non dispiace, mi fa mettere la macchina dove voglio".

 

Per Vettel è un’altra storia. In Belgio era stato elogiato il gioco di squadra, che nelle qualifiche di Monza è stato assente, ma in gara non ci sono state scuse, il fatto è che due volte su tre Vettel non aveva passo. Binotto ha sottolineato più volte quanto i suoi piloti siano liberi di gareggiare, ma collaborativi per il bene del team. Nonostante ciò, nel paddock si parla di cambio di gerarchie, Vettel avrebbe perso il suo status di leader e Leclerc avrebbe occupato quello spazio.

 

“I contratti dei piloti si rinegoziano solo se ci sono i motivi e le condizioni per farlo. Abbiamo investito su Charles per il futuro e lui su di noi”.

 

I commenti negativi arrivano ovviamente al di fuori del team, le voci su un ritiro non si sono ancora placate da inizio stagione e, dopo l’errore commesso a Monza, sono aumentate ancora di più. Tanto che Camilleri ha preso le parti del tedesco:

 

“Non mi piace il fatto che si stia cercando di escludere Seb dalla squadra. È un grande pilota e sono sicuro che tornerà”.

 

Leclerc supera quindi il suo compagno di squadra anche in campionato di tredici punti. Il lunedì successivo al weekend di gara, il pilota monegasco è sulle prime pagine di tutti i giornali sportivi, raffigurato come la nuova stella della Ferrari e tanti altri appellativi che mettendo ancora più in ombra il quattro volte Campione del Mondo Sebastian Vettel. Perfino il direttore sportivo della Scuderia Ferrari, Lauren Mekies, dichiara:

 

“Le emozioni erano tante per noi, correre davanti ai nostri tifosi è sempre un’emozione unica. In più quest’anno celebriamo i 90 anni e questa settimana era iniziata in modo incredibile con la festa che abbiamo fatto in Piazza Duomo a Milano con i nostri tifosi e tutta la famiglia Ferrari. Poi ieri 150.000 persone… Correre davanti a questi tifosi è stato un onore e Charles ha provato a ripagare questo supporto con la vittoria, per cui siamo molto contenti. Charles è con noi da tanti anni, ha fatto parte della nostra Ferrari Driver Academy, da quando era ancora minorenne. Lo conosciamo molto bene, è cresciuto all’interno della squadra. Ha una velocità incredibile, come si è visto domenica, in più sta mostrando un livello di maturità e di lucidità in gara, che è sopra le aspettative. Via radio ci ha fatto poche domande, giusto quello che serviva a lui per difendersi e ci ha dato questa dimostrazione di forza incredibile. Per noi è un percorso di crescita che non si ferma qua. Charles sta facendo delle cose che non si vedevano da tanto tempo. Chi mi ricorda? Potrei dire che mi ricorda Sebastian agli inizi, per questa velocità naturale e la capacità di fare passi avanti ogni due o tre gare. Charles ogni due o tre gare sta andando più forte come velocità pura e sta imparando più cose sulla macchina, per andare ancora più forte. Nella memoria recente direi che ha più similitudini con Sebastian quando ha iniziato. È vero che se è stato deciso di metterlo in macchina per la Ferrari significa che le aspettative erano alte, ma è altrettanto vero che le sta superando. Ha già un livello di velocità e maturità incredibile, con progressi regolari. Sicuramente è sopra le nostre aspettative. Noi abbiamo un ruolo importante nell’aiutarlo, per dargli atmosfera e ambiente giusto per crescere. A lui piace gareggiare come ha fatto ieri, ma quando toglie il casco è la persona più calma e umana che si può trovare. Vedremo ancora dei miglioramenti per Charles, in velocità e nelle battaglie. Ciò che ha fatto ieri è frutto anche della battaglia avuta in Austria da Max Verstappen. Sebastian sta lavorando benissimo con noi quest’anno. Sa che ha un compagno di squadra che è un potenziale campione, com’è lui, e stanno lavorando benissimo assieme. Poi l’errore ieri è stato sfortunato, capita. Ma non cambia niente sul lavoro incredibile che hanno fatto entrambi i nostri piloti assieme in squadra”.

 

Gli elogi non escludono le critiche, che in un modo o nell’altro arrivano sempre. A partire da Lewis Hamilton, che si è lamentato con la FIA per la guida pericolosa del pilota monegasco. Il pilota della Mercedes ha rivelato di aver pensato alla classifica piloti durante il duello, e di essere stato prudente per non rischiare, altrimenti se avesse già avuto il titolo sicuro nelle proprie mani avrebbe agito diversamente. Ciò non toglie che il suo comportamento sarà più aggressivo dalla prossima gara.

 

“Non penso ci sia alcun problema, se è così che possiamo correre allora gareggerò duramente. Finché noi piloti sappiamo che ci è permesso non lasciare spazio alle altre monoposto allora facciamo così. Fino a quando nessuno ci contraddirà e fino a quando non ci verrà dato un messaggio chiaro, allora saremo liberi di correre e ricevere solamente un ammonimento. La battaglia con Charles è stata lunga. Non particolarmente movimentata, sono sempre stato li, a un secondo, un secondo e mezzo all’incirca. Ci ho provato, ho dato tutto, ma lui era troppo veloce in rettilineo. Anche quando avevo il DRS aperto non riuscivo a recuperare, quindi non potevo farci molto. Non è una questione di difficoltà nel mettere sotto pressione i giovani piloti, come ho detto era solo più veloce di me sul dritto. Non credo di aver perso la gara per il mio errore, le mie gomme stavano comunque finendo. Quindi Valtteri mi avrebbe superato, io lo avrei fatto passare perché era molto più veloce di me, di un secondo al giro, quindi sarebbe stato intelligente lasciarlo andare e dargli la possibilità di vincere la gara. Alla fine mi ha passato comunque perché sono andato fuori pista, quindi nessun problema. Bisogna essere consistenti con le regole. Penso che in Direzione Gara si siano svegliati dalla parte sbagliata del letto oggi. Con Charles abbiamo avuto un paio di momenti in cui eravamo molto vicini, ma penso che ne discuteremo privatamente”.

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Sulla questione interviene anche il team prinicipal della Mercedes, Toto Wolff, che non si mostra troppo felice per la gestione della questione, lasciando intendere che una penalizzazione non sarebbe stata così assurda:

 

“Ho già tanti problemi da risolvere nella mia vita, non voglio anche quelli di Michael Masi. Vogliamo delle battaglia dure, ma dov’è il limite? Avrebbero potuto dargli entrambe le penalità, una per aver spinto fuori Lewis, l’altra per essere stato aggressivo. In termini di guida ha guidato un po’ oltre il limite, ma cosa volete… Dargli una penalità qui a Monza? Penso ci sarebbe stata una rivolta. Avremmo avuto bisogno di essere scortati dalla Polizia per uscire dal circuito. Voglio rendere merito a lui e al suo team per la vittoria. Pensavo che Valtteri avrebbe avuto una possibilità, ma seguirli sui rettilinei, anche a DRS aperto, era difficile. Da una prospettiva generale, è grandioso vedere la Ferrari vincere a Monza. Leclerc ha disputato una gara dura ma brillante e la Ferrari aveva il pacchetto più forte. Ci abbiamo provato con entrambi i nostri piloti, ma hanno vinto“.

 

Paolo Poli, direttore del circuito di Scarperia, annuncia la possibilità di candidatura del circuito toscano.

 

“Il primo obiettivo sarà quello di rinnovare l'accordo con il Motomondiale per l'appuntamento del Gran Premio d'Italia. Poi però fra cinque anni penseremo anche a candidarci per portare in Toscana la Formula 1. Saranno necessarie partnership a livello nazionale come ha fatto Monza siglando l'accordo con la Formula 1 per il prossimi anni. Va ricordato che a differenza di altri circuiti italiani, il Mugello non è a gestione statale. Qui dal 2006 al 2016 la Ferrari ha fatto enormi investimenti per alzare la qualità delle infrastrutture e la professionalità di chi ci lavora in modo da presentarsi ai clienti di tutto il mondo con un livello sempre più alto. L'asticella si alza di continuo e noi siamo pronti a mantenere il passo”.

 

I festeggiamenti continuano anche dopo la conclusione del Gran Premio. A Maranello non si è solamente issata la bandiera per la prima vittoria di stagione, ma sono anche salite le vendite. Il direttore dell’area commerciale e marketing della Ferrari, Enrico Galliera, dichiara:

 

“Abbiamo venduto molto anche lo scorso anno. Anzi, abbiamo fatto il record. E non è certo stato il migliore dei nostri anni in pista. Perché non c'è mai un rapporto diretto tra i risultati di F1 e le nostre vendite. Ma devo ammettere che questa mattina, dopo la vittoria di Monza, anche qui nella fabbrica delle Ferrari c'è più entusiasmo, si lavora in un altro modo”.

 

Galliera, infatti, è impegnato nella presentazione delle due ultime nate della Ferrari, la F8 Spider e la 812 Gts che a sua detta:

 

“La tradizione vuole che i puristi della guida aggressiva preferiscano il coupé e gli amanti del glamour scelgano la spider”.

 

Le due vetture sono state presentate a Universo Ferrari, il nuovo spazio nato nell’area della pista di Fiorano e, nonostante le differenze, entrambe si possono definire aggressive: la 812 Gts vanta un 12 cilindri da 800 cavalli, il più potente motore di una spider al mondo, mentre la F8 si ferma a 720 cavalli. Ambedue stanno sotto i tre secondi nell'accelerazione 0-100 kmh, ambedue superano i 340 km/h di velocità. Le scelte di lancio della Casa di Maranello quest’anno sono state molto audaci, con questi due modelli arriva già a 4 nuove vetture nel 2019 e a novembre arriverà la quinta.

 

“Produciamo molto, vendiamo molto ma rappresentiamo sempre una parte infinitesima del mercato. E questo ci permette di salvaguardare l'esclusività”.

 

Insomma, un weekend di conquiste per la Ferrari, e con queste il circus si ferma per una settimana in attesa di giungere a Singapore, dove domenica 22 Settembre 2019 si correrà il quindicesimo Gran Premio della stagione.

 

“Sei stato ad assistere al Gran Premio d’Italia a Monza?”

 

Esordisce così l’autista del taxi che accompagna Charles Leclerc al di fuori del circuito di Monza, che non si accorge di avere a bordo il vincitore del Gran Premio d’Italia, che cautamente svelerà la propria identità solo al termine della corsa. Si è tuttavia trattato di un weekend impegnativo anche per il Race Director, Michael Masi, e la FIA, ancora alle prese con il problema nel Q3. Riguardo a ciò che è accaduto in qualifica si è deciso di posticipare la riunione a Singapore, così da poter trovare una soluzione al problema e evitare che si ripeti. La richiesta viene direttamente dai commissari, ma nel frattempo Masi dichiara che è stata aperta un’analisi grazie alle simulazioni, in quanto è avvenuto un fatto analogo anche a Spa.

 

“È una questione di cui abbiamo discusso in seguito a Spa e credo che tutti nella stanza, direttori sportivi e piloti, abbiano capito che non esiste una soluzione normativa semplice. Ne discuteremo più approfonditamente a Singapore ed alcuni team hanno già fatto delle simulazioni, quindi hanno delle idee su come poter correre ai ripari, perché è nell’interesse di tutti”.

 

C’è da considerare che era già stato preso un provvedimento pre-qualifiche, dopo gli avvenimenti in F3, ma a dispiacere di Michael Masi stesso pochi piloti, anzi nessuno ne ha tenuto conto.

 

“In fine dei conti, sono sportivi d’elite che cercano di ottenere il massimo. Possiamo definirli gentleman, ma non possiamo non riconoscere che una volta che abbassano la visiera, tutti pensano di fare del loro meglio”.

 

E rimane deluso per il risultato anche Max Verstappen, che al termine della gara dichiara:

 

"I problemi avuti durante le qualifiche del Gran Premio d’Italia non hanno comportato dei danni, è stato solo un allarme di sicurezza. Purtroppo a volte la modalità di qualifica non funziona, quindi siamo costretti a resettare il sistema. È successo già altre volte in passato. A volte penso che giochiamo troppo al sicuro. Un po’ troppo spesso il motore arriva al limite e si ferma. Con altri motori questo probabilmente non accade. Allo stesso tempo, però, non abbiamo avuto grossi problemi di affidabilità, ma sono convinto che dovremmo prenderci qualche rischio in più. Penso che senza penalità avremmo potuto combattere con i ragazzi lì davanti. Sono stato in grado di seguirli sugli schermi e sapevo anche quali fossero i loro tempi sul giro. Devo dire che senza scia non erano così più veloci di noi, e su una pista non favorevole a noi come questa è un segnale piuttosto promettente".

 

Nel corso del weekend di gara si è tornati a vedere la bandiera bianco-nera, che avverte il pilota che alla successiva scorrettezza verrà squalificato. A favore di questa reintroduzione si schiera l’ex Campione del Mondo Kimi Raikkonen: 

 

"Ci siamo abituati a quelle bandiere correndo nei kart, ma per qualche motivo erano stato bloccate in Formula 1, la bandiera è stata progettata per queste situazioni, quindi è un bene che la Formula 1 l’abbia recuperata. Penso che sia stupido punire immediatamente qualcuno semplicemente perché viene detto così nelle regole. Abbiamo varie bandiere e questa probabilmente ha cento anni, quindi usiamola. Ovviamente se fai qualcosa di estremamente stupido allora non vedrai la bandiera ma riceverai una penalità. Ma per le piccole cose è sufficiente avvertire".

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L’attenzione del compagno di squadra di Max Verstappen, Alex Albon, ricade ovviamente sulla manovra di Sainz, che gli è costata una posizione: 

 

"È stata una mossa approssimativa. Ero contento del sorpasso alla Roggia, ma lui è uscito meglio e mi ha ripassato. Volevo sorpassarlo e sapevo che avrei potuto riprovarci alla seconda di Lesmo, ma mi ha spinto fuori. Non eravamo veloci in rettilineo e dovevamo inventarci qualcosa di diverso in curva. Sento che il mio ritmo era migliore rispetto a Spa, quindi sono più contento".

 

L’ex compagno di squadra del pilota olandese, Pierre Gasly, giunto undicesimo al traguardo, dichiara:

 

"Partendo diciassettesimo sapevo di avere davanti una gara difficile. È stata una giornata piuttosto ricca di eventi, siamo partiti davvero bene e concluso i primi giri in tredicesima posizione. Le cose sembravano andare abbastanza bene, fino a quando Stroll non è tornato in pista proprio mentre stavo passando e quindi per evitarlo sono dovuto andare nella ghiaia. Ho perso due posizioni e un sacco di tempo. Lo abbiamo pagato alla fine della gara, dato che ho concluso a soli tre secondi dal nono posto. Non è stato l’ideale, ma penso che abbiamo mostrato delle buone prestazioni per tutto il weekend e abbiamo avuto il ritmo per finire a punti pur partendo dalle retrovie".

 

Mentre Daniil Kvyat, costretto al ritiro, di sicuro non può gioire per il risultato odierno.

 

"Oggi stava per essere una gara straordinaria, stavamo lottando con la Red Bull al momento del mio ritiro, quindi c’erano dei buoni punti in palio. Ero fiducioso di poter finire bene nella top 10, stavo facendo gli stessi tempi dei piloti intorno a me ed ero su pneumatici freschi. È un peccato perdere punti preziosi, ma abbiamo avuto molte ottime domeniche ultimamente, quindi sappiamo che possiamo lottare per buoni risultati".

 

È andata peggio a Romain Grosjean, solamente sedicesimo al traguardo.

 

"Oggi è stato molto difficile. Sono stato colpito da dietro in curva 1 al via, ho dovuto tagliare passando attraverso i blocchi di polistirolo e mi sono ritrovato ultimo. Ho provato a spingere per recuperare, poi ho fatto un testacoda alla Ascari. Sono entrato ai box e ho chiesto al team di rimuovere un bel po’ di carico aerodinamico, la mia vettura era sbilanciata molto sull’anteriore, ma non abbiamo risolto. Ci siamo fermati di nuovo e abbiamo tolto l’1% di carico aerodinamico, ma non è bastato. Sicuramente qualcosa è andato storto, dovremo analizzare tutto, il bilanciamento che avevamo oggi non era assolutamente quello che avevamo nel resto del weekend".

 

Mentre Kevin Magnussen ammette che la sua gara stava andando bene, prima del ritiro:

 

"Fino al ritiro, stavo andando bene. Stavo lottando per tenere gli altri dietro, il che è normale per me in questo periodo. Eravamo in una buona posizione, in molti avevano avuto problemi. Siamo stati nei primi 10 dall’inizio alla fine della mia gara, non era un risultato che rispecchiava il nostro vero valore ma almeno ci stavamo provando. Sembrava che potessimo fare qualcosa, ovviamente sono abbattuto, alla fine abbiamo dovuto ritirarci".

 

George Russell, autore di un’altra splendida gara, chiude al quattordicesimo posto una gara altrimenti difficilissima per la Williams:

 

"Il nostro ritmo è stato sorprendente, soprattutto considerando che Monza è uno dei tre peggiori circuiti dell’anno per noi con la nostra bassa velocità in rettilineo. Abbiamo sicuramente alcuni aspetti positivi da portare via, questo dimostra che abbiamo fatto un buon lavoro con il set-up, con le gomme e con tutto il resto sotto il nostro controllo. Penso che possiamo essere abbastanza soddisfatti del risultato".

 

Come detto, una gara difficilissima per la Willams, come conferma Robert Kubica:

 

"Non è stato facile, nel complesso il fine settimana è andato su e giù. In generale, la gara è iniziata abbastanza bene, ma poi ho faticato con la gomma anteriore sinistra in curva. Abbiamo avuto alcune battaglie e ho cercato di difendermi il più possibile, ma ho faticato a rimanere al seguito delle altre macchine".

 

Nico Hülkenberg ha confermato la competitività dimostrata dal team Renault sul tracciato brianzolo:

 

"Sapevamo di essere in buona forma. E abbiamo premiato noi stessi con più punti di quanti non ne abbiamo mai guadagnati da quando sono arrivato in squadra. Con un carico più pesante ho faticato con il posteriore, mentre Daniel è passato e poi mi ha tirato con sé, facendoci allontanare dal centro della griglia. Singapore è un circuito di grip, dunque speriamo di avere un pacchetto aggiornato che possa aiutarci. Oggi avevamo una macchina da quarto posto, penso che Vettel ci abbia aiutati con il testacoda. Il prossimo sarà un circuito di deportanza, vedremo. Vorrei ringraziare i ragazzi a Viry che costruiscono le power unit per aver ottenuto un buon riscontro di motore dopo tutti i problemi che abbiamo avuto".

 

In conclusione, Sergio Perez è stato protagonista di un grande recupero dalla diciottesima fino alla settima posizione: 

 

"Un altro buon risultato con punti importanti portati a casa. È stato un grande recupero, considerati i problemi avuti in qualifica. Tutto è andato bene e devo ringraziare l’ottima strategia del team e il tempismo delle Virtual Safety Car. Gli ultimi 15-20 giri sono stati difficili, con Verstappen così vicino che mi ha messo sotto pressione. Recentemente abbiamo fatto dei buoni passi avanti con la vettura e posso guardare con ottimismo al futuro per segnare punti con regolarità".

 

Si conclude così un Gran Premio d’Italia che rimarrà impresso nelle menti di moltissime persone, soprattutto di fede Ferrari. Il team di Maranello, dopo nove anni torna a vincere a Monza, e non c’è dubbio che la data di domenica 8 Settembre 2019 rimarrà indelebile nel cuore di moltissimi nuovi tifosi della Scuderia Ferrari e di Charles Leclerc.

 

Giulia Mizzoni

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