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#80 1959 British Grand Prix

2021-04-18 00:00

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#80 1959 British Grand Prix

Domenica 12 Luglio 1959 l'attività automobilistica sarà in tono minore. Quanto meno non si avranno avvenimenti di livello mondiale: sia le macchine di

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Domenica 12 Luglio 1959 l'attività automobilistica sarà in tono minore. Quanto meno non si avranno avvenimenti di livello mondiale: sia le macchine di Formula 1 che le sport di grande cilindrata se ne stanno a riposo, in attesa che riprendano le prove del campionato del mondo. Tuttavia sono in programma due gare di un certo interesse, in Italia l'uno (il trofeo della Montagna), in Francia l'altra. A Rouen-Les-Essarts, su quel veloce circuito di 6.542 metri, saranno di scena le macchine di Formula 2 (con motori di cilindrata massima 1500 centimetri cubici), nella rivincita alla Coppa internazionale di velocità disputata domenica scorsa a Reims e vinta da Stirling Moss davanti ad Hermann. Questi due piloti - l'uno al volante della Cooper-Borgward, l'altro della veloce Porsche-Behra, una interessante macchina realizzata da Jean Behra nelle pause della sua nomade vita di corridore, dovrebbero essere anche a Rouen i primattori della corsa.

 

Nelle prime prove ufficiali, Moss ottiene il miglior tempo a oltre 167km/h di media. Altri piloti di fama presenti a Rouen sono Trintignant, Bonnier, Schell, Gregory, Bueb. Avrebbe dovuto partecipare anche Cliff Allison su Ferrari, ma lo sciopero degli operai delle industrie metalmeccaniche in Italia ha paralizzato il lavoro anche alle officine modenesi, interrompendo la preparazione dei mezzi meccanici. L'assenza a Rouen della Ferrari passa comunque in seconda linea di fronte alle insuperabili difficoltà della Casa di Mannello circa la messa a punto delle macchine di Formula 1 che Sabato 19 Luglio avrebbero dovuto allinearsi ad Aintree per il Gran Premio d'Inghilterra, quarta prova di campionato mondiale.

 

Le attese non sono disilluse, e l'inglese Stirling Moss vince per ben due volte sulla pista di Rouen. Il primo successo lo ottiene al volante di una nuova Maserati due litri nella gara per la coppa Delamare-Deboutteville per vetture sport; due ore dopo l'inglese si impone nettamente nel settimo Gran Premio di Rouen-Les Essarts, riservato a vetture di Formula 2. Nella prima corsa, Stirling Moss conduce dal principio alla fine senza essere mai disturbato e senza forzare. L'interesse della gara consiste dunque nella lotta tra la Lotus di Stacey e quella di Ireland, che è partito ultimo e che quindi tenta invano di rimontare il compagno di marca. Non sono presenti né le Ferrari, né le Aston Martin, né le Cooper. Due ore dopo questa gara, Stirling Moss prende il via su una Cooper Borgward, nel Gran Premio di Rouen. Anche in questo caso, il campione inglese assume il comando della corsa e non lo abbandona sino al termine. Al centesimo chilometro, Ireland esce di strada rotolando poi in una scarpata di venti metri; il pilota esce quasi illeso dall'incidente. Mentre egli ultimi chilometri Schell e Gregory forzano l'andatura per la conquista del secondo posto e riescono in tal modo a ridurre lievemente il distacco da Moss.

 

Due settimane dopo il Gran Premio di Francia, che ha visto il britannico Brooks su Ferrari tagliare per primo il traguardo, il Campionato del Mondo prosegue in Gran Bretagna, più precisamente ad Aintree. Il tracciato situato nei pressi di Liverpool torna ad ospitare la massima serie motoristica dopo un anno di pausa, dovuto all’alternanza con circuito di Silverstone.

 

Le prime quattro gare sono state vinte da quattro piloti differenti e su quattro monoposto diverse: Brabham su Cooper a Monaco, Ward su Watson ad Indianapolis, Bonnier alla guida della B.R.M a Zandvoort, ed infine il ritorno al successo della Ferrari in Francia, merito di Tony Brooks.

 

Tuttavia la classifica generale premia la costanza di Brabham, che si presenta al fine settimana inglese con diciannove punti in classifica, contro i quattordici di Tony Brooks. Al terzo posto, più staccato, Phil Hill ha totalizzato nove punti mentre Ward e Bonnier inseguono staccati di una lunghezza rispetto al pilota statunitense della Ferrari. Nei piani bassi della classifica Stirling Moss che, pur essendo stato protagonista assoluto delle corse precedenti, ha totalizzato solamente due punti, grazie a due giri più veloci conquistati in corsa.

 

Una panoramica riguardante il campionato costruttori, dove non vengono conteggiati né i punteggi ottenuti ad Indianapolis né quelli guadagnati attraverso i giri veloci, evidenzia una sfida a due tra Cooper e Ferrari, rispettivamente a diciotto e sedici punti. Le altre due squadre in grado di cogliere punti validi in classifica sono state la B.R.M. con otto punti, mentre la Lotus è ferma a tre punti.

 

Ad Aintree i piloti scritti al Gran Premio sono ben trenta, tra Formula 1 e Formula 2, i quali tenteranno di partecipare al Gran Premio riservato solo a ventiquattro monoposto; un record se si esclude la tappa anomala di Indianapolis. In mezzo al monopolio inglese, nonostante la mancata presenza della Ferrari, dovuta allo sciopero dei metalmeccanici che il 9 Luglio 1959 blocca l'intera nazione italiana, al punto che il giorno successivo, davanti alla fabbrica di Maranello verranno allestiti dei picchetti, che impediranno anche ai fedelissimi di Ferrari di entrare fino al 16 Luglio 1959, quando verranno tolti, troppo tardi per preparare le monoposto per la trasferta inglese, ci sono tre vetture italiane iscritte al Gran Premio: quelle della Scuderia Centro Sud, di certo non in grado di impensierire team come Cooper, B.R.M. e Lotus. Sono dodici le vetture di Formula 2 iscritte al Gran Premio, principalmente Cooper e Lotus con il motore da 1.500 cc Climax; tuttavia, tentano la fortuna due Cooper motorizzate Borgward, ed è presente anche una vettura con telaio Fry e propulsore Climax.

 

Ritorna alle corse anche la Vanwall, dopo che Tony Vandervell affida l’unica vettura portata in autodromo a Tony Brooks, prestato da Ferrari per dare la concreta opportunità al proprio alfiere di vincere il Campionato Mondiale Piloti. Stirling Moss, teoricamente il pilota di punta della Vanwall, continua il suo rapporto con la British Racing Partnership alla guida di una B.R.M. 25, la medesima monoposto della squadra ufficiale che affida le proprie speranze a Bonnier e Schell. Per la prima volta nel corso della stagione 1959, si rivede pure la Connaught mentre l’Aston Martin è chiamata al riscatto dopo aver saltato la tappa francese e il debutto non troppo esaltante durante il Gran Premio dei Paesi Bassi. David Brown spera vivamente in una prestazione migliore da parte delle sue vetture, pilotate da Salvadori e Shelby. Tra le squadre ufficiali figurano pure Lotus e, naturalmente, la Cooper, che non cambia il proprio schieramento portando in pista Brabham, Gregory e McLaren. I restanti team privati iscritti all’evento dispongono nella maggior parte dei casi di telai Cooper con svariate scelte di propulsore. Tra questi, Maurice Trintignant sulla Cooper-Climax T51 della RRC Walker Racing Team.

 

Giovedì 16 Luglio 1959 si dovrebbe svolgere il primo giorno di prove cronometrate, ma ad essere protagonista in pista è la pioggia, che domina la scena e non permette ai piloti di effettuare regolarmente gli allenamenti. Sebbene il circuito sia aperto dalle ore 14:15 alle ore 17:00 i tempi registrati non saranno presi in considerazione per decidere le posizioni in griglia. Il pomeriggio è umido e triste, e il paddock è pieno di facce infelici, perché questo primo periodo doveva servire come preparazione alle qualifiche. Così com'è per coloro che, sfidando la pioggia, entrano in pista ma imparano molto poco, oltre ad avere un assaggio di quanto orribile sarebbe stata la gara se la pioggia battente fosse continuata per tutto il weekend.

 

I tempi sul giro sono superiori di dieci secondi o più rispetto a quanto ci si aspetterebbe sull'asciutto, e Moss realizza il giro più veloce in 2'08"4 secondi alla guida della B.R.M. preparata dal team British Racing Partnership. Schell, Bonnier e Flockhart sono in pista con le vetture del team BRM, Salvadori e Shelby con le Aston Martin, Brabham, Gregory e McLaren con le Cooper, e Brooks con un paio di Vanwall nuove.

 

Dei sedici ingressi definitivi, due vengono cancellati. Questi ritiri coinvolgono la Cooper-Maserati di Atkins, guidata da Fairman, e una terza auto del Team Lotus. Entrambi i piloti non erano partiti a causa di problemi al motore nelle gare precedenti, poiché sul motore Maserati si era rotto un pistone a Reims, mentre la Lotus era in attesa che la revisione del suo motore da 2½ litri Coventry-Climax fosse completata, dopo essersi rotto durante la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans. Tale è la carenza di motori che Lotus deve condividere i propri motori tra Formula 1. Inoltre, la BARC ha rifiutato di consentire a Chapman di installare un motore Climax da 2.2 litri nella sua terza vettura, ma permette ad Atkins di inserire un motore simile nel suo telaio Formula 2, affinché Fairman possa partecipare alle qualificazioni.

 

La pioggia continua a cadere anche nel corso della mattinata di venerdì 17 Luglio 1959, sicché le prove di qualifica, che si sarebbero svolte dalle ore 14:15 alle ore 17:00, iniziano con la pista ancora umida. La registrazione dei tempi per decidere la griglia di partenza inizia piuttosto lentamente, anche se Moss e Bonnier non si preoccupano dalla pista scivolosa, né lo è Salvadori. Fortunatamente, nel giro di pochi minuti smette di piovere, e riappare il sole. Pertanto la pista si asciuga a un ritmo fenomenale, ed i tempi iniziano a scendere molto rapidamente. Graham Hill sembra essere molto competitivo e stabile, anche se la Lotus non ha ancora perfezionato la messa a punto dei carburatori Weber come Cooper. Con solo due vetture nel team Lotus, la seconda vettura è condivisa da Ireland e Stacey, tra i cui due si deciderà chi avrebbe guidato in gara, dato che Ireland è ancora un po' dolorante dopo l'incidente occorsogli a Rouen.

 

Nel corso delle prove Gregory sembra estremamente aggressivo nel giodare la sua auto, specialmente in fase di frenata, ma tuttavia riesce a fare dei tempi molto veloci. Ma poco più tardi Brabham, in prova sul circuito, giunge a Melling Crossing andando assurdamente veloce: il pilota australiano supera velocemente il complesso di curve e registra un tempo inferiore ai due minuti, dimostrando che la pista è ora davvero asciutta.

 

Anche Moss e Salvadori scenderanno ben presto sotto i due minuti, mentre Brooks non pare affatto contento della sua vettura. Il pilota britannico prova entrambe le vetture che il team Vanwall ha portato in pista, ma non sembra soddisfatto di nessuna delle due: sebbene i motori avrebbero dovuto sviluppare più potenza rispetto all'anno precedente, i rivali sembrano distanti. Queste due vetture sono sostanzialmente le stesse del 1958, tranne per il fatto che il motore è stato abbassato nel telaio, così come la linea dell'albero di trasmissione e il sedile di guida, mentre la carrozzeria è stata abbassata e resa più stretta, ed è stata effettuata una riduzione di peso.

 

Al termine delle prove a prevalere è Jack Brabham, che segna un tempo di 1'58"0, lo stesso ottenuto da Roy Salvadori su Aston Martin. La prima fila è composta dall'australiano e dall'inglese, affiancati da Schell su B.R.M., ad un secondo due decimi dalla pole position, avendo segnato un tempo di 1'59"2. Trintignant (1'59"3) e Gregory (1'59"4), entrambi su Cooper, seguono al quarto e quinto posto, mentre Shelby - sulla seconda Aston Martin - è sesto (1'59"6). Stirling Moss è solo settimo (1'59"7), seguito da Bruce McLaren (1'59"8). Sono escluse le sei vetture da Formula 2 guidate da Bill Moss (che non è parente con Stirling Moss), Mike Parkes, Trevor Taylor, Keith Greene, Tim Parnell e Dennis Taylor, dato i soli ventiquattro posti disponibili sulla griglia. Innes Ireland si qualifica dodicesimo su Lotus; tuttavia, non riesce a partecipare alla corsa e viene sostituito da Alan Stacey.

 

Nel frattempo, in Italia, venerdì 17 Luglio 1959, su suggerimento e con la consulenza del proprio legale, l’avvocato Giacomo Cuoghi, Ferrari scrive al giudice istruttore Luciano Bonafini, dopo che si era era sparsa la voce che la madre di De Portago avesse donato un milione di lire alla parrocchia di Cavriana - la frazione di Guidizzolo dove era avvenuto l’incidente della Milla Miglia - come sostegno alle vittime della sciagura e che Ferrari, invece, non avesse versato nulla a nessuno. La risposta di Ferrari non si fa attendere:


"Pur dichiarandosi del tutto estraneo ai fatti di cui al detto procedimento, e riservandosi di provare documentalmente che - per quanto rifletteva la eventuale responsabilità civile per danni a terzi - egli era ampiamente assicurato e che, ferma restando la già espressa delegazione di ogni responsabilità, il sottoscritto ritiene doveroso di portare a conoscenza della S.V. Ill.ma che tutti i danni recati a terzi nell’incidente de quo sono stati risarciti".

 

Sabato 18 Luglio 1959 sin dalle prime ore del mattino l’autodromo si riempie di persone in trepida attesa per l’evento clou di giornata, ovvero la gara di Formula 1. Dopo la pioggia torrenziale che caratterizza la mattinata, verso le ore 12:00 il cielo si schiarisce e il sole asciuga l'Aintree Stadium a un ritmo notevole, tanto che mentre le vetture vengono assemblate sulla griglia e i piloti sfilano lungo il circuito bordo di un'Austin-Healey Sprite (una piccola e leggera vettura sportiva realizzata dalla BMC), tutto sembra pronte per una gara da svolgersi con asfalto asciutto. La parata dei piloti è sicuramente meno sfarzosa rispetto ad altri eventi visti precedenti, ma facendo un parallelo con il mondo delle corse spiega bene il concetto di auto sportiva per i britannici, privilegiando l’agilità alla potenza pura, una ricetta che sta portando la scuola inglese a dominare i Gran Premi. In prossimità della tribuna principale, gli spalti sono impreziositi da colonne in stile barocco che ricordano come l’impianto sia stato ricavato da un vecchio ippodromo.

 

Quando la bandiera del messiere viene abbassata per dare il via alla gara, Piper non riesce a far funzionare correttamente il suo motore e Herrmann si ferma. Mentre le ventidue auto partono in un gruppo stretto verso la prima curva, la Maserati della Scuderia Centro-Sud viene spinta fuori mentre Piper torna ai box per resettare l'accensione del motore. A comandare la gara è Jack Brabham, seguito da Schell, Bonnier, Gregory, Trintignant, Moss, McLaren, Hill e Salvadori, mentre Shelby e Brooks rimangono attardati.
 

Nel corso del primo giro Fairman è vittima di un testacoda, mentre Shelby si ferma al box dell'Aston Martin poiché il pilota viene bagnato da un getto di carburante. La causa è semplicemente uno spruzzo derivante dal trabocco del serbatoio: pertanto, sistemato l'inconveniente, il pilota viene rimandato in pista. Nel corso del terzo giro Salvadori entra ai box per un motivo simile e per controllare che il tappo di riempimento sia chiuso correttamente, essendo sotto un'ala, a filo della coda, in modo da non poterlo vedere. Anche in questo caso si tratta solo di uno spruzzo derivato dal fatto che il serbatoio è pieno di carburante, quindi anche lui riprende la corsa e aspetta che il livello possa scendere.
 

Questo significa che entrambe le Aston Martin, che hanno mostrato una così buona competitività nelle prove, sono ora in fondo al gruppo senza alcuna speranza di raggiungere le Cooper e le B.R.M. che monopolizzano le posizioni di testa. Brabham si allontana costantemente dal resto del gruppo, ma per il secondo posto Schell, Bonnier, Gregory, Moss, Trintignant e McLaren sono autori di una battaglia formidabile, con Hill appena dietro, a guardare l'azione. Seguono Flockhart, Stacey e Naylor in stretta compagnia con Salvadori che guadagna velocemente e Brooks, estremamente infelice.

 

Passati cinque giri Brooks si ferma ai box per effettuare una lunga pausa, mentre Fairman cerca di recuperare a seguito del suo errore e Piper si unisce al gruppo con due giri di ritardo. All'ottavo giro la lotta per il secondo posto arriva al Tatts Corner, dove nello stesso momento giunge Piper: la Lotus dell'inconsapevole pilota viene ben presto circondata da entrambi i lati dai concorrenti che battagliano per la conquista delle prime posizioni, con piloti arrabbiati che lo maledicono per l'imprevista ostruzione. Questa situazione dà la possibilità a Moss e Schell di allungare la distanza, lasciando Gregory da solo, e con Bonnier, Trintignant e McLaren a seguire. Salvadori sta ora andando splendidamente e sfida Flockhart per il decimo posto, mentre Shelby non riesce a fare molti progressi poiché uno dei magneti ha nel frattempo smesso di funzionare regolarmente a causa di un disco tranciato; l'Aston Martin prosegue dunque con qualche centinaio di giri/motore in meno.

 

Completati i primi dieci giri Brabham può gestire ben tredici secondi di vantaggio su Moss e Schell, mentre Trintignant risale al quarto posto, seguito da McLaren, Bonnier e Gregory che non è troppo felice, dal momento che l'indicatore di temperatura dell'acqua si sta inesorabilmente alzando, indicando un surriscaldamento del motore. All'undicesimo giro Hill porta la sua Lotus in un'ampio spazio attraverso i prati, all'interno della Tatts Corner, facendo saltare i fotografi prima di continuare imperterrito; questo errore, tuttavia, permette a Salvadori di raggiungerlo.
 

Nel corso del dodicesimo giro la Vanwall di Brooks scende in tredicesima posizione, prima di rientrare ai box il giro successivo la causa di un problema al sistema d'accensione; il britannico è il primo ritirato del Gran Premio e presto sarà seguito da Taylor, Naylor, Piper ed Herrmann, che si fermano tra il diciassettesimo e ventunesimo giro sempre a causa di rotture evidenziano le difficoltà tecniche di questa prova.

 

Nel mentre Salvadori attacca Hill e gli sottrae l'ottavo posto, ma il pilota della Lotus riconquista la sua posizione, dando così vita ad una furiosa battaglia tra questi due, durante la quale Salvadori sarà costretto a urtare la coda della Lotus più di una volta e a gridare al suo avversario; ci vorranno più di cinque giri prima che l'Aston Martin possa liberarsi della Lotus. Dopodiché Salvadori si mette all'inseguimento della Cooper di Gregory.

 

Nel frattempo Brabham continua la sua gara prendendo le curve con la coda dell'auto che scivola verso l'esterno, guardando sempre di lato per vedere come se la cava Moss sulla sua B.R.M. Al diciassettesimo giro l'australiano ha diciassette secondi di vantaggio, ma dopo che Moss comincia ad accelerare, grazie anche al carico di carburante che diminuisce e le gomme si consumano, lentamente ma inesorabilmente i diciassette secondi iniziano a ridursi. Nel frattempo Trintignant e Schell continuano a lottare per il terzo posto intralciandosi a vicenda, dando modo a McLaren di raggiungerli.

 

Al ventiquattresimo giro Moss stabilisce un nuovo record sul giro in 1'58"6, riducendo il divario a quindici secondi, ma Brabham risponde girando su tempi di 1'59"0. Come previsto, in poco tempo McLaren dapprima raggiunge Trintignant e Schell, per poi passare al terzo posto.

 

Nel corso del trentacinquesimo giro Brabham mantiene lo stesso ritmpo di Moss e non perde tempo a superare le auto più lente, mentre il suo compagno di squadra, McLaren si allontana dalla coppia composta da Trintignant e Schell. Due giri più tardi, mentre Bonnier termina il suo trentasettesimo giro, il collegamento dell'acceleratore della sua auto si rompe all'incirca nella zona tra il pedale e i carburatori Weber, costringendo il pilota al ritiro. Passa un giro e Trintignant perde la seconda marcia, trovandosi costretto a rinunciare alla lotta per la conquista del quarto posto conteso a Schell.

 

Al quarantunesimo giro Brabham riesce a doppiare Salvadori. Moss nel mentre si porta a dodici secondi da Brabham, ma ci vorrà tutta la sua abilità per ridurre questa distanza di qualche decimo di secondo. Nel mentre, McLaren prosegue saldamente al terzo posto, seguito da Schell, Trintignant e Gregory, anche se l'americano sta per essere doppiato dal suo caposquadra. Seguono Salvadori, Flockhart, Shelby, Hill e Stacey, con Bristow ancora in testa alla categoria Formula 2.
 

Al termine del quarantacinquesimo giro Moss ha un ritardo di soli dieci secondi e mezzo ma non riesce a guadagnare ulteriore terreno nei confronti di Brabham, mentre Schell doppia Shelby, facendolo infuriare; non a caso, il texano da questo momento rimarrà attaccato alla B.R.M. per un certo numero di giri, nonostante abbia problemi al motore. Quando Moss completa il suo cinquantesimo giro, il cronometro indica che il britannico è riuscito a ridurre il distacco a dieci secondi. Ma, cogliendo tutti di sorpresa, il pilota britannico entra ai box per cambiare la ruota posteriore sinistra, perdendo trentuno secondi. Moss rientra in pista prima che McLaren riesca a raggiungerlo. Questa sosta si rivela del tutto imprevista, dato che la Dunlop aveva stimato che le gomme sarebbero durate per l'intera la gara, non permettendo però a Moss di migliorare i suoi tempi rispetto alla qualifica. Con la somma del tempo perso ai box e quello che già si era registrato di distacco dalla testa, la B.R.M. di Moss è ora a cinquantuno secondi dalla Cooper, pertanto dai box i meccanici fanno cenno a Brabham di rallentare e tenere d'occhio le sue gomme posteriori.

 

Nel corso del cinquantaquattresimo giro Brabham può vantare un vantaggio di cinquantatré secondi su Moss, seguito a sua volta a diciotto secondi da McLaren, protagonista di una gara splendidamente regolare e veloce. Schell è quarto, Trintignant quinto, Gregory sesto e Salvadori settimo, seguito da Shelby che nel frattempo ha rinunciato a cercare di tenere dietro Schell, e Graham Hill.
 

Proprio in questo momento Flockhart avrebbe dovuto essere all'ottavo posto, ma il pilota è vittima di un testacoda al Village Corner, finendo in un piccolo fosso. Questo episodio si scatena a causa del suo abitacolo che si è imbrattato d'olio uscito dal circuito di lubrificazione. Anche Gregory non è contento della sua temperatura dell'acqua, e quindi decide di entrare ai box al cinquantaquattresimo giro per imbarcarne dell'altra, il che lo costringe a perdere posizioni e tornare in gara dietro le due Aston Martin.

 

Nel corso del cinquantanovesimo giro Moss registra un tempo record in 1'57"8 e riduce il divario a quarantasei secondi. Il britannico ora riesce a guadagnare costantemente due secondi ad ogni giro, ma i meccanici della Cooper sono ben consapevoli e tengono Brabham informato della continua diminuzione del distacco. Con le ruote imbullonate non sarebbe il caso per la Cooper di fermare l'australiano per sostituire le ruote posteriori, ma questo a condizione che Moss non fosse riuscito ad aumentare il ritmo.

 

Diversamente, a Schell viene dato il segnale di rallentare e guardare le sue gomme, sicché al sessantacinquesimo giro il pilota americano decide di fermarsi ai box per far cambiare il pneumatico posteriore sinistro. Con il divario tra Brabham e Moss ora sceso a trentadue secondi, e nove giri al termine, la B.R.M. del pilota britannico entra ancora una volta inaspettatamente ai box, questa volta a causa del carburante che, pur passando dal serbatoio posteriore a quello laterale, sia a destra che a sinistra, non viene raccolto dalla pompa ed il pilota sente il motore spegnersi. I meccanici inseriscono cinque galloni di carburante prima di spingere la macchina per farla ripartire, ma quest'ultima non parte immediatamente.
 

Nel frattempo McLaren si avvicina velocemente: quando il rubinetto del carburante viene messo sul serbatoio posteriore e il motore si accende, la Cooper del pilota neozelandese passa in seconda posizione. Brabham, nel frattempo, doppia anche Schell. Basterà però un solo giro a Moss per portarsi dietro alla vettura di McLaren e superarlo.

 

Tuttavia McLaren non si arrende, e al sessantottesimo giro la Cooper del pilota neozelandese è vicinissima alla coda della B.R.M. mostrando un'accelerazione superiore in uscita dalle curve; ma al sessantanovesimo giro Moss stabilisce un nuovo record sul giro in 1'57"0. Brabham prosegue da solo in testa alla corsa, mentre Moss guida con animosità non certo per cercare di raggiungere il pilota in testa alla corsa ma per evitare di essere sorpassato da McLaren.

 

Intanto che questo eccitante fine gara è in corso, Shelby costeggia silenziosamente la vettura nel suo box per ritirarsi. Il motore ha perso anche il secondo magnete, avendolo tranciato. Al settantunesimo giro McLaren si avvicina alla vettura di Moss mentre passa dinnanzi ai box, ma non c'è sufficiente spazio per riuscire a passare il pilota britannico. A questo punto della gara, tale è l'eccitazione per questo sforzo da parte di McLaren che Brabham viene quasi trascurato mentre porta a termine i settantacinque giri previsti per vincere un altro importante Gran Premio.
 

Sembra impossibile che McLaren possa rimanere vicino a Moss mentre passano le auto più lente, ma il pilota neozelandese riesce nell'impresa, sicché i due piloti iniziano appaiati l'ultima curva: mentre i due accelerano verso il traguardo, che ora è affollato di fotografi e funzionari, lasciando spazio per una sola auto, Moss guida dritto verso le persone sul lato destro della strada, costringendo i presenti a saltare fuori, lasciando lo spazio libero alla sua sinistra a McLaren; una manovra senza dubbio molto sportiva nei confronti del suo rivale. Ma nonostante ciò il secondo posto viene assegnato a Moss e alla B.R.M. Harry Schell e Maurice Trintignant chiudono al quarto e quinto posto, conquistando i rimanenti punti a disposizione. Salvadori non riesce a regalare la gioia dei primi punti iridati all'Aston Martin arrivando sesto, proprio a margine da questo importante traguardo.
 

Gregory giunge settimo, seguito dalle Lotus ufficiali che terminano in ottava e nona posizione, precedendo le Formula 2 in grado di raggiungere la bandiera scacchi nonostante i distacchi pesanti rispetto alle posizioni di prestigio. Per far meglio comprendere la differenza di prestazione basta considerare che Carroll Shelby su Aston Martin viene classificato undicesimo, pur essendosi fermato al giro sessantanove a causa dell’alternatore. Terminata la corsa, sul prato di fronte alla tribuna principale, Brabham viene acclamato vincitore, avendo condotto la gara dall'inizio alla fine.

 

In ottica campionato il Gran Premio di Gran Bretagna certifica l'allungo di Brabham, che sembra inarrestabile nella corsa verso il titolo, mentre i suoi avversari principali, tra i quali i ferraristi Brooks e Hill, non conquistano nessun punto. Moss finalmente riesce a terminare una corsa in questa stagione ma sembra comunque non poter rientrare tra I papabili vincitori, poiché, in testa alla classifica, Brabham ha 27 punti, seguito da Brooks e Phil Hill fermi a 14 e 9 punti, mentre il quarto posto è condiviso dai protagonisti di giornata, Moss e McLaren, a 8.5 punti.

 

Discorso analogo nella classifica costruttori perché l’assenza della Scuderia Ferrari esclude il principale antagonista della Cooper. Ad approfittarsene della situazione è la B.R.M., che guadagna punto preziosi per insidiare il secondo posto. La Cooper comanda la classifica con 26 punti, seguita dalla Ferrari a 16, la B.R.M. A 14, e la Lotus ferma a quota 3, in attesa dello svolgimento del successivo appuntamento che si svolgerà il 2 Agosto 1959 in Germania, sul tracciato dell’AVUS.

 

Luca Saitta

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